24 Aprile – Resoconto incontro sul Porto di Taranto

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Il porto di Taranto é strategico per il sistema paese. Il governo lo va ripetendo a più riprese. Non c'è vertice romano che non si concluda con questo annuncio. Come quello di mercoledì scorso con il neo sottosegretario alla presidenza del Consiglio, De Vincenti, ha ribadito il concetto aggiungendo il proposito del governo di sottoporre un piano fattibile e seducente a Evergreen perché ritorni sui suoi passi e non vada più a Bari a movimentare i container destinazione Pireo.

Ma le cose come effettivamente stanno? Domande che Michele Conte, già presidente dell'Autorità portuale di Taranto, Maurizio Gennarini, agente marittimo, Giancarlo Russo, vicepresidente di Assologistica,  e l'on. Vittorio Angelici hanno rivolto al sen. Marco Filippi, capogruppo Pd in commissione Trasporti del Senato, ospite di Gianni Liviano, candidato alle Regionali nella lista Emiliano.

Domande serrate sul futuro del porto di Taranto unite alle preoccupazioni dell'imminente scadenza della cassa integrazione per i lavoratori Tct. Unite ai ritardi atavici per la mancanza degli interventi sulla retroportualità che potrebbero rendere Taranto non più competitiva con gli altri porti di transhipment. Allora, magari, ha proposto Conte, sarebbe il caso di convertire a questo punto il porto di Taranto in un distripark endoportuale. Come avvenuto a Barcellona dove questo progetto ha portato alla creazione di 4mila posti di lavoro.

Affianco alle difficoltà del porto quelle degli agenti marittimi rappresentati al sen. Filippi da Maurizio Gennarini il quale ha sottolineato come Taranto sia una città con un porto ma non una città di porto. Per questo, ha aggiunto, serve una inversione di tendenza mettendo da parte maldicenze e contrapposizioni sganciandosi dal luogo comune di essere solo degli assistiti dallo Stato.  Come priorità immediata,  Gennarini ha chiesto la riforma tecniconautica del settore e lo snellimento e facilità delle procedure, chiarezza del diritto tutti nodi vitali per l'economia portuale e per gli addetti ai lavori.

Ma c'è ancora questa filosofia da parte del Paese di avere più porti di transhipment? Così Giancarlo Russo, vicepresidente di Assologistica, il quale ha ripreso l'idea di trasformare Taranto in un distripark endoportuale non dimenticando di sottolineare come nello scalo ionico sia venuta a mancare la movimentazione di determinare merci dovuta all'utilizzo di  navi transoceaniche di ultima generazione che hanno bisogno di pescaggi superiori. E si ritorna alla vexata questio dei dragaggi dei fondali. Ma sta al territorio, ha aggiunto Russo, riuscire a movimentare il prodotto locale come è necessario mettere in sicurezza i lavoratori attualmente in cassa integrazione.CAM00420

Insomma,  tempi certi da offrire a Evergreen perché ritorni a puntare sul porto di Taranto e soddisfare la domanda del vettore commerciale alla luce anche di quelle che saranno le scelte del nuovo governo greco dal momento che il Pireo si candida a essere nuovo hub.  Poi la proposta di Russo di trasformare mar Piccolo in un'area marina protetta dove realizzare attività ludiche e progettuali e lanciare politiche che possano attivare una nuova cultura del mare.

Ma la situazione in cui versa il porto altro non è, ha sottolineato con forza Vittorio Angelici, che il fallimento della politica tarantina. La ricetta? "Cambiare l'attuale classe dirigente", ha sentenziato Angelici. Ma non è che c'è un disegno secondo il quale Taranto deve assolvere solo al servizio di determinate esigenze industriali del Paese? Il dubbio, o sospetto, sembra essere più che legittimo.

Domande e suggerimenti che il sen. Filippi ha appuntato meticolosamente sul suo block notes. E ha risposto, senza sottrarsi all'incalzare dei relatori.

"Chi è il colpevole? La politica – ha detto Filippi – ha le sue responsabilità perché non ha saputo porre attenzione ad un settore strategico per tutto il Paese ovvero i suoi porti. Oltre al dato economico, la riforma da tempo é ferma ad un punto morto e l'auspicio è che il nuovo ministro (Delrio,  ndr) la riprenda con vigore portandola a compimento. Ma oggi il tema è capire se c'è la possibilità di mantenere una centralità nel Mediterraneo. Fino ad oggi i mercati si sono spostati verso Oriente. Siamo in un contesto in cui i cambiamenti impattano violentemente. Gli stessi cinesi hanno una sensazione di dominio del mappamondo. Questo è il mondo che dobbiamo cercate di capire. I cinesi stanno già pensando di progettare rotte a nord favorite dai mutamenti climatici e di utilizzare rotte transiberiane. Elementi, questi, – ha proseguito il sen. Filippi – che vanno approfonditi attentamente".

Poi ci sono gli effetti dirompenti della crisi "che presuppongono nuove dimensioni. E, comunque, non si può continuare ad assecondare le esigenze degli armatori. Non è che loro costruiscono navi sempre più grandi aspettandosi che noi si proceda a sfracelli ambientali".

E sui porti di transhipment,  ha detto Filippi, occorrerà scegliere ma,  sicuramente,  "andranno pensati in maniera differente".

Allora la riforma deve essere quella "della portualita 2.0 che deve guardare alle catene logistiche, alla retroportualità. Manca una politica industriale seria e adeguata del sistema paese. Nei porti ciò che comanda è la merce che chiede il minor costo è il minor tempo. Questa è la sfida: riformare la logistica e avere norme di pianificazione più efficaci e più snelle".

Insomma, quella che è mancata, ha concluso il sen. Filippi, é stata "una chiara visione del nostro sistema portuale che è il secondo nel mondo. Abbiamo porti che invece di fare rete si fanno concorrenza. Quello che serve è avere un governo forte e autorevole con una visione nuova del sistema portuale italiano" fermo restando che Evergreen "non ha giocato a carte scoperte. Per questo è importante che dell'intera partita si occupi la presidenza del Consiglio".

E nell'ottica di una visione regionale "il metodo di lavoro di Gianni Liviano – ha poi detto Filippi – è quello giusto perché, se eletto alla Regione, continuerà a dialogare con il territorio e con i suoi attori locali" 

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