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6/11 interrogazione in Regione Puglia su Rete fognaria Lama-SanVito-Carelli

E’ un’odissea che si trascina, ormai, da circa quindici anni quella che ha per malcapitati protagonisti i cittadini di alcune zone dei quartieri di Lama e San Vito nonchè della contrada Carelli, a Taranto. Quindici anni trascorsi nell’attesa di veder realizzare da parte del Comune di Taranto le opere di urbanizzazione primaria quali tronchi di fognatura nera  e il completamento della stazione di sollevamento di via Girasoli, a Lama.

Una lunga storia i cui capitoli sono stati ripresi nell’interrogazione urgente (qui il contenuto della stessa ) che il consigliere regionale Gianni Liviano, che ha seguito l’intera vicenda sin dall’alba del primo provvedimento (era il  4 luglio del 2002 quando  il commissario delegato per l'emergenza ambientale in Puglia invitò l'Amministrazione  comunale di Taranto  a predisporre il progetto preliminare di nuovi tronchi di fognatura nera nell'ambito del piano degli  investimenti urgenti finalizzati all'adempimento degli obblighi comunitari) nell’allora veste di consigliere comunale, ha indirizzato al presidente del Consiglio regionale, Mario Loizzo, al presidente della giunta regionale, Michele Emiliano, e all’assessore regionale all’Urbanistica, Annamaria Curcuruto.

Ai tre rappresentanti istituzionali Liviano nell’interrogazione chiede se per loro può essere considerato normale ”il tempo di oltre 15 anni,  trascorso ad oggi, da quando il commissario delegato per l'emergenza ambientale in Puglia invitò l'Amministrazione  comunale di Taranto a predisporre il progetto preliminare di nuovi tronchi di fognatura nera nell'ambito del piano degli  investimenti urgenti”.

Quindici anni “di vera e propria tribolazione per gli abitanti di Lama, San Vito e Carelli”, fa presente Liviano,  che ha avuto inizio nel 2002 per poi dipanarsi lungo una serie di intoppi legati, ora alla necessità di apportare dalle varianti al progetto dal momento che c’era da realizzare i collettori con servitù di passaggio nei vigneti della zona di Lama, ora ad una serie di dimissioni a raffica dei vari direttori dei lavori designati dall’Amministrazione comunale, ora dalla rinuncia della ditta aggiudicataria dell’appalto, ora da problemi tecnici sorti successivamente e segnalati sia dall’Acquedotto pugliese che dall’Autorità idrica pugliese. Tutto questo nonostante fossero stati stanziati 3.985.698,83 euro compresi nell’importo complessivo di euro 8.812.252 che il commissario delegato per l’emergenza ambientale in Puglia  aveva reso disponibili per il completamento delle aree fognarie.

Un insieme di problematiche che ha fatto sì che il consigliere regionale tarantino interrogasse la Regione Puglia chiedendo altresì se questo elevatissimo tempo “è da addebitare alla responsabilità di qualcuno, ed eventualmente di chi; qual è lo stato attuale dei lavori per la costruzione dell'impianto fognante e quanto tempo ancora i cittadini di questi quartieri dovranno attendere per la risoluzione dell'ormai annoso problema; se esistono, a vostro parere, i presupposti per azioni sostitutive, ovvero in danno, della Regione per la esecuzione dei lavori dal momento che il perdurare dell’impasse potrebbe causare gravi situazioni di pericolo pubblico per la salute dei cittadini”.

 

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TESTO INTERROGAZIONE

 Sig. PRESIDENTE DEL CONSIGLIO REGIONALE

                                                                       dott. MARIO LOIZZO

                                                           p.c.

Sig. PRESIDENTE DELLA REGIONE PUGLIA

                                                                       dott. MICHELE EMILIANO

                                                          Sig. ASSESSORE REGIONALE AI LAVORI PUBBLICI

                                                                       dott.ssa ANNAMARIA CURCURUTO

            OGGETTO: INTERROGAZIONE URGENTE A RISPOSTA SCRITTA legge 388/2000 – decreto comm.le n. 195/2002 "programma stralcio degli interventi urgenti finalizzati all'adempimento degli obblighi comunitari in materia di fognatura, collettamento e depurazione"- rete fognatura nera a servizio degli abitanti di Lama/San Vito/ Carelli in Taranto;

PREMESSO:

– che in data 04/07/2002 il COMMISSARIO DELEGATO per l'emergenza ambientale in Puglia  (da ora in appresso COMMISSARIO) invitò l'Amministrazione  Comunale di Taranto  (da ora in poi denominata AMMINISTRAZIONE) a predisporre il progetto preliminare di nuovi tronchi di fognatura nera nell'ambito del piano degli  investimenti urgenti finalizzati all'adempimento degli obblighi comunitari in materia di fognatura…" (approvata con decreto com.le n. 195 del 18/06/2002);

– che in data 20/08/2002 gli uffici tecnici dell'Amministrazione hanno predisposto e trasmesso al Commissario  il progetto preliminare per il completamento delle reti esistenti in alcuni quartieri della città tra cui San Vito/lama/Carelli per un importo di euro 9.580.000;

– che il Commissario ha reso disponibili per il completamento delle aree fognarie risorse per un importo complessivo di euro 8.812.252;

– che in particolare per il completamento della rete di fognatura nera a servizio degli abitanti di San Vito, Lama, Carelli furono stanziati euro 3.985.698,83 (compresi nell'importo complessivo di euro 8.812.252 sopra indicato);

– che in data 22/01/2004 il Commissario ha comunicato che la documentazione integrativa del progetto di completamento rete di fognatura nera a servizio degli abitanti di San Vito, Lama e Carelli era risultata idonea;

– che in data 20/02/2004 la Giunta comunale di Taranto con delibera n. 62 ha approvato il progetto relativo al completamento rete di fognatura nera a servizio degli abitanti di San Vito-Lama-Carelli per l'importo complessivo di euro 3.985.698,83;

– che il 20/08/2004 con determina dirigenziale del servizio Contratti del Comune di taranto n. 145 l'Amministrazione ha affidato i lavori su indicati all'impresa Bulfaro Costruzioni srl Torrente in Senise (Pz) per l'importo contrattuale, al netto di Iva, di euro 2.418.478,09;

– che il 18/10/2004 è stato sottoscritto il contratto di appalto n. 8032 di rep tra la società Bulfaro e il Comune di Taranto;

– che il 24/03/2005 la Direzione Lavori  (in appresso D.L.) ha emesso il Sal (stato avanzamento lavori) n. 1 che ha interessato la posa in opera di parte del collettore 1 e dei tronchi 3,4,5,15,16,18 nonchè di parte della condotta permanente di via Girasoli (Lama) e che il 03/05/2005 è stato emesso il certificato di pagamento n. 1 per un importo pari ad euro 382.352,71;

– che il 30/06/2005 la d.l. ha emesso il Sal  n. 2 che ha interessato la posa in opera della restante parte della condotta permanente di via Girasoli, dei tronchi 2,6,7,8,9,10 e 14 nonchè un altro tratto del collettore n.1 e che il 26/07/2005 è stato emesso il certificato di pagamento n. 2 per un importo pari ad euro 362.266,53;

– che il 24/05/2006 la d.l. ha emesso il Sal n. 3 (posa in opera di un ulteriore tratto del collettore 1 salvo la realizzazione di un tratto che attraversa i vigneti, del collettore 2 e dei tronchi 13,14,14 bis e collettori della zona tramontone e relativa condotta premente e della palanco lata della stazione di sollevamento di via Girasoli e che l'08/06/2006 è stato emesso il certificato di pagamento n. 3 per un importo di euro 738.462,55);

– che il 30/06/2006 i lavori sono stati SOSPESI per l'approvazione e la redazione di una perizia di variante e per altri lavori;

– che il 18/09/2006 la società Bulfaro ha effettuato formale atto di diffida e costituzione in mora al Comune di Taranto;

– che il 18/12/2006 è stato sottoscritto il verbale di ripresa dei lavori con il quale si consentiva all'appaltatore  di realizzare i collettori con servitù di passaggio nei vigneti della zona di Lama nonchè di procedere alla costruzione del sollevamento di via Girasoli;

– che l'impresa non ha ripreso immediatamente i lavori bensì ha procrastinato le lavorazioni fino ai primi giorni del mese di marzo 2007 perchè i proprietari dei terreni (considerato che le coltivazioni avrebbero potuto subire danni)  non hanno consentito l'ingresso nelle loro proprietà;

– che il 23/03/2007 si è dimesso il direttore lavori;

– che il 02/04/2007 il rup, a causa della mancanza del d.l. ordinava all'impresa di sospendere i lavori;

– che il 07/05/2007 il Corpo forestale di Stato, nelle vesti di polizia giudiziaria, ha proceduto al SEQUESTRO dell'area sottoposta a vincolo paesaggistico e idrogeologico sulla quale era in corso di realizzazione la stazione di sollevamento di via Girasoli;

– che il 21/05/2007 il rup (arch. Stola)  si dimetteva da responsabile del procedimento; il 31/05/2007 il dirigente (arch. De Leonardis) respingeva le dimissioni del rup il quale il 20/06/2007 confermava le sue dimissioni;

– che il 16/10/2007 (delibera di g.m. del comune di Taranto n. 50) si procedeva alla sostituzione del rup con l'arch. De Leonardis che poi si dimetteva a sua volta nel gennaio 2009;

– che il 17/04/2008 il corpo forestale di Stato procedette al DISSEQUESTRO su disposizione del Tribunale di Taranto;

– che il 19/05/2008 il nuovo d.l., in seguito a richiesta di rinvio a giudizio del p.m., rassegnava le dimissioni costringendo l'Amministrazione ad avviare le procedure necessarie per l'affidamento dell'incarico di direttore lavori a professionista esterno;

– che in data 12/02/2010 la Bulfaro spa notificava al comune di Taranto domanda di arbitrato e contestuale nomina di arbitro, con cui la stessa società intendeva sottoporre al collegio arbitrale n. 15 quesiti relativi ai danni e maggiori oneri che avrebbe subito a causa dell'anomalo andamento dei lavori; In particolare l'impresa Bulfaro procedette a richiesta di lodo arbitrale a motivo del fatto che, secondo quanto asserito dalla stessa impresa, pur essendo stati emessi, i Sal non furono liquidati, secondo i termini di legge, all'impresa.

–  che in data 24/10/2012 l'Impresa Bulfaro si ritirava dal lodo arbitrale;

– che in data 28/11/2012 l'Amministrazione, rispondendo ad un'interrogazione dello scrivente, all'epoca consigliere comunale, informava che "in seguito alla nomina del nuovo direttore lavori questi avrebbe dovuto emettere l'o.d.s. affinchè la ditta Bulfaro spa riprendesse i lavori,essendo venute meno le motivazioni addotte dalla stessa ditta per il mancato proseguio e, in caso la ditta Bulfaro non dia seguito all'ods lo scrivente (ing. Nistri) procederà alla proposizione della risoluzione contrattuale in danno e all'affidamento ad altra ditta per il completamento dell'opera fognaria”;

– che il 30/11/2012 veniva nominato il nuovo direttore lavori nella persona dell'ing. Ciaccia;

– che il 20/12/2012 l'ing. Ciaccia comunicava al dirigente della direzione Lavori pubblici e al rup di rinunciare all'incarico di direttore dei lavori;

– che il 27/12/2012 la ditta Bulfaro, invitata ad un incontro con il direttore lavori dimissionario, non si presentava;

– che il 31/01/2013 veniva rescisso il contratto con la ditta Bulfaro;

– che nel mese di giugno 2013 veniva certificata la carenza in organico di personale tecnico per incarico d.l. del 10/06/2013;

– che il 07/08/2013 (con determina 378) il rup ing. Nistri prende atto della rinuncia all'incarico di direttore lavori dell'ing. Ciaccia (avvenuta il 20/12/2012);

– che il 04/09/2013 (con determina n. 393) in seguito alle dimissioni del rup ing. Nistri veniva nominato il nuovo rup nella persona del geom. Fago;

–  che in data  14/10/2013, in seguito ad interrogazione dello scrivente, l'assessore ai Lavori pubblici del Comune di Taranto così rispondeva: "a tutt'oggi non è possibile affidare ad altra impresa l'esecuzione delle opere in quanto è necessario, preliminarmente, la redazione di tutta una serie di attività"  e in particolare "l'individuazione di un professionista a cui affidare l'incarico per la ricognizione di tutte le attività già effettuate, per la determinazione dei danni da richiedere all'impresa precedente-uscente, per la progettazione delle opere di completamento" procedendo, solo dopo,  all'appalto delle opere di completamento;

– che successivamente il Comune di Taranto ha affidato allo Studio di Ingegneria Sisto quanto già prospettato al punto precedente;

– che in  seguito a questi lavori dello Studio Sisto il Comune di Taranto ha fatto richiesta ad Aqp  di un parere di conformità al sistema gestionale finalizzato all'assunzione in gestione da parte dello stesso Aqp spa;

 – che in data  12/10/2015 l'Aqp (rif. prot. n. 101678 del 12/10/2015)  rispondendo al Comune di Taranto ha espresso il proprio parere contrario all'esecuzione di alcuni adeguamenti di opere esistenti così come previsto in progetto per motivazioni tecniche;

– che in data 09/11/2015 l'Autorità idrica Pugliese, ribadendo la condivisione rispetto all'opinione espressa dall'Aqp, scrivendo al Sindaco protempore di Taranto, così si esprimeva: “a seguito dell'incontro con il Comune di Taranto, direzione LL.PP. questa Autorità ha individuato il seguente percorso tecnico-amministrativo per il superamento della problematica: "Il comune di Taranto rielabora, nei limiti dei finanziamenti sopra riportati (Euro 1.200.000,00 per il completamento della fognatura nera a servizio degli abitanti di San Vito, lama, Carelli), i progetti in conformità a quanto rilevato e proposto da Aqp con la nota del 12/10/2015 alla quale è  allegata le schede progetto con le indicazioni del soggetto gestore, con l'impegno a trasmetterli nuovamente per l'acquisizione del parere di conformità…..  La rielaborazione dei progetti in osservanza delle linee guida fornite da Aqp spa potrebbe, per la limitatezza dei finanziamenti disponibili, non riuscire a riprodurre il programma costruttivo originario per cui l'adeguamento di alcune opere esistenti non riuscirebbe a rientrare nei progetti rielaborati…. Per tali opere esistenti, per le quali non sarà possibile far rientrare l'adeguamento nei progetti di cui sopra per mancanza di finanziamento, l'Aqp avvierà la procedura per l'assunzione in gestione, sottoponendo all'Aip una valutazione tecnico-economica per l'adeguamento di dette opere".

Alla luce di quanto sopra riportato l'Aip, nella nota in questione del 09/11/2015 ha invitato il Comune di Taranto a rielaborare i progetti in questione così come richiesto da Aqp spa sottoponendoli nuovamente allo stesso Aqp per il parere di conformità e che…"Immediatamente dopo aver rilasciato detto parere, individuate le opere, il cui adeguamento non è stato possibile prevedere con la rielaborazione dei progetti da parte del Comune di Taranto, Aqp avvierà la procedura di presa in gestione delle stesse provvedendo al loro adeguamento con fondi tariffari da autorizzare da parte di questa Autorità";

CHIEDO ALLA S.V.

–  di poter sapere se viene considerato normale il TEMPO di oltre 15 anni  trascorso da quando, in data 04/07/2002 il COMMISSARIO DELEGATO per l'emergenza ambientale in Puglia  (da ora in appresso COMMISSARIO) invitò l'Amministrazione  Comunale di Taranto  (da ora in poi denominata AMMINISTRAZIONE) a predisporre il progetto preliminare di nuovi tronchi di fognatura nera nell'ambito del piano degli  investimenti urgenti finalizzati all'adempimento degli obblighi comunitari in materia di fognatura in alcuni quartieri tra cui LAMA/SAN VITO/CARELLI  ad oggi?

– se questo elevatissimo tempo è da addebitare, a  parere della S.V.,  alla responsabilità di qualcuno ed eventualmente di chi?

– qual è lo stato attuale dei lavori per la costruzione dell'impianto fognante e quanto tempo ancora i cittadini di questi quartieri dovranno attendere per la risoluzione dell'ormai annoso problema?

– se esistono, a parere della S.V., i presupposti per azioni sostitutive, ovvero in danno, della Regione per la esecuzione dei lavori dal momento che il perdurare dell’impasse potrebbe causare gravi situazioni di pericolo pubblico per la salute dei cittadini.

Ringraziando, l'occasione è grata per porgere i cordiali saluti.

Bari, lì 06/11/2017

dott. Gianni Liviano

consigliere regionale

Emiliano sindaco di Puglia

 

 

 

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Apprendo che il vicesindaco di Taranto nonché assessore ai Lavori pubblici si è lanciato in una intemerata nei miei confronti accusandomi, a proposito delle notizie da me diffuse sullo stato di avanzamento delle procedure per la realizzazione dell'impianto fognante nei quartieri di Talsano, Lama e San Vito, di protagonismo. Che dire. C’è chi interpreta la politica come servizio alla comunità, informandola, laddove possibile, su argomenti che la interessano da vicino, e chi, invece, ragiona nell’ottica della medaglia da appuntarsi sul bavero della giacca. Evidentemente, l’assessore Lonoce appartiene a questa seconda categoria”.

È determinata e decisa la replica del consigliere regionale Gianni Liviano alla nota diramata nella tarda mattinata da Palazzo di Città. Accuse che Liviano rispedisce al mittente.

Forse – aggiunge Liviano – al vicesindaco Lonoce sfugge che il sottoscritto è consigliere regionale pertanto portatore di interessi della città di Taranto. Se i cittadini di Talsano, Lama e San Vito hanno preferito rivolgersi a me per avere informazioni sulla questione, piuttosto che al Comune di Taranto, evidentemente c’è un motivo e il vicesindaco Lonoce farebbe bene a interrogarsi su quale esso sia. Vorrei solo sottolineare che la vicenda fogne ha avuto un’accelerata proprio nel momento in cui la Regione Puglia l’ha presa in carico (su sollecitazione oltre che del sottoscritto anche del consigliere comunale e provinciale Dante Capriulo) dal momento che per circa dieci anni questa amministrazione comunale non è stata in grado di assicurare servizi primari ad ampia parte della popolazione. Anzi, se rallentamento c’è stato questo si è verificato nel momento in cui, nonostante la sottoscrizione di un accordo (siglato ad ottobre scorso) tra Regione Puglia, Comune di Taranto e Aqp con il quale si delegava quest’ultimo a procedere negli espropri, la Giunta comunale ha pensato bene di conferire l’incarico ad Infrataras salvo poi rendersi conto di non aver le risorse economiche per assumere, seppure a tempo determinato, le figure tecniche necessarie. Per non parlare del fatto che all’incontro (svoltosi a Bari lo scorso 8 marzo) propedeutico a quello del 6 aprile, cui Lonoce fa riferimento, il sottoscritto era presente insieme al consigliere Capriulo e ad una delegazione di cittadini dei tre quartieri interessati. Mi chiedo, a questo punto, di che cosa stiamo parlando”.

Quanto poi alla infelice frase sulla breve durata del suo assessorato, Liviano ricorda a Lonoce che “si può essere assessori per poco tempo e lasciare segni tangibili come, altresì, si può essere assessori per anni senza che alcuno se ne accorga. Credo – conclude il consigliere regionale – che i tempi siano maturi perché questa Giunta comunale vada a casa in anticipo sulla sua naturale scadenza per decennale evidente e assoluta incapacità di governare la città”.

qui   articoli precedenti su problematica fogna 

'Aside' Post | By on 20 aprile 2016

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“Entro il 31 dicembre del 2018 potrebbero essere ultimati gli interventi per la realizzazione dell'impianto fognante nei quartieri di Talsano, Lama e San Vito” mentre le procedure per le gare “dovrebbero essere  ultimate entro il 31 ottobre di quest’anno”.

A darne notizia è il consigliere regionale Gianni Liviano, che da tempo si sta occupando della questione della quale è stato investito anche l’assessore regionale GIovanni Giannini, dopo uno scambio epistolare con il vicepresidente di Acquedotto pugliese, Lorenzo De Santis.
Tempi degli espropri e cronoprogramma degli interventi, queste le richieste avanzate dal consigliere regionale ad Aqp. Sugli espropri, fa presente Liviano, il responsabile Area ingegneria di Aqp, Enrico Tarquinio, “ha spiegato che, in occasione d’incontro tenutosi presso l’Amministrazione di Taranto lo scorso 6 aprile, si è convenuto per la redazione di appositi piani particellari di esproprio propedeutici all’acquisizione, delle aree interessate dai lavori al patrimonio comunale. A questo farà seguito l’approvazione dei progetti da avviare all’appalto da parte del Comune di Taranto e dell’Autorità Idrica Pugliese, per esigenze di pubblica utilità e conformità urbanistica”.
I tempi di redazione dei piani particellari “sono stati stimati – spiega Liviano – in complessivi trenta giorni a partire dall’avvenuta pubblicazione di revoca dell’incarico che la giunta comunale aveva precedentemente affidato a Infrataras. Affidamento la cui pubblicazione era stata formalizzata  nell’Albo pretorio del Comune di Taranto lo scorso 13 aprile. Ecco perché Aqp ritiene che le approvazioni ed il completamento delle procedure utili all’avvio della fase di gara, possano concludersi entro il prossimo 31 ottobre”.
Per quanto riguarda il cronoprogramma previsto sia per la realizzazione dell'esproprio che per la realizzazione dei lavori, “Aqp – spiega Liviano – prevede il completamento delle fasi progettuali approvative entro il 31 ottobre 2016; la fase di gara della durata di circa 180 giorni ed ultimazione con aggiudicazione approssimativamente entro il 31 luglio del 2017; la realizzazione delle opere in complessivi circa giorni 380 lavorativi, ovvero, comprendendo anche i tempi di collaudo tecnico amministrativo, entro la presumibile data del 31 dicembre 2018”.
Notizie meno positive, invece, per la realizzazione dell'impianto fognante nella zona  tra la Baia del Pescatore e la Marina di Lizzano. “Qui – fa sapere ancora Liviano – non c’è in corso alcuna attività progettuale e costruttiva per quanto riguarda l’impianto di sollevamento. E, se la marina di Pulsano è allacciata e regolarmente funzionante – conclude Liviano – lo stesso non può dirsi per le marine di Taranto e Lizzano che necessiterebbero, in futuro, del sollevamento tra Baia del Pescatore e la Marina di Lizzano. Qui, infatti, le opere da effettuare non sono state ancora oggetto di realizzazione”.

qui  resoconto dell'incontro dell'8 Marzo in Assessorato Regionale propedeutico al cronoprogramma attivato da AQP
 

 

'Aside' Post | By on 17 aprile 2016

8 Marzo – Fogne a Talsano-Lama-San Vito Incontro con l’assessore Giannini

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Fogne a Talsano-Lama-San Vito
Incontro con  l’assessore Giannini
Mercoledì 9 incontro tra Aqp e Comune di Taranto

La Regione Puglia sta monitorando costantemente l’evoluzione dell’iter relativo all’annosa questione del completamento della rete idrica e fognaria a Talsano, Lama e San Vito. Lo ha assicurato nel corso di un incontro svoltosi in assessorato, l’assessore regionale ai Lavori pubblici, Giovanni Giannini, al consigliere regionale Gianni Liviano, al consigliere comunale di Taranto, Dante Capriulo, e a una rappresentanza dei tre quartieri.

Nel corso dell’incontro è emerso come, già nel mese di gennaio, l’assessore Giannini abbia inviato una missiva all’Acquedotto pugliese e al Comune di Taranto perché si desse seguito al verbale sottoscritto dalle parti lo scorso 16 ottobre. Anzi, il vicepresidente di Aqp, dott. De Santis, intervenuto all'incontro  ha rimarcato l’interesse dell’azienda nel seguire l’evolversi dello stato dell’arte e ha assicurato la sua presenza la prossima settimana a Taranto quando incontrerà i cittadini dei tre quartieri oltre al consigliere regionale Gianni Liviano e a quello comunale Capriulo, proprio per illustrare ulteriormente lo stato della procedura.

La palla, attualmente, è  tutta nella metà campo del Comune di Taranto che dovrà procedere agli espropri di quelle vie che ancora non sono state cedute all’ente. Allo scopo il Comune ha sottoscritto una convenzione con Infrataras perché proceda, nel più breve tempo possibile, in tal senso nonostante il verbale sottoscritto lo scorso 16 ottobre fra lo stesso ente, la Regione Puglia e l’Acquedotto pugliese avesse conferito la delega ad Aqp.

Come si ricorderà, numerose famiglie ancora oggi,  infatti, sono costrette a sottrarre dal bilancio familiare cospicue somme per il servizio di autospurgo (si parla di cifre intorno ai 130 euro ad intervento). Un punto di non ritorno che chiama in causa in prima battuta il Comune di Taranto, che quei servizi primari avrebbe dovuto garantire già da un bel po' di tempo, in seconda Regione Puglia e Acquedotto pugliese. Anche se, in verità, questi due ultimi enti la loro parte l'hanno svolta: la Regione, stanziando cospicue somme di denaro (intorno agli 11 milioni di euro) per realizzare le opere; l'Aqp provvedendo alla progettazione degli interventi.

Adesso la Regione Puglia va in pressing sull’amministrazione comunale di Taranto perché acceleri le procedure per gli espropri dal momento che le somme stanziate per dotare i tre quartieri periferici degli impianti idrici e fognari sono già esigibili.

“Ringrazio l’assessore Giannini per il suo costante impegno e interessamento sulla questione”, è stato il primo commento del consigliere regionale Liviano. “L’auspicio – ha aggiunto – è che adesso il Comune di Taranto, che sulla vicenda ha avuto un comportamento, diciamo così, lacunoso, possa adesso dare un’accelerazione e procedere in tempi stretti agli espropri. Nel 2016 è impensabile che alcune zone della città siano ancora sprovviste di opere primarie di vitale importanza per i cittadini. Per questo – conclude Liviano – spero che l’incontro che domani mattina (mercoledì 9 marzo, ndr) il vicepresidente di Aqp avrà con il sindaco Stefàno sia foriero di ulteriori buone notizie”.

(Pier Paolo D'Auria)