5 Maggio – Convegno su Università

FB_IMG_1462465914491

“L’Adisu di Taranto non sarà depotenziato e come Regione Puglia daremo un grosso contributo, se sarà il caso anche finanziario, per potenziare l’Università a Taranto”. L’assessore regionale all’Università, Sebastiano Leo, non si nasconde dietro un dito e va dritto al nocciolo della questione. Invitato a Taranto dal consigliere regionale Gianni Liviano a discutere con i rappresentanti degli studenti tarantini  sul sistema universitario ionico, l’esponente della giunta Emiliano ha raccolto tutte le indicazioni e le criticità esposte dagli studenti universitari e discusso con loro, e con gli altri ospiti (all’incontro sono intervenuti il pro Rettore Riccardo Pagano, il rettore del Politecnico di Bari, prof. Ernesto Di Sciascio, il direttore amministrativo Adisu, Antonio Palmiotta, il consigliere comunale e provinciale Dante Capriulo, il consigliere comunale Paolo Ciocia, il consigliere regionale Mino Borraccino oltre a una folta rappresentanza di studenti degli istituti Cabrini, Pitagora e Aristosseno), delle possibili soluzioni.

La politica è stata interrogata e la politica ha risposto alle domande dei ragazzi. Molti, infatti, sono stati i temi toccati da Daniele Ciocia di Elsa Taranto, Doriana Luzzi di Progetto Taranto universitaria, Alessandra Prete dell’associazione Giuristi jonici, Alessandro Tarantino rappresentante di Progetto Taranto in seno all’Adisu, Salvatore Capparelli di Scienze della comuicazione e Anna Colautti e Immacolata Di Cesaria di Scienze infermieristiche: dalla richiesta del mantenimento nel capoluogo ionico dei corsi delle Professioni sanitarie, al rischio incombente di un ridimensionamento della sede tarantina dell’Adisu, dalla necessità di avere una rete di bus piu’ efficiente per assicurare i collegamenti con il Politecnico ubicato al quartiere Paolo VI, allo smacco subito con la chiusura del corso di Beni culturali cui ha fatto seguito l’accorpamento, in favore di Lecce, della sede della Soprintendenza archeologica.

Interventi, quelli degli studenti, dai quali è emersa la necessità di una maggiore pubblicità dell’Università di Taranto fuori dai suoi confini provinciali (Prete: “A Brindisi, per esempio, non sanno dell’esistenza di un polo univeritario a Taranto”) e di come sia necessaria una formazione umanistica senza la quale, ha sottolineato Salvatore Capparelli, “non si può costruire una classe dirigente e Taranto ne è priva”.

Insomma, non si chiedono mance a nessuno e Taranto non deve essere vissuta come un’alternativa “ma come una scelta (Daniele Ciocia)” da chi intende frequentare i suoi corsi universitari.

La richiesta piu’ pressante è stata quella arrivata dalle due studentesse di Scienze infermieristiche, corso alle prese con costanti criticità come le recenti dimissioni di massa da parte dei docenti poi in parte rientrate. “Vista la drammatica emergenza sanitaria e ambientale che la città subisce – hanno fatto presente Anna Colautti e Immacolata Di Cesaria – forse è il caso di investire di piu’ in Scienze infermieristiche perchè questo garantirebbe la possibilità ai malati oncologici di curarsi a casa propria con professionisti della propria terra”. E come sottacere il ruolo che l’Università ha avuto nella riqualificazione della città vecchia di Taranto. Ruolo evidenziato da Doriana Luzzi di Progetto Taranto universitaria che, proprio per questo, ha sottolineato come “sia assurdo che si chiuda un corso universitario come quello di Beni culturali”.

Rimostranze e suggerimenti fatti propri dall’assessore Leo insieme a quelli offerti dai docenti presenti al dibattito organizzato dall’associazione “Le città che vogliamo” e dai movimenti politici “Noi democratici per le città che vogliamo” e “Partecipazione è cambiamento”. E il direttore amministrativo della sede decentrata di Taranto dell’Adisu, Antonio Palmiotta, ha sottolineato come i servizi a supporto degli studenti “siano efficienti” grazie anche alle convenzioni stipulate “con le migliori strutture ricettive e ristoratrici. Siamo in grado – ha aggiunto – di rispondere in tempo reale a qualsiasi istanza degli studenti”. E a Carmine Carucci, del Comitato per la qualità della vita, che rimproverava al rettore del Politecnico di non aver tenuto fede alla promessa di creare la Scuola speciaistica di archeologia, il rettore Di Sciascio ha risposto che “il Politecnico è sempre pronta a realizzarla ma il Comune non ci ha mai messo a disposzione, come da noi chiesto, una sede”. Comunque, ha poi proseguito il rettore Di Sciscio, la mission del Politecnico “non è quella di sfornare laureati sic et simpliciter ma professionisti che abbiano le capcità di inserirsi immediatamente nel mondo del lavoro. La sfida vera – ha concluso – è quella di costruire e ridare una speranza a Taranto e alle nuove generazioni. Il Politecnico è pronto ma occorre che la politica dalle parole passi ai fatti”.

Quei fatti che Dante Capriulo, consigliere provinciale e comunale, si sente di trasformare in atti concreti “ed elaborare un nuovo sistema universitario ionico che si focalizzi su un sistema nuovo di fare formazione e che formi quelle professionalità che davvero servono al territorio”. Argomento per certi versi ripreso dal pro Rettore dell’Università di Bari, Riccardo Pagano, che, cifre alla mano (nove corsi di laurea, 80 docenti strutturati, 200mila euro di stipendi al mese), ha dimostrato come “l’Università si sia accollata un grosso sforzo economico. Resta comunque il fatto che tutti quanti dobbiamo cercare di capire perchè l’Università è fondamentale per Taranto: lo è perchì è un labortorio storico e sociale importantissimo inserito in una città che è l’icona della crisi del Meridione dove è crollato il sistema di portare sviluppo con le industrie”.

A rivendicare “esistenza e dignità ad una terra dalla storia millenaria” è stato il consigliere comunale Paolo Ciocia” il quale ha sottolineato, sulla scorta di quanto emerso soprattutto dalle dichiarazioni del rettore del Politecnico, “la sordità dell’attuale amministrazione comunale chiusa a qualsiasi possibilità di dialogo” puntando l’indice verso il sindaco Stefàno che “per primo non intende centrale lo sviluppo dell’Università ionica. Per questo – ha concluso – confidiamo nel ruolo che la Regione vuole giocare”.

La ricetta possibile? L’assessore regionale Leo non ha dubbi: “Taranto, ma anche Bari e Lecce, devono fare cartello con il sistema universitario meridionale se si vuole competere e competere meglio”. E sull’alternanza scuola-lavoro l’assessore è stato netto: “il Governo deve metterci le riisorse economiche necessarie perchè non si può pretendere formazione se poi questa non si traduce in posti di lavoro”.

Una giornata “veramente proficua e interessante”, così il consigliere regionale Gianni Liviano, ispiratore dell’iniziativa, che non ha mancato di sottolineare come lo scopo debba essere quello “di far sì che i nostri ragazzi studino in una Università tutta tarantina, che non debbano essere costretti ad andare fuori a cercare offerte formative migliori con il rischio che dopo non facciano piu’ ritorno a Taranto. Dobbiamo essere costruttori di sviluppo e di opportunità per i nostri ragazzi. Consolidare l’Università a Taranto  per fornire risposte ad una comunità che soffre. Questo è il compito – ha concluso Liviano – dal quale la politica non può e non deve derogare”.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo non sarà pubblicato Campi obbligatori *

*

*

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.