21 Maggio – Beni culturali, “Il Comune utilizzi 300mila euro per salvare il corso di laurea”

Taranto non può permettersi il ridimensionamento del Polo universitario jonico e la conseguente chiusura di importanti corsi di laurea come quello di Scienze dei Beni culturali e dell’Ambiente tanto più che il Comune di Taranto «ha sottoscritto, insieme all’Università di Bari “A. Moro”, una serie di impegni tra cui quello di destinare, complessivamente, 300mila euro per le finalità dell’accordo sottoscritto e che, scaduto lo scorso 31 dicembre 2013, non è stato ancora rinnovato», scrivono in una interrogazione consiliare con risposta urgente i consiglieri comunali Dante Capriulo, Francesco Venere, Paolo Ciocia e Gianni Liviano, quest’ultimo capolista alle Regionali del 31 maggio nella lista Emiliano sindaco di Puglia.

E al sindaco Stefàno e al presidente del Consiglio comunale, destinatari dell’interrogazione, i quattro consiglieri comunali chiedono cosa intende fare l’amministrazione comunale ovvero se intende procedere «alla sottoscrizione di un nuovo accordo di programma per rilanciare la presenza universitaria a Taranto e per rafforzare il Polo jonico dando attuazione alla precedente delibera del 22 aprile del 2013 e agli ordini del giorno che lo stesso Consiglio comunale ha votato all’unanimità».

Ma, soprattutto, sottolineano Capriulo, Venere, Ciocia e Liviano, c’è da onorare «l’impegno della corresponsione dei 300mila euro promessi a sostegno dell’accordo del triennio 2011/2013». Risorse finanziarie che non dovrebbero essere di difficile reperimento «tanto più – aggiungono i quattro consiglieri comunali – che l’amministrazione comunale sta chiudendo il bilancio con un notevole avanzo di esercizio per cui reperire i 300mila euro per garantire il consolidamento del Polo universitario jonico e il rafforzamento del corso in Beni culturali non dovrebbe costituire un problema. A meno che qualcuno non ha deciso il decadimento totale di Taranto».

Insomma, bisogna muoversi e bisogna farlo in fretta ma, a tutt’oggi, a distanza di quasi un anno e mezzo dalla scadenza del precedente accordo di programma, «non è nemmeno iniziato il percorso – scrivono senza peli sulla lingua Capriulo, Venere, Ciocia e Liviano – il percorso per sottoscrivere un nuovo accordo per il Polo universitario jonico» mentre, nel frattempo, si rincorrono le voci «di un ridimensionamento dello stesso» e della scelta, «che sarebbe davvero mortificante», di individuare come soluzione «quella di tenere lezioni in teleconferenza».

Per non parlare del fatto, come già ribadito dai quattro consiglieri nella loro interrogazione, che il Consiglio comunale «ha più volte espresso l’indirizzo di sostegno al Polo universitario jonico e al Politecnico a partire da quella delibera n° 43 del 22 aprile 2013 relativo all’atto di indirizzo dei Consigli comunale e provinciale di Taranto riunitisi in forma congiunta nell’aula magna della facoltà di Ingegneria del Politecnico».

Ma Capriulo, Venere e Liviano, consiglieri di opposizione rincarato la dose. "Sarebbe davvero un delitto perdere corsi di laurea e veder ridimensionato il Polo universitario. «Se ciò accadesse starebbe a significare, e orami i dubbi sono ben consolidati da sette anni a questa parte, che il sindaco Stefàno, e la sua squadra di assessori, non hanno una vision sul futuro progettuale della città di Taranto».Palazzo d'Aquino

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