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   presentazione "3 giorni di fine estate"  

 

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Si scrive Zes, si legge zona economica speciale. È la nuova frontiera per chi vuole attrarre investitori allettati da interessanti agevolazioni fiscali. E di Zes ultimamente se ne sta facendo un gran parlare perché l’italia ha finalmente deciso di adottarle e di farlo in grande stile, prevedendone due per regioni.

Taranto, città alle prese con il tentativo di scrollarsi indosso l’etichetta di one company town, caratterizzata dalla monocultura industriali, è stata inserita tra le destinatarie di Zes. Ma occorre fare un fretta se non si vuole perdere, a detta di tutti, un’opportunità importante, per non dire vitale.

Per meglio comprendere i  vantaggi e il contributo che le Zes possono portare ai territorio, l'associazione “Le città che vogliamo", è con lei il consigliere regionale Gianni Liviano, hanno organizzato,  nell’ambito della consueta “Tre giorni di fine estate", un incontro sull’importanza di questo strumento al quale sono stati invitati ad intervenire il dott. Juan Torrents, presidente della Federazione mondiale delle Zone franche e delle Zone economiche speciali (Femoza); l’avv. Maurizio D’Amico, segretario generale dell’Advisory Board della Federazione mondiale della Zone franche e delle Zone economiche speciali; l’assessore Acito del comune di Matera; l’on. Ludovico Vico; il prof. Aldo Berlinguer, Ordinario di Diritto comparato all’Università degli studi di Cagliari; il dott. Cosimo Damiano La Torre, presidente dell’Ordine dei commercialisti.

Un dibattito a più voci per parlare di uno strumento che costituisce anche il cuore della costituenda legge regionale speciale per Taranto, un’intuizione del consigliere regionale Liviano,  coordinatore del tavolo tecnico della legge per Taranto, che alla Zes ha cominciato a lavorare, coadiuvato da un gruppo di lavoro, ancor prima che il governo approvasse il decreto “Resto al Sud".

Le Zes, infatti, per la maggiore capacità di catalizzare investimenti diretti esteri grazie alla concessione di agevolazioni fiscali, finanziarie, amministrative ed infrastrutturali, si sono rivelate un efficace strumento di accelerazione economica, rispetto al modello classico di zona franca doganale, risultando più attraenti per la business community. L'introduzione di questi formidabili strumenti di accelerazione economica in Italia, cambierebbe il ruolo del Paese nel Mediterraneo: non più solo «porta dell’Europa» ma fulcro e volàno dell’economia euro-mediterranea.

Argomenti, questi ultimi, trattati dall’avv. Maurizio D’Amico, autore, tra l’altro, di un interessante ebook dal titolo “Le zone economiche speciali una straordinaria opportunità per il rilancio dell’economia in Italia".

Italia chiamata a svolgere un ruolo importante all’interno dell’ambizioso progetto cinese One Belt One Road (la riedizione dell’antica Via della Seta) che prefigura interessanti opportunità di aumento degli interscambi commerciali fra l’Estremo Oriente e l’Italia attraverso il diretto coinvolgimento del suo apparato logistico-portuale nella cosiddetta Via della Seta Marittima, e di conseguenza accresce le aspettative della Penisola circa un concreto rilancio del suo ruolo di Paese centrale (anche non soltanto per ragioni geografiche) nel delicato scacchiere politico-economico del Mediterraneo.

E se il nostro Paese può svolgere un ruolo importante ancor di più può svolgerlo Taranto, naturale porta del Mediterraneo e tappa fondamentale sulla via della seta.

“Con questa iniziativa – ha spiegato il consigliere regionale Gianni Liviano – vogliamo provare ad essere costruttori di futuro, a far reagire la città facendole fare uno scatto verso il futuro. In quest’ottica si inserisce il progetto della legge regionale speciale per Taranto che, al suo interno, prevede la costituzione di una zona economica speciale”. Ma occorre far presto, la Regione deve, entro il mese di ottobre, proporre le candidature di Taranto e di Bari-Brindisi.

Occorre far presto e occorre dipanare subito anche l’amletico dubbio se realizzare una Zes unicellulare  o accettare la proposta di una Zes interregionale con la Basilicata e con Matera in particolare. Un progetto, quest’ultimo, che non incontra i favori di tutti gli attori in campo.

Argomenti discussi nel corso della serata non prima di aver ascoltato l’intervento di Juan Torrents, presidente della Federazione mondiale delle Zone franche e delle Zone economiche speciali (Femoza), il quale ha spiegato come l’Italia può giocare un ruolo importante non solo in ottica Cina ma anche, per esempio,  con l’Iran con uno sguardo alla vicina Africa destinata a svolgere, in un immediato futuro, zona di importanti investimenti. “Ma quello che è veramente importante – ha detto Torrents – è la posizione strategica nonché le infrastrutture. Posso assicurare che il quadro di riferimento delle Zes deve partire dalla città e dalla collaborazione tra gli enti locali. Serve un lavoro sinergico, da questo non si può prescindere”.

Insomma, occorre farsi trovare preparati perché, come dimostrato in quei paesi europei, Polonia in testa, dove le zone economiche speciali stanno funzionando a pieno regime, i benefici si possono toccare con mano.

Sì, ma Taranto? Secondo Torrents, il cuore della Zes deve essere a Taranto ma con situazioni satellitari nei paesi vicini. Questo, ha rimarcato Torrents, contribuirebbe “a creare nuovi posti di lavoro".

Fisco, strutture logistiche, Zes. Ne ha parlato il prof. Berlinguer che è tra quelli che pensa che il fisco non deve essere il primo punto di partenza ma che a anche vero che in Italia la pressione  fiscale è pesante per cui le zone economiche speciali hanno nella loro mission quello di abbattere, attraverso una finanza agevolata, questa pressione. Ma serve anche lo sportello unico doganale e lo sportello unico amministrativo il cui compito deve essere quello di accelerare tutte le procedure in grado di allettare gli investitori. Poi le strutture logistiche con Taranto “che con il suo porto può svolgere un ruolo importantissimo. Ma il tessuto economico locale o si attrezza o muore visto l’attivismo di altre realtà frontaliera. E la Zes deve imprimere un’accelerazione anche su questo versante. Ma le nuove imprese non si attirano se non si curano le ferite ambientali altrimenti non siamo attrattivi. Occorre, però,  essere ingegnosi e attrarre tutte quelle che hanno a che fare con il porto, pensando a start-up che magari si dedicano a risolvere le diseconomie all’interno del porto. Taranto – ha concluso Berlinguer – deve ricondurre questo tema ad un dibattito politico, non pre-elettorale, dove le istituzioni si siedono intorno ad un tavolo e si dicono: cosa possiamo fare insieme, ragionando, magari, nell’ottica della macroregione”.

Passaggi ripresi dal presidente dell’Autorità di sistema portuale dello Jonio, avv. Sergio Prete, il quale ha spiegato come le Zes sono state pensate per ridare slancio e competitività soprattutto ai porti del mezzogiorno d’Italia e ha rimarcato come tutta la prima fase “è di competenza delle istituzioni, in prima battuta della Regione, che dovrà procedere alla candidatura delle aree e a redigere il piano strategico. All’autorità di sistema portuale spetterà il supporto tecnico e i servizi amministrativi e finanziari per le imprese che intenderanno insediarsi nella Zes. Ma la prima discriminante sono gli investitori che, prima di usufruire dei benefici fiscali, dovranno investire significativamente. Soltanto dopo avranno nel credito di imposta benefici che si spalmeranno negli anni successivi". Per quanto riguarda l’aspetto ambientale, Prete ha rimarcato le difficoltà che potrebbero scontare gli investitori per via di procedure lunghe e onerose.

Le Zes già esistenti o i progetti di nuova realizzazione negli Stati della sponda meridionale del Mediterraneo (come ad esempio la Zes del Nuovo Canale di Suez), ha spiegato, invece, l’avv. D’Amico, rischiano di produrre conseguenze dirompenti rispetto ad importanti scali euro-mediterranei, in particolare quelli italiani. Innanzitutto, ha aggiunto, “non bisogna incorrere nell’errore di pensare che le Zes portino solo agevolazioni fiscali perché così non è”.

Lo scenario internazionale rivela una dinamica propensione di molti Governi di Stati terzi all’utilizzo delle zone economiche speciali, e delle zone franche in generale, avvantaggiati dall’incomparabile libertà di poter decidere sull’opportunità o meno di ricorrervi per contribuire a risollevare la situazione economica, commerciale e sociale, dei propri Paesi avvalendosi esclusivamente di ragioni di carattere economico e politico, e “senza l’obbligo di osservare la regolamentazione dell’Unione Europea sugli aiuti di Stato. La realizzazione di Zes competitive a livello internazionale, compatibilmente con la normativa unionale sugli aiuti di stato e sulla concorrenza, – ha aggiunto D’Amico – non è impossibile, come dimostrano alcuni esempi di successo nell’Unione Europea, primo fra tutti la Polonia che, anche grazie a ciò, intorno al 2012 ha assunto una capacità attrattiva tale da classificarla al terzo posto al mondo dopo Cina e Usa”.

Il perché di un asse con Matera l’ha spiegato l’on. Ludovico Vico. “A che serve un porto? Per caricare e scaricare merci e anchen passeggeri. Il porto di Taranto ha centrato la sua storia sull’import. Con la Zes il ragionamento va invertito: accanto all’import c’è bisogno dell’export per cui il porto di Taranto potrebbe diventare piattaforma per chi ha interesse a potenziare questo secondo aspetto. La retroportualità è molto importante ma lo è ancora di più il fatto di avere una ferrovia che entra nel porto e lo scalo di Taranto ha questi due aspetti rafforzati dall’intermodalità che è presente nella vicina Ferrandina”. Messa così si potrebbe dire che il dado è tratto ma serve un piano strategico “che sia uguale per Taranto e Matera. Alzare muri contro la movimentazione delle merci – ha sottolineato l’on. Vico – è ridicolo per cui non capisco questo ostracismo nei confronti della vicina Matera”. Di qui l’auspicio che “Regione Puglia e Regione Basilicata abbiano un piano comune per una Zes interregionale. Se dovessero traccheggiare – ha poi concluso Vico – chiederemo l’intervento diretto della presidenza del consiglio dei ministri”.

Le esigenze delle imprese sono stata rappresentate dal presidente dell’Ordine dei commercialisti,  Cosimo Damiano Latorre, e dall’ing. Carroccia dell’Asi. E sulle Zes da tempo i commercialisti tarantini stanno lavorando. “A volte – ha detto Latorre – ho la sensazione che la cosa vengano prese al rovescio. Secondo me prima bisogna pensare agli obiettivi poi agli strumenti per raggiungerli”. E sulla querelle Taranto-Matera, Latorre ha ribadito come la dotazione finanziaria messa a disposizione per le Zes “non sia dell’altezza del progetto. Se immaginiamo un progetto molto grande, con risorse povere corriamo il rischio di partire zoppi. Per cui alla politica dico di essere coraggiosi e di individuare l’obiettivo anche a costo di dover rinunciare ad altro".

Ma per fare una Zes “occorre un piano strategico altrimenti vale tutto e il contrario di tutto”, ha sottolineato invece l’ing. Carroccia dell’Asi.

Sulle recenti dichiarazioni del sindaco di Taranto, Melucci, l’assessore Acito del Comune di Matera ha puntualizzato, anche lui, l’importanza del piano strategico per attivare processi di sviluppo e di investitori terzi che arrivano in Puglia e in  Basilicata e trovano strutture oltre che incentivi fiscali. “A Matera – ha detto l’assessore – stiamo facendo un’altra operazione: se l’obiettivo è creare posti di lavoro e fermare la fuga di cervelli dobbiamo guardare oltre. Siamo capitale europea della cultura che sta vivendo un’esplosione turistica deve innescare un  processo più ampio. Per questo stiamo puntando moltissimo sull’innovazione tecnologica, come il 5G che permetterà di svolgere operazioni chirurgiche a distanza o guida assistita delle automobili, e sulle imprese culturali e creative che migliorino il prodotto turistico. Tutto questo serve a creare un modello di sviluppo esportabile e la Zes può essere un valido strumento".

 

 

 

 

 

 

'Aside' Post | By on 1 ottobre 2017

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Liviano a “Le vie del mare”: Taranto, destinazione felicità

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Reinterpretare la storia del Mediterraneo e metterlo a sistema in un progetto transfrontaliero. Una linea mediterranea che restituisce centralità al Sud dove Taranto torna ad essere città magna in un sistema integrato con Gallipoli, Crotone, Sibari, Policoro.

Insomma, una visione da Sud che restituisca un ruolo fondamentale alla città dei due mari. Un obiettivo che  è stato al centro del convegno organizzato martedì a Taranto,  nell’aula magna dell’Istituto “Pacinotti”, dall’associazione “Visioni da Sud” sul tema “Le vie del mare, una modernità senza tempo di una Terra Magna” al quale ha partecipato il consigliere regionale Gianni Liviano.

Taranto balcone della storia d’Europa,  dunque, città di arrivo e partenza della linea adriatica che diviene il porto della cultura dell’Italia e dell’Europa. Una città che deve guardare all’Italia e all’Europa con una sua visione propositiva e progressista, capofila di un Sud che vuole recuperare il suo storico ruolo di Terra Magna in una prospettiva di sviluppo futuro attraverso una riflessione storico-geografica-culturale che possa recuperare e reinterpretare la modernità della Magna Grecia. E le rotte marittime del golfo di Taranto rappresentano ancora oggi la più moderna infrastruttura che collega l’Europa all’Oriente attraverso il mar Piccolo.

Se si utilizzasse un aliscafo da Taranto si potrebbe raggiungere Crotone in due ore e mezzo, Policoro in cinquanta minuti, Sibari in cinquantasei, utilizzando, appunto,  le cosiddette vie del mare che vogliono rappresentare in modo alternativo di interpretare il cambiamento in quanto complementari alle vie di terra verso le quali spesso riponiamo tutta la nostra attenzione.

Del resto, ha ribadito nel suo intervento il consigliere regionale Gianni Liviano, che Taranto da città sul mare debba diventare città di mare è fuori discussione oltre ad essere sotto gli occhi di tutti. Vogliamo provare tutti insieme – ha aggiunto Liviano – ad immaginare la Taranto del 2020 andando a confrontarci in maniera critica e operativa con chi questa visione l’ha già costruita e con chi in questi anni la sta realizzando. Pensiamo a città come Bilbao, che nel cambiamento radicale ha avuto la sua rinascita, o a Torino, che ha storicamente vissuto il dualismo industria versus turismo e ambiente e ha saputo reinventarsi come città leader del terziario avanzato e tra le realtà di eccellenza dell'offerta turistica del nostro Paese.  Nuove prospettive: questo è quanto noi vorremmo proporre alla nostra città volendo davvero andare al di là dei luoghi comuni  di città brutta, sporca e cattiva, provando a valorizzare le grandi potenzialità che possiede e i grandi interessi, socio-culturali innanzitutto, che essa può suscitare. Ed è questo l’obiettivo della legge regionale speciale per Taranto che stiamo provando a costruire”.

Nuove prospettive come quella, ha sottolineato il consigliere regionale tarantino, “di provare a immaginare una filiera formativa della nautica sul territorio di Taranto. Questa idea è assolutamente coerente con l'asset strategico della legge speciale per Taranto che, come sapete, stiamo cercando con la Regione di costruire per immaginare un passaggio da Taranto città sul mare a città di mare. Per cui, se questo è l'asset strategico prescelto, se questa è la priorità nella vision di una prospettiva futura della comunità ionica, allora anche la filiera formativa deve essere coerente con l’idea che abbiamo di futuro”.

Per far questo, ha poi puntualizzato Liviano, serve “un luogo “che ospiti l'intera filiera formativa della nautica unitamente ai numerosi laboratori (Open Space, laboratorio di simulazione navale, laboratorio  planetario, laboratorio monitoraggio marino, laboratorio impianto pilota di biologia marina,  laboratorio di educazione marinara,  di far lab, di tappezzeria nautica), per la realizzazione dei quali un’unica rete di soggetti locali, con capofila la scuola Archimede, ha ottenuto un finanziamento di 750mila euro. Il progetto di filiera nautica – ha aggiunto Liviano – prende le mosse  dall’esistente, ovvero dall’indirizzo di Trasporti e Logistica già  da tempo attivo nell’Istituto Archimede di Taranto fino ad un Master di I livello sul Disegno nautico a cura del Politecnico di Bari al quale si deve accostare l’implementazione a Taranto della facoltà del Mare dell’Università degli studi di Bari. Si tratta adesso – ha concluso Liviano – di mettere a sistema questa proposta e anche di valorizzarla a livello di marketing perchè avrebbe un significato nell’immaginario collettivo innanzitutto di recupero di fiducia da parte della comunità e, sicuramente, di bellezza e di utilità della proposta”.

Taranto, destinazione felicità: questo l’obiettivo sul quale  il consigliere regionale Liviano è pronto a giocare tutte le sue carte ma per raggiungere il quale è  necessario “che voi ragazzi – ha detto rivolgendosi ai numerosi studenti presenti nell’aula magna dell’Istituto Pacinotti – prendiate consapevolezza delle vostre potenzialità, che a Taranto si può lavorare per farla crescere”.

'Aside' Post | By on 23 maggio 2017

3-5 Maggio : Fondazione Fitzcarraldo porta a Taranto ArtLab

come annunciato il 24 Aprile  , ArtLab17 è in corso a Taranto e Matera in questi giorni

Liviano ad ArtLab: “Taranto è un cantiere aperto in cui costruire prospettive di futuro”

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“La defiscalizzazione fine a se stessa da sola non basta perchè non è abbastanza attrattiva per i potenziali investitori per cui la Zes deve prevedere altro al suo interno. Ovvero, deve contenere diversi attrattori all’interno dello stesso contenitore”.

A ribadirlo è stato il consigliere regionale Gianni Liviano durante il suo intervento al workshop sul tema “Forme di fiscalità di vantaggio territoriali per le imprese culturali e creative” organizzato nell’ambito di ArtLab, piattaforma indipendente al servizio dell’innovazione e delle pratiche culturali, in corso a Taranto nella sede del Dipartimento studi giuridici dell’Università di Bari. Workshop introdotto e moderato da Aldo Berlinguer, ordinario di Diritto comparato all’Università di Cagliari, al quale sono intervenuti il Magnifico Rettore dell’Università di Bari, Antonio Felice Uricchio, il dott. Franco Broccardi, Bbs Lombardia commercialisti associati, Donato Giuliani, Regione Nord Pas de Calais, Filippo Tresca, dottore commercialista e revisore legale.

Ma perché la Zona economica speciale, allargata alle imprese culturali creative per renderla ancora più efficace e attrattiva, può diventare davvero il grimaldello per il rilancio economico e per la rigenerazione urbana di Taranto?

A spiegarlo ci ha pensato Gianni Liviano. “Taranto – ha detto il consigliere regionale tarantino – è un cantiere aperto in cui i cittadini hanno preso atto dell'urgenza di costruire nuove prospettive di futuro, ma si tarda a colmare le distanze tra le aspettative di diversificazione e di promozione con scelte concrete e visibili. Taranto – ha aggiunto Liviano – è una non comunità, una città che trova sintesi più nel lamento condiviso che nella progettualità. È una città i cui abitanti sono più abituati a ragionare di pancia (emotivamente) che di testa (razionalmente). Per cui pensare, progettare e riflettere sul ruolo che arte e cultura hanno per la coesione sociale, lo sviluppo economico e la crescita civile dei territori, diventa sicuramente uno strumento che può aiutare questo cantiere aperto, che è Taranto, a prendere coscienza delle sue potenzialità, a ricostruire coesione sociale, a restituire fiducia nel futuro”.

E proprio sul capitale umano, ha sottolineato ancora Liviano,  occorre lavorare “cominciando con il rimettere al primo posto il senso di responsabilità piuttosto che le aspirazioni personali”. Insomma, basta battitori liberi e “novelli Masaniello che sanno parlare soltanto alla pancia della gente”. Ma anche una offerta formativa particolarmente valorizzata “può diventare un fattore necessario per ricompattare la comunità. Questo è il momento  – ha aggiunto ancora Liviano – in cui il senso di responsabilità dovrebbe prevalere rispetto ai piccoli calcoli di bottega. L'ansia di farsi costruttori di futuro, di costruire concrete prospettive di diversificazione economica, di riscattare un'autentica rigenerazione urbana, che è fortemente collegata alla rigenerazione umana, di valorizzare identità condivisa, di compattare una città che fa fatica ad essere coesa è la sfida cui tutti  siamo chiamati mettendo da parte l’io in favore del  noi. Dobbiamo indirizzarci – ha concluso il suo intervento Gianni Liviano – verso percorsi di responsabilità e la legge regionale speciale per Taranto, e con essa la previsione di una zona a fiscalità di vantaggio, la Zes appunto, può essere un'importante occasione da non disperdere”.

Dal 3 al 5 Maggio a Taranto l’edizione 2017 di ArtLab. Liviano: “ArtLab è sicuramente uno strumento per aiutare Taranto a prendere coscienza delle sue potenzialità”

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Un unico appuntamento, due regioni e due città: a Taranto per contribuire al cantiere della rigenerazione a base culturale della città e del Sud mentre a Matera per alimentare il percorso di avvicinamento alla Capitale Europea della Cultura 2019.

Tutto questo è ArtLab ,la più importante piattaforma indipendente, ideata dalla Fondazione Fitzcarraldo, al servizio dell’innovazione delle politiche, dei programmi e delle pratiche culturali, mediante il dialogo strutturato tra gli stakeholder dell’ecosistema creativo e culturale e la contaminazione con altri settori, in una prospettiva internazionale, che per l’edizione 2017 ha deciso di lasciare Lecce per trasferirsi sulle rive dello Jonio. Una decisione frutto anche della proposta, poi sposata in piena, avanzata al presidente della fondazione Fitzcarraldo, Ugo Bacchella, dal consigliere regionale tarantino, Gianni Liviano.

“Non posso che ringraziare la Fondazione Fitzcarraldo per aver pensato anche a Taranto come luogo dove svolgere questa edizione di ArtLab.  La nostra città è un cantiere aperto in cui i cittadini hanno preso atto dell'urgenza di costruire nuove prospettive di futuro, ma si tarda a colmare le distanze tra le aspettative di diversificazione e di promozione con scelte concrete e visibili. Taranto – aggiunge Liviano – è una non comunità, una città che trova sintesi più nel lamento condiviso che nella progettualità. Taranto è una città i cui abitanti sono più abituati a ragionare di pancia (emotivamente) che di testa (razionalmente). ArtLab,  luogo per pensare, progettare e riflettere sul ruolo che arte e cultura hanno per la coesione sociale, lo sviluppo economico e la crescita civile dei territori, – conclude Liviano – è sicuramente uno strumento che può aiutare questo cantiere aperto, che è Taranto, a prendere coscienza delle sue potenzialità, a ricostruire coesione sociale, a restituire fiducia nel futuro”.

Nata nel 2006 a Torino, negli anni si è consolidata come la principale occasione in cui operatori culturali, società civile, amministratori pubblici, imprese e policy makers condividono esperienze e conoscenze: un’opportunità unica di sviluppare idee, confrontare programmi, esperienze, progetti, far rete, individuare partner.

ArtLab si caratterizza per la prospettiva internazionale, ospitando all’interno delle diverse tappe riunioni di reti culturali, presentazioni di progetti europei e transnazionali, dibattiti su programmi, politiche e dinamiche dei mercati globali, interventi di artisti, manager, professionisti e rappresentanti delle organizzazioni sovranazionali, protagonisti di esperienze significative e ispiratrici. Il percorso intrapreso è condiviso e sostenuto da una rete ampia ed eterogenea di partner che concorre attivamente alla programmazione dei temi e alla realizzazione degli eventi. Partecipano alla rete fondazioni grant making e operative, imprese, agenzie governative, reti culturali europee, agenzie di promozione delle imprese creative e culturali, associazioni professionali e di categoria.

A Taranto è previsto un seminario residenziale delle 72 imprese culturali vincitrici del bando Funder 35;  l’esame di programmi di promozione e valorizzazione di attività e beni culturali; focus sull’opportunità di crescita per le imprese culturali nel Ciclo di programmazione 2014-20; forme di fiscalità di vantaggio territoriali per le imprese culturali e creative; beni culturali e sviluppo territoriale; confronto internazionale su programmi di rigenerazione urbana a base culturale; il ruolo delle Camere di Commercio nella valorizzazione del patrimonio culturale; esame si progetti integrati territoriali/locali per la valorizzazione culturale nelle regioni Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sicilia a confronto.

Il tutto tenendo presente cinque linee guida: generare geografie di pensiero, produrre fatti e impatti; ampliare il dialogo con i territori; rafforzare la rete dei partner; consolidare la dimensione internazionale; diffondere le conoscenze.

Resoconto incontro del 6 aprile con Ruscitto su Sanità

Ruscitti all’incontro di Liviano: “Stanziati i 70 milioni di euro per i macchinari ma il Governo ancora non li eroga”
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documentazione video su 

“La Regione Puglia, purtroppo,  in questi anni è stata costretta a rincorrere gli eventi, penso al disastro ferroviario di Andria con l’ospedale del luogo che, seppur con mille problemi, è riuscito a consentire un intervento ottimale grazie alla professionalità di medici e paramedici, e questo non può che riverberarsi e a rispondere a cose che non abbiamo programmato. Però questo rincorrere è faticoso e costringe gli operatori costantemente a sacrificare la propria attività e a confrontarsi con organici ridotti. Questo, ovviamente, impedisce alla Regione di programmare. Il fatto di aver dovuto mettere mano al terzo piano di rientro la dice tutta su quelle che sono le difficoltà del comparto”.

Giancarlo Ruscitti, direttore del dipartimento Promozione della salute della Regione Puglia, sembra Andrea Barzagli mentre spazza dall’area di rigore un pallone pericoloso. Nel sala riunioni dell’associazione “Le città che vogliamo”, il responsabile della sanità pugliese è sottoposto ad un fuoco di fila di domande fattegli da addetti al lavoro, da quei medici tarantini che all’ordinarietà delle malattie sono costretti ad aggiungere la straordinarietà di un’incidenza tumorale senza precedenti, il tutto da affrontare con armi spuntate, con fucili caricati a salve perchè quotidianamente devono fare i conti con la carenza di personale, con macchinari datati che, un giorno sì e uno no, si bloccano all’improvviso costringendo i pazienti a tornare a casa o a rivolgersi a strutture ospedaliere extraprovinciali.

Con lui, giovedì sera, c’erano il consigliere regionale Gianni Liviano, organizzatore della serata che aveva come tema “Taranto, la città, le strutture, le persone: ma la Sanità funziona? Esperienze di medici, tecnici, associazioni e cittadini”, e il direttore generale della Asl, Stefano Rossi.

“Stiamo provando a raccontare stasera a noi stessi e al dott. Ruscitti e al dott. Rossi – ha esordito il consigliere regionale Gianni Liviano – ulteriori punti di vista, a restituire a noi stessi  una sorta di fotografia della Sanità a Taranto, ascoltando più voci, quelle delle persone che partano dallo propria esperienza ospedaliera  ma anche quelle dei medici del territorio e delle associazioni di volontariato. Insomma, l’idea è quella di un focus sulla situazione sanitaria per cercare, tutti insieme, di provare a fornire risposte e proporre idee per il miglioramento del servizio”.

“Dal 2004 – ha sottolineato il dott. Ruscitti – la Regione Puglia ha subìto tagli di organici e ciò ha impedito, di fatto, il turn-over. Le Regioni del sud, e in particolare la Regione Puglia, stanno chiedendo con forza un riequilibrio sia della parta economica destinata alla popolazione residente che della forza lavoro che può essere impiegata”.

Ma tanti sono stati i tasti dolenti che il dott. Ruscitti ha dovuto affrontare rispondendo alle numerose domande. Come nel caso dei 70 milioni di euro necessari per l’acquisto di nuove apparecchiature sanitarie o sulla vexata questio della costruzione dell’ospedale San Cataldo o, ancora, del Pronto soccorso dell’ospedale “SS. Annunziata” che rischia l’implosione per finire con l’enedemica carenza di organici che vede la sanità tarantina operare attingendo ad una pianta organica di 4.500 unità a fronte di un fabbisogno di 6mila.

Nel primo caso, Ruscitti ha spiegato le difficoltà nel ricevere risposte dal Governo che quelle somme le ha stanziate ma non le ha ancora erogate nonostante il pressing della Regione. “Se i ministeri competenti non si pronunciano è ovvio che quelle risorse stanziate noi non le possiamo spendere. Mi auguro – ha detto ancora Ruscitti – che la situazione si sblocchi al più presto, spero entro il mese di maggio, in modo da poter bandire le gare entro la fine dell’autunno per poi poter acquistare i nuovi macchinari e renderli operativi già nei primi mesi del prossimo anno”.

Sulla specializzazione del personale (“necessaria perchè in molti casi i bandi della Asl sono andati deserti proprio per la mancanza di specifiche figure professionali”) il direttore del dipartimento Promozione della salute ha annunciato che è stata avviata una collaborazione con le Università di Bari e Foggia. Altra criticità rilevata è stata quella relativa ai pensionamenti: “Avevamo previsto – ha evidenziato Ruscitti – una percentuale di pensionamenti dell’1,7%. Ci siamo trovati di fronte, invece, al 4% delle persone che sono andate vie e le cifre del 2018 ci parlano di una forza lavoro in uscita pari al 6%. Questo significa che nei prossimi 5-6 anni circa il 40% della forza lavoro della sanità pugliese sarà pensionata, con gravi ripercussioni sui cittadini e su una popolazione sempre più anziana dal momento che la nostra regione è costretta a rincorrere gli altri sul terreno della natalità”. Nonostante questo, “stiamo sbloccando i concorsi, stabilizzando i precari, stiamo utilizzando anche soldi non rinvenienti da fondi sanitari”

Questione San Cataldo: i soldi ci sono, ha tranquillizzato Ruscitti, e il nuovo nosocomio “non comporterà la disintegrazione del SS. Annunziata mentre il Moscati è destinato a diventare Polo oncologico”. Per cui, Taranto avrà un polo ospedaliero con il San Cataldo, “moderno e efficiente”, il SS. Annunziata, “destinato alle cronicità”, e il Moscati. Mentre per quanto riguarda il Pronto soccorso del SS. Annunziata (“il nosocomio è un vero e proprio cubo di Rubik, se tocchi da una parte va in crisi un’altra”) è allo studio un sistema compatibile “dal punto di vista infrastrutturale, certamente non facile visto come inserito all’interno del tessuto urbano”.

Il vero problema, ha fatto invece notare il direttore generale Asl, Stefano Rossi, è “che il fabbisogno è aumentato” mentre “il personale si è contratto” per cui bisogna essere consapevoli “che bisogna intervenire senza se e senza ma tagliando laddove ci sono sprechi e, in questa direzione, dobbiamo remare tutti insieme” il tutto unito “a un cattivo uso del servizio sanitario da parte del cittadino”.

 

RESOCONTO – 20 mesi in regione

 

Venti mesi di attività in Regione raccontati attraverso gli articoli di stampa. Così, venerdì sera, Gianni Liviano ha scelto di dare conto, ad elettori e simpatizzanti, di quanto fatto fino ad oggi come consigliere regionale per la città di Taranto.
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E la gente ha risposto, affollando la saletta dell’associazione “Le città che vogliamo”, di cui Liviano è presidente onorario.

“Alle  scorse elezioni regionali – ha esordito Liviano – molti tra voi mi hanno votato. È trascorso ormai un anno e otto mesi da quelle elezioni – ha aggiunto il consigliere regionale – e avverto il desiderio, che è anche il bisogno, di darvi conto di quello che ho provato a fare in questo tempo. E ho deciso di farlo attraverso una raccolta  degli articoli che in questo periodo, nel bene o nel male, hanno parlato di me, delle scelte fatte, delle cose realizzate o avviate, dei successi ottenuti, che hanno portato grande gioia”.

Duecento articoli circa, risultato di una scrematura piu’ ampia, fatta da quasi mille ritagli stampa e da lanci dell’agenzia regionale, per raccontare di un’esperienza nata con l’elezione, il 2 giugno del 2015, in consiglio regionale, proseguita con l’incarico alla guida dell’assessorato all’Industria culturale e turistica (esperienza, purtroppo, breve ma ricca di risultati positivi per il territorio ionico) fino al ruolo di consigliere regionale di maggioranza con il gruppo Emiliano sindaco di Puglia culminato, per il momento, con l’incarico di coordinatore, assegnatogli con delibera di Giunta,  del tavolo tecnico per la legge regionale speciale per Taranto.

Dall’esposizione degli Ori  di Taranto a Expo 2015 alla valorizzazione della rete degli ipogei pensando alla “Taranto sotterranea”; dalla legge sulla produzione e commercializzazione della canapa industriale passando attraverso una lunga serie di interrogazioni e mozioni con le quali sono stati accesi i riflettori sui problemi della città come la necessità di procedere alle assunzioni all’Arpa per permettere alla sede di Taranto di affrontare al meglio le problematiche ambientali, giusto per citare l’ultima in ordine di tempo: questo il racconto di un’avventura “che mi ha visto impegnato, senza lesinare sforzi, nel costruire bellezza e felicità, che è poi stato il leit motiv della mia campagna elettorale, per una comunità troppo ripiegata su se stessa e pronta a consegnarsi ad una deriva disfattista, ostaggio dell’antinomia occupazione contro salute”.

Ecco da cosa è nato il progetto, “largamente condiviso dal presidente della Regione, Michele Emiliano, e dalla giunta”, di costruire una legge speciale per Taranto: “il destino delle One Company Town – ha spiegato Liviano – appare segnato quasi sempre da grandi investimenti industriali, dalla generazione di ricchezza distribuita ma anche dalla distruzione di risorse identitarie e fattori competitivi originali, dall’accelerazione dell’attrattività urbana anche oltre i confini territoriali, all’abbandono urbano e al degrado dei processi di de-industralizzazione legati alla fase discendente del ciclo di vita degli investimenti di grandi industrie. Dalla incorporazione di nuove competenze  professionali alla dissipazione di profili professionali tradizionali e alla perdita della spinta innovativa del tessuto economico e sociale. Dall’innalzamento repentino del tenore di vita di una comunità al progressivo lacerarsi della sua coesione sociale nei tempi della crisi. E Taranto non sfugge a questo destino e, se può dirsi, lo accentua nei suoi fenomeni più dirimenti”.

L’articolato della legge è ormai pronto, “grazie anche alla collaborazione dell’Ufficio legislativo della Regione Puglia nelle persone del dott. Corvasce e Ricapito”, insieme alla relazione di accompagnamento che detta le linee guida per il costruendo piano strategico. La legge attende soltanto di sbarcare in Giunta per la sua approvazione, “cosa che dovrebbe avvenire a breve in quanto sta per essere calendarizzata”.

Non solo legge speciale per Taranto. Perchè Liviano ha al suo attivo la presentazione della proposta di legge per la produzione e commercializzazione della canapa industriale, il cui testo è all’esame delle commissione competente per poi passare al vaglio del Consiglio regionale per la definitiva approvazione; la valorizzazione della rete degli ipogei che vede la Regione Puglia coinvolta in prima persona; le mozioni, votate all’unanimità dal Consiglio regionale, per il mantenimento della sede della Soprintendenza a Taranto, una, e per l’inserimento dell’area ionica nel percorso della via Francigena, l’altra. Senza dimenticare i gravi problemi ambientali e sanitari che affliggono Taranto con gli interventi fatti nei confronti del Consiglio e della Giunta perchè il reparto di Radioterapia dell’ospedale “Moscati” venga dotato di nuovi acceleratori lineari “in modo da poter offrire risposte adeguate, e senza allungamento dei tempi di cura, alle sempre piu’ crescente domanda di cure”. Iniziativa culminata nel reperimento dei fondi necessari per l’acquisto do una nuova macchina. E poi la presa di posizione perchè l’aeroporto “Arlotta” venga aperto anche ai voli civili e tanto altro ancora.

E, poi, l’esperienza agro-dolce dell’assessorato all’Industria culturale e turistica. Esperienza “che mi ha segnato molto (il riferimento è al ritiro della delega dopo appena due mesi per una vicenda risultata, poi, infondata, legata all’organizzazione degli Stati generali del turismo e della cultura, ndr.) ma che, al tempo stesso, mi ha insegnato tanto”.

Due mesi contrassegnati dall’importante successo dell’iniziativa, fortemente voluta da Liviano,che ha visto la presenza di alcuni pezzi della collezione degli Ori di Taranto, attualmente in esposizione al MarTa, nel padiglione della Regione Puglia all’interno di Expo 2015, a Milano. “In quella occasione – ha spiegato il consigliere regionale – abbiamo provato ad accendere emozioni per Taranto, a spingere i visitatori a venire a Taranto per ammirare il resto della collezione. L’obiettivo era quello di fare marketing territoriale e gli Ori di Taranto sono dei beni potenzialmente attraenti”. In sedicimila, poi, hanno ammirato i pezzi in esposizione, sedicimila persone in cinque giorni di permanenza degli Ori a Milano.

Tra le soddisfazioni, poi, quella di aver contribuito, sempre da assessore, al salvataggio dell’Istituto musicale Paisiello, per il quale si agitava sempre piu’ incombente lo spettro della chiusura, e il recupero dei fondi europei per la ristrutturazione del cinema Fusco.

Un anno e otto mesi di adrenalina pura. Ma la storia non finisce qui.

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20 mesi in Regione Puglia

“Vi do conto dei miei 20 mesi in Regione”, Gianni Liviano incontra a Taranto amici e simpatizzanti

(in fondo alla pagina richiesta fascicolo)

………..

Dall’esposizione degli Ori di Taranto a Expo 2015 alla valorizzazione della rete degli ipogei pensando alla “Taranto sotterranea”; dalla legge sulla produzione e commercializzazione della canapa industriale fino all’ambiziosa legge regionale speciale per Taranto che, ormai, sta per vedere la luce. Il tutto passando attraverso una lunga serie di interrogazioni e mozioni con le quali sono stati accesi i riflettori sui problemi della città come la necessità di procedere alle assunzioni all’Arpa per permettere alla sede di Taranto di affrontare al meglio le problematiche ambientali.

Tutto questo racchiuso in “20 mesi di buone prassi”, questo il tema dell’iniziativa organizzata dal consigliere regionale Gianni Liviano per venerdì 24 marzo, alle ore 18.30, nella sede di via Fiume 12, quando, appunto, incontrerà amici e simpatizzanti dell’associazione “Le città che vogliamo” per raccontare la sua esperienza in Regione.

“Alle scorse elezioni regionali – scrive Liviano in una lettera aperta alla città – molti tra voi mi hanno votato. È trascorso ormai un anno e otto mesi da quelle elezioni – aggiunge il consigliere regionale – e avverto il desiderio, che è anche il bisogno, di darvi conto di quello che ho provato a fare in questo tempo. E ho deciso di farlo attraverso una raccolta degli articoli che in questo tempo, nel bene o nel male, hanno parlato di me, delle scelte fatte, delle cose realizzate o avviate, dei successi ottenuti, che hanno portato grande gioia. La ricerca di identità, il desiderio di costruire comunità, la costruzione di un piano strategico, di una vision di futuro, – conclude Liviano – saranno le direttrici lungo le quali intendo muovermi e sulle quali sto costruendo, insieme al presidente Emiliano e ai consiglieri regionali tarantini oltre agli attori economici e sociali della città, di cui sono il coordinatore del tavolo tecnico. Nella mia attività svolta in questo anno e mezzo sono partito dalla conoscenza del nostro territorio e dalla sua conservazione, dalla valorizzazione delle nostre bellezze, penso all'identità del Mar Grande e del Mar Piccolo in particolare, dalla promozione del territorio, dalla capacità di raccontare, di narrare all'esterno le bellezze, le ricchezze, le tradizioni. Penso ad un brand specifico che attrai investimenti, che fidelizzi le aziende locali perché non se ne vadano, che intercetta personale qualificato. La città è un prodotto da vendere oltre che un luogo da abitare”.

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Convegno Musealizzazione Nave "Vittorio Veneto"
dall'idea alla concretizzazione 

proseguendo il percorso della 3giorni/2016 de #lecittàchevogliamo  e con obiettivo tra gli altri della Realizzazione di una 
"Filiera Formativa Economia del Mare"  a Taranto

Giovedì 16 marzo organizzato dalla Fondazione Michelagnoli ci è stato quest'importante appuntamento al quale ha partecipato il consigliere Gianni LIVIANO

qui sotto l'intervento 
 

 

 

 

'Aside' Post | By on 18 marzo 2017

Capriulo e Liviano – Prima le Idee : Conf. Stampa #Amministrative2017

Resoconto Conferenza Stampa ( PRIMA LE IDEE)

Un nuovo metodo di governo per una Taranto aperta e solidale. È questo l’obiettivo cui tendono il consigliere regionale Gianni Liviano e il consigliere comunale Dante Capriulo. Un metodo che vada in discontinuità con i metodi di governo degli ultimi anni, fondato su persone sole al comando, e che parta da linee programmatiche condivise e che in forza di quelle individui il miglior candidato sindaco possibile in grado, da subito, di indirizzare e governare il complesso ente comunale e puntare sul coinvolgimento della Cittadinanza Attiva e sui beni comuni.

Concetti che i due esponenti politici hanno raccontato sabato mattina nel corso di una conferenza stampa tenutasi nella sede de “Le città che vogliamo” in via Fiume 12 a Taranto.

Immaginare un nuovo futuro che metta in chiaro da subito che salute, ambiente e bellezza non si barattono con nulla e che ristabilisce nuovi  rapporti con la Marina militare e con la grande industria e con le altre attività inquinanti che tradotto vuol dire che ogni modello produttivo deve rispettare la salute dei cittadini e dei lavoratori ed essere sottoposto ad autorizzazioni preventive che non siano il frutto di Aia “farlocche” o di irrealizzabili o irrealizzati piani di ambientalizzazione bensì su Valutazione integrate dell’impatto ambientale e sanitario, su modelli scientifici già elaborati dai massimi organismi nazionali come Ispra e Arpa, dando nuove opportunità e tutele ai lavoratori attualmente impiegati in Ilva.

E, ancora, sì alla rigenerazione, recupero, e riorganizzazione del patrimonio edilizio (privato e pubblico) esistente che stimoli le opportunità  (piano delle coste, mare, isole amministrative, eccetera); tenere conto che la periferia urbana non termina tra via Di Palma e via Leonida (come di recente votato dall’attuale amministrazione comunale) ma che la periferia, anche sociale, sia al centro ed abbia gli stessi diritti di cittadinanza; che i servizi primari siano assicurati a tutti i cittadini di Taranto; che i giovani non debbano scappare dalla città sia per studiare che per lavorare; che l’Università sia degna di tal nome e non un surrogato barese in perenne difficoltà; sì alla realizzazione di un piano per lo sport che restituisca dignità ad una impiantistica sportiva inadeguata e decadente.

Insomma, una piattaforma programmatica che punti ad un Comune che  funzioni attraverso la riorganizzazione della macchina amministrativa che risponda, in maniera pronta, efficace,  efficiente ai bisogni veri dei cittadini; che abbia la capacità di riorganizzare radicalmente le sue società (Amat, Amiu, eccetera); che utilizzi Patrimonio, Edilità, Commercio, porto, Attività produttive come moltiplicatori di sviluppo; che applichi una tassazione locale giusta e equa.

Pensare, questo il traguardo da cui subito dopo ripartire, una città per giovani e bambini, capace di dire stop ad ogni ipotesi di espansione urbanistica e che faccia leva sulle straordinarie opportunità naturali e locali per disegnare un  nuovo futuro economico e produttivo.

“Pensiamo ad una politica che abbia una visione del futuro, che valorizzi l’idea del noi rispetto all’io, che pensi in un’ottica di squadra che inverta la rotta, che segni un solco netto con il passato, con gli ultimi cinque anni della giunta Stefàno che è stata devastante”, sottolinea Gianni Liviano, che, pur ringraziando i tanti che, candidandosi a sindaco, vogliono dare un contributo alla città, evidenzia che “questa non è la strada giusta” perché la “frammentazione rischia di consegnare la città al Masaniello di turno, ai portatori di interessi personali”. È, allora, questo, ribadisce Liviano, “è il momento che la città si ricompatti e sfrutti il momento per pensare e costruire una nuova Taranto”.

Ricompattamento e sintesi, questi i due architravi “sui quali costruire”.

Concetti ripresi e ribaditi da Dante Capriulo. “Di alcuni candidati sindaco non conosciamo neanche la voce”, dice il consigliere comunale, che aggiunge: “Il sindaco non deve essere solo un nome ma deve essere un metodo di lavoro, un programma condiviso. Sono anni che affermiamo e ci battiamo per queste cose scontrandoci con impreparazione, incapacità. È ora che la parte migliore governi la città”.

PRIMA LE IDEE

UN NUOVO METODO DI GOVERNO. TARANTO CITTÀ’ DISINQUINATA, APERTA E SOLIDALE.

1 discontinuità con i metodi di governo degli ultimi anni, fondato su persone sole al comando, spesso dispotiche quando non isteriche;

=> necessita al contrario una stagione di partecipazione “illuminata” e non “questuante”; che il consiglio comunale diventi luogo di discussione, decisione partecipata ed indirizzo vero; bisogna disinquinare non solo l’ambiente ma anche la politica locale; valorizzando la squadra e le competenze, il NOI al posto dell’IO;

esperienza nella capacità di governare ima macchina complessa come quella comunale, con poteri e compiti immensi, migliaia di dipendenti, una decina di società partecipate, un bilancio di oltre 300 milioni di euro annui, un dissesto ancora da chiudere, un debito pregresso ancora ingente (basti pensare alla vicenda BOC che pende in Cassazione);

=> un Sindaco in grado da subito di indirizzare e governare il complesso ente comunale;

=> puntando sul coinvolgimento della Cittadinanza Attiva e sui Beni Comuni.

Taranto è una parte importante della Puglia e dell’Italia, con cui confrontarsi e dialogare, chiedendo rispetto e riconoscimento per il servizio e sacrificio offerto allo Stato da oltre un secolo, scongiurando però dannosi isolazionismi;

UN NUOVO FUTURO.


4 immaginare un nuovo Futuro, che ponga a fondamento un principio chiaro: la salute, l’ambiente e la bellezza di 2000 anni di storia non si baratta con nulla;

5 individuare un’ IDEA DI PROGRAMMAZIONE STRATEGICA per Taranto, nuove prospettive economiche, in grado di trasformare il tessuto economico-produttivo, con l’utilizzo pieno delle risorse europee del piano 2014/2020 (siamo già in ritardo!), di promozione, attrazione, tassazione di vantaggio, accesso al credito, innovazione, incentivazioni, tutela al lavoro che cambia; con la .rivendicazione con autorità’ competenti alla defiscalizzazione per il territorio (zes);

fare leva sulle straordinarie opportunità naturali e locali per disegnare un nuovo futuro economico e produttivo, in primis il Porto e retroporto, dove far ritornare commercio e logistica, facendo arretrare lo sfruttamento quasi esclusivamente industriale;

7 un rapporto con gli enti militari (M.M., Aereonautica, etc.) in cui alle parole si sostituiscano i fatti, con l’utilizzo delle aree militari non più strategiche; in cui si ritomi padroni in casa propria.

 

LA SALUTE NON SI SCAMBIA.


8 Un rapporto nuovo con la grande fabbrica e con le altre attività inquinanti insediate sul territorio, in cui si ristabiliscano i valori della vita: per cui ogni modello produttivo (possibilmente abbandonando quello obsoleto del ciclo integrale con il carbone) deve rispettare la salute dei lavoratori e dei cittadini, ed essere sottoposto ad autorizzazioni preventive non fondate su farlocche A.I.A. o irrealizzabili o irrealizzati piani di ambientalizzazione, ma su Valutazioni Integrate dellTmpatto Ambientale e Sanitario, sui modelli scientifici già elaborati dai massimi organi nazionali quali ISPRA ed ARPA; dove si certifichi che per produrre nessuno deve essere esposto a rischi sanitari; dando nuove opportunità e tutele ai lavoratori attualmente impiegati in ILVA; 

9 potenziamento della Prevenzione Sanitaria e della offerta socio-sanitaria (Sindaco Autorità Sanitaria Locale!)

 

LA GRANDE BELLEZZA.


10 una città fondata sul decoro e la bellezza, in cui siano messi al bando i comportamenti incivili; una città vivibile, accogliente, ordinata, aperta e solidale; una città a misura di bambino; con un traffico ordinato e meno caotico;

11 una nuova organizzazione del territorio: STOP ad ogni ipotesi di espansione urbanistica;—> (3R) SI alla Rigenerazione, Recupero e Riorganizzazione del patrimonio edilizio (privato e pubblico) esistente, che stimoli le opportunità (piano delle coste, mare, isola amministrativa, etc.);

12 Il cuore di Taranto (Città Vecchia e Borgo) da rivitalizzare con un mix ben dosato di interventi edilizi, sociali, produttivi; La Città Vecchia come zona franca culturale urbana;

13 favorire il commercio di vicinato, l’umanità della aggregazione di quartiere rispetto all’ampliamento dei centri commerciali.

 

PERIFERIE URBANE E SOCIALI AL CENTRO.


14 La periferia urbana non termina tra via Di Palma e via Leonida (come votato di recente dall’attuale amministrazione);  => la periferia, anche sociale, sia al centro ed abbia gli stessi diritti di cittadinanza;

15 i servizi primari (acqua, fogna, strade, luce) siano assicurati a tutti i cittadini di Taranto;

 

LE NUOVE GENERAZIONI. UNA CITTA’ COLTA, PER GIOVANI E BAMBINI.


16 attivazione Laboratori di Partecipazione Under 30; i Giovani non devono scappare da Taranto, sia per lavorare che per Studiare; 

17 una Università vera e non un surrogato barese in continua difficoltà; con rafforzamento e valorizzazione dell’intera offerta formativa, potenziando indirizzi coerenti con le prospettive di sviluppo economico; 

18 La Cultura come fattore di crescita sociale ed anche economica;ù

19 SI alla realizzazione di un piano per lo Sport, restituendo dignità ad una impiantistica sportiva inadeguata e decadente;

 

UN COMUNE CHE FUNZIONI


20 riorganizzare una nuova macchina amministrativa, che risponda – in maniera pronta, efficace, efficiente ed moderna – ai bisogni veri dei cittadini e non sia un motore inceppato;

21 Riorganizzazione radicale delle società di proprietà comunale (Amiu, Amat, etc.), oltre che dei diversi “affidamenti sociali”, con ottica orientata ai servizi efficienti per i cittadini a costi ragionevoli, evitando la pratica diffusa delle piccole clientele .

22 Utilizzare le leve amministrative (Patrimonio, Edilità, Commercio, Porto, Attività Produttive), come moltiplicatori di sviluppo e non come meri centri di potere;

23 Lotta senza sconti a “furbetti” e “parassiti” che vivono alle spalle dei cittadini onesti, chiedendogli di pagare canoni sui beni comunali, tasse e tariffe dovute (soprattutto ai possessori di adeguati redditi!)

24 una tassazione locale giusta ed equa.

Taranto 11 marzo 2017.

 

iniziative 4-11 marzo #lecittàchevogliamo

         

 

Appuntamenti in corso c/o l'Associaizone "Le Città Che Vogliamo" in via Fiume,12 Taranto

dal 4 all'11 marzo – Collettiva d'Arte
E’ tempo di arte all’associazione “Le città che vogliamo”. Sabato 4 marzo, alle ore 18.30, nella sede di via Fiume 12, sarà inaugurata la collettiva d’arte “Artisti tarantini del pennello tra un fiume di immagini”. La collettiva d’arte, organizzata da “Le città che vogliamo” in collaborazione con associazione culturale “Vito Forleo”, Circolo culturale “Santa Maria della scala” e Circolo culturale “Rosselli”, potrà essere visitata fino a sabato 11 marzo, nei giorni feriali, la mattina dalle ore 10 alle 12, il pomeriggio dalle ore 17.30 alle 20.

Alla collettiva d’arte esporranno gli artisti Antonella Airò, Sara Andriolo, Evangelina Caso, Fiorello De Luca, Maria Girardi, Cosimo Giudetti, Nicola Giudetti, Salvatore Grano, Ida Luzzi, Lina Mannara, Anna Mele, Tommaso Millarte, Emanuele Mosca, Rosanna Muraglia, Paolo Occhinegro, Arci Persano, Marcello Picci, Rosa Potere, Cinzia Raffo, Maria Stella Ruggiero, Francesco Russo, Vincenzo Santoro, Giuseppe Sciancalepore, Anna Sturino, Valentina Tortorella, Michele Traja. Direttore artistico Nicola Giudetti

Ad inaugurarla sarà il consigliere regionale Gianni Liviano mentre la presentazione sarà curata dal prof. Antonio Fornaro

 8 marzo (festa della donna) ore 18,30 conferenza con il prof Antonio Fornaro  tema : “Le donne di Taranto”. Un simpatico e interessante excursus per conoscere la storia, gli aneddoti e le avventure delle donne che hanno caratterizzato le tappe della città dei due mari.

10 marzo ore 19,00 incontro con l'autore Luigi Calabretti ed il suo lavoro "…d'oro, d'argento e zaffiro"
Luigi Calabretti, con la partecipazione del giornalista Marco Ruffo, incontrerà amici e lettori per parlare e raccontare del suo libro “D’oro, d’argento e zaffiro”. Letture e ed interpretazione dei brani a cura di Rossana Turi, accompagnamento musicale di Davide Panio.

24/2 forum su Zes Taranto (Zona Economica Speciale)

  

Legge speciale per Taranto: il consigliere regionale Liviano ha organizzato un confronto sulla Zes (Zona economica speciale)

Si è parlato di Zes, zona economica speciale, nell’incontro che il consigliere regionale Gianni Liviano ha organizzato venerdì 24 febbraio nella sede di via Fiume 12, a Taranto, dell’associazione “Le città che vogliamo”.

resoconto

playlist video

“Zes, zona economica speciale-Opportunità per la città con la legge regionale per Taranto”, questo il tema

Le Zes funzionano sulle nuove tecnologie. Ma per introdurle e renderle uno strumento altamente qualificante per il rilancio e lo sviluppo di Taranto occorre bruciare le tappe e recuperare i ritardi accumulati nei confronti di altri paesi membri dell’Unione europea

avanti anni luce rispetto all’Italia. Del resto, sottolinea Aldo Berlinguer, ordinario di Diritto comparato nell’Università di Cagliari e ospite del dibattito organizzato venerdì sera dal consigliere regionale Gianni Liviano, è inconcepibile “che uno dei paesi fondatori dell’Unione europea su questi strumenti sia fortemente in ritardo”.

Riflettori puntati, dunque, sulla Zes, la zona economica speciale, strumento attuale e fondamentale per attrarre investimenti a costo zero sul territorio. Ad accenderli ci ha pensato, appunto, il consigliere regionale Gianni Liviano che, nella sede di via Fiume 12 dell’associazione “Le città che vogliamo” ha riunito, oltre al prof. Berlinguer, l’avv. Sergio Prete, presidente dell’Autorità portuale Taranto; l’avv. Maurizio D'Amico, segretario generale dell'Advisory Board della Federazione mondiale delle Zone Franche e delle Zone Economiche Speciali Ginevra (Femoza che dal 2003 ha lo status di osservatore presso l'Unctad e presso l'Unido); il dott. Aldo Patruno, direttore del dipartimento Turismo e Cultura Regione Puglia; il dott. Francesco Solofrizzo, dirigente della Sezione Finanze Regione Puglia.

“Zes, zona economica speciale-Opportunità per la città con la legge regionale per Taranto”, questo il tema della serata che ha visto tanti operatori economici affollare la sala di via Fiume.

“La Zes – ha esordito il consigliere regionale Gianni Liviano – è un’area geografica delimitata dotata di una legislazione economica differente dalla legislazione in atto e che, diversamente dalla Zona franca, beneficia di una normativa di favore piu’ ampia. Proprio per sfruttare le condizioni di vantaggio che le Zes offrono – ha aggiunto Liviano -, abbiamo pensato di introdurre questo strumento nella legge regionale speciale per Taranto perchè permetterebbe la possibilità di introdurre agevolazioni di carattere fiscale, sotto forma di riduzione delle imposte sui redditi (Ires), dell’imposta regionale sulle attività produttive (Irap). o dei tributi locali (Imu, Tari) per gli immobili posseduti dalle imprese e utilizzati per l’attività economica, riduzione dei contributi sulle retribuzioni da lavoro dipendente. Ma la defiscalizzazione fine a se stessa – ha sottolineato ancora Liviano – da sola non basta perchè non è abbastanza attrattiva per i potenziali investitori per cui la Zes deve prevedere altro al suo interno”. Ovvero, deve contenere “diversi attrattori – ha precisato il consigliere regionale – all’interno dello stesso contenitore”.

Insomma, in soldoni, occorre una progettazione strategica ed efficace, coerente con la normativa nazionale e europea, che conduca alla sua affermazione graduale nell’ambito di un nuovo modello di sviluppo. Ma occorre anche muoversi in fretta.

Per questo all’interno del piano strategico che accompagnerà la legge regionale speciale per Taranto “abbiamo previsto – ha spiegato Liviano – di intraprendere il percorso di una legge nazionale di ispirazione regionale, sull’esempio della Calabria, proprio perchè, soprattutto nel campo della defiscalizzazione, le Regioni, e gli enti locali in genere, non possono  agire da soli”.

Il quadro normativo attuale, ha incalzato Aldo Berlinguer, è favorevole perchè si possa accelerare sulle Zes. Concetto ripreso dal presidente dell’Autorità portuale, Sergio Prete. “Il ministero dei Trasporti – ha annunciato Prete – ha predisposto una proposta di legge con la previsione di tre zone economiche speciali: Taranto, Gioia Tauro e Napoli-Salerno”.

Quella di una legge nazionale non è aspetto da poco dal momento che deve fungere da legge quadro “per vagliare – ha spiegato, invece, Maurizio D’Amico – la compatibilità con la normativa europea e per non incorrere in violazioni della normativa sulla concorrenza”.

Già, l’Unione europea. Nell’Unione europea esistono 12 stati che hanno zone svantaggiate all’interno del proprio territorio. Di questi, solo due non hanno attivato delle Zes nel proprio territorio e sono l’Italia e la Grecia (che, però, ha chiesto ufficialmente l’attivazione di una Zes nel porto del Pireo). In Italia, le regioni ammissibili nelle quali può essere istituita una Zes sono Campania, Basilicata, Puglia, Calabria e Sicilia. Attualmente esistono Zes in Bulgaria, Repubblica Ceca, Estonia, Lettonia, Lituania, Polonia, Romania, Slovenia, Portogallo e Spagna. La Polonia è la nazione che conta il numero maggiore di Zes (14) il cui principale beneficio è costituito dall’esenzione fiscale sulle imposte sul reddito. In aggiunta agli aiuti agli investimenti la normativa europea ammette la possibilità che le piccole e medie imprese possano ottenere aiuti destinati a ridurre le spese correnti di una impresa non legate a investimenti iniziali. Tali spese includono i costi del personale, dei materiali, dei servizi appaltati, delle comunicazioni, dell’energia, della manutenzione dell’affitto, di amministrazione. Inoltre, gli aiuti agli investimenti in territori come la Puglia possono essere riconosciuti solo per la creazione di un nuovo stabilimento, l’ampliamento delle capacità di uno stabilimento esistente, la diversificazione della produzione di uno stabilimento esistente per ottenere prodotti mai fabbricati prima, un cambiamento fondamentale del processo di produzione complessivo di  uno stabilimento esistente.

“Un’occasione – ha detto Liviano – che, credo, vada sfruttata al massimo se vogliamo provare a creare occasioni di riscatto e di rilancio dell’area ionica. Del resto il rapporto Svimez del 2014 evidenzia come l’istituzione delle Zes sia lo strumento ideale del rilancio economico nei tre porti di transhipment del Sud Italia: Cagliari, Taranto e Gioia Tauro”.

Un’occasione che rischia di essere vanificata se, partendo dalla Regione per arrivare fino al        governo, non ci si muove subito perchè si emani una legge quadro, “l’unica – ha fatto presente Francesco Solofrizzo, dirigente la sezione Finanze Regione Puglia – perchè consenta alla Regione di adottare provvedimenti di propria competenza”.

Non solo defiscalizzazione, quindi, ma anche logistica e snellezza amministrativa (“le imprese che vogliono investire devono avere certezza sui tempi. A Dubai, zona Zes piu’ importante al mondo, le imprese vengono registrate in tre giorni grazie ad una società di gestione che si occupa di tutto l’iter”, ha fatto notare D’Amico) e, perchè no, “attrattori culturali. Le Zes oltre che per le imprese andrebbero sperimentate per cultura e turismo”, è stato l’elemento introdotto a conclusione del dibattito dal direttore dei dipartimento Turismo e Cultura della Regione Puglia, Aldo Patruno. “Serve – ha aggiunto Patruno – un nuovo modello di cultura di impresa. Occorre modificare l’attuale sistema e passare dal sostegno all’offerta, un vero e proprio aiuto di Stato, al sostegno alla domanda. Per cui – ha concluso – la Zes va inquadrata in un ragionamento piu’ complessivo”. Ragionamento che la legge regionale speciale per Taranto sta provando a concretizzare in atti concreti. 

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