8 maggio – utilizzo mensa di Maricentro a supporto assistenza migranti

Maricentro - ingresso

«La Marina militare sta certamente svolgendo un’opera meritoria nel Mediterraneo prestando soccorso ai tanti migranti che, in questi giorni, si stanno riversando sulle coste italiane in cerca di un futuro e di una vita migliore ma questo non basta».

Parole decise quelle di Gianni Liviano, consigliere comunale di Taranto e capolista nella lista “Emiliano sindaco di Puglia” alle elezioni Regionali del prossimo 31 maggio. Per Liviano, infatti, la Marina può e deve fare di più nell’affiancarsi all’amministrazione comunale di Taranto nell’accogliere i numerosi profughi “dirottati” verso la nostra città. «Taranto, come tutta la Puglia del resto, – aggiunge Liviano – è terra di accoglienza, ha nel suo vissuto il dna di città solidale, e qui permettetemi di rivolgere un plauso alle associazioni di volontariato tarantine e all’Agesci , ma per poter svolgere al meglio questo ruolo ha bisogno di avere strutture ricettive degne di tal nome».

Ecco, allora, la proposta e la richiesta di Liviano che chiama in causa direttamente la Marina militare. «Mi risulta – dice il candidato di Emiliano sindaco di Puglia – che all’interno di Maricentro siano in corso dei lavori per la ristrutturazione della mensa. Lavori finalizzati ad un progetto che prevede il trasferimento in quella sede del personale dell’Ammigliarato e di quello della caserma Mezzacapo. Inoltre, – aggiunge Liviano – da fonti sindacali attendibili, mi risulta che questo progetto di trasferimento non troverebbe, almeno per il momento, gradimento tra le stesse organizzazioni sindacali e chi dovrebbe essere trasferito a Maricentro. Allora, conclude Gianni Liviano – perché, in attesa che si risolva la querelle, la Marina militare non mette a disposizione delle associazioni di volontariato e del Comune la mensa di Maricentro in modo da poter dare un migliore ristoro ai migranti? Se lo facesse, sarebbe un ulteriore segno di vicinanza alla città e di onore che certamente non manca alla nostra forza armata».

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