Archive for febbraio 2017

24/2 forum su Zes Taranto (Zona Economica Speciale)

  

Legge speciale per Taranto: il consigliere regionale Liviano ha organizzato un confronto sulla Zes (Zona economica speciale)

Si è parlato di Zes, zona economica speciale, nell’incontro che il consigliere regionale Gianni Liviano ha organizzato venerdì 24 febbraio nella sede di via Fiume 12, a Taranto, dell’associazione “Le città che vogliamo”.

resoconto

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“Zes, zona economica speciale-Opportunità per la città con la legge regionale per Taranto”, questo il tema

Le Zes funzionano sulle nuove tecnologie. Ma per introdurle e renderle uno strumento altamente qualificante per il rilancio e lo sviluppo di Taranto occorre bruciare le tappe e recuperare i ritardi accumulati nei confronti di altri paesi membri dell’Unione europea

avanti anni luce rispetto all’Italia. Del resto, sottolinea Aldo Berlinguer, ordinario di Diritto comparato nell’Università di Cagliari e ospite del dibattito organizzato venerdì sera dal consigliere regionale Gianni Liviano, è inconcepibile “che uno dei paesi fondatori dell’Unione europea su questi strumenti sia fortemente in ritardo”.

Riflettori puntati, dunque, sulla Zes, la zona economica speciale, strumento attuale e fondamentale per attrarre investimenti a costo zero sul territorio. Ad accenderli ci ha pensato, appunto, il consigliere regionale Gianni Liviano che, nella sede di via Fiume 12 dell’associazione “Le città che vogliamo” ha riunito, oltre al prof. Berlinguer, l’avv. Sergio Prete, presidente dell’Autorità portuale Taranto; l’avv. Maurizio D'Amico, segretario generale dell'Advisory Board della Federazione mondiale delle Zone Franche e delle Zone Economiche Speciali Ginevra (Femoza che dal 2003 ha lo status di osservatore presso l'Unctad e presso l'Unido); il dott. Aldo Patruno, direttore del dipartimento Turismo e Cultura Regione Puglia; il dott. Francesco Solofrizzo, dirigente della Sezione Finanze Regione Puglia.

“Zes, zona economica speciale-Opportunità per la città con la legge regionale per Taranto”, questo il tema della serata che ha visto tanti operatori economici affollare la sala di via Fiume.

“La Zes – ha esordito il consigliere regionale Gianni Liviano – è un’area geografica delimitata dotata di una legislazione economica differente dalla legislazione in atto e che, diversamente dalla Zona franca, beneficia di una normativa di favore piu’ ampia. Proprio per sfruttare le condizioni di vantaggio che le Zes offrono – ha aggiunto Liviano -, abbiamo pensato di introdurre questo strumento nella legge regionale speciale per Taranto perchè permetterebbe la possibilità di introdurre agevolazioni di carattere fiscale, sotto forma di riduzione delle imposte sui redditi (Ires), dell’imposta regionale sulle attività produttive (Irap). o dei tributi locali (Imu, Tari) per gli immobili posseduti dalle imprese e utilizzati per l’attività economica, riduzione dei contributi sulle retribuzioni da lavoro dipendente. Ma la defiscalizzazione fine a se stessa – ha sottolineato ancora Liviano – da sola non basta perchè non è abbastanza attrattiva per i potenziali investitori per cui la Zes deve prevedere altro al suo interno”. Ovvero, deve contenere “diversi attrattori – ha precisato il consigliere regionale – all’interno dello stesso contenitore”.

Insomma, in soldoni, occorre una progettazione strategica ed efficace, coerente con la normativa nazionale e europea, che conduca alla sua affermazione graduale nell’ambito di un nuovo modello di sviluppo. Ma occorre anche muoversi in fretta.

Per questo all’interno del piano strategico che accompagnerà la legge regionale speciale per Taranto “abbiamo previsto – ha spiegato Liviano – di intraprendere il percorso di una legge nazionale di ispirazione regionale, sull’esempio della Calabria, proprio perchè, soprattutto nel campo della defiscalizzazione, le Regioni, e gli enti locali in genere, non possono  agire da soli”.

Il quadro normativo attuale, ha incalzato Aldo Berlinguer, è favorevole perchè si possa accelerare sulle Zes. Concetto ripreso dal presidente dell’Autorità portuale, Sergio Prete. “Il ministero dei Trasporti – ha annunciato Prete – ha predisposto una proposta di legge con la previsione di tre zone economiche speciali: Taranto, Gioia Tauro e Napoli-Salerno”.

Quella di una legge nazionale non è aspetto da poco dal momento che deve fungere da legge quadro “per vagliare – ha spiegato, invece, Maurizio D’Amico – la compatibilità con la normativa europea e per non incorrere in violazioni della normativa sulla concorrenza”.

Già, l’Unione europea. Nell’Unione europea esistono 12 stati che hanno zone svantaggiate all’interno del proprio territorio. Di questi, solo due non hanno attivato delle Zes nel proprio territorio e sono l’Italia e la Grecia (che, però, ha chiesto ufficialmente l’attivazione di una Zes nel porto del Pireo). In Italia, le regioni ammissibili nelle quali può essere istituita una Zes sono Campania, Basilicata, Puglia, Calabria e Sicilia. Attualmente esistono Zes in Bulgaria, Repubblica Ceca, Estonia, Lettonia, Lituania, Polonia, Romania, Slovenia, Portogallo e Spagna. La Polonia è la nazione che conta il numero maggiore di Zes (14) il cui principale beneficio è costituito dall’esenzione fiscale sulle imposte sul reddito. In aggiunta agli aiuti agli investimenti la normativa europea ammette la possibilità che le piccole e medie imprese possano ottenere aiuti destinati a ridurre le spese correnti di una impresa non legate a investimenti iniziali. Tali spese includono i costi del personale, dei materiali, dei servizi appaltati, delle comunicazioni, dell’energia, della manutenzione dell’affitto, di amministrazione. Inoltre, gli aiuti agli investimenti in territori come la Puglia possono essere riconosciuti solo per la creazione di un nuovo stabilimento, l’ampliamento delle capacità di uno stabilimento esistente, la diversificazione della produzione di uno stabilimento esistente per ottenere prodotti mai fabbricati prima, un cambiamento fondamentale del processo di produzione complessivo di  uno stabilimento esistente.

“Un’occasione – ha detto Liviano – che, credo, vada sfruttata al massimo se vogliamo provare a creare occasioni di riscatto e di rilancio dell’area ionica. Del resto il rapporto Svimez del 2014 evidenzia come l’istituzione delle Zes sia lo strumento ideale del rilancio economico nei tre porti di transhipment del Sud Italia: Cagliari, Taranto e Gioia Tauro”.

Un’occasione che rischia di essere vanificata se, partendo dalla Regione per arrivare fino al        governo, non ci si muove subito perchè si emani una legge quadro, “l’unica – ha fatto presente Francesco Solofrizzo, dirigente la sezione Finanze Regione Puglia – perchè consenta alla Regione di adottare provvedimenti di propria competenza”.

Non solo defiscalizzazione, quindi, ma anche logistica e snellezza amministrativa (“le imprese che vogliono investire devono avere certezza sui tempi. A Dubai, zona Zes piu’ importante al mondo, le imprese vengono registrate in tre giorni grazie ad una società di gestione che si occupa di tutto l’iter”, ha fatto notare D’Amico) e, perchè no, “attrattori culturali. Le Zes oltre che per le imprese andrebbero sperimentate per cultura e turismo”, è stato l’elemento introdotto a conclusione del dibattito dal direttore dei dipartimento Turismo e Cultura della Regione Puglia, Aldo Patruno. “Serve – ha aggiunto Patruno – un nuovo modello di cultura di impresa. Occorre modificare l’attuale sistema e passare dal sostegno all’offerta, un vero e proprio aiuto di Stato, al sostegno alla domanda. Per cui – ha concluso – la Zes va inquadrata in un ragionamento piu’ complessivo”. Ragionamento che la legge regionale speciale per Taranto sta provando a concretizzare in atti concreti. 

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Sanità, mozione di Liviano: "La Regione proceda con le assunzioni ad Arpa Puglia Taranto"

………………..

“La Regione Puglia, nel rispetto delle competenze specifiche dei singoli dipartimenti, compia gli atti dovuti e di propria competenza al fine di poter provvedere alle assunzioni necessarie nell’Arpa sede di Taranto dal momento che non ha, a tutt’oggi, intrapreso nessuna attività né per l’autorizzazione ad Arpa Puglia alle assunzioni, né per l’individuazione ed il trasferimento delle risorse economiche per le assunzioni in deroga previste dalla Legge 1 agosto 2016, n. 151, di Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 9 giugno 2016, n. 98”.

E’ quanto chiede, in una mozione urgente indirizzata al presidente del Consiglio regionale, Mario Loizzo, e all’assessore regionale alla Sanità, Michele Emiliano, il consigliere regionale Gianni Liviano.

L’esponente tarantino fa notare, infatti, che questo immobilismo “potrebbe portare, come conseguenza, l’irrimediabile perdita dei fondi, 2,5 milioni di euro, da dedicare alle assunzioni per il 2016, e con nessun sintomo di un possibile cambiamento di indirizzo  per l’anno 2017”.

La legge in questione, fa notare ancora il consigliere Liviano, reca disposizioni urgenti per il completamento della procedura di cessione dei complessi aziendali del Gruppo Ilva, e recita quanto segue:  “… la   regione   Puglia,   valutata   prioritariamente l'assegnazione temporanea  di  proprio  personale, può  autorizzare l'Arpa  Puglia  a  procedere  ad  assunzioni  di  personale  a  tempo indeterminato  per  un   contingente   strettamente   necessario   ad assicurare le  attività  di  cui  al  presente  comma,  individuando preventivamente, nel rispetto degli equilibri di finanza pubblica, le occorrenti risorse finanziarie da trasferire  alla  medesima  Agenzia nel limite massimo di spesa pari a 2,5 milioni  di  euro  per  l'anno 2016 e a 5 milioni di euro a decorrere dal 2017”.

“L’Arpa di Taranto – scrive ancora il consigliere Liviano nella mozione – versa in condizioni di particolare carenza di personale, con un organico pari alla metà di quello previsto dalla pianta organica approvata dalla stessa Regione Puglia”. Per cui, conclude il consigliere regionale tarantino, “è il caso che la Regione e l’assessore regionale alla Sanità accelerino le procedure dal momento che lo stesso Decreto, individua una “… assoluta esigenza di  assicurare  le necessarie attività di vigilanza, controllo  e  monitoraggio  e  gli eventuali accertamenti tecnici riguardanti l'attuazione del Piano  di cui  al  comma  8.1,  potenziando  a  tal  fine  la  funzionalità  e l'efficienza dell'Agenzia  regionale  per  la  protezione  ambientale della  Puglia”. Ci sembra, questo, – conclude Liviano – un atto dovuto soprattutto nei confronti di un territorio, quello tarantino, alle prese con gravi problemi ambientali che vanno affrontati con un organico adeguato”.

Di seguito il testo della mozione.

 

Al presidente del Consiglio regionale

dott. Mario Loizzo

all’assessore alla Sanità Regione Puglia

dott. Michele Emiliano

 

Oggetto: Assunzione personale Arpa Puglia giusta Legge 1 agosto 2016, n. 151, di conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 9 giugno 2016, n. 98

                                                 

 

MOZIONE URGENTE

 

 PREMESSO

–  che la Legge 1 agosto 2016, n. 151, di Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 9 giugno 2016, n. 98, recante disposizioni urgenti per il completamento della procedura di cessione dei complessi aziendali del Gruppo ILVA, recita quanto segue:  “… la   regione   Puglia,   valutata   prioritariamente l'assegnazione temporanea  di  proprio  personale, può  autorizzare l'ARPA  Puglia  a  procedere  ad  assunzioni  di  personale  a  tempo indeterminato  per  un   contingente   strettamente   necessario   ad assicurare le  attività  di  cui  al  presente  comma,  individuando preventivamente, nel rispetto degli equilibri di finanza pubblica, le occorrenti risorse finanziarie da trasferire  alla  medesima  Agenzia nel limite massimo di spesa pari a 2,5 milioni  di  euro  per  l'anno 2016 e a 5 milioni di euro a decorrere dal 2017. Le  assunzioni  sono effettuate in deroga alle sole facoltà assunzionali  previste  dalla legislazione vigente e  previo  espletamento  delle  procedure  sulla mobilità del personale delle province, di cui all'articolo 1,  commi 423 e seguenti, della legge 23 dicembre 2014, n.  190,  e  successive modificazioni,   attraverso   procedure   di    selezione    pubblica disciplinate con provvedimento della Regione Puglia”;

– che Lo stesso Decreto, individua una “… assoluta esigenza di  assicurare  le necessarie attività di vigilanza, controllo  e  monitoraggio  e  gli eventuali accertamenti tecnici riguardanti l'attuazione del Piano  di cui  al  comma  8.1,  potenziando  a  tal  fine  la  funzionalità  e l'efficienza dell'Agenzia  regionale  per  la  protezione  ambientale della  Puglia”;

– che l’Arpa di Taranto,  versa in condizioni di particolare carenza di personale, con un organico pari alla metà di quello previsto dalla pianta organica approvata dalla stessa Regione Puglia.

CONSIDERATO

che la Regione Puglia non ha, a tutt’oggi, intrapreso nessuna attività né per l’autorizzazione ad Arpa Puglia alle assunzioni, né per l’individuazione ed il trasferimento delle risorse economiche per le assunzioni in deroga previste dal dettato normativo di cui sopra, con la conseguenza, intanto, di una ormai irrimediabile perdita di tali fondi (2,5 milioni di euro) da dedicare alle assunzioni per il 2016, e con nessun sintomo di un possibile cambiamento di indirizzo  per l’anno 2017.

SI IMPEGNA

la Regione Puglia, nel rispetto delle competenze specifiche dei singoli dipartimenti, a compiere gli atti dovuti e di propria competenza al fine di poter provvedere alle assunzioni necessarie nell’Arpa come sopra specificato.

 

Bari. lì 23/02/2017 

 

 

                                                                                            dott. Gianni LIVIANO

                                                                                              (consigliere regionale)

'Aside' Post | By on 23 febbraio 2017

#Amministrative2017 – Taranto

 

Così  come già annunciato, lunedi sera, convocati dal consigliere regionale Gianni Liviano, nella sede di via Fiume 12,  si sono incontrati i rappresentanti di alcune associazioni e movimenti espressione del territorio con l’obiettivo di andare a sintesi nell’individuazione di un candidato sindaco condiviso
All’incontro hanno preso parte, anche, alcuni degli aspiranti candidati sindaci espressione, appunto, dei movimenti civici. Ne è scaturito un interessante dibattito nel corso del quale è emersa la necessità di cercare una ricucitura tra le  varie frammentazioni.
Al termine dell'incontro è stato deciso che i rappresentanti dei vari movimenti e associazioni indicheranno i loro possibili terminali. Questi, a loro volta, si riuniranno, garanti il consigliere regionale Liviano, Mimmo Nume  (il presidente dell’Ordine dei medici, che ha comunicato ufficialmente la non candidatura a sindaco, era presente all’incontro) e il consigliere comunale Dante Capriulo, per sondare la possibilità di individuare, tra loro, un unico candidato sindaco o, se il caso, una figura terza.
“Taranto – ha sottolineato ancora Liviano – è a un bivio molto importante. Non possiamo permetterci ulteriori errori per cui è importante individuare un candidato sindaco e una squadra che siano i migliori possibili per la nostra comunità”.

Il tavolo rimane aperto a tutte quelle realtà ed espressioni cittadine che si riconoscono in un percorso condiviso e che hanno come obiettivo il bene comune della città.

“La decisione di chiudere ospedali di provincia, privando di fatto il sistema sanitario ionico di posti letto sta determinando all’interno dell’ospedale SS. Annunziata una situazione al limite del collasso e non degna della seconda città della Puglia”.

Gianni Liviano, consigliere regionale tarantino, è profondamente dispiaciuto e preoccupato per le difficoltà che, a causa della carenza dei posti letto, il nosocomio tarantino ha ad accogliere in maniera dignitosa molti pazienti.

“Alcuni medici del SS. Annunziata – aggiunge il consigliere Liviano – mi segnalano come il problema della mancanza di posti letto stia affliggendo il nosocomio paralizzandone l’attività. Se è vero che alcuni ospedali andavano chiusi è anche vero che, a fronte di perdita di posti letto, sarebbe stato il caso di ampliare la ricettività di quelli rimasti aperti. All’interno del SS. Annunziata – prosegue Liviano – ci sono tanti pazienti attualmente sistemati sulle barelle che possono considerarsi dei fortunati se si pensa che altri sono appoggiati, se così possiamo dire, in altri reparti rispetto a quelli in cui dovrebbero essere ricoverati. Situazione che peggiora quando non si riesce a trovare un posto letto in giornata, differendo il paziente al giorno successivo, quando va bene, ai ragazzi extracomunitari sbarcati nell’hub di Taranto e affetti, come mi spiegano alcuni medici, da malattie alcune delle quali difficilmente diagnosticabili. Non sempre si riesce ad assicurare il posto letto soprattutto durante il fine settimana quando la struttura ospedaliera di via Bruno è al massimo della capienza”.

Insomma, una situazione “che non può continuare ad essere tollerata oltre”, sottolinea Liviano, tanto più “in una realtà costretta quotidianamente a fare i conti con la salute dei tarantini costantemente sotto minaccia. E’ giunto il momento di dire basta, di adoperarsi perché si aumenti la dotazione di posti letto al SS. Annunziata anche perché – conclude Liviano – non possiamo aspettare la realizzazione del nuovo ospedale facendo, nel frattempo, incancrenire i problemi. Per cui l’auspicio è che, come ci si è adoperati con abnegazione affinché Taranto potesse dotarsi di un Polo oncologico, lo stessa accada per restituire quella dignità negata a quei pazienti che, invece di un posto letto, devono accontentarsi di una barella in mezzo ad un corridoio tra il via vai della gente”.

'Aside' Post | By on 11 febbraio 2017

 

Al Signor Presidente

del Consiglio Regionale della Puglia

                                                                       SEDE

 

OGGETTO: Vertenza Teleperformance

                              MOZIONE
 

Il Consiglio Regionale della Puglia

 

PREMESSO CHE:

 

nella nostra città e nella provincia di Taranto, la seconda impresa produttiva per numero di occupati dopo l’ILVA è la società Teleperformance, il call center francese con sede operativa nel quartiere Paolo VI, che impiega circa 1500 lavoratori assunti a tempo indeterminato e più di 1000 cosiddetti “atipici”, con contratti di lavoro a progetto e contratti di somministrazione.
A Taranto operano anche altre attività di assistenza telefonica di altre importanti aziende private (Tim, etc.), con l’impiego di ulteriori centinaia di lavoratori.
Teleperformance e le altre aziende di “call center” o “customer care”, hanno fra i committenti aziende di notevole rilevanza nazionale ed internazionale che, per diverse ragioni, hanno anche un forte legame con il nostro territorio, oltre che committenti importanti aziende pubbliche;
negli anni scorsi, al fine di scongiurare gli esuberi dichiarati nell’ottobre del 2012 e tutelare il sito tarantino, Teleperformance ha usufruito di un accordo sindacale che determinava un abbattimento del 12% sul costo del lavoro, grazie al demansionamento dei lavoratori (Legge 223 del 1991 sui licenziamenti).

CONSIDERATO CHE:
le rappresentanze sindacali unitarie di Teleperformance hanno più volte ribadito, anche a seguito dello sciopero nazionale del settore delle Telecomunicazioni dello scorso 1° Febbraio 2017, che un mancato intervento politico-legislativo sul settore potrà trascinare Teleperformance e le altre aziende similari in una nuova crisi ancor più grave e senza prospettive, molto simile a quella che ha portato a Dicembre 2016 al licenziamento di oltre 1600 lavoratori di “Almaviva” nella sede di Roma.
il Consiglio Comunale di Taranto è sempre stato vicino a questi lavoratori, sostenendone le loro ragioni e prodigandosi per facilitare i rapporti con i diversi rappresentanti istituzionali della Regione Puglia, del Parlamento e del Governo nazionale;
tali attività impiegano donne ed uomini con elevata scolarità e professionalità, in un settore di innovazione e sviluppo, che necessita anche di miglioramenti ed innovazione, per il territorio e per il sistema Paese più in generale.
in un territorio così colpito dalla crisi economica, in cui il futuro diventa ogni giorno più incerto per l’ILVA ed il suo indotto e per tante altre attività produttive locali, non possiamo assistere inermi alla perdita di reddito e lavoro per tantissime persone;
attualmente le proposte in campo ipotizzano la risoluzione della vertenza di Teleperformance con una riduzione generalizzata dell’orario di lavoro e degli stipendi dei dipendenti, oppure applicando tutte le norme del “Jobs Act” anche ai vecchi assunti, consentendo l’accesso ai dati individuali del lavoratore per misurare la produttività anche con finalità meramente punitive o disciplinari.

Il Consiglio Regionale della Puglia, tanto premesso e considerato, sostenendo le ragioni del lavoro e della buona impresa, al fianco dei lavoratori di Teleperformance e dei call center di Taranto.

IMPEGNA

 

Il Presidente della Regione Puglia, al Consiglio Regionale, ai Parlamentari, al Governo Nazionale, al fine di sollecitare ed intervenire presso ASSTEL CONFINDUSTRIA (associazione di categoria che, nel sistema di Confindustria, rappresenta le imprese della tecnologia dell’informazione esercenti servizi di telecomunicazione fissa e mobile) al positivo rinnovo del CCNL di settore, scaduto da oltre due anni e di introdurre regole chiare, definitive ed utili alla tutela e qualità del lavoro nel  delicato settore in oggetto per:
scongiurare selvagge delocalizzazioni;
eliminare le gare fondate prioritariamente sul prezzo più basso;
rendere effettiva la  clausola sociale nei cambi di appalto;
la qualificazione delle imprese attraverso il cosiddetto bollino blu;
sostenere l’impresa responsabile in accordo con la rappresentanza del lavoro.

Questioni ad oggi ancora irrisolte e che possono condurre alla perdita di migliaia di posti di lavoro nel settore del “customer care” e in quello della “rete telefonica”, 

Taranto, 07/02/2017                                                                          

dott. Gianni Liviano

Consigliere regionale

'Aside' Post | By on 10 febbraio 2017

3 Febbraio a #lecittàchevogliamo – “Wilde, dialogo col Genio”

Una conversazione surreale sull’Arte, la Bellezza e il Dolore tra un lettore e il protagonista del libro che sta leggendo. Tutto questo è “Wilde, dialogo col Genio” , un percorso di racconto e canzoni di e con Leo Tenneriello.

L’artista tarantino presenterà la sua ultima fatica letteral-musicale venerdì 3 febbraio, alle ore 19, nella sede dell’associazione “Le città che vogliamo”, in via Fiume 12 a Taranto.

“Nel live Wilde, dialogo col Genio  spiega Leo Tenneriello – presento con voce, chitarra e armonica, le undici tracce del mio nuovo cd “Wilde”. Insomma, un mix di musica e letteratura dove si avvicendano canzoni e letture. Il fil rouge è il mio racconto, “L’uomo che dialogò col genio” alternato da sei mie canzoni”.

Il lavoro prende spunto dal libro “De Profundis” di Oscar Wilde “che mi è capitato per caso tra le mani e che subito mi ha conquistato”, spiega ancora Tenneriello. L’opera è una lunga lettera che Oscar Wilde (1854 -1900) compose durante il periodo di prigionia, dopo essere stato processato per omosessualità, indirizzata idealmente ad Alfred Douglas, suo giovane amante aristocratico e vizioso.

“Il periodo di carcerazione di Oscar Wilde – aggiunge Tenneriello – è immagine del buio che la vita riserva e nelle sei canzoni che presento ho voluto rappresentare la fragilità e la forza di cui siamo fatti. Siamo noi la nostra malattia e dentro di noi si nasconde la cura”.
“Tutto può succedere” è un omaggio, spiega l’autore, “a chiunque trova nell’arte un motivo di vita e un modo per dare forma alle proprie emozioni e ai propri sentimenti riuscendo così a svegliare la bellezza che giace sopita in ciascuno di noi. “Wilde sogna la guerra”, invece, canta i conflitti e le contraddizioni che mantengono viva una relazione d’amore”.
“Devo imparare a essere felice l’ho scritta – spiega ancora Tenneriello – pensando a quando Wilde si impone il buon umore come compenso al sacrificio che i suoi amici devono sopportare quando vanno a trovarlo in prigione. Il dolore diventa gioia di vivere, il punto di ripartenza per la scoperta di una vita nuova. Mentre “Mi rimprovero” è un excursus di rimproveri e rammarichi per le scelte e gli amori sbagliati che mentre toglievano, davano sostanza al cuore”.
“Voglio bene all’Italia”, Tenneriello l’ha scritta ricordo di un periodo successivo alla prigionia di Wilde trascorso nel nostro Paese. “È la metafora perfetta di come bellezza e dolore camminano tenendosi per mano e dicono la medesima cosa. “Quando tocca a me” – conclude l’artista tarantino – è un brano contenuto nel cd “Basta Pagare” e mi sembra la giusta conclusione su come la realtà quotidiana, che ogni mattina così precisina bacchetta le dita alla nostra fantasia, ci conquista nel cuore e nella testa”.