Archive for febbraio 2016

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PRESENTAZIONE
Il piano di riordino della rete ospedaliera è stato al centro dell’incontro organizzato dall’associazione “Le città che vogliamo” e dal movimento “Partecipazione è cambiamento” venerdì 26 febbraio.

A parlarne, insieme a quello che è il futuro della sanità a Taranto, sono stati invitati il consigliere regionale Gianni Liviano; il dott. Giovanni Gorgoni, direttore del dipartimento Sanità della Regione Puglia; Stefano Rossi, direttore generale Asl di Taranto; Giuseppe Romano, presidente commissione Sanità della Regione Puglia. I lavori saranno moderati dal dott. Cosimo Nume, presidente dell’Ordine dei medici di Taranto.

“È nostra intenzione – spiega il consigliere regionale Gianni Liviano – capire i princìpi generali del piano di riordino, le novità legislative e i criteri utilizzati per definire nel dettaglio il piano di riordino stesso. Al dott. Gorgoni  chiederemo di illustrare i punti di forza e di debolezza del piano”.

Nella legge di stabilità, infatti, sono state inserite delle norme che integrano quelle già contenute nel decreto ministeriale 70. Ci sono delle nuove norme secondo le quali gli ospedali che non riescono ad avere un’entrata superiore al costo di gestione della struttura, e che hanno determinati parametri, rischiano di andare in piano di rientro. Altre  che mettono nero su bianco che, per quanto riguarda la Regione Puglia, non si può spendere per il personale più di quanto la Puglia ha fatto nel 2004. Significa che non si può assumere personale se non con una deroga.

“Insomma – conclude il consigliere regionale Gianni Liviano – siamo di fronte ad un piano complesso che non sta mancando di sollevare proteste nelle nostre comunità ionica, in particolare, è in quella pugliese, più in generale.  Certo è che adeguare tutti gli ospedali italiani a standard omogenei di assistenza, qualità, sicurezza, efficacia ed efficienza richiede uno sforzo immane che, però, non può derogare dall’applicazione del buon senso”. 

RESOCONTO
Gli ospedali pugliesi costano più di quanto producono, cioè in tutti i casi i costi superano in maniera significativa i ricavi: le percentuali di costo oscillano da 59 a 65 per cento mentre quelle dei ricavi si assestano tra il 35 e il 43 per cento. L’approfondimento analitico dei costi, svolto utilizzando il banchmark Nisan, ha messo in evidenza che il costo del personale nelle strutture pugliesi è superiore a quello di altre realtà italiane: il parametro ottimale di riferimento prevede un costo del personale del 51 mentre per la Puglia i costi sono del 52 per cento (Taranto), 55 per cento (Brindisi), 57 per cento (Foggia), 59 per cento (Lecce) e 61 per cento (Bat e Bari). Il costo del personale – vero parametro per la realizzazione di qualsivoglia rete ospedaliera – non può superare il limite massimo della spesa 2004 diminuita del 1,4 per cento: sommando la spesa effettiva e quella residua (cioè quella relativa alle assunzioni soggette a deroghe) si ottiene un totale di 2.398 milioni di euro. Al momento, il 68 per cento dei costi del personale viene utilizzato per gli ospedali mentre al territorio resta il 32 per cento.
In base alle prime simulazioni fatte sulla scorta di anticipazioni ministeriali sui criteri di calcolo di sforamento economico, da quest’anno con buona probabilità le due aziende ospedaliere e  i due istituti di ricovero e cura della regione Puglia andranno in piano di rientro. I presìdi di Asl hanno una situazione talmente critica che, nonostante la legge di Stabilità rimandi al 2017 l’eventuale piano di rientro, si rende necessario avviare già nel 2016 il percorso di risanamento per avere almeno un quadriennio di lavoro. Ecco perchè la parola d’ordine del presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, e attuata sulla carta dal direttore del dipartimento Sanità della Regione Puglia, Giovanni Gorgoni, è stata “razionalizzazione per migliorare il servizio e non per peggiorarlo".

Ma, a vedere l’alzata di scudi di medici, dei loro sindacati di categoria, dei sindaci e dei territori il dubbio è che l’obiettivo non sia stato raggiunto o, se lo è stato, certemente non in maniera indolore.

Nella sede di via Fiume 12 c’erano tutti i soggetti interessati alla questione, messi insieme dall’associazione “Le città che vogliamo” e dal movimento politico “Partecipazione è cambiamento”. Solo all’ultimo momento, per un improvviso impegno di lavoro, il direttore del Dipartimento Sanità della Regione Puglia, Gorgoni, non ha potuto essere presente collegandosi comunque via skype e partecipando al dibattito insieme al consigliere regionale Gianni Liviano, al presidente della commissione Sanità della Regione, Giuseppe Romano, al direttore generale della Asl di Taranto, Stefano Rossi, e al presidente dell’Ordine dei medici della provincia di Taranto, Cosimo Nume, che ha moderato la serata.

Un piano di riordino lacrime e sangue che, dopo l’esito dell’applicazione dei criteri descritti e dell’interlocuzione con le direzioni generali ha determinato, ha spiegato il dott. Gorgoni, un risultato di massima che prevede la sostenibilità per 31 ospedali – rispetto agli attuali 40 – tra ospedali di base (17), ospedali di primo livello (9), ospedali di secondo livello (5).
In particolare per la provincia di Foggia si passa da 5 a 4 ospedali di cui 3 di base e 1 di secondo livello, per la provincia Bat si passa da 5 a 3 ospedali di cui 1 di base e 2 di primo livello, per la provincia di Bari si passa da 12 a 10 ospedali di cui 6 di base, 3 di primo livello e 1 di secondo livello, per la provincia di Taranto si passa da 6 a 5 ospedali di cui 3 di base, 1 di primo livello e 1 di secondo livello, per la provincia di Brindisi si passa da 6 a 3 ospedali di cui 1 di base, 1 di primo livello e 1 di secondo livello, per la provincia di Lecce restano invariati 6 ospedali di cui 3 di base, 2 di primo livello e 1 di secondo livello.

IMG-20160226-WA0011“Occorre fare di necessità virtù – ha ribadito nel corso del collegamento Gorgoni -. Per Taranto chiederemo al Ministero che sia riservato un trattamento speciale vista la difficile situazione ambientale. Purtroppo – ha concluso Gorgoni – in questa provincia possiamo permetterci un ospedale di primo livello, uno di secondo, tre di base. Bisogna, comunque, confidare nella costruzione del nuovo ospedale a Taranto (il San Cataldo, ndr) poi sarà battaglia al Ministero”.

Una battaglia il cui ruolo principale dovrà svolgerlo la politica presente all’incontro con il consigliere regionale Gianni Liviano e il presidente della commissione Sanità della Regione Puglia, Pino Romano.

E la politica non ci sta “di fronte ai freddi numeri”, ha sottolineato il consigliere regionale Liviano. “Il piano di riordino sanitario – ha aggiunto – interessa la chiusura dell’ospedale di Grottaglie mentre fra quelli di Martina, Manduria e Castellaneta solo uno rimarrà di primo livello, gli altri due diventeranno ospedali di base. Siamo di fronte – ha poi concluso Liviano – a contraccolpi negativi per il nostro territorio. Purtroppo la legge dei numeri detta i tempi della Sanità. A questa logica dobbiamo contrapporre il buon senso e le esigenze della comunità “.

Secondo il presidente della commissione Sanità, invece, il modello organizzativo “va adattato ai vincoli, deve essere a dimensione regionale. Il Ss. Annunziata – ha sottolineato Romano – va potenziato sulle cose che non ha è poi occorre costruire ospedali intermedi. Ridurre questa presenza sul territorio ad un’idea di primo livello beh mi sembra un po’ azzardato. Quando l’intero provvedimento arriverà all’esame della commissione che presiedo questi aspetti saranno tenuti da conto”.

Diametralmente opposta la posizione del direttore generale della Asl di Taranto, Stefano Rossi. “Dobbiamo applicare – ha detto – un quadro normativo nel rispetto di standard di sicurezza. Se non passa questo principio ogni polemica diventa inutile. Per quanto ci riguarda siamo impegnati sul fronte del nuovo ospedale che sarà un’eccellenza che non guarderà soltanto a Taranto e al suo territorio provinciale ma guarderà anche al grande Salento. Detto questo, – ha poi concluso – esiste una ipertrofia nella richiesta di  prestazioni sanitarie che rende necessario razionalizzare l’offerta per migliorarla qualitativamente”.

Drastico, invece,  il presidente dell’Ordine dei medici della provincia di Taranto,  Cosimo Nume, convinto com’è che “questo piano, al di là di aspetti puramente ragionieristici, non ha una visione di futuro. Il nostro territorio è storicamente penalizzato nei numeri. Abbiamo una percentuale – ha fatto notare – di 3,4 posti letto  ogni mille abitanti a fronte di una media pugliese  che è del 3,7 a sua volta al di sotto dei 4 posti per mille abitanti. Ecco perché – ha concluso Nume – a mio avviso in questo piano di riordino non ravviso molta chiarezza. Elementi questi che porterò all’attenzione del presidente della Regione, Emiliano, nel corso dell’incontro al quale siamo stati invitati a partecipare”.

(Pier Paolo D'Auria)

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'Aside' Post | By on 26 febbraio 2016

18/02/2016 – PROPOSTE CULTURALI PER TARANTO incontro con Paolo VERRI e Massimo MANERA

 

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INCONTRO con
Paolo VERRI direttore Matera  Capitale della Cultura, Commissario Agenzia Regionale "Puglia Promozione" e
Massimo MANERA presidente Fondazione NOTTE DELLA TARANTA

PRESENTAZIONE
“A Lecce, La Notte della Taranta; a Matera la capitale europea della cultura 2019; e a Taranto?”. È questo il tema dell’incontro organizzato dall’associazione “Le città che vogliamo”e dal movimento “Partecipazione è cambiamento” al quale interverrà il consigliere regionale Gianni Liviano e al quale parteciperanno Massimo Manera, presidente della fondazione Notte della Taranta, e Paolo Verri, commissario di Pugliapromozione.

“Abbiamo voluto organizzare questo incontro per dare seguito ad un discorso già avviato da Gianni Liviano quando ricopriva l’incarico di assessore regionale all'Industria turistica e culturale in un’ottica di sinergia con realtà affermare si in Italia e nel mondo. Il nostro vuole essere un contributo fattivo che punti al rilancio e allo sviluppo di Taranto”, spiegano i componenti La città che vogliamo.

“L’obbiettivo – spiega il consigliere regionale Gianni Liviano – deve essere quello di creare opportunità di sviluppo reale nel campo del turismo e della cultura. In questa partita conto di giocare tutte le mie carte per tutta la legislatura per mettere Taranto e la sua provincia nelle condizioni di smarcarsi definitivamente dalla schiavitù della grande industria”.

RESOCONTO
Il percorso degli ipogei in città vecchia da inserire nel circuito regionale degli Open day; un centro di riprese cinematografiche subacquee da realizzare in prossimità di una isola tra San Paolo e San Pietro; organizzazione di una tappa della Spartan race da far diventare “un appuntamento di portata internazionale e interamente griffato Taranto”; disponibilità da parte della fondazione La Notte della Taranta a organizzare iniziative comuni con Taranto, consolidamento del Palio di Taranto. Sono questi i risultati che ha portato a casa il consigliere regionale Gianni Liviano al termine dell’incontro di giovedì sera, organizzato dall’associazione “Le città che vogliamo” e dal movimento “Partecipazione  è cambiamento” nella sede di via Fiume 12 a Taranto, al quale hanno partecipato anche Paolo Verri, commissario di Pugliapromozione nonché direttore di Matera2019, e Massimo Manera,  presidente della fondazione Notte della Taranta.

playlist video dell'incontro

Non solo, perché l’altra grossa opportunità che si prospetta per Taranto e il suo territorio provinciale è quella di candidarsi all’organizzazione delle prossime Universiadi. “L’Italia – ha spiegato Paolo Verri – non ha ancora candidato una sua città per ospitare le Universiadi del 2021. L’idea di proporre la città di Taranto è del presidente regionale del Coni ed ex assessore allo Sport del Comune di Bari, Sannicandro”.

Le Universiadi potrebbero essere per Taranto una vera e propria occasione di rilancio turistico e culturale come lo sono state, ha aggiunto Verri, “le Olimpiadi invernali per Torino “.

Occasioni che il consigliere regionale Liviano non intende lasciarsi sfuggire. “Del resto – ha più volte ribadito nel suo intervento di giovedì sera – il nostro obiettivo è quello di dare continuità ad un percorso avviato in quei pochi mesi in cui ho ricoperto la carica di assessore regionale all’Industria turistica e culturale. Vogliamo renderci conto – ha aggiunto Liviano – se ci sono i presupposti per diversificare l’economia ionica puntando ad uno sviluppo che sia alternativo all’Ilva. Insomma,  vogliamo cercare di essere costruttori di economia, vogliamo ragionare di metodi e di impegni per il nostro territorio”.

Per questi motivi diventano importanti le sinergie che si andranno a creare con Pugliapromozione e con la fondazione Notte della Taranta. Con quest’ultima in passato ci sono già state forme di collaborazione “che sono state produttive e che vanno riprese e rinsaldate”, ha aggiunto ancora Liviano. Del resto i numeri parlano chiaro. “Il venerdì delle prove generali – ha fatto presente Manera – abbiamo registrato 80mila presenze diventate 200mila nella serata conclusiva del concerto. Per non parlare del pieno di presenza registrato lungo tutta la settimana del festival nei 12 Comuni che hanno ospitato concerti”. Grandi numeri che hanno collocato i Comuni della Grecìa salentina ai primissimi posti tra i 24 Comuni leccesi per reddito pro capite. E, questo, grazie al festival. “Per ogni euro investito – ha concluso Manera – ce ne sono ritornati otto. È nata una microeconomia alternativa legata soprattutto all’artigianato”.

Ma Taranto, è poi intervenuto Verri, deve puntare “a realizzare un qualcosa di suo, un progetto che diventi sistemico, un esperimento di collettività”. In quest’ottica si inquadra la Spartan race la cui organizzazione sarà affidata a Angelo Zomegnan, dg del Giro d’Italia, e il cui costo non supererà i 30mila euro.

“La prima edizione della Spartan race – ha poi concluso Liviano – costituiranno sorta di test per la città e l’area ionica in previsione della trasformazione della competizione in maniera stabile. Insomma, dobbiamo anche provare a fare qualcosa di importante senza paura di sbagliare”.

 

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#giùlemanidallasoprintendenza

PRESENTAZIONE INIZIATIVA
RESOCONTO INIZIATIVA
MEDIA

“Bisogna puntare al mantenimento della secolare presenza della Soprintendenza archeologica a Taranto” poiché “assolutamente funzionale anche ai progetti di recupero della città, del collegamento con il sistema universitario esistente sul territorio, del sistema museale” e anche perché, “se è stato deciso di puntare sul turismo culturale, non si può far finta di non sapere che Taranto è la capitale della Magna Grecia depositaria di un patrimonio archeologico di tutto rispetto”.

Così Gianni Liviano alla vigilia dell’incontro organizzato a Taranto, lunedì 15 febbraio alle ore 18.30 nella sede di via Fiume 12, dall’associazione “Le Città che vogliamo” e dal movimento politico “Partecipazione è cambiamento”. Un incontro che vedrà, oltre alla partecipazione del consigliere regionale tarantino, la presenza del prof. Giuliano Volpe, presidente del Consiglio superiore per i Beni culturali e Paesaggistici del Mibact, ispiratore della riforma che ha portato all’accorpamento della Soprintendenza archeologica di Taranto a quella di Lecce.

Con lui, oltre al consigliere comunale e provinciale Dante Capriulo che porterà i saluti del movimento politico “Partecipazione è cambiamento”, ci saranno il prof. Francesco D’Andria, docente universitario Lecce; il prof. Pietro Massafra, editore; lo studioso Lucio Pierri; il prof. Pietro Aldo Siciliano, docente universitario a Lecce e presidente dell’Istituto per la Storia e l’Archeologia della Magna Grecia. Al dibattito sono stati invitate anche associazioni, sindacati, ordini professionali, enti datoriali.

“Taranto – conclude il consigliere regionale Gianni Liviano – ha una competenza ultrasecolare sotto il profilo archeologico e così facendo si sta mettendo a serio rischio il futuro ultracentenario di questa città. Per questo non ci stancheremo di dire #giùlemanidallasoprintendenza”.


Il Convento di San Michele sarà annesso al MarTa. Scongiurato, dunque, il suo passaggio sotto la giurisdizione della soprintendenza ai Beni architettonici di Bari. Un primo,  importante, risultato il movimento, che vede insieme Chiesa, associazionismo culturale, ordini professionali e associazioni di categoria datoriali, lo ha portato a casa alla fine di un lungo dibattito, dai toni anche aspri e duri ma sviluppatosi sempre lungo i canali della correttezza e del dialogo costruttivo, tenutosi lunedì sera nella sede di via Fiume 12 de “Le città che vogliamo”, organizzatrice, insieme al movimento politico “Partecipazione è cambiamento”, del confronto con il prof. Giuliano Volpe, presidente del Consiglio superiore per i Beni paesaggistici e culturali del Mibact e ispiratore della riforma che ha previsto l’accorpamento della Soprintendenza di Taranto al quella di Lecce.

Un annuncio che è arrivato un paio d’ore dopo la conclusione dell’incontro e che lo stesso prof. Volpe ha comunicato al consigliere regionale Gianni Liviano, moderatore del dibattito, dopo aver relazionato degli esiti al ministro Franceschini.

Un confronto, quello di lunedì sera, duro che, però, non ha portato al tanto sospirato risultato di salvare la Soprintendenza di Taranto. Il suo accorpamento a quella di Lecce sembra, ormai, un fatto ineluttabile e lo stesso prof. Volpe non si è nascosto dietro un dito. Piuttosto, la via che si potrebbe percorrere, ha suggerito lo stesso presidente del Consiglio superiore del Mibact, è  quella di chiedere al ministro Franceschini che Taranto sia sede della Soprintendenza unica territoriale. Ma anche qui la strada resta in salita.

A nulla sono valse le considerazioni sull’opportunità di privare quella che è stata la capitale della Magna Grecia di una presenza secolare qual è la Soprintendenza archeologica. E se il prof. Piero Massafra ha parlato di “una vera cattiveria perpretata nei confronti della comunità tarantina”, il prof. Lucio Pierri ha consegnato in anteprima al prof. Volpe il documento, sottoscritto dall’intellighenzia tarantina e non solo, che nei prossimi giorni sarà inviato al Capo dello Stato, Mattarella, e al ministro Franceschini nel quale si ribadisce l’importanza e la strategicità della Soprintendenza tarantina che non può cadere sotto i colpi del criterio della territorialità. “Taranto – è stato fatto notare dai numerosi archeologi presenti – ha una continuità storica e antropologica che parte dal neolitico per attraversare le ere storiche e approdare ai fasti della capitale della Magna Grecia per poi svolgere un ruolo importante anche in epoca romana”. Al contrario di Lecce, individuata come area meridionale della Puglia  (Foggia per l’area settentrionale e Bari per quella centrale). Tesi sostenuta anche dal prof. Francesco D’Andria, archeologo e docente all’Università di Lecce, e dal prof. Aldo Siciliano, presidente dell’Istituto per la Storia e l’Archeologia della Magna Grecia, presenti all’incontro insieme al consigliere comunale e provinciale, Dante Capriulo.

Tesi che, però, non hanno fatto breccia nel prof. Volpe che ha difeso, spiegandola, l’architettura della riforma “che il Paese attendeva da più di trent’anni” e la cui realizzazione è stata accelerata in virtù “del nuovo concorso che sta per partire e che riguarderà circa 600 unità. C’era l’esigenza di farsi trovare pronti in modo da distribuire il nuovo personale assunto in sedi già riformate”.Argomentazioni, queste, che hanno fatto mugugnare le tantissime persone presenti.

“Con questa riforma – ha aggiunto il prof. Volpe – si integrano competenze che prima erano frammentate. Le nuove Soprintendenze non negano le specializzazioni ma le integrano prevedendo vari settori: archeologia, architettura, paesaggio, beni immateriali, educazione e ricerca. La soppressione delle Soprintendenze  – ha aggiunto Volpe – è da alcuni interpretata come la morte della tutela archeologica. Così non è perché archeologi saranno presenti in tutte le trentanove Soprintendenze. L’idea che il patrimonio archeologico sia distinto da quello architettonico, artistico o paesaggistico è metodologicamente inesistente”. Ecco perché Taranto non può più essere sede della Soprintendenza archeologica.

La battaglia non si può considerare conclusa. Tutt’altro. “Quello che chiediamo e chiederemo – ha aggiunto il consigliere regionale Gianni Liviano – e che quantomeno si faccia un percorso inverso ovvero che sia Lecce ad essere accorpata a Taranto. Non si possono cancellare tremila anni di storia e una presenza secolare di una comunità”.

E per decidere le prossime iniziative e azioni da intraprendere in difesa della storia e della cultura della città dei due mari, le associazioni culturali e quelle datoriali nonché i rappresentanti degli ordini professionali insieme al consigliere Liviano torneranno ad incontrarsi venerdì 19 febbraio nella sede di via Fiume 12  al grido di #giulemanidallasoprintendenza.


MEDIA  

Interventi finali dei relatori e replica del prof. Volpe

Introduzione di Gianni Liviano

'Aside' Post | By on 15 febbraio 2016

 

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INCONTRO CON GLI ASSOCIATI E GLI AMICI PER UNA SERATA DI FESTA

'Aside' Post | By on 13 febbraio 2016

               index
 

 
 
Sunto dell' intervento in Consiglio Regionale nella seduta del 5 Febbraio 2016.
prima della votazione di un emendamento proposto relativo al polo universitario jonico
 

..Esorto me stesso e voi a rinnovare un patto per essere costruttori di bellezza e di felicità…. La costruzione di bellezza e di felicità è il desiderio di fornite risposte in maniera appassionata e competente ai bisogni delle persone di questa regione.    Perché ciò si realizzi occorre che ciascuno tra noi,  Maggioranza e opposizione, sia messo in condizione di poter essere costruttore e testimone di felicità….   Perché questo Sia vero, perché ciò accada, è richiesta lealtà, nessuno si senta più furbo di altri, e la fedeltà ad un progetto, il rispetto per le persone, la buona educazione, non vengano scambiati per ingenuità.      Nessuno si  senta autorizzato a giocare a scacchi immaginando che le persone siano pedine….il nostro  patto di fedeltà non e' ai contenitori, o peggio ancora ai personalismi,  ma ai progetti, alle prospettive e agli obbiettivi da realizzare…. La mia fedeltà è alla gente della puglia e alla mia comunità di provenienza in particolare che è luogo che soffre.  Solo con loro il vincolo di fedeltà è reale ed eterno ..
qui il video dell'intervento (grazie alla testata www.oltreilfatto.it )

'Aside' Post | By on 5 febbraio 2016