25 Aprile – Dibattito su Aeroporto Arlotta Grottaglie

Rilanciare e valorizzare l'intero territorio grottagliese con tutte le sue peculiarità per valorizzare e rilanciare l'aeroporto "Arlotta". È questo lo scopo dell'iniziativa organizzata da Gianni Liviano, candidato alle Regionali nella lista Emiliano, ieri,  venerdì 24, al castello Episcopio della città delle ceramiche, insieme al sen. Marco Filippi, capogruppo Pd in commissione Trasporti del Senato.CAM00426

"Si può essere in campagna elettorale in molti modi – ha esordito Liviano -: promettendo cose che si sa di non poter mantenere e poi c'è il modo, che mi appartiene, di ragionare insieme, dialogare insieme portando a sintesi,  valorizzandole, le diverse voci delle diverse realtà produttive e non. Il compito della politica deve essere quello di lasciare, dopo averla costruita, una realtà a misura dei nostri figli.  Ecco, diamoci del noi, costruiamo un tessuto sociale solido perché soltanto così si costruisce un percorso lungimirante e serio. Il tentativo – ha concluso Liviano – è quello di accorciare le distanze tra le istanze del territorio e chi è deputato ad operare scelte importanti per il territorio".

Poi il dibattito strutturato in otto interventi di altrettanti rappresentanti del mondo sociale e produttivo grottagliese. E, sotto con Ciro Petrarulo, presidente dell'associazione Utòpia, convinto del fatto che ci sia qualcuno "che abbia dimenticato la provincia di Taranto e che abbia dimenticato Grottaglie". Come nel caso dell'aeroporto, tema centrale della serata, che "é aperto e non utilizzato con sperpero evidente di risorse pubbliche. Vogliamo capire se si vuol far morire Taranto e la sua provincia o se il governo centrale e quello regionale vogliono risvegliarla. Non vogliamo politici che vanno a candidarsi solo per la poltrona, vogliamo politici che facciano sentire la nostra voce".

Come quella di Giovanni Annicchiarico, giovane agricoltore grottagliese, che subito puntualizza e sgombera il campo da ogni equivoco. Nessun volo civile dall'Arlotta ma voli cargo che trasportino le merci "e i frutti della nostra terra se davvero vogliamo rilanciarla. Ci sono mercati,  come quelli russi, che pagano a peso d'oro frutta e ortaggi che arriva via gomma quando con l'aeroporto potrebbero riceverla fresca e in giornata. L'aeroporto da solo non serve se non c'è una strada di collegamento". Una posizione in controtendenza con quello che è il sentire comune.

Antonio La Grotta, presidente del consorzio ceramisti, punta a un discorso di rete e al turismo che, se messo in rete con l'aeroporto, "vuol dire sviluppo e esportazione delle nostre ceramiche. Ma con l'aeroporto aperto ai voli civili noi siamo pronti con strutture ricettive all'altezza? I collegamenti come porto e aeroporto sono fondamentali per noi. Per cui al nuovo consiglio regionale chiediamo di valorizzare una cultura millenaria, quella della ceramica, di guardare con attenzione alle nostre peculiarità, a potenziare le strutture ricettive di Grottaglie".

Chi la pensa diversamente è Mimmo De Padova, del Movimento aeroporto Taranto. "L'anno prossimo festeggiamo il centenario dell'aeroporto, nel 2002 c'è stato un accordo che dà in concessione per 40 anni ad Aeroporti di Puglia la gestione dei quattro aeroporti. Nel 2007 sono stati spesi 200mila euro per costruire una pista di 3200 metri da regalare all'Alenia. Mi sembra – ha sottolineato – uno spreco di risorse economiche. Ogni volta che abbiamo cercato di proporre nuovi voli con rotte alternative a Bari e Brindisi, il sindaco di Brindisi ha subito parlato di scippo nel silenzio dei sindaci di Grottaglie e Taranto. Emiliano conosce il problema. L'auspicio è che continui a ricordarsene".

Loreto Danese, piccolo imprenditore, ha sottolineato, invece, la necessità degli imprenditori locali di puntare sulla destinazione a voli cargo dall'Arlotta anche se poi ha lamentato la mancanza di informazioni giuste necessarie "per organizzarci e collaborare con le realtà che verranno ad insediarsi su Grottaglie. Vorremmo essere coinvolti nei luoghi decisionali proprio per capire come organizzare le nostre aziende. Probabilmente – ha poi concluso – si dovrà in qualche modo procedere all'aggregazione dell'offerta per aprire nuovi mercati e nuove prospettive".

Concentrare tutto sull'aeroporto "é sbagliatissimo – ha, invece, puntualizzato l'architetto De Roma, urbanista – quando sono presenti altre infrastrutture, come la ferrovia,  che andrebbero messe a rete potenziando, ovviamente, il trasporto ferroviario insieme a quello su gomma. Da trent'anni aspettiamo la  bretella autostradale che ci permetta di bypassare Massafra.  Insomma – ha aggiunto De Roma – c'è bisogno di strumenti più flessibili al servizio dello sviluppo del territorio".

E l'Enav che dice? Ricorda che, esattamente un anno fa, si parlava dall'Arlotta per i voli cargo. "Da allora – ricorda Cappiello, ex direttore generale dell'Enav – nulla è accaduto quando poteva subito partire come traffico passeggeri. Questo significa che Aeroporti di Puglia ci ha sempre preso in giro. I nostri rappresentanti in Regione devono impegnarsi acché  l'aeroporto Arlotta possa subito funzionare per sottrarre il territorio all'isolamento cui é destinato".

A stravolgere tutto è Oronzo Patronella, poliedrico imprenditore grottagliese, che si chiede: "cosa possiamo fare per sganciarsi dalla monocultura industriale?". La risposta é semplice: "facciamo arrivare la gente qui da noi a conoscere le peculiarità del territorio. Ma se non ci sono le infrastrutture come facciamo? Rischiamo soltanto di parlarci addosso diluendo nel tempo il problema e facendo arrivare i turisti a Brindisi dove restano perché farsi 30 chilometri per arrivare a Grottaglie non è detto che decidano di farli".

Ma gli aeroporti non possono lavorare soltanto in una direzione, fa notare l'ex sindaco di Grottaglie Raffaele Bagnardi. "Non ho visto aeroporti che si dedicano solo ai voli civili o solo ai voli commerciai così come non è detto che due aeroporti debbano distare necessariamente mille chilometri l'uno dall'altro. La chiave di volta – conclude Bagnardi – è l'intermodalità che qui è rimasta lettera morta".

Per il presidente di Taranto diritto di volare, Alfredo Luigi Conti, se l'aeroporto c'è "deve funzionare per i voli civili, per quelli privati e per quelli commerciali. Ma il governo che intenzione  ha per l'aeroporto di Grottaglie?".

Tutti d'accordo, invece, sul fatto che avere aeroporti troppi vicini tra loro é un falso problema. Resta il fatto, però, che nel Def "é scomparsa la destinazione cargo per l'aeroporto Arlotta" mentre sono state ignorate "le delibere dei consigli comunali e le risultanze del tavolo per lo sviluppo che chiedevano l'utilizzo dello scalo aereo per voli civili".

Allora,  chiosa ancora Liviano, un aeroporto é utile "per una comunità che cresce. Oso chiedervi se eletto,  di camminare insieme. Facciamo in modo che la voce di Grottaglie si sentano a Bari".

Tanta carne a cuocere per il sen. Marco Filippi, capogruppo Pd in commissione Trasporti del Senato, che non si sottrae al confronto.

"Vi confesso – esordisce Filippi – che quelle che erano le mie certezze sulla questione aeroporto voi le avete scalfite arricchendomi allo stesso tempo con le vostre considerazioni". Anche se, su alcuni interventi, "non sono d'accordo. L'aeroporto di Grottaglie – aggiunge Filippi – ha delle caratteristiche specifiche che comportano scelte, a livello centrale, confacenti al tipo di struttura. Ho sempre considerato la scelta fatta su Grottaglie una scelta condivisibile, di specializzazione da guardare con attenzione. Guardo al comparto dell'aerospazio come un comparto ricco sia di ricadute economiche che occupazionali, settore di sperimentazione e di innovazione. Penso alla specializzazione in termini di cargo che intendo a tutto tondo con la realizzazione di strutture di supporto. Anche questo – prosegue – è un elemento di traino".

Oggi,  ha poi sottolineato Filippi, il mondo si è rimpicciolito ma,  di converso, "il nostro Paese e il nostro governo non hanno saputo darsi una politica industriale, sia nel campo della portualità che dell'aeroportualità. In uno scalo non ci può essere di tutto di più. C'è un dato che qui ho raccolto: un'infrastruttura non può non essere utilizzata. Così come credo che un territorio non può essere guardato dalla politica con sguardo predatorio. Una politica seria non può non dare risposte. In commissione Trasporti porterò le vostre istanze".

 

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