Liviano : riflessioni sul femminicidio (25 Novembre Giornata internazionale contro la violenza alle donne)

Per 10 anni quasi la metà dei femminicidi è avvenuto al Nord, dal 2013 c'è invece stata un'inversione di tendenza sotto il profilo territoriale, divenendo il Sud l'area a più alto rischio con 75 vittime ed una crescita del 27,1% sull'anno precedente, anche a causa del decremento registrato nelle regioni del Nord (-21% e 60 vittime). Lo indica il rapporto Eures sul femminicidio in Italia, dal quale risulta anche un raddoppio delle vittime al Centro Italia, dalle 22 nel 2012 a 44.

    Il Lazio e la Campania con 20 donne uccise presentano nel 2013 il più alto numero di femminicidi tra le regioni italiane, seguite da Lombardia (19) e Puglia (15). Ma è l'Umbria – come riporta il dossier – a registrare l'indice più alto (12,9 femminicidi per milione di donne residenti). Nella graduatoria provinciale ai primi posti Roma (con 11 femminicidi nel 2013), Torino (9 vittime) e Bari (8).

"I dati forniti dall’indagine contenuta nel secondo rapporto Eures sul femminicidio in Italia ci dicono una cosa incontrovertibile e cioè che é importante, oltre che fondamentale, organizzare attività volte a sensibilizzare l’opinione pubblica sul dramma del femminicidio”.

È quanto sottolinea il consigliere regionale Gianni Liviano, alla vigilia della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne che si celebrerà mercoledì 25 novembre.

Liviano evidenzia, inoltre, come, complessivamente, sia necessario “affrontare temi delicatissimi e purtroppo molto attuali riguardanti ogni forma di violenza sulle donne. Parlarne, affiancando anche tutele legali efficaci, è importantissimo perché –  spiega il consigliere regionale – va rafforzata e irrobustita la consapevolezza di quanto sia necessario contrastare un fenomeno che poi trova la sua concretizzazione in atti di  stalking o, peggio, in tragedie come la cronaca quotidianamente ci racconta. Insomma, – conclude Liviano – è necessario mettere in pratica interventi strutturali a sostegno della centralità della donna”. 

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