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Cinquecentomila euro per accelerare il processo di elaborazione del Piano strategico “Taranto Futuro Prossimo”, sostenere il processo di costituzione del “Polo Formativo di eccellenza per la Blue Economy , la nautica e la marineria a Taranto” nonché l’avvio del programma di primi interventi da realizzare sul territorio di Taranto. È quanto previsto dall’articolo 24, ispirato dall’azione del consigliere regionale tarantino Gianni Liviano, della legge di bilancio la cui azione ha portato anche alla presentazione di tre emendamenti, entrambi approvati a maggioranza, di  cinquecentomila euro a favore dei conservatori di musica e degli istituti musicali pareggiati, di  trecentomila euro per effettuare la cartografia e la mappatura storico e logistica degli ipogei presenti nel territorio pugliese e individuarne, qualora necessario, la proprietà, altri cinquecentomila euro per il Sud, il Fondo unico spettacoli.

Tutti provvedimenti presentati al bilancio di previsione 2018 dal consigliere regionale tarantino Gianni Liviano (quello sui conservatori insieme ai colleghi consiglieri Mario Pendinelli e Francesco Paolo Campo) approvati a tarda notte dalla I commissione consiliare Bilancio, che vanno nella direzione dello sviluppo sostenibile e che, adesso, passano al vaglio del consiglio regionale che si riunirà i prossimi 21 e 22 dicembre per l'approvazione definitiva del previsionale 2018 e del pluriennale 2018/2020.

“Con l’articolo che punta a sostenere la filiera formativa della nautica di eccellenza – spiega Liviano – vogliamo far sì che Taranto da città sul mare diventi una città di mare. Questo stanziamento, se confermato dal voto finale dell’Aula, permetterà di individuare il contenitore destinato ad accogliere la filiera formativa, e a realizzare gli eventuali interventi di ristrutturazione dell’immobile, all’interno del quale sistemare i  numerosi laboratori (Open Space, laboratorio di simulazione navale, laboratorio  planetario, laboratorio monitoraggio marino, laboratorio impianto pilota di biologia marina,  laboratorio di educazione marinara,  di far lab, di tappezzeria nautica), per la realizzazione dei quali un’unica rete di soggetti locali, con capofila la scuola Archimede, ha ottenuto un finanziamento di 750mila euro. Il progetto di filiera nautica, prevista del resto anche dalla legge regionale speciale per Taranto – aggiunge Liviano – prende le mosse  dall’esistente, ovvero dall’indirizzo di Trasporti e Logistica, già  da tempo attivo nell’Istituto Archimede di Taranto, fino ad un Master di I livello sul Disegno nautico a cura del Politecnico di Bari nonché all’insediamento del corso di Scienze del mare da parte dell’Università degli studi di Bari. In quest’ottica – ricorda il consigliere regionale – negli incontri susseguitisi nei mesi scorsi è stato anche sottoscritto un protocollo d’intesa. Gli unici ostacoli alla realizzazione del progetto erano la mancanza di un contenitore e, soprattutto, l’assenza di una dotazione finanziaria per la messa a norma dell’immobile che sarà destinato ad ospitare l’intera filiera della nautica”.

Di rilevanza anche l’emendamento che va a rafforzare, con i 300mila euro stanziati, il progetto di mappatura e cartografia degli ipogei e delle caverne presenti sul territorio pugliese.

“La Puglia, ed in particolare alcuni suoi territori, con Taranto sopra tutti, – aggiunge ancora Liviano – è caratterizzata dalla presenza di numerose strutture ipogeiche che ormai da diversi anni stanno rappresentando una meta irrinunciabile per i nuovi flussi di turismo culturale nonché per gli appassionati di archeologia. Un immenso patrimonio, storico e culturale che costituisce, per la sua varietà e le molteplici funzioni che nel corso dei secoli e millenni si sono stratificate, una unicità che deve spingere sempre più a porre in essere tutte le misure necessarie per la sua piena conoscenza, valorizzazione, fruizione e salvaguardia”.

Infine, ma non meno importante, l’emendamento che dà sostegno, con lo stanziamento di 600mila euro (200mila euro per ogni anno del triennio 2018/2020), ai conservatori musicali e agli istituti musicali pareggiati. “Un emendamento che, per quanto mi riguarda, ho sottoscritto avendo ben presente la situazione in cui attualmente versa l’istituto musicale Paisiello in attesa della tanto sospirata statalizzazione,  che però sembra in dirittura d’arrivo, e alle prese con l’incubo della mobilità per il personale docente”.

Adesso la palla passa all’Aula del Consiglio regionale, chiamato a riunirsi, come già detto, i prossimi 21 e 22 dicembre, per l’approvazione definitiva del documento contabile e, di conseguenza, delle tre importanti dotazioni finanziarie che riguardano il territorio ionico.

'Aside' Post | By on 19 dicembre 2017

 

“E’ vero: se vogliamo invertire la rotta e fermare l’esodo, soprattutto di studenti, dalla nostra città è necessario investire nella formazione e saper rispondere alle esigenze sociali. Per cui non posso che condividere quanto hanno dichiarato in questi giorni  dalle colonne di Quotidiano i professori Fabio Mancini e Tiziana Dattuomo”.

Gianni Liviano, consigliere regionale tarantino, coglie al balzo la palla sollevatagli dai due docenti tarantini, per rimarcare come “ampliare e qualificare la rete di servizi educativi e formativi, a partire dall’offerta universitaria, sia piu’ che mai essenziale e indifferibile”.

 

Non a caso il consigliere regionale tarantino ha fatto dell’ampliamento dell’offerta formativa uno dei capisaldi della legge regionale speciale per Taranto di cui è coordinatore del tavolo tecnico. Obiettivo al quale, spiega Liviano, “stiamo lavorando alacremente con il gruppo di lavoro di cui fanno parte Università e Politecnico di Bari, Autorità di sistema portuale dello Jonio, Ufficio scolastico provinciale, Miur oltre a esperti di sviluppo locale come il prof. Franco Milella, già consulente Ocse”.

Un lavoro che ha portato ad individuare una serie di priorità, come ad esempio la scuola superiore per i Beni archeologici e paesaggistici e tutto il discorso legato alla blue economy con annessa filiera della nautica (con contratti di programma in grado di creare domanda), “che contiamo di rappresentare al dott. Giampiero Marchesi, coordinatore della struttura di missione relativa al tavolo Cis per Taranto insieme ad un programma più complesso, il cui masterplan sarà pronto entro settembre, che vede una interconnessione stretta tra corsi triennali, magistrali e master (che operano attraverso laboratori e che hanno in pancia le aziende  in grado di offrire sbocchi lavorativi) di Università e Politecnico di Bari. Stiamo provando a ragionare – spiega il consigliere Liviano – su  tre asset strategici che sono pezzi importanti di quelli che sono gli architravi della legge regionale speciale per Taranto  lungo i quali si cementerà il piano strategico, ovvero: costruire comunità e identità; Taranto città culturale; Taranto città salubre; Taranto città compatta, abitata e sostenibile; Taranto città del mare; Taranto città dell’economia; Taranto città in salute; Taranto città in collegamento”.

Una corsa contro il tempo “per porre un argine – aggiunge il consigliere regionale tarantino – al fenomeno che vede la fascia di età compresa tra i 18 e 25 anni essere quella con un altissimo tasso di ragazzi che abbandonano Taranto per proseguire il proprio corso di studi in altre realtà universitarie”.

Cosa fare, allora? “Occorre – spiega Liviano –  una visione che promuova e sostenga, con un approccio di governance multilivello, il necessario cambiamento delle direttrici di sviluppo della città e del territorio circostante, restituendo alla comunità, cittadini e operatori economici, – la dimensione del futuro, della salute, della sostenibilità ambientale, del valore culturale, dell’innovazione e dello sviluppo delle risorse e dei fattori competitivi locali. Per questo motivo è indispensabile proporre  progetti fattibili e finanziabili nell’ottica di un ragionamento che privilegi la logica del plurifondo. Ovvero, non basarsi esclusivamente sulle risorse messe a disposizione dal Contratto istituzionale di sviluppo ma far riferimento, per esempio, a quelli che saranno rifinanziati dal Cipe. Il tutto in un’ottica di armonizzazione degli interventi che entreranno a far parte del piano strategico della legge regionale speciale per Taranto”.

Ma occorre capire, innanzitutto, quelli che sono i profili in uscita che garantiscono quell’elemento di spendibilità sul territorio. “Per esempio, – aggiunge ancora Liviano – è stato ipotizzato un sistema di servizio open data con il quale sia l’Università che il Politecnico di Bari possano informare di tutto ciò che fanno in termini di offerta formativa sull’economia del mare.

Tutto questo attraverso l’acquisizione di schede di sintesi, in modo da condividere gli elementi di analisi e di dettaglio, che ci mettano nelle condizioni di puntare ad un elenco di competenze in uscita dal mondo dell’istruzione secondaria superiore e universitaria. L’impegno – evidenzia il consigliere regionale – è quello di fare in modo che a Taranto si possano creare dei poli formativi importanti, giusti per il territorio, per fare in modo che i nostri ragazzi non solo si laureino ma possano rimanere nella loro città perché trovano poi quelle attività produttive che permettono loro di lavorare subito. Per cui, parlare anche di nautica in una città come Taranto è un punto importante soprattutto in una regione come la Puglia che vuole investire sul turismo,  anche su quello nautico, e in presenza delle Autorità portuali che si stanno organizzando proprio per incentivare tutto questo. Per cui diventa importante che Taranto non resti fuori da questi processi“.

Parlando di potenziamento e implementazione dell’offerta formativa, che nella filiera della nautica ha il primo obiettivo da centrare, è stato ipotizzato un impegno diretto del Miur “che metta tutti gli attori del tavolo tecnico rapidamente nelle condizioni di predisporre un piano integrato” mentre per quanto riguarda il polo formativo della nautica, appare essenziale “che il Miur avvii una linea d'intervento per un piano di ricerca applicata per imprese che si localizzino a Taranto sui temi dell'ambiente, disinquinamento e nautica, su cui, con il supporto concorrente del Mise, del Cis, della Regione Puglia e del Commissario straordinario per le bonifiche, sarebbe possibile attivare contratti di programma per l'insediamento di attività economiche di punta in quei settori”.

Come metodo di lavoro “abbiamo pensato di procedere alla gerarchizzazione delle schede tecniche in ordine alla rilevanza strategica attraverso criteri condivisi che facciano leva sulla rapidità di avvio e realizzazione degli investimenti necessari per ciascuna, sulla massimizzazione degli impatti sulla comunità, sulla possibilità di associare investimenti produttivi di imprese locali o esterne, sul grado di attrattività e di peso internazionale delle proposte anche con il coinvolgimento di eccellenze nazionali ed internazionali, sulla completezza in uscita del circuito di offerta formativa sulla blue economy, sul consolidamento delle eccellenze formative già operative,  sul coinvolgimento di fondi di privati. Un progetto ambizioso che necessita di un forte e coeso gioco di squadra. E la politica – conclude Liviano – è chiamata a svolgere un ruolo importante e concreto”.

'Aside' Post | By on 10 agosto 2017

3-5 Maggio : Fondazione Fitzcarraldo porta a Taranto ArtLab

come annunciato il 24 Aprile  , ArtLab17 è in corso a Taranto e Matera in questi giorni

Liviano ad ArtLab: “Taranto è un cantiere aperto in cui costruire prospettive di futuro”

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“La defiscalizzazione fine a se stessa da sola non basta perchè non è abbastanza attrattiva per i potenziali investitori per cui la Zes deve prevedere altro al suo interno. Ovvero, deve contenere diversi attrattori all’interno dello stesso contenitore”.

A ribadirlo è stato il consigliere regionale Gianni Liviano durante il suo intervento al workshop sul tema “Forme di fiscalità di vantaggio territoriali per le imprese culturali e creative” organizzato nell’ambito di ArtLab, piattaforma indipendente al servizio dell’innovazione e delle pratiche culturali, in corso a Taranto nella sede del Dipartimento studi giuridici dell’Università di Bari. Workshop introdotto e moderato da Aldo Berlinguer, ordinario di Diritto comparato all’Università di Cagliari, al quale sono intervenuti il Magnifico Rettore dell’Università di Bari, Antonio Felice Uricchio, il dott. Franco Broccardi, Bbs Lombardia commercialisti associati, Donato Giuliani, Regione Nord Pas de Calais, Filippo Tresca, dottore commercialista e revisore legale.

Ma perché la Zona economica speciale, allargata alle imprese culturali creative per renderla ancora più efficace e attrattiva, può diventare davvero il grimaldello per il rilancio economico e per la rigenerazione urbana di Taranto?

A spiegarlo ci ha pensato Gianni Liviano. “Taranto – ha detto il consigliere regionale tarantino – è un cantiere aperto in cui i cittadini hanno preso atto dell'urgenza di costruire nuove prospettive di futuro, ma si tarda a colmare le distanze tra le aspettative di diversificazione e di promozione con scelte concrete e visibili. Taranto – ha aggiunto Liviano – è una non comunità, una città che trova sintesi più nel lamento condiviso che nella progettualità. È una città i cui abitanti sono più abituati a ragionare di pancia (emotivamente) che di testa (razionalmente). Per cui pensare, progettare e riflettere sul ruolo che arte e cultura hanno per la coesione sociale, lo sviluppo economico e la crescita civile dei territori, diventa sicuramente uno strumento che può aiutare questo cantiere aperto, che è Taranto, a prendere coscienza delle sue potenzialità, a ricostruire coesione sociale, a restituire fiducia nel futuro”.

E proprio sul capitale umano, ha sottolineato ancora Liviano,  occorre lavorare “cominciando con il rimettere al primo posto il senso di responsabilità piuttosto che le aspirazioni personali”. Insomma, basta battitori liberi e “novelli Masaniello che sanno parlare soltanto alla pancia della gente”. Ma anche una offerta formativa particolarmente valorizzata “può diventare un fattore necessario per ricompattare la comunità. Questo è il momento  – ha aggiunto ancora Liviano – in cui il senso di responsabilità dovrebbe prevalere rispetto ai piccoli calcoli di bottega. L'ansia di farsi costruttori di futuro, di costruire concrete prospettive di diversificazione economica, di riscattare un'autentica rigenerazione urbana, che è fortemente collegata alla rigenerazione umana, di valorizzare identità condivisa, di compattare una città che fa fatica ad essere coesa è la sfida cui tutti  siamo chiamati mettendo da parte l’io in favore del  noi. Dobbiamo indirizzarci – ha concluso il suo intervento Gianni Liviano – verso percorsi di responsabilità e la legge regionale speciale per Taranto, e con essa la previsione di una zona a fiscalità di vantaggio, la Zes appunto, può essere un'importante occasione da non disperdere”.

Dal 3 al 5 Maggio a Taranto l’edizione 2017 di ArtLab. Liviano: “ArtLab è sicuramente uno strumento per aiutare Taranto a prendere coscienza delle sue potenzialità”

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Un unico appuntamento, due regioni e due città: a Taranto per contribuire al cantiere della rigenerazione a base culturale della città e del Sud mentre a Matera per alimentare il percorso di avvicinamento alla Capitale Europea della Cultura 2019.

Tutto questo è ArtLab ,la più importante piattaforma indipendente, ideata dalla Fondazione Fitzcarraldo, al servizio dell’innovazione delle politiche, dei programmi e delle pratiche culturali, mediante il dialogo strutturato tra gli stakeholder dell’ecosistema creativo e culturale e la contaminazione con altri settori, in una prospettiva internazionale, che per l’edizione 2017 ha deciso di lasciare Lecce per trasferirsi sulle rive dello Jonio. Una decisione frutto anche della proposta, poi sposata in piena, avanzata al presidente della fondazione Fitzcarraldo, Ugo Bacchella, dal consigliere regionale tarantino, Gianni Liviano.

“Non posso che ringraziare la Fondazione Fitzcarraldo per aver pensato anche a Taranto come luogo dove svolgere questa edizione di ArtLab.  La nostra città è un cantiere aperto in cui i cittadini hanno preso atto dell'urgenza di costruire nuove prospettive di futuro, ma si tarda a colmare le distanze tra le aspettative di diversificazione e di promozione con scelte concrete e visibili. Taranto – aggiunge Liviano – è una non comunità, una città che trova sintesi più nel lamento condiviso che nella progettualità. Taranto è una città i cui abitanti sono più abituati a ragionare di pancia (emotivamente) che di testa (razionalmente). ArtLab,  luogo per pensare, progettare e riflettere sul ruolo che arte e cultura hanno per la coesione sociale, lo sviluppo economico e la crescita civile dei territori, – conclude Liviano – è sicuramente uno strumento che può aiutare questo cantiere aperto, che è Taranto, a prendere coscienza delle sue potenzialità, a ricostruire coesione sociale, a restituire fiducia nel futuro”.

Nata nel 2006 a Torino, negli anni si è consolidata come la principale occasione in cui operatori culturali, società civile, amministratori pubblici, imprese e policy makers condividono esperienze e conoscenze: un’opportunità unica di sviluppare idee, confrontare programmi, esperienze, progetti, far rete, individuare partner.

ArtLab si caratterizza per la prospettiva internazionale, ospitando all’interno delle diverse tappe riunioni di reti culturali, presentazioni di progetti europei e transnazionali, dibattiti su programmi, politiche e dinamiche dei mercati globali, interventi di artisti, manager, professionisti e rappresentanti delle organizzazioni sovranazionali, protagonisti di esperienze significative e ispiratrici. Il percorso intrapreso è condiviso e sostenuto da una rete ampia ed eterogenea di partner che concorre attivamente alla programmazione dei temi e alla realizzazione degli eventi. Partecipano alla rete fondazioni grant making e operative, imprese, agenzie governative, reti culturali europee, agenzie di promozione delle imprese creative e culturali, associazioni professionali e di categoria.

A Taranto è previsto un seminario residenziale delle 72 imprese culturali vincitrici del bando Funder 35;  l’esame di programmi di promozione e valorizzazione di attività e beni culturali; focus sull’opportunità di crescita per le imprese culturali nel Ciclo di programmazione 2014-20; forme di fiscalità di vantaggio territoriali per le imprese culturali e creative; beni culturali e sviluppo territoriale; confronto internazionale su programmi di rigenerazione urbana a base culturale; il ruolo delle Camere di Commercio nella valorizzazione del patrimonio culturale; esame si progetti integrati territoriali/locali per la valorizzazione culturale nelle regioni Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sicilia a confronto.

Il tutto tenendo presente cinque linee guida: generare geografie di pensiero, produrre fatti e impatti; ampliare il dialogo con i territori; rafforzare la rete dei partner; consolidare la dimensione internazionale; diffondere le conoscenze.

Convegno Musealizzazione Nave "Vittorio Veneto"
dall'idea alla concretizzazione 

proseguendo il percorso della 3giorni/2016 de #lecittàchevogliamo  e con obiettivo tra gli altri della Realizzazione di una 
"Filiera Formativa Economia del Mare"  a Taranto

Giovedì 16 marzo organizzato dalla Fondazione Michelagnoli ci è stato quest'importante appuntamento al quale ha partecipato il consigliere Gianni LIVIANO

qui sotto l'intervento 
 

 

 

 

'Aside' Post | By on 18 marzo 2017

agenda

28 Novembre CS con Michele Emiliano Legge Speciale Taranto
Sarà il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, insieme al consigliere regionale Gianni Liviano, a presentare, lunedì 28 novembre alle ore 14.30 nella sede del teatro TaTà, in via Deledda al rione Tamburi di Taranto, il lavoro fin qui svolto in preparazione della Legge regionale speciale per Taranto.

Come si ricorderà, infatti, lo scorso 4 agosto l’esecutivo regionale deliberò di istituire un gruppo di lavoro, costituito dai direttori di Dipartimento regionali, delle Autorità di gestione dei fondi Fesr, Fse e Feasr, dai direttori delle Agenzie strategiche regionali, dai rappresentanti regionali al tavolo tecnico Cis, dai consiglieri regionali eletti in provincia di Taranto, e di dare mandato al consigliere regionale Gianni Liviano, quale coordinatore, per la redazione di un testo di legge relativo allo sviluppo del territorio di Taranto

 

29 Novembre incontro su filiera formativa della nautica

Si torna a parlare di nautica. Martedì 29 novembre, alle ore 17.30 negli uffici della Regione Puglia in via Dante 63 a Taranto, si riunirà il tavolo tecnico che dovrà delineare le linee guida della filiera formativa della nautica.

Nel corso dell’incontro le parti in causa (Regione Puglia, Politecnico e Università di Bari, istituto Archimede di Taranto, Marina militare, Aeronautica militare, Autorità portuale, Camera di commercio Taranto, Assonautica, Ufficio scolastico regionale, commissario straordinario per le bonifiche, Comune e Provincia di Taranto) esamineranno e,  nel caso, sottoscriveranno un protocollo d'intesa della nascente filiera nautica.

“L’obiettivo – spiega il consigliere regionale Gianni Liviano, ispiratore dell’iniziativa – è quello di provare a immaginare un progetto che sia assolutamente coerente con l’asset strategico della legge speciale per Taranto”.

Tra le priorità c’è l’individuazione di una struttura idonea ad ospitare  l'intera filiera formativa della nautica unitamente ai numerosi laboratori (Open Space, laboratorio di simulazione navale, laboratorio  planetario, laboratorio monitoraggio marino, laboratorio impianto pilota di biologia marina,  laboratorio di educazione marinara,  di FabLab (Fabrication Laboratory), di tappezzeria nautica), per la realizzazione dei quali un’unica rete di soggetti locali, con capofila la scuola Archimede, ha ottenuto un finanziamento di 750mila euro.

“Il progetto di filiera nautica – aggiunge Liviano – prende le mosse  dall’esistente, ovvero dall’indirizzo di Trasporti e Logistica già  da tempo attivo nell’Istituto Archimede di Taranto per giungere fino ad un Master di I livello di Disegno nautico a cura del Politecnico di Bari”.

'Aside' Post | By on 27 novembre 2016

14.11 filiera della nautica – Incontro in Regione con l’assessore LEO

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La filiera per la nautica comincia a muovere i primi passi. Lunedì mattina, infatti, si è tenuto nella sede dell’assessorato regionale alla Pubblica istruzione il previsto incontro, convocato dall’assessore Leo,  per gettare le basi di  questa importante iniziativa che punta a  ripartire dal mare per pensare ad uno sviluppo alternativo della città di Taranto.

Quanto emerso dall’incontro di lunedì mattina (al quale hanno partecipato i rappresentanti del Provveditorato agli studi, del Politecnico di Bari, della Marina militare, dell’Istituto Archimede di Taranto, di Assonautica nonché il magnifico rettore dell’Università di Bari, prof.  Uricchio)  sarà illustrato nel corso di una conferenza stampa martedì 15 novembre, alle ore 11 nella sede di via Fiume 12, dal consigliere regionale Gianni Liviano,  fautore dell’iniziativa. Per l’occasione si parlerà anche della legge regionale per Taranto in fase di costruzione.

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aggiornamenti importanti su opportunità per Taranto :
inserimento nel percorso della Via Francigena e
costruzione di filiera della nautica 


Taranto è sempre stata un importante nodo viario, attraversato da flussi di pellegrini diretti verso la Terrasanta. Vi afferivano infatti cinque strade: la via Appia da Roma, la via Appia per Brindisi, la mulattiera per Bari, la via per il Salento e quella per il Bruzio. Inoltre un lungo tratto della via Francigena coincide con la via Appia (Roma-Taranto-Brindisi), considerata l’asse principale di tutte le comunicazioni dell’Impero Romano, che conservò il suo ruolo di arteria di comunicazione durante tutto il Medioevo.

Insomma, basterebbe solo questo per legittimare l’inclusione di Taranto nel percorso delle vie Francigene. Ed è quanto avvenuto con l’approvazione all’unanimità della mozione che sull’argomento ha presentato il consigliere regionale Gianni Liviano; un atto che ha riequilibrato una situazione che, in principio, vedeva l’area jonica esclusa mentre veniva inserita, sempre con provvedimento approvato dal. Consiglio regionale, la provincia di Lecce fino a Santa Maria di Leuca.

E la documentazione messa a disposizione, e inglobata nel testo della mozione, dal gruppo di lavoro del Comitato per la qualità della vita è così copiosa che sta a testimoniare, qualora ce ne fosse ancora bisogno, l’importanza e la strategicità della città di Taranto sulle strade che portano ad Oriente.

Di tutto questo si è parlato nel corso della conferenza stampa di ieri mattina convocata dal consigliere regionale Gianni Liviano e alla quale hanno partecipato o componenti il gruppo di lavoro del Comitato per la qualità della vita Carmine Carlucci, Maria Rosaria Piccinni, Salvatore Marzo, Antonio Fornaro20161105csfrancigena e Anna Maria La Neve.

Non solo perché di vie Francigene si tornerà a parlare il prossimo 2 dicembre quando ospite del consigliere Gianni Liviano sarà il prof. Tedeschi, presidente dell’Associazione europea via Francigena.

“L’approvazione della mozione, tra l’altro avvenuta con voto unanime del Consiglio, consentirà alla Giunta regionale di includere nel percorso individuato nell’ambito degli Itinerari culturali del Consiglio d’Europa l’area jonica, che potrà così partecipare alle misure di valorizzazione, promozione e recupero destinate a tali itinerari. Prima di presentarla in Consiglio regionale –  ha aggiunto Liviano –  ho sottoposto la mozione all’attenzione del prof. Piacentini del Mibact e del prof. Tedeschi per assicurarmi che alla base della richiesta ci fossero precisi fondamenti storici. Cosa che mi è stata assicurata essere rispondente. Per cui ho presentato la mozione nello sforzo di costruire ipotesi di diversificazione per ottenere la quale non possiamo non partire da attrattori culturali. Essere inseriti nel circuito dei cammini aiuta a valorizzare il territorio ai fini di un miglioramento del benessere sociale ed economico del territorio. Questa è la scommessa che vogliamo vincere e questo è anche la ratio alla base della costituenda legga Taranto”.

Soddisfazione è stata espressa anche dal presidente del Comitato per la qualità della vita, Carmine Carlucci, che con il gruppo di lavoro formato da Maria Rosaria Piccinni, Salvatore Marzo, Antonio Fornaro e Anna Maria La Neve, oltre alla consulenza del prof. Dammacco dell’Università di Bari, ha provveduto a fornire un’ampia documentazione storica e bibliografica. “Ora – ha fatto presente Carlucci – bisogna lavorare per definire il tracciato che valorizzi il territorio attraverso anche il coinvolgimento delle Soprintendenze e dei Comuni ionici che saranno interessati dal percorso”.

L’importante, ha fatto poi presente il prof. Marzo, è “cominciare a ragionare in tema di distretti turistici. Queste vie – ha concluso – erano importanti vie di pellegrinaggio e di scambi commerciali per cui ponevano anche Taranto in una posizione strategica”.

Ma non soltanto la via Francigena ma Taranto – ha aggiunto il prof. Fornaro – era terminale di cinque strade: la via Appia, la mulattiera per Bari rimasta intatta, la via per il Salento e quella per il Bruzio Calabria, la Altamura-Gravina chiamata del Tarantino perché Taranto era il terminale di numerosi pellegrinaggi sulla via di Santiago di Compostela. Il pellegrinaggio del Giovedì santo altro non è che la perpetuazione del pellegrinaggio proprio verso Santiago di Compostela”.

Insomma, non solo testimonianze storiche ma anche perpetuazione di un rito che affonda le radici nei secoli.



 

Filiera della nautica a Taranto, Liviano: il 14 novembre incontro con l’assessore Leo

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È stato convocato a Bari, nella sede dell’assessorato alla Pubblica istruzione della Regione Puglia, per il prossimo 14 novembre alle ore 10 l’incontro sulla realizzazione a Taranto di una filiera della nautica. A convocarlo è stato l’assessore regionale Sebastiano Leo su richiesta del consigliere regionale Gianni Liviano.

Ed è proprio all’assessore Leo e alla Regione Puglia che il consigliere regionale Liviano rivolge un ringraziamento per la disponibilità “a condividere e valorizzare ipotesi di diversificazione delle prospettive economiche per la nostra città che passano anche dalla valorizzazione della risorsa mare promuovendo anche quelle realtà che cercano di tradurre in fatti concreti questa importante risorsa”.

L’incontro del prossimo 14 novembre punta a  dotare il territorio ionico di un contenitore  che ospiti l'intera filiera formativa della nautica unitamente ai numerosi laboratori (Open Space, laboratorio di simulazione navale, laboratorio  planetario, laboratorio monitoraggio marino, laboratorio impianto pilota di biologia marina,  laboratorio di educazione marinara,  di far lab, di tappezzeria nautica), per la realizzazione dei quali un’unica rete di soggetti locali, con capofila la scuola Archimede, ha ottenuto un finanziamento di 750mila euro, e che prenda le mosse  dall’esistente, ovvero dall’indirizzo di Trasporti e Logistica già  da tempo attivo nell’Istituto Archimede di Taranto, per proseguire con l'intera filiera fino ad un Master di I livello sul Disegno nautico.

“Dal mare dobbiamo  ripartire per pensare ad uno sviluppo alternativo della città di Taranto. Per questo – spiega Liviano – è utile costruire una filiera formativa coerente con i lavori  legati al mare partendo dalla valorizzazione di quanto già insiste sul territorio”. 

All’incontro di lunedì 14 novembre oltre alla Regione Puglia e al dirigente scolastico dell’Istituto Archimede, parteciperanno i rappresentanti dell’Ufficio scolastico regionale, il provveditore agli studi di Taranto, Provincia e Comune di Taranto, Marina militare e il Politecnico.

'Aside' Post | By on 5 novembre 2016

Istituto Nautico Taranto (aggiornamenti)

bussola

“La necessità di condividere e valorizzare ipotesi di diversificazione delle prospettive economiche per la nostra città passa sicuramente dalla valorizzazione della risorsa mare promuovendo anche quelle realtà che cercano di tradurre in fatti concreti questa importante risorsa.  Dal mare dobbiamo ripartire per pensare ad uno sviluppo alternativo della città di Taranto. Per questo è utile costruire una filiera formativa coerente con i lavori  legati al mare partendo dalla valorizzazione di quanto già insiste sul territorio”. 
Così Gianni Liviano, consigliere regionale tarantino, nell’ottica di dotare il territorio ionico di un contenitore  che ospiti l'intera filiera nautica e che prenda le mosse  dall’esistente, ovvero dall’indirizzo di Trasporti e Logistica già  da tempo attivo nell’Istituto Archimede di Taranto, per proseguire con l'intera filiera fino ad un Master di I livello sul Disegno nautico .
In tal senso oggi “ho nuovamente incontrato l’assessore regionale alla Pubblica istruzione, Sebastiano Leo, – sottolinea Liviano – con il quale abbiamo concordato la convocazione, a Taranto, di un incontro al quale invitare, oltre alla Regione Puglia e al dirigente scolastico dell’Istituto Archimede, i rappresentanti dell’Ufficio scolastico regionale, il provveditore agli studi di Taranto, Provincia e Comune di Taranto, Marina militare e il Politecnico. Questo – aggiunge il consigliere Liviano – allo scopo di individuare, nell’immediato, una struttura che sia adeguata ad accogliere l'intera filiera  formativa unitamente ai numerosi laboratori (Open Space, laboratorio di simulazione navale, laboratorio  planetario, laboratorio monitoraggio marino, laboratorio impianto pilota di biologia marina,  laboratorio di educazione marinara,  di far lab, di tappezzeria nautica)  per la realizzazione dei quali un’unica rete di soggetti locali, con capofila la scuola Archimede, ha ottenuto un finanziamento di 750mila euro”.

 

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Già da tempo stiamo lavorando per portare a Taranto la sede dell’Istituto Nautico, compatibile e non alternativo agli indirizzi già esistenti per cui non possiamo non apprezzare, seppur tardiva,  l’iniziativa del sindaco Stefàno di coinvolgere il presidente della Provincia, Martino Tamburrano, per portare tale istituzione a Taranto”.

Gianni Liviano, consigliere regionale tarantino, interviene così a poche ore dalla nota stampa diramata da Palazzo di città con la quale il primo cittadino comunica la sua intenzione di chiedere al presidente Tamburrano di attivarsi inoltrando la richiesta alla Regione Puglia.

“Nelle scorse settimane – spiega Liviano – ho incontrato, a Bari, l’assessore regionale al Diritto allo studio, Scuola e Università, Sebastiano Leo, con il quale abbiamo tracciato un percorso possibile per giungere alla stessa conclusione alla quale anche il sindaco Stefàno ambisce. Inoltre – prosegue  Liviano – vorrei ricordare che a Taranto, negli istituti Cabrini e Archimede, già sono attivi dei corsi che potrebbero costituire una valida base di partenza”.

Sempre nell’ottica di incardinare a Taranto l’istituto Nautico, oltre all’assessore Leo, aggiunge Liviano,  “ho incontrato la dott.ssa Anna Cammalleri, dirigente l’Ufficio scolastico regionale, nonchè la dirigente dell’Istituto nautico di Brindisi proprio per cercare di capire quale potrebbe essere il percorso piu’ rapido per raggiungere questa importante meta. Non solo, per incrementare la filiera formativa in questo settore, ho incontrato non piu’ di una settimana fa alcuni docenti del Politecnico di Bari i quali si sono detti pronti a realizzare a Taranto un Master di I livello di design nautico. Questo, perchè, ormai la nostra città è indirizzata verso una nuova economia, che a lungo andare potrebbe rivelarsi competitiva rispetto alla grande industria, basata sull’accoglienza dei mega yacht e delle navi da crociera. Tutti elementi, questi, che ho abbondantemente ripetuto durante i dibattiti della “Tre giorni di fine estate” che si è conclusa giovedì scorso parlando di Mar Piccolo con la dott.ssa Vera Corbelli, commissario straordinario per le bonifiche, e attori locali. Tre giorni – ricorda il consigliere regionale – tutta impostata sul ruolo che il nostro mare può svolgere quale attrattore di nuove economie indispensabili per il rilancio del nostro territorio. Oggi il sindaco Stefàno ha scritto al presidente Tamburrano per chiedere l’istituzione del Nautico a Taranto”.

Ma è però piu’ opportuno che le polemiche, soprattutto se in ballo è la vision di futuro della città di Taranto, lascino il passo al fare “per cui, – conclude Liviano – apprezzo l’iniziativa, seppur tardiva, del sindaco e lo invito a una collaborazione proficua. A cominciare, anche, dall’individuazione in città vecchia, magari palazzo De Bellis opportunamente riportato alla legalità con lo sgombero di chi lo occupa abusivamente, di una sede per l’insediamento della Scuola di alta professionalità in Beni archeologici e paesaggistici dal momento che, anche in questo caso, il Politecnico di Bari è pronto ad investire sulla nostra città”.

'Aside' Post | By on 1 ottobre 2016

#MarePolis – 4^ giornata “mar piccolo cuore di Taranto”

 

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“Occorre innanzitutto chiarire e capire che cosa vogliamo fare del Mar Piccolo”. Senza se e senza ma, Nicola Cardellicchio, dirigente del Cnr di Taranto, va dritto al nocciolo della questione. E lo ha fatto giovedì sera al Nautilus quando, raccolti intorno a un tavolo dal consigliere regionale Gianni Liviano, lo stesso Cardellicchio, Vito Crisanti, direttore della riserva regionale Palude La Vela, Fabio Millarte del Wwf Taranto, lo storico Piero Massafra, Cosimo D’Andria, presidente dei mitilicoltori di Confcommercio, Gaetano Farina, comandante 65esimo Deposito territoriale dell’Aeronautica militare, hanno parlato di Mar Piccolo e delle sue potenzialità e del suo rapporto con la città.

“Mar Piccolo cuore di Taranto”, questo il tema del dibattito inserito nel più ampio programma della “Tre giorni di fine estate” (“MarePolis, Taranto da città sul mare a città di mare”, il filo conduttore) organizzata dall’associazione “Le città che vogliamo” e moderato da Marcello Di Noi, direttore della testata giornalistica online “Corriere di Taranto”.

Una serata che ha avuto come prologo un lungo faccia a faccia con il commissario straordinario per le bonifiche Vera Corbelli. Nel corso dell’intervista, infatti, la dott.ssa Corbelli ha più volte sottolineato come Taranto “possa rappresentare, a tutti i livelli, l’esempio di come un tessuto socio-territoriale, soggetto a elevate pressioni industriali e produttive possa rigenerarsi attraverso un percorso che vede consapevolmente coinvolta la collettività, la comunità scientifica, il sistema industriale e intellettuale”. Parlare di Mar Piccolo come uno specchio d’acqua “è riduttivo”, ha sottolineato la dott.ssa Corbelli, perchè, al contrario, il Mar Piccolo “è il perno intorno al quale gira tutto il sistema Taranto e porre rimedio a una pressione che questo mare ha subito nei secoli non può ridursi a un intervento strutturale tout court, che potrebbe essere fatto in altri contesti simili, ma significa avere un approccio diverso, che va ad analizzare e studiare i singoli sistemi e quindi dia una risposta diversificata per i singoli sistemi che, però, è in linea con gli scenari, che abbiamo costruito, di strategia di sviluppo”.

Già, ma poi cosa si vuol fare del Mar Piccolo? A chiederselo sono in molti come, appunto, ha fatto il dott. Cardellicchio.

“Quello che Taranto non è riuscita a fare in questi ultimi anni – ha ribadito il dirigente del Cnr – è un progetto integrato di sviluppo che non avrebbe dovuto riguardare solo il Mar Piccolo ma, anche, tutto il territorio”. Sì, perchè, ha sostenuto il dott. Cardellicchio, non si può fare un progetto sul Mar Piccolo “senza ripensare al sistema industriale. Dobbiamo lavorare nell’ottica delle sostenibilità ambientali con una intersezione tra esigenze di tipo ambientale, di sviluppo, economiche e occupazionali. Per questo è necessario uno studio integrato,dobbiamo ripensare se la grande industria deve restare sul territorio e che tipo di industria deve restare. Il Comune di Taranto – ha proseguito Cardellicchio – aveva una grossa opportunità con i progetti di Area Vasta e il progetto Mar Piccolo era uno dei pochi che poteva rilanciarlo, non solo in termini protezionisti ma anche in termini economici perchè qualsiasi progetto deve avere un aggancio con le rilevanze socio-economiche del territorio. Altrimenti non avrebbe significato bonificare il Mar Piccolo”.

Un altro problema evidenziato dal dott. Cardellicchio è stato quello di capire che futuro vogliamo dare al Mar Piccolo. Se vogliamo farne un’area portuale per navi da crociera o altro, ripristinare la cantieristica e poi vogliamo anche sostenere la mitilicoltura, bene, allora, questi progetti, crociere e altro, non sono sostenibili”, soprattutto adesso “che nel secondo seno di Mar Piccolo si può fare una mitilicoltura sostenibile e con un prodotto di qualità”.

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Ma i problemi che stanno affrontando gli operatori mitilicoli non sono certamente scomparsi. “La nostra categoria ama lavorare in silenzio e non fare rumore. Diamo occupazione ma, poi, vediamo che non siamo supportati dalle istituzioni nell’affrontare le annose problematiche che riguardano il settore”, ha evidenziato il presidente dei mitilicoltori di Confcommercio, Cosimo D’Andria, che ha poi aggiunto: “la cattiva pubblicità fatta al nostro prodotto quando è esploso il bubbone ambientale ci ha fortemente danneggiato. Eppure le condizioni, oggi, sono cambiate. Per la prima volta in Mar Piccolo è ricomparsa la pinna nobilis, è aumentata la flora marina, sono proliferati gli insediamenti di cavallucci marini. Sono, però, convinto – ha concluso D’Andria – che se mitilicoltori, Cnr e Università camminano a braccetto riusciremo a superare le attuali difficoltà”.

Di mappa di comunità ha, invece, parlato Fabio Millarte del Wwf Taranto. “A partire dal 9 ottobre – ha spiegato Millarte – partiranno 4 workshop, esplorazioni e incontri aperti per costruire insieme la Mappa di Comunità dell'Ecomuseo Palude La Vela e Mar Piccolo a Taranto. Abbiamo scelto di fare della costruzione della Mappa di Comunità un momento di formazione e ricerca collettiva. Sarà realizzata – ha aggiunto Millarte – attraverso un percorso di ricerca aperto alla comunità, nel quale individuare luoghi, oggetti, memorie che costituiscono elementi di valore del paesaggio del secondo seno del mar Piccolo. La mappa costituisce una rappresentazione condivisa dei valori ambientali, paesaggistici e culturali, che rappresentano l’identità dell’area. Con l'aiuto di docenti esperti vogliamo cercare risposte a queste domande: da chi è costituita la comunità del Mar Piccolo? Quali sono gli elementi di valore di questo territorio? Come si rappresenta una mappa di comunità? Le attività ha concluso il rappresentante del Wwf – sono realizzate nell'ambito del progetto Eco. Pa. Mar. Ecomuseo Palude La Vela e Mar Piccolo, sostenuto dalla Fondazione Con il Sud tramite il bando Ambiente 2015”.

Altro intervento di recupero effettuato è stato quello del Parco Galeso realizzato da Vito Crisanti, direttore della riserva regionale Palude La Vela, che ha illustrato la tipologia degli interventi “commissionatimi nel ‘94 dall’amministrazione provinciale. Si tratta di un intervento di recupero di 100 ettari di territorio che è stato bonificato dalle montagne di rifiuti che da più di 30 anni si sono accumulati nell’area. Abbiamo restituito alla città un pezzo di territorio paesaggisticamente e naturalisticamente di valore inestimabile”. Ma anche l’Aeronautica militare ha contribuito a preservare l’habitat del Mar Piccolo e il col. Farina ha rilanciato la necessità “di una cabina di regia. Fare con gli altri e rispettare il ruolo degli altri, riconoscerne le competenze. Il momento attuale è epocale: se sbagliamo oggi le scelte – ha concluso – le conseguenze negative ricadranno tutte sui nostri figli”.

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