Monte Oliveto appartiene alla Città

Sta suscitando notevole scalpore la vicenda legata al futuro utilizzo del complesso monumentale, di alto pregio architettonico, dell’ex convento di Monteoliveto sito nella Città Vecchia di Taranto.

La questione del recupero dell’ex Convento Monteoliveto nasce la lontano.
Per non perderci partiamo  dal Consiglio Comunale del 28.05.2014.
Questo lo stralcio
dell’intervento di Gianni LIVIANO in quella occasione :

“….Il Consiglio Comunale è il luogo che detta l’indirizzo delle sceltedell’Amministrazione e non è evidentemente il luogo del “teatro” o delleannunciazioni profetiche, come spesso invece ci capita di ascoltare.
……
Io penso in questo momento alla vicenda di Monteoliveto – così arrivo
all’articolo 11, Presidente – ex Caserma Monteoliveto, sapete come si è sviluppata la vicenda: il Demanio l’ha messa in vendita e ha chiesto al Comune se aveva interesse ad esercitare un diritto di prelazione; il Comune non ha esercitato un diritto prelazione; il Demanio ha stabilito un uso ricettivo; la Chiesa ha chiesto di farne luogo per gli uffici Caritas piuttosto per un centro di alta formazione da condividere con la Comunità Sant’Egidio, piuttosto che un dormitorio pubblico; in realtà questa richiesta è stata completamente disattesa; il Demanio si dice in giro – non so se è vero – che l’abbia venduto ad un imprenditore di Massafra per un importo di 300.000 euro e pare che questa struttura sia destinata a diventare una struttura ricettiva. Io non so se è vero, così leggo sui giornali e riferisco.

Se così è, è evidente che quello che manca è un atto di indirizzo in questo
momento per l’utilizzo degli immobili di proprietà comunale in Città Vecchia:
sembra che sono il luogo del nulla e del nessuno, dove ognuno si sente assolutamente legittimato a fare quello che vuole.
Quindi le famiglie povere sono legittimate ad occuparle perché non saprebbero dove andare ad abitare, gli imprenditori privati possono fare quello che vogliono e, quindi, anche acquistarlo a prezzi modici per poter avviare attività imprenditoriali, ma non c’è un progetto, non si sa dove stiamo andando, non si sa qual è l’utilizzo, non si hanno linee guida per l’utilizzo dei beni immobili della Città Vecchia.

Quindi la richiesta al Sindaco è che queste linee guida si abbiano; che i Palazzi De Bellis, Carducci o altri non siano il luogo dove mandiamo le persone che non sanno dove andare a dormire perché non abbiamo altre strutture, ma che siano salvaguardate nella loro dignità e nel loro interesse turistico e siano strumentali ad un progetto da realizzare insieme.”

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