VADA A CASA CHI FA SOFFRIRE TARANTO (Raccolta Firme e CC del 31 Maggio)

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“La raccolta delle firme per sciogliere anticipatamente il Consiglio comunale? Da parte nostra, e mia, c’è stato solo la voglia di fornire uno strumento, peraltro previsto dalla legge, a quanti da tempo criticano l’operato di questa amministrazione e, a parole, dicono di voler porre termine a questa consiliatura”.
Gianni Liviano, consigliere regionale e comunale, torna sulla questione che da lunedì scorso tiene banco in città e trova spazio sugli organi di informazione, e lo fa senza spirito di rivalsa nè con accenti polemici.
“Non piu’ di un mese fa gli ispettori del Mef in 151 pagine, e 600 di allegati, hanno raccontato la vita amministrativa della città aprendo scenari che non lasciano presagire un lieto fine. Ieri i revisori dei conti hanno bocciato il bilancio che questa amministrazione si appresta ad approvare nella seduta del prossimo 31 maggio. E cosa succede? Tutti pronti a tacciarci di demagogia e populismo. Purtroppo, invece, ci ritroviamo a recitare il ruolo dei grilli parlanti perchè molte situazioni rilevate dagli ispettori del Mef noi le avevamo già segnalate in tempi non sospetti. Ma quanto stiamo vivendo in questi anni – aggiunge Liviano – altro non è che il risultato di governi forgiati sulla persona solo al comando. In questo momento per me sarebbe troppo facile togliermi sassolini dalle scarpe ma il senso di responsabilità ci porta a ragionare sul futuro della città e non prestare piu’ il fianco ai facili e nuovi populismi. Ecco, di fronte a questo scenario, abbiamo pensato di offrire, raccogliendo l’invito giunto da altri consiglieri comunali, uno strumento per mandare a casa questa giunta che ha fatto sì che questa città da capitale della Magna Grecia si trasformasse in capitale del nulla. Vedo, invece, che a parole tutti manifestano l’intenzione di voler cambiare questa città, di darle una prospettiva nuova, ma nei fatti, poi, continuano a trincerarsi dietro banali scuse. Leggo, inoltre, che l’opinione diffusa tra i consiglieri comunali, anche di opposizione, è quella di percorrere la strada di porre fine a questa esperienza amministrativa non votando il bilancio. Una posizione che mi lascia perplesso perchè è nelle cose che i consiglieri di opposizione votino contro il bilancio, soprattutto questo che si presenta con numerosissime falle. Prendo atto che il cambiamento è piu’ declamato che voluto. Ho contribuito a proporre una strada ma dalle scelte concrete poi si misurano le persone, il loro senso di responsabilità e il loro spessore. Mi chiedo – conclude Liviano –  ma cosa deve succedere ancora a Taranto per risvegliare la dignità sopita di una classe politica che, in maniera evidente, fatica a fornire risposte di speranza e di fiducia al territorio? Cosa’altro deve succedere perchè questa amministrazione comunale prenda atto del suo clamoroso fallimento, della sua evidente incapacità sia nel costruire vision di futuro che nel fornire risposte ai bisogni immediati? Cos’altro può succedere di piu’ grave, dal punto di vista della mancanza di correttezza contabile, dei tantissimi rilievi che gli ispettori inviati dalla Ragioneria generale dello Stato ai quali il sindaco non si è ancora degnato di fornire spiegazioni? Ho un grande limite di cui chiedo scusa: sono fortemente innamorato di Taranto. La bellezza della città, la felicità delle persone, il presente e il futuro della mia comunità dettano le mie scelte e ne scandiscono i tempi”.

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31 MAGGIO CONSIGLIO COMUNALE con all'OdG l'approvazione di Bilancio

“Buon giorno signor sindaco, come va il torcicollo? Sa, glielo chiedo perchè a proposito della relazione degli ispettori della Ragioneria dello Stato lei rispose che quello che piu’ la preoccupava in quel momento era il suo torcicollo. Ah, le è passato. Sono veramente contento di questo. Sindaco, ma davvero crede che qui (in Consiglio comunale, ndr) ci sono trentadue fessi. Veramente lei crede che in città ci siano duecentomila fessi?”.

Gianni Liviano, consigliere comunale di Noi democratici per le città che vogliamo nonchè consigliere regionale, ha da poco preso la parola. E lo ha fatto subito dopo l’intervento del sindaco Stefàno a proposito dell’ispezione inviata al Comune di Stato dal ministero Economia e finanze. Un intervento, quello del primo cittadino, che non ha risposto alle attese dei consiglieri comunali di opposizione che quel chiarimento avevano espressamente chiesto.

E Liviano non le manda certo a dire al sindaco Stefàno rimproverandogli il fatto che avrebbe dovuto fornire risposte “non soltanto tecniche ma anche politiche” dal momento che il sindaco stesso “è anche assessore al Bilancio. Sarebbe utile – ha aggiunto Liviano – che dopo nove anni e mezzo di suo governo che lei ogni tanto si assumesse le sue responsabilità. Ho seguito con attenzione l’incipit del suo intervento ed è stato, come sua consuetudine, uno scaricare le responsabilità sui dirigenti e sugli uffici salvo poi verificare, da parte nostra, che undici dirigenti sono cambiati in sei anni. E’ come se la politica avesse completamente rinunciato al suo ruolo di gestione, come se fosse completamente terza, come se avesse avocato ai tecnici ogni tipo di scelta e avesse deciso di non entrarci. Allora se avete deciso di non c’entrare niente allora andatevene, e andiamocene, a casa”.

Poi l’affondo finale, quello che Liviano ha sferrato all’indirizzo del sindaco entrando nel merito della questione. “Non è certamente irrilevante la discordanza dei bilanci depositati nel settore Direzione Finanza e quelli approvati dal Consiglio e depositati nell’ufficio Giunta. Quanto meno denota una disorganizzazione evidente perchè è dalle poste di bilancio che uno ha disposizione prevede spese o liquida incombenze. Un’altro appunto degli ispettori riguarda la mancanza di attendibilità dei dati del bilancio di previsione e dei criteri perchè un bilancio risponda ai criteri di veridicità. Questi bilanci non sono attendibili quando l’avanzo di gestione inserito nel bilancio di previsione 2011 è diverso da quello emerso dal consuntivo del 2010. Così come quando gli ispettori dicono che l’avanzo di gestione messo in un titolo di spesa  piuttosto che in un altro è un atto che va ad influire in maniera incisiva sul Patto di stabilità rendendo nulli i suoi risultati. Questo significa – ha aggiunto Liviano – che i risultati obiettivo dei Patti di stabilità non risultano veritieri  perchè calcolati su poste di bilancio allocate in maniera errata nel bilancio stesso, stiamo parlando del fatto che per raggiungere l’equilibrio di bilancio si è detto nei bilanci di previsione che si sarebbero riscosse delle entrate tributarie completamente differenti rispetto a quelle che sono state effettivamente riscosse e completamente differenti da quelle dell’anno precedente”.

Per non parlare “dei danni erariali prodotti dalla sua gestione sindacale” dal momento che, ha sottolineato con forza il consigliere comunale di opposizione, “sono stati accesi nuovi mutui nelle more di mutui precedentemente contratti e non utilizzati. E’ questo che ci stanno dicendo gli ispettori: che è stato causato un danno erariale alle casse del Comune”.

Poi c’è tutta la partita legate alle partecipate “che a lei, sindaco, non può sfuggire. Insomma, sindaco, la prego di aver maggior rispetto per la sua intelligenza, per la nostra intelligenza, per l’intelligenza della città perchè raccontare che qualcosa possa essere sfuggito perchè c’è stato un cambio di sede degli uffici è veramente una barzelleta megagalattica. E un città che sta soffrendo – ha poi concluso Liviano – non ha bisogno delle sue barzellette”.

 

 

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