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di seguito resoconto anche video della Conferenza Stampa
a seguire replica di Gianni Liviano agli attacchi strumentali del Candidato Sindaco Baldassari 

La discontinuità rispetto al passato, il senso di comunità, la competenza degli
attori di un percorso che si coniughi col noi: sono gli assi portanti del Liviano pensiero e non sono cambiati neanche dopo che il primo turno delle amministrative 2017 ha consumato i suoi giorni consegnando al ballottaggio Stefania Baldassari (centrodestra) e Rinaldo Melucci (centrosinistra). Viaggia lungo i sentieri della coerenza, il consigliere regionale tarantino, e lo fa, nel corso della conferenza stampa tenutasi venerdì mattina in via Fiume 12, sede dell’associazione Le città che vogliamo, alla quale è intervenuto anche il candidato sindaco del centrosinistra Rinaldo Melucci, mostrando una montagna di titoli di giornali che a partire da ottobre 2016 ricordano gli sforzi compiuti, senza lesinare forze e energie, per portare a sintesi le diverse anime che, se continuavano a presentarsi in ordine sparso,  erano destinate a risultati improduttivi,  “come poi puntualmente è  accaduto”.

Ma adesso è tempo di ballottaggio e il ballottaggio impone delle scelte. Allora la coerenza e l’essere persone culturalmente di centrosinistra, “e questa è la dimensione valori Alessandro che ci appartiene”, non può “non farci fare la scelta di sostenere, come associazione Le Città che vogliamo, il candidato sindaco Rinaldo Melucci, persona che ragiona sul futuro, che ha buon approccio con i problemi sociali,  che è costruttore attento e appassionato di una comunità alle prese con tante contraddizioni”.

Tutto questo pur nella consapevolezza “degli errori, dei disagi di un Pd (partito che sostiene e ha proposto la candidatura a sindaco di Melucci, ndr) che ha gestito e governato male in questi anni e preso decisioni che non abbiamo mai condiviso” e per questo al candidato sindaco Melucci e, soprattutto,  al Pd “chiediamo – sottolinea Liviano – quello scatto che provochi davvero discontinuità con il passato che porta i nomi di Giancarlo Cito, Rossana Di Bello e Ezio Stefàno” mentre l’appello al centrosinistra, “e agli elettori di centrosinistra”, è quello “di ritrovare quell’unità che da tempo è stata smarrita e di andare, domenica 25, convintamente a votare se non vogliamo che il partito dell’astensionismo consegni alla città un primo cittadino espressione di pochi”.

Argomenti che Rinaldo Melucci fa propri. “La discontinuità – ha spiegato Melucci – si appalesa  in un serie di evidenze quali il programma condiviso e un consiglio comunale,  se sarò io il sindaco eletto, che sarà composto da gente giovane, fresca, pulita e competente. Benché il giudizio di Liviano sia giustamente critico nei confronti del Pd,  – ha poi ha aggiunto il candidato sindaco – voglio spezzare una lancia per un partito che ha compiuto lo sforzo di andare nella società civile e trovare un giovane imprenditore. Questo vuol dire che è una forza politica che sta guardando a un futuro nuovo senza rinunciare, come hanno fatto altri partiti,  al proprio simbolo”.

Poi le competenze: “ci dobbiamo prendere insieme come centrosinistra la responsabilità del cambiamento e questo obiettivo si raggiunge attraverso le competenze che vanno sicuramente individuate attraverso la rigenerazione della classe dirigente. Quando il sindaco dovrà confrontarsi con i livelli superiori delle istituzioni avrà bisogno dell'architettura di un partito di governo. Il sindaco sarà tanto autorevole quanto sarà stato in grado di costruire alle sue spalle una rete di competenze. E, questo, è il nostro obiettivo. Ringrazio per il sostegno e faccio mie anche le critiche che sono state rivolte, legittimamente, dal consigliere Liviano. È importante, però,  – ha concluso Melucci – raccontare e far capire alla gente che domenica è importante andare a votare”.
 

qui intervento di Gianni LIVIANO

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 qui intervento di Rinaldo MELUCCI

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replica di Gianni Liviano agli attacchi strumentali del Candidato Sindaco Baldassari 
“Ho ascoltato i resoconti della conferenza stampa tenuta venerdì mattina dalla candidata sindaco Stefania Baldassari e, francamente, non so se ridere o piangere. È vero, ho incontrato nel mese di marzo nella sede di via Fiume dell’associazione Le città che vogliamo la dott.ssa Baldassari  e quell’incontro fu richiesto da lei tramite il suo entourage. Incontro nel quale ci fu chiesta la possibilità di valutare una alleanza in funzione delle amministrative di giugno”.

Così Gianni Liviano, consigliere regionale, risponde alle gravi accuse mossegli dal candidato sindaco del centrodestra nel corso di una conferenza stampa. “Ma come la dott.ssa Baldassari – aggiunge Liviano – anche altri candidati sindaco hanno chiesto di incontrarmi e mi hanno proposto di sostenere le rispettive tesi. In quello stesso periodo però, e ci sono numerosi articoli di stampa a dimostrarlo, il mio impegno è stato quello di provare a portare a sintesi i candidati del civismo moderato e dell’ambientalismo affinché ci si potesse presentare con una proposta unica, granitica e condivisa. Quanto poi all’accusa di chissà cosa avrei avuto in cambio dal Pd per il mio sostegno al candidato Melucci in vista del ballottaggio del 25 giugno, beh è nota a tutti, ma forse non alla dott.ssa Baldassari, la mia posizione di terzietà  nei confronti del partito democratico, ribadita anche questa mattina (venerdì per chi legge, ndr), al quale imputo di aver gestito e governato male in questi anni la città di Taranto. Io – prosegue Liviano – sono un uomo di centrosinistra e, dopo essere stato terzo nel primo turno elettorale (come forma di rispetto a tanti miei amici dell’associazione che, una volta fallito lo sforzo di sintesi,  hanno scelto a vario titolo di votare chi per Fornaro,  chi per Melucci, chi per Sebastio), adesso al ballottaggio tra un candidato di centrosinistra e uno di centrodestra ovviamente scelgo il primo. Io – puntualizza Liviano – nella mia conferenza stampa di questa mattina (venerdì per chi legge, ndr) non ho proprio citato la dott.ssa Baldassari. Non personalizzo mai la politica e provo ad avere sempre rispetto  per le persone. Per terminare – conclude Liviano – credo che in questi ultimi giorni di campagna elettorale il clima vada rasserenato in modo da spiegare ai tarantini come, davvero, si vuole operare per far svoltare definitivamente la città di Taranto”.

'Aside' Post | By on 16 giugno 2017

La città che vogliamo non sarà presente, nè con il proprio simbolo nè con una propria lista, alle prossime elezioni amministrative di giugno. A darne l’annuncio è  stato, mercoledì mattina nel corso di una conferenza stampa, il consigliere regionale Gianni Liviano che dell’associazione è il presidente onorario. Un annuncio che segue di ventiquattro ore quello di Dante Capriulo, fino a poche ore fa candidato sindaco di una coalizione di liste civiche all’interno della quale c'era anche quella de La città che vogliamo, di appoggiare la candidatura a primo cittadino di Rinaldo Melucci, espressione diretta del Pd.

“Ci tiriamo fuori da una competizione elettorale impazzita perché vogliamo salvaguardare la coerenza cui ci siamo appellati fino ad oggi”, ha sottolineato Liviano, a differenza “di quanto avvenuto in altri schieramenti e rispetto a quanti ad essa si sono appellati per poi fare rapidamente dietrofront “. Il riferimento non è a Dante Capriulo, o forse anche un po’ in parte, “che rimane una delle poche persone serie di questa città. Noi possiamo condividere o no le scelte politiche ma siamo amici a differenza di quanto sostenuto da alcuni”.

E sulla protervia di commenti e post su facebook “contro la mia persona”, pronunciati e scritti ancora prima di sapere quale sarebbe stata la posizione ufficiale sua e de La città che vogliamo, Liviano ha tagliato corto: “è facile giudicare le scelte degli altri. Siamo in una città arrabbiata, retorica, demagoga, piena di slogan e di faziosità pronta a sparare e a sparlare su tutto e di tutti”.

Ora che La città che vogliamo è fuori dalla competizione elettorale “mi  assumo la responsabilità di aver provato a mettere insieme mondi e di non esserci riuscito. Ho fatto di tutto – ha aggiunto il consigliere regionale tarantino – per tentare di costruire sintesi, di evitare frammentazioni, di ridurre il numero di candidati sindaci, di costruire coesione comunitaria, di evitare polverizzazioni del voto, per mettere insieme le persone migliori, quelle che fanno politica per passione e per servizio e che ragionano accompagnati dal senso di responsabilità”.

Uno sforzo, ha aggiunto ancora Liviano, che si è sempre basato su tre coordinate: la discontinuità rispetto al passato, il senso di comunità, la competenza degli
attori di un percorso che si coniughi col noi”. Ho fatto di tutto, ma non ci sono riuscito.
Tanti candidati sindaci raccontano una città divisa, frammentata, immatura, irresponsabile. Ora, in un clima incattivito dove ci sono personaggi arrabbiati col mondo che usano, per candidarsi, associazioni e simboli fondati da altri; persone che fino a ieri stavano a sinistra e oggi si sistemano a destra; candidati di civiche che, prima ancora di pensare al bene comune, hanno pensato al loro protagonismo (perché diversamente sarebbero andati a sintesi) e intellettuali  che scelgono, per cambiare, il candidato in maggiore continuità con gli ultimi 15 anni di governo della città, la cosa migliore è sicuramente stare fermi”.

Adesso, ha proseguito Liviano, l’esigenza di tenere unito il gruppo de La città che vogliamo – “in molti non avrebbero capito la scelta di fare un passo indietro e correre insieme al Pd” – è prevalente su ogni altra considerazione. Perché, ha poi sottolineato con forza Liviano, “dopo l’11 giugno c’è un 12 giugno. Noi come associazione ci saremo ancora. Molte liste civiche e candidati no, saranno stati cancellati dal voto. E poi – ha concluso il consigliere regionale e leader de La città che vogliamo – c’è da riprendere il discorso sulla legge regionale speciale per Taranto, già approvata dalla giunta regionale ma che va, da parte del presidente Emiliano, adeguatamente finanziata, il piano strategico e le altre mille cose che stiamo facendo”.

A quanti si erano candidati nella lista de La città che vogliamo a sostegno dell’ormai ex candidato sindaco Dante Capriulo, il via libera “a candidarsi, qualora lo ritenessero opportuno, in altre liste, nel pieno rispetto delle scelte”.

'Aside' Post | By on 10 maggio 2017

Comunicati nomi e cognomi dei candidati consiglieri (li trovate in fondo insieme ai video)
Compatta, appassionata, competente, instancabile, onesta, al servizio degli altri. Con un giusto mix di esperienza, professionalità, donne, uomini e giovani. Una Ferrari alla guida di Taranto con il protagonismo partecipato dei consiglieri comunali e dei cittadini attivi.

E’ questa l’idea della squadra che dovrà affiancarlo qualora la città dovesse eleggerlo sindaco.

Dante Capriulo risponde al fuoco di fila di domande cui si è sottoposto, venerdì sera, nel corso dell’incontro di presentazione di una delle tre liste civiche, “Diamoci del noi – Capriulo sindaco per la città che vogliamo”, che lo affiancherà verso il traguardo di tappa: la conquista di Palazzo di Città. Da lì, invece, partirà la corsa vera e propria e, cioè, governare la città.

Giusto il tempo per Nino Nastasi, uno dei coordinatori della lista, di introdurre la serata e presentare i candidati alle tantissime persone che hanno affollato il saloncino di via Fiume 12, che subito è domande e risposte sui temi piu’ avvertiti dai cittadini.

Non prima, però, dell’affondo del consigliere regionale Gianni Liviano, l’uomo che ha cercato in tutti i modi di andare a sintesi tra i vari candidati del civismo per cercare di individuare un unico terminale vincente da offrire alla città. Un tentativo fallito “perchè la maggior parte dei candidati sindaco, se non tutti, puntano sull’aspettativa di ruolo” piuttosto “che al bene comune dei cittadini”. Di qui la decisione  di correre da soli con Dante Capriulo candidato sindaco, in ossequio “alla coerenza che ci ha sempre contraddistinti e che, sin dal primo momento, ci ha fatto dire mai insieme a chi non ha saputo amministrare questa città e con chi ha concorso a mantenere in piedi la giunta Stefàno. Taranto – ha aggiunto Liviano – è una non comunità, una città che trova sintesi più nel lamento condiviso che nella progettualità. Taranto è una città i cui abitanti sono più abituati a ragionare di pancia (emotivamente) che di testa (razionalmente). E' una città in cui la politica, vergognandosi di se stessa, sta rinunciando in queste elezioni, quasi sempre, ai propri simboli, rinnegando storie e valori nella speranza di acquisire qualche voto in piu'.  Taranto è la città del populismo e della demagogia. La città dove anche il populismo teme di poter vincere. Coerenti sempre,  per questo Dante Capriulo, persona seria, competente e corretta, – ha poi concluso Liviano – è indiscutibilmente il nostro candidato sindaco. Perchè a
prescindere dal numero dei voti che prenderemo, la nostra vita parla spesso di posizioni marginali ma sempre serie e mai opportunistiche, fatte con l'animo di chi vuole condizionare la rotta della barca e non di chi, ponendosi sulla barca piu’ grande si lascia trascinare dai venti e dalle correnti”.

Spazio al candidato sindaco, allora, e alle domande a raffica che ne rallentano l’esposizione del programma condito di slide, come ormai è prassi consolidata di molti leader politici nostrani. E sulla difficile convivenza di ambiente, salute e lavoro, Capriulo è netto: il sindaco, dice, “dovrà innanzitutto svolgere al meglio i compiti a lui assegnati dalla legge quale autorità sanitaria locale, tutelando al massimo la salute e l’igiene pubblica, svolgendo appieno i poteri assegnati nell’ambito delle valutazioni ambientali e nelle autorizzazioni integrate ambientali. Il tutto all’insegna di un nuovo rapporto con le grandi fabbriche e con tutte le attività inquinanti insediate sul territorio, in modo da ristabilire i valori della vita. Per cui – ha aggiunto – non saranno condivisi nuovi investimenti o insediamenti industriali che aumenti anche solo di un grammo l’inquinamento della città”. Mentre a Regione e Governo la nuova giunta comunale dovrà chiedere con forza norme speciali, risorse adeguate per le bonifiche e per uno sviluppo alternativo. In tale contesto non è più rinviabile una concreta attuazione dei piani di risanamento ambientale per tutti i danni procurati dalle industrie inquinanti (aria, acqua, suolo e sottosuolo)”.
 

Poi c’è il problema di una macchina amministrativa che non va e che “se non la si riorganizza totalmente, rimotivando il personale, creando nuove strategie organizzative, facendola lavorare per funzioni e non per obiettivi, credo non si andrà molto lontano. E’ un po’ come dover fare una guerra e non avere esercito. Noi partiamo con il vantaggio di conoscere pregi e difetti di tutti: delle strutture e delle persone. Non ci vorrà molto per cambiare le cose perchè sappiamo già precisamente cosa fare e con chi farle”.

E sul coinvolgimento del terzo settore e dei cittadini nella riqualificazione e nella cura della città, le idee di Capriulo sono altrettanto chiare: “nella nostra proposta il fondamento è la partecipazione attiva dei cittadini.

Dal protagonismo vero del Consiglio comunale, ai comitati di quartiere, alle consulte tematiche, al bilancio partecipativo, al brainstorming dei giovani.

Con la partecipazione attiva, in una forma di sussidiarietà, dei cittadini e delle associazioni che dovranno collaborare con l’amministrazione, aiutandola nella gestione, cura e miglioramento dei beni comuni. Ovviamente – ha concluso Capriulo – il Comune sosterrà queste iniziative e non le ostacolerà o ignorerà come fatto fino ad ora”.

 

Lista “Diamoci del noi – Capriulo sindaco per la città che vogliamo”
Annicchiarico Vito 
Axo Vito
Benedetto Nunzio 
Blasi Cosimo 
Cannalire Ignazia Rosanna
Caso Evangelina

Colella Salvatore 
Credidio Tiziana 
D'Elia Massimo 
De Pace Antonio 
Forte Salvatore 
Germanà Mathia 
Guarino Giovanni
Loconte Pino
Lorè Paolo
Lorusso Alessandra 
Maffei Alessandro 
Maiano Cataldo
Pasculli Francesco
Pugliese Antonio 
Ragnatela Dario
Santoro Vincenzo 
Scardigno Cesare
Serrano Fabrizio
Simeone Francesca 
Talamo Antonio 
Tatullo Teresa
Zonile Caterina

INTERVENTI DI : Stefano Fabbiano (coordinatore lista),  Vittorio Angelici e  di altri due coordinatori della lista Rosario Orlando e Rocco Tagariello

INTERVENTO DI DANTE CAPRIULO

INTERVENTO DI GIANNI LIVIANO

 

'Aside' Post | By on 29 aprile 2017

Capriulo e Liviano – Prima le Idee : Conf. Stampa #Amministrative2017

Resoconto Conferenza Stampa ( PRIMA LE IDEE)

Un nuovo metodo di governo per una Taranto aperta e solidale. È questo l’obiettivo cui tendono il consigliere regionale Gianni Liviano e il consigliere comunale Dante Capriulo. Un metodo che vada in discontinuità con i metodi di governo degli ultimi anni, fondato su persone sole al comando, e che parta da linee programmatiche condivise e che in forza di quelle individui il miglior candidato sindaco possibile in grado, da subito, di indirizzare e governare il complesso ente comunale e puntare sul coinvolgimento della Cittadinanza Attiva e sui beni comuni.

Concetti che i due esponenti politici hanno raccontato sabato mattina nel corso di una conferenza stampa tenutasi nella sede de “Le città che vogliamo” in via Fiume 12 a Taranto.

Immaginare un nuovo futuro che metta in chiaro da subito che salute, ambiente e bellezza non si barattono con nulla e che ristabilisce nuovi  rapporti con la Marina militare e con la grande industria e con le altre attività inquinanti che tradotto vuol dire che ogni modello produttivo deve rispettare la salute dei cittadini e dei lavoratori ed essere sottoposto ad autorizzazioni preventive che non siano il frutto di Aia “farlocche” o di irrealizzabili o irrealizzati piani di ambientalizzazione bensì su Valutazione integrate dell’impatto ambientale e sanitario, su modelli scientifici già elaborati dai massimi organismi nazionali come Ispra e Arpa, dando nuove opportunità e tutele ai lavoratori attualmente impiegati in Ilva.

E, ancora, sì alla rigenerazione, recupero, e riorganizzazione del patrimonio edilizio (privato e pubblico) esistente che stimoli le opportunità  (piano delle coste, mare, isole amministrative, eccetera); tenere conto che la periferia urbana non termina tra via Di Palma e via Leonida (come di recente votato dall’attuale amministrazione comunale) ma che la periferia, anche sociale, sia al centro ed abbia gli stessi diritti di cittadinanza; che i servizi primari siano assicurati a tutti i cittadini di Taranto; che i giovani non debbano scappare dalla città sia per studiare che per lavorare; che l’Università sia degna di tal nome e non un surrogato barese in perenne difficoltà; sì alla realizzazione di un piano per lo sport che restituisca dignità ad una impiantistica sportiva inadeguata e decadente.

Insomma, una piattaforma programmatica che punti ad un Comune che  funzioni attraverso la riorganizzazione della macchina amministrativa che risponda, in maniera pronta, efficace,  efficiente ai bisogni veri dei cittadini; che abbia la capacità di riorganizzare radicalmente le sue società (Amat, Amiu, eccetera); che utilizzi Patrimonio, Edilità, Commercio, porto, Attività produttive come moltiplicatori di sviluppo; che applichi una tassazione locale giusta e equa.

Pensare, questo il traguardo da cui subito dopo ripartire, una città per giovani e bambini, capace di dire stop ad ogni ipotesi di espansione urbanistica e che faccia leva sulle straordinarie opportunità naturali e locali per disegnare un  nuovo futuro economico e produttivo.

“Pensiamo ad una politica che abbia una visione del futuro, che valorizzi l’idea del noi rispetto all’io, che pensi in un’ottica di squadra che inverta la rotta, che segni un solco netto con il passato, con gli ultimi cinque anni della giunta Stefàno che è stata devastante”, sottolinea Gianni Liviano, che, pur ringraziando i tanti che, candidandosi a sindaco, vogliono dare un contributo alla città, evidenzia che “questa non è la strada giusta” perché la “frammentazione rischia di consegnare la città al Masaniello di turno, ai portatori di interessi personali”. È, allora, questo, ribadisce Liviano, “è il momento che la città si ricompatti e sfrutti il momento per pensare e costruire una nuova Taranto”.

Ricompattamento e sintesi, questi i due architravi “sui quali costruire”.

Concetti ripresi e ribaditi da Dante Capriulo. “Di alcuni candidati sindaco non conosciamo neanche la voce”, dice il consigliere comunale, che aggiunge: “Il sindaco non deve essere solo un nome ma deve essere un metodo di lavoro, un programma condiviso. Sono anni che affermiamo e ci battiamo per queste cose scontrandoci con impreparazione, incapacità. È ora che la parte migliore governi la città”.

PRIMA LE IDEE

UN NUOVO METODO DI GOVERNO. TARANTO CITTÀ’ DISINQUINATA, APERTA E SOLIDALE.

1 discontinuità con i metodi di governo degli ultimi anni, fondato su persone sole al comando, spesso dispotiche quando non isteriche;

=> necessita al contrario una stagione di partecipazione “illuminata” e non “questuante”; che il consiglio comunale diventi luogo di discussione, decisione partecipata ed indirizzo vero; bisogna disinquinare non solo l’ambiente ma anche la politica locale; valorizzando la squadra e le competenze, il NOI al posto dell’IO;

esperienza nella capacità di governare ima macchina complessa come quella comunale, con poteri e compiti immensi, migliaia di dipendenti, una decina di società partecipate, un bilancio di oltre 300 milioni di euro annui, un dissesto ancora da chiudere, un debito pregresso ancora ingente (basti pensare alla vicenda BOC che pende in Cassazione);

=> un Sindaco in grado da subito di indirizzare e governare il complesso ente comunale;

=> puntando sul coinvolgimento della Cittadinanza Attiva e sui Beni Comuni.

Taranto è una parte importante della Puglia e dell’Italia, con cui confrontarsi e dialogare, chiedendo rispetto e riconoscimento per il servizio e sacrificio offerto allo Stato da oltre un secolo, scongiurando però dannosi isolazionismi;

UN NUOVO FUTURO.


4 immaginare un nuovo Futuro, che ponga a fondamento un principio chiaro: la salute, l’ambiente e la bellezza di 2000 anni di storia non si baratta con nulla;

5 individuare un’ IDEA DI PROGRAMMAZIONE STRATEGICA per Taranto, nuove prospettive economiche, in grado di trasformare il tessuto economico-produttivo, con l’utilizzo pieno delle risorse europee del piano 2014/2020 (siamo già in ritardo!), di promozione, attrazione, tassazione di vantaggio, accesso al credito, innovazione, incentivazioni, tutela al lavoro che cambia; con la .rivendicazione con autorità’ competenti alla defiscalizzazione per il territorio (zes);

fare leva sulle straordinarie opportunità naturali e locali per disegnare un nuovo futuro economico e produttivo, in primis il Porto e retroporto, dove far ritornare commercio e logistica, facendo arretrare lo sfruttamento quasi esclusivamente industriale;

7 un rapporto con gli enti militari (M.M., Aereonautica, etc.) in cui alle parole si sostituiscano i fatti, con l’utilizzo delle aree militari non più strategiche; in cui si ritomi padroni in casa propria.

 

LA SALUTE NON SI SCAMBIA.


8 Un rapporto nuovo con la grande fabbrica e con le altre attività inquinanti insediate sul territorio, in cui si ristabiliscano i valori della vita: per cui ogni modello produttivo (possibilmente abbandonando quello obsoleto del ciclo integrale con il carbone) deve rispettare la salute dei lavoratori e dei cittadini, ed essere sottoposto ad autorizzazioni preventive non fondate su farlocche A.I.A. o irrealizzabili o irrealizzati piani di ambientalizzazione, ma su Valutazioni Integrate dellTmpatto Ambientale e Sanitario, sui modelli scientifici già elaborati dai massimi organi nazionali quali ISPRA ed ARPA; dove si certifichi che per produrre nessuno deve essere esposto a rischi sanitari; dando nuove opportunità e tutele ai lavoratori attualmente impiegati in ILVA; 

9 potenziamento della Prevenzione Sanitaria e della offerta socio-sanitaria (Sindaco Autorità Sanitaria Locale!)

 

LA GRANDE BELLEZZA.


10 una città fondata sul decoro e la bellezza, in cui siano messi al bando i comportamenti incivili; una città vivibile, accogliente, ordinata, aperta e solidale; una città a misura di bambino; con un traffico ordinato e meno caotico;

11 una nuova organizzazione del territorio: STOP ad ogni ipotesi di espansione urbanistica;—> (3R) SI alla Rigenerazione, Recupero e Riorganizzazione del patrimonio edilizio (privato e pubblico) esistente, che stimoli le opportunità (piano delle coste, mare, isola amministrativa, etc.);

12 Il cuore di Taranto (Città Vecchia e Borgo) da rivitalizzare con un mix ben dosato di interventi edilizi, sociali, produttivi; La Città Vecchia come zona franca culturale urbana;

13 favorire il commercio di vicinato, l’umanità della aggregazione di quartiere rispetto all’ampliamento dei centri commerciali.

 

PERIFERIE URBANE E SOCIALI AL CENTRO.


14 La periferia urbana non termina tra via Di Palma e via Leonida (come votato di recente dall’attuale amministrazione);  => la periferia, anche sociale, sia al centro ed abbia gli stessi diritti di cittadinanza;

15 i servizi primari (acqua, fogna, strade, luce) siano assicurati a tutti i cittadini di Taranto;

 

LE NUOVE GENERAZIONI. UNA CITTA’ COLTA, PER GIOVANI E BAMBINI.


16 attivazione Laboratori di Partecipazione Under 30; i Giovani non devono scappare da Taranto, sia per lavorare che per Studiare; 

17 una Università vera e non un surrogato barese in continua difficoltà; con rafforzamento e valorizzazione dell’intera offerta formativa, potenziando indirizzi coerenti con le prospettive di sviluppo economico; 

18 La Cultura come fattore di crescita sociale ed anche economica;ù

19 SI alla realizzazione di un piano per lo Sport, restituendo dignità ad una impiantistica sportiva inadeguata e decadente;

 

UN COMUNE CHE FUNZIONI


20 riorganizzare una nuova macchina amministrativa, che risponda – in maniera pronta, efficace, efficiente ed moderna – ai bisogni veri dei cittadini e non sia un motore inceppato;

21 Riorganizzazione radicale delle società di proprietà comunale (Amiu, Amat, etc.), oltre che dei diversi “affidamenti sociali”, con ottica orientata ai servizi efficienti per i cittadini a costi ragionevoli, evitando la pratica diffusa delle piccole clientele .

22 Utilizzare le leve amministrative (Patrimonio, Edilità, Commercio, Porto, Attività Produttive), come moltiplicatori di sviluppo e non come meri centri di potere;

23 Lotta senza sconti a “furbetti” e “parassiti” che vivono alle spalle dei cittadini onesti, chiedendogli di pagare canoni sui beni comunali, tasse e tariffe dovute (soprattutto ai possessori di adeguati redditi!)

24 una tassazione locale giusta ed equa.

Taranto 11 marzo 2017.

 

PRIMA LE IDEE – conferenza stampa di Dante Capriulo e Gianni Liviano

Un nuovo metodo di governo per una Taranto aperta e solidale.

Punti programmatici lanciati da Dante Capriuolo e Giovanni Liviano nella conferenza stampa dl sabato 11 marzo 

 PRIMA LE IDEE   (qui trovate il Resoconto Conferenza Stampa dell'11 Marzo)

UN NUOVO METODO DI GOVERNO. TARANTO CITTÀ’ DISINQUINATA, APERTA E SOLIDALE.

1 discontinuità con i metodi di governo degli ultimi anni, fondato su persone sole al comando, spesso dispotiche quando non isteriche;
=> necessita al contrario una stagione di partecipazione “illuminata” e non “questuante”; che il consiglio comunale diventi luogo di discussione, decisione partecipata ed indirizzo vero; bisogna disinquinare non solo l’ambiente ma anche la politica locale; valorizzando la squadra e le competenze, il NOI al posto dell’IO;

esperienza nella capacità di governare ima macchina complessa come quella comunale, con poteri e compiti immensi, migliaia di dipendenti, una decina di società partecipate, un bilancio di oltre 300 milioni di euro annui, un dissesto ancora da chiudere, un debito pregresso ancora ingente (basti pensare alla vicenda BOC che pende in Cassazione);
=> un Sindaco in grado da subito di indirizzare e governare il complesso ente comunale;
=> puntando sul coinvolgimento della Cittadinanza Attiva e sui Beni Comuni.

Taranto è una parte importante della Puglia e dell’Italia, con cui confrontarsi e dialogare, chiedendo rispetto e riconoscimento per il servizio e sacrificio offerto allo Stato da oltre un secolo, scongiurando però dannosi isolazionismi;

UN NUOVO FUTURO.

4 immaginare un nuovo Futuro, che ponga a fondamento un principio chiaro: la salute, l’ambiente e la bellezza di 2000 anni di storia non si baratta con nulla;

5 individuare un’ IDEA DI PROGRAMMAZIONE STRATEGICA per Taranto, nuove prospettive economiche, in grado di trasformare il tessuto economico-produttivo, con l’utilizzo pieno delle risorse europee del piano 2014/2020 (siamo già in ritardo!), di promozione, attrazione, tassazione di vantaggio, accesso al credito, innovazione, incentivazioni, tutela al lavoro che cambia; con la .rivendicazione con autorità' competenti alla defiscalizzazione per il territorio (zes);

fare leva sulle straordinarie opportunità naturali e locali per disegnare un nuovo futuro economico e produttivo, in primis il Porto e retroporto, dove far ritornare commercio e logistica, facendo arretrare lo sfruttamento quasi esclusivamente industriale;

7 un rapporto con gli enti militari (M.M., Aereonautica, etc.) in cui alle parole si sostituiscano i fatti, con l’utilizzo delle aree militari non più strategiche; in cui si ritomi padroni in casa propria.

 

LA SALUTE NON SI SCAMBIA.

8 Un rapporto nuovo con la grande fabbrica e con le altre attività inquinanti insediate sul territorio, in cui si ristabiliscano i valori della vita: per cui ogni modello produttivo (possibilmente abbandonando quello obsoleto del ciclo integrale con il carbone) deve rispettare la salute dei lavoratori e dei cittadini, ed essere sottoposto ad autorizzazioni preventive non fondate su farlocche A.I.A. o irrealizzabili o irrealizzati piani di ambientalizzazione, ma su Valutazioni Integrate dellTmpatto Ambientale e Sanitario, sui modelli scientifici già elaborati dai massimi organi nazionali quali ISPRA ed ARPA; dove si certifichi che per produrre nessuno deve essere esposto a rischi sanitari; dando nuove opportunità e tutele ai lavoratori attualmente impiegati in ILVA; 

9 potenziamento della Prevenzione Sanitaria e della offerta socio-sanitaria (Sindaco Autorità Sanitaria Locale!)

 

LA GRANDE BELLEZZA.

10 una città fondata sul decoro e la bellezza, in cui siano messi al bando i comportamenti incivili; una città vivibile, accogliente, ordinata, aperta e solidale; una città a misura di bambino; con un traffico ordinato e meno caotico;

11 una nuova organizzazione del territorio: STOP ad ogni ipotesi di espansione urbanistica;—> (3R) SI alla Rigenerazione, Recupero e Riorganizzazione del patrimonio edilizio (privato e pubblico) esistente, che stimoli le opportunità (piano delle coste, mare, isola amministrativa, etc.);

12 Il cuore di Taranto (Città Vecchia e Borgo) da rivitalizzare con un mix ben dosato di interventi edilizi, sociali, produttivi; La Città Vecchia come zona franca culturale urbana;

13 favorire il commercio di vicinato, l’umanità della aggregazione di quartiere rispetto all’ampliamento dei centri commerciali.

 

PERIFERIE URBANE E SOCIALI AL CENTRO.

14 La periferia urbana non termina tra via Di Palma e via Leonida (come votato di recente dall’attuale amministrazione);  => la periferia, anche sociale, sia al centro ed abbia gli stessi diritti di cittadinanza;

15 i servizi primari (acqua, fogna, strade, luce) siano assicurati a tutti i cittadini di Taranto;

 

LE NUOVE GENERAZIONI. UNA CITTA’ COLTA, PER GIOVANI E BAMBINI.

16 attivazione Laboratori di Partecipazione Under 30; i Giovani non devono scappare da Taranto, sia per lavorare che per Studiare; 

17 una Università vera e non un surrogato barese in continua difficoltà; con rafforzamento e valorizzazione dell’intera offerta formativa, potenziando indirizzi coerenti con le prospettive di sviluppo economico; 

18 La Cultura come fattore di crescita sociale ed anche economica;ù

19 SI alla realizzazione di un piano per lo Sport, restituendo dignità ad una impiantistica sportiva inadeguata e decadente;

 

UN COMUNE CHE FUNZIONI

20 riorganizzare una nuova macchina amministrativa, che risponda – in maniera pronta, efficace, efficiente ed moderna – ai bisogni veri dei cittadini e non sia un motore inceppato;

21 Riorganizzazione radicale delle società di proprietà comunale (Amiu, Amat, etc.), oltre che dei diversi “affidamenti sociali”, con ottica orientata ai servizi efficienti per i cittadini a costi ragionevoli, evitando la pratica diffusa delle piccole clientele .

22 Utilizzare le leve amministrative (Patrimonio, Edilità, Commercio, Porto, Attività Produttive), come moltiplicatori di sviluppo e non come meri centri di potere;

23 Lotta senza sconti a “furbetti” e “parassiti” che vivono alle spalle dei cittadini onesti, chiedendogli di pagare canoni sui beni comunali, tasse e tariffe dovute (soprattutto ai possessori di adeguati redditi!)

24 una tassazione locale giusta ed equa.

Taranto 11 marzo 2017.

È questo l’obiettivo cui tendono il consigliere regionale Gianni Liviano e il consigliere comunale Dante Capriulo. Un metodo che vada in discontinuità con i metodi di governo degli ultimi anni, fondato su persone sole al comando, e che parta da linee programmatiche condivise e che in forza di quelle individui il miglior candidato sindaco possibile in grado, da subito, di indirizzare e governare il complesso ente comunale e puntare sul coinvolgimento della Cittadinanza Attiva e sui beni comuni.

Concetti che i due esponenti politici hanno raccontato sabato mattina nel corso di una conferenza stampa tenutasi nella sede de “Le città che vogliamo” in via Fiume 12 a Taranto.

Immaginare un nuovo futuro che metta in chiaro da subito che salute, ambiente e bellezza non si barattono con nulla e che ristabilisce nuovi  rapporti con la Marina militare e con la grande industria e con le altre attività inquinanti che tradotto vuol dire che ogni modello produttivo deve rispettare la salute dei cittadini e dei lavoratori ed essere sottoposto ad autorizzazioni preventive che non siano il frutto di Aia “farlocche” o di irrealizzabili o irrealizzati piani di ambientalizzazione bensì su Valutazione integrate dell’impatto ambientale e sanitario, su modelli scientifici già elaborati dai massimi organismi nazionali come Ispra e Arpa, dando nuove opportunità e tutele ai lavoratori attualmente impiegati in Ilva.

E, ancora, sì alla rigenerazione, recupero, e riorganizzazione del patrimonio edilizio (privato e pubblico) esistente che stimoli le opportunità  (piano delle coste, mare, isole amministrative, eccetera); tenere conto che la periferia urbana non termina tra via Di Palma e via Leonida (come di recente votato dall'attuale amministrazione comunale) ma che la periferia, anche sociale, sia al centro ed abbia gli stessi diritti di cittadinanza; che i servizi primari siano assicurati a tutti i cittadini di Taranto; che i giovani non debbano scappare dalla città sia per studiare che per lavorare; che l’Università sia degna di tal nome e non un surrogato barese in perenne difficoltà; sì alla realizzazione di un piano per lo sport che restituisca dignità ad una impiantistica sportiva inadeguata e decadente.

Insomma, una piattaforma programmatica che punti ad un Comune che  funzioni attraverso la riorganizzazione della macchina amministrativa che risponda, in maniera pronta, efficace,  efficiente ai bisogni veri dei cittadini; che abbia la capacità di riorganizzare radicalmente le sue società (Amat, Amiu, eccetera); che utilizzi Patrimonio, Edilità, Commercio, porto, Attività produttive come moltiplicatori di sviluppo; che applichi una tassazione locale giusta e equa.

Pensare, questo il traguardo da cui subito dopo ripartire, una città per giovani e bambini, capace di dire stop ad ogni ipotesi di espansione urbanistica e che faccia leva sulle straordinarie opportunità naturali e locali per disegnare un  nuovo futuro economico e produttivo.

“Pensiamo ad una politica che abbia una visione del futuro, che valorizzi l’idea del noi rispetto all’io, che pensi in un'ottica di squadra che inverta la rotta, che segni un solco netto con il passato, con gli ultimi cinque anni della giunta Stefàno che è stata devastante”, sottolinea Gianni Liviano, che, pur ringraziando i tanti che, candidandosi a sindaco, vogliono dare un contributo alla città, evidenzia che “questa non è la strada giusta” perché la “frammentazione rischia di consegnare la città al Masaniello di turno, ai portatori di interessi personali”. È, allora, questo, ribadisce Liviano, “è il momento che la città si ricompatti e sfrutti il momento per pensare e costruire una nuova Taranto”.

Ricompattamento e sintesi, questi i due architravi “sui quali costruire”.

Concetti ripresi e ribaditi da Dante Capriulo. “Di alcuni candidati sindaco non conosciamo neanche la voce”, dice il consigliere comunale, che aggiunge: “Il sindaco non deve essere solo un nome ma deve essere un metodo di lavoro, un programma condiviso. Sono anni che affermiamo e ci battiamo per queste cose scontrandoci con impreparazione, incapacità. È ora che la parte migliore governi la città”.

 

 

#Amministrative2017 – Taranto

 

Così  come già annunciato, lunedi sera, convocati dal consigliere regionale Gianni Liviano, nella sede di via Fiume 12,  si sono incontrati i rappresentanti di alcune associazioni e movimenti espressione del territorio con l’obiettivo di andare a sintesi nell’individuazione di un candidato sindaco condiviso
All’incontro hanno preso parte, anche, alcuni degli aspiranti candidati sindaci espressione, appunto, dei movimenti civici. Ne è scaturito un interessante dibattito nel corso del quale è emersa la necessità di cercare una ricucitura tra le  varie frammentazioni.
Al termine dell'incontro è stato deciso che i rappresentanti dei vari movimenti e associazioni indicheranno i loro possibili terminali. Questi, a loro volta, si riuniranno, garanti il consigliere regionale Liviano, Mimmo Nume  (il presidente dell’Ordine dei medici, che ha comunicato ufficialmente la non candidatura a sindaco, era presente all’incontro) e il consigliere comunale Dante Capriulo, per sondare la possibilità di individuare, tra loro, un unico candidato sindaco o, se il caso, una figura terza.
“Taranto – ha sottolineato ancora Liviano – è a un bivio molto importante. Non possiamo permetterci ulteriori errori per cui è importante individuare un candidato sindaco e una squadra che siano i migliori possibili per la nostra comunità”.

Il tavolo rimane aperto a tutte quelle realtà ed espressioni cittadine che si riconoscono in un percorso condiviso e che hanno come obiettivo il bene comune della città.