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Regione Puglia – abbandono l’aula per protesta : “Taranto non ha risposte”

“La continua assenza di risposte alle mie interrogazioni e mozioni (soprattutto quella sull’inserimento di Taranto nel percorso delle vie Francigene) non mi mette nelle condizioni di poter svolgere al meglio il mio mandato di consigliere regionale. Per questo motivo oggi abbandono i lavori del Consiglio regionale dal momento che non ritengo garantito il mio ruolo”.

Breve ma circostanziato, così Gianni Liviano, consigliere regionale del gruppo Misto, nel suo intervento in Aula, in avvio dei lavori del Consiglio regionale. Un intervento che dà seguito a quanto annunciato nei giorni scorsi dal consigliere regionale tarantino non più disposto a tollerare l’attuale situazione in seno al consiglio regionale e a concedere sconti. E sì che l’elenco di interrogazioni ancora in attesa di risposte è lungo.

Si parte, infatti, dal 4 agosto 2016 con l’interrogazione riguardante lo scorrimento della graduatoria del concorso per dirigente amministrativo Asl per arrivare a quella del 6 novembre 2017 circa l'impianto fognante a servizio  degli abitanti di Lama-San Vito-Carelli per non parlare di quella datata 25 gennaio 2018 circa il mancato inserimento di Taranto all'interno del protocollo d'intesa con l'Associazione europea delle vie Francigene che faceva seguito alla mozione presentata il 2 agosto 2016 poi approvata all'unanimità il successivo 25 ottobre. “E nonostante l’approvazione – ha sottolineato Liviano nel suo intervento – la Regione non ha inserito Taranto all'interno del cammino delle vie Francigene tanto che in data 9 marzo 2017 e, poi, il 25 gennaio di quest’anno, ho richiesto via email all'assessore Capone le ragioni di questa scelta senza ricevere risposta alcuna.”.

Situazione, questa, che ha portato il consigliere Liviano a diffidare simbolicamente, lo scorso 7 marzo, il presidente del consiglio regionale, Mario Loizzo, e il presidente della Giunta, Michele Emiliano, per le rispettive competenze, a ricevere le risposte richieste.

Dulcis in fundo la richiesta, anche questa rimasta inevasa, fatta che il 13 marzo scorso, di accesso agli atti circa l'ampliamento del terzo lotto della discarica La Torre Capranica, in agro di Grottaglie, e la probabile acquisizione da parte della Regione della discarica Vergina, isola amministrativa di Taranto. “Anche in questo caso – ribadisce Liviano – non ho ricevuto alcuna risposta”.

Addio definitivo alla maggioranza? “Il prossimo 4 aprile c’è il vertice di maggioranza convocato dal presidente Emiliano”, spiega Liviano. “Sarà l’occasione – conclude il consigliere regionale tarantino – per valutare e capire se davvero il presidente Emiliano Intende rilanciare l’azione di governo attraverso un cronoprogramma condiviso, e che coinvolga tutti, per puntare davvero ad un’azione di rilancio della Puglia e, per quanto mi riguarda, di Taranto e della sua provincia. Se così non dovesse essere, trarrò le conclusioni del caso”.

 

Cinquecentomila euro per accelerare il processo di elaborazione del Piano strategico “Taranto Futuro Prossimo”, sostenere il processo di costituzione del “Polo Formativo di eccellenza per la Blue Economy , la nautica e la marineria a Taranto” nonché l’avvio del programma di primi interventi da realizzare sul territorio di Taranto. È quanto previsto dall’articolo 24, ispirato dall’azione del consigliere regionale tarantino Gianni Liviano, della legge di bilancio la cui azione ha portato anche alla presentazione di tre emendamenti, entrambi approvati a maggioranza, di  cinquecentomila euro a favore dei conservatori di musica e degli istituti musicali pareggiati, di  trecentomila euro per effettuare la cartografia e la mappatura storico e logistica degli ipogei presenti nel territorio pugliese e individuarne, qualora necessario, la proprietà, altri cinquecentomila euro per il Sud, il Fondo unico spettacoli.

Tutti provvedimenti presentati al bilancio di previsione 2018 dal consigliere regionale tarantino Gianni Liviano (quello sui conservatori insieme ai colleghi consiglieri Mario Pendinelli e Francesco Paolo Campo) approvati a tarda notte dalla I commissione consiliare Bilancio, che vanno nella direzione dello sviluppo sostenibile e che, adesso, passano al vaglio del consiglio regionale che si riunirà i prossimi 21 e 22 dicembre per l'approvazione definitiva del previsionale 2018 e del pluriennale 2018/2020.

“Con l’articolo che punta a sostenere la filiera formativa della nautica di eccellenza – spiega Liviano – vogliamo far sì che Taranto da città sul mare diventi una città di mare. Questo stanziamento, se confermato dal voto finale dell’Aula, permetterà di individuare il contenitore destinato ad accogliere la filiera formativa, e a realizzare gli eventuali interventi di ristrutturazione dell’immobile, all’interno del quale sistemare i  numerosi laboratori (Open Space, laboratorio di simulazione navale, laboratorio  planetario, laboratorio monitoraggio marino, laboratorio impianto pilota di biologia marina,  laboratorio di educazione marinara,  di far lab, di tappezzeria nautica), per la realizzazione dei quali un’unica rete di soggetti locali, con capofila la scuola Archimede, ha ottenuto un finanziamento di 750mila euro. Il progetto di filiera nautica, prevista del resto anche dalla legge regionale speciale per Taranto – aggiunge Liviano – prende le mosse  dall’esistente, ovvero dall’indirizzo di Trasporti e Logistica, già  da tempo attivo nell’Istituto Archimede di Taranto, fino ad un Master di I livello sul Disegno nautico a cura del Politecnico di Bari nonché all’insediamento del corso di Scienze del mare da parte dell’Università degli studi di Bari. In quest’ottica – ricorda il consigliere regionale – negli incontri susseguitisi nei mesi scorsi è stato anche sottoscritto un protocollo d’intesa. Gli unici ostacoli alla realizzazione del progetto erano la mancanza di un contenitore e, soprattutto, l’assenza di una dotazione finanziaria per la messa a norma dell’immobile che sarà destinato ad ospitare l’intera filiera della nautica”.

Di rilevanza anche l’emendamento che va a rafforzare, con i 300mila euro stanziati, il progetto di mappatura e cartografia degli ipogei e delle caverne presenti sul territorio pugliese.

“La Puglia, ed in particolare alcuni suoi territori, con Taranto sopra tutti, – aggiunge ancora Liviano – è caratterizzata dalla presenza di numerose strutture ipogeiche che ormai da diversi anni stanno rappresentando una meta irrinunciabile per i nuovi flussi di turismo culturale nonché per gli appassionati di archeologia. Un immenso patrimonio, storico e culturale che costituisce, per la sua varietà e le molteplici funzioni che nel corso dei secoli e millenni si sono stratificate, una unicità che deve spingere sempre più a porre in essere tutte le misure necessarie per la sua piena conoscenza, valorizzazione, fruizione e salvaguardia”.

Infine, ma non meno importante, l’emendamento che dà sostegno, con lo stanziamento di 600mila euro (200mila euro per ogni anno del triennio 2018/2020), ai conservatori musicali e agli istituti musicali pareggiati. “Un emendamento che, per quanto mi riguarda, ho sottoscritto avendo ben presente la situazione in cui attualmente versa l’istituto musicale Paisiello in attesa della tanto sospirata statalizzazione,  che però sembra in dirittura d’arrivo, e alle prese con l’incubo della mobilità per il personale docente”.

Adesso la palla passa all’Aula del Consiglio regionale, chiamato a riunirsi, come già detto, i prossimi 21 e 22 dicembre, per l’approvazione definitiva del documento contabile e, di conseguenza, delle tre importanti dotazioni finanziarie che riguardano il territorio ionico.

'Aside' Post | By on 19 dicembre 2017

1/12 Relazione su ILVA in Consiglio Regionale

qui intervento video

– Il 5/6/2017 il Ministro Calenda ha FIRMATO  il decreto che autorizza i Commissari Straordinari del Gruppo Ilva in Amministrazione Controllata a procedere all'aggiudicazione dell'azienda al gruppo acquirente AMIVESTCO ITALY srl (aventi soci Arcelor MITTAL e il gruppo Marcegaglia che nel recente passato già aveva investito a Taranto rinunciando poi di fatto alal sua attività imprend.le e lasciando a casa da ormai 4 anni numerosi dipendenti che detto per inciso continuano ancora per poco a vivere grazie agli ammortizzatori sociali);
Oltre alla proposta del  gruppo acquirente c'era stata un'ALTRA propsota dia cquisto del gruppo denominato ACCIAIITALIA (capitanato dall'imprenditore indiano JINDAL e di cui facevano parte anche CASSA DEPOSITI E PRESTITI, ARVED e altri).
i CRITERI di aggiudicazione erano: l'offerta del PREZZO DI ACQUISTO (che aveva una valenda del 50% per la individuazione della proposta vincente) e poi anche il PIANO IND.LE, il PIANO OCCUPAZIONALE e il PIANO AMBIENTALE (che pero' avevaNO UNA VALENZA DECISAMENTE INFERIORE NEI CRITERI DI VALUTAZIONE DEL GOVERNO);

– IL 29/09/2017 è STATO EMANATO con DPCM il PIANO AMBIENTALE relativo allo stabilimento ILVA  che è stato considerato da ARPA PUGLIA, dalle ASSOCIAZIONI AMBIENTALISTE e dagli ENTI LOCALI INCOMPATIBILE con la SALUTE DEI CITTADINI;

– IL 6/10/2017 con una LETTERA inviata ai SINDACATI il gruppo AMINVESTCO ha informato:

1) DI VOLER OCCUPARE 10.000 DIPENDENTI (di cui 7.600 a TARANTO)  a fronte dei 14.000 attuali creando cosi' di fatto un ESUBERO di circa 4.000 dipendenti di cui  3.300 dipendenti a TARANTO
2) DI VOLER ASSUMERE EX NOVO questi 10.000 dipendenti (ESCLUDENDO LA CONTINUITÀ' DEL RAPPORTO DI LAVORO INTRATTENUTO DAI DIPENDENTI IN RELAZIONE AL TRATTAMENTO ECONOMICO E ALL'ANZIANITÀ' ed ESCLUDENDO ALTRESI' IL GODIMENTO DEI DIRITTI SCATURENTI DALL'ART. 18);

–  I 4000 LAVORATORI IN ESUBERO (secondo le INDICAZIONI DEL GOVERNO) sarebbero destinati a RESTARE IN CARICO dell'AMMINISTRAZIONE STRAORDINARIA DELL'ILVA ai fini di EFFETTUARE LE BONIFICHE ALL'INTERNO DELL'ILVA STESSA.

– SUCCESSIVAMENTE IL GRUPPO ACQUIRENTE HA DICHIARATO DI ACCETTARE I LIVELLI RETRIBUTIVI E L'ANZIANITÀ' DEI LAVORATORI ASSUNTI;

– IL 16/11/2017 IL GOVERNO HA ISTITUITO UN TAVOLO SPECIFICO PER  L'ILVA DI TARANTO CON I RAPPRESENTANTI DEL COMUNE E DELLA REGIONE;

– IL 28/11 LA REGIONE PUGLIA E IL COMUNE DI TARANTO HANNO PRESENTATO UN RICORSO AL TAR DI LECCE AVVERSO IL PIANO AMBIENTALE;

– IL 29/1 IL MINISTRO HA DICHIARATO CHE SE IL TAR DI LECCE ACCOGLIE IL RICORSO, L'AMMINISTRAZIONE STRAORDINARIA PROCEDERÀ' ALLO SPEGNIMENTO DELL'ILVA.

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Questa è la STORIA recentissima della vicenda di un'impresa l'ILVA che da sola genera OLTRE il 75% del PIL della città di TARANTO e la quasi totalità del TRAFFICO MERCI i ENTRATA E IN USCITA dal PORTO DI TARANTO.

Questa è la STORIA recentissima di un'AZIENDA che dà LAVORO e che dà MORTE, che da PANE e che da SOFFERENZE E MALATTIE

CHE IMPEDISCE  AI BAMBINI residenti in un quartiere i TAMBURI di andare a SCUOLA nei GIORNI DI WIND DAYS anche quando per ironia della sorte quei giorni coincidono con le GIORNATE A TUTELA DELL'INFANZIA.

Questa è la STORIA RECENTISSIMA di un'AZIENDA a cui la città di TARANTO è LEGATA ad oggi ancora ad un DOPPIO FILO DI APPARTENENZA.
E siccome il FUTURO dell'AZIENDA  ORA è LEGATO AD UNA DECISIONE DEL TAR che ci sarà tra UN MESE, DUE MESI  o tra quanto tempo non sappiamo, anche il FUTURO DI TARANTO in questo momento storico è LEGATO alla decisione di un TRIBUNALE AMMINISTRATIVO.
TARANTO è quindi oggi una città dal DESTINO INCERTO, dal FUTURO CONDIZIONATO DA UNA DECISIONE DEL TAR.

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NON ABBIAMO DUBBI, PRESIDENTE sul fatto che il PIANO AMBIENTALE fosse inadeguato rispetto alle aspettative e che la proposta di JINDAL fosse qualitativamente migliore sotto questo profilo anche perché introduce nel processo produttivo la DECARBONIZZAZIONE che a LEI e che a MOLTI DI  NOi almeno nella progressiva introduzione STA A CUORE

NON ABBIAMO DUBBI sul fatto che il PIANO OCCUPAZIONALE potesse essere ulteriormente MIGLIORABILE.

le SUE valutazioni sul PIANO AMBIENTALE e sul PIANO OCCUPAZIONALE CI SENTIAMO DI CONDIVIDERLE E FARLE NOSTRE.

STIAMO PARLANDO DELLE ASPETTATIVE DI VITA E DI LAVORO DI UNA CITTÀ' CHE PARADOSSALMENTE SEMBRA SEMPRE COSTRETTA A DOVER DECIDERE DI DARE PRIORITÀ' ALL'UNA O ALL'ALTRA OPZIONE quasi fossero ALTERNATIVE, quando invece l'una e l'altra sono l'essenza della VITA di ogni UOMO e di ogni COMUNITÀ'.
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Abbiamo qualche DUBBIO però' in VERITA' sul METODO che LEI HA SCELTO DI SEGUIRE.
STIAMO PARLANDO DEL RUOLO DELLA POLITICA: COS'ALTRO E' LA POLITICA SE NON UNA RICERCA DI CONFRONTO PERMANENTE, DI MEDIAZIONE, DI DIALOGO, UNO SFORZO DI RICERCA DI SINTESI TRA MONDI DIVERSI.
E' lecito che la POLITICA DELEGHI di fatto il FUTURO di una COMUNITÀ' alla SENTENZA di un TRIBUNALE AMMINISTRATIVO ?

Io ho PAURA PRESIDENTE che l'EMOTIVITÀ' DELLA CITTÀ', che la PANCIA, gli UMORI talvolta rischino di CONDIZIONARE le ISTITUZIONI e quando le ISTITUZIONI sono condizionate dalla pancia e dagli umori della comunità in verità la storia insegna che non fanno grande strada.

LA POLITICA DELLE ISTITUZIONI deve SALVAGUARDARE A SE STESSA UN RUOLO PEDAGOGICO, EDUCATIVO, NON PUÒ ' LASCIARSI TRASPORTARE.
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E ALLORA SE IL MINISTRO CALENDA SBAGLIA A FARE MINACCE FORSE SBAGLIAMO ANCHE NOI A RINUNCIARE AL DIALOGO E AL CONFRONTO

E' IMBARAZZANTE PRESIDENTE, per me che sono di TARANTO, essere fermato quotidianamente da tante persone (AMICI DELLA QUESTIONE AMBIENTALE E AMICI DELLA QUESTIONE DEL LAVORO, QUELLI CHE SPOSANO PER TUTTA LA VITA LA CHIUSURA e quelli che invece vogliono che resti APERTA) CHE MI CHIEDONO NOTIZIE  e NON SAPERE CHE COSA DIRE, salvo quello che si legge dai GIORNALi e poi sentire dire che la REGIONE HA DECISO quando tu di quelle decisioni NON NE SAI ASSOLUTAMENTE NIENTE.

mi PERMETTO di INVITARLA A CONDIVIDERE MAGGIORMENTE le SCELTE con i CONSIGLIERI DEL TERRITORIO E CON I CAPIGRUPPO e di chiedere al ministro Calenda la sospensione degli effetti del Dpcm per riaprire la trattativa con contestuale disponibilità al ritiro del ricorso.
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ORA AL DI LA DEL METODO LA QUESTIONE E' IL FUTURO, E forse dobbiamo CHIARIRCI  se lo IMMAGINIAMO CON ILVA o SENZA ILVA: TUTTE LE SCELTE SONO LEGITTIME, ma NON AL BUIO, e NON FACENDO LA GUERRA DI FORZA DI TWITTER CON IL GOVERNO NAZIONALE.

GRAZIE

consigliere Gianni Liviano

 

6/11 interrogazione in Regione Puglia su Rete fognaria Lama-SanVito-Carelli

E’ un’odissea che si trascina, ormai, da circa quindici anni quella che ha per malcapitati protagonisti i cittadini di alcune zone dei quartieri di Lama e San Vito nonchè della contrada Carelli, a Taranto. Quindici anni trascorsi nell’attesa di veder realizzare da parte del Comune di Taranto le opere di urbanizzazione primaria quali tronchi di fognatura nera  e il completamento della stazione di sollevamento di via Girasoli, a Lama.

Una lunga storia i cui capitoli sono stati ripresi nell’interrogazione urgente (qui il contenuto della stessa ) che il consigliere regionale Gianni Liviano, che ha seguito l’intera vicenda sin dall’alba del primo provvedimento (era il  4 luglio del 2002 quando  il commissario delegato per l'emergenza ambientale in Puglia invitò l'Amministrazione  comunale di Taranto  a predisporre il progetto preliminare di nuovi tronchi di fognatura nera nell'ambito del piano degli  investimenti urgenti finalizzati all'adempimento degli obblighi comunitari) nell’allora veste di consigliere comunale, ha indirizzato al presidente del Consiglio regionale, Mario Loizzo, al presidente della giunta regionale, Michele Emiliano, e all’assessore regionale all’Urbanistica, Annamaria Curcuruto.

Ai tre rappresentanti istituzionali Liviano nell’interrogazione chiede se per loro può essere considerato normale ”il tempo di oltre 15 anni,  trascorso ad oggi, da quando il commissario delegato per l'emergenza ambientale in Puglia invitò l'Amministrazione  comunale di Taranto a predisporre il progetto preliminare di nuovi tronchi di fognatura nera nell'ambito del piano degli  investimenti urgenti”.

Quindici anni “di vera e propria tribolazione per gli abitanti di Lama, San Vito e Carelli”, fa presente Liviano,  che ha avuto inizio nel 2002 per poi dipanarsi lungo una serie di intoppi legati, ora alla necessità di apportare dalle varianti al progetto dal momento che c’era da realizzare i collettori con servitù di passaggio nei vigneti della zona di Lama, ora ad una serie di dimissioni a raffica dei vari direttori dei lavori designati dall’Amministrazione comunale, ora dalla rinuncia della ditta aggiudicataria dell’appalto, ora da problemi tecnici sorti successivamente e segnalati sia dall’Acquedotto pugliese che dall’Autorità idrica pugliese. Tutto questo nonostante fossero stati stanziati 3.985.698,83 euro compresi nell’importo complessivo di euro 8.812.252 che il commissario delegato per l’emergenza ambientale in Puglia  aveva reso disponibili per il completamento delle aree fognarie.

Un insieme di problematiche che ha fatto sì che il consigliere regionale tarantino interrogasse la Regione Puglia chiedendo altresì se questo elevatissimo tempo “è da addebitare alla responsabilità di qualcuno, ed eventualmente di chi; qual è lo stato attuale dei lavori per la costruzione dell'impianto fognante e quanto tempo ancora i cittadini di questi quartieri dovranno attendere per la risoluzione dell'ormai annoso problema; se esistono, a vostro parere, i presupposti per azioni sostitutive, ovvero in danno, della Regione per la esecuzione dei lavori dal momento che il perdurare dell’impasse potrebbe causare gravi situazioni di pericolo pubblico per la salute dei cittadini”.

 

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TESTO INTERROGAZIONE

 Sig. PRESIDENTE DEL CONSIGLIO REGIONALE

                                                                       dott. MARIO LOIZZO

                                                           p.c.

Sig. PRESIDENTE DELLA REGIONE PUGLIA

                                                                       dott. MICHELE EMILIANO

                                                          Sig. ASSESSORE REGIONALE AI LAVORI PUBBLICI

                                                                       dott.ssa ANNAMARIA CURCURUTO

            OGGETTO: INTERROGAZIONE URGENTE A RISPOSTA SCRITTA legge 388/2000 – decreto comm.le n. 195/2002 "programma stralcio degli interventi urgenti finalizzati all'adempimento degli obblighi comunitari in materia di fognatura, collettamento e depurazione"- rete fognatura nera a servizio degli abitanti di Lama/San Vito/ Carelli in Taranto;

PREMESSO:

– che in data 04/07/2002 il COMMISSARIO DELEGATO per l'emergenza ambientale in Puglia  (da ora in appresso COMMISSARIO) invitò l'Amministrazione  Comunale di Taranto  (da ora in poi denominata AMMINISTRAZIONE) a predisporre il progetto preliminare di nuovi tronchi di fognatura nera nell'ambito del piano degli  investimenti urgenti finalizzati all'adempimento degli obblighi comunitari in materia di fognatura…" (approvata con decreto com.le n. 195 del 18/06/2002);

– che in data 20/08/2002 gli uffici tecnici dell'Amministrazione hanno predisposto e trasmesso al Commissario  il progetto preliminare per il completamento delle reti esistenti in alcuni quartieri della città tra cui San Vito/lama/Carelli per un importo di euro 9.580.000;

– che il Commissario ha reso disponibili per il completamento delle aree fognarie risorse per un importo complessivo di euro 8.812.252;

– che in particolare per il completamento della rete di fognatura nera a servizio degli abitanti di San Vito, Lama, Carelli furono stanziati euro 3.985.698,83 (compresi nell'importo complessivo di euro 8.812.252 sopra indicato);

– che in data 22/01/2004 il Commissario ha comunicato che la documentazione integrativa del progetto di completamento rete di fognatura nera a servizio degli abitanti di San Vito, Lama e Carelli era risultata idonea;

– che in data 20/02/2004 la Giunta comunale di Taranto con delibera n. 62 ha approvato il progetto relativo al completamento rete di fognatura nera a servizio degli abitanti di San Vito-Lama-Carelli per l'importo complessivo di euro 3.985.698,83;

– che il 20/08/2004 con determina dirigenziale del servizio Contratti del Comune di taranto n. 145 l'Amministrazione ha affidato i lavori su indicati all'impresa Bulfaro Costruzioni srl Torrente in Senise (Pz) per l'importo contrattuale, al netto di Iva, di euro 2.418.478,09;

– che il 18/10/2004 è stato sottoscritto il contratto di appalto n. 8032 di rep tra la società Bulfaro e il Comune di Taranto;

– che il 24/03/2005 la Direzione Lavori  (in appresso D.L.) ha emesso il Sal (stato avanzamento lavori) n. 1 che ha interessato la posa in opera di parte del collettore 1 e dei tronchi 3,4,5,15,16,18 nonchè di parte della condotta permanente di via Girasoli (Lama) e che il 03/05/2005 è stato emesso il certificato di pagamento n. 1 per un importo pari ad euro 382.352,71;

– che il 30/06/2005 la d.l. ha emesso il Sal  n. 2 che ha interessato la posa in opera della restante parte della condotta permanente di via Girasoli, dei tronchi 2,6,7,8,9,10 e 14 nonchè un altro tratto del collettore n.1 e che il 26/07/2005 è stato emesso il certificato di pagamento n. 2 per un importo pari ad euro 362.266,53;

– che il 24/05/2006 la d.l. ha emesso il Sal n. 3 (posa in opera di un ulteriore tratto del collettore 1 salvo la realizzazione di un tratto che attraversa i vigneti, del collettore 2 e dei tronchi 13,14,14 bis e collettori della zona tramontone e relativa condotta premente e della palanco lata della stazione di sollevamento di via Girasoli e che l'08/06/2006 è stato emesso il certificato di pagamento n. 3 per un importo di euro 738.462,55);

– che il 30/06/2006 i lavori sono stati SOSPESI per l'approvazione e la redazione di una perizia di variante e per altri lavori;

– che il 18/09/2006 la società Bulfaro ha effettuato formale atto di diffida e costituzione in mora al Comune di Taranto;

– che il 18/12/2006 è stato sottoscritto il verbale di ripresa dei lavori con il quale si consentiva all'appaltatore  di realizzare i collettori con servitù di passaggio nei vigneti della zona di Lama nonchè di procedere alla costruzione del sollevamento di via Girasoli;

– che l'impresa non ha ripreso immediatamente i lavori bensì ha procrastinato le lavorazioni fino ai primi giorni del mese di marzo 2007 perchè i proprietari dei terreni (considerato che le coltivazioni avrebbero potuto subire danni)  non hanno consentito l'ingresso nelle loro proprietà;

– che il 23/03/2007 si è dimesso il direttore lavori;

– che il 02/04/2007 il rup, a causa della mancanza del d.l. ordinava all'impresa di sospendere i lavori;

– che il 07/05/2007 il Corpo forestale di Stato, nelle vesti di polizia giudiziaria, ha proceduto al SEQUESTRO dell'area sottoposta a vincolo paesaggistico e idrogeologico sulla quale era in corso di realizzazione la stazione di sollevamento di via Girasoli;

– che il 21/05/2007 il rup (arch. Stola)  si dimetteva da responsabile del procedimento; il 31/05/2007 il dirigente (arch. De Leonardis) respingeva le dimissioni del rup il quale il 20/06/2007 confermava le sue dimissioni;

– che il 16/10/2007 (delibera di g.m. del comune di Taranto n. 50) si procedeva alla sostituzione del rup con l'arch. De Leonardis che poi si dimetteva a sua volta nel gennaio 2009;

– che il 17/04/2008 il corpo forestale di Stato procedette al DISSEQUESTRO su disposizione del Tribunale di Taranto;

– che il 19/05/2008 il nuovo d.l., in seguito a richiesta di rinvio a giudizio del p.m., rassegnava le dimissioni costringendo l'Amministrazione ad avviare le procedure necessarie per l'affidamento dell'incarico di direttore lavori a professionista esterno;

– che in data 12/02/2010 la Bulfaro spa notificava al comune di Taranto domanda di arbitrato e contestuale nomina di arbitro, con cui la stessa società intendeva sottoporre al collegio arbitrale n. 15 quesiti relativi ai danni e maggiori oneri che avrebbe subito a causa dell'anomalo andamento dei lavori; In particolare l'impresa Bulfaro procedette a richiesta di lodo arbitrale a motivo del fatto che, secondo quanto asserito dalla stessa impresa, pur essendo stati emessi, i Sal non furono liquidati, secondo i termini di legge, all'impresa.

–  che in data 24/10/2012 l'Impresa Bulfaro si ritirava dal lodo arbitrale;

– che in data 28/11/2012 l'Amministrazione, rispondendo ad un'interrogazione dello scrivente, all'epoca consigliere comunale, informava che "in seguito alla nomina del nuovo direttore lavori questi avrebbe dovuto emettere l'o.d.s. affinchè la ditta Bulfaro spa riprendesse i lavori,essendo venute meno le motivazioni addotte dalla stessa ditta per il mancato proseguio e, in caso la ditta Bulfaro non dia seguito all'ods lo scrivente (ing. Nistri) procederà alla proposizione della risoluzione contrattuale in danno e all'affidamento ad altra ditta per il completamento dell'opera fognaria”;

– che il 30/11/2012 veniva nominato il nuovo direttore lavori nella persona dell'ing. Ciaccia;

– che il 20/12/2012 l'ing. Ciaccia comunicava al dirigente della direzione Lavori pubblici e al rup di rinunciare all'incarico di direttore dei lavori;

– che il 27/12/2012 la ditta Bulfaro, invitata ad un incontro con il direttore lavori dimissionario, non si presentava;

– che il 31/01/2013 veniva rescisso il contratto con la ditta Bulfaro;

– che nel mese di giugno 2013 veniva certificata la carenza in organico di personale tecnico per incarico d.l. del 10/06/2013;

– che il 07/08/2013 (con determina 378) il rup ing. Nistri prende atto della rinuncia all'incarico di direttore lavori dell'ing. Ciaccia (avvenuta il 20/12/2012);

– che il 04/09/2013 (con determina n. 393) in seguito alle dimissioni del rup ing. Nistri veniva nominato il nuovo rup nella persona del geom. Fago;

–  che in data  14/10/2013, in seguito ad interrogazione dello scrivente, l'assessore ai Lavori pubblici del Comune di Taranto così rispondeva: "a tutt'oggi non è possibile affidare ad altra impresa l'esecuzione delle opere in quanto è necessario, preliminarmente, la redazione di tutta una serie di attività"  e in particolare "l'individuazione di un professionista a cui affidare l'incarico per la ricognizione di tutte le attività già effettuate, per la determinazione dei danni da richiedere all'impresa precedente-uscente, per la progettazione delle opere di completamento" procedendo, solo dopo,  all'appalto delle opere di completamento;

– che successivamente il Comune di Taranto ha affidato allo Studio di Ingegneria Sisto quanto già prospettato al punto precedente;

– che in  seguito a questi lavori dello Studio Sisto il Comune di Taranto ha fatto richiesta ad Aqp  di un parere di conformità al sistema gestionale finalizzato all'assunzione in gestione da parte dello stesso Aqp spa;

 – che in data  12/10/2015 l'Aqp (rif. prot. n. 101678 del 12/10/2015)  rispondendo al Comune di Taranto ha espresso il proprio parere contrario all'esecuzione di alcuni adeguamenti di opere esistenti così come previsto in progetto per motivazioni tecniche;

– che in data 09/11/2015 l'Autorità idrica Pugliese, ribadendo la condivisione rispetto all'opinione espressa dall'Aqp, scrivendo al Sindaco protempore di Taranto, così si esprimeva: “a seguito dell'incontro con il Comune di Taranto, direzione LL.PP. questa Autorità ha individuato il seguente percorso tecnico-amministrativo per il superamento della problematica: "Il comune di Taranto rielabora, nei limiti dei finanziamenti sopra riportati (Euro 1.200.000,00 per il completamento della fognatura nera a servizio degli abitanti di San Vito, lama, Carelli), i progetti in conformità a quanto rilevato e proposto da Aqp con la nota del 12/10/2015 alla quale è  allegata le schede progetto con le indicazioni del soggetto gestore, con l'impegno a trasmetterli nuovamente per l'acquisizione del parere di conformità…..  La rielaborazione dei progetti in osservanza delle linee guida fornite da Aqp spa potrebbe, per la limitatezza dei finanziamenti disponibili, non riuscire a riprodurre il programma costruttivo originario per cui l'adeguamento di alcune opere esistenti non riuscirebbe a rientrare nei progetti rielaborati…. Per tali opere esistenti, per le quali non sarà possibile far rientrare l'adeguamento nei progetti di cui sopra per mancanza di finanziamento, l'Aqp avvierà la procedura per l'assunzione in gestione, sottoponendo all'Aip una valutazione tecnico-economica per l'adeguamento di dette opere".

Alla luce di quanto sopra riportato l'Aip, nella nota in questione del 09/11/2015 ha invitato il Comune di Taranto a rielaborare i progetti in questione così come richiesto da Aqp spa sottoponendoli nuovamente allo stesso Aqp per il parere di conformità e che…"Immediatamente dopo aver rilasciato detto parere, individuate le opere, il cui adeguamento non è stato possibile prevedere con la rielaborazione dei progetti da parte del Comune di Taranto, Aqp avvierà la procedura di presa in gestione delle stesse provvedendo al loro adeguamento con fondi tariffari da autorizzare da parte di questa Autorità";

CHIEDO ALLA S.V.

–  di poter sapere se viene considerato normale il TEMPO di oltre 15 anni  trascorso da quando, in data 04/07/2002 il COMMISSARIO DELEGATO per l'emergenza ambientale in Puglia  (da ora in appresso COMMISSARIO) invitò l'Amministrazione  Comunale di Taranto  (da ora in poi denominata AMMINISTRAZIONE) a predisporre il progetto preliminare di nuovi tronchi di fognatura nera nell'ambito del piano degli  investimenti urgenti finalizzati all'adempimento degli obblighi comunitari in materia di fognatura in alcuni quartieri tra cui LAMA/SAN VITO/CARELLI  ad oggi?

– se questo elevatissimo tempo è da addebitare, a  parere della S.V.,  alla responsabilità di qualcuno ed eventualmente di chi?

– qual è lo stato attuale dei lavori per la costruzione dell'impianto fognante e quanto tempo ancora i cittadini di questi quartieri dovranno attendere per la risoluzione dell'ormai annoso problema?

– se esistono, a parere della S.V., i presupposti per azioni sostitutive, ovvero in danno, della Regione per la esecuzione dei lavori dal momento che il perdurare dell’impasse potrebbe causare gravi situazioni di pericolo pubblico per la salute dei cittadini.

Ringraziando, l'occasione è grata per porgere i cordiali saluti.

Bari, lì 06/11/2017

dott. Gianni Liviano

consigliere regionale

Emiliano sindaco di Puglia

 

 

 

Legge Taranto : Liviano sollecita la Regione Puglia

 

 

Convocare i consiglieri regionali del territorio tarantino allo scopo di snellire e velocizzare il percorso della legge speciale per taranto, approvata in giunta regionale nell"ormai lontano mese di febbraio.

È quanto chiede il consigliere regionale Gianni Liviano al capo di Gabinetto Claudio Stefanazzi, in una lettera a lui indirizzata. Una lettera che fa seguito ad un’altra precedentemente indirizzata al dott. Stefanazzi allo scopo di capire, innanzitutto, “se ci sono motivi ostativi perché l’iter della legge regionale speciale per Taranto possa concludersi con l’approdo nell’aula del Consiglio regionale".

Attualmente, il disegno di legge è incardinato in IV commissione consiliare, presidente Donato Pentassuglia, ed è stato sottoposto all’esame delle parti sociali e datoriali nel corso di svariate audizioni. “Da quel momento – sottolinea Liviano – tutto sembra essersi bloccato. Eppure – prosegue il consigliere regionale tarantino – siamo di fronte ad uno strumento formadibile che, se approvato e messo nelle condizioni di operare, potrebbe portare notevoli benefici alla difficile situazione economica e sociale in cui versa il capoluogo ionico. Dalla città – aggiunge ancora Liviano – si alza a gran voce la richiesta di interventi concreti necessari per alzare il livello della qualità della vita. Del resto, la spinta straordinaria e l’attenzione crescente, anche da parte del Governo nazionale con il Cis, su Taranto sono il segno, forse anche tardivo, di una condizione di specialità che la città di Taranto e il suo comprensorio manifestano da  tempo in virtù anche degli effetti che legano il suo destino a quello dell’Ilva. Ecco, perché,  a mio avviso, la Regione Puglia non può sottrarsi alla comprensione di questa condizione peculiare e, in più, deve affrontare in maniera più diretta, perché ne ha competenza e responsabilità, il tema del futuro dello sviluppo urbano e della sua comunità territoriale di Taranto nell’ambito delle proprie politiche regionali, sia in termini straordinari che ordinari. Per cui ritengo – conclude Liviano – che il procrastinare ancora l’approvazione della legge Taranto, che al suo interno contiene elementi innovativi come la previsione del capoluogo ionico quale zona economica speciale, potrebbe essere interpretato dalla città come un disimpegno da parte della Regione. Al contrario, sostenere l’accelerazione di processi di riposizionamento economico e produttivo, sociale e culturale della città di Taranto, in assenza di elementi portanti che hanno costituito il prodromo del successo di tante città internazionali nel cambiamento, è un obiettivo ineludibile per l’equilibrio dello sviluppo dell’intera regione”.

3gg di fine estate – resoconto cs del 26/9

Raccontare la città attraverso gli strumenti necessari per la sua crescita. Questo lo scopo della “Tre giorni di fine estate”, giunta quest’anno alla sua ventitreesima edizione grazie alla dedizione dell’associazione “Le città che vogliamo” e del suo mentore Gianni Liviano, consigliere regionale tarantino, che quest’anno si terrà il 29 settembre e il 2 e 3 ottobre prossimi nella sale della ex biblioteca Acciaio,  in via Anfiteatro, a partire dalle ore 18.30.

“Le politiche generative per Taranto”, questo il tema scelto per la ventiduesima edizione. Riflettori puntati su Zone economiche speciali (29 settembre), legge regionale speciale per Taranto (3 ottobre) e presentazione del libro del compianto Guglielmo Minervini “La politica generativa. Pratiche di comunità nel laboratorio Puglia” (2 ottobre).

Si comincia venerdì sera, alle 18.30, quando si parlerà di Zone economiche speciali alla luce, anche, del recente decreto “Resto al Sud” istitutivo delle Zes che, poi, sono anche il cuore pulsante della legge regionale speciale per Taranto.

Si preannuncia un dibattito stimolante, visto il parterre degli ospiti (il dott. Juan Torrents, presidente della Federazione mondiale delle Zone franche e delle Zone economiche speciali -Femoza; l’avv. Maurizio D’Amico, segretario generale dell’Advisory Board della Federazione mondiale della Zone franche e delle Zone economiche speciali; il dott. Michele Mazzarano, assessore allo Sviluppo economico Regione Puglia; il dott. Rinaldo Melucci, sindaco di Taranto; il dott. Raffaello Giulio De Ruggieri, sindaco di Matera; l’on. Ludovico Vico; il prof. Aldo Berlinguer, Ordinario di Diritto comparato all’Università degli studi di Cagliari; il dott. Cosimo Damiano Latorre, presidente dell’Ordine dei commercialisti) e visto il dibattito in corso sull’opportunità o meno di una Zes interregionale con la Regione Basilicata e Matera, in particolare.

Argomento, questo, che vede opinioni contrapposte e che saranno dibattute con gli ospiti. “Non sono contrario pregiudizialmente ad un  progetto del genere – ha spiegato Liviano – ma credo che le risorse economiche messe a disposizione nel decreto debbano essere strumento del piano strategico e non fine. Ripeto non ho pregiudiziali nei confronti dell’asse con Matera ma tutto dipende dagli assi del piano strategico che vogliamo valorizzare e rispetto a questo capire che risposte vogliamo dare. Certo – ha aggiunto il consigliere regionale tarantino -, è nei fatti, per storia e tradizione, che Matera ha un asse privilegiato con Bari per cui se Taranto deve  essere soltanto il porto che consente a Matera di entrare nella Zes non so se alla nostra comunità questo convenga. Se, al contrario, questa intesa interregionale è destinata a produrre benefici per il nostro territorio, evidentemente si può ragionare in questa direzione ma sempre confrontandoci nel merito del piano strategico che intendiamo realizzare. Per cui le opzioni pro o contro non mi entusiasmano se non sono corredate da un’idea di sviluppo”.

Interessante anche l’appuntamento del 2 ottobre (stessa ora e stesso luogo) con la presentazione del libro del compianto Guglielmo Minervini  (già consigliere e assessore regionale) “La politica generativa. Pratiche di comunità nel laboratorio Puglia”. Ad illustrarne i contenuti insieme al consigliere Liviano saranno la prof.ssa Angela Barbanente, assessore regionale della giunta Vendola, l’avv. Giulio Calvani, che è stato stretto collaboratore di Guglielmo Minervini, e don Antonio Panico, sociologo e direttore della sede di Taranto della Luisa.

Chiusura il 3 ottobre, con il focus sulla legge regionale speciale per Taranto che vedrà dibattere su questo importante strumento di rilancio e sviluppo della città ionica (lo stesso consigliere Liviano è il coordinatore del tavolo tecnico della legge) il dott. Franco Milella, esperto di Sviluppo locale e già componente Ocse; il prof. Rino Montalbano, docente del dipartimento di Scienze dell’Ingegneria civile e dell’Architettura del Politecnico di Bari; il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano; i consiglieri regionali tarantini Donato Pentassuglia, Cosimo Borraccino, Giuseppe Turco, Marco Galante, Francesca Franzoso, Renato Perrini, Luigi Morgante; il sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci

 

Grottaglie -Assistenza Domiciliare ai malati non autosufficienti : aggiornamento

 

Pare essere vicina ad una svolta positiva la vicenda del servizio di assistenza domiciliare ai malati non autosufficienti e gravi la cui giurisdizione ricade nell’ambito Taranto/6 e che ha in Grottaglie il comune capofila.

Giovedì si sono incontrati il dirigente al Bilancio e il dirigente al Welfare della Regione Puglia per una verifica finanziaria nel corso della quale è stato possibile liberare degli spazi di area finanziaria consentendo di fatto all'assessorato al Welfare di stanziare i fondi per l'ambito di Grottaglie. La prossima settimana questo accordo sarà ratificato dalla giunta regionale.

A darne notizia è il consigliere regionale Gianni Liviano il quale, nei giorni scorsi e di concerto con il collega consigliere Cosimo Borraccino, era intervenuto nei confronti degli assessori Negro (Welfare) e Piemontese (Bilancio) proprio per cercare di porre rimedio ad una emergenza le cui conseguenze sarebbero ricadute sui circa 200 beneficiari del servizio di assistenza domiciliare nonché sui livelli occupazionali.

Come si ricorderà, infatti, il 12 agosto il servizio è stato interrotto per la mancanza dei fondi necessari per assicurarne il funzionamento. In quell’occasione, il consigliere regionale Liviano, insieme al collega Borraccino oltre al sindaco di Grottaglie e al consigliere provinciale Ciro Petrarulo, misero in campo un forte pressing nei confronti dei due assessori regionali sfociato nel pronto intervento dei due componenti la giunta Emiliano cui ha fatto seguito la sigla di un accordo che avrebbe dovuto portare allo sblocco delle risorse, quantificate in 150mila euro, per la prosecuzione del servizio di assistenza domiciliare per persone non autosufficienti. Cosa poi non verificatasi per alcuni intoppi burocratici e di carattere finanziario.

“L’individuazione del capitolo dal quale recuperare le risorse da destinare al Sad – commenta Gianni Liviano – non può che essere giudicata positivamente qualora – aggiunge il consigliere regionale tarantino- l’approvazione della delibera di giunta avvenga in tempi rapidissimi. A tal proposito chiedo agli uffici di Giunta che la stessa possa essere convocata d’urgenza, già lunedì, in modo da sanare una situazione che già a metà agosto, insieme al collega Borraccino,  speravamo potesse evolvere positivamente. Non va dimenticato, infatti, che circa 200 persone dal 12 agosto sono prive dell’assistenza domiciliare con un decremento della qualità della vita già resa problematica dalla situazione di non autosufficienza. Una situazione – conclude Liviano – che non possiamo tollerare continui a prolungarsi”.

 

Continua ad animarsi il dibattito sull’istituzione della Zes, Zona economica speciale, da realizzare a Taranto. “La Zes – ribadisce il consigliere regionale Gianni Liviano, coordinatore dello specifico gruppo di lavoro recentemente istituito con delibera di Giunta regionale – è il cuore pulsante della legge regionale speciale per Taranto, il cui iter per la definitiva approvazione in Consiglio regionale è stato incardinato nelle commissioni consiliari. Un argomento così importante che sta vedendo anche gli altri consiglieri regionali tarantini collaborare affinché Taranto ne sia la normale collocazione. Oggi (ieri per chi legge, ndr), infatti, i consiglieri regionali tarantini hanno sottoscritto un ordine del giorno, che sarà presentato e discusso nella prima seduta utile del Consiglio, che va appunto nella direzione di individuare Taranto come area della Puglia titolare di Zes”.

Adesso, aggiunge Liviano, il tavolo tecnico della legge regionale speciale per Taranto, “unitamente agli attori sociali, economici e culturali di Taranto, sta lavorando per la costruzione del piano strategico come previsto all’interno del Ddl Resto al Sud istitutivo delle Zes. Ovviamente, anche il neo eletto sindaco Melucci è chiamato a partecipare da protagonista a questo lavoro comune per il bene della comunità “.

'Aside' Post | By on 12 luglio 2017

su Arpa e vertenza Teleperformance mozioni approvate in Consiglio Regionale

      

 

“La Regione Puglia si impegnerà, nel rispetto delle competenze specifiche dei singoli dipartimenti, a compiere gli atti dovuti e di propria competenza al fine di poter provvedere alle assunzioni necessarie nell’Arpa, in applicazione di quanto previsto dalla Legge 1 agosto 2016, n. 151 relativa alle disposizioni urgenti per il completamento della procedura di cessione dei complessi aziendali del gruppo Ilva”.

Ne dà notizia il consigliere regionale Gianni Liviano nel commentare l’approvazione, all’unanimità, della mozione di cui è unico firmatario da parte del Consiglio regionale nel corso della seduta nella quale, sempre all’unanimità, i consiglieri hanno approvato anche la mozione sulla crisi di Teleperformance.
Per quanto riguarda la mozione sull’Arpa, “la Regione non ha, a tutt’oggi, intrapreso – specifica Liviano – nessuna attività né per l’autorizzazione ad Arpa Puglia alle assunzioni né per l’individuazione ed il trasferimento delle risorse economiche per le assunzioni in deroga previste dalla legge 151, con la conseguenza di una ormai irrimediabile perdita di fondi per 2,5 milioni di euro per le assunzioni per il 2016, e con nessun segnale di un possibile cambiamento di indirizzo per l’anno 2017. Una situazione che mal si concilia con la specificità del territorio tarantino alle prese – ricorda il consigliere regionale tarantino – con un’emergenza ambientale e sanitaria che non ha uguali. Inoltre, – conclude Liviano –  l’Arpa di Taranto versa in condizioni di particolare carenza di personale, con un organico pari alla metà di quello previsto dalla pianta organica approvata dalla stessa Regione Puglia”.

Da parte sua, il presidente della giunta, Emiliano, interpellato in qualità di assessore alla Sanità, nel dare parere favorevole alla mozione ha sottolineato come i ritardi siano dovuti al fatto che l’Arpa non avrebbe attivato le procedure di propria competenza.

Approvata all’unanimità anche la mozione, sempre a firma del consigliere regionale Gianni Liviano, in merito alla vertenza Teleperformance di Taranto.
Nel testo della mozione è stato evidenziato che “nella città e nella provincia di Taranto, la seconda impresa produttiva per numero di occupati dopo l’Ilva è la società Teleperformance, il call center francese con sede operativa nel quartiere Paolo VI, che impiega circa 1500 lavoratori assunti a tempo indeterminato e più di 1000 cosiddetti atipici, con contratti di lavoro a progetto e contratti di somministrazione”.
È stato anche rilevato che le rappresentanze sindacali unitarie di Teleperformance hanno più volte ribadito, anche a seguito dello sciopero nazionale del settore delle Telecomunicazioni dello scorso febbraio, che un mancato intervento politico-legislativo sul settore potrà trascinare Teleperformance e le altre aziende similari in una nuova crisi ancor più grave e senza prospettive.
Pertanto, con questa mozione  il presidente della Regione Puglia, “si impegna – spiega Liviano -a sollecitare ed intervenire presso Asstel Confindustria (associazione di categoria che, nel sistema di Confindustria, rappresenta le imprese della tecnologia dell’informazione esercenti servizi di telecomunicazione fissa e mobile) al positivo rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro  di settore, scaduto da oltre due anni, e di introdurre regole chiare, definitive ed utili alla tutela e qualità del lavoro nel delicato settore in oggetto per scongiurare selvagge delocalizzazioni; eliminare le gare fondate prioritariamente sul prezzo più basso; rendere effettiva la clausola sociale nei cambi di appalto; la qualificazione delle imprese attraverso il cosiddetto bollino blu; sostenere l’impresa responsabile in accordo con la rappresentanza del lavoro”.

Con le due mozioni approvate martedì dal Consiglio regionale, “abbiamo creato – conclude Liviano – le condizioni perché altri due tasselli dell’intricato e complicato mosaico si incastrino al loro posto. Certo,  la strada è ancora lunga ma non ci sottrarremo dal percorrerla tutta è fino in fondo pur di fornire risposte,  le più concrete e più esaurienti possibili, ad un territorio che cerca di smarcarsi dalla monocultura industriale”.

9/6 la Giunta Regionale delibera costituzione GdL su Zes coordinato da Gianni Liviano

Zes, la Giunta delibera la costituzione del gruppo di lavoro.
Liviano: “Risultato importante sulla strada della legge Taranto”

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Un altro importante tassello si è aggiunto al mosaico che porterà alla realizzazione compiuta, attraverso la redazione del piano strategico, della legge regionale speciale per Taranto. Nella seduta di mercoledì 7 giugno, infatti, la giunta regionale ha deliberato (n. 899) la costituzione di un Gruppo di lavoro relativo all’attivazione di una Zes (Zona economica speciale) per l’area di Taranto. “Un risultato importante – commenta il consigliere regionale Gianni Liviano – raggiunto grazie anche all'impegno di quei consiglieri regionali tarantini con i quali abbiamo condiviso l’iter che sta portando alla nascita della legge regionale speciale per Taranto”.

Nel gruppo di lavoro sono stati designati il consigliere regionale Giovanni Liviano, in qualità di coordinatore; il prof. Antonio Uricchio, Magnifico Rettore dell’Università di Bari “Aldo Moro” (o suo delegato); il prof. Domenico Laforgia, direttore del dipartimento Sviluppo economico; il dott. Angelosante Albanese, direttore del dipartimento Risorse finanziarie; il dott. Aldo Patruno, direttore del dipartimento Cultura (o loro delegati); il prof. Aldo Berlinguer,  ordinario di Diritto comparato presso l’Università di Cagliari; il prof. Giuliano Volpe, ordinario di Archeologia cristiana e medievale presso l’Università degli Studi di Foggia; il dott. Francesco Milella, esperto di sviluppo locale già consulente Ocse; il cav. Luigi Sportelli, presidente della Camera di commercio di Taranto (o suo delegato);  l’avv. Sergio Prete, presidente dell'Autorità di sistema portuale del Mar Jonio (o suo delegato); l'avv. Maurizio D'Amico, segretario generale forum Zes di Ginevra. 

Dopo i primi due incontri propedeutici, adesso, con la deliberazione di giunta, il gruppo di lavoro entra nella piena operatività.

“La Zes – spiega il consigliere regionale Gianni Liviano – è un’area geografica delimitata dotata di una legislazione economica differente dalla legislazione in atto e che, diversamente dalla Zona franca, beneficia di una normativa di favore più ampia. Proprio per sfruttare le condizioni di vantaggio che le Zes offrono – aggiunge Liviano -, abbiamo pensato di introdurre questo strumento nella legge regionale speciale per Taranto perchè permetterebbe la possibilità di introdurre agevolazioni di carattere fiscale, sotto forma di riduzione delle imposte sui redditi (Ires), dell’imposta regionale sulle attività produttive (Irap). o dei tributi locali (Imu, Tari) per gli immobili posseduti dalle imprese e utilizzati per l’attività economica, riduzione dei contributi sulle retribuzioni da lavoro dipendente. Un’occasione che, credo, vada sfruttata al massimo se vogliamo provare a creare occasioni di riscatto e di rilancio dell’area ionica. Del resto – conclude Liviano – il rapporto Svimez del 2014 evidenzia come l’istituzione delle Zes sia lo strumento ideale del rilancio economico nei tre porti di transhipment del Sud Italia: Cagliari, Taranto e Gioia Tauro”.

Nell’Unione europea esistono 12 stati che hanno zone svantaggiate all’interno del proprio territorio. Di questi, solo due non hanno attivato della Zes nel proprio territorio e sono l’Italia e la Grecia (che, però, ha chiesto ufficialmente l’attivazione di una Zes nel porto del Pireo). In Italia, le regioni ammissibili nelle quali può essere istituita una Zes sono Campania, Basilicata, Puglia, Calabria e Sicilia. Attualmente esistono Zes in Bulgaria, Repubblica Ceca, Estonia, Lettonia, Lituania, Polonia, Romania, Slovenia, Portogallo e Spagna. La Polonia è la nazione che conta il numero maggiore di Zes (14) il cui principale beneficio è costituito dall’esenzione fiscale sulle imposte sul reddito.

Ma al di là degli incentivi fiscali rivolti alle imprese che intendono investire nell’area di Taranto, nella Zes si intende ricomprendere attrattori e fiscalità di vantaggio anche per le imprese culturali e creative. L’obiettivo è quello di offrire un nuovo modello di cultura di impresa partendo dalla modifica dell’attuale sistema e passare dal sostegno all’offerta, un vero e proprio aiuto di Stato, al sostegno alla domanda. Per cui la Zes va inquadrata in un ragionamento più complessivo.

“È importante – aggiunge Liviano – procedere ad una verifica dei parametri comunitari in modo da capire fino a che punto possiamo spingerci nella configurazione della Zes per Taranto. Aprirne i confini anche all’industria culturale, e aggiungerei anche all’industria culturale spinta, può ampliare i margini di sviluppo economico oltre che, appunto, culturale”.

Non solo defiscalizzazione, però, perché la Zes è  anche logistica e snellezza amministrativa. Infatti, le imprese che vogliono investire sul territorio devono avere certezza sui tempi. A Dubai, zona Zes più importante al mondo, per esempio, le imprese vengono registrate in tre giorni grazie ad una società di gestione che si occupa di tutto l’iter. Non sfugge a nessuno – conclude Liviano – che è fondamentale liberare risorse attraverso un quadro normativo appropriato. È vero che è opportuno e importante  un percorso di fiscalizzazione di vantaggio sul territorio ma è anche vero che, da solo, non è sufficiente a garantire l’insediamento di attività economiche; per cui sarà importante capire bene se dobbiamo puntare ad una Zes esclusivamente tematica oppure ad un mix che apra la Zona economica speciale  anche a tutte le imprese che vogliano insediarsi; a strumenti che puntino alla defiscalizzazione del costo di lavoro dal momento che c’è da pensare a quanti, nei prossimi anni, usciranno dalle imprese della grande industria e dell’indotto in crisi aiutandoli a reinserirsi nel mondo del lavoro”.