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Comunicati nomi e cognomi dei candidati consiglieri (li trovate in fondo insieme ai video)
Compatta, appassionata, competente, instancabile, onesta, al servizio degli altri. Con un giusto mix di esperienza, professionalità, donne, uomini e giovani. Una Ferrari alla guida di Taranto con il protagonismo partecipato dei consiglieri comunali e dei cittadini attivi.

E’ questa l’idea della squadra che dovrà affiancarlo qualora la città dovesse eleggerlo sindaco.

Dante Capriulo risponde al fuoco di fila di domande cui si è sottoposto, venerdì sera, nel corso dell’incontro di presentazione di una delle tre liste civiche, “Diamoci del noi – Capriulo sindaco per la città che vogliamo”, che lo affiancherà verso il traguardo di tappa: la conquista di Palazzo di Città. Da lì, invece, partirà la corsa vera e propria e, cioè, governare la città.

Giusto il tempo per Nino Nastasi, uno dei coordinatori della lista, di introdurre la serata e presentare i candidati alle tantissime persone che hanno affollato il saloncino di via Fiume 12, che subito è domande e risposte sui temi piu’ avvertiti dai cittadini.

Non prima, però, dell’affondo del consigliere regionale Gianni Liviano, l’uomo che ha cercato in tutti i modi di andare a sintesi tra i vari candidati del civismo per cercare di individuare un unico terminale vincente da offrire alla città. Un tentativo fallito “perchè la maggior parte dei candidati sindaco, se non tutti, puntano sull’aspettativa di ruolo” piuttosto “che al bene comune dei cittadini”. Di qui la decisione  di correre da soli con Dante Capriulo candidato sindaco, in ossequio “alla coerenza che ci ha sempre contraddistinti e che, sin dal primo momento, ci ha fatto dire mai insieme a chi non ha saputo amministrare questa città e con chi ha concorso a mantenere in piedi la giunta Stefàno. Taranto – ha aggiunto Liviano – è una non comunità, una città che trova sintesi più nel lamento condiviso che nella progettualità. Taranto è una città i cui abitanti sono più abituati a ragionare di pancia (emotivamente) che di testa (razionalmente). E' una città in cui la politica, vergognandosi di se stessa, sta rinunciando in queste elezioni, quasi sempre, ai propri simboli, rinnegando storie e valori nella speranza di acquisire qualche voto in piu'.  Taranto è la città del populismo e della demagogia. La città dove anche il populismo teme di poter vincere. Coerenti sempre,  per questo Dante Capriulo, persona seria, competente e corretta, – ha poi concluso Liviano – è indiscutibilmente il nostro candidato sindaco. Perchè a
prescindere dal numero dei voti che prenderemo, la nostra vita parla spesso di posizioni marginali ma sempre serie e mai opportunistiche, fatte con l'animo di chi vuole condizionare la rotta della barca e non di chi, ponendosi sulla barca piu’ grande si lascia trascinare dai venti e dalle correnti”.

Spazio al candidato sindaco, allora, e alle domande a raffica che ne rallentano l’esposizione del programma condito di slide, come ormai è prassi consolidata di molti leader politici nostrani. E sulla difficile convivenza di ambiente, salute e lavoro, Capriulo è netto: il sindaco, dice, “dovrà innanzitutto svolgere al meglio i compiti a lui assegnati dalla legge quale autorità sanitaria locale, tutelando al massimo la salute e l’igiene pubblica, svolgendo appieno i poteri assegnati nell’ambito delle valutazioni ambientali e nelle autorizzazioni integrate ambientali. Il tutto all’insegna di un nuovo rapporto con le grandi fabbriche e con tutte le attività inquinanti insediate sul territorio, in modo da ristabilire i valori della vita. Per cui – ha aggiunto – non saranno condivisi nuovi investimenti o insediamenti industriali che aumenti anche solo di un grammo l’inquinamento della città”. Mentre a Regione e Governo la nuova giunta comunale dovrà chiedere con forza norme speciali, risorse adeguate per le bonifiche e per uno sviluppo alternativo. In tale contesto non è più rinviabile una concreta attuazione dei piani di risanamento ambientale per tutti i danni procurati dalle industrie inquinanti (aria, acqua, suolo e sottosuolo)”.
 

Poi c’è il problema di una macchina amministrativa che non va e che “se non la si riorganizza totalmente, rimotivando il personale, creando nuove strategie organizzative, facendola lavorare per funzioni e non per obiettivi, credo non si andrà molto lontano. E’ un po’ come dover fare una guerra e non avere esercito. Noi partiamo con il vantaggio di conoscere pregi e difetti di tutti: delle strutture e delle persone. Non ci vorrà molto per cambiare le cose perchè sappiamo già precisamente cosa fare e con chi farle”.

E sul coinvolgimento del terzo settore e dei cittadini nella riqualificazione e nella cura della città, le idee di Capriulo sono altrettanto chiare: “nella nostra proposta il fondamento è la partecipazione attiva dei cittadini.

Dal protagonismo vero del Consiglio comunale, ai comitati di quartiere, alle consulte tematiche, al bilancio partecipativo, al brainstorming dei giovani.

Con la partecipazione attiva, in una forma di sussidiarietà, dei cittadini e delle associazioni che dovranno collaborare con l’amministrazione, aiutandola nella gestione, cura e miglioramento dei beni comuni. Ovviamente – ha concluso Capriulo – il Comune sosterrà queste iniziative e non le ostacolerà o ignorerà come fatto fino ad ora”.

 

Lista “Diamoci del noi – Capriulo sindaco per la città che vogliamo”
Annicchiarico Vito 
Axo Vito
Benedetto Nunzio 
Blasi Cosimo 
Cannalire Ignazia Rosanna
Caso Evangelina

Colella Salvatore 
Credidio Tiziana 
D'Elia Massimo 
De Pace Antonio 
Forte Salvatore 
Germanà Mathia 
Guarino Giovanni
Loconte Pino
Lorè Paolo
Lorusso Alessandra 
Maffei Alessandro 
Maiano Cataldo
Pasculli Francesco
Pugliese Antonio 
Ragnatela Dario
Santoro Vincenzo 
Scardigno Cesare
Serrano Fabrizio
Simeone Francesca 
Talamo Antonio 
Tatullo Teresa
Zonile Caterina

INTERVENTI DI : Stefano Fabbiano (coordinatore lista),  Vittorio Angelici e  di altri due coordinatori della lista Rosario Orlando e Rocco Tagariello

INTERVENTO DI DANTE CAPRIULO

INTERVENTO DI GIANNI LIVIANO

 

'Aside' Post | By on 29 aprile 2017

Resoconto incontro del 6 aprile con Ruscitto su Sanità

Ruscitti all’incontro di Liviano: “Stanziati i 70 milioni di euro per i macchinari ma il Governo ancora non li eroga”
………..

documentazione video su 

“La Regione Puglia, purtroppo,  in questi anni è stata costretta a rincorrere gli eventi, penso al disastro ferroviario di Andria con l’ospedale del luogo che, seppur con mille problemi, è riuscito a consentire un intervento ottimale grazie alla professionalità di medici e paramedici, e questo non può che riverberarsi e a rispondere a cose che non abbiamo programmato. Però questo rincorrere è faticoso e costringe gli operatori costantemente a sacrificare la propria attività e a confrontarsi con organici ridotti. Questo, ovviamente, impedisce alla Regione di programmare. Il fatto di aver dovuto mettere mano al terzo piano di rientro la dice tutta su quelle che sono le difficoltà del comparto”.

Giancarlo Ruscitti, direttore del dipartimento Promozione della salute della Regione Puglia, sembra Andrea Barzagli mentre spazza dall’area di rigore un pallone pericoloso. Nel sala riunioni dell’associazione “Le città che vogliamo”, il responsabile della sanità pugliese è sottoposto ad un fuoco di fila di domande fattegli da addetti al lavoro, da quei medici tarantini che all’ordinarietà delle malattie sono costretti ad aggiungere la straordinarietà di un’incidenza tumorale senza precedenti, il tutto da affrontare con armi spuntate, con fucili caricati a salve perchè quotidianamente devono fare i conti con la carenza di personale, con macchinari datati che, un giorno sì e uno no, si bloccano all’improvviso costringendo i pazienti a tornare a casa o a rivolgersi a strutture ospedaliere extraprovinciali.

Con lui, giovedì sera, c’erano il consigliere regionale Gianni Liviano, organizzatore della serata che aveva come tema “Taranto, la città, le strutture, le persone: ma la Sanità funziona? Esperienze di medici, tecnici, associazioni e cittadini”, e il direttore generale della Asl, Stefano Rossi.

“Stiamo provando a raccontare stasera a noi stessi e al dott. Ruscitti e al dott. Rossi – ha esordito il consigliere regionale Gianni Liviano – ulteriori punti di vista, a restituire a noi stessi  una sorta di fotografia della Sanità a Taranto, ascoltando più voci, quelle delle persone che partano dallo propria esperienza ospedaliera  ma anche quelle dei medici del territorio e delle associazioni di volontariato. Insomma, l’idea è quella di un focus sulla situazione sanitaria per cercare, tutti insieme, di provare a fornire risposte e proporre idee per il miglioramento del servizio”.

“Dal 2004 – ha sottolineato il dott. Ruscitti – la Regione Puglia ha subìto tagli di organici e ciò ha impedito, di fatto, il turn-over. Le Regioni del sud, e in particolare la Regione Puglia, stanno chiedendo con forza un riequilibrio sia della parta economica destinata alla popolazione residente che della forza lavoro che può essere impiegata”.

Ma tanti sono stati i tasti dolenti che il dott. Ruscitti ha dovuto affrontare rispondendo alle numerose domande. Come nel caso dei 70 milioni di euro necessari per l’acquisto di nuove apparecchiature sanitarie o sulla vexata questio della costruzione dell’ospedale San Cataldo o, ancora, del Pronto soccorso dell’ospedale “SS. Annunziata” che rischia l’implosione per finire con l’enedemica carenza di organici che vede la sanità tarantina operare attingendo ad una pianta organica di 4.500 unità a fronte di un fabbisogno di 6mila.

Nel primo caso, Ruscitti ha spiegato le difficoltà nel ricevere risposte dal Governo che quelle somme le ha stanziate ma non le ha ancora erogate nonostante il pressing della Regione. “Se i ministeri competenti non si pronunciano è ovvio che quelle risorse stanziate noi non le possiamo spendere. Mi auguro – ha detto ancora Ruscitti – che la situazione si sblocchi al più presto, spero entro il mese di maggio, in modo da poter bandire le gare entro la fine dell’autunno per poi poter acquistare i nuovi macchinari e renderli operativi già nei primi mesi del prossimo anno”.

Sulla specializzazione del personale (“necessaria perchè in molti casi i bandi della Asl sono andati deserti proprio per la mancanza di specifiche figure professionali”) il direttore del dipartimento Promozione della salute ha annunciato che è stata avviata una collaborazione con le Università di Bari e Foggia. Altra criticità rilevata è stata quella relativa ai pensionamenti: “Avevamo previsto – ha evidenziato Ruscitti – una percentuale di pensionamenti dell’1,7%. Ci siamo trovati di fronte, invece, al 4% delle persone che sono andate vie e le cifre del 2018 ci parlano di una forza lavoro in uscita pari al 6%. Questo significa che nei prossimi 5-6 anni circa il 40% della forza lavoro della sanità pugliese sarà pensionata, con gravi ripercussioni sui cittadini e su una popolazione sempre più anziana dal momento che la nostra regione è costretta a rincorrere gli altri sul terreno della natalità”. Nonostante questo, “stiamo sbloccando i concorsi, stabilizzando i precari, stiamo utilizzando anche soldi non rinvenienti da fondi sanitari”

Questione San Cataldo: i soldi ci sono, ha tranquillizzato Ruscitti, e il nuovo nosocomio “non comporterà la disintegrazione del SS. Annunziata mentre il Moscati è destinato a diventare Polo oncologico”. Per cui, Taranto avrà un polo ospedaliero con il San Cataldo, “moderno e efficiente”, il SS. Annunziata, “destinato alle cronicità”, e il Moscati. Mentre per quanto riguarda il Pronto soccorso del SS. Annunziata (“il nosocomio è un vero e proprio cubo di Rubik, se tocchi da una parte va in crisi un’altra”) è allo studio un sistema compatibile “dal punto di vista infrastrutturale, certamente non facile visto come inserito all’interno del tessuto urbano”.

Il vero problema, ha fatto invece notare il direttore generale Asl, Stefano Rossi, è “che il fabbisogno è aumentato” mentre “il personale si è contratto” per cui bisogna essere consapevoli “che bisogna intervenire senza se e senza ma tagliando laddove ci sono sprechi e, in questa direzione, dobbiamo remare tutti insieme” il tutto unito “a un cattivo uso del servizio sanitario da parte del cittadino”.

 

Capriulo e Liviano – Prima le Idee : Conf. Stampa #Amministrative2017

Resoconto Conferenza Stampa ( PRIMA LE IDEE)

Un nuovo metodo di governo per una Taranto aperta e solidale. È questo l’obiettivo cui tendono il consigliere regionale Gianni Liviano e il consigliere comunale Dante Capriulo. Un metodo che vada in discontinuità con i metodi di governo degli ultimi anni, fondato su persone sole al comando, e che parta da linee programmatiche condivise e che in forza di quelle individui il miglior candidato sindaco possibile in grado, da subito, di indirizzare e governare il complesso ente comunale e puntare sul coinvolgimento della Cittadinanza Attiva e sui beni comuni.

Concetti che i due esponenti politici hanno raccontato sabato mattina nel corso di una conferenza stampa tenutasi nella sede de “Le città che vogliamo” in via Fiume 12 a Taranto.

Immaginare un nuovo futuro che metta in chiaro da subito che salute, ambiente e bellezza non si barattono con nulla e che ristabilisce nuovi  rapporti con la Marina militare e con la grande industria e con le altre attività inquinanti che tradotto vuol dire che ogni modello produttivo deve rispettare la salute dei cittadini e dei lavoratori ed essere sottoposto ad autorizzazioni preventive che non siano il frutto di Aia “farlocche” o di irrealizzabili o irrealizzati piani di ambientalizzazione bensì su Valutazione integrate dell’impatto ambientale e sanitario, su modelli scientifici già elaborati dai massimi organismi nazionali come Ispra e Arpa, dando nuove opportunità e tutele ai lavoratori attualmente impiegati in Ilva.

E, ancora, sì alla rigenerazione, recupero, e riorganizzazione del patrimonio edilizio (privato e pubblico) esistente che stimoli le opportunità  (piano delle coste, mare, isole amministrative, eccetera); tenere conto che la periferia urbana non termina tra via Di Palma e via Leonida (come di recente votato dall’attuale amministrazione comunale) ma che la periferia, anche sociale, sia al centro ed abbia gli stessi diritti di cittadinanza; che i servizi primari siano assicurati a tutti i cittadini di Taranto; che i giovani non debbano scappare dalla città sia per studiare che per lavorare; che l’Università sia degna di tal nome e non un surrogato barese in perenne difficoltà; sì alla realizzazione di un piano per lo sport che restituisca dignità ad una impiantistica sportiva inadeguata e decadente.

Insomma, una piattaforma programmatica che punti ad un Comune che  funzioni attraverso la riorganizzazione della macchina amministrativa che risponda, in maniera pronta, efficace,  efficiente ai bisogni veri dei cittadini; che abbia la capacità di riorganizzare radicalmente le sue società (Amat, Amiu, eccetera); che utilizzi Patrimonio, Edilità, Commercio, porto, Attività produttive come moltiplicatori di sviluppo; che applichi una tassazione locale giusta e equa.

Pensare, questo il traguardo da cui subito dopo ripartire, una città per giovani e bambini, capace di dire stop ad ogni ipotesi di espansione urbanistica e che faccia leva sulle straordinarie opportunità naturali e locali per disegnare un  nuovo futuro economico e produttivo.

“Pensiamo ad una politica che abbia una visione del futuro, che valorizzi l’idea del noi rispetto all’io, che pensi in un’ottica di squadra che inverta la rotta, che segni un solco netto con il passato, con gli ultimi cinque anni della giunta Stefàno che è stata devastante”, sottolinea Gianni Liviano, che, pur ringraziando i tanti che, candidandosi a sindaco, vogliono dare un contributo alla città, evidenzia che “questa non è la strada giusta” perché la “frammentazione rischia di consegnare la città al Masaniello di turno, ai portatori di interessi personali”. È, allora, questo, ribadisce Liviano, “è il momento che la città si ricompatti e sfrutti il momento per pensare e costruire una nuova Taranto”.

Ricompattamento e sintesi, questi i due architravi “sui quali costruire”.

Concetti ripresi e ribaditi da Dante Capriulo. “Di alcuni candidati sindaco non conosciamo neanche la voce”, dice il consigliere comunale, che aggiunge: “Il sindaco non deve essere solo un nome ma deve essere un metodo di lavoro, un programma condiviso. Sono anni che affermiamo e ci battiamo per queste cose scontrandoci con impreparazione, incapacità. È ora che la parte migliore governi la città”.

PRIMA LE IDEE

UN NUOVO METODO DI GOVERNO. TARANTO CITTÀ’ DISINQUINATA, APERTA E SOLIDALE.

1 discontinuità con i metodi di governo degli ultimi anni, fondato su persone sole al comando, spesso dispotiche quando non isteriche;

=> necessita al contrario una stagione di partecipazione “illuminata” e non “questuante”; che il consiglio comunale diventi luogo di discussione, decisione partecipata ed indirizzo vero; bisogna disinquinare non solo l’ambiente ma anche la politica locale; valorizzando la squadra e le competenze, il NOI al posto dell’IO;

esperienza nella capacità di governare ima macchina complessa come quella comunale, con poteri e compiti immensi, migliaia di dipendenti, una decina di società partecipate, un bilancio di oltre 300 milioni di euro annui, un dissesto ancora da chiudere, un debito pregresso ancora ingente (basti pensare alla vicenda BOC che pende in Cassazione);

=> un Sindaco in grado da subito di indirizzare e governare il complesso ente comunale;

=> puntando sul coinvolgimento della Cittadinanza Attiva e sui Beni Comuni.

Taranto è una parte importante della Puglia e dell’Italia, con cui confrontarsi e dialogare, chiedendo rispetto e riconoscimento per il servizio e sacrificio offerto allo Stato da oltre un secolo, scongiurando però dannosi isolazionismi;

UN NUOVO FUTURO.


4 immaginare un nuovo Futuro, che ponga a fondamento un principio chiaro: la salute, l’ambiente e la bellezza di 2000 anni di storia non si baratta con nulla;

5 individuare un’ IDEA DI PROGRAMMAZIONE STRATEGICA per Taranto, nuove prospettive economiche, in grado di trasformare il tessuto economico-produttivo, con l’utilizzo pieno delle risorse europee del piano 2014/2020 (siamo già in ritardo!), di promozione, attrazione, tassazione di vantaggio, accesso al credito, innovazione, incentivazioni, tutela al lavoro che cambia; con la .rivendicazione con autorità’ competenti alla defiscalizzazione per il territorio (zes);

fare leva sulle straordinarie opportunità naturali e locali per disegnare un nuovo futuro economico e produttivo, in primis il Porto e retroporto, dove far ritornare commercio e logistica, facendo arretrare lo sfruttamento quasi esclusivamente industriale;

7 un rapporto con gli enti militari (M.M., Aereonautica, etc.) in cui alle parole si sostituiscano i fatti, con l’utilizzo delle aree militari non più strategiche; in cui si ritomi padroni in casa propria.

 

LA SALUTE NON SI SCAMBIA.


8 Un rapporto nuovo con la grande fabbrica e con le altre attività inquinanti insediate sul territorio, in cui si ristabiliscano i valori della vita: per cui ogni modello produttivo (possibilmente abbandonando quello obsoleto del ciclo integrale con il carbone) deve rispettare la salute dei lavoratori e dei cittadini, ed essere sottoposto ad autorizzazioni preventive non fondate su farlocche A.I.A. o irrealizzabili o irrealizzati piani di ambientalizzazione, ma su Valutazioni Integrate dellTmpatto Ambientale e Sanitario, sui modelli scientifici già elaborati dai massimi organi nazionali quali ISPRA ed ARPA; dove si certifichi che per produrre nessuno deve essere esposto a rischi sanitari; dando nuove opportunità e tutele ai lavoratori attualmente impiegati in ILVA; 

9 potenziamento della Prevenzione Sanitaria e della offerta socio-sanitaria (Sindaco Autorità Sanitaria Locale!)

 

LA GRANDE BELLEZZA.


10 una città fondata sul decoro e la bellezza, in cui siano messi al bando i comportamenti incivili; una città vivibile, accogliente, ordinata, aperta e solidale; una città a misura di bambino; con un traffico ordinato e meno caotico;

11 una nuova organizzazione del territorio: STOP ad ogni ipotesi di espansione urbanistica;—> (3R) SI alla Rigenerazione, Recupero e Riorganizzazione del patrimonio edilizio (privato e pubblico) esistente, che stimoli le opportunità (piano delle coste, mare, isola amministrativa, etc.);

12 Il cuore di Taranto (Città Vecchia e Borgo) da rivitalizzare con un mix ben dosato di interventi edilizi, sociali, produttivi; La Città Vecchia come zona franca culturale urbana;

13 favorire il commercio di vicinato, l’umanità della aggregazione di quartiere rispetto all’ampliamento dei centri commerciali.

 

PERIFERIE URBANE E SOCIALI AL CENTRO.


14 La periferia urbana non termina tra via Di Palma e via Leonida (come votato di recente dall’attuale amministrazione);  => la periferia, anche sociale, sia al centro ed abbia gli stessi diritti di cittadinanza;

15 i servizi primari (acqua, fogna, strade, luce) siano assicurati a tutti i cittadini di Taranto;

 

LE NUOVE GENERAZIONI. UNA CITTA’ COLTA, PER GIOVANI E BAMBINI.


16 attivazione Laboratori di Partecipazione Under 30; i Giovani non devono scappare da Taranto, sia per lavorare che per Studiare; 

17 una Università vera e non un surrogato barese in continua difficoltà; con rafforzamento e valorizzazione dell’intera offerta formativa, potenziando indirizzi coerenti con le prospettive di sviluppo economico; 

18 La Cultura come fattore di crescita sociale ed anche economica;ù

19 SI alla realizzazione di un piano per lo Sport, restituendo dignità ad una impiantistica sportiva inadeguata e decadente;

 

UN COMUNE CHE FUNZIONI


20 riorganizzare una nuova macchina amministrativa, che risponda – in maniera pronta, efficace, efficiente ed moderna – ai bisogni veri dei cittadini e non sia un motore inceppato;

21 Riorganizzazione radicale delle società di proprietà comunale (Amiu, Amat, etc.), oltre che dei diversi “affidamenti sociali”, con ottica orientata ai servizi efficienti per i cittadini a costi ragionevoli, evitando la pratica diffusa delle piccole clientele .

22 Utilizzare le leve amministrative (Patrimonio, Edilità, Commercio, Porto, Attività Produttive), come moltiplicatori di sviluppo e non come meri centri di potere;

23 Lotta senza sconti a “furbetti” e “parassiti” che vivono alle spalle dei cittadini onesti, chiedendogli di pagare canoni sui beni comunali, tasse e tariffe dovute (soprattutto ai possessori di adeguati redditi!)

24 una tassazione locale giusta ed equa.

Taranto 11 marzo 2017.

 

PRIMA LE IDEE – conferenza stampa di Dante Capriulo e Gianni Liviano

Un nuovo metodo di governo per una Taranto aperta e solidale.

Punti programmatici lanciati da Dante Capriuolo e Giovanni Liviano nella conferenza stampa dl sabato 11 marzo 

 PRIMA LE IDEE   (qui trovate il Resoconto Conferenza Stampa dell'11 Marzo)

UN NUOVO METODO DI GOVERNO. TARANTO CITTÀ’ DISINQUINATA, APERTA E SOLIDALE.

1 discontinuità con i metodi di governo degli ultimi anni, fondato su persone sole al comando, spesso dispotiche quando non isteriche;
=> necessita al contrario una stagione di partecipazione “illuminata” e non “questuante”; che il consiglio comunale diventi luogo di discussione, decisione partecipata ed indirizzo vero; bisogna disinquinare non solo l’ambiente ma anche la politica locale; valorizzando la squadra e le competenze, il NOI al posto dell’IO;

esperienza nella capacità di governare ima macchina complessa come quella comunale, con poteri e compiti immensi, migliaia di dipendenti, una decina di società partecipate, un bilancio di oltre 300 milioni di euro annui, un dissesto ancora da chiudere, un debito pregresso ancora ingente (basti pensare alla vicenda BOC che pende in Cassazione);
=> un Sindaco in grado da subito di indirizzare e governare il complesso ente comunale;
=> puntando sul coinvolgimento della Cittadinanza Attiva e sui Beni Comuni.

Taranto è una parte importante della Puglia e dell’Italia, con cui confrontarsi e dialogare, chiedendo rispetto e riconoscimento per il servizio e sacrificio offerto allo Stato da oltre un secolo, scongiurando però dannosi isolazionismi;

UN NUOVO FUTURO.

4 immaginare un nuovo Futuro, che ponga a fondamento un principio chiaro: la salute, l’ambiente e la bellezza di 2000 anni di storia non si baratta con nulla;

5 individuare un’ IDEA DI PROGRAMMAZIONE STRATEGICA per Taranto, nuove prospettive economiche, in grado di trasformare il tessuto economico-produttivo, con l’utilizzo pieno delle risorse europee del piano 2014/2020 (siamo già in ritardo!), di promozione, attrazione, tassazione di vantaggio, accesso al credito, innovazione, incentivazioni, tutela al lavoro che cambia; con la .rivendicazione con autorità' competenti alla defiscalizzazione per il territorio (zes);

fare leva sulle straordinarie opportunità naturali e locali per disegnare un nuovo futuro economico e produttivo, in primis il Porto e retroporto, dove far ritornare commercio e logistica, facendo arretrare lo sfruttamento quasi esclusivamente industriale;

7 un rapporto con gli enti militari (M.M., Aereonautica, etc.) in cui alle parole si sostituiscano i fatti, con l’utilizzo delle aree militari non più strategiche; in cui si ritomi padroni in casa propria.

 

LA SALUTE NON SI SCAMBIA.

8 Un rapporto nuovo con la grande fabbrica e con le altre attività inquinanti insediate sul territorio, in cui si ristabiliscano i valori della vita: per cui ogni modello produttivo (possibilmente abbandonando quello obsoleto del ciclo integrale con il carbone) deve rispettare la salute dei lavoratori e dei cittadini, ed essere sottoposto ad autorizzazioni preventive non fondate su farlocche A.I.A. o irrealizzabili o irrealizzati piani di ambientalizzazione, ma su Valutazioni Integrate dellTmpatto Ambientale e Sanitario, sui modelli scientifici già elaborati dai massimi organi nazionali quali ISPRA ed ARPA; dove si certifichi che per produrre nessuno deve essere esposto a rischi sanitari; dando nuove opportunità e tutele ai lavoratori attualmente impiegati in ILVA; 

9 potenziamento della Prevenzione Sanitaria e della offerta socio-sanitaria (Sindaco Autorità Sanitaria Locale!)

 

LA GRANDE BELLEZZA.

10 una città fondata sul decoro e la bellezza, in cui siano messi al bando i comportamenti incivili; una città vivibile, accogliente, ordinata, aperta e solidale; una città a misura di bambino; con un traffico ordinato e meno caotico;

11 una nuova organizzazione del territorio: STOP ad ogni ipotesi di espansione urbanistica;—> (3R) SI alla Rigenerazione, Recupero e Riorganizzazione del patrimonio edilizio (privato e pubblico) esistente, che stimoli le opportunità (piano delle coste, mare, isola amministrativa, etc.);

12 Il cuore di Taranto (Città Vecchia e Borgo) da rivitalizzare con un mix ben dosato di interventi edilizi, sociali, produttivi; La Città Vecchia come zona franca culturale urbana;

13 favorire il commercio di vicinato, l’umanità della aggregazione di quartiere rispetto all’ampliamento dei centri commerciali.

 

PERIFERIE URBANE E SOCIALI AL CENTRO.

14 La periferia urbana non termina tra via Di Palma e via Leonida (come votato di recente dall’attuale amministrazione);  => la periferia, anche sociale, sia al centro ed abbia gli stessi diritti di cittadinanza;

15 i servizi primari (acqua, fogna, strade, luce) siano assicurati a tutti i cittadini di Taranto;

 

LE NUOVE GENERAZIONI. UNA CITTA’ COLTA, PER GIOVANI E BAMBINI.

16 attivazione Laboratori di Partecipazione Under 30; i Giovani non devono scappare da Taranto, sia per lavorare che per Studiare; 

17 una Università vera e non un surrogato barese in continua difficoltà; con rafforzamento e valorizzazione dell’intera offerta formativa, potenziando indirizzi coerenti con le prospettive di sviluppo economico; 

18 La Cultura come fattore di crescita sociale ed anche economica;ù

19 SI alla realizzazione di un piano per lo Sport, restituendo dignità ad una impiantistica sportiva inadeguata e decadente;

 

UN COMUNE CHE FUNZIONI

20 riorganizzare una nuova macchina amministrativa, che risponda – in maniera pronta, efficace, efficiente ed moderna – ai bisogni veri dei cittadini e non sia un motore inceppato;

21 Riorganizzazione radicale delle società di proprietà comunale (Amiu, Amat, etc.), oltre che dei diversi “affidamenti sociali”, con ottica orientata ai servizi efficienti per i cittadini a costi ragionevoli, evitando la pratica diffusa delle piccole clientele .

22 Utilizzare le leve amministrative (Patrimonio, Edilità, Commercio, Porto, Attività Produttive), come moltiplicatori di sviluppo e non come meri centri di potere;

23 Lotta senza sconti a “furbetti” e “parassiti” che vivono alle spalle dei cittadini onesti, chiedendogli di pagare canoni sui beni comunali, tasse e tariffe dovute (soprattutto ai possessori di adeguati redditi!)

24 una tassazione locale giusta ed equa.

Taranto 11 marzo 2017.

È questo l’obiettivo cui tendono il consigliere regionale Gianni Liviano e il consigliere comunale Dante Capriulo. Un metodo che vada in discontinuità con i metodi di governo degli ultimi anni, fondato su persone sole al comando, e che parta da linee programmatiche condivise e che in forza di quelle individui il miglior candidato sindaco possibile in grado, da subito, di indirizzare e governare il complesso ente comunale e puntare sul coinvolgimento della Cittadinanza Attiva e sui beni comuni.

Concetti che i due esponenti politici hanno raccontato sabato mattina nel corso di una conferenza stampa tenutasi nella sede de “Le città che vogliamo” in via Fiume 12 a Taranto.

Immaginare un nuovo futuro che metta in chiaro da subito che salute, ambiente e bellezza non si barattono con nulla e che ristabilisce nuovi  rapporti con la Marina militare e con la grande industria e con le altre attività inquinanti che tradotto vuol dire che ogni modello produttivo deve rispettare la salute dei cittadini e dei lavoratori ed essere sottoposto ad autorizzazioni preventive che non siano il frutto di Aia “farlocche” o di irrealizzabili o irrealizzati piani di ambientalizzazione bensì su Valutazione integrate dell’impatto ambientale e sanitario, su modelli scientifici già elaborati dai massimi organismi nazionali come Ispra e Arpa, dando nuove opportunità e tutele ai lavoratori attualmente impiegati in Ilva.

E, ancora, sì alla rigenerazione, recupero, e riorganizzazione del patrimonio edilizio (privato e pubblico) esistente che stimoli le opportunità  (piano delle coste, mare, isole amministrative, eccetera); tenere conto che la periferia urbana non termina tra via Di Palma e via Leonida (come di recente votato dall'attuale amministrazione comunale) ma che la periferia, anche sociale, sia al centro ed abbia gli stessi diritti di cittadinanza; che i servizi primari siano assicurati a tutti i cittadini di Taranto; che i giovani non debbano scappare dalla città sia per studiare che per lavorare; che l’Università sia degna di tal nome e non un surrogato barese in perenne difficoltà; sì alla realizzazione di un piano per lo sport che restituisca dignità ad una impiantistica sportiva inadeguata e decadente.

Insomma, una piattaforma programmatica che punti ad un Comune che  funzioni attraverso la riorganizzazione della macchina amministrativa che risponda, in maniera pronta, efficace,  efficiente ai bisogni veri dei cittadini; che abbia la capacità di riorganizzare radicalmente le sue società (Amat, Amiu, eccetera); che utilizzi Patrimonio, Edilità, Commercio, porto, Attività produttive come moltiplicatori di sviluppo; che applichi una tassazione locale giusta e equa.

Pensare, questo il traguardo da cui subito dopo ripartire, una città per giovani e bambini, capace di dire stop ad ogni ipotesi di espansione urbanistica e che faccia leva sulle straordinarie opportunità naturali e locali per disegnare un  nuovo futuro economico e produttivo.

“Pensiamo ad una politica che abbia una visione del futuro, che valorizzi l’idea del noi rispetto all’io, che pensi in un'ottica di squadra che inverta la rotta, che segni un solco netto con il passato, con gli ultimi cinque anni della giunta Stefàno che è stata devastante”, sottolinea Gianni Liviano, che, pur ringraziando i tanti che, candidandosi a sindaco, vogliono dare un contributo alla città, evidenzia che “questa non è la strada giusta” perché la “frammentazione rischia di consegnare la città al Masaniello di turno, ai portatori di interessi personali”. È, allora, questo, ribadisce Liviano, “è il momento che la città si ricompatti e sfrutti il momento per pensare e costruire una nuova Taranto”.

Ricompattamento e sintesi, questi i due architravi “sui quali costruire”.

Concetti ripresi e ribaditi da Dante Capriulo. “Di alcuni candidati sindaco non conosciamo neanche la voce”, dice il consigliere comunale, che aggiunge: “Il sindaco non deve essere solo un nome ma deve essere un metodo di lavoro, un programma condiviso. Sono anni che affermiamo e ci battiamo per queste cose scontrandoci con impreparazione, incapacità. È ora che la parte migliore governi la città”.

 

 

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“L’Adisu di Taranto non sarà depotenziato e come Regione Puglia daremo un grosso contributo, se sarà il caso anche finanziario, per potenziare l’Università a Taranto”. L’assessore regionale all’Università, Sebastiano Leo, non si nasconde dietro un dito e va dritto al nocciolo della questione. Invitato a Taranto dal consigliere regionale Gianni Liviano a discutere con i rappresentanti degli studenti tarantini  sul sistema universitario ionico, l’esponente della giunta Emiliano ha raccolto tutte le indicazioni e le criticità esposte dagli studenti universitari e discusso con loro, e con gli altri ospiti (all’incontro sono intervenuti il pro Rettore Riccardo Pagano, il rettore del Politecnico di Bari, prof. Ernesto Di Sciascio, il direttore amministrativo Adisu, Antonio Palmiotta, il consigliere comunale e provinciale Dante Capriulo, il consigliere comunale Paolo Ciocia, il consigliere regionale Mino Borraccino oltre a una folta rappresentanza di studenti degli istituti Cabrini, Pitagora e Aristosseno), delle possibili soluzioni.

La politica è stata interrogata e la politica ha risposto alle domande dei ragazzi. Molti, infatti, sono stati i temi toccati da Daniele Ciocia di Elsa Taranto, Doriana Luzzi di Progetto Taranto universitaria, Alessandra Prete dell’associazione Giuristi jonici, Alessandro Tarantino rappresentante di Progetto Taranto in seno all’Adisu, Salvatore Capparelli di Scienze della comuicazione e Anna Colautti e Immacolata Di Cesaria di Scienze infermieristiche: dalla richiesta del mantenimento nel capoluogo ionico dei corsi delle Professioni sanitarie, al rischio incombente di un ridimensionamento della sede tarantina dell’Adisu, dalla necessità di avere una rete di bus piu’ efficiente per assicurare i collegamenti con il Politecnico ubicato al quartiere Paolo VI, allo smacco subito con la chiusura del corso di Beni culturali cui ha fatto seguito l’accorpamento, in favore di Lecce, della sede della Soprintendenza archeologica.

Interventi, quelli degli studenti, dai quali è emersa la necessità di una maggiore pubblicità dell’Università di Taranto fuori dai suoi confini provinciali (Prete: “A Brindisi, per esempio, non sanno dell’esistenza di un polo univeritario a Taranto”) e di come sia necessaria una formazione umanistica senza la quale, ha sottolineato Salvatore Capparelli, “non si può costruire una classe dirigente e Taranto ne è priva”.

Insomma, non si chiedono mance a nessuno e Taranto non deve essere vissuta come un’alternativa “ma come una scelta (Daniele Ciocia)” da chi intende frequentare i suoi corsi universitari.

La richiesta piu’ pressante è stata quella arrivata dalle due studentesse di Scienze infermieristiche, corso alle prese con costanti criticità come le recenti dimissioni di massa da parte dei docenti poi in parte rientrate. “Vista la drammatica emergenza sanitaria e ambientale che la città subisce – hanno fatto presente Anna Colautti e Immacolata Di Cesaria – forse è il caso di investire di piu’ in Scienze infermieristiche perchè questo garantirebbe la possibilità ai malati oncologici di curarsi a casa propria con professionisti della propria terra”. E come sottacere il ruolo che l’Università ha avuto nella riqualificazione della città vecchia di Taranto. Ruolo evidenziato da Doriana Luzzi di Progetto Taranto universitaria che, proprio per questo, ha sottolineato come “sia assurdo che si chiuda un corso universitario come quello di Beni culturali”.

Rimostranze e suggerimenti fatti propri dall’assessore Leo insieme a quelli offerti dai docenti presenti al dibattito organizzato dall’associazione “Le città che vogliamo” e dai movimenti politici “Noi democratici per le città che vogliamo” e “Partecipazione è cambiamento”. E il direttore amministrativo della sede decentrata di Taranto dell’Adisu, Antonio Palmiotta, ha sottolineato come i servizi a supporto degli studenti “siano efficienti” grazie anche alle convenzioni stipulate “con le migliori strutture ricettive e ristoratrici. Siamo in grado – ha aggiunto – di rispondere in tempo reale a qualsiasi istanza degli studenti”. E a Carmine Carucci, del Comitato per la qualità della vita, che rimproverava al rettore del Politecnico di non aver tenuto fede alla promessa di creare la Scuola speciaistica di archeologia, il rettore Di Sciascio ha risposto che “il Politecnico è sempre pronta a realizzarla ma il Comune non ci ha mai messo a disposzione, come da noi chiesto, una sede”. Comunque, ha poi proseguito il rettore Di Sciscio, la mission del Politecnico “non è quella di sfornare laureati sic et simpliciter ma professionisti che abbiano le capcità di inserirsi immediatamente nel mondo del lavoro. La sfida vera – ha concluso – è quella di costruire e ridare una speranza a Taranto e alle nuove generazioni. Il Politecnico è pronto ma occorre che la politica dalle parole passi ai fatti”.

Quei fatti che Dante Capriulo, consigliere provinciale e comunale, si sente di trasformare in atti concreti “ed elaborare un nuovo sistema universitario ionico che si focalizzi su un sistema nuovo di fare formazione e che formi quelle professionalità che davvero servono al territorio”. Argomento per certi versi ripreso dal pro Rettore dell’Università di Bari, Riccardo Pagano, che, cifre alla mano (nove corsi di laurea, 80 docenti strutturati, 200mila euro di stipendi al mese), ha dimostrato come “l’Università si sia accollata un grosso sforzo economico. Resta comunque il fatto che tutti quanti dobbiamo cercare di capire perchè l’Università è fondamentale per Taranto: lo è perchì è un labortorio storico e sociale importantissimo inserito in una città che è l’icona della crisi del Meridione dove è crollato il sistema di portare sviluppo con le industrie”.

A rivendicare “esistenza e dignità ad una terra dalla storia millenaria” è stato il consigliere comunale Paolo Ciocia” il quale ha sottolineato, sulla scorta di quanto emerso soprattutto dalle dichiarazioni del rettore del Politecnico, “la sordità dell’attuale amministrazione comunale chiusa a qualsiasi possibilità di dialogo” puntando l’indice verso il sindaco Stefàno che “per primo non intende centrale lo sviluppo dell’Università ionica. Per questo – ha concluso – confidiamo nel ruolo che la Regione vuole giocare”.

La ricetta possibile? L’assessore regionale Leo non ha dubbi: “Taranto, ma anche Bari e Lecce, devono fare cartello con il sistema universitario meridionale se si vuole competere e competere meglio”. E sull’alternanza scuola-lavoro l’assessore è stato netto: “il Governo deve metterci le riisorse economiche necessarie perchè non si può pretendere formazione se poi questa non si traduce in posti di lavoro”.

Una giornata “veramente proficua e interessante”, così il consigliere regionale Gianni Liviano, ispiratore dell’iniziativa, che non ha mancato di sottolineare come lo scopo debba essere quello “di far sì che i nostri ragazzi studino in una Università tutta tarantina, che non debbano essere costretti ad andare fuori a cercare offerte formative migliori con il rischio che dopo non facciano piu’ ritorno a Taranto. Dobbiamo essere costruttori di sviluppo e di opportunità per i nostri ragazzi. Consolidare l’Università a Taranto  per fornire risposte ad una comunità che soffre. Questo è il compito – ha concluso Liviano – dal quale la politica non può e non deve derogare”.

 

'Aside' Post | By on 5 maggio 2016

 

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“Speranza e fiducia si coniugano con il noi, l’obiettivo é nel nome: Partecipazione è cambiamento per essere appassionati costruttori di comunità sganciandosi da logiche del potere per il potere”.
Con queste parole Gianni Liviano, consigliere regionale della lista Emiliano sindaco di Puglia, ha tenuto a battesimo la nascita del movimento politico Partecipazione è cambiamento del quale è stato nominato, con consenso unanime, presidente.
Nella sede di via Fiume 12, con l’approvazione dello Statuto e la nomina degli organismi dirigenti,  neonato movimento politico comincia a muovere i suoi primi passi. “Quello di stasera – ha sottolineato Giuseppe Barbaro segretario dell’assemblea – non vuole essere soltanto la formalizzazione di un atto bensì l’assunzione di responsabilità per un lavoro da portare avanti fino in fondo”.
“Questo movimento – ha aggiunto Dante Capriulo, consigliere comunale a Taranto – può svolgere un ruolo importante nel futuro della città. A questa esperienza si sta accostando gente proveniente da mondi diversi ma, credo, che le cose si possono cambiare pur nella contaminazione di esperienze diverse”.

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Uno sforzo comune “per un futuro da costruire insieme”, ha ribadito ancora il consigliere regionale Gianni Liviano, perché servono “strumenti di crescita di una comunità. Vogliamo provare ad esserci e siamo pronti a sporcarci le mani”.
L’assemblea costituente del movimento politico Partecipazione è cambiamento ha poi provveduto alla nomina dei suoi organismi così composti:
presidente, Gianni Liviano; vicepresidente, Gaetano Mercinelli; segretario, Pino Moro; tesoriere, Giuseppe Andrea Carnazza; portavoci, Dante Capriulo, Paolo Ciocia, Giovanni Guarino, Giuseppe Barbaro; coordinatori dei paesi del provincia, Stefano Fabbiano, Rocco Ressa, Luca Conserva, Vincenzo Antonio Bisignano, Cosimo Filotico; presidente del Collegio dei probiviri, Vittorio Angelici.

Al movimento, ha spiegato poi Giuseppe Barbaro, può aderire chiunque si riconosca nel Manifesto programmatico comprese le associazioni. 

'Aside' Post | By on 22 marzo 2016

8 Marzo – Fogne a Talsano-Lama-San Vito Incontro con l’assessore Giannini

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Fogne a Talsano-Lama-San Vito
Incontro con  l’assessore Giannini
Mercoledì 9 incontro tra Aqp e Comune di Taranto

La Regione Puglia sta monitorando costantemente l’evoluzione dell’iter relativo all’annosa questione del completamento della rete idrica e fognaria a Talsano, Lama e San Vito. Lo ha assicurato nel corso di un incontro svoltosi in assessorato, l’assessore regionale ai Lavori pubblici, Giovanni Giannini, al consigliere regionale Gianni Liviano, al consigliere comunale di Taranto, Dante Capriulo, e a una rappresentanza dei tre quartieri.

Nel corso dell’incontro è emerso come, già nel mese di gennaio, l’assessore Giannini abbia inviato una missiva all’Acquedotto pugliese e al Comune di Taranto perché si desse seguito al verbale sottoscritto dalle parti lo scorso 16 ottobre. Anzi, il vicepresidente di Aqp, dott. De Santis, intervenuto all'incontro  ha rimarcato l’interesse dell’azienda nel seguire l’evolversi dello stato dell’arte e ha assicurato la sua presenza la prossima settimana a Taranto quando incontrerà i cittadini dei tre quartieri oltre al consigliere regionale Gianni Liviano e a quello comunale Capriulo, proprio per illustrare ulteriormente lo stato della procedura.

La palla, attualmente, è  tutta nella metà campo del Comune di Taranto che dovrà procedere agli espropri di quelle vie che ancora non sono state cedute all’ente. Allo scopo il Comune ha sottoscritto una convenzione con Infrataras perché proceda, nel più breve tempo possibile, in tal senso nonostante il verbale sottoscritto lo scorso 16 ottobre fra lo stesso ente, la Regione Puglia e l’Acquedotto pugliese avesse conferito la delega ad Aqp.

Come si ricorderà, numerose famiglie ancora oggi,  infatti, sono costrette a sottrarre dal bilancio familiare cospicue somme per il servizio di autospurgo (si parla di cifre intorno ai 130 euro ad intervento). Un punto di non ritorno che chiama in causa in prima battuta il Comune di Taranto, che quei servizi primari avrebbe dovuto garantire già da un bel po' di tempo, in seconda Regione Puglia e Acquedotto pugliese. Anche se, in verità, questi due ultimi enti la loro parte l'hanno svolta: la Regione, stanziando cospicue somme di denaro (intorno agli 11 milioni di euro) per realizzare le opere; l'Aqp provvedendo alla progettazione degli interventi.

Adesso la Regione Puglia va in pressing sull’amministrazione comunale di Taranto perché acceleri le procedure per gli espropri dal momento che le somme stanziate per dotare i tre quartieri periferici degli impianti idrici e fognari sono già esigibili.

“Ringrazio l’assessore Giannini per il suo costante impegno e interessamento sulla questione”, è stato il primo commento del consigliere regionale Liviano. “L’auspicio – ha aggiunto – è che adesso il Comune di Taranto, che sulla vicenda ha avuto un comportamento, diciamo così, lacunoso, possa adesso dare un’accelerazione e procedere in tempi stretti agli espropri. Nel 2016 è impensabile che alcune zone della città siano ancora sprovviste di opere primarie di vitale importanza per i cittadini. Per questo – conclude Liviano – spero che l’incontro che domani mattina (mercoledì 9 marzo, ndr) il vicepresidente di Aqp avrà con il sindaco Stefàno sia foriero di ulteriori buone notizie”.

(Pier Paolo D'Auria)

18/02/2016 – PROPOSTE CULTURALI PER TARANTO incontro con Paolo VERRI e Massimo MANERA

 

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INCONTRO con
Paolo VERRI direttore Matera  Capitale della Cultura, Commissario Agenzia Regionale "Puglia Promozione" e
Massimo MANERA presidente Fondazione NOTTE DELLA TARANTA

PRESENTAZIONE
“A Lecce, La Notte della Taranta; a Matera la capitale europea della cultura 2019; e a Taranto?”. È questo il tema dell’incontro organizzato dall’associazione “Le città che vogliamo”e dal movimento “Partecipazione è cambiamento” al quale interverrà il consigliere regionale Gianni Liviano e al quale parteciperanno Massimo Manera, presidente della fondazione Notte della Taranta, e Paolo Verri, commissario di Pugliapromozione.

“Abbiamo voluto organizzare questo incontro per dare seguito ad un discorso già avviato da Gianni Liviano quando ricopriva l’incarico di assessore regionale all'Industria turistica e culturale in un’ottica di sinergia con realtà affermare si in Italia e nel mondo. Il nostro vuole essere un contributo fattivo che punti al rilancio e allo sviluppo di Taranto”, spiegano i componenti La città che vogliamo.

“L’obbiettivo – spiega il consigliere regionale Gianni Liviano – deve essere quello di creare opportunità di sviluppo reale nel campo del turismo e della cultura. In questa partita conto di giocare tutte le mie carte per tutta la legislatura per mettere Taranto e la sua provincia nelle condizioni di smarcarsi definitivamente dalla schiavitù della grande industria”.

RESOCONTO
Il percorso degli ipogei in città vecchia da inserire nel circuito regionale degli Open day; un centro di riprese cinematografiche subacquee da realizzare in prossimità di una isola tra San Paolo e San Pietro; organizzazione di una tappa della Spartan race da far diventare “un appuntamento di portata internazionale e interamente griffato Taranto”; disponibilità da parte della fondazione La Notte della Taranta a organizzare iniziative comuni con Taranto, consolidamento del Palio di Taranto. Sono questi i risultati che ha portato a casa il consigliere regionale Gianni Liviano al termine dell’incontro di giovedì sera, organizzato dall’associazione “Le città che vogliamo” e dal movimento “Partecipazione  è cambiamento” nella sede di via Fiume 12 a Taranto, al quale hanno partecipato anche Paolo Verri, commissario di Pugliapromozione nonché direttore di Matera2019, e Massimo Manera,  presidente della fondazione Notte della Taranta.

playlist video dell'incontro

Non solo, perché l’altra grossa opportunità che si prospetta per Taranto e il suo territorio provinciale è quella di candidarsi all’organizzazione delle prossime Universiadi. “L’Italia – ha spiegato Paolo Verri – non ha ancora candidato una sua città per ospitare le Universiadi del 2021. L’idea di proporre la città di Taranto è del presidente regionale del Coni ed ex assessore allo Sport del Comune di Bari, Sannicandro”.

Le Universiadi potrebbero essere per Taranto una vera e propria occasione di rilancio turistico e culturale come lo sono state, ha aggiunto Verri, “le Olimpiadi invernali per Torino “.

Occasioni che il consigliere regionale Liviano non intende lasciarsi sfuggire. “Del resto – ha più volte ribadito nel suo intervento di giovedì sera – il nostro obiettivo è quello di dare continuità ad un percorso avviato in quei pochi mesi in cui ho ricoperto la carica di assessore regionale all’Industria turistica e culturale. Vogliamo renderci conto – ha aggiunto Liviano – se ci sono i presupposti per diversificare l’economia ionica puntando ad uno sviluppo che sia alternativo all’Ilva. Insomma,  vogliamo cercare di essere costruttori di economia, vogliamo ragionare di metodi e di impegni per il nostro territorio”.

Per questi motivi diventano importanti le sinergie che si andranno a creare con Pugliapromozione e con la fondazione Notte della Taranta. Con quest’ultima in passato ci sono già state forme di collaborazione “che sono state produttive e che vanno riprese e rinsaldate”, ha aggiunto ancora Liviano. Del resto i numeri parlano chiaro. “Il venerdì delle prove generali – ha fatto presente Manera – abbiamo registrato 80mila presenze diventate 200mila nella serata conclusiva del concerto. Per non parlare del pieno di presenza registrato lungo tutta la settimana del festival nei 12 Comuni che hanno ospitato concerti”. Grandi numeri che hanno collocato i Comuni della Grecìa salentina ai primissimi posti tra i 24 Comuni leccesi per reddito pro capite. E, questo, grazie al festival. “Per ogni euro investito – ha concluso Manera – ce ne sono ritornati otto. È nata una microeconomia alternativa legata soprattutto all’artigianato”.

Ma Taranto, è poi intervenuto Verri, deve puntare “a realizzare un qualcosa di suo, un progetto che diventi sistemico, un esperimento di collettività”. In quest’ottica si inquadra la Spartan race la cui organizzazione sarà affidata a Angelo Zomegnan, dg del Giro d’Italia, e il cui costo non supererà i 30mila euro.

“La prima edizione della Spartan race – ha poi concluso Liviano – costituiranno sorta di test per la città e l’area ionica in previsione della trasformazione della competizione in maniera stabile. Insomma, dobbiamo anche provare a fare qualcosa di importante senza paura di sbagliare”.

2 Luglio – Proclamazione Eletti e Dibattito su “Riduzione Rischio Sanitario al rione Tamburi CHIAREZZA E CONOSCENZA”

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Prima la proclamazione a Bari, alla Corte di appello, a consigliere regionale; poi di corsa al quartiere Tamburi. C'è da parlare di ambiente, degli interventi di bonifica che interessano il quartiere che vive gomito a gomito con la grande fabbrica. L'occasione è il dibattito organizzato dal gruppo consiliare al Comune di Taranto, Noi democratici per le città che vogliamo, e dal giornalista e sociologo Emanuele Spataro sul tema "Dall'eliminazione del rischio sanitario… alle opere di risanamento". Dibattito al quale sono intervenuti lo stesso Gianni Liviano, il consigliere comunale e provinciale, Dante Capriulo, il consigliere comunale Francesco Venere, Pietro Migliorato, cittadino e organizzatore di eventi al quartiere Tamburi. Grandi assenti i tecnici comunali e i presidi degli istituti scolastici del quartiere.

"Con la proclamazione a consigliere regionale – attacca Liviano – finalmente possiamo entrare nella fase operativa. Possiamo dedicarci con atti concreti a tentare di dare risposte alle emergenze della città di Taranto, che sono tantissime e così critiche da rendere difficile stilare una classifica delle priorità, ma anche ai problemi con i quali convivono numerosi centri della provincia ionica".

20150702tamburiEmergenze la maggior parte delle quali riguardano tematiche ambientali. "A Taranto dobbiamo fare i conti con i guasti causati dall'Ilva; a Grottaglie e San Marzano c'è il problema dell'ampliamento della discarica; a Massafra i gruppi ambientalisti stanno combattendo una difficile battaglia per scongiurare il raddoppio dell'inceneritore; stessa situazione ad Avetrana, Manduria, San Pietro in Bevagna con il progetto dello scarico a mare. Insomma – aggiunge Liviano – di lavoro da fare ce n'è ed è tanto e, sicuramente, con il grosso contributo del presidente Emiliano, ci adopereremo per cercare di dare risposte il più esauriente possibile".

E poi il patto con i cittadini del rione: "Cerchiamo di essere vigili sulle bonifiche, continuiamo il percorso avviato questa sera per rispondere alle aspettative della gente. Vediamoci a settembre per tornare a fare il punto sulla situazione, con nuovi dati scientifici. La vita di ogni singola persona vale più di tutto. Costruiamo tavoli di sviluppo ma facciamolo insieme".

E sull'esclusione dal consiglio regionale di Borraccino (dal riconteggio delle schede ha dovuto cedere il seggio al foggiano e compagno di partito Giuseppe Lonigro) Liviano non ha dubbi: "Solidarietà a Mino Borraccino. Dispiace per l'uomo e dispiace per il politico. Ma,  soprattutto, dispiace che la pattuglia dei consiglieri regionali tarantini abbia perso un'unità.  Ma questo non deve scoraggiarci nel nostro lavoro in favore del nostro territorio".

 

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"Le sfide sono grosse, l'impegno è importante soprattutto quello di tutti". 

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Gianni Liviano tratteggia il cammino che lo attende a Bari, in Consiglio regionale, dove è stato eletto con tremila seicento voti. E lo fa radunando amici e gruppo di lavoro a Martina Franca, dai padri Somaschi, nella Casa del Fanciullo.
"Il percorso continua", dice rilanciando ancora con più forza il brand #diamocidelnoi che lo ha accompagnato per tutta la campagna elettorale "e che certamente non può essere mandato in soffitta proprio adesso. Ora – ha aggiunto – dobbiamo essere persone di servizio".  Ma per dare gambe a idee e progetti serve darsi un'organizzazione capillare "che non deragli da progetti condivisi".

Nessun uomo solo al comando "ma una cabina di regia che sappia far proprie le proposte dell'altro,  facendo delle diversità culturali non un muro bensì una ricchezza".

Insomma, le aspettative adesso sono tante e le oltre duecento persone che hanno affollato l'auditorium della Casa del Fanciullo sono una chiara testimonianza della necessità di costruire un nuovo futuro per l'intera area ionica.

Allora via con la cabina di regia che prevede, ha spiegato Liviano, tre unità: politica, civico-culturale, operativa. Ma il collante di tutto il progetto "deve essere la formazione alla politica che deve trovare traduzione nei gruppi di lavoro sui temi centrali di intervento della Regione Puglia. Gruppi di lavoro che si riuniranno nei principali centri della Provincia perché – ha sottolineato Liviano –  nessuno deve sentirsi ai margini".

Poi la trasformazione de "La città che vogliamo" che si trasformerà ne "Le città che vogliamo"

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 alla quale tutti i referenti dei comuni possono aderire,  se lo vorranno, organizzandosi con propri organi". Il tutto non sarà sganciato "dal movimento politico che Michele Emiliano creerà portando a sintesi le sue due liste: Emiliano sindaco di Puglia e la Puglia con Emiliano".

Tornando ai tre pilastri della cabina di regia, l'unità politica si occuperà di ricevere e proporre da e verso l'associazione e le sedi del territorio le sollecitazioni politiche pianificandone le strategie; l'unità civico-culturale avrà il compito di recepire e proporre ogni attività di natura sociale, civica e culturale pianificandone le strategie; l'unità operativa che pianificherà ogni attività di comunicazione compresi eventi, campagne, candidature.
 

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Insomma, c'è l'esigenza di dire ad Emiliano "che ci siamo, che vogliamo spingere su una politica che sia onesta e che abbia, come stella polare, il bene comune". La sfida di stare in un movimento politico è lanciata perché, al di là dei populismo,  "ci sono persone serie che vogliono lavorare per il rilancio del territorio".

Elementi condivisi dai numerosi interventi che si sono succeduti nell'arco della giornata apertasi con una messa di ringraziamento officiata da don Antonio Panico. 

(Pierpaolo D'Auria)

'Aside' Post | By on 20 giugno 2015