Capriulo e Liviano – Prima le Idee : Conf. Stampa #Amministrative2017

Resoconto Conferenza Stampa ( PRIMA LE IDEE)

Un nuovo metodo di governo per una Taranto aperta e solidale. È questo l’obiettivo cui tendono il consigliere regionale Gianni Liviano e il consigliere comunale Dante Capriulo. Un metodo che vada in discontinuità con i metodi di governo degli ultimi anni, fondato su persone sole al comando, e che parta da linee programmatiche condivise e che in forza di quelle individui il miglior candidato sindaco possibile in grado, da subito, di indirizzare e governare il complesso ente comunale e puntare sul coinvolgimento della Cittadinanza Attiva e sui beni comuni.

Concetti che i due esponenti politici hanno raccontato sabato mattina nel corso di una conferenza stampa tenutasi nella sede de “Le città che vogliamo” in via Fiume 12 a Taranto.

Immaginare un nuovo futuro che metta in chiaro da subito che salute, ambiente e bellezza non si barattono con nulla e che ristabilisce nuovi  rapporti con la Marina militare e con la grande industria e con le altre attività inquinanti che tradotto vuol dire che ogni modello produttivo deve rispettare la salute dei cittadini e dei lavoratori ed essere sottoposto ad autorizzazioni preventive che non siano il frutto di Aia “farlocche” o di irrealizzabili o irrealizzati piani di ambientalizzazione bensì su Valutazione integrate dell’impatto ambientale e sanitario, su modelli scientifici già elaborati dai massimi organismi nazionali come Ispra e Arpa, dando nuove opportunità e tutele ai lavoratori attualmente impiegati in Ilva.

E, ancora, sì alla rigenerazione, recupero, e riorganizzazione del patrimonio edilizio (privato e pubblico) esistente che stimoli le opportunità  (piano delle coste, mare, isole amministrative, eccetera); tenere conto che la periferia urbana non termina tra via Di Palma e via Leonida (come di recente votato dall’attuale amministrazione comunale) ma che la periferia, anche sociale, sia al centro ed abbia gli stessi diritti di cittadinanza; che i servizi primari siano assicurati a tutti i cittadini di Taranto; che i giovani non debbano scappare dalla città sia per studiare che per lavorare; che l’Università sia degna di tal nome e non un surrogato barese in perenne difficoltà; sì alla realizzazione di un piano per lo sport che restituisca dignità ad una impiantistica sportiva inadeguata e decadente.

Insomma, una piattaforma programmatica che punti ad un Comune che  funzioni attraverso la riorganizzazione della macchina amministrativa che risponda, in maniera pronta, efficace,  efficiente ai bisogni veri dei cittadini; che abbia la capacità di riorganizzare radicalmente le sue società (Amat, Amiu, eccetera); che utilizzi Patrimonio, Edilità, Commercio, porto, Attività produttive come moltiplicatori di sviluppo; che applichi una tassazione locale giusta e equa.

Pensare, questo il traguardo da cui subito dopo ripartire, una città per giovani e bambini, capace di dire stop ad ogni ipotesi di espansione urbanistica e che faccia leva sulle straordinarie opportunità naturali e locali per disegnare un  nuovo futuro economico e produttivo.

“Pensiamo ad una politica che abbia una visione del futuro, che valorizzi l’idea del noi rispetto all’io, che pensi in un’ottica di squadra che inverta la rotta, che segni un solco netto con il passato, con gli ultimi cinque anni della giunta Stefàno che è stata devastante”, sottolinea Gianni Liviano, che, pur ringraziando i tanti che, candidandosi a sindaco, vogliono dare un contributo alla città, evidenzia che “questa non è la strada giusta” perché la “frammentazione rischia di consegnare la città al Masaniello di turno, ai portatori di interessi personali”. È, allora, questo, ribadisce Liviano, “è il momento che la città si ricompatti e sfrutti il momento per pensare e costruire una nuova Taranto”.

Ricompattamento e sintesi, questi i due architravi “sui quali costruire”.

Concetti ripresi e ribaditi da Dante Capriulo. “Di alcuni candidati sindaco non conosciamo neanche la voce”, dice il consigliere comunale, che aggiunge: “Il sindaco non deve essere solo un nome ma deve essere un metodo di lavoro, un programma condiviso. Sono anni che affermiamo e ci battiamo per queste cose scontrandoci con impreparazione, incapacità. È ora che la parte migliore governi la città”.

PRIMA LE IDEE

UN NUOVO METODO DI GOVERNO. TARANTO CITTÀ’ DISINQUINATA, APERTA E SOLIDALE.

1 discontinuità con i metodi di governo degli ultimi anni, fondato su persone sole al comando, spesso dispotiche quando non isteriche;

=> necessita al contrario una stagione di partecipazione “illuminata” e non “questuante”; che il consiglio comunale diventi luogo di discussione, decisione partecipata ed indirizzo vero; bisogna disinquinare non solo l’ambiente ma anche la politica locale; valorizzando la squadra e le competenze, il NOI al posto dell’IO;

esperienza nella capacità di governare ima macchina complessa come quella comunale, con poteri e compiti immensi, migliaia di dipendenti, una decina di società partecipate, un bilancio di oltre 300 milioni di euro annui, un dissesto ancora da chiudere, un debito pregresso ancora ingente (basti pensare alla vicenda BOC che pende in Cassazione);

=> un Sindaco in grado da subito di indirizzare e governare il complesso ente comunale;

=> puntando sul coinvolgimento della Cittadinanza Attiva e sui Beni Comuni.

Taranto è una parte importante della Puglia e dell’Italia, con cui confrontarsi e dialogare, chiedendo rispetto e riconoscimento per il servizio e sacrificio offerto allo Stato da oltre un secolo, scongiurando però dannosi isolazionismi;

UN NUOVO FUTURO.


4 immaginare un nuovo Futuro, che ponga a fondamento un principio chiaro: la salute, l’ambiente e la bellezza di 2000 anni di storia non si baratta con nulla;

5 individuare un’ IDEA DI PROGRAMMAZIONE STRATEGICA per Taranto, nuove prospettive economiche, in grado di trasformare il tessuto economico-produttivo, con l’utilizzo pieno delle risorse europee del piano 2014/2020 (siamo già in ritardo!), di promozione, attrazione, tassazione di vantaggio, accesso al credito, innovazione, incentivazioni, tutela al lavoro che cambia; con la .rivendicazione con autorità’ competenti alla defiscalizzazione per il territorio (zes);

fare leva sulle straordinarie opportunità naturali e locali per disegnare un nuovo futuro economico e produttivo, in primis il Porto e retroporto, dove far ritornare commercio e logistica, facendo arretrare lo sfruttamento quasi esclusivamente industriale;

7 un rapporto con gli enti militari (M.M., Aereonautica, etc.) in cui alle parole si sostituiscano i fatti, con l’utilizzo delle aree militari non più strategiche; in cui si ritomi padroni in casa propria.

 

LA SALUTE NON SI SCAMBIA.


8 Un rapporto nuovo con la grande fabbrica e con le altre attività inquinanti insediate sul territorio, in cui si ristabiliscano i valori della vita: per cui ogni modello produttivo (possibilmente abbandonando quello obsoleto del ciclo integrale con il carbone) deve rispettare la salute dei lavoratori e dei cittadini, ed essere sottoposto ad autorizzazioni preventive non fondate su farlocche A.I.A. o irrealizzabili o irrealizzati piani di ambientalizzazione, ma su Valutazioni Integrate dellTmpatto Ambientale e Sanitario, sui modelli scientifici già elaborati dai massimi organi nazionali quali ISPRA ed ARPA; dove si certifichi che per produrre nessuno deve essere esposto a rischi sanitari; dando nuove opportunità e tutele ai lavoratori attualmente impiegati in ILVA; 

9 potenziamento della Prevenzione Sanitaria e della offerta socio-sanitaria (Sindaco Autorità Sanitaria Locale!)

 

LA GRANDE BELLEZZA.


10 una città fondata sul decoro e la bellezza, in cui siano messi al bando i comportamenti incivili; una città vivibile, accogliente, ordinata, aperta e solidale; una città a misura di bambino; con un traffico ordinato e meno caotico;

11 una nuova organizzazione del territorio: STOP ad ogni ipotesi di espansione urbanistica;—> (3R) SI alla Rigenerazione, Recupero e Riorganizzazione del patrimonio edilizio (privato e pubblico) esistente, che stimoli le opportunità (piano delle coste, mare, isola amministrativa, etc.);

12 Il cuore di Taranto (Città Vecchia e Borgo) da rivitalizzare con un mix ben dosato di interventi edilizi, sociali, produttivi; La Città Vecchia come zona franca culturale urbana;

13 favorire il commercio di vicinato, l’umanità della aggregazione di quartiere rispetto all’ampliamento dei centri commerciali.

 

PERIFERIE URBANE E SOCIALI AL CENTRO.


14 La periferia urbana non termina tra via Di Palma e via Leonida (come votato di recente dall’attuale amministrazione);  => la periferia, anche sociale, sia al centro ed abbia gli stessi diritti di cittadinanza;

15 i servizi primari (acqua, fogna, strade, luce) siano assicurati a tutti i cittadini di Taranto;

 

LE NUOVE GENERAZIONI. UNA CITTA’ COLTA, PER GIOVANI E BAMBINI.


16 attivazione Laboratori di Partecipazione Under 30; i Giovani non devono scappare da Taranto, sia per lavorare che per Studiare; 

17 una Università vera e non un surrogato barese in continua difficoltà; con rafforzamento e valorizzazione dell’intera offerta formativa, potenziando indirizzi coerenti con le prospettive di sviluppo economico; 

18 La Cultura come fattore di crescita sociale ed anche economica;ù

19 SI alla realizzazione di un piano per lo Sport, restituendo dignità ad una impiantistica sportiva inadeguata e decadente;

 

UN COMUNE CHE FUNZIONI


20 riorganizzare una nuova macchina amministrativa, che risponda – in maniera pronta, efficace, efficiente ed moderna – ai bisogni veri dei cittadini e non sia un motore inceppato;

21 Riorganizzazione radicale delle società di proprietà comunale (Amiu, Amat, etc.), oltre che dei diversi “affidamenti sociali”, con ottica orientata ai servizi efficienti per i cittadini a costi ragionevoli, evitando la pratica diffusa delle piccole clientele .

22 Utilizzare le leve amministrative (Patrimonio, Edilità, Commercio, Porto, Attività Produttive), come moltiplicatori di sviluppo e non come meri centri di potere;

23 Lotta senza sconti a “furbetti” e “parassiti” che vivono alle spalle dei cittadini onesti, chiedendogli di pagare canoni sui beni comunali, tasse e tariffe dovute (soprattutto ai possessori di adeguati redditi!)

24 una tassazione locale giusta ed equa.

Taranto 11 marzo 2017.

 

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