ha vinto il No ed ha vinto la Costituzione

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Ha vinto il No e ha vinto la Costituzione.

Per raggiungere questo obbiettivo in questi mesi ci siamo spesi molto, è un obbiettivo che auspicavamo e che speravamo fortemente. Per questo, ad obbiettivo raggiunto, dovremmo essere molto contenti. In realtà il senso di responsabilita' che accompagna il ns impegno.politico ci pone subito di fronte ad alcune domande importanti. Quante persone hanno votato con la consapevolezza che nelle loro mani era deputata la costituzione dei prossimi anni, e quante invece hanno votato pro o contro il governo.presente e il suo leader ? Ho molti dubbi che nel popolo votante ci fosse piena consapevolezza degli argomenti oggetto del voto. Da politico schierato dovrei gioire, da educatore appassionato alla crescita della comunità, prendo atto dei lunghi passi che bisogna ancora compiere perche' il voto sia adulto, responsabile e consapevole.Renzi ha compiuto, a mio sommesso avviso, numerosi errori di valutazione. Tra questi il primo, il più importante, e' stato sicuramente quello di aver avocato a se stesso e al governo da lui presieduto l'intera riforma. La Costituzione non può mai spaccare un popolo, semmai deve unirlo, come i.padri costituenti all'indomani della seconda guerra mondiale hanno ampiamente testimoniato. Una riforma costituzionale che spacca in due una Nazione, qualunque fosse stato l'esito, avrebbe già fallito nel suo intento. La Costituzione unisce non divide, racconta un'esperienza di Comunità e di sintesi di diversità, non di opinioni parziali, posizionamenti politici, autoreferenzialità e faziosità varie. Questo è stato l'errore di Renzi. Non nascondo ora la preoccupazione per il prossimo governo e per la stabilità della nazione. Era il male minore da pagare, ma sarà comunque un male, la conseguenza di un atteggiamento invadente e forse poco responsabile del presidente del consiglio uscente. Non ci sono in questa partita vincitori e vinti e quei politici che rivendicano vittorie raccontano frottole. C'è una comunità nazionale da ricostruire e un futuro da affrontare uniti, valorizzando responsabilità e competenze e mai slogan e populismi.

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