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1/12 Relazione su ILVA in Consiglio Regionale

qui intervento video

– Il 5/6/2017 il Ministro Calenda ha FIRMATO  il decreto che autorizza i Commissari Straordinari del Gruppo Ilva in Amministrazione Controllata a procedere all'aggiudicazione dell'azienda al gruppo acquirente AMIVESTCO ITALY srl (aventi soci Arcelor MITTAL e il gruppo Marcegaglia che nel recente passato già aveva investito a Taranto rinunciando poi di fatto alal sua attività imprend.le e lasciando a casa da ormai 4 anni numerosi dipendenti che detto per inciso continuano ancora per poco a vivere grazie agli ammortizzatori sociali);
Oltre alla proposta del  gruppo acquirente c'era stata un'ALTRA propsota dia cquisto del gruppo denominato ACCIAIITALIA (capitanato dall'imprenditore indiano JINDAL e di cui facevano parte anche CASSA DEPOSITI E PRESTITI, ARVED e altri).
i CRITERI di aggiudicazione erano: l'offerta del PREZZO DI ACQUISTO (che aveva una valenda del 50% per la individuazione della proposta vincente) e poi anche il PIANO IND.LE, il PIANO OCCUPAZIONALE e il PIANO AMBIENTALE (che pero' avevaNO UNA VALENZA DECISAMENTE INFERIORE NEI CRITERI DI VALUTAZIONE DEL GOVERNO);

– IL 29/09/2017 è STATO EMANATO con DPCM il PIANO AMBIENTALE relativo allo stabilimento ILVA  che è stato considerato da ARPA PUGLIA, dalle ASSOCIAZIONI AMBIENTALISTE e dagli ENTI LOCALI INCOMPATIBILE con la SALUTE DEI CITTADINI;

– IL 6/10/2017 con una LETTERA inviata ai SINDACATI il gruppo AMINVESTCO ha informato:

1) DI VOLER OCCUPARE 10.000 DIPENDENTI (di cui 7.600 a TARANTO)  a fronte dei 14.000 attuali creando cosi' di fatto un ESUBERO di circa 4.000 dipendenti di cui  3.300 dipendenti a TARANTO
2) DI VOLER ASSUMERE EX NOVO questi 10.000 dipendenti (ESCLUDENDO LA CONTINUITÀ' DEL RAPPORTO DI LAVORO INTRATTENUTO DAI DIPENDENTI IN RELAZIONE AL TRATTAMENTO ECONOMICO E ALL'ANZIANITÀ' ed ESCLUDENDO ALTRESI' IL GODIMENTO DEI DIRITTI SCATURENTI DALL'ART. 18);

–  I 4000 LAVORATORI IN ESUBERO (secondo le INDICAZIONI DEL GOVERNO) sarebbero destinati a RESTARE IN CARICO dell'AMMINISTRAZIONE STRAORDINARIA DELL'ILVA ai fini di EFFETTUARE LE BONIFICHE ALL'INTERNO DELL'ILVA STESSA.

– SUCCESSIVAMENTE IL GRUPPO ACQUIRENTE HA DICHIARATO DI ACCETTARE I LIVELLI RETRIBUTIVI E L'ANZIANITÀ' DEI LAVORATORI ASSUNTI;

– IL 16/11/2017 IL GOVERNO HA ISTITUITO UN TAVOLO SPECIFICO PER  L'ILVA DI TARANTO CON I RAPPRESENTANTI DEL COMUNE E DELLA REGIONE;

– IL 28/11 LA REGIONE PUGLIA E IL COMUNE DI TARANTO HANNO PRESENTATO UN RICORSO AL TAR DI LECCE AVVERSO IL PIANO AMBIENTALE;

– IL 29/1 IL MINISTRO HA DICHIARATO CHE SE IL TAR DI LECCE ACCOGLIE IL RICORSO, L'AMMINISTRAZIONE STRAORDINARIA PROCEDERÀ' ALLO SPEGNIMENTO DELL'ILVA.

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Questa è la STORIA recentissima della vicenda di un'impresa l'ILVA che da sola genera OLTRE il 75% del PIL della città di TARANTO e la quasi totalità del TRAFFICO MERCI i ENTRATA E IN USCITA dal PORTO DI TARANTO.

Questa è la STORIA recentissima di un'AZIENDA che dà LAVORO e che dà MORTE, che da PANE e che da SOFFERENZE E MALATTIE

CHE IMPEDISCE  AI BAMBINI residenti in un quartiere i TAMBURI di andare a SCUOLA nei GIORNI DI WIND DAYS anche quando per ironia della sorte quei giorni coincidono con le GIORNATE A TUTELA DELL'INFANZIA.

Questa è la STORIA RECENTISSIMA di un'AZIENDA a cui la città di TARANTO è LEGATA ad oggi ancora ad un DOPPIO FILO DI APPARTENENZA.
E siccome il FUTURO dell'AZIENDA  ORA è LEGATO AD UNA DECISIONE DEL TAR che ci sarà tra UN MESE, DUE MESI  o tra quanto tempo non sappiamo, anche il FUTURO DI TARANTO in questo momento storico è LEGATO alla decisione di un TRIBUNALE AMMINISTRATIVO.
TARANTO è quindi oggi una città dal DESTINO INCERTO, dal FUTURO CONDIZIONATO DA UNA DECISIONE DEL TAR.

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NON ABBIAMO DUBBI, PRESIDENTE sul fatto che il PIANO AMBIENTALE fosse inadeguato rispetto alle aspettative e che la proposta di JINDAL fosse qualitativamente migliore sotto questo profilo anche perché introduce nel processo produttivo la DECARBONIZZAZIONE che a LEI e che a MOLTI DI  NOi almeno nella progressiva introduzione STA A CUORE

NON ABBIAMO DUBBI sul fatto che il PIANO OCCUPAZIONALE potesse essere ulteriormente MIGLIORABILE.

le SUE valutazioni sul PIANO AMBIENTALE e sul PIANO OCCUPAZIONALE CI SENTIAMO DI CONDIVIDERLE E FARLE NOSTRE.

STIAMO PARLANDO DELLE ASPETTATIVE DI VITA E DI LAVORO DI UNA CITTÀ' CHE PARADOSSALMENTE SEMBRA SEMPRE COSTRETTA A DOVER DECIDERE DI DARE PRIORITÀ' ALL'UNA O ALL'ALTRA OPZIONE quasi fossero ALTERNATIVE, quando invece l'una e l'altra sono l'essenza della VITA di ogni UOMO e di ogni COMUNITÀ'.
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Abbiamo qualche DUBBIO però' in VERITA' sul METODO che LEI HA SCELTO DI SEGUIRE.
STIAMO PARLANDO DEL RUOLO DELLA POLITICA: COS'ALTRO E' LA POLITICA SE NON UNA RICERCA DI CONFRONTO PERMANENTE, DI MEDIAZIONE, DI DIALOGO, UNO SFORZO DI RICERCA DI SINTESI TRA MONDI DIVERSI.
E' lecito che la POLITICA DELEGHI di fatto il FUTURO di una COMUNITÀ' alla SENTENZA di un TRIBUNALE AMMINISTRATIVO ?

Io ho PAURA PRESIDENTE che l'EMOTIVITÀ' DELLA CITTÀ', che la PANCIA, gli UMORI talvolta rischino di CONDIZIONARE le ISTITUZIONI e quando le ISTITUZIONI sono condizionate dalla pancia e dagli umori della comunità in verità la storia insegna che non fanno grande strada.

LA POLITICA DELLE ISTITUZIONI deve SALVAGUARDARE A SE STESSA UN RUOLO PEDAGOGICO, EDUCATIVO, NON PUÒ ' LASCIARSI TRASPORTARE.
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E ALLORA SE IL MINISTRO CALENDA SBAGLIA A FARE MINACCE FORSE SBAGLIAMO ANCHE NOI A RINUNCIARE AL DIALOGO E AL CONFRONTO

E' IMBARAZZANTE PRESIDENTE, per me che sono di TARANTO, essere fermato quotidianamente da tante persone (AMICI DELLA QUESTIONE AMBIENTALE E AMICI DELLA QUESTIONE DEL LAVORO, QUELLI CHE SPOSANO PER TUTTA LA VITA LA CHIUSURA e quelli che invece vogliono che resti APERTA) CHE MI CHIEDONO NOTIZIE  e NON SAPERE CHE COSA DIRE, salvo quello che si legge dai GIORNALi e poi sentire dire che la REGIONE HA DECISO quando tu di quelle decisioni NON NE SAI ASSOLUTAMENTE NIENTE.

mi PERMETTO di INVITARLA A CONDIVIDERE MAGGIORMENTE le SCELTE con i CONSIGLIERI DEL TERRITORIO E CON I CAPIGRUPPO e di chiedere al ministro Calenda la sospensione degli effetti del Dpcm per riaprire la trattativa con contestuale disponibilità al ritiro del ricorso.
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ORA AL DI LA DEL METODO LA QUESTIONE E' IL FUTURO, E forse dobbiamo CHIARIRCI  se lo IMMAGINIAMO CON ILVA o SENZA ILVA: TUTTE LE SCELTE SONO LEGITTIME, ma NON AL BUIO, e NON FACENDO LA GUERRA DI FORZA DI TWITTER CON IL GOVERNO NAZIONALE.

GRAZIE

consigliere Gianni Liviano

 

Tavolo ILVA Governo-Enti Locali : TARANTO faccia squadra !

DICHIARAZIONE DI LIVIANO SU INCONTRO GOVERNO-REGIONE-COMUNE SU ILVA

L'Ilva e' un problema del territorio e il territorio non può essere escluso dall'interlocuzione con il Governo. Dispiace che il Ministro Calenda non ritenga utile la presenza al tavolo  della Regione e del Comune di Taranto. Questo e' il momento in cui la nostra comunità' deve fare squadra. Mille sono i distinguo e le differenze che si potrebbero accampare per motivare percorsi da battitori liberi, ma ciascuno di loro, per quanto legittimo, non potrebbe mai giustificare che le istituzioni locali si presentino separate nell interlocuzione con il governo centrale. Chiedo pertanto ai parlamentari locali di interloquire col Governo al fine di accogliere Regione e Comune al tavolo. Chiedo al Presidente della Regione di convocare o  consiglieri del territorio, il sindaco e i parlamentari, indipendentemente dal loro schieramento, al fine di favorire una seria condivisione di scelte da fare.

Almeno una volta Taranto faccia squadra.

IN CODA ALL'ARTICOLO : TESTO MOZIONE ed ALLEGATO NORMATIVO
1 Dicembre 2015

BARI Consiglio Regionale
I risvolti sull’effettiva sostenibilità del piano di risanamento ambientale previsto dal governo per l’area siderurgica Ilva di Taranto, alla luce della decisione d’ufficio assunta dal tribunale svizzero di Bellinzona che ha deciso per il non rientro in Italia delle somme sequestrate alla famiglia Riva, sono al centro di una mozione presentata in Consiglio regionale dai consiglieri dei gruppi Emiliano sindaco di Puglia e Lista Emiliano per la Puglia Gianni Liviano  (primo firmatario), Sabino Zinni, Vizzino, Pendinelli, Pisicchio, Pellegrino e Turco.

Una mozione con la quale i sette consiglieri di maggioranza impegnano il presidente Emiliano e la sua giunta a chiedere al presidente del Consiglio, Matteo Renzi di avanzare una “perentoria richiesta” di introduzione, nella prossima legge di stabilità, “delle poste necessarie per garantire disponibilità certa delle risorse indispensabili per dare adeguato impulso, e portare a rapida ultimazione, le opere  di ambientalizzazione e bonifica previste nell’Aia e gli atti integrativi, propedeutiche a qualsiasi ipotesi di rilancio della città di Taranto e del suo territorio provinciale”.

Serve, dunque, che la Regione vada in pressing sul governo nazionale perché, se confermata e ratificata dal tribunale svizzero, la decisione di bloccare il rientro in Italia dei circa 1,2 miliardi di euro potrebbe “avere conseguenze nefaste”, sottolineano i sette consiglieri firmatari della mozione, in ordine “all’efficacia dell’architettura normativa e procedurale messa in piedi dal governo italiano con decreto legge 04/07/2015 n° 92, G.U. 04/07/2015, pubblicato lo 07/07/2015 (ma non convertito in legge ), considerato anche il sicuro dilatarsi delle tempistiche relative agli interventi di ambientalizzazione; all’oggettiva impossibilità di realizzare il piano di risanamento ambientale che, se pur propedeutico al salvataggio del siderurgico più grande ed inquinante d’Europa, risulta paradossalmente “imposto”, con il citato decreto, doversi essere contestuale alle opere di bonifica ed ambientalizzazione, a tutto danno della salute pubblica nel transitorio degli interventi a farsi; all’aggravarsi dell’emergenza ambientale, economica e sociale di Taranto e del suo territorio provinciale che determinerebbe un esponenziale incremento dei rispettivi fattori di criticità posti già oltre la soglia di guardia; alla conseguente improbabilità, se non impossibilità, che si generi una reale ripresa del territorio jonico,  in quanto interessato esclusivamente da piani di risanamento risibili giacché fondati su ipotesi di finanziamento inconsistenti”.

Ai colleghi consiglieri e al governo regionale, inoltre, il consigliere Liviano fa presente “che nel delicato tema trattato, ogni inerzia generata da sofismi interpretativi, cavilli ed eccezioni giurisprudenziali, schermaglie tattiche fra diversi ordinamenti giuridici fra stati amici e palleggiamenti di responsabilità ai vari livelli istituzionali, amplificherebbe il già presente stato di prostrazione della comunità jonica, accrescendo in essa quella percepibile angoscia che il problema ambientale continuerà a ripercuotersi sulla salute dei propri figli.. dei nostri figli. Urge quindi – prosegue Liviano – intervenire con estrema decisione, unità d’intenti, fermezza e secondo una visione del problema onesta e condivisa. Per questo, signor presidente, – conclude Liviano – la invito sin d’ora, a tergo del suo incontro con Matteo Renzi, a voler rappresentare direttamente a Taranto, in una conferenza pubblica della quale mi faccio promotore, il riscontro in merito agli orientamenti del governo nazionale e la voce della nostra Puglia unita”.

20151201Testo mozione Ilva

20151201 Allegato normativo mozione Ilva

'Aside' Post | By on 1 dicembre 2015