30 Gennaio 2013 – Interventi in Consiglio Comunale (Diversificazione del Modello di Sviluppo per Taranto)

Questi sono gli interventi di Gianni LIVIANO nel Consiglio Comunale del 30 Gennaio 2013. Il dibattito riguardava l’istituzione di una Commissione di Sviluppo (da Gianni proposta nei mesi scorsi) che si possa occupare della diversificazione dalla monocultura dell’acciaio e possa indicare prospettive per la città.

La commissione sviluppo (un po’ modificata rispetto alla proposta originale di Gianni LIVIANO) è poi passata all’unanimità nel consiglio Comunale del 5/2 2013.

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Presidente BITETTI

Punto n. 22: «Ordine del giorno presentato in data 30.11.2012 a firma dei Consiglieri Laruccia, Liviano e Cataldino riguardante: “…impegnare il Sindaco ad interloquire con il Governo mettendo Taranto e non l’Ilva al centro della discussione”».
Invito i sottoscrittori dell’ordine del giorno a fare una introduzione dell’argomento.
Interviene il Consigliere Liviano: prego, ne ha facoltà.
Consigliere Liviano, prima di darle la parola, mi piacerebbe pregare i Consiglieri Comunali presenti in aula di prendere posto per abbassare il fruscio, perché sennò non riusciamo a seguire i lavori.
Prego, Consigliere Liviano. Grazie.

Consigliere LIVIANO

Signor Sindaco, signor Presidente, signori Consiglieri, è evidente che, avendo presentato questo ordine del giorno il 30 novembre ed essendo oggi 30 gennaio, qualcosa nel Mondo è cambiato. E’ evidente che ragionavamo su argomenti che erano di stretta attualità il 30 novembre e che oggi, almeno per alcuni versi, sono stati di fatto superati dalla storia. Rimane però un concetto base che noi abbiamo provato, estendendo questo documento, a sottoporre all’attenzione del Sindaco e del Consiglio Comunale tutto. Il concetto base che ci pare di voler condividere con questo Consiglio Comunale è la necessità di provare a diversificare le prospettive economiche di sviluppo di questo territorio, uscendo fuori da una tradizione culturale che vede Taranto suddita rispetto alla monocultura.
A me pare, signor Presidente, che negare che la città abbia legato il suo destino da subito dopo l’unità d’Italia ad oggi, quindi in 150 anni di storia, ad una monocultura, con l’Arsenale prima e l’industria siderurgica poi, significa negare l’evidenza. Negare questa scelta, pur avendo aiutato in alcuni momenti la città a saltare dei posti nelle file, come dice il papà di Davide in un suo libro, lo scrittore Nistri, ha sicuramente migliorato il reddito pro capite da un lato ma dall’altro ha fortemente condizionato il destino della nostra comunità, legandolo a scelte di politiche nazionali e internazionali su cui poco o nulla poteva incidere il mercato locale e la politica locale. Negare questi concetti mi sembra ugualmente che significhi negare l’evidenza.
Negare che oggi, al di là degli “interventi spot”, questa città necessiti di una programmazione a medio o lunga scadenza di prospettive di diversificazione economica, significa in verità essere miopi e non accorti. Allora ciò che si chiede ancora una volta a questo Consiglio Comunale, all’Amministrazione e al Sindaco è di ragionare su un progetto di futuro. Ciò che si chiede è costruire un progetto di futuro senza la pretesa, evidentemente, che il progetto di futuro si sostituisca all’urgenza di risolvere i problemi immediati, però immaginando di valorizzare una seria diversificazione economica.
In data 30 ottobre il Consiglio Comunale all’unanimità deliberò di costruire, con l’aiuto di attori economici, sociali e culturali del territorio e, se necessario, con l’aiuto di competenze di eccellenza, un gruppo di lavoro che immaginasse prospettive di futuro. L’allargamento dall’esterno lungi dall’essere un ridimensionamento delle capacità, del valore, della qualità espressa da questo Consiglio, dalla Giunta e dal Sindaco aveva assolutamente, invece, al contrario, la necessità di valorizzare le migliori competenze esistenti e favorire percorsi e buone prassi di coesione sociale.
Si ritiene, al contrario, che non sia opportuno ragionare di una situazione di prospettive di sviluppo senza aver bisogno di contributi esterni di eccellenza. Io penso che esistono competenze importanti che vanno valorizzate e ritengo che noi ne abbiamo bisogno perché lungi da quello che può, invece, comportare – per esempio – la realizzazione del referendum, noi abbiamo bisogno di costruire coesione sociale in questa città.
Io so bene che sta a cuore di tutti – Presidente – la lungimiranza dell’impegno di ciascuno dei Consiglieri Comunali di questo Consiglio, di questa città. Non oserei mai pensare che in questo momento drammatico e di crisi per la città, prima di decidere se valorizzare una ipotesi di diversificazione, di prospettive, di aperture a nuovi scenari di costruzione del futuro, l’attenzione di questo Consiglio nel guardare questo ordine del giorno sia legato ai nomi dei firmatari piuttosto che ai contenuti espressi. So bene che questa cosa non accade. Sono convintissimo che questo Consiglio ha a cuore i contenuti che si esprimono, non i nomi dei firmatari dei documenti.
Penso che sia chiaro a tutti che questo è un momento cruciale per la svolta della vita della città, abbiamo una opportunità grande, ciascuno di noi in questo momento storico ha una opportunità grande: ha una opportunità grande questa maggioranza e ha una opportunità grande nella stessa maniera l’opposizione lungimirante e capace, abbiamo l’opportunità grande di farci costruttori di prospettive di futuro per la nostra comunità.
Non credo di esagerare definendo questo un momento storico, per cui davvero invito tutti noi a prendere con forza in mano il destino della città partendo da esperienze consolidate, e per questo – per esempio – invito il Sindaco a prendere contatti con la città di Linz, questa città austriaca di cui tanto ha parlato la televisione in questi giorni.
Io invito questo Consiglio Comunale davvero a valorizzare l’idea che si diversifichi la prospettiva economica della città, che si ragioni su progetti di sviluppo che non prevedano al centro solo ed unicamente il rapporto con l’Ilva.
Concludo con una frase di Seneca che ho ascoltato qualche giorno fa e mi è piaciuta molto…

Presidente BITETTI

Consigliere Vietri, per favore: ci fa sentire la frase di Seneca? Sennò non si sente. Grazie.

Consigliere LIVIANO

“…non ci sono venti favorevoli per i navigatori senza rotta”. E noi siamo certi come Consiglio, come Amministrazione Comunale di voler costruire in maniera condivisa una rotta credibile.
Grazie.

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seguono interventi di altri consiglieri e quindi

Presidente BITETTI

Quindi mi pare di capire che eventualmente potreste rivedere la parte finale dell’ordine del giorno, se ho capito bene. Consigliere Liviano: lei interviene per fatto personale, dopodiché abbiamo i Consiglieri Cotugno, Spalluto, Azzaro e Tribbia.
Prego, Consigliere Liviano.

Consigliere LIVIANO

Io ho apprezzato molto le parole del Sindaco all’inizio di questo Consiglio Comunale, quando richiamava alla valorizzazione della partecipazione, alla necessità dell’ascolto, all’invito – lui ha detto – ai cittadini a segnalare e a contribuire a costruire insieme, a rispondere in maniera coesa e condivisa, nel rispetto dei ruoli, ai bisogni della comunità.
Vorrei partire da questo punto, che mi pare stia a cuore. Voi sapete che è difficile che io faccia enfasi o retorica sulle parole del Sindaco, ma questa cosa la condivido veramente, lo voglio dire: l’idea della partecipazione, della condivisione, del sentirci uno, del valorizzare una condivisione di comunità, dell’immaginare che siamo comunità legata da uno stesso destino che deve necessariamente uscire fuori da questo momento difficile e deve farlo mettendo a rete le qualità, le competenze migliori che esistono in questo territorio. Questo è il concetto che stiamo provando da tempo a condividere con questo Consiglio Comunale!
La sensazione, per dirla tutta, è che mentre da un lato il Sindaco si sforzi, in maniera egregia, di provare a valorizzare percorsi di partecipazione, dall’altro emergano invece idee di coalizioni o, peggio ancora, di aree o, peggio ancora, di appartenenze a leadership individuate e ben definite.
Non è questa la politica responsabile che siamo chiamati a costruire in questo momento!
La politica responsabile che siamo chiamati a costruire in questo momento, perché il destino ha voluto che fossimo noi le persone chiamate a rispondere ai problemi del territorio oggi, non può essere legata ai nomi dei firmatari di un documento. Non è possibile! E’ irresponsabile e miope!
Io voglio lavorare insieme, vorrei tentare di essere utile a questa comunità e voglio farlo immaginando di costruire reti di relazioni con il Sindaco, con la maggioranza e con l’opposizione. Vorrei provare a capire che tipo di futuro immaginiamo, vorrei dire che tipo di “rotta” immaginiamo per questa città, sapendo bene che ci sono tante qualità all’interno di questo Consiglio, di questa Giunta, ma sapendo bene che tante altre ce ne sono all’esterno e che abbiamo la responsabilità di produrre il prodotto migliore e che questo nulla c’entra col dover rallentare il valore del Consiglio, della Giunta o del Consiglio.
La politica capace è quella che si confronta e che si allarga alle relazioni con i terzi, la politica incapace è quella che si chiude e diventa autoreferenziale. E io sono certo, per le parole che ha detto il Sindaco all’inizio di questo Consiglio, che lui vuole essere fautore di politica capace, cioè aperta, che costruisce “ponti”, che si relaziona. Allora se così e se questo fatto è vero – e sono certo che sia condiviso da tutti i Consiglieri qui presenti, di maggioranza e di opposizione – non riesco sinceramente a comprendere le regioni per cui la “Commissione di futuro” che abbiamo costruito insieme nel Consiglio del 30 ottobre – sono passati tre mesi, oggi sono tre mesi – non riesce ad avere sbocchi.
Voi mi chiedete di ritirare questo ordine del giorno, io sono anche disponibile a ritirarlo per dare un ulteriore segnale di voler essere parte di questo Consiglio e parte di questa maggioranza, io sono disponibile a ritirarlo prendendo spunto dalle parole che diceva Mario Laruccia, ma non sono più disponibile ad immaginare giochetti di ruoli, giochetti di appartenenze perché mi sembra miope, mi sembra assolutamente miope. Noi siamo alle prese con gente che sta morendo di fame e a me a chi apparteniamo, con chi stiamo, di chi siamo e di chi ha firmato il documento non me ne frega assolutamente niente. Ci sono persone credibile e serie, Laruccia per esempio è una di quelle, e con queste persone, anche se di opposizione, io voglio avere a che fare, non mi importa niente dell’idea maggioranza e opposizione. Adesso avvalorare questa idea in questo momento storico è veramente miope! La gente sta morendo di fame fuori da questi: noi abbiamo il dovere di costruire una prospettiva di futuro. Il dovere, signor Presidente, non è un optional, non è una cosa che forse facciamo e forse no, e noi ci stiamo preoccupando di capire chi ha firmato il documento?!
Ma, insomma, noi siamo persone grandi, siamo stati votati dalla gente per risolvere i problemi!
Allora se così è, io ancora una volta, come ulteriore atto di mano tesa verso questa maggioranza, come ulteriore atto di mano tesa dico: va bene, ritiriamo questo ordine del giorno. Ma questo ha come pacchetto preconfezionato l’auspicio e la richiesta che nel prossimo Consiglio Comunale, che lei Presidente ha annunciato essere nei primi giorni di febbraio, diate l’annuncio di questa Commissione che il Consiglio Comunale intero all’unanimità ha voluto e che sia aperta ai contributi terzi per costruire un “prodotto Taranto” che ci dia la possibilità di lavorare in maniera strumentale all’obiettivo di qua per i prossimi anni di questa Consigliatura.
Grazie.

Presidente BITETTI

Grazie, Consigliere Liviano.
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 QUI se volete trovate interamente la trascrizione del Consiglio Comunale in oggetto

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