Archive for giugno 2016

Dopo la denuncia pubblica del pericolo di chiusura del Pronto Soccorso del Moscati,
in data odierna (29.06.2016) Gianni LIVIANO si rivolge al Presidente della Regione Puglia Michele EMILIANO ed ai direttori del Dipartimento Sanità ed al direttore Generale della ASL di Taranto

  -SIG. PRESIDENTE DOTT. EMILIANO
         DOTT. GIOVANNI GORGONI
         DOTT. STEFANO ROSSI

OGGETTO: PIANO DI RIORGANIZZAZIONE PRESIDIO OSPEDALIERO CENTRALE PER EMERGENZA ESTIVA/ CHIUSURA PRONTO SOCCORSO "MOSCATI" – TARANTO

In esito all'incontro tenutosi c/o la sede regionale in data 31 maggio us alla presenza dei direttori generali nonche delle rappresentanza sindacali, nell'ambito della riorganizzazione ospedaliera, si è stabilito, tra l'altro, di sperimentare per il periodo estivo, a decorrere dal 1 LUGLIO, la TRASFORMAZIONE  del PRONTO SOCCORSO del "MOSCATI" di TARANTO in P.P.I. secondo quanto previsto dalla nuova versione del Piano Regionale delle Emergenze in corso di Approvazione.

In particolare si è stabilito che al moscati rimangano un medico e sei unità infermierisctiche e che il restante personale potenzierà il PRONTO SOCCORSO del SS.MA ANNUNZIATA. Per i pazienti che dovessero presentarsi spontaneamente al P.P.I del MOSCATI, saranno effettuate le consulenze per le specialità ivi insistenti, se ritenute necessarie, e in caso di ricovero, cio' sarà effettuato direttamente dal reparto di competenza.

Pur immaginando che, nell'ambito del processo di RIORGANIZZAZIONE, potenziare la struttura centrale (SS.MA ANNUNZIATA)  ha evidentemente una sua logica, si sottolinea alle SS.VV.:

1) LA CONTRARIETA' DELLO SCRIVENTE ALLA SCELTA DI chiusura DEL pronto soccorso dell'Ospedale "MOSCATI";

2) LA CONTRARIETA'  della CHIUSURA in particolare nel periodo ESTIVO a motivo del fatto che, durante l'estate:

a) gli ACCESSI AL PRONTO SOCCORSO SONO DESTINATI AD AUMENTARE;

b) LE FERIE ESTIVE comporteranno di fatto un DEPOTENZIAMENTO dell'ORGANICO A DISPOSIZIONE ANCHE NEL PLESSO CENTRALE;

c) L'INADEGUATEZZA STRUTTURALE del SS.MA ANNUNZIATA ad accogliere i pazienti diversamente destinati a ricorrere al Moscati o all'Ospedale di Grottaglie;

d) IL CERTO AUMENTO di RICOVERI nei REPARTI che sarà conseguenza dell'INGORGO che si creera' nei pronti soccorso.

ALLA LUCE DI QUANTO SOPRA AFFERMATO, Si CHIEDE ALLE SS.VV.

1) DI REVOCARE LA CHIUSURA DEL PRONTO SOCCORSO DELL'OSPEDALE "MOSCATI";

O IN SUBORDINE DI 2) POSTICIPARE LA SPERIMENTAZIONE DELLA CHIUSURA DEL MOSCATI AL PERIODO AUTUNNALE (considerando per le motivazioni indicate il periodo estivo quello meno adeguato per la sperimentazione).

L'occasione è grata per porgere cordiali saluti,
 
dr. Gianni LIVIANO
(CONSIGLIERE REGIONALE)

 

 

'Aside' Post | By on 29 giugno 2016

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Radioterapia, frequente il blocco delle macchine.
Si intervenga tempestivamente dotando il Moscati di nuovi acceleratori lineari.

…………..

“L’acceleratore lineare del reparto Radioterapia oncologica dell’ospedale Moscati ieri sera non funzionava e ai pazienti in attesa è stato detto: tutti a casa. No, così non va, così non può piu’ continuare ad andare”.

Non le manda certamente a dire, Gianni Liviano, consigliere regionale tarantino non nuovo a sortite del genere. “Sono stato contattato da una persona che, suo malgrado, è costretta a sottoporsi a sedute di radioterapia per curare la sua malattia. Ebbene, questa persona (non l’unica perchè già da giorni sono stato investito dello stesso problema da numerosi concittadini con familiari che sono costretti a sottoporsi a radioterapia), che ha competenze specifiche nel settore, mi ha riferito che la vetustà delle macchine è tale che spesso e volentieri devono essere fermate per la manutenzione per garantirne il perfetto funzionamento. Manutenzioni che diventano sempre piu’ frequenti. Nell’ultimo anno, sempre secondo quanto mi ha riferito questo nostro concittadino, al Moscati si è verificato un fermo macchine superiore del 20% rispetto all’anno precedente”.

Una situazione paradossale, sottolinea Liviano, tanto piu’ in una realtà, come quella tarantina, dove la richiesta di cure oncologiche “è sempre piu’ alta perche sempre piu’ drammaticamente l’inquinamento ambientale sta presentando il suo pesante conto”.

Diventa quindi sempre piu’ necessario aggiornare le macchine di radioterapia “fermo restando che, comunque, e questo intendo sottolinearlo con forza giusto per non creare inutili allarmismi, la qualità dei trattamenti erogati resta di alta qualità proprio perchè viene fatta la manutenzione. Anche perchè, laddove le macchine non sono piu’ adeguate ai trattamenti da fare, – sottolinea ancora Liviano – il personale del centro dispone immediatamente l’invio dei pazienti in altre strutture”.

Ma c’è un altro aspetto del problema, l’esatto rovescio della medaglia, e cioè che, con le frequenti fermate per manutenzione, si allungano inevitabilmente i tempi per le liste di attesa “dovuto anche al numero di macchine insufficienti rispetto a quella che è la domanda (Taranto è l’unica provincia della Puglia che ha una macchina ogni trecentomila abitanti mentre tutte le altre province ne hanno una ogni duecentomila). E’ dal 2011, per quelle che sono le notizie in mie possesso – aggiunge Liviano – che si chiede l’installazione di un nuovo acceleratore lineare ma con la scusa del San Raffaele, prima, e del San Cataldo, poi, di macchine non se ne sono viste. C’è un progetto della Regione Puglia per l’allocazione sul territorio di nuove macchine di radioterapia ma ciò comporta tempi lunghi mentre la situazione tarantina richiede tempi piu’ stretti perchè, per montare una macchina, occorrono dai sei ai nove mesi”.

Non solo, perchè alla problematica della manutenzione delle macchine si aggiunge quella della graduatoria del personale precario. “Diversi tecnici che erano preparati – prosegue Liviano – non sono stati rinnovati nel loro incarico e in loro sostituzione l’Asl, devo riconoscere che lo ha fatto tempestivamente, ha inviato nuovi tecnici che, però, prima di due-tre mesi non possono essere operativi sulle macchine. Anche questo non migliora la situazione. E’ vero che la Asl ha dovuto agire secondo legge non rinnovando i contratti al personale precario ma, dall’altra parte, ci sono i pazienti che hanno diritto a curarsi. Per questo torno a chiedere con forza che da parte del Governo intervenga una proroga per Taranto in maniera tale da poter assumere nuovo personale”.

Una situazione, quella della Radioterapia oncologica, che va ad aggiungersi alle numerose criticità del sistema sanitario pugliese. Criticità che per la maggior parte dei casi il suo conto salato lo presenta proprio alla città di Taranto e al suo territorio. Basti pensare al recente piano di riordino ospedaliero che poco ha tenuto in conto le emergenze della nostra area o alla decisione di chiudere il Pronto soccorso del Moscati. Al rispetto della legge – conclude Gianni Liviano – deve comunque rispondere il rispetto per le persone che hanno necessità di cure e di cure importanti. Su questi temi continueremeno a mantenere alta la guardia. La stessa cosa chiedo di fare ai consiglieri regionali espressione del territorio tarantino”.  

 

'Aside' Post | By on 29 giugno 2016

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“No alla chiusura dei pronto soccorso del Moscati e del San Marco. Chiediamo con forza la deroga per Taranto alle assunzioni del personale sanitario

………….

La decisione di chiudere, dal 1° luglio, così come previsto dalla nuova versione del Piano regionale delle Emergenze in corso di approvazione, il pronto soccorso dell’ospedale Moscati e quello dell’ospedale San Marco di Grottaglie  ”non la  condividiamo” e, al tempo stesso, “ci preoccupa”.

Gianni Liviano, consigliere regionale di Emiliano sindaco di Puglia, non ci sta e esprime un parere negativo sulle risultanze dell’accordo scaturito lo scorso 31 maggio tenutosi a Bari e al quale sono intervenuti i direttori generali delle Asl pugliesi nonchè i rappresentanti delle organizzazioni sindacali.

Un provvedimento che non piace per due ordini di motivi. Il primo, spiega Gianni Liviano, perchè è risaputo “che l’estate il ricorso alle pretazione del pronto soccorso è destinato ad aumentare e non a diminuire”; il secondo motivo è, invece, legato al dubbio, piuttosto concreto che strutturalmente il SS. Annunziata “sia attrezzato logisticamente per accogliere l’aumento del  flusso di persone diretta conseguenza della chiusura del pronto soccorso del Moscati. Ridimensionamento – aggiunge Liviano – che andrà inevitabilmente a ripercuotersi anche sull’utenza non solo del quartiere Paolo VI ma anche dei Comuni di Statte, Montemesola e Crispiano che, proprio nel Moscati, haanno la loro struttura di riferimento”.

In base al nuovo Piano regionale delle emergenze, infatti, il Moscati è destinato a diventare punto di primo intervento per cui un dirigente medico e sei unità infermieristichwe rimarranno in servizio nella struttura di Paolo VI mentre il restante personale medico e paramedico potenzierà il pronto soccorso del SS. Annunziata. Le attività del laboratorio di analisi saranno portate a 12 ore con turno antimeridiano nei giorni fetivi. Durante le ore notturne e i pomeriggi festivi, gli eventuali prelievi urgenti per i pazienti ricoverati saranno inviati con una navetta al laboratorio di analisi del SS. Annunziata attivo 24 ore. Stesso discorso per le attività radiologiche che saranno dimezzate (12 ore con turno antimeridiano festivo) così come è previsto il trasferimento al SS. Annunziata della degenza cardiologica. Per quanto riguarda il servizio degli autisti (che comprenderà anche quelli dell’ospedale San Marco di Grottaglie), sarà istituito un unico turno con la presenza di un autista nel turno notturno e uno in pronta disponibilità.

Insomma, una riorganizzazione che finirà con l’incidere pesantemente “sulla funzionalità e sulla capacità di assorbimento del SS. Annunziata. In ogni caso – sottolinea ancora Liviano – ci auguriamo che sia un provvedimento tampone e che la situazione si normalizzi quanto prima. Guai – ammonisce il consigliere regionale –  a far diventare ordinaria quella che deve restare una scelta straordinaria. Resta il fatto – conclude Liviano – che il problema reale deriva sempre dalla carenza del personale. Ragion per cui è necessario, e su questo tema non lesinerà i miei sforzi, adoperarsi  perchè questa benedetta legge che prevede che il personale assumibile sia tarato sui dati risalenti al 2004 reltivi al fabbisogno sanitario, venga superata. Quindi auspichiamo in intervento legislativo che disponga una deroga per Taranto, città alle prese anche con i disastri sanitari (basta leggere gli ultimi dati choc sull’aumentata incidenza di malattie tumorali e sul tremendo impatto ambientale nei wind days) causati dall’inquinamento industriale, relativa all’assunzione di personale nella Sanità ionica”.

'Aside' Post | By on 24 giugno 2016

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Canosa, Gravina e Taranto, e molti altri luoghi della Puglia, legate insieme dalla storia millenaria raccontata dai loro ipogei.

Un filrouge che si dipana attraverso territori oggi eterogenei tra loro ma che, nell’antichità, erano tenuti insieme dai fasti della cultura e della civiltà greca.

Per valorizzare questa presenza archeologica che ha fatto e sta facendo di quei luoghi punti di attrazione,  per rendere meglio fruibile questo patrimonio anche mediante sistemi a rete, degli ambienti ipogei, in particolare nei territori, ove essi costituiscono veri e propri sistemi sotterranei ove è più evidente la loro estensione, articolazione e pluristratificazione,  i consiglieri regionali Gianni Liviano (primo firmatario), Sabino Zinni, Mario Pendinelli, Mauro Vizzino, Ruggero Mennea, Filippo Caracciolo, Cosimo Borraccino, Renato Perrini, Francesco Ventola, Grazia Di Bari hanno presentato una proposta di legge regionale ad hoc.

Otto articoli, presentati nel corso di una conferenza stampa tenutasi nella sala Finocchiaro, a Bari, alla quale sono intervenuti i consiglieri Liviano,  Ventola, Mennea e Zinni,  che racchiudono il senso dell’iniziativa e che sono il frutto di un lavoro di squadra che ha visto insieme i consiglieri regionali di Emiliano sindaco di Puglia (Liviano, Zinni,  Pendinelli, Vizzino) lavorare gomito a gomito con i colleghi del Pd (Mennea e Caracciolo), di Noi a sinistra per la Puglia (Borraccino), dei Conservatori e Riformisti (Ventola e Perrini) e del Movimento 5Stelle (Di Bari) ai quali si sono aggiunti in corso d’opera i pentastellati Conca e Galante e il forzista Gatta.

“Si tratta – ha spiegato Liviano – di un lavoro che ci ha visto interloquire con gli operatori locali del settore e che è stato animato da uno spirito inclusivo. Si tratta, inoltre, – ha aggiunto Liviano – di un segnale di estrema attenzione nei confronti dei cittadini, che così potranno fruire dell’immenso patrimonio di cui la Puglia, e Taranto in particolare, dispongono nonché del sistema turismo che fa della nostra regione un punto di riferimento nazionale e internazionale”.

Nel centro storico di Taranto, la Città Vecchia infatti, vanno emergendo da qualche tempo una miriade di cavità sotterranee disseminate sotto tutti i palazzi nobiliari, conventi, chiese.
ipogei

Gran parte di tali cavità fanno parte di un contesto stratigrafico risalente al periodo greco, spesso aree di cava risalenti a questo periodo storico. “Un primo censimento, condotto da associazioni culturali operanti sul territorio, – ha fatto presente Liviano – consente di affermare che la presenza degli ipogei può essere riassunta attorno ad alcune categorie che si intersecano e si sovrappongono cronologicamente e funzionalmente. In molti casi si tratterebbe di cave per l’estrazione del materiale da costruzione dall’arcaismo all’età moderna, in altri di cavità funzionali alla vita domestica: pozzi e cisterne medievali e di età moderna”.

Insomma,  ha poi concluso il consigliere regionale Liviano,  si tratta “di un immenso patrimonio, storico e culturale che costituisce, per la sua varietà e le molteplici funzioni che nel corso dei secoli e millenni si sono stratificate, una unicità, che ci ha spinto, e di questo ringrazio i consiglieri regionali che hanno sostenuto questa mia iniziativa, sempre più a porre in essere tutte le misure necessarie per la sua piena conoscenza, valorizzazione, fruizione e salvaguardia”.

SERVIZIO TGregionale Puglia  del 22 Giugno 2016
 

'Aside' Post | By on 21 giugno 2016

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"Non posso non accogliere con soddisfazione la notizia che la giunta regionale ha sottoscritto un accordo con il commissario straordinario per le bonifiche, dott.ssa Vera Corbelli, per l'impiego degli operai di IsolaVerde negli interventi di bonifica".
Comincia così una nota del consigliere regionale Gianni Liviano.
"Sono assolutamente soddisfatto – sottolinea il consigliere regionale Gianni Liviano –  perché con la decisione adottata dalla giunta vedo giungere a felice compimento un percorso avviato a settembre dell'anno scorso quando, da assessore regionale all'Industria turistica e culturale, durante un incontro con il commissario Corbelli e del capo di Gabinetto, dott. Claudio Stefanazzi, gettammo le basi per verificare se ci fossero le condizioni per impiegare gli operai della società IsolaVerde, altrimenti destinati al licenziamento, nelle opere di bonifica. L'accordo tra Regione e commissario straordinario evidenzia come, circa un anno fa, avevamo visto nella direzione  giusta. Adesso – conclude Liviano – l'auspicio è che la Regione Puglia,  e su questo il mio impegno continuerà ad essere massimo – organizzi quanto prima i corsi di formazione per gli ex dipendenti di IsolaVerde in modo da qualificarli rispetto alle attività di bonifica cui saranno chiamati".

 

'Aside' Post | By on 15 giugno 2016

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“Con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del decreto legge n.98/2016 che all’articolo 1, comma 4, lettera b estende l’immunità penale, già prevista per i Commissari straordinari Ilva, per le condotte poste in essere in attuazione del Piano Ambientale, anche agli acquirenti ed affittuari dell’azienda siamo di fronte all’ennesimo schiaffo dato alla nostra città. Un fatto, questo, sul quale non si può né vogliamo passare oltre”.
Gianni Liviano, consigliere regionale e comunale, va dritto al cuore della questione e  lo fa senza giri di parole. L’ultimo decreto, in ordine di tempo, giustificato per accelerare le procedure di cessione dello stabilimento siderurgico, non può passare sotto silenzio.
“La città – sottolinea Liviano – non può continuare a subire in silenzio. Anzi, è il caso che torni a far sentire la sua voce tornando, se è il caso, a manifestare in strada. È, questo, un invito che mi sento di rivolgere a tutti, associazioni e privati cittadini, ai genitori che lottano per il diritto ad una vita salubre dei propri figli”.
“Torniamo – aggiunge Liviano – a far sentire forte il nostro no contro un decreto che non fa gli interessi della città e  dei suoi cittadini ma che cerca, in maniera frettolosa, di liberarsi della patata bollente che ha tra le mani. Facciamo sentire noi la nostra voce e squarciamo il silenzio assordante che arriva da palazzo di Città il cui inquilino continua a tacere”.
“Mi rivolgo – prosegue Liviano – ai miei colleghi consiglieri regionali tarantini perché si faccia fronte comune magari impegnando la giunta regionale e il suo presidente ad intraprendere iniziative energiche”.
Ma è l’intero impianto del decreto a non piacere al consigliere Liviano perché “continua a non risolvere il conflitto tra ambiente, salute e occupazione”, anzi in un certo qual modo sancisce che il diritto alla salute dei tarantini può ancora aspettare, dal momento che la scadenza dell'attuazione del piano di risanamento, ovvero delle prescrizioni Aia, sposta le lancette dell’orologio al 2019 mentre non si profila alcuna soluzione sotto l'aspetto produttivo e occupazionale”.
Ragion per cui, conclude Liviano, “è più che mai opportuno tornare a farsi sentire con forza. Io ci sono”.

'Aside' Post | By on 11 giugno 2016

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Secondo appuntamento, venerdì 10 giugno, con la presentazione di “Del nostro meglio – Lettera a un figlio” (Radici future editrice, costo 12 euro), ultimo libro in ordine di tempo scritto da Gianni Liviano, consigliere regionale e comunale. Dopo il successo di martedì sera nel Salone di rappresentanza della Provincia di Taranto, ora tocca all’associazione “Le città che vogliamo” accogliere nella sede di via Fiume 12, alle ore 18.30,  la presentazione di un libro molto toccante e ben scritto dove i verbi amare e educare diventano un tutt’uno, nel quale, tra le righe si avverte il senso del “plurale” e dell’educazione come realizzazione di una comunità educante.

Dialogheranno con l’autore Giovanni Guarino, don Luigi Pellegrino e Massimo Calò, vicepresidente dell’associazione “Le città che vogliamo”.

“Racconto a mio figlio (a tutti i figli) – spiega Gianni Liviano – la mia esperienza di Amore, il mio sforzo di amare: di amare un Dio che legittima anche il beneficio del dubbio. Di amare una donna, che ha condiviso con me  il contingente e l'attesa. Di amare la storia provando nel "qui ed ora" a modificarla anche ricevendo schiaffi e subendo sconfitte, ma provando a rialzarmi  subito e a riprendere il cammino. Lo racconto – conclude Liviano – prima che l'amore finisca, prima che la passione si addormenti, per incoraggiarlo (incoraggiarli) ad andare avanti, a guardare i volti, a costruire bellezze e felicità e, ogni tanto, a sorridere un po’”.

La quota parte del libro (costo 10 euro) spettante all’autore, Liviano ha deciso di devolverlo al reparto di Pediatria dell’ospedale “SS. Annunziata” di Taranto.

'Aside' Post | By on 8 giugno 2016

DEL-NOSTRO-MEGLIO

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Martedì 7 giugno, alle ore 18.30 nel Salone di rappresentanza della Provincia, e
Venerdì 10 giugno, sempre alle 18.30 ma nella sede dell’associazione “Le città che vogliamo” in via Fiume 12,

sarà presentato l’ultimo libro di Gianni Liviano dal titolo “Del nostro meglio – Lettera a un figlio”, editrice Radici future. Con l’autore dialogheranno don Antonio Panico, l’avv. Cesare Paradiso e il prof. Fabio Mancini. Toccherà, invece, a Giovanni Guarino, animatore culturale, a Massimo Calò, vicepresidente dell’associazione “Le città che vogliamo”, e a don Luigi Pellegrino presentare il libro nella serata di venerdì 10 l

“Del nostro meglio” arriva dopo le precedenti esperienze di scrittore di Gianni Liviano. Prima di questo libro, infatti, Liviano ha pubblicato con la casa editrice La Meridiana il libro “Volontari di parte” cui ha fatto seguito “Volevo fare il sindaco – Lettera aperta alla città di Taranto” edito dalla casa editrice Edit@. Oggi, invece, la nuova esperienza letteraria è affidata alla emergente editrice Radici future.

“Racconto a mio figlio (a tutti i figli) – spiega Gianni Liviano – la mia esperienza di Amore, il mio sforzo di amare: di amare un Dio che legittima anche il beneficio del dubbio. Di amare una donna, che ha condiviso con me  il contingente e l'attesa. Di amare la storia provando nel "qui ed ora" a modificarla anche ricevendo schiaffi e subendo sconfitte, ma provando a rialzarmi  subito e a riprendere il cammino. Lo racconto – conclude Liviano – prima che l'amore finisca, prima che la passione si addormenti, per incoraggiarlo (incoraggiarli) ad andare avanti, a guardare i volti, a costruire bellezze e felicità e, ogni tanto, a sorridere un po’”.

La quota parte del libro (costo 10 euro) spettante all’autore, sarà devoluto al reparto di Pediatria dell’ospedale “SS. Annunziata” di Taranto.

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'Aside' Post | By on 5 giugno 2016