Archive for maggio 2017

26/5 incontro in Prefettura con Sottosegretario Angela D’Onghia

Università e Politecnico di Bari insieme a Ufficio scolastico provinciale e Autorità di sistema portuale, attraverso i rispettivi rappresentanti, redigeranno una scheda tecnica che individui tre-quattro priorità da inviare come comunità al tavolo Cis “sapendo di avere nel sottosegretario D’Onghia un prezioso e forte alleato” e perché tutto il lavoro fatto fin qui per la legge Taranto “possa essere valorizzato”. Gianni Liviano, consigliere regionale tarantino, riassume così quanto emerso venerdì pomeriggio dalla riunione, tenutasi in Prefettura,  a Taranto,  del tavolo tecnico al quale, oltre al sottosegretario alla Pubblica istruzione,  hanno partecipato l’assessore regionale al Diritto allo studio-Scuola-Università, Sebastiano Leo, il Magnifico Rettore dell’Università di Bari, Antonio Felice Uricchio,  il responsabile del Politecnico di Taranto, Gregorio Andria, la prof.ssa Laura Tafaro, responsabile del corso di studi di Scienze e gestione delle attività marine dell’Università di Bari, il segretario dell’Autorità di sistema portuale, dott. Di Blasio, la dott.ssa Fornaro in rappresentanza del commissario straordinario per le bonifiche, i dirigenti scolastici degli istituti Archimede,  Maria Pia, Liside e Righi. A portare il suo indirizzo di saluti è stato il prefetto Giovanni Cafagna che ha presenziato all’incontro.

Una task force, dunque, si occuperà di mettere nero su bianco progetti e finanziabilità degli stessi in ordine al potenziamento dell’offerta formativa “rispetto agli asset strategici ritenuti fondamentali nella legge speciale per Taranto”, ha aggiunto il consigliere Liviano, coordinatore del tavolo tecnico della legge e fautore dell’incontro di ieri in Prefettura, e per porre un argine al fenomeno che vede la fascia di età tra i 18 e 25 anni essere quella con un altissimo tasso di ragazzi che abbandonano Taranto per proseguire il proprio corso di studi in altre realtà universitarie”.

Serve dunque, ha sottolineato Liviano, una visione che “promuova e sostenga, con un approccio di governance multilivello, il necessario cambiamento delle direttrici di sviluppo della città e del territorio circostante, restituendo alla comunità, cittadini e operatori economici, – ha poi concluso il consigliere regionale tarantino – la dimensione del futuro, della salute, della sostenibilità ambientale, del valore culturale, dell’innovazione e dello sviluppo delle risorse e dei fattori competitivi locali”.

“L’impegno – ha evidenziato il sottosegretario D’Onghia – è quello di fare in modo che a Taranto si possano creare dei poli formativi importanti, giusti per il territorio, per fare in modo che i nostri ragazzi non solo si laureino ma possano rimanere qua perché trovano poi quelle attività produttive che permettono loro di lavorare subito. Per cui, parlare anche di nautica in una città come Taranto è un punto importante soprattutto in una regione come la Puglia che vuole investire sul turismo,  anche su quello nautico, e in presenza delle Autorità portuali che si stanno organizzando proprio per incentivare tutto questo, penso che sia importante che Taranto non resti fuori da questi processi “.

E proprio per quanto riguarda il discorso relativo alla filiera formativa della nautica,  il,sottosegretario D’Onghia ha assicurato il proprio interessamento perché si possa trovare un unico contenitore che ospiti l’indirizzo di Trasporti e Logistica, già  da tempo attivo nell’Istituto Archimede di Taranto, fino ad un Master di I livello sul Disegno nautico che il Politecnico di Bari è pronto a far partire nella nostra città oltre ai corsi universitari legati alla risorsa mare.

Occorre fare “scelte forti”, ha sottolineato l’assessore regionale Leo che ha aggiunto che “non è più tempo di Università generaliste” perché “siamo in concorrenza con le altre università italiane per cui la nostra forza deve essere quella di saper  fare sistema per questo è  importante “ricevere dal gruppo di lavoro le loro istanze e costruire il progetto di filiera che dia la possibilità di utilizzare risorse finanziarie che ci sono”.

 


Liviano incontra il sottosegretario D’Onghia per parlare degli asset strategici della
legge regionale speciale per Taranto

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Il potenziamento sul territorio dell’offerta formativa dell’Università degli studi di Bari e del Politecnico di Bari; realizzazione della blue economy; dotazione di funzioni pubbliche avanzate, pianificazioni di settore, fiscalità regionale di vantaggio; sostegno e accelerazione dei processi di trasformazione del tessuto economico-produttivo di Taranto; ricostituzione dei valori ambientali, sostenibilità e salute; ricostituzione dei valori ambientali,  sostenibilità e salute sono gli argomenti al centro dell’incontro del tavolo tecnico, convocato per venerdì 26 maggio, alle ore 16.30 nella sala riunioni della Prefettura di Taranto, al quale parteciperà il sottosegretario a

lla Pubblica istruzione, sen. Angela D’Onghia.

L’incontro, organizzato dal consigliere regionale Gianni Liviano, rientra nel percorso intrapreso per la realizzazione della legge regionale speciale per Taranto di cui lo stesso Liviano è coordinatore giusta delibera di giunta regionale del 4 agosto 2016.

Quello dell’offerta formativa è uno degli asset strategici ritenuti fondamentali nella legge speciale per Taranto.

“Il successo nell’implementazione di nuove strategie di sviluppo urbano e territoriale, nelle città internazionali che sono uscite dalle crisi di grandi insediamenti industriali, – spiega Gianni Liviano –  è stato conseguenza dell’esistenza di una profonda stratificazione culturale di risorse identitarie, accoppiata a volontà e competenze istituzionali e tecniche capaci di metterle in valore e ad una popolazione che avverte la necessità di interagire e di partecipare al progetto di trasformazione. Lo schema di disegno di legge regionale Indirizzi per lo sviluppo e la coesione economica e sociale del territorio di Taranto, impegna la Regione Puglia a sostenere l’accelerazione di processi di riposizionamento economico e produttivo, sociale e culturale della città di Taranto che, in assenza dell’emersione degli elementi portanti che hanno costituito il prodromo del successo di tante città internazionali nel cambiamento, è un obiettivo ineludibile per l’equilibrio dello sviluppo dell’intera regione”.

Le finalità generali sono quelle di promuovere e sostenere, con un approccio di governance multilivello, il necessario cambiamento delle direttrici di sviluppo della Città e del territorio circostante, “restituendo alla comunità, cittadini e operatori economici, – conclude Liviano – la dimensione del futuro, della salute, della sostenibilità ambientale, del valore culturale, dell’innovazione e dello sviluppo delle risorse e dei fattori competitivi locali”.

'Aside' Post | By on 24 maggio 2017

immagine tratta da internet : http://antioligarch.wordpress.com

Liviano: “Con l’approvazione della legge sulla coltivazione della canapa siamo di fronte ad una nuova opportunità per il territorio”

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“L’approvazione all’unanimità da parte del Consiglio regionale della legge sulla coltivazione della canapa dimostra ancora una volta, qualora ce ne fosse bisogno, che alla lunga il lavoro di squadra paga”.

È questo il commento del consigliere regionale Gianni Liviano che, nella costruzione di questo importante provvedimento per il territorio tarantino, ha svolto un ruolo di primo piano. Infatti, il consigliere regionale tarantino aveva presentato una proposta di legge, insieme ai componenti il gruppo Emiliano sindaco di Puglia e ad alcuni colleghi consiglieri ionici, che è andata ad implementare,  in alcune sue parti, un’analoga proposta presentata dal consigliere regionale del Movimento 5Stelle, Cristian Casili.

“Siamo di fronte ad una nuova opportunità per il territorio”, aggiunge Liviano, “adesso dobbiamo crederci tutti quanti consapevoli del fatto che non siamo di fronte ad un toccasana ma ad un’opportunità in più per il territorio. Territorio, quello tarantino, la cui agricoltura – prosegue Liviano – è riuscita a mantenere alto il suo nome pur nelle difficoltà legate alla pubblicità negativa per via dell’Ilva e dei problemi ambientali ad essa legati”. È necessario ridare vitalità e speranza di futuro a chi lavora in questa provincia. La filiera della canapa non produce rifiuti realmente inquinanti o difficili da smaltire, e non causa danni ecologici, apportando contemporaneamente un miglioramento nell’ambiente in cui viene coltivata. Questa attenzione verso il miglioramento della qualità dell’ambiente è la motivazione forte di questa legge regionale che costituisce, indubbiamente, una delle tessere di un puzzle più composito che spero – conclude Liviano – possa avere compimento nella legge speciale per Taranto cui stiamo lavorando. E si rifà a tre pilastri dello sviluppo sostenibile che abbiamo sempre tenuto bene presenti: solidarietà sociale, efficienza economica, responsabilità ecologica”.

La coltivazione della canapa si integra perfettamente con la tecnologia agricola già in uso nel territorio, tranne piccoli adattamenti in funzione delle caratteristiche vegetative della pianta.
La canapa offre ampie possibilità di utilizzo in campo industriale, come ad esempio: il canapulo utilizzato nella bio-edilizia; il seme impiegato nel settore alimentare, cosmetico e farmaceutico; lo stelo destinato all’industria della cellulosa e nel settore energetico; le fibre per la produzione di bio-plastica, tessuti e abbigliamento.

La coltivazione e l’impiego della canapa appartiene all’antica tradizione italiana, infatti ha profondamente caratterizzato la marineria civile e militare (corde, vele) ed il settore tessile domestico (indumenti, tovaglie ecc.) nazionale. La coltivazione della canapa era molto diffusa nel Mediterraneo, e grazie alla qualità delle sue canape l’Italia divenne il secondo produttore mondiale ed il primo fornitore della marina britannica.
L’estensione complessiva della coltivazione della canapa in Italia è attualmente da valutare attorno ai 90.000 ettari. Al primo posto è decisamente l’Emilia Romagna, che per prima ha legiferato nella promozione e lo sviluppo della canapa, seguono la Toscana e la Campania: anch’esse hanno già provveduto, o sono in procinto di farlo, nel legiferare in materia di coltivazione di canapa da fibra contribuendo alla creazione e alla promozione di una intera filiera agro- industriale.

Con la legge si intende promuovere la coltivazione e la trasformazione della canapa nel territorio pugliese e la sua successiva commercializzazione, come coltura in grado di contribuire alla riduzione dell’impatto ambientale in agricoltura, della desertificazione e della perdita di biodiversità.
Gli interventi che possono essere finanziati con i contributi messi a disposizione dalla Regione, riguardano le attività di ricerca per l’individuazione delle varietà di canapa più idonee alla coltivazione nel territorio regionale; le attività di coltivazione, raccolta, movimentazione, stoccaggio e realizzazione di impianti per la lavorazione, trasformazione al fine di creare delle filiere produttive dedicate alla coltivazione della canapa; l’impiego della canapa nei settori della bioedilizia, alimentare e farmacologico; la coltivazione della canapa a fini depurativi con particolare riferimento alla bonifica dei terreni inquinati; l’elaborazione di progetti specifici per la formazione di operatori specializzati nella coltivazione.
I soggetti beneficiari dei contributi previsti per la realizzazione degli interventi specificati sono le aziende agricole, cooperative agricole e consorzi, associazioni di produttori agricoli costituite ai sensi di legge, imprese, società e associazioni costituite tra imprenditori del settore agricolo, industriale, alimentare ed ambientale, dipartimenti universitari, istituti scolastici o altri enti pubblici e privati di istruzione e ricerca, associazioni di promozione sociale iscritte nel registro che abbiano come obiettivo statutario quello di svolgere attività di tutela e valorizzazione del patrimonio ambientale e naturale, anche mediante attività di ricerca.
Sono disciplinati i criteri per la concessione dei contributi ed è individuato l’ordine di priorità per gli interventi.
La legge prevede una dotazione finanziaria, finalizzata al perseguimento degli obiettivi prefissi, relativa al triennio 2017-2019 per una spesa complessiva di un milione e 500mila euro. Per l’anno 2017 si stanziano 100mila euro, ma per gli esercizi finanziari successivi (600mila euro per il 2018 e 800mila euro per il 2019) si provvederà con le risorse stanziate in fase di bilancio di previsione.
 

'Aside' Post | By on 24 maggio 2017

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Liviano a “Le vie del mare”: Taranto, destinazione felicità

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Reinterpretare la storia del Mediterraneo e metterlo a sistema in un progetto transfrontaliero. Una linea mediterranea che restituisce centralità al Sud dove Taranto torna ad essere città magna in un sistema integrato con Gallipoli, Crotone, Sibari, Policoro.

Insomma, una visione da Sud che restituisca un ruolo fondamentale alla città dei due mari. Un obiettivo che  è stato al centro del convegno organizzato martedì a Taranto,  nell’aula magna dell’Istituto “Pacinotti”, dall’associazione “Visioni da Sud” sul tema “Le vie del mare, una modernità senza tempo di una Terra Magna” al quale ha partecipato il consigliere regionale Gianni Liviano.

Taranto balcone della storia d’Europa,  dunque, città di arrivo e partenza della linea adriatica che diviene il porto della cultura dell’Italia e dell’Europa. Una città che deve guardare all’Italia e all’Europa con una sua visione propositiva e progressista, capofila di un Sud che vuole recuperare il suo storico ruolo di Terra Magna in una prospettiva di sviluppo futuro attraverso una riflessione storico-geografica-culturale che possa recuperare e reinterpretare la modernità della Magna Grecia. E le rotte marittime del golfo di Taranto rappresentano ancora oggi la più moderna infrastruttura che collega l’Europa all’Oriente attraverso il mar Piccolo.

Se si utilizzasse un aliscafo da Taranto si potrebbe raggiungere Crotone in due ore e mezzo, Policoro in cinquanta minuti, Sibari in cinquantasei, utilizzando, appunto,  le cosiddette vie del mare che vogliono rappresentare in modo alternativo di interpretare il cambiamento in quanto complementari alle vie di terra verso le quali spesso riponiamo tutta la nostra attenzione.

Del resto, ha ribadito nel suo intervento il consigliere regionale Gianni Liviano, che Taranto da città sul mare debba diventare città di mare è fuori discussione oltre ad essere sotto gli occhi di tutti. Vogliamo provare tutti insieme – ha aggiunto Liviano – ad immaginare la Taranto del 2020 andando a confrontarci in maniera critica e operativa con chi questa visione l’ha già costruita e con chi in questi anni la sta realizzando. Pensiamo a città come Bilbao, che nel cambiamento radicale ha avuto la sua rinascita, o a Torino, che ha storicamente vissuto il dualismo industria versus turismo e ambiente e ha saputo reinventarsi come città leader del terziario avanzato e tra le realtà di eccellenza dell'offerta turistica del nostro Paese.  Nuove prospettive: questo è quanto noi vorremmo proporre alla nostra città volendo davvero andare al di là dei luoghi comuni  di città brutta, sporca e cattiva, provando a valorizzare le grandi potenzialità che possiede e i grandi interessi, socio-culturali innanzitutto, che essa può suscitare. Ed è questo l’obiettivo della legge regionale speciale per Taranto che stiamo provando a costruire”.

Nuove prospettive come quella, ha sottolineato il consigliere regionale tarantino, “di provare a immaginare una filiera formativa della nautica sul territorio di Taranto. Questa idea è assolutamente coerente con l'asset strategico della legge speciale per Taranto che, come sapete, stiamo cercando con la Regione di costruire per immaginare un passaggio da Taranto città sul mare a città di mare. Per cui, se questo è l'asset strategico prescelto, se questa è la priorità nella vision di una prospettiva futura della comunità ionica, allora anche la filiera formativa deve essere coerente con l’idea che abbiamo di futuro”.

Per far questo, ha poi puntualizzato Liviano, serve “un luogo “che ospiti l'intera filiera formativa della nautica unitamente ai numerosi laboratori (Open Space, laboratorio di simulazione navale, laboratorio  planetario, laboratorio monitoraggio marino, laboratorio impianto pilota di biologia marina,  laboratorio di educazione marinara,  di far lab, di tappezzeria nautica), per la realizzazione dei quali un’unica rete di soggetti locali, con capofila la scuola Archimede, ha ottenuto un finanziamento di 750mila euro. Il progetto di filiera nautica – ha aggiunto Liviano – prende le mosse  dall’esistente, ovvero dall’indirizzo di Trasporti e Logistica già  da tempo attivo nell’Istituto Archimede di Taranto fino ad un Master di I livello sul Disegno nautico a cura del Politecnico di Bari al quale si deve accostare l’implementazione a Taranto della facoltà del Mare dell’Università degli studi di Bari. Si tratta adesso – ha concluso Liviano – di mettere a sistema questa proposta e anche di valorizzarla a livello di marketing perchè avrebbe un significato nell’immaginario collettivo innanzitutto di recupero di fiducia da parte della comunità e, sicuramente, di bellezza e di utilità della proposta”.

Taranto, destinazione felicità: questo l’obiettivo sul quale  il consigliere regionale Liviano è pronto a giocare tutte le sue carte ma per raggiungere il quale è  necessario “che voi ragazzi – ha detto rivolgendosi ai numerosi studenti presenti nell’aula magna dell’Istituto Pacinotti – prendiate consapevolezza delle vostre potenzialità, che a Taranto si può lavorare per farla crescere”.

'Aside' Post | By on 23 maggio 2017

12 Maggio – Raddoppio Inceneritore di Massafra responsabilità chiare

 

“La Provincia di Taranto non avrebbe mai dovuto concedere l’autorizzazione per la realizzazione del raddoppio dell’inceneritore a Massafra”.

Gianni Liviano, consigliere regionale tarantino, commenta così la notizia del via libera dal Consiglio di Stato per la realizzazione del raddoppio della centrale termoelettrica alimentata a cdr (combustibile ricavato dai rifiuti) a Massafra, ubicata in località Console e di proprietà della società Appia Energy.

“Il via libera – aggiunge Liviano – arriva dopo anni di battaglie legali e di proteste da parte dei Comitati cittadini e delle associazioni ambientaliste. Battaglie che hanno visto in prima linea anche la Regione Puglia che aveva posto alcuni dubbi e, attraverso la giunta regionale, aveva richiesto l’acquisizione dell’attestazione di compatibilità paesaggistica. Procedere al raddoppio dell’inceneritore equivale ad aggravare la situazione ambientale di quella zona già impattata dalla presenza di numerose discariche”.

Insomma, per il consigliere regionale tarantino si continua “a non tenere conto dell’emergenza ambientale che investe l’intero territorio ionico” tanto più se si pensa “che la zona dove è ubicato l’inceneritore ricade in area Sin”. Inoltre, fa presente Liviano, ci troviamo di fronte a un progetto che prevede la realizzazione di una seconda linea di combustione della centrale termoelettrica esistente con caratteristiche sostanzialmente identiche alla linea esistente e prevede di utilizzare fino a 100.000 t/a di combustibile (cdr e biomasse).

“Si tratta – conclude Gianni Liviano – di un nuovo e considerevole appesantimento ambientale di fronte al quale bisogna continuare a cercare soluzioni che vengano incontro alle legittime esigenze dei cittadini”.

La città che vogliamo non sarà presente, nè con il proprio simbolo nè con una propria lista, alle prossime elezioni amministrative di giugno. A darne l’annuncio è  stato, mercoledì mattina nel corso di una conferenza stampa, il consigliere regionale Gianni Liviano che dell’associazione è il presidente onorario. Un annuncio che segue di ventiquattro ore quello di Dante Capriulo, fino a poche ore fa candidato sindaco di una coalizione di liste civiche all’interno della quale c'era anche quella de La città che vogliamo, di appoggiare la candidatura a primo cittadino di Rinaldo Melucci, espressione diretta del Pd.

“Ci tiriamo fuori da una competizione elettorale impazzita perché vogliamo salvaguardare la coerenza cui ci siamo appellati fino ad oggi”, ha sottolineato Liviano, a differenza “di quanto avvenuto in altri schieramenti e rispetto a quanti ad essa si sono appellati per poi fare rapidamente dietrofront “. Il riferimento non è a Dante Capriulo, o forse anche un po’ in parte, “che rimane una delle poche persone serie di questa città. Noi possiamo condividere o no le scelte politiche ma siamo amici a differenza di quanto sostenuto da alcuni”.

E sulla protervia di commenti e post su facebook “contro la mia persona”, pronunciati e scritti ancora prima di sapere quale sarebbe stata la posizione ufficiale sua e de La città che vogliamo, Liviano ha tagliato corto: “è facile giudicare le scelte degli altri. Siamo in una città arrabbiata, retorica, demagoga, piena di slogan e di faziosità pronta a sparare e a sparlare su tutto e di tutti”.

Ora che La città che vogliamo è fuori dalla competizione elettorale “mi  assumo la responsabilità di aver provato a mettere insieme mondi e di non esserci riuscito. Ho fatto di tutto – ha aggiunto il consigliere regionale tarantino – per tentare di costruire sintesi, di evitare frammentazioni, di ridurre il numero di candidati sindaci, di costruire coesione comunitaria, di evitare polverizzazioni del voto, per mettere insieme le persone migliori, quelle che fanno politica per passione e per servizio e che ragionano accompagnati dal senso di responsabilità”.

Uno sforzo, ha aggiunto ancora Liviano, che si è sempre basato su tre coordinate: la discontinuità rispetto al passato, il senso di comunità, la competenza degli
attori di un percorso che si coniughi col noi”. Ho fatto di tutto, ma non ci sono riuscito.
Tanti candidati sindaci raccontano una città divisa, frammentata, immatura, irresponsabile. Ora, in un clima incattivito dove ci sono personaggi arrabbiati col mondo che usano, per candidarsi, associazioni e simboli fondati da altri; persone che fino a ieri stavano a sinistra e oggi si sistemano a destra; candidati di civiche che, prima ancora di pensare al bene comune, hanno pensato al loro protagonismo (perché diversamente sarebbero andati a sintesi) e intellettuali  che scelgono, per cambiare, il candidato in maggiore continuità con gli ultimi 15 anni di governo della città, la cosa migliore è sicuramente stare fermi”.

Adesso, ha proseguito Liviano, l’esigenza di tenere unito il gruppo de La città che vogliamo – “in molti non avrebbero capito la scelta di fare un passo indietro e correre insieme al Pd” – è prevalente su ogni altra considerazione. Perché, ha poi sottolineato con forza Liviano, “dopo l’11 giugno c’è un 12 giugno. Noi come associazione ci saremo ancora. Molte liste civiche e candidati no, saranno stati cancellati dal voto. E poi – ha concluso il consigliere regionale e leader de La città che vogliamo – c’è da riprendere il discorso sulla legge regionale speciale per Taranto, già approvata dalla giunta regionale ma che va, da parte del presidente Emiliano, adeguatamente finanziata, il piano strategico e le altre mille cose che stiamo facendo”.

A quanti si erano candidati nella lista de La città che vogliamo a sostegno dell’ormai ex candidato sindaco Dante Capriulo, il via libera “a candidarsi, qualora lo ritenessero opportuno, in altre liste, nel pieno rispetto delle scelte”.

'Aside' Post | By on 10 maggio 2017