Archive for aprile 2017

Comunicati nomi e cognomi dei candidati consiglieri (li trovate in fondo insieme ai video)
Compatta, appassionata, competente, instancabile, onesta, al servizio degli altri. Con un giusto mix di esperienza, professionalità, donne, uomini e giovani. Una Ferrari alla guida di Taranto con il protagonismo partecipato dei consiglieri comunali e dei cittadini attivi.

E’ questa l’idea della squadra che dovrà affiancarlo qualora la città dovesse eleggerlo sindaco.

Dante Capriulo risponde al fuoco di fila di domande cui si è sottoposto, venerdì sera, nel corso dell’incontro di presentazione di una delle tre liste civiche, “Diamoci del noi – Capriulo sindaco per la città che vogliamo”, che lo affiancherà verso il traguardo di tappa: la conquista di Palazzo di Città. Da lì, invece, partirà la corsa vera e propria e, cioè, governare la città.

Giusto il tempo per Nino Nastasi, uno dei coordinatori della lista, di introdurre la serata e presentare i candidati alle tantissime persone che hanno affollato il saloncino di via Fiume 12, che subito è domande e risposte sui temi piu’ avvertiti dai cittadini.

Non prima, però, dell’affondo del consigliere regionale Gianni Liviano, l’uomo che ha cercato in tutti i modi di andare a sintesi tra i vari candidati del civismo per cercare di individuare un unico terminale vincente da offrire alla città. Un tentativo fallito “perchè la maggior parte dei candidati sindaco, se non tutti, puntano sull’aspettativa di ruolo” piuttosto “che al bene comune dei cittadini”. Di qui la decisione  di correre da soli con Dante Capriulo candidato sindaco, in ossequio “alla coerenza che ci ha sempre contraddistinti e che, sin dal primo momento, ci ha fatto dire mai insieme a chi non ha saputo amministrare questa città e con chi ha concorso a mantenere in piedi la giunta Stefàno. Taranto – ha aggiunto Liviano – è una non comunità, una città che trova sintesi più nel lamento condiviso che nella progettualità. Taranto è una città i cui abitanti sono più abituati a ragionare di pancia (emotivamente) che di testa (razionalmente). E' una città in cui la politica, vergognandosi di se stessa, sta rinunciando in queste elezioni, quasi sempre, ai propri simboli, rinnegando storie e valori nella speranza di acquisire qualche voto in piu'.  Taranto è la città del populismo e della demagogia. La città dove anche il populismo teme di poter vincere. Coerenti sempre,  per questo Dante Capriulo, persona seria, competente e corretta, – ha poi concluso Liviano – è indiscutibilmente il nostro candidato sindaco. Perchè a
prescindere dal numero dei voti che prenderemo, la nostra vita parla spesso di posizioni marginali ma sempre serie e mai opportunistiche, fatte con l'animo di chi vuole condizionare la rotta della barca e non di chi, ponendosi sulla barca piu’ grande si lascia trascinare dai venti e dalle correnti”.

Spazio al candidato sindaco, allora, e alle domande a raffica che ne rallentano l’esposizione del programma condito di slide, come ormai è prassi consolidata di molti leader politici nostrani. E sulla difficile convivenza di ambiente, salute e lavoro, Capriulo è netto: il sindaco, dice, “dovrà innanzitutto svolgere al meglio i compiti a lui assegnati dalla legge quale autorità sanitaria locale, tutelando al massimo la salute e l’igiene pubblica, svolgendo appieno i poteri assegnati nell’ambito delle valutazioni ambientali e nelle autorizzazioni integrate ambientali. Il tutto all’insegna di un nuovo rapporto con le grandi fabbriche e con tutte le attività inquinanti insediate sul territorio, in modo da ristabilire i valori della vita. Per cui – ha aggiunto – non saranno condivisi nuovi investimenti o insediamenti industriali che aumenti anche solo di un grammo l’inquinamento della città”. Mentre a Regione e Governo la nuova giunta comunale dovrà chiedere con forza norme speciali, risorse adeguate per le bonifiche e per uno sviluppo alternativo. In tale contesto non è più rinviabile una concreta attuazione dei piani di risanamento ambientale per tutti i danni procurati dalle industrie inquinanti (aria, acqua, suolo e sottosuolo)”.
 

Poi c’è il problema di una macchina amministrativa che non va e che “se non la si riorganizza totalmente, rimotivando il personale, creando nuove strategie organizzative, facendola lavorare per funzioni e non per obiettivi, credo non si andrà molto lontano. E’ un po’ come dover fare una guerra e non avere esercito. Noi partiamo con il vantaggio di conoscere pregi e difetti di tutti: delle strutture e delle persone. Non ci vorrà molto per cambiare le cose perchè sappiamo già precisamente cosa fare e con chi farle”.

E sul coinvolgimento del terzo settore e dei cittadini nella riqualificazione e nella cura della città, le idee di Capriulo sono altrettanto chiare: “nella nostra proposta il fondamento è la partecipazione attiva dei cittadini.

Dal protagonismo vero del Consiglio comunale, ai comitati di quartiere, alle consulte tematiche, al bilancio partecipativo, al brainstorming dei giovani.

Con la partecipazione attiva, in una forma di sussidiarietà, dei cittadini e delle associazioni che dovranno collaborare con l’amministrazione, aiutandola nella gestione, cura e miglioramento dei beni comuni. Ovviamente – ha concluso Capriulo – il Comune sosterrà queste iniziative e non le ostacolerà o ignorerà come fatto fino ad ora”.

 

Lista “Diamoci del noi – Capriulo sindaco per la città che vogliamo”
Annicchiarico Vito 
Axo Vito
Benedetto Nunzio 
Blasi Cosimo 
Cannalire Ignazia Rosanna
Caso Evangelina

Colella Salvatore 
Credidio Tiziana 
D'Elia Massimo 
De Pace Antonio 
Forte Salvatore 
Germanà Mathia 
Guarino Giovanni
Loconte Pino
Lorè Paolo
Lorusso Alessandra 
Maffei Alessandro 
Maiano Cataldo
Pasculli Francesco
Pugliese Antonio 
Ragnatela Dario
Santoro Vincenzo 
Scardigno Cesare
Serrano Fabrizio
Simeone Francesca 
Talamo Antonio 
Tatullo Teresa
Zonile Caterina

INTERVENTI DI : Stefano Fabbiano (coordinatore lista),  Vittorio Angelici e  di altri due coordinatori della lista Rosario Orlando e Rocco Tagariello

INTERVENTO DI DANTE CAPRIULO

INTERVENTO DI GIANNI LIVIANO

 

'Aside' Post | By on 29 aprile 2017

3-5 Maggio : Fondazione Fitzcarraldo porta a Taranto ArtLab

come annunciato il 24 Aprile  , ArtLab17 è in corso a Taranto e Matera in questi giorni

Liviano ad ArtLab: “Taranto è un cantiere aperto in cui costruire prospettive di futuro”

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“La defiscalizzazione fine a se stessa da sola non basta perchè non è abbastanza attrattiva per i potenziali investitori per cui la Zes deve prevedere altro al suo interno. Ovvero, deve contenere diversi attrattori all’interno dello stesso contenitore”.

A ribadirlo è stato il consigliere regionale Gianni Liviano durante il suo intervento al workshop sul tema “Forme di fiscalità di vantaggio territoriali per le imprese culturali e creative” organizzato nell’ambito di ArtLab, piattaforma indipendente al servizio dell’innovazione e delle pratiche culturali, in corso a Taranto nella sede del Dipartimento studi giuridici dell’Università di Bari. Workshop introdotto e moderato da Aldo Berlinguer, ordinario di Diritto comparato all’Università di Cagliari, al quale sono intervenuti il Magnifico Rettore dell’Università di Bari, Antonio Felice Uricchio, il dott. Franco Broccardi, Bbs Lombardia commercialisti associati, Donato Giuliani, Regione Nord Pas de Calais, Filippo Tresca, dottore commercialista e revisore legale.

Ma perché la Zona economica speciale, allargata alle imprese culturali creative per renderla ancora più efficace e attrattiva, può diventare davvero il grimaldello per il rilancio economico e per la rigenerazione urbana di Taranto?

A spiegarlo ci ha pensato Gianni Liviano. “Taranto – ha detto il consigliere regionale tarantino – è un cantiere aperto in cui i cittadini hanno preso atto dell'urgenza di costruire nuove prospettive di futuro, ma si tarda a colmare le distanze tra le aspettative di diversificazione e di promozione con scelte concrete e visibili. Taranto – ha aggiunto Liviano – è una non comunità, una città che trova sintesi più nel lamento condiviso che nella progettualità. È una città i cui abitanti sono più abituati a ragionare di pancia (emotivamente) che di testa (razionalmente). Per cui pensare, progettare e riflettere sul ruolo che arte e cultura hanno per la coesione sociale, lo sviluppo economico e la crescita civile dei territori, diventa sicuramente uno strumento che può aiutare questo cantiere aperto, che è Taranto, a prendere coscienza delle sue potenzialità, a ricostruire coesione sociale, a restituire fiducia nel futuro”.

E proprio sul capitale umano, ha sottolineato ancora Liviano,  occorre lavorare “cominciando con il rimettere al primo posto il senso di responsabilità piuttosto che le aspirazioni personali”. Insomma, basta battitori liberi e “novelli Masaniello che sanno parlare soltanto alla pancia della gente”. Ma anche una offerta formativa particolarmente valorizzata “può diventare un fattore necessario per ricompattare la comunità. Questo è il momento  – ha aggiunto ancora Liviano – in cui il senso di responsabilità dovrebbe prevalere rispetto ai piccoli calcoli di bottega. L'ansia di farsi costruttori di futuro, di costruire concrete prospettive di diversificazione economica, di riscattare un'autentica rigenerazione urbana, che è fortemente collegata alla rigenerazione umana, di valorizzare identità condivisa, di compattare una città che fa fatica ad essere coesa è la sfida cui tutti  siamo chiamati mettendo da parte l’io in favore del  noi. Dobbiamo indirizzarci – ha concluso il suo intervento Gianni Liviano – verso percorsi di responsabilità e la legge regionale speciale per Taranto, e con essa la previsione di una zona a fiscalità di vantaggio, la Zes appunto, può essere un'importante occasione da non disperdere”.

Dal 3 al 5 Maggio a Taranto l’edizione 2017 di ArtLab. Liviano: “ArtLab è sicuramente uno strumento per aiutare Taranto a prendere coscienza delle sue potenzialità”

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Un unico appuntamento, due regioni e due città: a Taranto per contribuire al cantiere della rigenerazione a base culturale della città e del Sud mentre a Matera per alimentare il percorso di avvicinamento alla Capitale Europea della Cultura 2019.

Tutto questo è ArtLab ,la più importante piattaforma indipendente, ideata dalla Fondazione Fitzcarraldo, al servizio dell’innovazione delle politiche, dei programmi e delle pratiche culturali, mediante il dialogo strutturato tra gli stakeholder dell’ecosistema creativo e culturale e la contaminazione con altri settori, in una prospettiva internazionale, che per l’edizione 2017 ha deciso di lasciare Lecce per trasferirsi sulle rive dello Jonio. Una decisione frutto anche della proposta, poi sposata in piena, avanzata al presidente della fondazione Fitzcarraldo, Ugo Bacchella, dal consigliere regionale tarantino, Gianni Liviano.

“Non posso che ringraziare la Fondazione Fitzcarraldo per aver pensato anche a Taranto come luogo dove svolgere questa edizione di ArtLab.  La nostra città è un cantiere aperto in cui i cittadini hanno preso atto dell'urgenza di costruire nuove prospettive di futuro, ma si tarda a colmare le distanze tra le aspettative di diversificazione e di promozione con scelte concrete e visibili. Taranto – aggiunge Liviano – è una non comunità, una città che trova sintesi più nel lamento condiviso che nella progettualità. Taranto è una città i cui abitanti sono più abituati a ragionare di pancia (emotivamente) che di testa (razionalmente). ArtLab,  luogo per pensare, progettare e riflettere sul ruolo che arte e cultura hanno per la coesione sociale, lo sviluppo economico e la crescita civile dei territori, – conclude Liviano – è sicuramente uno strumento che può aiutare questo cantiere aperto, che è Taranto, a prendere coscienza delle sue potenzialità, a ricostruire coesione sociale, a restituire fiducia nel futuro”.

Nata nel 2006 a Torino, negli anni si è consolidata come la principale occasione in cui operatori culturali, società civile, amministratori pubblici, imprese e policy makers condividono esperienze e conoscenze: un’opportunità unica di sviluppare idee, confrontare programmi, esperienze, progetti, far rete, individuare partner.

ArtLab si caratterizza per la prospettiva internazionale, ospitando all’interno delle diverse tappe riunioni di reti culturali, presentazioni di progetti europei e transnazionali, dibattiti su programmi, politiche e dinamiche dei mercati globali, interventi di artisti, manager, professionisti e rappresentanti delle organizzazioni sovranazionali, protagonisti di esperienze significative e ispiratrici. Il percorso intrapreso è condiviso e sostenuto da una rete ampia ed eterogenea di partner che concorre attivamente alla programmazione dei temi e alla realizzazione degli eventi. Partecipano alla rete fondazioni grant making e operative, imprese, agenzie governative, reti culturali europee, agenzie di promozione delle imprese creative e culturali, associazioni professionali e di categoria.

A Taranto è previsto un seminario residenziale delle 72 imprese culturali vincitrici del bando Funder 35;  l’esame di programmi di promozione e valorizzazione di attività e beni culturali; focus sull’opportunità di crescita per le imprese culturali nel Ciclo di programmazione 2014-20; forme di fiscalità di vantaggio territoriali per le imprese culturali e creative; beni culturali e sviluppo territoriale; confronto internazionale su programmi di rigenerazione urbana a base culturale; il ruolo delle Camere di Commercio nella valorizzazione del patrimonio culturale; esame si progetti integrati territoriali/locali per la valorizzazione culturale nelle regioni Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sicilia a confronto.

Il tutto tenendo presente cinque linee guida: generare geografie di pensiero, produrre fatti e impatti; ampliare il dialogo con i territori; rafforzare la rete dei partner; consolidare la dimensione internazionale; diffondere le conoscenze.

24/4 Accordo lavoratori Ex-Isola Verde : tra Regione, Commissario Bonifiche e Comune

Accordo lavoratori ex IsolaVerde, Liviano: “Si chiude un discorso aperto un anno e mezzo fa”

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Con l’accordo sottoscritto a Taranto tra Comune, Regione e commissario straordinario per le bonifiche, i 120 lavoratori ex IsolaVerde possono considerarsi al sicuro dallo spettro del licenziamento.

Un risultato importante i cui primi passi risalgono a circa un anno e mezzo fa, durante l’assessorato regionale di Gianni Liviano.

È proprio il consigliere regionale tarantino si dice assolutamente soddisfatto “perché con la sottoscrizione dell’accordo vedo giungere a felice compimento un percorso avviato a settembre dell'anno scorso quando, da assessore regionale all'Industria turistica e culturale, durante un incontro con il commissario Corbelli e con il capo di Gabinetto della Regione Puglia, dott. Claudio Stefanazzi, gettammo le basi per verificare se ci fossero le condizioni per impiegare gli operai della società IsolaVerde, altrimenti destinati al licenziamento, nelle opere di bonifica. L'accordo tra Regione e commissario straordinario evidenzia come, circa un anno fa, avevamo visto nella direzione  giusta. Adesso – conclude Liviano – l'auspicio è che la Regione Puglia,  e su questo il mio impegno continuerà ad essere massimo – organizzi quanto prima i corsi di formazione per gli ex dipendenti di IsolaVerde in modo da qualificarli rispetto alle attività cui saranno chiamati a svolgere”.

 

QUI INTERVENTO DEL GIUGNO 2015

QUI INTERVENTO DEL GIUGNO 2016

Resoconto incontro del 6 aprile con Ruscitto su Sanità

Ruscitti all’incontro di Liviano: “Stanziati i 70 milioni di euro per i macchinari ma il Governo ancora non li eroga”
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documentazione video su 

“La Regione Puglia, purtroppo,  in questi anni è stata costretta a rincorrere gli eventi, penso al disastro ferroviario di Andria con l’ospedale del luogo che, seppur con mille problemi, è riuscito a consentire un intervento ottimale grazie alla professionalità di medici e paramedici, e questo non può che riverberarsi e a rispondere a cose che non abbiamo programmato. Però questo rincorrere è faticoso e costringe gli operatori costantemente a sacrificare la propria attività e a confrontarsi con organici ridotti. Questo, ovviamente, impedisce alla Regione di programmare. Il fatto di aver dovuto mettere mano al terzo piano di rientro la dice tutta su quelle che sono le difficoltà del comparto”.

Giancarlo Ruscitti, direttore del dipartimento Promozione della salute della Regione Puglia, sembra Andrea Barzagli mentre spazza dall’area di rigore un pallone pericoloso. Nel sala riunioni dell’associazione “Le città che vogliamo”, il responsabile della sanità pugliese è sottoposto ad un fuoco di fila di domande fattegli da addetti al lavoro, da quei medici tarantini che all’ordinarietà delle malattie sono costretti ad aggiungere la straordinarietà di un’incidenza tumorale senza precedenti, il tutto da affrontare con armi spuntate, con fucili caricati a salve perchè quotidianamente devono fare i conti con la carenza di personale, con macchinari datati che, un giorno sì e uno no, si bloccano all’improvviso costringendo i pazienti a tornare a casa o a rivolgersi a strutture ospedaliere extraprovinciali.

Con lui, giovedì sera, c’erano il consigliere regionale Gianni Liviano, organizzatore della serata che aveva come tema “Taranto, la città, le strutture, le persone: ma la Sanità funziona? Esperienze di medici, tecnici, associazioni e cittadini”, e il direttore generale della Asl, Stefano Rossi.

“Stiamo provando a raccontare stasera a noi stessi e al dott. Ruscitti e al dott. Rossi – ha esordito il consigliere regionale Gianni Liviano – ulteriori punti di vista, a restituire a noi stessi  una sorta di fotografia della Sanità a Taranto, ascoltando più voci, quelle delle persone che partano dallo propria esperienza ospedaliera  ma anche quelle dei medici del territorio e delle associazioni di volontariato. Insomma, l’idea è quella di un focus sulla situazione sanitaria per cercare, tutti insieme, di provare a fornire risposte e proporre idee per il miglioramento del servizio”.

“Dal 2004 – ha sottolineato il dott. Ruscitti – la Regione Puglia ha subìto tagli di organici e ciò ha impedito, di fatto, il turn-over. Le Regioni del sud, e in particolare la Regione Puglia, stanno chiedendo con forza un riequilibrio sia della parta economica destinata alla popolazione residente che della forza lavoro che può essere impiegata”.

Ma tanti sono stati i tasti dolenti che il dott. Ruscitti ha dovuto affrontare rispondendo alle numerose domande. Come nel caso dei 70 milioni di euro necessari per l’acquisto di nuove apparecchiature sanitarie o sulla vexata questio della costruzione dell’ospedale San Cataldo o, ancora, del Pronto soccorso dell’ospedale “SS. Annunziata” che rischia l’implosione per finire con l’enedemica carenza di organici che vede la sanità tarantina operare attingendo ad una pianta organica di 4.500 unità a fronte di un fabbisogno di 6mila.

Nel primo caso, Ruscitti ha spiegato le difficoltà nel ricevere risposte dal Governo che quelle somme le ha stanziate ma non le ha ancora erogate nonostante il pressing della Regione. “Se i ministeri competenti non si pronunciano è ovvio che quelle risorse stanziate noi non le possiamo spendere. Mi auguro – ha detto ancora Ruscitti – che la situazione si sblocchi al più presto, spero entro il mese di maggio, in modo da poter bandire le gare entro la fine dell’autunno per poi poter acquistare i nuovi macchinari e renderli operativi già nei primi mesi del prossimo anno”.

Sulla specializzazione del personale (“necessaria perchè in molti casi i bandi della Asl sono andati deserti proprio per la mancanza di specifiche figure professionali”) il direttore del dipartimento Promozione della salute ha annunciato che è stata avviata una collaborazione con le Università di Bari e Foggia. Altra criticità rilevata è stata quella relativa ai pensionamenti: “Avevamo previsto – ha evidenziato Ruscitti – una percentuale di pensionamenti dell’1,7%. Ci siamo trovati di fronte, invece, al 4% delle persone che sono andate vie e le cifre del 2018 ci parlano di una forza lavoro in uscita pari al 6%. Questo significa che nei prossimi 5-6 anni circa il 40% della forza lavoro della sanità pugliese sarà pensionata, con gravi ripercussioni sui cittadini e su una popolazione sempre più anziana dal momento che la nostra regione è costretta a rincorrere gli altri sul terreno della natalità”. Nonostante questo, “stiamo sbloccando i concorsi, stabilizzando i precari, stiamo utilizzando anche soldi non rinvenienti da fondi sanitari”

Questione San Cataldo: i soldi ci sono, ha tranquillizzato Ruscitti, e il nuovo nosocomio “non comporterà la disintegrazione del SS. Annunziata mentre il Moscati è destinato a diventare Polo oncologico”. Per cui, Taranto avrà un polo ospedaliero con il San Cataldo, “moderno e efficiente”, il SS. Annunziata, “destinato alle cronicità”, e il Moscati. Mentre per quanto riguarda il Pronto soccorso del SS. Annunziata (“il nosocomio è un vero e proprio cubo di Rubik, se tocchi da una parte va in crisi un’altra”) è allo studio un sistema compatibile “dal punto di vista infrastrutturale, certamente non facile visto come inserito all’interno del tessuto urbano”.

Il vero problema, ha fatto invece notare il direttore generale Asl, Stefano Rossi, è “che il fabbisogno è aumentato” mentre “il personale si è contratto” per cui bisogna essere consapevoli “che bisogna intervenire senza se e senza ma tagliando laddove ci sono sprechi e, in questa direzione, dobbiamo remare tutti insieme” il tutto unito “a un cattivo uso del servizio sanitario da parte del cittadino”.