24 Gennaio 2016 : invito al Sindaco Stefàno ed ai Consiglieri Regionali tarantini ad unire le forze

 

Accorpamento Soprintendenza, Liviano
mobilita i consiglieri regionali tarantini
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Il ministro Franceschini ha firmato il provvedimento che ridisegna a livello territoriale il Ministero per i Beni culturali per rafforzare i presìdi di tutela e semplificare il rapporto tra cittadini e amministrazione. Una rivoluzione che, di fatto, penalizza Taranto che vede la soprintendenza archeologica accorpata a Lecce.  “Ma questo non vuol dire che dobbiamo restare inermi. Anzi, più che mai, è opportuno che la città faccia sentire forte la sua voce per cui è giunto il momento che tutte le sue componenti facciano quadrato”
Gianni Liviano, consigliere regionale e comunale di Taranto, non ci sta e a distanza di pochi giorni ribadisce l’invito ai consiglieri regionali tarantini (Michele Mazzarano, Donato Pentassuglia, Cosimo Borraccino, Giuseppe Turco, Renato Perrini, Francesca Franzoso, Luigi Morgante e Gaetano Galante) a “intraprendere un’azione comune nei confronti del ministro Franceschini chiedendo di essere ricevuti nel giro di pochissimo tempo. Magari – aggiunge Liviano – coinvolgendo anche il sindaco di Taranto, Stefàno”.
La nuova articolazione territoriale, realizza una distribuzione dei 41 presidi che è stata definita tenendo conto del numero di abitanti, della consistenza del patrimonio culturale e della dimensione dei territori. “Tutti requisiti – fa presente Liviano – che la città di Taranto possiede per cui ritengo che la nostra città non possa essere privata della sede della soprintendenza archeologica perché Taranto è l’archeologia, perché la grandezza storica di questa bimillenaria città é riconosciuta a livello internazionale”.
Ma ciò che lascia perplesso il consigliere regionale é che “il ministro (Franceschini, ndr) che oggi sentenzia l’accorpamento di Taranto a Lecce é lo stesso che non più di cinque mesi fa ha inserito il MarTa tra i musei di interesse nazionale, riconoscendone valenza e importanza”.
Ma digerire questo ennesimo schiaffo inferto alla comunità ionica non è facile perché – sottolinea ancora Gianni Liviano – appare difficile comprendere come mai, mentre il Governo investe sulla città di Taranto con un apposito Contratto istituzionale di sviluppo, allo scopo di garantire alla città speranza di futuro e possibilità di diversificazione economica soprattutto per quanto riguarda la città vecchia, proprio la soprintendenza, che dovrebbe essere il luogo simbolo di una rigenerazione culturale, urbanistica, sociale ed economica, a Taranto venga chiusa. Questa chiusura – conclude il consigliere regionale – appare in verità al contempo uno schiaffo alla storia e una negazione di futuro. Per questo è opportuno, e spero che i miei colleghi consiglieri regionali raccolgano il mio invito, che tutti insieme facciamo sentire la nostra voce e quella dell’intera comunità che ci ha scelto e votato proprio perché vengano sostenute e difese le sue istanze".

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