Archive for maggio 2016

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“La raccolta delle firme per sciogliere anticipatamente il Consiglio comunale? Da parte nostra, e mia, c’è stato solo la voglia di fornire uno strumento, peraltro previsto dalla legge, a quanti da tempo criticano l’operato di questa amministrazione e, a parole, dicono di voler porre termine a questa consiliatura”.
Gianni Liviano, consigliere regionale e comunale, torna sulla questione che da lunedì scorso tiene banco in città e trova spazio sugli organi di informazione, e lo fa senza spirito di rivalsa nè con accenti polemici.
“Non piu’ di un mese fa gli ispettori del Mef in 151 pagine, e 600 di allegati, hanno raccontato la vita amministrativa della città aprendo scenari che non lasciano presagire un lieto fine. Ieri i revisori dei conti hanno bocciato il bilancio che questa amministrazione si appresta ad approvare nella seduta del prossimo 31 maggio. E cosa succede? Tutti pronti a tacciarci di demagogia e populismo. Purtroppo, invece, ci ritroviamo a recitare il ruolo dei grilli parlanti perchè molte situazioni rilevate dagli ispettori del Mef noi le avevamo già segnalate in tempi non sospetti. Ma quanto stiamo vivendo in questi anni – aggiunge Liviano – altro non è che il risultato di governi forgiati sulla persona solo al comando. In questo momento per me sarebbe troppo facile togliermi sassolini dalle scarpe ma il senso di responsabilità ci porta a ragionare sul futuro della città e non prestare piu’ il fianco ai facili e nuovi populismi. Ecco, di fronte a questo scenario, abbiamo pensato di offrire, raccogliendo l’invito giunto da altri consiglieri comunali, uno strumento per mandare a casa questa giunta che ha fatto sì che questa città da capitale della Magna Grecia si trasformasse in capitale del nulla. Vedo, invece, che a parole tutti manifestano l’intenzione di voler cambiare questa città, di darle una prospettiva nuova, ma nei fatti, poi, continuano a trincerarsi dietro banali scuse. Leggo, inoltre, che l’opinione diffusa tra i consiglieri comunali, anche di opposizione, è quella di percorrere la strada di porre fine a questa esperienza amministrativa non votando il bilancio. Una posizione che mi lascia perplesso perchè è nelle cose che i consiglieri di opposizione votino contro il bilancio, soprattutto questo che si presenta con numerosissime falle. Prendo atto che il cambiamento è piu’ declamato che voluto. Ho contribuito a proporre una strada ma dalle scelte concrete poi si misurano le persone, il loro senso di responsabilità e il loro spessore. Mi chiedo – conclude Liviano –  ma cosa deve succedere ancora a Taranto per risvegliare la dignità sopita di una classe politica che, in maniera evidente, fatica a fornire risposte di speranza e di fiducia al territorio? Cosa’altro deve succedere perchè questa amministrazione comunale prenda atto del suo clamoroso fallimento, della sua evidente incapacità sia nel costruire vision di futuro che nel fornire risposte ai bisogni immediati? Cos’altro può succedere di piu’ grave, dal punto di vista della mancanza di correttezza contabile, dei tantissimi rilievi che gli ispettori inviati dalla Ragioneria generale dello Stato ai quali il sindaco non si è ancora degnato di fornire spiegazioni? Ho un grande limite di cui chiedo scusa: sono fortemente innamorato di Taranto. La bellezza della città, la felicità delle persone, il presente e il futuro della mia comunità dettano le mie scelte e ne scandiscono i tempi”.

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31 MAGGIO CONSIGLIO COMUNALE con all'OdG l'approvazione di Bilancio

“Buon giorno signor sindaco, come va il torcicollo? Sa, glielo chiedo perchè a proposito della relazione degli ispettori della Ragioneria dello Stato lei rispose che quello che piu’ la preoccupava in quel momento era il suo torcicollo. Ah, le è passato. Sono veramente contento di questo. Sindaco, ma davvero crede che qui (in Consiglio comunale, ndr) ci sono trentadue fessi. Veramente lei crede che in città ci siano duecentomila fessi?”.

Gianni Liviano, consigliere comunale di Noi democratici per le città che vogliamo nonchè consigliere regionale, ha da poco preso la parola. E lo ha fatto subito dopo l’intervento del sindaco Stefàno a proposito dell’ispezione inviata al Comune di Stato dal ministero Economia e finanze. Un intervento, quello del primo cittadino, che non ha risposto alle attese dei consiglieri comunali di opposizione che quel chiarimento avevano espressamente chiesto.

E Liviano non le manda certo a dire al sindaco Stefàno rimproverandogli il fatto che avrebbe dovuto fornire risposte “non soltanto tecniche ma anche politiche” dal momento che il sindaco stesso “è anche assessore al Bilancio. Sarebbe utile – ha aggiunto Liviano – che dopo nove anni e mezzo di suo governo che lei ogni tanto si assumesse le sue responsabilità. Ho seguito con attenzione l’incipit del suo intervento ed è stato, come sua consuetudine, uno scaricare le responsabilità sui dirigenti e sugli uffici salvo poi verificare, da parte nostra, che undici dirigenti sono cambiati in sei anni. E’ come se la politica avesse completamente rinunciato al suo ruolo di gestione, come se fosse completamente terza, come se avesse avocato ai tecnici ogni tipo di scelta e avesse deciso di non entrarci. Allora se avete deciso di non c’entrare niente allora andatevene, e andiamocene, a casa”.

Poi l’affondo finale, quello che Liviano ha sferrato all’indirizzo del sindaco entrando nel merito della questione. “Non è certamente irrilevante la discordanza dei bilanci depositati nel settore Direzione Finanza e quelli approvati dal Consiglio e depositati nell’ufficio Giunta. Quanto meno denota una disorganizzazione evidente perchè è dalle poste di bilancio che uno ha disposizione prevede spese o liquida incombenze. Un’altro appunto degli ispettori riguarda la mancanza di attendibilità dei dati del bilancio di previsione e dei criteri perchè un bilancio risponda ai criteri di veridicità. Questi bilanci non sono attendibili quando l’avanzo di gestione inserito nel bilancio di previsione 2011 è diverso da quello emerso dal consuntivo del 2010. Così come quando gli ispettori dicono che l’avanzo di gestione messo in un titolo di spesa  piuttosto che in un altro è un atto che va ad influire in maniera incisiva sul Patto di stabilità rendendo nulli i suoi risultati. Questo significa – ha aggiunto Liviano – che i risultati obiettivo dei Patti di stabilità non risultano veritieri  perchè calcolati su poste di bilancio allocate in maniera errata nel bilancio stesso, stiamo parlando del fatto che per raggiungere l’equilibrio di bilancio si è detto nei bilanci di previsione che si sarebbero riscosse delle entrate tributarie completamente differenti rispetto a quelle che sono state effettivamente riscosse e completamente differenti da quelle dell’anno precedente”.

Per non parlare “dei danni erariali prodotti dalla sua gestione sindacale” dal momento che, ha sottolineato con forza il consigliere comunale di opposizione, “sono stati accesi nuovi mutui nelle more di mutui precedentemente contratti e non utilizzati. E’ questo che ci stanno dicendo gli ispettori: che è stato causato un danno erariale alle casse del Comune”.

Poi c’è tutta la partita legate alle partecipate “che a lei, sindaco, non può sfuggire. Insomma, sindaco, la prego di aver maggior rispetto per la sua intelligenza, per la nostra intelligenza, per l’intelligenza della città perchè raccontare che qualcosa possa essere sfuggito perchè c’è stato un cambio di sede degli uffici è veramente una barzelleta megagalattica. E un città che sta soffrendo – ha poi concluso Liviano – non ha bisogno delle sue barzellette”.

 

 

'Status' Post | By on 31 maggio 2016

Secondo numero della newsletter #diamocidelnoi

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Numero 1 della newsletter #diamocidelnoi

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'Aside' Post | By on 26 maggio 2016

Liviano “UNIVERSITÀ AL TAVOLO CIS”

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Università al tavolo Cis, Liviano: “C’è la disponibilità del coordinatore Marchesi”
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Giampiero Marchesi, coordinatore del tavolo per il Contratto interistituzionale per lo sviluppo, “ha preso in considerazione la richiesta da me avanzata di prevedere la presenza anche dell’Università al tavolo Cis”.
A darne notizia è il consigliere regionale Gianni Liviano il quale, venerdì scorso, ha inoltrato un’apposita richiesta al dott. Marchesi spiegando come la presenza dell’Università al tavolo interistituzionale per Taranto andasse garantita  “allo scopo di creare le basi di futuri processi di diversificazione e valorizzare processi che intensifichino la costruzione di un’identità condivisa in una città che appare sempre meno comunità”.
Appello al quale, appunto, il dott. Marchesi ha risposto a stretto giro di posta assicurando il suo interessamento affinchè la richiesta fosse presa in considerazione “da chi può decidere in merito”. Del resto, sottolinea il consigliere regionale Liviano, che ha provveduto ad informare della cosa sia il magnifico rettore dell’Università di Bari, Antonio Felice Uricchio, che il rettore del Politecnico di Bari, Eugenio Di Sciascio, la stessa università mesi addietro “ha inoltrato una richiesta formale al presidente del Consiglio dei ministri, Matteo Renzi, e al sottosegretario di Stato presso la presidenza del Consiglio dei ministri, Claudio De Vincenti, con la quale il magnifico rettore faceva notare come l’Università di Bari, che vanta un polo universitario nella città di Taranto, non fosse presente tra i componenti così come previsto dall’articolo 2 del Dpcm dell’11 giugno 2015”.
Inclusione al tavolo Cis che, secondo il magnifico rettore Uricchio, va prevista non fosse altro perchè l’Università di Bari “da oltre un ventennio ha operato ininterrottamente e con efficacia non solo erogando un’offerta formativa all’altezza dei tempi e delle necessità ma stabilendo tutte le opportune sinergie con le istituzioni operanti nel territorio jonico e le forze sociali, culturali ed economiche che su esso insistono”.
Una sinergia, questa, che si è concretizzata anche attraverso la sottoscrizione di una serie di accordi di programma con il coinvolgimento del Comune e della Provincia di Taranto.
“Richieste che ritengo condivisibili – sottolinea Gianni Liviano – soprattutto alla luce del fatto che, spesso, l’attività di ricerca svola dai docenti ha avuto la finalità di essere funzionale allo sviluppo complessivo e integrale dell’area ionica. Risultati scientifici che ritengo opportuno vengano messi a disposizione del tavolo interistituzionale e che assumono i connotati di solido patrimonio di idee e di esperienze da utilizzare sia in fase progettuale che in fase operativa”. Per questo “non posso non accogliere con soddisfazione – conclude Liviano – la disponibilità del dott. Marchesi a prendere in considerazione la richiesta di inclusione dell’Università al tavolo permanente per Taranto e di estenderla per la decisione finale al sottosegretario De Vincenti e al premier Renzi”. 

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In ricezione della nota inviata dal Segretario Generale CISL FP Taranto – Brindisi Aldo Gemma,  non posso che associarmi all’impegno di tutto il movimento sindacale vicino, in questo momento particolarmente delicato della storia del nostro Paese e della nostra amata Città, alle istanze dei Cittadini attanagliati da mille difficoltà.
Lavoro, sostenibilità ambientale, sviluppo del territorio, assistenza a intere categorie svantaggiate, sono tematiche perfettamente coniugate con le istanze di tutti quei dipendenti pubblici che, giornalmente in silenzio, adempiono con abnegazione a questi delicati compiti istituzionali.
Riscontro, inoltre, con estremo interesse la proposizione del movimento sindacale di confrontarsi sugli assetti organizzativi degli enti civici che rappresentano il volano di tutte le riforme della Pubblica Amministrazione.
La CISL FP. non decantando solo l’affermazione del lavoro pubblico oramai da tempo “sotto attacco da coloro che non conoscendo la complessità dell’apparato comunale attribuisce all’ultima ruota del carro (Dipendente Pubblico) qualsiasi malfunzionamento, “prende le distanze da coloro che invece offuscano il senso di dovere di personale che rende servizi pubblici alla Cittadinanza talune volte in condizioni davvero disagiate”.
Ecco perché credo in tutti coloro che asseriscono, come in questo caso la CISL FP, di trasformare un Ente Civico in “un modello organizzativo dinamico e pluristrutturale che si adatti ai programmi, agli obiettivi e alle esigenze funzionali dell'ente in ragione delle sue finalità generali”.
Non posso, pertanto, che confrontarmi con tutto il movimento sindacale che ponga tutta la sua attenzione sia “sul Cittadino affinché riceva servizi pubblici all’altezza del peso fiscale sopportato e conseguentemente sul un dipendente pubblico debitamente motivato se lavora in un contesto davvero organizzato e privo di contestazioni da parte del Cittadino per colpe non riconducibili alla sua stessa attività”.
Particolare merito, infine, non può essere dispensato a tutti coloro che anche isolatamente conduce battaglie, nel Comune di Taranto come altrove, affermando solo ed esclusivamente il valore delle idee mai contrapposte ai dettami della legge.
Gianni Liviano

Consigliere regionale 

'Aside' Post | By on 5 maggio 2016

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“L’Adisu di Taranto non sarà depotenziato e come Regione Puglia daremo un grosso contributo, se sarà il caso anche finanziario, per potenziare l’Università a Taranto”. L’assessore regionale all’Università, Sebastiano Leo, non si nasconde dietro un dito e va dritto al nocciolo della questione. Invitato a Taranto dal consigliere regionale Gianni Liviano a discutere con i rappresentanti degli studenti tarantini  sul sistema universitario ionico, l’esponente della giunta Emiliano ha raccolto tutte le indicazioni e le criticità esposte dagli studenti universitari e discusso con loro, e con gli altri ospiti (all’incontro sono intervenuti il pro Rettore Riccardo Pagano, il rettore del Politecnico di Bari, prof. Ernesto Di Sciascio, il direttore amministrativo Adisu, Antonio Palmiotta, il consigliere comunale e provinciale Dante Capriulo, il consigliere comunale Paolo Ciocia, il consigliere regionale Mino Borraccino oltre a una folta rappresentanza di studenti degli istituti Cabrini, Pitagora e Aristosseno), delle possibili soluzioni.

La politica è stata interrogata e la politica ha risposto alle domande dei ragazzi. Molti, infatti, sono stati i temi toccati da Daniele Ciocia di Elsa Taranto, Doriana Luzzi di Progetto Taranto universitaria, Alessandra Prete dell’associazione Giuristi jonici, Alessandro Tarantino rappresentante di Progetto Taranto in seno all’Adisu, Salvatore Capparelli di Scienze della comuicazione e Anna Colautti e Immacolata Di Cesaria di Scienze infermieristiche: dalla richiesta del mantenimento nel capoluogo ionico dei corsi delle Professioni sanitarie, al rischio incombente di un ridimensionamento della sede tarantina dell’Adisu, dalla necessità di avere una rete di bus piu’ efficiente per assicurare i collegamenti con il Politecnico ubicato al quartiere Paolo VI, allo smacco subito con la chiusura del corso di Beni culturali cui ha fatto seguito l’accorpamento, in favore di Lecce, della sede della Soprintendenza archeologica.

Interventi, quelli degli studenti, dai quali è emersa la necessità di una maggiore pubblicità dell’Università di Taranto fuori dai suoi confini provinciali (Prete: “A Brindisi, per esempio, non sanno dell’esistenza di un polo univeritario a Taranto”) e di come sia necessaria una formazione umanistica senza la quale, ha sottolineato Salvatore Capparelli, “non si può costruire una classe dirigente e Taranto ne è priva”.

Insomma, non si chiedono mance a nessuno e Taranto non deve essere vissuta come un’alternativa “ma come una scelta (Daniele Ciocia)” da chi intende frequentare i suoi corsi universitari.

La richiesta piu’ pressante è stata quella arrivata dalle due studentesse di Scienze infermieristiche, corso alle prese con costanti criticità come le recenti dimissioni di massa da parte dei docenti poi in parte rientrate. “Vista la drammatica emergenza sanitaria e ambientale che la città subisce – hanno fatto presente Anna Colautti e Immacolata Di Cesaria – forse è il caso di investire di piu’ in Scienze infermieristiche perchè questo garantirebbe la possibilità ai malati oncologici di curarsi a casa propria con professionisti della propria terra”. E come sottacere il ruolo che l’Università ha avuto nella riqualificazione della città vecchia di Taranto. Ruolo evidenziato da Doriana Luzzi di Progetto Taranto universitaria che, proprio per questo, ha sottolineato come “sia assurdo che si chiuda un corso universitario come quello di Beni culturali”.

Rimostranze e suggerimenti fatti propri dall’assessore Leo insieme a quelli offerti dai docenti presenti al dibattito organizzato dall’associazione “Le città che vogliamo” e dai movimenti politici “Noi democratici per le città che vogliamo” e “Partecipazione è cambiamento”. E il direttore amministrativo della sede decentrata di Taranto dell’Adisu, Antonio Palmiotta, ha sottolineato come i servizi a supporto degli studenti “siano efficienti” grazie anche alle convenzioni stipulate “con le migliori strutture ricettive e ristoratrici. Siamo in grado – ha aggiunto – di rispondere in tempo reale a qualsiasi istanza degli studenti”. E a Carmine Carucci, del Comitato per la qualità della vita, che rimproverava al rettore del Politecnico di non aver tenuto fede alla promessa di creare la Scuola speciaistica di archeologia, il rettore Di Sciascio ha risposto che “il Politecnico è sempre pronta a realizzarla ma il Comune non ci ha mai messo a disposzione, come da noi chiesto, una sede”. Comunque, ha poi proseguito il rettore Di Sciscio, la mission del Politecnico “non è quella di sfornare laureati sic et simpliciter ma professionisti che abbiano le capcità di inserirsi immediatamente nel mondo del lavoro. La sfida vera – ha concluso – è quella di costruire e ridare una speranza a Taranto e alle nuove generazioni. Il Politecnico è pronto ma occorre che la politica dalle parole passi ai fatti”.

Quei fatti che Dante Capriulo, consigliere provinciale e comunale, si sente di trasformare in atti concreti “ed elaborare un nuovo sistema universitario ionico che si focalizzi su un sistema nuovo di fare formazione e che formi quelle professionalità che davvero servono al territorio”. Argomento per certi versi ripreso dal pro Rettore dell’Università di Bari, Riccardo Pagano, che, cifre alla mano (nove corsi di laurea, 80 docenti strutturati, 200mila euro di stipendi al mese), ha dimostrato come “l’Università si sia accollata un grosso sforzo economico. Resta comunque il fatto che tutti quanti dobbiamo cercare di capire perchè l’Università è fondamentale per Taranto: lo è perchì è un labortorio storico e sociale importantissimo inserito in una città che è l’icona della crisi del Meridione dove è crollato il sistema di portare sviluppo con le industrie”.

A rivendicare “esistenza e dignità ad una terra dalla storia millenaria” è stato il consigliere comunale Paolo Ciocia” il quale ha sottolineato, sulla scorta di quanto emerso soprattutto dalle dichiarazioni del rettore del Politecnico, “la sordità dell’attuale amministrazione comunale chiusa a qualsiasi possibilità di dialogo” puntando l’indice verso il sindaco Stefàno che “per primo non intende centrale lo sviluppo dell’Università ionica. Per questo – ha concluso – confidiamo nel ruolo che la Regione vuole giocare”.

La ricetta possibile? L’assessore regionale Leo non ha dubbi: “Taranto, ma anche Bari e Lecce, devono fare cartello con il sistema universitario meridionale se si vuole competere e competere meglio”. E sull’alternanza scuola-lavoro l’assessore è stato netto: “il Governo deve metterci le riisorse economiche necessarie perchè non si può pretendere formazione se poi questa non si traduce in posti di lavoro”.

Una giornata “veramente proficua e interessante”, così il consigliere regionale Gianni Liviano, ispiratore dell’iniziativa, che non ha mancato di sottolineare come lo scopo debba essere quello “di far sì che i nostri ragazzi studino in una Università tutta tarantina, che non debbano essere costretti ad andare fuori a cercare offerte formative migliori con il rischio che dopo non facciano piu’ ritorno a Taranto. Dobbiamo essere costruttori di sviluppo e di opportunità per i nostri ragazzi. Consolidare l’Università a Taranto  per fornire risposte ad una comunità che soffre. Questo è il compito – ha concluso Liviano – dal quale la politica non può e non deve derogare”.

 

'Aside' Post | By on 5 maggio 2016