Archive for giugno 2017

di seguito resoconto anche video della Conferenza Stampa
a seguire replica di Gianni Liviano agli attacchi strumentali del Candidato Sindaco Baldassari 

La discontinuità rispetto al passato, il senso di comunità, la competenza degli
attori di un percorso che si coniughi col noi: sono gli assi portanti del Liviano pensiero e non sono cambiati neanche dopo che il primo turno delle amministrative 2017 ha consumato i suoi giorni consegnando al ballottaggio Stefania Baldassari (centrodestra) e Rinaldo Melucci (centrosinistra). Viaggia lungo i sentieri della coerenza, il consigliere regionale tarantino, e lo fa, nel corso della conferenza stampa tenutasi venerdì mattina in via Fiume 12, sede dell’associazione Le città che vogliamo, alla quale è intervenuto anche il candidato sindaco del centrosinistra Rinaldo Melucci, mostrando una montagna di titoli di giornali che a partire da ottobre 2016 ricordano gli sforzi compiuti, senza lesinare forze e energie, per portare a sintesi le diverse anime che, se continuavano a presentarsi in ordine sparso,  erano destinate a risultati improduttivi,  “come poi puntualmente è  accaduto”.

Ma adesso è tempo di ballottaggio e il ballottaggio impone delle scelte. Allora la coerenza e l’essere persone culturalmente di centrosinistra, “e questa è la dimensione valori Alessandro che ci appartiene”, non può “non farci fare la scelta di sostenere, come associazione Le Città che vogliamo, il candidato sindaco Rinaldo Melucci, persona che ragiona sul futuro, che ha buon approccio con i problemi sociali,  che è costruttore attento e appassionato di una comunità alle prese con tante contraddizioni”.

Tutto questo pur nella consapevolezza “degli errori, dei disagi di un Pd (partito che sostiene e ha proposto la candidatura a sindaco di Melucci, ndr) che ha gestito e governato male in questi anni e preso decisioni che non abbiamo mai condiviso” e per questo al candidato sindaco Melucci e, soprattutto,  al Pd “chiediamo – sottolinea Liviano – quello scatto che provochi davvero discontinuità con il passato che porta i nomi di Giancarlo Cito, Rossana Di Bello e Ezio Stefàno” mentre l’appello al centrosinistra, “e agli elettori di centrosinistra”, è quello “di ritrovare quell’unità che da tempo è stata smarrita e di andare, domenica 25, convintamente a votare se non vogliamo che il partito dell’astensionismo consegni alla città un primo cittadino espressione di pochi”.

Argomenti che Rinaldo Melucci fa propri. “La discontinuità – ha spiegato Melucci – si appalesa  in un serie di evidenze quali il programma condiviso e un consiglio comunale,  se sarò io il sindaco eletto, che sarà composto da gente giovane, fresca, pulita e competente. Benché il giudizio di Liviano sia giustamente critico nei confronti del Pd,  – ha poi ha aggiunto il candidato sindaco – voglio spezzare una lancia per un partito che ha compiuto lo sforzo di andare nella società civile e trovare un giovane imprenditore. Questo vuol dire che è una forza politica che sta guardando a un futuro nuovo senza rinunciare, come hanno fatto altri partiti,  al proprio simbolo”.

Poi le competenze: “ci dobbiamo prendere insieme come centrosinistra la responsabilità del cambiamento e questo obiettivo si raggiunge attraverso le competenze che vanno sicuramente individuate attraverso la rigenerazione della classe dirigente. Quando il sindaco dovrà confrontarsi con i livelli superiori delle istituzioni avrà bisogno dell'architettura di un partito di governo. Il sindaco sarà tanto autorevole quanto sarà stato in grado di costruire alle sue spalle una rete di competenze. E, questo, è il nostro obiettivo. Ringrazio per il sostegno e faccio mie anche le critiche che sono state rivolte, legittimamente, dal consigliere Liviano. È importante, però,  – ha concluso Melucci – raccontare e far capire alla gente che domenica è importante andare a votare”.
 

qui intervento di Gianni LIVIANO

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 qui intervento di Rinaldo MELUCCI

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replica di Gianni Liviano agli attacchi strumentali del Candidato Sindaco Baldassari 
“Ho ascoltato i resoconti della conferenza stampa tenuta venerdì mattina dalla candidata sindaco Stefania Baldassari e, francamente, non so se ridere o piangere. È vero, ho incontrato nel mese di marzo nella sede di via Fiume dell’associazione Le città che vogliamo la dott.ssa Baldassari  e quell’incontro fu richiesto da lei tramite il suo entourage. Incontro nel quale ci fu chiesta la possibilità di valutare una alleanza in funzione delle amministrative di giugno”.

Così Gianni Liviano, consigliere regionale, risponde alle gravi accuse mossegli dal candidato sindaco del centrodestra nel corso di una conferenza stampa. “Ma come la dott.ssa Baldassari – aggiunge Liviano – anche altri candidati sindaco hanno chiesto di incontrarmi e mi hanno proposto di sostenere le rispettive tesi. In quello stesso periodo però, e ci sono numerosi articoli di stampa a dimostrarlo, il mio impegno è stato quello di provare a portare a sintesi i candidati del civismo moderato e dell’ambientalismo affinché ci si potesse presentare con una proposta unica, granitica e condivisa. Quanto poi all’accusa di chissà cosa avrei avuto in cambio dal Pd per il mio sostegno al candidato Melucci in vista del ballottaggio del 25 giugno, beh è nota a tutti, ma forse non alla dott.ssa Baldassari, la mia posizione di terzietà  nei confronti del partito democratico, ribadita anche questa mattina (venerdì per chi legge, ndr), al quale imputo di aver gestito e governato male in questi anni la città di Taranto. Io – prosegue Liviano – sono un uomo di centrosinistra e, dopo essere stato terzo nel primo turno elettorale (come forma di rispetto a tanti miei amici dell’associazione che, una volta fallito lo sforzo di sintesi,  hanno scelto a vario titolo di votare chi per Fornaro,  chi per Melucci, chi per Sebastio), adesso al ballottaggio tra un candidato di centrosinistra e uno di centrodestra ovviamente scelgo il primo. Io – puntualizza Liviano – nella mia conferenza stampa di questa mattina (venerdì per chi legge, ndr) non ho proprio citato la dott.ssa Baldassari. Non personalizzo mai la politica e provo ad avere sempre rispetto  per le persone. Per terminare – conclude Liviano – credo che in questi ultimi giorni di campagna elettorale il clima vada rasserenato in modo da spiegare ai tarantini come, davvero, si vuole operare per far svoltare definitivamente la città di Taranto”.

'Aside' Post | By on 16 giugno 2017

9/6 la Giunta Regionale delibera costituzione GdL su Zes coordinato da Gianni Liviano

Zes, la Giunta delibera la costituzione del gruppo di lavoro.
Liviano: “Risultato importante sulla strada della legge Taranto”

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Un altro importante tassello si è aggiunto al mosaico che porterà alla realizzazione compiuta, attraverso la redazione del piano strategico, della legge regionale speciale per Taranto. Nella seduta di mercoledì 7 giugno, infatti, la giunta regionale ha deliberato (n. 899) la costituzione di un Gruppo di lavoro relativo all’attivazione di una Zes (Zona economica speciale) per l’area di Taranto. “Un risultato importante – commenta il consigliere regionale Gianni Liviano – raggiunto grazie anche all'impegno di quei consiglieri regionali tarantini con i quali abbiamo condiviso l’iter che sta portando alla nascita della legge regionale speciale per Taranto”.

Nel gruppo di lavoro sono stati designati il consigliere regionale Giovanni Liviano, in qualità di coordinatore; il prof. Antonio Uricchio, Magnifico Rettore dell’Università di Bari “Aldo Moro” (o suo delegato); il prof. Domenico Laforgia, direttore del dipartimento Sviluppo economico; il dott. Angelosante Albanese, direttore del dipartimento Risorse finanziarie; il dott. Aldo Patruno, direttore del dipartimento Cultura (o loro delegati); il prof. Aldo Berlinguer,  ordinario di Diritto comparato presso l’Università di Cagliari; il prof. Giuliano Volpe, ordinario di Archeologia cristiana e medievale presso l’Università degli Studi di Foggia; il dott. Francesco Milella, esperto di sviluppo locale già consulente Ocse; il cav. Luigi Sportelli, presidente della Camera di commercio di Taranto (o suo delegato);  l’avv. Sergio Prete, presidente dell'Autorità di sistema portuale del Mar Jonio (o suo delegato); l'avv. Maurizio D'Amico, segretario generale forum Zes di Ginevra. 

Dopo i primi due incontri propedeutici, adesso, con la deliberazione di giunta, il gruppo di lavoro entra nella piena operatività.

“La Zes – spiega il consigliere regionale Gianni Liviano – è un’area geografica delimitata dotata di una legislazione economica differente dalla legislazione in atto e che, diversamente dalla Zona franca, beneficia di una normativa di favore più ampia. Proprio per sfruttare le condizioni di vantaggio che le Zes offrono – aggiunge Liviano -, abbiamo pensato di introdurre questo strumento nella legge regionale speciale per Taranto perchè permetterebbe la possibilità di introdurre agevolazioni di carattere fiscale, sotto forma di riduzione delle imposte sui redditi (Ires), dell’imposta regionale sulle attività produttive (Irap). o dei tributi locali (Imu, Tari) per gli immobili posseduti dalle imprese e utilizzati per l’attività economica, riduzione dei contributi sulle retribuzioni da lavoro dipendente. Un’occasione che, credo, vada sfruttata al massimo se vogliamo provare a creare occasioni di riscatto e di rilancio dell’area ionica. Del resto – conclude Liviano – il rapporto Svimez del 2014 evidenzia come l’istituzione delle Zes sia lo strumento ideale del rilancio economico nei tre porti di transhipment del Sud Italia: Cagliari, Taranto e Gioia Tauro”.

Nell’Unione europea esistono 12 stati che hanno zone svantaggiate all’interno del proprio territorio. Di questi, solo due non hanno attivato della Zes nel proprio territorio e sono l’Italia e la Grecia (che, però, ha chiesto ufficialmente l’attivazione di una Zes nel porto del Pireo). In Italia, le regioni ammissibili nelle quali può essere istituita una Zes sono Campania, Basilicata, Puglia, Calabria e Sicilia. Attualmente esistono Zes in Bulgaria, Repubblica Ceca, Estonia, Lettonia, Lituania, Polonia, Romania, Slovenia, Portogallo e Spagna. La Polonia è la nazione che conta il numero maggiore di Zes (14) il cui principale beneficio è costituito dall’esenzione fiscale sulle imposte sul reddito.

Ma al di là degli incentivi fiscali rivolti alle imprese che intendono investire nell’area di Taranto, nella Zes si intende ricomprendere attrattori e fiscalità di vantaggio anche per le imprese culturali e creative. L’obiettivo è quello di offrire un nuovo modello di cultura di impresa partendo dalla modifica dell’attuale sistema e passare dal sostegno all’offerta, un vero e proprio aiuto di Stato, al sostegno alla domanda. Per cui la Zes va inquadrata in un ragionamento più complessivo.

“È importante – aggiunge Liviano – procedere ad una verifica dei parametri comunitari in modo da capire fino a che punto possiamo spingerci nella configurazione della Zes per Taranto. Aprirne i confini anche all’industria culturale, e aggiungerei anche all’industria culturale spinta, può ampliare i margini di sviluppo economico oltre che, appunto, culturale”.

Non solo defiscalizzazione, però, perché la Zes è  anche logistica e snellezza amministrativa. Infatti, le imprese che vogliono investire sul territorio devono avere certezza sui tempi. A Dubai, zona Zes più importante al mondo, per esempio, le imprese vengono registrate in tre giorni grazie ad una società di gestione che si occupa di tutto l’iter. Non sfugge a nessuno – conclude Liviano – che è fondamentale liberare risorse attraverso un quadro normativo appropriato. È vero che è opportuno e importante  un percorso di fiscalizzazione di vantaggio sul territorio ma è anche vero che, da solo, non è sufficiente a garantire l’insediamento di attività economiche; per cui sarà importante capire bene se dobbiamo puntare ad una Zes esclusivamente tematica oppure ad un mix che apra la Zona economica speciale  anche a tutte le imprese che vogliano insediarsi; a strumenti che puntino alla defiscalizzazione del costo di lavoro dal momento che c’è da pensare a quanti, nei prossimi anni, usciranno dalle imprese della grande industria e dell’indotto in crisi aiutandoli a reinserirsi nel mondo del lavoro”.

 

 

Prende sempre più piede il percorso delineato dal consigliere regionale Gianni Liviano, coordinatore del tavolo tecnico della legge regionale speciale per Taranto, sulla strada del potenziamento e dell’ampliamento dell’offerta formativa. Un percorso che vede l’azione sinergica dell’Università di Bari (rappresentata alla riunione di martedì dai proff.ri Giuseppe Mastronuzzi e Laura Tafaro), del Politecnico di Bari (c’erano il prorettore della sede di Taranto, prof. Gregorio Andria, e i proff.ri Giorgio Rocco e Rino Montalbano), dell’Ufficio scolastico provinciale (rappresentato dal provveditore Cosimo Rusciano), dell’Ocse (con il dott. Franco Milella), dell’Autorità Portuale Taranto (in collegamento skype c’era la dott.ssa Dorotea Giancola in rappresentanza del segretario generale, dott. Fulvio Di Blasio).

Sul tavolo al momento ci sono le schede Cis dalle quali partire per evitare inutili sovrapposizioni. Uno degli obiettivi, infatti, è quello di proporre  progetti fattibili e finanziabili nell’ottica di un ragionamento che privilegi la logica del plurifondo. Ovvero, non basarsi esclusivamente sulle risorse messe a disposizione dal Contratto istituzionale di sviluppo ma far riferimento, per esempio, a quelli che saranno rifinanziati dal Cipe. Il tutto in un’ottica di armonizzazione degli interventi che entreranno a far parte del piano strategico della legge regionale speciale per Taranto.

Ma occorre capire, innanzitutto, quelli che sono i profili in uscita che garantiscono quell’elemento di spendibilità sul territorio. Per esempio, è stato ipotizzato un sistema di servizio open data con il quale sia l’Università che il Politecnico di Bari possano informare di tutto ciò che fanno in termini di offerta formativa sull’economia del mare.

Come cronoprogramma, è stato deciso che, attraverso l’acquisizione di schede di sintesi, si condividano gli elementi di analisi e di dettaglio e si punti ad un elenco di competenze in uscita dal mondo dell’istruzione secondaria superiore e universitaria e quello che è presumibile non possa essere allestito a breve periodo sull’offerta formativa nell’ambito della blue economy.

Per quanto riguarda la vexata questio dell’immobile da destinare alla filiera della nautica, è stato deciso di acquisire le planimetrie e la documentazione tecnica di beni disponibili per poi individuare quello più idoneo.

“Non posso che ritenermi soddisfatto di come il lavoro procede”, è il commento del consigliere regionale Liviano. “A memoria d’uomo  non mi sembra di ricordare un tale sforzo di condivisione da parte di più enti formativi che a questo tavolo tecnico si sono avvicinati con onestà intellettuale. Adesso è evidente che tutto deve essere compatibile con le priorità della legge regionale speciale per Taranto e deve essere coerente con il tessuto locale. Per questo motivo dai prossimi incontri coinvolgeremo anche la Camera di commercio. Certo, – conclude Liviano – bisogna fare presto perché l’aspettativa di vita del Governo, che si è sensibilmente accorciata vista l’accelerazione sulla legge elettorale e sul voto in autunno, potrebbe rimettere in discussione tutto ciò che riguarda il Contratto istituzionale di sviluppo”.

'Aside' Post | By on 7 giugno 2017

  La revoca parziale della DG n.757 del 22 giugno 2015 da parte del direttore generale della Asl di Taranto, Stefano Rossi, con la quale, di fatto, vengono licenziati gli operatori sanitari con incarico a tempo determinato è al centro di una interrogazione urgente che i consiglieri regionali Gianni Liviano (Esp) e Donato Pentassuglia (Pd) hanno presentato al presidente del Consiglio regionale, Mario Loizzo, e per conoscenza al presidente della giunta regionale, Michele Emiliano.

I due consiglieri, nella loro interrogazione, chiedono di sapere se, innanzitutto, il comportamento utilizzato dalla direzione della Asl “è condiviso dalla giunta regionale e dal Consiglio” o se, al contrario, Giunta e Consiglio non pensino che lo stesso “sia lesivo dei diritti soggettivi accumulati dai singoli lavoratori e riconosciuti da sentenze del Tribunale di Taranto”.

Liviano e Pentassuglia, inoltre, si chiedono anche se, di fronte a quanto determinatosi con la decisione della Asl di Taranto, non ci sia il rischio che  “tali determinazioni possano  alimentare un contenzioso sia da parte di quei lavoratori che impugneranno la risoluzione del rapporto di lavoro, sia da parte dei "nuovi precari" che saranno chiamati a sostituire i lavoratori licenziati;” e  se questo atteggiamento e comportamento “rischia di impoverire ulteriormente il già esiguo numero di operatori sanitari in servizio presso la Asl Taranto”.

Di seguito il testo dell’interrogazione:

INTERROGAZIONE URGENTE               

                                                                                      Sig. PRESIDENTE DELLA GIUNTA REGIONALE

                                                                                                              DR. MICHELE EMILIANO

                                                                              p.c. Sig. PRESIDENTE DEL CONSIGLIO REGIONALE

                                                                                                             DR. MARIO LOIZZO

oggetto:    Asl di TARANTO- incarico a tempo determinato  – revoca parziale DG n. 757 del 22/06/2015

PREMESSO

– che la ASl di Taranto ha, nel corso degli anni, esercitato un diffuso e indiscriminato ricorso allo strumento del contratto a termine, omologando di fatto il precariato di centinaia di lavoratori;

– che molti di questi lavoratori si sono rivolti alle Autorità Giudiziarie competenti al fine di vedere riconosciuti eventuali diritti maturati a loro beneficio;

– CHE IL TRIBUNALE DI TARANTO, in parziale accoglimento della domanda attorea,  ha recentemente condannato la Asl di taranto al risarcimento del danno in favore di lavoratori precari commisurato ad una indennità pari ad un numero variabile di mensilità e  dichiarando inoltre il diritto dei ricorrenti all'anzianità di servizio maturata in forza dei contratti a termine stipulati con i convenuti e alle conseguenti progressioni stipendiali e condannando la Asl al pagamento delle relative differenze retributive ove sussistenti in applicazione alla normativa contrattuale di settore, oltre interessi legali dal giorno della maturazione dei diritti;

CONSIDERATO

– che in seguito a questa sentenza, il direttore generale della Asl, " al fine di evitare il protrarsi del danno accertato in sede giudiziaria", ha proceduto alla revoca parziale della deliberazione n. 757  del 22/06/2015,  risolvendo anticipatamente i rapporti di lavoro  a decorrere dal 1/7/2017;

– che ad essere interessati da tale determinazione adottata dalla Asl di Taranto sono tutti quei lavoratori precari che hanno presentato ricorso dinanzi al giudice del lavoro affinchè lo stesso accertasse l'illegittima apposizione del termine al contratto;

– che la Asl Taranto motiva tale decisione sostenendo che la stessa viene adottata o "al fine di evitare il protrarsi del danno accertato in sede giudiziaria" o  "al fine di rimuovere la causa del denunciato danno";

– che lo stesso direttore generale, in interviste rilasciate ai giornali, ha affermato che "ovviamente, come già accaduto in passato, a fronte della esplicita e totale rinuncia agli effetti della sentenza, provvedero' a mantenere in servizio sino all'espletamento delle procedure di stabilizzazione" (vedasi "quotidiano" del 2/6 c.a. cronaca di Taranto pag. 19);

i sottoscritti consiglieri Giovanni LIVIANO e Donato PENTASSUGLIA

                                                               CHIEDONO alla S.V.

– di poter sapere se il comportamento utilizzato dalla direzione della Asl è condiviso dalla S.V. o se al contrario non pensa la S.V. che lo stesso è lesivo dei diritti soggettivi accumulati dai singoli lavoratori e riconosciuti giusto sentenze del Tribunale di Taranto;

– se non c'è forse il rischio che, alla luce della circostanza, tali determinazioni possono  alimentare un contenzioso sia da parte di quei lavoro che impugneranno la risoluzione del rapporto di lavoro, sia da parte dei "nuovi precari" che saranno chiamati a sostituire i lavoratori licenziati;

– se questo atteggiamento e comportamento rischia di impoverire ulteriormente il già esiguo numero di operatori sanitari in servizio presso la Asl Taranto.

Bari, lì 05/06/2017

                                                                                                   dott. Gianni Liviano (Esp)

dott. Donato Pentassuglia (Pd)

'Aside' Post | By on 5 giugno 2017

 

Legge Taranto, Liviano: “Delineata una road map per il potenziamento dell’offerta formativa”

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Una road map per il potenziamento dell’offerta formativa, nell’ambito della legge regionale speciale per Taranto, è stata delineata nel corso del primo incontro del tavolo tecnico (risultato dell’incontro dello scorso 26 maggio con il sottosegretario alla Pubblica istruzione, Angela D’Onghia) riunitosi giovedì mattina nella sede del Provveditorato agli studi di Taranto. Coordinati dal consigliere regionale Gianni Liviano, il prof. Cosimo Rusciano, dirigente l’Ufficio scolastico provinciale, il prof. Gregorio Andria, responsabile del Politecnico di Bari sede di Taranto,  i proff.ri Giorgio Rocco e Rino Montalbano del Politecnico di Bari, il prof. Giuseppe Mastronuzzi delegato dal magnifico rettore dell’Università di Bari, il dott. Francesco Milella, consulente Ocse, il dott. Fulvio Di Blasio, segretario generale dell’Autorità di gestione accompagnato dalla dott.ssa Dorotea Giancola, dopo un breve excursus sullo stato dell’arte, hanno discusso sulle esigenze del territorio ionico cercando di individuare gli strumenti per fornire risposte ad hoc.

Mare, ambiente, narrazione della comunità e innovazione: questi gli architravi sui quali costruire un'offerta formativa completa, di eccellenza e competitiva in grado di far registrare alla città un salto di qualità rendendola ancora più appetibile.

Progetti fattibili e finanziabili nell’ottica di un ragionamento che privilegi la logica del plurifondo ovvero non basarsi esclusivamente sulle risorse messe a disposizione dal Contratto istituzionale di sviluppo ma far riferimento, per esempio, a quelli che saranno rifinanziati dal Cipe. Il tutto in un’ottica di armonizzazione degli interventi che entreranno a far parte del piano strategico della legge regionale speciale per Taranto con quelli previsti nel Cis.

Parlando di potenziamento e implementazione dell’offerta formativa, che nella filiera della nautica ha il primo obiettivo da centrare, è stato ipotizzato un impegno diretto del Miur che metta tutti gli attori del tavolo tecnico rapidamente nelle condizioni di predisporre un piano integrato.

Per quanto riguarda il polo formativo della nautica, appare essenziale che il Miur avvii una linea d'intervento per un piano di ricerca applicata per imprese che si localizzino a Taranto sui temi dell'ambiente, disinquinamento e nautica, su cui, con il supporto concorrente del Mise, del Cis, della Regione Puglia e del Commissario straordinario per le bonifiche, sarebbe possibile attivare contratti di programma per l'insediamento di attività economiche di punta in quei settori. Infatti,  in ordine al master di I livello di design nautico, che il Politecnico di Bari è pronto a far partire a Taranto, è emerso nel corso della riunione che, senza la presenza di aziende del settore, magari pronte anche ad assumere, il corso post laurea non sarebbe appetibile.

Come passo successivo, è stato deciso che ogni partecipante al tavolo tecnico presenti le proprie schede progettuali per quanto di propria competenza in modo da studiarne fattibilità, finanziabilità e complementarietà rispetto ai progetti già presentati al tavolo Cis.

“Torneremo a riunirci martedì prossimo dal momento che i tempi stringono”, ha commentato a conclusione di incontro il consigliere regionale Gianni Liviano. “Le finalità generali – ha aggiunto  il consigliere Liviano – sono quelle di promuovere e sostenere, con un approccio di governance multilivello, il necessario cambiamento delle direttrici di sviluppo della città e del territorio circostante, restituendo alla comunità, cittadini e operatori economici, la dimensione del futuro, della salute, della sostenibilità ambientale, del valore culturale, dell’innovazione e dello sviluppo delle risorse e dei fattori competitivi locali. Occorre, inoltre, trovare quegli strumenti capaci di trattenere i giovani nella nostra città e questo possiamo farlo soltanto se saremo in grado di  mettere a loro disposizione un sistema formativo di qualità e di originalità”.

 

'Aside' Post | By on 3 giugno 2017