24 Maggio – Liviano: “Taranto diventi una città per bambini”

DOMENICA-IN-VILLAL'allegria chiassosa dei tantissimi bambini si è impossessato della villa Peripato che ha indossato, per l'occasione, l'abito della festa,  è corsa lungo i vialetti dei giardini per esplodere in un pomeriggio di giochi, racconti, letture e animazione. Tutto sotto l'abile regia di Giovanni Guarino, educatore di strada, che ha saputo impreziosire l'iniziativa dell'associazione La città che vogliamo per una visione che metta i bambini al centro della città e della società. Una iniziativa che faccia di Taranto una città per bambini. n tema, questo, caro all'associazione che ha in Gianni Liviano, capolista alle Regionali del 31 maggio nella lista Emiliano, il suo leader. E che in tempi non sospetti ha già organizzato un'iniziativa del genere per parlare del ruolo importante cui i bambini sono chiamati a ricoprire nella società moderna.

Ma ieri la politica non ha voluto fare alcuna invasione di campo, lo stesso Liviano, pur presente in villa, non ha voluto rubare la scena ai veri protagonisti della giornata: i bambini.

Bambini che, è stato sottolineato in villa Peripato, rappresentano il nostro presente e il nostro futuro. E la visione bambinocentrica del mondo pone al centro dell'attenzione sociale la famiglia, in tutte le forme e le trasformazioni che caratterizzano, attualmente, la sua immediata dimensione pubblica, come del resto recita la Carta di Roma.

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Una visione bambinocentrica per superare gli egoismi della società attuale che è adultocentrica. Elementi che Giovanni Guarino e La città che vogliamo hanno saputo far emergere tra le pieghe dei racconti e delle letture fatte insieme ai bambini lanciando, al contempo, messaggi in tale direzione ai tanti genitori presenti in villa Peripato. Un messaggio per costruire ponti e, soprattutto, per far capire che la

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 bambinocentricità deve determinare nei governi, locali e nazionali, la radicale modifica della scala delle priorità degli investimenti facendo sì che gli stessi si pongano in modo totalmente rispettoso nei confronti del primato dell'infanzia, della preadolescenza e dell'adolescenza.

Perché, cantava Giorgio Gaber, la libertà non è stare sopra un albero, non è neanche il volo di un moscone, la libertà non è uno spazio libero, libertà è partecipazione

 

 

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