Taranto nelle Vie Francigene

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Introdurre anche Taranto, e la sua provincia, negli itinerari delle vie Francigene.
È quanto chiede in una mozione, depositata in Consiglio regionale, il consigliere Gianni Liviano e la cui ricostruzione storica è stato opera del gruppo di studio del Comitato per la qualità della vita composto da Maria Rosaria Piccinni, Anna Maria La Neve, Salvatore Marzo, Carmine Carlucci e Antonio Fornaro, e che ricalca l’analoga mozione approvata dal Consiglio comunale di Taranto.

“Alla giunta regionale e all’assessore all’Industria turistica e culturale ho chiesto – spiega Gianni Liviano – di rivedere la scelta del percorso pugliese delle vie Francigene, compiuta con la deliberazione di giunta regionale n. 1174 del luglio 2013, includendo anche il territorio di Taranto e della sua provincia. Tale approvazione – aggiunge Liviano – consentirà alla giunta regionale di includere nel percorso individuato nell’ambito degli “Itinerari Culturali del Consiglio D’Europa” l’area jonica, che potrà così partecipare alle misure di valorizzazione, promozione e recupero destinate a tali itinerari”.

La mozione di Liviano prende le mosse dopo l’approvazione di una mozione presentata lo scorso 26 aprile dai consiglieri Ernesto Abaterusso, Erio Congedo e Andrea Caroppo, che comprendeva nel percorso delle vie Francigene anche la provincia di Lecce fino a Santa Maria di Leuca.
“Questa decisione – fa presente Liviano al presidente del consiglio regionale, Mario Loizzo, e all’assessore Loredana Capone – esclude completamente dal percorso delle vie Francigene Taranto e la sua provincia, e ciò a grave danno dell’identità socio-culturale del territorio jonico, che perde significative possibilità di valorizzazione, anche a fini turistici, dei propri percorsi di religiosità, di arte, di architettura rurale e di sviluppo economico e commerciale che costituiscono parte integrante della propria storia, nonché patrimonio comune dell’intera Regione da salvaguardare e valorizzare”.

Secondo Liviano, infatti, la scelta operata dalla giunta regionale di escludere Taranto e la sua provincia dal percorso delle vie Francigene non tiene conto di importanti testimonianze storiche che attestano la presenza di flussi di pellegrini i quali, attraverso un fitto reticolo di strade, vie consolari e tratturi per la transumanza, passavano da Taranto per recarsi a Roma, Santiago di Compostela, presso la Grotta dell’Arcangelo Michele sul Gargano e presso una serie di santuari minori. Un lungo tratto della via Francigena – fa presente Liviano – coincide con la via Appia (Roma-Taranto-Brindisi), considerata l’asse principale di tutte le comunicazioni dell’Impero Romano, che conservò il suo ruolo di arteria di comunicazione durante tutto il Medioevo. L’ultimo tratto della via Appia, da Taranto a Brindisi, e la via Appia Traianea che giungeva sino ad Otranto, nella prima metà del VII secolo risultavano ancora funzionali al pellegrinaggio in Terrasanta, come attesta il ritorno da Gerusalemme di San Cataldo, Santo Patrono di Taranto, che, sbarcato a Otranto, “sub habitu peregrini” raggiunse Taranto che è sempre stata un importante nodo viario, attraversato da flussi di pellegrini diretti verso la Terrasanta. Riferimenti a Taranto come tappa dei pellegrini si rinvengono anche nell’ “Itinerarium Bernardi monachi Franci”, documento storico di grande importanza che attesta le tappe di viaggio di un monaco bretone dell’Abbazia di Mont Saint Michel che compì un pellegrinaggio in Terrasanta tra l’867 e l’870, imbarcandosi proprio da Taranto”.

Il consigliere regionale tarantino, inoltre, fa riferimento ad una copiosa produzione storico-letteraria a supporto della propria richiesta.

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