Archive for agosto 2016

Nomina Coordinamento Legge Taranto

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“E’ un ulteriore tassello che si aggiunge ad un piu’ complesso puzzle che stiamo cercando di completare per rilanciare Taranto valorizzandone peculiarità e potenzialità e per questo ringrazio.il Presidente  Emiliano e la giunta di aver condiviso la proposta di valorizzare  una legge speciale per Taranto che "ha l’obiettivo strategico di consentire alla nostra città di riappropriarsi, dello spirito identitario del territorio e cancellare, così, il marchio Ilva per riconvertire l’economia tarantina partendo proprio dalle infrastrutture”.
Il lavoro dovrà essere condiviso con tutti i consiglieri regionali, del territorio il cui contributo sarà assolutamente imprescindibile e fondamentale.  Da parte mia l’impegno di coordinare il tavolo tecnico – aggiunge Liviano – sarà proteso, nei prossimi mesi, al raggiungimento di questo obiettivo che continuerà nel solco di quanto già fatto in questo primo anno di esperienza in Consiglio regionale che mi ha visto, per la prima parte, ricoprire l’incarico di assessore all’Industria turistica e culturale, nella seconda quella attuale di consigliere regionale.  Aiutare Taranto ad evolversi da questa attuale situazione di difficoltà.  Siamo consapevoli che il destino di Taranto non sia soltanto una questione legata all’intensità dei flussi economico-finanziari che sarà possibile destinare allo sviluppo del suo territorio ma che, alla pari dei migliori casi internazionali di città, che hanno dimostrato la capacità di invertire con successo la rotta di un destino apparentemente inesorabile, essa è soprattutto indissolubilmente legata alla capacità della Comunità territoriale di ritrovare una propria Identità positiva”.
Lo scopo della legge per Taranto dovrà essere quella di rafforzare il sistema delle competenze e delle dotazioni pubbliche ed istituzionali locali per aumentare la capacità di visione strategica, tecnica ed operativa degli attori pubblici locali; avvicinare le competenze ordinarie ed operative della Regione Puglia al governo dei fattori territoriali; rafforzare i processi di partecipazione attiva della comunità territoriale al confronto pubblico sul destino e sul futuro della Città e del suo comprensorio.
Integrare nel sistema degli obiettivi generali della programmazione dello sviluppo regionale 2014-2020, gli obiettivi specifici prioritari per accelerare una nuova dislocazione di Taranto nelle strategie di sviluppo regionale; assumere condizioni peculiari e transitorie nell’azione ordinaria di governo qualora necessarie alla accelerazione dei processi virtuosi ricercati (sotto il profilo della fiscalità regionale piuttosto che sui fronti degli aspetti  normativi e regolativi sui temi urbanistici, ambientali, economico-produttivi, della salute); focalizzare gli aspetti territoriali specifici nella dotazione degli strumenti di Pianificazione regionale (Piano Strategico del Turismo e della Cultura, Piano regionale dei trasporti, Acqua, salute, rifiuti, PPTR) proponendo azioni specifiche; costituire un tavolo interdipartimentale che programmi il set di azioni strategiche per Taranto non lasciando la definizione delle strategie di sviluppo regionali, sul tema, ai soli effetti della programmazione del CIS; attivare una funzione di integrazione e coordinamento  delle Autorità di Gestione dei fondi SIE e del FEASR per garantire una programmazione di risorse integrate nel ciclo 2014-2020 che faccia emergere il valore di una strategia multisettoriale per la Città di Taranto ed il suo territorio; definire azioni finalizzate alla rigenerazione urbana e alla coesione sociale.
“Con la legge su Taranto – conclude Liviano – diventiamo il primo laboratorio di sperimentazione della legge  sulla Partecipazione appena approvata dalla giunta regionale. Un ulteriore stimolo, questo, a lavorare con più intensità per la nostra città”.

RASSEGNA STAMPA
servizio TG Regionale del 6 Agosto

GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO 6 Agosto 

CORRIERE DEL MEZZOGIORNO 7 Agosto

STUDIO100

'Aside' Post | By on 7 agosto 2016

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Introdurre anche Taranto, e la sua provincia, negli itinerari delle vie Francigene.
È quanto chiede in una mozione, depositata in Consiglio regionale, il consigliere Gianni Liviano e la cui ricostruzione storica è stato opera del gruppo di studio del Comitato per la qualità della vita composto da Maria Rosaria Piccinni, Anna Maria La Neve, Salvatore Marzo, Carmine Carlucci e Antonio Fornaro, e che ricalca l’analoga mozione approvata dal Consiglio comunale di Taranto.

“Alla giunta regionale e all’assessore all’Industria turistica e culturale ho chiesto – spiega Gianni Liviano – di rivedere la scelta del percorso pugliese delle vie Francigene, compiuta con la deliberazione di giunta regionale n. 1174 del luglio 2013, includendo anche il territorio di Taranto e della sua provincia. Tale approvazione – aggiunge Liviano – consentirà alla giunta regionale di includere nel percorso individuato nell’ambito degli “Itinerari Culturali del Consiglio D’Europa” l’area jonica, che potrà così partecipare alle misure di valorizzazione, promozione e recupero destinate a tali itinerari”.

La mozione di Liviano prende le mosse dopo l’approvazione di una mozione presentata lo scorso 26 aprile dai consiglieri Ernesto Abaterusso, Erio Congedo e Andrea Caroppo, che comprendeva nel percorso delle vie Francigene anche la provincia di Lecce fino a Santa Maria di Leuca.
“Questa decisione – fa presente Liviano al presidente del consiglio regionale, Mario Loizzo, e all’assessore Loredana Capone – esclude completamente dal percorso delle vie Francigene Taranto e la sua provincia, e ciò a grave danno dell’identità socio-culturale del territorio jonico, che perde significative possibilità di valorizzazione, anche a fini turistici, dei propri percorsi di religiosità, di arte, di architettura rurale e di sviluppo economico e commerciale che costituiscono parte integrante della propria storia, nonché patrimonio comune dell’intera Regione da salvaguardare e valorizzare”.

Secondo Liviano, infatti, la scelta operata dalla giunta regionale di escludere Taranto e la sua provincia dal percorso delle vie Francigene non tiene conto di importanti testimonianze storiche che attestano la presenza di flussi di pellegrini i quali, attraverso un fitto reticolo di strade, vie consolari e tratturi per la transumanza, passavano da Taranto per recarsi a Roma, Santiago di Compostela, presso la Grotta dell’Arcangelo Michele sul Gargano e presso una serie di santuari minori. Un lungo tratto della via Francigena – fa presente Liviano – coincide con la via Appia (Roma-Taranto-Brindisi), considerata l’asse principale di tutte le comunicazioni dell’Impero Romano, che conservò il suo ruolo di arteria di comunicazione durante tutto il Medioevo. L’ultimo tratto della via Appia, da Taranto a Brindisi, e la via Appia Traianea che giungeva sino ad Otranto, nella prima metà del VII secolo risultavano ancora funzionali al pellegrinaggio in Terrasanta, come attesta il ritorno da Gerusalemme di San Cataldo, Santo Patrono di Taranto, che, sbarcato a Otranto, “sub habitu peregrini” raggiunse Taranto che è sempre stata un importante nodo viario, attraversato da flussi di pellegrini diretti verso la Terrasanta. Riferimenti a Taranto come tappa dei pellegrini si rinvengono anche nell’ “Itinerarium Bernardi monachi Franci”, documento storico di grande importanza che attesta le tappe di viaggio di un monaco bretone dell’Abbazia di Mont Saint Michel che compì un pellegrinaggio in Terrasanta tra l’867 e l’870, imbarcandosi proprio da Taranto”.

Il consigliere regionale tarantino, inoltre, fa riferimento ad una copiosa produzione storico-letteraria a supporto della propria richiesta.

'Aside' Post | By on 2 agosto 2016