20 Giugno – incontro organizzativo “Le Città Che Vogliamo”

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"Le sfide sono grosse, l'impegno è importante soprattutto quello di tutti". 

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Gianni Liviano tratteggia il cammino che lo attende a Bari, in Consiglio regionale, dove è stato eletto con tremila seicento voti. E lo fa radunando amici e gruppo di lavoro a Martina Franca, dai padri Somaschi, nella Casa del Fanciullo.
"Il percorso continua", dice rilanciando ancora con più forza il brand #diamocidelnoi che lo ha accompagnato per tutta la campagna elettorale "e che certamente non può essere mandato in soffitta proprio adesso. Ora – ha aggiunto – dobbiamo essere persone di servizio".  Ma per dare gambe a idee e progetti serve darsi un'organizzazione capillare "che non deragli da progetti condivisi".

Nessun uomo solo al comando "ma una cabina di regia che sappia far proprie le proposte dell'altro,  facendo delle diversità culturali non un muro bensì una ricchezza".

Insomma, le aspettative adesso sono tante e le oltre duecento persone che hanno affollato l'auditorium della Casa del Fanciullo sono una chiara testimonianza della necessità di costruire un nuovo futuro per l'intera area ionica.

Allora via con la cabina di regia che prevede, ha spiegato Liviano, tre unità: politica, civico-culturale, operativa. Ma il collante di tutto il progetto "deve essere la formazione alla politica che deve trovare traduzione nei gruppi di lavoro sui temi centrali di intervento della Regione Puglia. Gruppi di lavoro che si riuniranno nei principali centri della Provincia perché – ha sottolineato Liviano –  nessuno deve sentirsi ai margini".

Poi la trasformazione de "La città che vogliamo" che si trasformerà ne "Le città che vogliamo"

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 alla quale tutti i referenti dei comuni possono aderire,  se lo vorranno, organizzandosi con propri organi". Il tutto non sarà sganciato "dal movimento politico che Michele Emiliano creerà portando a sintesi le sue due liste: Emiliano sindaco di Puglia e la Puglia con Emiliano".

Tornando ai tre pilastri della cabina di regia, l'unità politica si occuperà di ricevere e proporre da e verso l'associazione e le sedi del territorio le sollecitazioni politiche pianificandone le strategie; l'unità civico-culturale avrà il compito di recepire e proporre ogni attività di natura sociale, civica e culturale pianificandone le strategie; l'unità operativa che pianificherà ogni attività di comunicazione compresi eventi, campagne, candidature.
 

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Insomma, c'è l'esigenza di dire ad Emiliano "che ci siamo, che vogliamo spingere su una politica che sia onesta e che abbia, come stella polare, il bene comune". La sfida di stare in un movimento politico è lanciata perché, al di là dei populismo,  "ci sono persone serie che vogliono lavorare per il rilancio del territorio".

Elementi condivisi dai numerosi interventi che si sono succeduti nell'arco della giornata apertasi con una messa di ringraziamento officiata da don Antonio Panico. 

(Pierpaolo D'Auria)

One Response to '20 Giugno – incontro organizzativo “Le Città Che Vogliamo”'

  1. Ciro Cafforio says:

    La candidatura di Gianni Liviano ha dato la possibilità a molti di andare a votare ritrovando il valore civico di un dovere abbandonato ed anche per questo sono stato particolarmente contento che la giornata di incontro a Martina Franca abbia avuto inizio con un ringraziamento a nostro Signore del risultato della elezione di Gianni e della preghiera espressa, collettivamente attraverso don Antonio Panico e personalmente da ognuno, per essere capaci e degni di un servizio  per il bene comune di questa nostra terra.

    Ho anche compreso la necessità dell'evento al Villaggio del Fanciullo dopo la festa a Villa Vetusta per tracciare il canovaccio dell'azione di questa aggregazione costituitasi per molti di noi durante la campagna elettorale e che aveva bisogno di un momento informalmente fondativo come di fatti è stato.

    Attendo con piacere, dopo la proclamazione, il prossimo appuntamento per iniziare, con quanti vorranno impegnarsi, il dialogo operativo per rendre visibile un fare politica nobilitato dalla reale partecipazione.

    Un caro saluto   

     

      

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