Resoconto incontro del 6 aprile con Ruscitto su Sanità

Ruscitti all’incontro di Liviano: “Stanziati i 70 milioni di euro per i macchinari ma il Governo ancora non li eroga”
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“La Regione Puglia, purtroppo,  in questi anni è stata costretta a rincorrere gli eventi, penso al disastro ferroviario di Andria con l’ospedale del luogo che, seppur con mille problemi, è riuscito a consentire un intervento ottimale grazie alla professionalità di medici e paramedici, e questo non può che riverberarsi e a rispondere a cose che non abbiamo programmato. Però questo rincorrere è faticoso e costringe gli operatori costantemente a sacrificare la propria attività e a confrontarsi con organici ridotti. Questo, ovviamente, impedisce alla Regione di programmare. Il fatto di aver dovuto mettere mano al terzo piano di rientro la dice tutta su quelle che sono le difficoltà del comparto”.

Giancarlo Ruscitti, direttore del dipartimento Promozione della salute della Regione Puglia, sembra Andrea Barzagli mentre spazza dall’area di rigore un pallone pericoloso. Nel sala riunioni dell’associazione “Le città che vogliamo”, il responsabile della sanità pugliese è sottoposto ad un fuoco di fila di domande fattegli da addetti al lavoro, da quei medici tarantini che all’ordinarietà delle malattie sono costretti ad aggiungere la straordinarietà di un’incidenza tumorale senza precedenti, il tutto da affrontare con armi spuntate, con fucili caricati a salve perchè quotidianamente devono fare i conti con la carenza di personale, con macchinari datati che, un giorno sì e uno no, si bloccano all’improvviso costringendo i pazienti a tornare a casa o a rivolgersi a strutture ospedaliere extraprovinciali.

Con lui, giovedì sera, c’erano il consigliere regionale Gianni Liviano, organizzatore della serata che aveva come tema “Taranto, la città, le strutture, le persone: ma la Sanità funziona? Esperienze di medici, tecnici, associazioni e cittadini”, e il direttore generale della Asl, Stefano Rossi.

“Stiamo provando a raccontare stasera a noi stessi e al dott. Ruscitti e al dott. Rossi – ha esordito il consigliere regionale Gianni Liviano – ulteriori punti di vista, a restituire a noi stessi  una sorta di fotografia della Sanità a Taranto, ascoltando più voci, quelle delle persone che partano dallo propria esperienza ospedaliera  ma anche quelle dei medici del territorio e delle associazioni di volontariato. Insomma, l’idea è quella di un focus sulla situazione sanitaria per cercare, tutti insieme, di provare a fornire risposte e proporre idee per il miglioramento del servizio”.

“Dal 2004 – ha sottolineato il dott. Ruscitti – la Regione Puglia ha subìto tagli di organici e ciò ha impedito, di fatto, il turn-over. Le Regioni del sud, e in particolare la Regione Puglia, stanno chiedendo con forza un riequilibrio sia della parta economica destinata alla popolazione residente che della forza lavoro che può essere impiegata”.

Ma tanti sono stati i tasti dolenti che il dott. Ruscitti ha dovuto affrontare rispondendo alle numerose domande. Come nel caso dei 70 milioni di euro necessari per l’acquisto di nuove apparecchiature sanitarie o sulla vexata questio della costruzione dell’ospedale San Cataldo o, ancora, del Pronto soccorso dell’ospedale “SS. Annunziata” che rischia l’implosione per finire con l’enedemica carenza di organici che vede la sanità tarantina operare attingendo ad una pianta organica di 4.500 unità a fronte di un fabbisogno di 6mila.

Nel primo caso, Ruscitti ha spiegato le difficoltà nel ricevere risposte dal Governo che quelle somme le ha stanziate ma non le ha ancora erogate nonostante il pressing della Regione. “Se i ministeri competenti non si pronunciano è ovvio che quelle risorse stanziate noi non le possiamo spendere. Mi auguro – ha detto ancora Ruscitti – che la situazione si sblocchi al più presto, spero entro il mese di maggio, in modo da poter bandire le gare entro la fine dell’autunno per poi poter acquistare i nuovi macchinari e renderli operativi già nei primi mesi del prossimo anno”.

Sulla specializzazione del personale (“necessaria perchè in molti casi i bandi della Asl sono andati deserti proprio per la mancanza di specifiche figure professionali”) il direttore del dipartimento Promozione della salute ha annunciato che è stata avviata una collaborazione con le Università di Bari e Foggia. Altra criticità rilevata è stata quella relativa ai pensionamenti: “Avevamo previsto – ha evidenziato Ruscitti – una percentuale di pensionamenti dell’1,7%. Ci siamo trovati di fronte, invece, al 4% delle persone che sono andate vie e le cifre del 2018 ci parlano di una forza lavoro in uscita pari al 6%. Questo significa che nei prossimi 5-6 anni circa il 40% della forza lavoro della sanità pugliese sarà pensionata, con gravi ripercussioni sui cittadini e su una popolazione sempre più anziana dal momento che la nostra regione è costretta a rincorrere gli altri sul terreno della natalità”. Nonostante questo, “stiamo sbloccando i concorsi, stabilizzando i precari, stiamo utilizzando anche soldi non rinvenienti da fondi sanitari”

Questione San Cataldo: i soldi ci sono, ha tranquillizzato Ruscitti, e il nuovo nosocomio “non comporterà la disintegrazione del SS. Annunziata mentre il Moscati è destinato a diventare Polo oncologico”. Per cui, Taranto avrà un polo ospedaliero con il San Cataldo, “moderno e efficiente”, il SS. Annunziata, “destinato alle cronicità”, e il Moscati. Mentre per quanto riguarda il Pronto soccorso del SS. Annunziata (“il nosocomio è un vero e proprio cubo di Rubik, se tocchi da una parte va in crisi un’altra”) è allo studio un sistema compatibile “dal punto di vista infrastrutturale, certamente non facile visto come inserito all’interno del tessuto urbano”.

Il vero problema, ha fatto invece notare il direttore generale Asl, Stefano Rossi, è “che il fabbisogno è aumentato” mentre “il personale si è contratto” per cui bisogna essere consapevoli “che bisogna intervenire senza se e senza ma tagliando laddove ci sono sprechi e, in questa direzione, dobbiamo remare tutti insieme” il tutto unito “a un cattivo uso del servizio sanitario da parte del cittadino”.

 

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