Archive for aprile 2016

 

COMUNICATO STAMPA / INTERPELLANZA URGENTE CONSIGLIERE LIVIANO  SU VICENDA

 bando per  esami di “ guida Turistica ed accompagnatori “ indetto dalla Provincia di Taranto

LA REGIONE INTERVENGA SUBITO PER LIMITARE I DANNI DI QUESTE PROVINCE INCOMPETENTI ED INCAPACI

TAMBURRANO COLLEZIONA UN ALTRO PRIMATO NEGATIVO , DOPO LO SCANDALOSO BLOCCO DI “ PALAZZO DEGLI UFFICI ” , LA DISCUTIBILE GESTIONE DI “ ISOLA VERDE “  E’ ARRIVATA LA  VICENDA “ GUIDE TURISTICHE “  CHE DIMOSTRA QUANTO QUESTE PROVINCE SIANO ALLO SBANDO

LIVIANO INTERVIENE  CON FERMEZZA  SUL BANDO GUIDE TURISTICHE  A TARANTO CHIEDENDO CHIAREZZA ED INTERVENTO RISOLUTIVO DELLA RGEIONE . LA PROVINCIA RESPONSABILE DEL CAOS CREATO
  LA CAPONE INTERVENGA SUBITO E CHIARISCA SULLO STALLO DEL BANDO  PER GUIDE  ED ACCOMPAGNATORI TURISTICI  DELLA PROVINCIA DI TARANTO NECESSARIO TENERE IN CONSIDERAZIONE LA   PREOCCUPAZIONE  DI 1600 ASPIRANTI GUIDE  CHE  , A SEGUITO DELL’INCOMPTENZA E DELLA NON COLLABORAZIONE DELLA PROVINCIA DI TARANTO  ORA SONO NELLA CONFUSIONE PIU’ TOTALE
E’ noto a tutti che la vicenda del bando per  esami di “ guida Turistica ed accompagnatori “ indetto dalla Provincia di Taranto in febbraio 2016 è ad un punto morto e nei prossimi giorni alla Regione , in attuazione della Legge De Rio ed a seguito della Legge 31/2015  ,  saranno attribuite le funzioni in materia di turismo sono trasferite alla Regione con i relativi beni, risorse umane e finanziarie,ai sensi dell’art. 1, comma 91, l. 56/2014 .
La storia , per i non addetti , è la seguente :
-La Regione in autunno ha tenuto due incontri di coordinamento con le Province, su input della Provincia di Taranto che, con un improvviso revirement, nell'imminenza dell’entrata in vigore della l.r. 31/2015, ha deciso di avviare l’esame di abilitazione per l’esercizio delle professioni in argomento .
Nel corso di questi incontri, cui la Provincia di Taranto (presente solo ad uno) ha inviato un funzionario sprovvisto di qualsiasi potere decisionale, le altre Province e la stessa Città metropolitana hanno fatto presente di non disporre dei fondi necessari per avviare la procedura nell’anno in corso (2015) e che avrebbero verificato la possibilità di appostare sul bilancio 2016 le somme necessarie.
L’Assessorato regionale al Turismo, in sede di approvazione del bilancio di previsione 2016, si è premurato di far stanziare una congrua somma per poter avviare gli esami, considerato altresì che il DM MIBACT dell’11/12/2015 pone in capo alle Regioni la competenza per le abilitazioni di secondo livello, che consentono di poter esercitare la professione di guida e accompagnatore turistico nei siti cc.dd. specialistici, individuati con un DM MIBACT di aprile 2015.
La Provincia di Taranto, nonostante fosse stata informata di tutto ciò, ha deciso di andare avanti, ponendo tutte le spese delle procedura in capo ai partecipanti (contributo di Euro 100, 00) ed escludendo l’esame suppletivo di lingua straniera che, in base alle linee guida di cui alla DGR 1069/2014 dovrebbe essere fatto sostenere agli interessati che ne facciano richiesta.
La situazione odierna è che 1600 candidati sono SENZA VOCE  e quando chiedono informazioni alla Provincia di Taranto circa le date e  le modalita’ degli esami gli viene risposto in modo vago ed incerto , è assolutamente necessario ed urgente che l’Assessore Capone intervenga in merito chiarendo  ai 1600 candidati che sperano di iniziare un’attività’ professionale nel settore Turismo sia in Puglia che  in tutta Italia ed anche in UE come la Regione intende muoversi ed in che modo vuole risolvere  questa situazione incresciosa creta dalla fretta di “fare cassa” della Provincia di Taranto .
La Provincia di Taranto , ove non vi fosse la possibilità per la Regione di applicare l’art 8 della L. 31/20015 ,
(Art. 8 Conclusione dei procedimenti amministrativi in corso 1. Fatto salvo quanto diversamente stabilito da specifiche disposizioni, i procedimenti amministrativi in corso alla data di decorrenza dell'esercizio delle funzioni oggetto di riordino sono conclusi dall'ente subentrante, il quale succede di diritto anche nei rapporti processuali)
RESTITUISCA I SOLDI AI PARTECIPANTI
IN ALTERNATIVA LE REGIONE APPLICHI QUANTO PRIMA LE PROCEDURE PREVISTE
DALL’ART. 11  COMMA C  DELLA LEGGE 31/2015 E NOMINI VELOCEMENTE UN COMMISSARIO AD ACTA
c) il Presidente della Giunta regionale, decorso inutilmente il termine di cui alla lettera b), nomina un commissario ad acta per l’adozione degli atti e dei provvedimenti conclusivi, individuandolo tra i dirigenti e i funzionari regionale competenti per materia. Il commissario ad acta si avvarrà della collaborazione dell’Ente locale interessato.

'Aside' Post | By on 30 aprile 2016

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L’accesso alle prestazioni socio-sanitarie per utenza con disabilità gravi-gravissime in età evolutiva ed età adulta è al centro della richiesta, che fa seguito ad una analoga dello scorso 26 febbraio dell’associazione “Ovunque Andrai” cui non c’è stato riscontro, inoltrata al dott. Giovanni Gorgoni, direttore del dipartimento Sanità della Regione Puglia, e al dott. Stefano Rossi, direttore dell’Asl di Taranto, dal consigliere regionale Gianni Liviano.

In particolare il consigliere regionale Liviano, sulla scorta di quanto lamentato da “Ovunque Andrai”, chiede al dott. Gorgoni il potenziamento del Centro Diurno (ex art. 26 L. 833/78) "Magna Grecia", sito in viale Magna Grecia 418 ed afferente al Dipartimento di Riabilitazione della Asl di Taranto  con l'integrazione del personale.
In particolare Liviano chiede che possa essere garantito l'accesso “ad altre persone eleggibili art. 26 che in mancanza di strutture adeguate, rimangono a casa o sono inviate in strutture fuori provincia allontandandosi dal loro ambiente familiare”.
Non solo, perché Liviano lamenta l'assenza o insufficienza di educatori, Oss, logopedisti, fisioterapisti, infermieri. “Non sono garantiti – aggiunge Liviano – cicli di fisioterapia individuali e di gruppo costanti (progetti di mantenimento previsto dai Lea); O.S.S per assistenza durante il pasto e durante la fisioterapia (quelli attualmente presenti non sono sufficienti); Il potenziamento e l'accesso delle prestazioni di Idrokinesiterapia presso la piscina riabilitativa situata  nel Dipartimento di riabilitazione a Taranto.
L'idrokinesiterapia – spiega il consigliere regionale – per i pazienti con esiti di cerebrolesioni è una forma di terapia di supporto che si affianca e si inserisce in un piano di trattamento più ampio che necessariamente prevede altre forme di terapia. L'acqua rappresenta per i pazienti con disabilità neuromotoria un mezzo ideale con cui lavorare perché, a causa della parziale assenza di gravità, pemette loro di poter svolgere degli esercizi e dei movimenti che sarebbe estremamente difficile poter eseguire fuori. Si può dunque affermare che l'acqua sia un elemento facilitatore sia per il paziente che per il terapista”.
Liviano chiede, inoltre, l’istituzione del "Dopo di noi" (art. 57 del regolamento 04/2007) nella città di Taranto. “Attualmente – fa presente Liviano – non è attiva alcuna struttura del "dopo di noi" nella città di Taranto”.
C’è anche la necessità, spiega ancora il consigliere regionale tarantino, di assicurare il diritto di accesso alle prestazioni odontoiatriche per persone gravi/gravissime non collaboranti.
All'uopo Liviano propone di creare “un piccolo ambulatorio odontoiatrico presso una struttura ospedaliera della città in collaborazione con la figura dell'anestesista per intervenire in tutti i casi di non collaborazione dovuti alla patologia del paziente. Si fa riferimento in merito alla Legge 833/78 e da ultimo alle raccomandazioni del ministero della salute 2014 pag. 236 "odontoiatria speciale: cura delle patologie odontostomatologiche negli individui con paticolari esigenze: persone con disabilità intellettiva, persone affette da malattie che ne riducono la mobilità o la collaborazione….La presa in carico di queste persoen comporta che venga loro consentito di essere curati in maniera paragonabile per efficacia al rerto della popolazione, nonostante, spesso, la loro scarsa collaborazione".
Infine, il consigliere regionale chiede che venga istituito un Osservatorio territoriale sulla disabilità grave e  gravissima “costituito dai componenti delle aziende sanitarie, dei Comuni e delle famiglie degli utenti al fine di collaborare con la Regione Puglia per individuare il giusto fabbisogno dei servizi”.

Per meglio affrontare queste problematiche, il consigliere regionale Gianni Liviano ha chiesto un incontro al direttore del dipartimento Sanità della Regione Puglia, dott. Gorgoni
 

'Aside' Post | By on 29 aprile 2016

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Apprendo che il vicesindaco di Taranto nonché assessore ai Lavori pubblici si è lanciato in una intemerata nei miei confronti accusandomi, a proposito delle notizie da me diffuse sullo stato di avanzamento delle procedure per la realizzazione dell'impianto fognante nei quartieri di Talsano, Lama e San Vito, di protagonismo. Che dire. C’è chi interpreta la politica come servizio alla comunità, informandola, laddove possibile, su argomenti che la interessano da vicino, e chi, invece, ragiona nell’ottica della medaglia da appuntarsi sul bavero della giacca. Evidentemente, l’assessore Lonoce appartiene a questa seconda categoria”.

È determinata e decisa la replica del consigliere regionale Gianni Liviano alla nota diramata nella tarda mattinata da Palazzo di Città. Accuse che Liviano rispedisce al mittente.

Forse – aggiunge Liviano – al vicesindaco Lonoce sfugge che il sottoscritto è consigliere regionale pertanto portatore di interessi della città di Taranto. Se i cittadini di Talsano, Lama e San Vito hanno preferito rivolgersi a me per avere informazioni sulla questione, piuttosto che al Comune di Taranto, evidentemente c’è un motivo e il vicesindaco Lonoce farebbe bene a interrogarsi su quale esso sia. Vorrei solo sottolineare che la vicenda fogne ha avuto un’accelerata proprio nel momento in cui la Regione Puglia l’ha presa in carico (su sollecitazione oltre che del sottoscritto anche del consigliere comunale e provinciale Dante Capriulo) dal momento che per circa dieci anni questa amministrazione comunale non è stata in grado di assicurare servizi primari ad ampia parte della popolazione. Anzi, se rallentamento c’è stato questo si è verificato nel momento in cui, nonostante la sottoscrizione di un accordo (siglato ad ottobre scorso) tra Regione Puglia, Comune di Taranto e Aqp con il quale si delegava quest’ultimo a procedere negli espropri, la Giunta comunale ha pensato bene di conferire l’incarico ad Infrataras salvo poi rendersi conto di non aver le risorse economiche per assumere, seppure a tempo determinato, le figure tecniche necessarie. Per non parlare del fatto che all’incontro (svoltosi a Bari lo scorso 8 marzo) propedeutico a quello del 6 aprile, cui Lonoce fa riferimento, il sottoscritto era presente insieme al consigliere Capriulo e ad una delegazione di cittadini dei tre quartieri interessati. Mi chiedo, a questo punto, di che cosa stiamo parlando”.

Quanto poi alla infelice frase sulla breve durata del suo assessorato, Liviano ricorda a Lonoce che “si può essere assessori per poco tempo e lasciare segni tangibili come, altresì, si può essere assessori per anni senza che alcuno se ne accorga. Credo – conclude il consigliere regionale – che i tempi siano maturi perché questa Giunta comunale vada a casa in anticipo sulla sua naturale scadenza per decennale evidente e assoluta incapacità di governare la città”.

qui   articoli precedenti su problematica fogna 

'Aside' Post | By on 20 aprile 2016

fogna
 

“Entro il 31 dicembre del 2018 potrebbero essere ultimati gli interventi per la realizzazione dell'impianto fognante nei quartieri di Talsano, Lama e San Vito” mentre le procedure per le gare “dovrebbero essere  ultimate entro il 31 ottobre di quest’anno”.

A darne notizia è il consigliere regionale Gianni Liviano, che da tempo si sta occupando della questione della quale è stato investito anche l’assessore regionale GIovanni Giannini, dopo uno scambio epistolare con il vicepresidente di Acquedotto pugliese, Lorenzo De Santis.
Tempi degli espropri e cronoprogramma degli interventi, queste le richieste avanzate dal consigliere regionale ad Aqp. Sugli espropri, fa presente Liviano, il responsabile Area ingegneria di Aqp, Enrico Tarquinio, “ha spiegato che, in occasione d’incontro tenutosi presso l’Amministrazione di Taranto lo scorso 6 aprile, si è convenuto per la redazione di appositi piani particellari di esproprio propedeutici all’acquisizione, delle aree interessate dai lavori al patrimonio comunale. A questo farà seguito l’approvazione dei progetti da avviare all’appalto da parte del Comune di Taranto e dell’Autorità Idrica Pugliese, per esigenze di pubblica utilità e conformità urbanistica”.
I tempi di redazione dei piani particellari “sono stati stimati – spiega Liviano – in complessivi trenta giorni a partire dall’avvenuta pubblicazione di revoca dell’incarico che la giunta comunale aveva precedentemente affidato a Infrataras. Affidamento la cui pubblicazione era stata formalizzata  nell’Albo pretorio del Comune di Taranto lo scorso 13 aprile. Ecco perché Aqp ritiene che le approvazioni ed il completamento delle procedure utili all’avvio della fase di gara, possano concludersi entro il prossimo 31 ottobre”.
Per quanto riguarda il cronoprogramma previsto sia per la realizzazione dell'esproprio che per la realizzazione dei lavori, “Aqp – spiega Liviano – prevede il completamento delle fasi progettuali approvative entro il 31 ottobre 2016; la fase di gara della durata di circa 180 giorni ed ultimazione con aggiudicazione approssimativamente entro il 31 luglio del 2017; la realizzazione delle opere in complessivi circa giorni 380 lavorativi, ovvero, comprendendo anche i tempi di collaudo tecnico amministrativo, entro la presumibile data del 31 dicembre 2018”.
Notizie meno positive, invece, per la realizzazione dell'impianto fognante nella zona  tra la Baia del Pescatore e la Marina di Lizzano. “Qui – fa sapere ancora Liviano – non c’è in corso alcuna attività progettuale e costruttiva per quanto riguarda l’impianto di sollevamento. E, se la marina di Pulsano è allacciata e regolarmente funzionante – conclude Liviano – lo stesso non può dirsi per le marine di Taranto e Lizzano che necessiterebbero, in futuro, del sollevamento tra Baia del Pescatore e la Marina di Lizzano. Qui, infatti, le opere da effettuare non sono state ancora oggetto di realizzazione”.

qui  resoconto dell'incontro dell'8 Marzo in Assessorato Regionale propedeutico al cronoprogramma attivato da AQP
 

 

'Aside' Post | By on 17 aprile 2016

    

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Taranto 2020, andare oltre l’Ilva

Andare oltre l’Ilva perchè “c’è la voglia matura di dire che Taranto non è solo l’Ilva” che Taranto “sta provando a rompere la crosta pesante di fatalismo che l’avvolge”  che Taranto “è sempre stata un città pensata piuttosto che pensante ma che il tempo di lasciarsi pensare è finito perchè è il momento di pensare al proprio destino”.
FB_IMG_1460801992786Guglielmo Minervini, già bi-assessore nelle giunte Vendola e oggi consigliere regionale di Noi a sinistra per la Puglia, queste cose le ha dette con estrema franchezza, convinto del fatto che “se i tarantini non si rimboccano le maniche” gli 800 milioni di euro del Contratto di sviluppo “rischiano di non essere decisivi”. E le ha dette approfittando dell’incontro organizzato a Taranto dall’associazione “Le città che vogliamo”. Tema della serata: “Taranto destinazione 2020”. Un tema ambizioso che è la cifra di come la città stia provando a riorganizzarsi attraverso le sue forze vive: i giovani tarantini, talenti di una terra talentuosa e, a volte, matrigna perchè prima li allontana mostrando loro il peggio di sè, poi li richiama con il suo fascino ammaliatore. Come è avvenuto per Stefania Ressa, fondatrice di Sedicotaranto.it, undici anni vissuti a Fienze, qualcuno all’estero e poi il richiamo delle radici e l’idea di creare a Taranto una web community su arte, cultura, lifestyle ed eventi, o per Andrea Romandini di  @SalProEventi, un decennio trascorso nella bella Siena prima di varcare il suo personale Rubicone e ritornare a Taranto. Esempi di come si possa tornare utili alla città raccontati nel corso della serata, alla quale sono intervenuti anche Franco Milella funzionrio Ocse e Gianni Liviano consigliere regionale e anfitrione di primo piano, insieme a Carmelo Fanizza della Jonian Dolphin conservation, Fabrizio Iurlano dell’associazione Terra, Andrea Lumino segretario Slc-Cgil e Patrizia Guastella, archeologa e topografa che con la cooperativa Polisviluppo ha fatto del Parco archeologico Saturo un punto di eccellenza e meta di turisti desiderosi di conoscere, appuntom un’altra Taranto.
Sei esperienze offerte a quanti, forse, neanche immaginano l’esistenza di giovani tarantini che lavorano per la città “animati – ha sottolineato Gianni Liviano – da passione e entusiasmo che si trasformano anche in esperienze imprenditoriali e culturali di altissimo livello”. Come nel caso della Jonian Dolphin conservation che ha visto uno dei suoi fondatori, Carmelo Fanizza, essere testimonial, con una sua  riproduzione tridimensionale, della Puglia ad Expo 2015. “Per finanziare la nostra attività di ricerca sui delfini e sui cetacei presenti nel Golfo di Taranto – ha spiegato Fanizza – abbiamo deciso di puntare sui turisti mettendo a loro disposizione un catamarano per escursioni nei punti di avvistamento dei delfini. Questo ci ha permesso di acquistare attrezzature scientifiche per le nostre ricerche e i nostri studi”. Oggi, la Jonian Dolphin conservatione è vincirice di due bandi, in Ati con altre associazioni tarantine, che permetteranno, il primo di relizzare all’interno di Palazzo Amati, in città vecchia, un centro di ricerche sui cetacei; il secondo, di acquisire l’ex ristorante Al Gambero, a Porta Napoli, dove realizzare un polo turistico integrato”.
Progetti ambiziosi al servizio della città come lo sono le iniziative de “L’Isola che vogliamo”, di “Natale nell’Isola dei presepi”, del “Festival delle attività umane e del territorio” messe in piedi dall’associazione Terra. “Quando a Taranto impareremo a parlare delle cose belle fatte dagli altri, allora sarà una vittoria”, ha sottolineato Fabrizio Iurlano che dell’associzione Terra è una delle anime, esprimendo un concetto fatto proprio da Stefania Ressa (“Siamo qui per intrecciare la nostra esperienza con altre esperienze con la consapevolezza che un confronto sano, intelligente e concreto sia il primo passo verso il miglioramento”), da Andrea Lumino (“La città ha perso il senso di collettività. Per recuperarlo è tempo di sporcarsi le mani, nell’accezione posotiva dell’espressione, e mettersi in discussione”) e da Andrea Romandini (“C’è molta difficoltà a Taranto nell’organizzare eventi teatrali dii un certo livello ma la passione ci sorregge”).
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Ad ascoltare i sei talenti nostrani si ha la certezza, ha aggiunto il consigliere regionale Minervini, “che il futuro che evochiamo è già iniziato” e allora ecco quattro caposaldi “cui fare riferimento: ciascuno di noi può essere la persona giusta; guardare le cose con occhi diversi; questo è il momento giusto per agire; ogni potenziale idea può essere quella giusta”. Allora, la parola d’ordine lanciata da Franco Milella dell’Ocse è “fare rete e reinventare il futuro; smettere di vivere nel passato. A Taranto manca un progetto di futuro condiviso, non la carenza di fondi stanziati per il suo rilancio. Il centro storico  costituisce un unicum urbanistico senza eguali, un concorso di idee può contribuire a connettere il centro storico alla città. A Taranto c’è un indice di potenzialità altissimo ma – ha poi concluso Milella – non è più sufficiente fare di Taranto una città attrattiva. La scommessa è costruire progetti rigenerativi”.
Scommessa lanciata da Liviano e dalla Le città che vogliamo perché,  ha chiosato Max Catucci componente l’associazione e moderatore della serata, “vogliamo essere costruttori di ponti”.

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'Aside' Post | By on 17 aprile 2016

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Assegno di cura, Liviano scrive al presidente della III Commissione, Romano

“Restituire a tutti i pazienti in coma o in stato vegetativo (a prescindere dalla denominazione della malattia) la possibilità di fruire degli assegni di cura a prescindere dalla denominazione specifica della loro malattia”.

E’, questa, la richiesta che il consigliere regionale Gianni Liviano ha avanzato al presidente della III Commissione consiiliare, Giuseppe Romano.

“Ai sensi di quanto riportato dal Bollettino ufficiale della Regione Puglia n° 159 del 15 dicembre 2015, – scrive Liviano –  possono inoltrare domanda di assegno di cura, al di fuori dei limiti indicati per il bando scorso, "solo" i pazienti affetti da sla, sma e patologie affini (demenza fronto-temporale, atrofia muscolare multisistemica, sclerosi laterale primaria e parapresi spastica ereditaria). Com'è facile intuire – aggiunge il consigliere regionale – l'indicazione dettagliata di alcune malattie, crea di fatto una discriminazione nei confronti di quei pazienti (e delle loro famiglie) che, pur essendo affetti da malattie denominate in maniera differente da quelle dettagliatamente indicate nel bollettino ufficiale, sono in realtà portatori delle stesse patologie. Penso, per esempio,  ai pazienti in coma e/o in  stato vegetativo. Ti chiedo pertanto – conclude Liviano – di condividere, secondo le modalità che tu riterrai piu' opportune, il percorso migliore per restituire a tutti i pazienti in coma o in stato vegetativo la possibilità di fruire degli assegni di cura a prescindere dalla denominazione specifica della loro malattia”.

'Aside' Post | By on 16 aprile 2016

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Il prof. Garofalo e i giuslavoristi Del Vecchio e Schiavone all’Iniziativa de “Le città che vogliamo” e “Partecipazione è cambiamento”

Jobs act, bocciatura su tutta la linea

E’ una bocciatura su tutta la linea della nuova riforma del lavoro, varata dal governo Renzi, quella fatta dal prof. Domenico Garofalo, ordinario di Diritto del lavoro all’Università di Bari, e dagli avvocati giuslavoristi Massimiliano Del Vecchio e Claudio Schiavone. Palcoscenico di questa sonora tirata d’orecchi al premier Renzi e al ministro del Lavoro, Poletti, è stato il dibattito di giovedì sera organizzato dall’associazione “Le città che vogliamo” e dal movimento “Partecipazione è cambiamento” rappresentato dall’ex assessore provinciale Luca Conserva.
Deficitario in tutti i suoi provvedimenti, questo in sintesi quanto emerso dagli interventi piuttosto incisivi. A partire da quello del prof. Garofalo che, senza peli sulla lingua, ha sottolineato come questa riforma offre “meno sicurezza del posto di lavoro” ma dà “una maggiore sicurezza al mercato del lavoro” in quanto, appunto, va ad incidere “sulla disciplina dei rapporti di lavoro” e ha paragonato lo Statuto del lavoratori ad “un accampamento indiano sotto assedio nel quale sono stati abbattuti i tre totem sacri: l’articolo 4, divieto generale di controllo a distanza dell’attività dei lavoratori; l’articolo 13, che regolava le mansioni di lavoro. Adesso il datore di lavoro può variare unilateralmente (cioè senza il consenso del lavoratore) le mansioni in caso di modifica di assetti organizzativi; l’articolo 18, tutela sui licenziamenti”.

 

14Anzi, proprio la partita giocata sull’articolo 18 è stata utilizzata, secondo il prof. Garofalo, come arma di distrazione di massa “per far passare nella riforma provvedimenti ancora più indigesti”. E’ il caso di tutta la parte relativa agli ammortizzatori sociali. “L’istituto della mobilità – ha spiegato il prof. Garofalo – è scomparso per sempre lasciando il posto alla Naspi (la nuova indennità di disoccupazione, ndc) la cui durata  massima è di 24 mesi. Il ministro Poletti, però, nei suoi vari interventi televisivi, ha sempre omesso di dire che la Naspi spetta soltanto a chi ha maturato 48 mesi di contributi e che, dal 4° mese l’importo dell’assegno si riduce del 3%, dal 5° mese di un ulteriore 3% e via dicendo fino a giungere a una complessiva decurtazione del 48%”. Stesso discorso per la cassa integrazione che “è stata riformata riducendo il tempo della sua durata fino a un massimo di 24 mesi e le ore lavorabili sono solo un terzo nel biennio”.
Per quanto riguarda il mercato del lavoro, lo Stato, ha poi concluso il prof. Garofalo, “ha avocato di nuovo a sè le competenze che, in questa materia, erano state trasferite a Province e Regioni facendo bene perchè le Regioni hanno dimostrato di non essere in grado di gestire la problematica”. Tutto nero, dunque? No, perchè qualche sfumatura di grigio il prof. Garofalo la intravede come la norma, inserita nella Legge di stabilità, che prevede, per i lavoratori del settore privato vicini alla pensione, la trasformazione del lavoro a tempo pieno in partime”.
Giudizio negativo sul jobs act arriva anche dall’avvocato Massimiliano Del Vecchio, giuslavorista e legale della Cgil, il quale ha sottolineato come i sindacati si siano accorti in ritardo “dell’attacco oscuro che con la riforma veniva portato nei suoi confronti”. E l’arma utilizzata per depotenziare l’azione del sindacato è  stata “la riduzione delle tutele dei lavoratori” che ha portato, ha sottolineato Del Vecchio, “allo schiacciamento del sindacato e a dare piu’ forza ai datori di lavoro. Non a caso – ha aggiunto il giuslavorista – la garanzia a non essere licenziati illegittimamente con il jobs act è venuta meno così come si è  neutralizzata la possibilità di reintegro nel posto di lavoro nel momento in cui è stato monetizzato con un risarcimento che va da 4 a 24 mensilità”. Così come un altro vulnus della riforma “è l’indicazione per legge dei minimi retributivi che assesta un altro colpo all’azione del sindacato”.
Sindacato, però, che pur avendo capito in ritardo il duro colpo infertogli ha prontamente reagito “con la Carta dei diritti dei lavoratori di Fiom e Cgil” che tra le altre cose prevede “il reintegro tout court del lavoratore sia nella piccola che nella grande impresa”.
Sulla mancata consultazione del mondo accademico ha puntato, invece, l’avvocato Claudio Schiavone,che ha poi sottolineato come, nella redazione della riforma, sia stato abbandonato “il metodo della verifica preventiva”, siano venute meno “le relazioni industriali” essendo stata messa da parte “la concertazione tra le parti”. Questo perchè, secondo il giuslavorista, i legislatori quando mettono mano a una riforma non parlano piu’ a noi ma si rivolgono all’Europa e agli investitori chiamati a mettere i soldi. Con la legge Fornero di riforma del sistema pensionistico si è data risposta all’Europa mentre con la riforma del lavoro e del mercato del lavoro si è dato risposte alle multinazionali straniere, dal momento che gli investitori nazionali hanno pochi capitali a disposizione, che ragionano secondo i budget e che hanno la necessità di capire quali saranno i costi di disinvestimento. L’aver previsto nella riforma il massimo di 24 mensilità in caso di licenziamento del lavoratore è, esattamente, una risposta fornita agli investitori”. Il problema legato alla riforma degli ammortizzatori sociali è che, “se una azienda di 400 lavoratori – ha spiegato l’avv. Schiavone – ha necessità di licenziare 50 dipendenti, con l’innalzamento dell’età pensionistica a cosa aggancia i licenziamenti?”. Per non parlare poi, ha concluso Schiavone, dei fattori di crisi “endogeni, con la risposta forte della giurisprudenza come nel caso del repechage (l’obbligo dell’azienda di dimostrare che è impedita nell’utilizzare il dipendente interessato in altre mansioni equivalenti o, in mancanza, anche in mansioni deteriori) sul quale già si è espressa la Cassazione – prevedo soccobenze economiche per i datori di lavoro soprattutto per i medio piccoli -; esogeni perchè, se la crisi non finisce riuscirà questa riforma, che già scricchiola, a reggere?”.

'Aside' Post | By on 15 aprile 2016

 

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Prevedere per Taranto Radioterapia metabolica, Pneumologia e Oncoematologia pediatrica:
due emendamenti di Liviano al Piano di riordino ospedaliero


“Con riferimento alle delibere di Giunta regionale 161/2016 e 265/2016 (relative al piano di riordino ospedaliero) risulta evidente l'ulteriore penalizzazione inferta al territorio tarantino”.
Così Gianni Liviano, consigliere regionale del gruppo Esp, il quale evidenzia, anhe, che se lo standard nazionale “prevede 3,7 posti letto su mille abitanti e quello regionale è indirizzato verso il 3,4 per mille”, il territorio della provincia di Taranto “si attesta su una percentuale dello 0,29 per mille”.
Nella provincia di Taranto, in  particolare, fa presente Liviano, sono previsti “1047 posti letto nella sanità pubblica e 614 posti letto in quella privata, per un totale complessiVo di 1.661 posti letto (la provincia di Foggia supera il 4,00 per mille,  quelle di Bari intorno al 3,76).

Alla luce di questi numeri  mancano 600 p.l. alla nostra provincia per pareggiare il conto  ma in realtà ne mancano molti di più perchè alcuni di questi posto letto  sono presenti solo sulla carta già da molte edizioni dei piani di ristrutturazione della rete (ad es. la seconda Neurologia della ASL, questa volta allocata a Castellaneta) e non si sono mai concretizzati, meno che mai in tempi di ristrettezze di bilancio che mettono in forte dubbio la possibilità di attivare nuove strutture.

Un altro aspetto rilevante nella lettura dei dati del piano di riordino ospedaliero tarantino è l'alto tasso di privato accreditato nella città capoluogo (42% dei posti letto nella città di Taranto, 37% considerando l'intera provincia).

Tale situazione di carenza di posti letto pubblici ha da tempo determinato  una evidente penalizzazione della ASL TA in termini di riduzione del numero massimo di strutture complesse (SC) e semplici (SS) come previsto dalla LR n. 3008/2012 che ha obbligato il management tarantino a dover operare il declassamento di diverse SC di eccellenza (Cardiologia-UTIC del Moscati, Allergologia ed Immunologia, Otorino ORL, Geriatria, Endocrinologia)  che rischia condizionare inevitabilmente  e negativamente, a breve termine, l'offerta sanitaria della ASL TA (meno primari meno eccellenza).

L'inadeguato numero di personale in servizio per una cronica sottostima della dotazione organica nella ASL TA rispetto alle altre ASL pugliesi per scelte strategiche che risalgono al 2004 ha  costretto ad un utilizzo eccessivo dei contratti a tempo determinato ormai non più prorogabili con il venir meno del finanziamento legato al decreto salva ILVA (10 milioni di euro l'anno per tre anni).

Tali carenze, nel corso degli anni sono diventate ancora più rilevanti a causa dei pensionamenti e del blocco del turn-over e dei vincoli della legge di stabilità 2016.

A peggiorare la situazione vi è l'entrata in vigore dal novembre scorso della direttiva europea sull'orario di lavoro anche per gli operatori sanitari.

 Pertanto applicare il DM 70/2015 tenendo conto della legge di stabilità 2016 riguardo alla spesa del personale (fare riferimento alla spesa del 2004 meno l'1,4%) stabilisce di fatto per Taranto  l'impossibilità di raggiungere gli obiettivi ministeriali (scostamento tra costi e ricavi determinati come remunerazione dell'attività pari o superiore al 10 per cento dei ricavi o, in valore assoluto, pari ad almeno 10 milioni di euro) a meno di  riduzione  ulteriore dell'offerta sanitaria pubblica.

A tutto cio' , nonostante una conclamata emergenza ambientale che provoca un eccesso di malattie oncoematologiche e respiratorie sul nostro territorio, si abbina una inspiegabile assenza di alcuni reparti per esempio Pneumologia (esistono allo stato 37 posti interamente attribuiti ai privati nonostante l'assenza di un pronto soccorso) e Oncoematologia Pediatrica.

Per tutto quanto sopra indicato, dopo aver condiviso e sottoscritto un megaemendamento realizzato dal Consigliere Pentassuglia e sottoscritto da tutti i consiglieri tarantini, ho presentato il seguente emendamento al piabno di riordino ospedaliero:

1) Premesso che è stata ormai riconosciuta l'emergenza ambientale a Taranto e l'aumentata incidenza dia lcune patologie come pneumatologiche e tumorali correlate; tenuto conto che anche l'incidenza di patologia tiroidea e tuomorale è particolarmente elevata ed in costante aumento; considerato che presso il Poc delal asl di Tsaranto è attiva una unità opertiva semplice dipartimentale con 10 posti letto di degenza all'interno della unità operativa complessa di medicina interna dello stesso presidio;
verificato che la tendenza a livello nazionale è di non prevedere posti letto di degenza  per le unità operative di endocrinologia potendo le emergenze endocrinologiche essere gestite all'interno dei reparti di medicina interna
ritenuto invece che per l'area di Taranto la Radioterapia Metabolica con posti letto per curare sia le alterazioni tiroidee di tipo benigno come gli adenomi tiroidei o la malattia di Basedow, sia i carcinomi papilliferi e follicolari della tiroide rappresenta una priorità

 Si propone una RICONVERSIONE dei 10 POSTI LETTO DI ENDOCRINOLOGIA IN 4 POSTI LETTO DI RADIOTERAPIA METABOLICA  da istituire nell'ambito della medicina nucleare e 6 POSTI DI PNEUMOLOGIA

2) Premesso che è stata ormai riconosciuta l'emergenza ambientale a Taranto e l'aumentata incidenza di alcune patologie come quella dei tuomri in età pediatrica:

Si propone di DOTARE IL SS.MA ANNUNZIATA di 10 POSTI LETTO DESTINATI AD ONCOEMATOLOGIA PEDIATRICA.

 

'Aside' Post | By on 5 aprile 2016

incontro a San Giorgio Jonico – #notriv perché #iovotosi

 

20160331sangorgio

“Il prossimo 17 aprile bisogna andare a votare, perché va raggiunto a tutti i costi il quorum del 50% più uno degli aventi diritto, ed è opportuno votare sì se davvero vogliamo sperare in un futuro migliore è meno inquinato”.

Gianni Liviano, consigliere regionale di Esp, va dritto al nodo della questione e lo fa nel corso di un incontro organizzato a San Giorgio Jonico, nella sede del Laboratorio urbano, da Patto democratico, il movimento che alle prossime elezioni amministrative candida a sindaco Mino Fabbiano. Con Liviano a spiegare ai cittadini sangiorgesi il contenuto del quesito referendario contro le trivelle e il perché sia necessario votare sì c’erano anche Silvia Russo, del Comitato “No petrolio Sì energie rinnovabili”, l’ing. Stelio Blasi di Statte, docente del Politecnico di Bari, Stefano Fabbiano, coordinatore di Patto democratico, e Mino Fabbiano, candidato sindaco di Patto democratico.
Raggiungere il quorum, “per sconfiggere il governo che sul referendum ha invitato all’astensione” ha sottolineato Stefano Fabbiano, e votare sì, dunque, e le ragioni sono tante per farlo. “Innanzitutto perché – ha fatto presente Liviano – il tempo delle fonti fossili è scaduto poi perché le ricerche di petrolio e gas mettono a rischio i nostri mari e l’estrazione di idrocarburi è un’attività inquinante. Del resto – ha aggiunto il consigliere regionale – se parliamo di diversificazione dell’economia e di turismo come settore trainante della nostra città e dell’intera area tarantina non possiamo poi accettare la presenza di trivelle e piattaforme petrolifere. Soprattutto perché insisterebbero in un’area fortemente compromessa, sotto il profilo ambientale, dalla presenza di grandi e impattanti stabilimenti industriali”.
Ma c’è un problema occupazionale che potrebbe sorgere all’orizzonte nel caso i sì prevalessero. Timori che Liviano rispedisce al mittente perché “si parla di numeri irrisori. Soltanto una società estrattiva ha la concessione in scadenza tra 2 anni, cinque tra 5 anni, tutte le altre tra 20 anni. Ma c’è un’altra economia possibile: quella basata sulle rinnovabili, quella che punta allo sviluppo del turismo e alla valorizzazione delle bellezze naturali e paesaggistiche. Insomma – ha concluso Liviano -, la nostra è una tradizione di pescatori o di estrattori di petrolio? Credo che sia facile rispondere a questa domanda”.

da youtube

Nel corso del dibattito Silvia Russo ha spiegato che, in un sistema chiuso come il mar Mediterraneo, “un eventuale incidente sarebbe disastroso” e che, comunque, trivellare il nostro mare “è un affare per i soli petrolieri che in Italia trovano le condizioni economiche tra le più vantaggiose e che ricambiano con royalties che non vanno al di là del 7% a fronte dell’80% in altri Stati”.
Infine l’ing. Blasi ha paragonato la terra ad una navicella, “della quale sfruttiamo tutte le fonti primarie”, che non ha la possibilità “di fermarsi per fare rifornimento una volta che le ha esaurite”.
 

Di seguito intervento di Gianni LIVIANO (da canale yiutube di http://www.giornalearmonia.it )