10 Giugno – Isola Verde , fatti molti errori ora si rimedi

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"La drammatica situazione in cui è sprofondata Taranto IsolaVerde, e con essa i suoi lavoratori, richiede interventi rapidi,decisi e al di fuori di  schematismi figli di logiche che appartengono al passato. Vedere padri di famiglia seduti a cavalcioni sui cornicioni di Palazzo D'Ayala o occupare il ponte girevole in difesa del sacrosanto diritto al lavoro non può esimerci dalle responsabilità che ognuno di noi ha accumulato su questa vicenda".

Gianni Liviano, neoeletto consigliere regionale, prende di petto la vicenda è non le manda a dire per interposta persona. "La Provincia di Taranto, socio unico della partecipata IsolaVerde, ieri (oggi per chi legge, ndc) ha annunciato nel corso dell'assemblea con i lavoratori e le rappresentanze sindacali, di non essere in grado di ripianare le perdite accumulate dall'azienda e di essere costretta a procedere alla messa in liquidazione".

In termini pratici questo significa "che per i 225 lavoratori diventa concreto lo spettro del  licenziamento qualora non dovesseroesserci novità. Un fatto gravissimo – aggiunge Liviano – perché la difficile situazione di Taranto IsolaVerde era nota da tempo a tutti ed, evidentemente, non tutto è stato fatto per cercare soluzioni praticabili".

Secondo il consigliere regionale, infatti, qualcosa non ha funzionato. Perché, si chiede Liviano, si è preferito in passato, secondo quanto denunciato dagli allora consiglieri provinciali, affidare a ditte esterne "lavori che avrebbero potuto tranquillamente essere svolti dai lavoratori di IsolaVerde?".

Ma, ora, è tempo di darsi da fare, di rimboccarsi le maniche e "agire per il  bene della collettività. Magari – sottolinea Liviano – chiamando in causa la Regione Puglia la cui precedente giunta qualche errore di valutazione l'ha fatto. A mio avviso – conclude Liviano – si potrebbe cominciare con l'approvare e rendere operativo il Regolamento relativo alla manutenzione delle caldaie che, da un lato,  permetterebbe ai lavoratori di IsolaVerde di assolvere ad una mansione trasferitagli dal Comune di Taranto, ovvero quella delle verifiche sull'avvenuta manutenzione degli impianti, dall'altro, metterebbe le numerose imprese,abilitate alla manutenzione degli impianti, ad uscire da una crisi, nella quale sono cadute a causa dell'impasse determinatasi, che rischia di compromettere centinaia di posti di lavoro anche in quel comparto". 

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