3 Giugno – Liviano: “Per Taranto servono grandi progetti”

Si comincia con i ringraziamenti, dovuti, a quanti "hanno collaborato con me e condiviso con me questa difficile campagna elettorale", del resto se così non fosse stato "non avrebbe avuto senso dirsi #diamocidelnoi". Gianni Liviano parla da consigliere regionale fresco di elezione e subito va giù con l'amara considerazione legata al forte tasso di astensione "segno che c'è da lavorare ancora molto per restituire fiducia a chi l'ha persa. E il primo passo è partire dalla valorizzazione delle competenze, l'unica ricetta – ha aggiunto Liviano – per parlare di diversificazione delle realtà produttive del territorio". Una responsabilità che Liviano sente forte soprattutto perché "sono l'unico consigliere regionale tarantino su nove espressione della città. Una città che cerca di recuperare speranza che si contrappone alla città che si confronta con determinati gruppi che ne frenano lo sviluppo. Basta con l'idea del do ut deus perchè dobbiamo ragionare sulla soluzione dei problemi generali piuttosto che dare risposte alle necessità dei singoli".

Partecipazione, dunque, una prospettiva della quale "abbiamo già parlato con Michele Emiliano quando abbiamo ravvisato la necessità di dotare la Regione di una legge sulla partecipazione".

Poi Liviano non ha potuto non soffermarsi sull'emergenza abbattutasi sul Polo universitario jonico e sul corso di laurea in Beni culturali chiamando alle proprie responsabilità l'amministrazione Stefàno mentre ai 5Stelle, che hanno rispedito al mittente, ovvero Emiliano, l'offerta di un assessorato, ricorda che "la politica non è soltanto denuncia, la politica è anche collaborazione e lavoro condiviso".

Ma lui,  Liviano, l'assessorato all'Ambiente lo accetterebbe? "Ho molta fiducia in Emiliano – risponde Liviano – e accetterò qualsiasi decisione. Al momento non mi è stato proposto nulla. Se dovesse esserci ne parlerò col gruppo e poi deciderò".

Nel frattempo il ruolo di consigliere comunale continuerà a svolgerlo perché "così mi hanno chiesto Dante Capriulo e Ciccio Venere. Il percorso fatto fino ad oggi deve poter continuare". Del resto lui è l'unico tarantino che gli elettori hanno mandato a rappresentarli a Bari per cui restare anche all'interno del Consiglio comunale "diventa un'esigenza incomprimibile se davvero vogliamo portare e far pesare le nostre istanze nelle stanze dei bottoni".

Ma se si dovesse individuare uno sconfitto di queste elezioni? Per Ciccio Venere, consigliere comunale presente alla conferenza stampa, non c'è dubbio: "Il vero sconfitto – dice – è il sindaco Stefàno che non è riuscito, con l'ausilio anche di due assessori, a far eleggere il suo candidato". Conf. stampa 3-6-2015

 

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