28/11 Presentazione assett strategici Legge Taranto con Michele Emiliano

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L’opzione privilegiata è quella di terziarizzare l’economia ionica valorizzando il mare come risorsa, obiettivo che si raggiunge attraverso strumenti quali facilitatori e acceleratori e dotandosi di un piano strategico.

E’ questa la colonna vertebrale della nascente legge speciale per Taranto il cui stato di avanzamento dei lavori è stato presentato lunedì mattina, nel foyer del teatro TaTà, dal presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, e dal consigliere regionale delegato alla redazione della stessa, Gianni Liviano.

Non a caso è stato scelto come location il quartiere Tamburi: da qui, infatti, si è voluto lanciare un messaggio di speranza alla città all’indomani, anche, del pasticciaccio in commissione Bilancio della Camera con la mancata approvazione dell’emendamento alla legge di bilancio che destinava 50 milioni di euro per la sanità ionica.

Otto gli asset strategici lungo i quali si cementerà il piano strategico e, con esso,la legge regionale speciale per Taranto: costruire comunità e identità; Taranto città culturale; Taranto città salubre; Taranto città compatta, abitata e sostenibile; Taranto città del mare; Taranto città dell’economia; Taranto città in salute; Taranto città in collegamento.15235603_10211239688458653_794593792496067490_o

Con la legge speciale su Taranto si punta a rafforzare il sistema delle competenze e delle dotazioni pubbliche ed istituzionali per aumentare la capacità di visione e tecnica ed operativa degli attori pubblici locali; avvicinare le competenze ordinarie ed operative della Regione Puglia al governo dei fattori territoriali; rafforzare i processi di partecipazione attiva della comunità territoriale al confronto pubblico sul destino e sul futuro della città e del suo comprensorio.

“Sostenere l’accelerazione di processi di riposizionamento economico e produttivo, sociale e culturale della città di Taranto, in assenza di elementi portanti che hanno costituito il prodromo del successo di tante città internazionali nel cambiamento – ha spiegato Gianni Liviano – è un obiettivo ineludibile per l’equilibrio dello sviluppo dell’intera regione. Una legge “speciale” per Taranto dà atto di queste condizioni di partenza che vanno oltre i normali disequilibri tra aree della nostra regione. E’ un ulteriore tassello che si aggiunge ad un piu’ complesso puzzle che stiamo cercando di completare per rilanciare Taranto valorizzandone peculiarità e potenzialità e per questo- ha aggiunto il consigliere regionale – ringrazio il presidente  Emiliano e la giunta di aver condiviso la proposta di valorizzare  una legge speciale per Taranto che ha l’obiettivo strategico di consentire alla nostra città di riappropriarsi dello spirito identitario del territorio e cancellare, così, il marchio Ilva per riconvertire l’economia tarantina partendo proprio dalle infrastrutture. Con la legge su Taranto – ha concluso Liviano – diventiamo il primo laboratorio di sperimentazione della legge  sulla Partecipazione appena approvata dalla giunta regionale. Un ulteriore  stimolo, questo, a lavorare con più intensità per la nostra città”.

Numerosi gli incontri che il gruppo di lavoro multidisciplinare (composto da Lelio Miro, presidente Banca di Taranto; Giorgio Rocco, docente Politecnico di Bari; Giovanni Guarino, operatore culturale; Daniela Spera, ambientalista; don Antonio Panico, sociologo; Giuseppe Mastronuzzi, docente universitario; Antonella Carella, architetto; Silvia De Vitis, archeologa; Piero Massafra, storico) ha avuto con esperti mentre costante è stata la collaborazione con Franco Milella dell’Ocse e Paolo Verri, presidente di Pugliapromozione e di Matera capitale europea della cultura 2019.

Le città più competitive, è stato fatto presente nel corso della conferenza stampa, non sono quelle in grado soltanto di attrarre innovazione, persone  ed economie ma quelle che diventano generatrici di creatività, si configurano  come potenti incubatori di economie dell’innovazione, della cultura, della ricerca, della produzione, investendo nella economia dell’esperienza e rafforzando il proprio capitale identitario. Il cosiddetto “indice d’identità” è ciò che specularmente ha garantito il successo di strategie di città come Liverpool, Valencia, Marsiglia, Helsinki attraverso nuove visioni di rigenerazione urbana e comunitaria che sono state fortemente sostenute dalle autorità locali e nazionali.
“Oggi finisce il commissariamento di Taranto da parte del Governo di Roma”, ha poi sottolineato il presidente della Regione, Michele Emiliano.

“La legge speciale per Taranto – ha aggiunto Emiliano –  non promette miracoli. Non stiamo parlando solo di stanziamenti o di idee che cambieranno il futuro come se fossero  una bacchetta magica. Ma di scrivere in modo partecipato la legge con tutti i tarantini, in modo tale che i cittadini possano controllare se le istituzioni fanno o non fanno ciò che è scritto.
E soprattutto per dare una spina dorsale robusta15167689_10211239689298674_3171369507910050661_o alle ambizioni, alle aspirazioni e ai meriti di questa provincia, che non è fatta solo di guai, ma che è fatta di tante persone con grandi qualità professionali, con buone idee, con cultura, con creatività. Questa legge – ha aggiunto –  è fatta certamente “in casa”, non è fatta per chi aspetta che ci vengano a salvare da Roma. Perché si è visto che quando aspettiamo “loro”, spesso e volentieri non rispondono neppure al telefono. 
La legge è un gesto di intelligenza, di solidarietà di tutta la Puglia nei confronti di Taranto, che in questo momento costituisce la priorità numero uno. Questa legge –  ha concluso il presidente Emiliano – non fa miracoli, ma scrive il piano delle certezze per il futuro di questo territorio. E si inserisce nella filiera tra Governo, Regione, Provincia e Comune per realizzare tutte le azioni necessarie e soprattutto per ridare la parola ai cittadini”.

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