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   presentazione "3 giorni di fine estate"  

 

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Si scrive Zes, si legge zona economica speciale. È la nuova frontiera per chi vuole attrarre investitori allettati da interessanti agevolazioni fiscali. E di Zes ultimamente se ne sta facendo un gran parlare perché l’italia ha finalmente deciso di adottarle e di farlo in grande stile, prevedendone due per regioni.

Taranto, città alle prese con il tentativo di scrollarsi indosso l’etichetta di one company town, caratterizzata dalla monocultura industriali, è stata inserita tra le destinatarie di Zes. Ma occorre fare un fretta se non si vuole perdere, a detta di tutti, un’opportunità importante, per non dire vitale.

Per meglio comprendere i  vantaggi e il contributo che le Zes possono portare ai territorio, l'associazione “Le città che vogliamo", è con lei il consigliere regionale Gianni Liviano, hanno organizzato,  nell’ambito della consueta “Tre giorni di fine estate", un incontro sull’importanza di questo strumento al quale sono stati invitati ad intervenire il dott. Juan Torrents, presidente della Federazione mondiale delle Zone franche e delle Zone economiche speciali (Femoza); l’avv. Maurizio D’Amico, segretario generale dell’Advisory Board della Federazione mondiale della Zone franche e delle Zone economiche speciali; l’assessore Acito del comune di Matera; l’on. Ludovico Vico; il prof. Aldo Berlinguer, Ordinario di Diritto comparato all’Università degli studi di Cagliari; il dott. Cosimo Damiano La Torre, presidente dell’Ordine dei commercialisti.

Un dibattito a più voci per parlare di uno strumento che costituisce anche il cuore della costituenda legge regionale speciale per Taranto, un’intuizione del consigliere regionale Liviano,  coordinatore del tavolo tecnico della legge per Taranto, che alla Zes ha cominciato a lavorare, coadiuvato da un gruppo di lavoro, ancor prima che il governo approvasse il decreto “Resto al Sud".

Le Zes, infatti, per la maggiore capacità di catalizzare investimenti diretti esteri grazie alla concessione di agevolazioni fiscali, finanziarie, amministrative ed infrastrutturali, si sono rivelate un efficace strumento di accelerazione economica, rispetto al modello classico di zona franca doganale, risultando più attraenti per la business community. L'introduzione di questi formidabili strumenti di accelerazione economica in Italia, cambierebbe il ruolo del Paese nel Mediterraneo: non più solo «porta dell’Europa» ma fulcro e volàno dell’economia euro-mediterranea.

Argomenti, questi ultimi, trattati dall’avv. Maurizio D’Amico, autore, tra l’altro, di un interessante ebook dal titolo “Le zone economiche speciali una straordinaria opportunità per il rilancio dell’economia in Italia".

Italia chiamata a svolgere un ruolo importante all’interno dell’ambizioso progetto cinese One Belt One Road (la riedizione dell’antica Via della Seta) che prefigura interessanti opportunità di aumento degli interscambi commerciali fra l’Estremo Oriente e l’Italia attraverso il diretto coinvolgimento del suo apparato logistico-portuale nella cosiddetta Via della Seta Marittima, e di conseguenza accresce le aspettative della Penisola circa un concreto rilancio del suo ruolo di Paese centrale (anche non soltanto per ragioni geografiche) nel delicato scacchiere politico-economico del Mediterraneo.

E se il nostro Paese può svolgere un ruolo importante ancor di più può svolgerlo Taranto, naturale porta del Mediterraneo e tappa fondamentale sulla via della seta.

“Con questa iniziativa – ha spiegato il consigliere regionale Gianni Liviano – vogliamo provare ad essere costruttori di futuro, a far reagire la città facendole fare uno scatto verso il futuro. In quest’ottica si inserisce il progetto della legge regionale speciale per Taranto che, al suo interno, prevede la costituzione di una zona economica speciale”. Ma occorre far presto, la Regione deve, entro il mese di ottobre, proporre le candidature di Taranto e di Bari-Brindisi.

Occorre far presto e occorre dipanare subito anche l’amletico dubbio se realizzare una Zes unicellulare  o accettare la proposta di una Zes interregionale con la Basilicata e con Matera in particolare. Un progetto, quest’ultimo, che non incontra i favori di tutti gli attori in campo.

Argomenti discussi nel corso della serata non prima di aver ascoltato l’intervento di Juan Torrents, presidente della Federazione mondiale delle Zone franche e delle Zone economiche speciali (Femoza), il quale ha spiegato come l’Italia può giocare un ruolo importante non solo in ottica Cina ma anche, per esempio,  con l’Iran con uno sguardo alla vicina Africa destinata a svolgere, in un immediato futuro, zona di importanti investimenti. “Ma quello che è veramente importante – ha detto Torrents – è la posizione strategica nonché le infrastrutture. Posso assicurare che il quadro di riferimento delle Zes deve partire dalla città e dalla collaborazione tra gli enti locali. Serve un lavoro sinergico, da questo non si può prescindere”.

Insomma, occorre farsi trovare preparati perché, come dimostrato in quei paesi europei, Polonia in testa, dove le zone economiche speciali stanno funzionando a pieno regime, i benefici si possono toccare con mano.

Sì, ma Taranto? Secondo Torrents, il cuore della Zes deve essere a Taranto ma con situazioni satellitari nei paesi vicini. Questo, ha rimarcato Torrents, contribuirebbe “a creare nuovi posti di lavoro".

Fisco, strutture logistiche, Zes. Ne ha parlato il prof. Berlinguer che è tra quelli che pensa che il fisco non deve essere il primo punto di partenza ma che a anche vero che in Italia la pressione  fiscale è pesante per cui le zone economiche speciali hanno nella loro mission quello di abbattere, attraverso una finanza agevolata, questa pressione. Ma serve anche lo sportello unico doganale e lo sportello unico amministrativo il cui compito deve essere quello di accelerare tutte le procedure in grado di allettare gli investitori. Poi le strutture logistiche con Taranto “che con il suo porto può svolgere un ruolo importantissimo. Ma il tessuto economico locale o si attrezza o muore visto l’attivismo di altre realtà frontaliera. E la Zes deve imprimere un’accelerazione anche su questo versante. Ma le nuove imprese non si attirano se non si curano le ferite ambientali altrimenti non siamo attrattivi. Occorre, però,  essere ingegnosi e attrarre tutte quelle che hanno a che fare con il porto, pensando a start-up che magari si dedicano a risolvere le diseconomie all’interno del porto. Taranto – ha concluso Berlinguer – deve ricondurre questo tema ad un dibattito politico, non pre-elettorale, dove le istituzioni si siedono intorno ad un tavolo e si dicono: cosa possiamo fare insieme, ragionando, magari, nell’ottica della macroregione”.

Passaggi ripresi dal presidente dell’Autorità di sistema portuale dello Jonio, avv. Sergio Prete, il quale ha spiegato come le Zes sono state pensate per ridare slancio e competitività soprattutto ai porti del mezzogiorno d’Italia e ha rimarcato come tutta la prima fase “è di competenza delle istituzioni, in prima battuta della Regione, che dovrà procedere alla candidatura delle aree e a redigere il piano strategico. All’autorità di sistema portuale spetterà il supporto tecnico e i servizi amministrativi e finanziari per le imprese che intenderanno insediarsi nella Zes. Ma la prima discriminante sono gli investitori che, prima di usufruire dei benefici fiscali, dovranno investire significativamente. Soltanto dopo avranno nel credito di imposta benefici che si spalmeranno negli anni successivi". Per quanto riguarda l’aspetto ambientale, Prete ha rimarcato le difficoltà che potrebbero scontare gli investitori per via di procedure lunghe e onerose.

Le Zes già esistenti o i progetti di nuova realizzazione negli Stati della sponda meridionale del Mediterraneo (come ad esempio la Zes del Nuovo Canale di Suez), ha spiegato, invece, l’avv. D’Amico, rischiano di produrre conseguenze dirompenti rispetto ad importanti scali euro-mediterranei, in particolare quelli italiani. Innanzitutto, ha aggiunto, “non bisogna incorrere nell’errore di pensare che le Zes portino solo agevolazioni fiscali perché così non è”.

Lo scenario internazionale rivela una dinamica propensione di molti Governi di Stati terzi all’utilizzo delle zone economiche speciali, e delle zone franche in generale, avvantaggiati dall’incomparabile libertà di poter decidere sull’opportunità o meno di ricorrervi per contribuire a risollevare la situazione economica, commerciale e sociale, dei propri Paesi avvalendosi esclusivamente di ragioni di carattere economico e politico, e “senza l’obbligo di osservare la regolamentazione dell’Unione Europea sugli aiuti di Stato. La realizzazione di Zes competitive a livello internazionale, compatibilmente con la normativa unionale sugli aiuti di stato e sulla concorrenza, – ha aggiunto D’Amico – non è impossibile, come dimostrano alcuni esempi di successo nell’Unione Europea, primo fra tutti la Polonia che, anche grazie a ciò, intorno al 2012 ha assunto una capacità attrattiva tale da classificarla al terzo posto al mondo dopo Cina e Usa”.

Il perché di un asse con Matera l’ha spiegato l’on. Ludovico Vico. “A che serve un porto? Per caricare e scaricare merci e anchen passeggeri. Il porto di Taranto ha centrato la sua storia sull’import. Con la Zes il ragionamento va invertito: accanto all’import c’è bisogno dell’export per cui il porto di Taranto potrebbe diventare piattaforma per chi ha interesse a potenziare questo secondo aspetto. La retroportualità è molto importante ma lo è ancora di più il fatto di avere una ferrovia che entra nel porto e lo scalo di Taranto ha questi due aspetti rafforzati dall’intermodalità che è presente nella vicina Ferrandina”. Messa così si potrebbe dire che il dado è tratto ma serve un piano strategico “che sia uguale per Taranto e Matera. Alzare muri contro la movimentazione delle merci – ha sottolineato l’on. Vico – è ridicolo per cui non capisco questo ostracismo nei confronti della vicina Matera”. Di qui l’auspicio che “Regione Puglia e Regione Basilicata abbiano un piano comune per una Zes interregionale. Se dovessero traccheggiare – ha poi concluso Vico – chiederemo l’intervento diretto della presidenza del consiglio dei ministri”.

Le esigenze delle imprese sono stata rappresentate dal presidente dell’Ordine dei commercialisti,  Cosimo Damiano Latorre, e dall’ing. Carroccia dell’Asi. E sulle Zes da tempo i commercialisti tarantini stanno lavorando. “A volte – ha detto Latorre – ho la sensazione che la cosa vengano prese al rovescio. Secondo me prima bisogna pensare agli obiettivi poi agli strumenti per raggiungerli”. E sulla querelle Taranto-Matera, Latorre ha ribadito come la dotazione finanziaria messa a disposizione per le Zes “non sia dell’altezza del progetto. Se immaginiamo un progetto molto grande, con risorse povere corriamo il rischio di partire zoppi. Per cui alla politica dico di essere coraggiosi e di individuare l’obiettivo anche a costo di dover rinunciare ad altro".

Ma per fare una Zes “occorre un piano strategico altrimenti vale tutto e il contrario di tutto”, ha sottolineato invece l’ing. Carroccia dell’Asi.

Sulle recenti dichiarazioni del sindaco di Taranto, Melucci, l’assessore Acito del Comune di Matera ha puntualizzato, anche lui, l’importanza del piano strategico per attivare processi di sviluppo e di investitori terzi che arrivano in Puglia e in  Basilicata e trovano strutture oltre che incentivi fiscali. “A Matera – ha detto l’assessore – stiamo facendo un’altra operazione: se l’obiettivo è creare posti di lavoro e fermare la fuga di cervelli dobbiamo guardare oltre. Siamo capitale europea della cultura che sta vivendo un’esplosione turistica deve innescare un  processo più ampio. Per questo stiamo puntando moltissimo sull’innovazione tecnologica, come il 5G che permetterà di svolgere operazioni chirurgiche a distanza o guida assistita delle automobili, e sulle imprese culturali e creative che migliorino il prodotto turistico. Tutto questo serve a creare un modello di sviluppo esportabile e la Zes può essere un valido strumento".

 

 

 

 

 

 

'Aside' Post | By on 1 ottobre 2017

3gg di fine estate – resoconto cs del 26/9

Raccontare la città attraverso gli strumenti necessari per la sua crescita. Questo lo scopo della “Tre giorni di fine estate”, giunta quest’anno alla sua ventitreesima edizione grazie alla dedizione dell’associazione “Le città che vogliamo” e del suo mentore Gianni Liviano, consigliere regionale tarantino, che quest’anno si terrà il 29 settembre e il 2 e 3 ottobre prossimi nella sale della ex biblioteca Acciaio,  in via Anfiteatro, a partire dalle ore 18.30.

“Le politiche generative per Taranto”, questo il tema scelto per la ventiduesima edizione. Riflettori puntati su Zone economiche speciali (29 settembre), legge regionale speciale per Taranto (3 ottobre) e presentazione del libro del compianto Guglielmo Minervini “La politica generativa. Pratiche di comunità nel laboratorio Puglia” (2 ottobre).

Si comincia venerdì sera, alle 18.30, quando si parlerà di Zone economiche speciali alla luce, anche, del recente decreto “Resto al Sud” istitutivo delle Zes che, poi, sono anche il cuore pulsante della legge regionale speciale per Taranto.

Si preannuncia un dibattito stimolante, visto il parterre degli ospiti (il dott. Juan Torrents, presidente della Federazione mondiale delle Zone franche e delle Zone economiche speciali -Femoza; l’avv. Maurizio D’Amico, segretario generale dell’Advisory Board della Federazione mondiale della Zone franche e delle Zone economiche speciali; il dott. Michele Mazzarano, assessore allo Sviluppo economico Regione Puglia; il dott. Rinaldo Melucci, sindaco di Taranto; il dott. Raffaello Giulio De Ruggieri, sindaco di Matera; l’on. Ludovico Vico; il prof. Aldo Berlinguer, Ordinario di Diritto comparato all’Università degli studi di Cagliari; il dott. Cosimo Damiano Latorre, presidente dell’Ordine dei commercialisti) e visto il dibattito in corso sull’opportunità o meno di una Zes interregionale con la Regione Basilicata e Matera, in particolare.

Argomento, questo, che vede opinioni contrapposte e che saranno dibattute con gli ospiti. “Non sono contrario pregiudizialmente ad un  progetto del genere – ha spiegato Liviano – ma credo che le risorse economiche messe a disposizione nel decreto debbano essere strumento del piano strategico e non fine. Ripeto non ho pregiudiziali nei confronti dell’asse con Matera ma tutto dipende dagli assi del piano strategico che vogliamo valorizzare e rispetto a questo capire che risposte vogliamo dare. Certo – ha aggiunto il consigliere regionale tarantino -, è nei fatti, per storia e tradizione, che Matera ha un asse privilegiato con Bari per cui se Taranto deve  essere soltanto il porto che consente a Matera di entrare nella Zes non so se alla nostra comunità questo convenga. Se, al contrario, questa intesa interregionale è destinata a produrre benefici per il nostro territorio, evidentemente si può ragionare in questa direzione ma sempre confrontandoci nel merito del piano strategico che intendiamo realizzare. Per cui le opzioni pro o contro non mi entusiasmano se non sono corredate da un’idea di sviluppo”.

Interessante anche l’appuntamento del 2 ottobre (stessa ora e stesso luogo) con la presentazione del libro del compianto Guglielmo Minervini  (già consigliere e assessore regionale) “La politica generativa. Pratiche di comunità nel laboratorio Puglia”. Ad illustrarne i contenuti insieme al consigliere Liviano saranno la prof.ssa Angela Barbanente, assessore regionale della giunta Vendola, l’avv. Giulio Calvani, che è stato stretto collaboratore di Guglielmo Minervini, e don Antonio Panico, sociologo e direttore della sede di Taranto della Luisa.

Chiusura il 3 ottobre, con il focus sulla legge regionale speciale per Taranto che vedrà dibattere su questo importante strumento di rilancio e sviluppo della città ionica (lo stesso consigliere Liviano è il coordinatore del tavolo tecnico della legge) il dott. Franco Milella, esperto di Sviluppo locale e già componente Ocse; il prof. Rino Montalbano, docente del dipartimento di Scienze dell’Ingegneria civile e dell’Architettura del Politecnico di Bari; il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano; i consiglieri regionali tarantini Donato Pentassuglia, Cosimo Borraccino, Giuseppe Turco, Marco Galante, Francesca Franzoso, Renato Perrini, Luigi Morgante; il sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci

 

22^ edizione 3gg di fine estate – Conferenza Stampa

Ventidue anni e non sentirseli addosso.
La “Tre giorni di fine estate “ torna sulla scena con un’edizione,  quella targata 2017, di tutto rispetto e con ospiti di eccezione. Sempre apprezzata e seguita, e che negli anni scorsi ha potuto ospitare gli autorevoli interventi di personaggi significativi, ognuno nel proprio settore, quali don Luigi Ciotti, Rita Borsellino, Giancarlo Caselli, Fausto Bertinotti, Oscar Farinetti, Luciano Violante, l’ex sindaco di Torino Valentino Castellani, l’ex ministro Massimo Bray, il sindaco di Bilbao, solo per citarne alcuni, la kermesse dell’associazione “Le città che vogliamo”, con il suo mentore, il consigliere regionale Gianni Liviano, si ripropone nelle giornate del 29 settembre, 2 e 3 ottobre.

“Le politiche generative per Taranto”, questo il tema scelto per la ventiduesima edizione. Riflettori puntati su Zone economiche speciali (29 settembre), legge regionale speciale per Taranto (3 ottobre) e presentazione del libro del compianto Guglielmo Minervini “La politica generativa. Pratiche di comunità nel laboratorio Puglia” (2 ottobre).

I particolari dell’intera manifestazione saranno illustrati nel corso di una conferenza stampa che si terrà
martedì 26 settembre, alle ore 10.30 nella sede di via Fiume 12 dell’associazione “Le città che vogliamo”, alla presenza del consigliere regionale Gianni Liviano.

di seguito resoconto anche video della Conferenza Stampa
a seguire replica di Gianni Liviano agli attacchi strumentali del Candidato Sindaco Baldassari 

La discontinuità rispetto al passato, il senso di comunità, la competenza degli
attori di un percorso che si coniughi col noi: sono gli assi portanti del Liviano pensiero e non sono cambiati neanche dopo che il primo turno delle amministrative 2017 ha consumato i suoi giorni consegnando al ballottaggio Stefania Baldassari (centrodestra) e Rinaldo Melucci (centrosinistra). Viaggia lungo i sentieri della coerenza, il consigliere regionale tarantino, e lo fa, nel corso della conferenza stampa tenutasi venerdì mattina in via Fiume 12, sede dell’associazione Le città che vogliamo, alla quale è intervenuto anche il candidato sindaco del centrosinistra Rinaldo Melucci, mostrando una montagna di titoli di giornali che a partire da ottobre 2016 ricordano gli sforzi compiuti, senza lesinare forze e energie, per portare a sintesi le diverse anime che, se continuavano a presentarsi in ordine sparso,  erano destinate a risultati improduttivi,  “come poi puntualmente è  accaduto”.

Ma adesso è tempo di ballottaggio e il ballottaggio impone delle scelte. Allora la coerenza e l’essere persone culturalmente di centrosinistra, “e questa è la dimensione valori Alessandro che ci appartiene”, non può “non farci fare la scelta di sostenere, come associazione Le Città che vogliamo, il candidato sindaco Rinaldo Melucci, persona che ragiona sul futuro, che ha buon approccio con i problemi sociali,  che è costruttore attento e appassionato di una comunità alle prese con tante contraddizioni”.

Tutto questo pur nella consapevolezza “degli errori, dei disagi di un Pd (partito che sostiene e ha proposto la candidatura a sindaco di Melucci, ndr) che ha gestito e governato male in questi anni e preso decisioni che non abbiamo mai condiviso” e per questo al candidato sindaco Melucci e, soprattutto,  al Pd “chiediamo – sottolinea Liviano – quello scatto che provochi davvero discontinuità con il passato che porta i nomi di Giancarlo Cito, Rossana Di Bello e Ezio Stefàno” mentre l’appello al centrosinistra, “e agli elettori di centrosinistra”, è quello “di ritrovare quell’unità che da tempo è stata smarrita e di andare, domenica 25, convintamente a votare se non vogliamo che il partito dell’astensionismo consegni alla città un primo cittadino espressione di pochi”.

Argomenti che Rinaldo Melucci fa propri. “La discontinuità – ha spiegato Melucci – si appalesa  in un serie di evidenze quali il programma condiviso e un consiglio comunale,  se sarò io il sindaco eletto, che sarà composto da gente giovane, fresca, pulita e competente. Benché il giudizio di Liviano sia giustamente critico nei confronti del Pd,  – ha poi ha aggiunto il candidato sindaco – voglio spezzare una lancia per un partito che ha compiuto lo sforzo di andare nella società civile e trovare un giovane imprenditore. Questo vuol dire che è una forza politica che sta guardando a un futuro nuovo senza rinunciare, come hanno fatto altri partiti,  al proprio simbolo”.

Poi le competenze: “ci dobbiamo prendere insieme come centrosinistra la responsabilità del cambiamento e questo obiettivo si raggiunge attraverso le competenze che vanno sicuramente individuate attraverso la rigenerazione della classe dirigente. Quando il sindaco dovrà confrontarsi con i livelli superiori delle istituzioni avrà bisogno dell'architettura di un partito di governo. Il sindaco sarà tanto autorevole quanto sarà stato in grado di costruire alle sue spalle una rete di competenze. E, questo, è il nostro obiettivo. Ringrazio per il sostegno e faccio mie anche le critiche che sono state rivolte, legittimamente, dal consigliere Liviano. È importante, però,  – ha concluso Melucci – raccontare e far capire alla gente che domenica è importante andare a votare”.
 

qui intervento di Gianni LIVIANO

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 qui intervento di Rinaldo MELUCCI

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replica di Gianni Liviano agli attacchi strumentali del Candidato Sindaco Baldassari 
“Ho ascoltato i resoconti della conferenza stampa tenuta venerdì mattina dalla candidata sindaco Stefania Baldassari e, francamente, non so se ridere o piangere. È vero, ho incontrato nel mese di marzo nella sede di via Fiume dell’associazione Le città che vogliamo la dott.ssa Baldassari  e quell’incontro fu richiesto da lei tramite il suo entourage. Incontro nel quale ci fu chiesta la possibilità di valutare una alleanza in funzione delle amministrative di giugno”.

Così Gianni Liviano, consigliere regionale, risponde alle gravi accuse mossegli dal candidato sindaco del centrodestra nel corso di una conferenza stampa. “Ma come la dott.ssa Baldassari – aggiunge Liviano – anche altri candidati sindaco hanno chiesto di incontrarmi e mi hanno proposto di sostenere le rispettive tesi. In quello stesso periodo però, e ci sono numerosi articoli di stampa a dimostrarlo, il mio impegno è stato quello di provare a portare a sintesi i candidati del civismo moderato e dell’ambientalismo affinché ci si potesse presentare con una proposta unica, granitica e condivisa. Quanto poi all’accusa di chissà cosa avrei avuto in cambio dal Pd per il mio sostegno al candidato Melucci in vista del ballottaggio del 25 giugno, beh è nota a tutti, ma forse non alla dott.ssa Baldassari, la mia posizione di terzietà  nei confronti del partito democratico, ribadita anche questa mattina (venerdì per chi legge, ndr), al quale imputo di aver gestito e governato male in questi anni la città di Taranto. Io – prosegue Liviano – sono un uomo di centrosinistra e, dopo essere stato terzo nel primo turno elettorale (come forma di rispetto a tanti miei amici dell’associazione che, una volta fallito lo sforzo di sintesi,  hanno scelto a vario titolo di votare chi per Fornaro,  chi per Melucci, chi per Sebastio), adesso al ballottaggio tra un candidato di centrosinistra e uno di centrodestra ovviamente scelgo il primo. Io – puntualizza Liviano – nella mia conferenza stampa di questa mattina (venerdì per chi legge, ndr) non ho proprio citato la dott.ssa Baldassari. Non personalizzo mai la politica e provo ad avere sempre rispetto  per le persone. Per terminare – conclude Liviano – credo che in questi ultimi giorni di campagna elettorale il clima vada rasserenato in modo da spiegare ai tarantini come, davvero, si vuole operare per far svoltare definitivamente la città di Taranto”.

'Aside' Post | By on 16 giugno 2017

RESOCONTO – 20 mesi in regione

 

Venti mesi di attività in Regione raccontati attraverso gli articoli di stampa. Così, venerdì sera, Gianni Liviano ha scelto di dare conto, ad elettori e simpatizzanti, di quanto fatto fino ad oggi come consigliere regionale per la città di Taranto.
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E la gente ha risposto, affollando la saletta dell’associazione “Le città che vogliamo”, di cui Liviano è presidente onorario.

“Alle  scorse elezioni regionali – ha esordito Liviano – molti tra voi mi hanno votato. È trascorso ormai un anno e otto mesi da quelle elezioni – ha aggiunto il consigliere regionale – e avverto il desiderio, che è anche il bisogno, di darvi conto di quello che ho provato a fare in questo tempo. E ho deciso di farlo attraverso una raccolta  degli articoli che in questo periodo, nel bene o nel male, hanno parlato di me, delle scelte fatte, delle cose realizzate o avviate, dei successi ottenuti, che hanno portato grande gioia”.

Duecento articoli circa, risultato di una scrematura piu’ ampia, fatta da quasi mille ritagli stampa e da lanci dell’agenzia regionale, per raccontare di un’esperienza nata con l’elezione, il 2 giugno del 2015, in consiglio regionale, proseguita con l’incarico alla guida dell’assessorato all’Industria culturale e turistica (esperienza, purtroppo, breve ma ricca di risultati positivi per il territorio ionico) fino al ruolo di consigliere regionale di maggioranza con il gruppo Emiliano sindaco di Puglia culminato, per il momento, con l’incarico di coordinatore, assegnatogli con delibera di Giunta,  del tavolo tecnico per la legge regionale speciale per Taranto.

Dall’esposizione degli Ori  di Taranto a Expo 2015 alla valorizzazione della rete degli ipogei pensando alla “Taranto sotterranea”; dalla legge sulla produzione e commercializzazione della canapa industriale passando attraverso una lunga serie di interrogazioni e mozioni con le quali sono stati accesi i riflettori sui problemi della città come la necessità di procedere alle assunzioni all’Arpa per permettere alla sede di Taranto di affrontare al meglio le problematiche ambientali, giusto per citare l’ultima in ordine di tempo: questo il racconto di un’avventura “che mi ha visto impegnato, senza lesinare sforzi, nel costruire bellezza e felicità, che è poi stato il leit motiv della mia campagna elettorale, per una comunità troppo ripiegata su se stessa e pronta a consegnarsi ad una deriva disfattista, ostaggio dell’antinomia occupazione contro salute”.

Ecco da cosa è nato il progetto, “largamente condiviso dal presidente della Regione, Michele Emiliano, e dalla giunta”, di costruire una legge speciale per Taranto: “il destino delle One Company Town – ha spiegato Liviano – appare segnato quasi sempre da grandi investimenti industriali, dalla generazione di ricchezza distribuita ma anche dalla distruzione di risorse identitarie e fattori competitivi originali, dall’accelerazione dell’attrattività urbana anche oltre i confini territoriali, all’abbandono urbano e al degrado dei processi di de-industralizzazione legati alla fase discendente del ciclo di vita degli investimenti di grandi industrie. Dalla incorporazione di nuove competenze  professionali alla dissipazione di profili professionali tradizionali e alla perdita della spinta innovativa del tessuto economico e sociale. Dall’innalzamento repentino del tenore di vita di una comunità al progressivo lacerarsi della sua coesione sociale nei tempi della crisi. E Taranto non sfugge a questo destino e, se può dirsi, lo accentua nei suoi fenomeni più dirimenti”.

L’articolato della legge è ormai pronto, “grazie anche alla collaborazione dell’Ufficio legislativo della Regione Puglia nelle persone del dott. Corvasce e Ricapito”, insieme alla relazione di accompagnamento che detta le linee guida per il costruendo piano strategico. La legge attende soltanto di sbarcare in Giunta per la sua approvazione, “cosa che dovrebbe avvenire a breve in quanto sta per essere calendarizzata”.

Non solo legge speciale per Taranto. Perchè Liviano ha al suo attivo la presentazione della proposta di legge per la produzione e commercializzazione della canapa industriale, il cui testo è all’esame delle commissione competente per poi passare al vaglio del Consiglio regionale per la definitiva approvazione; la valorizzazione della rete degli ipogei che vede la Regione Puglia coinvolta in prima persona; le mozioni, votate all’unanimità dal Consiglio regionale, per il mantenimento della sede della Soprintendenza a Taranto, una, e per l’inserimento dell’area ionica nel percorso della via Francigena, l’altra. Senza dimenticare i gravi problemi ambientali e sanitari che affliggono Taranto con gli interventi fatti nei confronti del Consiglio e della Giunta perchè il reparto di Radioterapia dell’ospedale “Moscati” venga dotato di nuovi acceleratori lineari “in modo da poter offrire risposte adeguate, e senza allungamento dei tempi di cura, alle sempre piu’ crescente domanda di cure”. Iniziativa culminata nel reperimento dei fondi necessari per l’acquisto do una nuova macchina. E poi la presa di posizione perchè l’aeroporto “Arlotta” venga aperto anche ai voli civili e tanto altro ancora.

E, poi, l’esperienza agro-dolce dell’assessorato all’Industria culturale e turistica. Esperienza “che mi ha segnato molto (il riferimento è al ritiro della delega dopo appena due mesi per una vicenda risultata, poi, infondata, legata all’organizzazione degli Stati generali del turismo e della cultura, ndr.) ma che, al tempo stesso, mi ha insegnato tanto”.

Due mesi contrassegnati dall’importante successo dell’iniziativa, fortemente voluta da Liviano,che ha visto la presenza di alcuni pezzi della collezione degli Ori di Taranto, attualmente in esposizione al MarTa, nel padiglione della Regione Puglia all’interno di Expo 2015, a Milano. “In quella occasione – ha spiegato il consigliere regionale – abbiamo provato ad accendere emozioni per Taranto, a spingere i visitatori a venire a Taranto per ammirare il resto della collezione. L’obiettivo era quello di fare marketing territoriale e gli Ori di Taranto sono dei beni potenzialmente attraenti”. In sedicimila, poi, hanno ammirato i pezzi in esposizione, sedicimila persone in cinque giorni di permanenza degli Ori a Milano.

Tra le soddisfazioni, poi, quella di aver contribuito, sempre da assessore, al salvataggio dell’Istituto musicale Paisiello, per il quale si agitava sempre piu’ incombente lo spettro della chiusura, e il recupero dei fondi europei per la ristrutturazione del cinema Fusco.

Un anno e otto mesi di adrenalina pura. Ma la storia non finisce qui.

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#Amministrative2017 – Taranto

 

Così  come già annunciato, lunedi sera, convocati dal consigliere regionale Gianni Liviano, nella sede di via Fiume 12,  si sono incontrati i rappresentanti di alcune associazioni e movimenti espressione del territorio con l’obiettivo di andare a sintesi nell’individuazione di un candidato sindaco condiviso
All’incontro hanno preso parte, anche, alcuni degli aspiranti candidati sindaci espressione, appunto, dei movimenti civici. Ne è scaturito un interessante dibattito nel corso del quale è emersa la necessità di cercare una ricucitura tra le  varie frammentazioni.
Al termine dell'incontro è stato deciso che i rappresentanti dei vari movimenti e associazioni indicheranno i loro possibili terminali. Questi, a loro volta, si riuniranno, garanti il consigliere regionale Liviano, Mimmo Nume  (il presidente dell’Ordine dei medici, che ha comunicato ufficialmente la non candidatura a sindaco, era presente all’incontro) e il consigliere comunale Dante Capriulo, per sondare la possibilità di individuare, tra loro, un unico candidato sindaco o, se il caso, una figura terza.
“Taranto – ha sottolineato ancora Liviano – è a un bivio molto importante. Non possiamo permetterci ulteriori errori per cui è importante individuare un candidato sindaco e una squadra che siano i migliori possibili per la nostra comunità”.

Il tavolo rimane aperto a tutte quelle realtà ed espressioni cittadine che si riconoscono in un percorso condiviso e che hanno come obiettivo il bene comune della città.

3 Febbraio a #lecittàchevogliamo – “Wilde, dialogo col Genio”

Una conversazione surreale sull’Arte, la Bellezza e il Dolore tra un lettore e il protagonista del libro che sta leggendo. Tutto questo è “Wilde, dialogo col Genio” , un percorso di racconto e canzoni di e con Leo Tenneriello.

L’artista tarantino presenterà la sua ultima fatica letteral-musicale venerdì 3 febbraio, alle ore 19, nella sede dell’associazione “Le città che vogliamo”, in via Fiume 12 a Taranto.

“Nel live Wilde, dialogo col Genio  spiega Leo Tenneriello – presento con voce, chitarra e armonica, le undici tracce del mio nuovo cd “Wilde”. Insomma, un mix di musica e letteratura dove si avvicendano canzoni e letture. Il fil rouge è il mio racconto, “L’uomo che dialogò col genio” alternato da sei mie canzoni”.

Il lavoro prende spunto dal libro “De Profundis” di Oscar Wilde “che mi è capitato per caso tra le mani e che subito mi ha conquistato”, spiega ancora Tenneriello. L’opera è una lunga lettera che Oscar Wilde (1854 -1900) compose durante il periodo di prigionia, dopo essere stato processato per omosessualità, indirizzata idealmente ad Alfred Douglas, suo giovane amante aristocratico e vizioso.

“Il periodo di carcerazione di Oscar Wilde – aggiunge Tenneriello – è immagine del buio che la vita riserva e nelle sei canzoni che presento ho voluto rappresentare la fragilità e la forza di cui siamo fatti. Siamo noi la nostra malattia e dentro di noi si nasconde la cura”.
“Tutto può succedere” è un omaggio, spiega l’autore, “a chiunque trova nell’arte un motivo di vita e un modo per dare forma alle proprie emozioni e ai propri sentimenti riuscendo così a svegliare la bellezza che giace sopita in ciascuno di noi. “Wilde sogna la guerra”, invece, canta i conflitti e le contraddizioni che mantengono viva una relazione d’amore”.
“Devo imparare a essere felice l’ho scritta – spiega ancora Tenneriello – pensando a quando Wilde si impone il buon umore come compenso al sacrificio che i suoi amici devono sopportare quando vanno a trovarlo in prigione. Il dolore diventa gioia di vivere, il punto di ripartenza per la scoperta di una vita nuova. Mentre “Mi rimprovero” è un excursus di rimproveri e rammarichi per le scelte e gli amori sbagliati che mentre toglievano, davano sostanza al cuore”.
“Voglio bene all’Italia”, Tenneriello l’ha scritta ricordo di un periodo successivo alla prigionia di Wilde trascorso nel nostro Paese. “È la metafora perfetta di come bellezza e dolore camminano tenendosi per mano e dicono la medesima cosa. “Quando tocca a me” – conclude l’artista tarantino – è un brano contenuto nel cd “Basta Pagare” e mi sembra la giusta conclusione su come la realtà quotidiana, che ogni mattina così precisina bacchetta le dita alla nostra fantasia, ci conquista nel cuore e nella testa”.

Amministrative 2017 – riflessioni ad alta voce

“Riteniamo che ci sia la necessità che le persone migliori di  questa città facciano squadra per le prossime elezioni e che  prevalga il senso di responsabilità e non le aspettative dei singoli. Per questo il nostro impegno è finalizzato a costruire un programma condiviso da piu’ parti e a cercare una candidatura autorevole e condivisa”.

Così Gianni Liviano, consigliere regionale tarantino, a proposito del dibattito che va animandosi intorno alla scadenza elettorale di primavera quando i tarantini saranno chiamati ad eleggere un nuovo sindaco e nuovi amministratori comunali.

Un appuntamento importante al quale “occorre arrivare con le idee chiare” perchè la città non può permettersi altri errori “che potrebbero pregiudicarne sviluppo e assetti futuri”. Per questi motivi, sottolinea Liviano, “proverò in tutti i modi a fare da collante tra i pezzi migliori di Taranto perchè Taranto non può continuare ad essere considerata un ghetto ma, al contrario, è una comunità che deve rialzare la testa e costruire futuro, innanzitutto, bellezza e felicità”.

Ecco perchè, secondo il consigliere regionale tarantino, “il nostro sforzo dev'essere quello di essere educatori, di trasmettere coscienza civica, passione per il bene comune” per cui “non conta poi che si voti per Tizio o Caio, conta votare in maniera adulta, con responsabilità e consapevolezza. Mi sono avvicinato alla politica – aggiunge Liviano – avendo in mente La Pira, Dossetti, De Gasperi, Moro ma, anche apprezzando tanto Berlinguer. In trent'anni molto è cambiato, Non sono certo che il cambiamento sia stato positivo”.

 

14.11 filiera della nautica – Incontro in Regione con l’assessore LEO

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La filiera per la nautica comincia a muovere i primi passi. Lunedì mattina, infatti, si è tenuto nella sede dell’assessorato regionale alla Pubblica istruzione il previsto incontro, convocato dall’assessore Leo,  per gettare le basi di  questa importante iniziativa che punta a  ripartire dal mare per pensare ad uno sviluppo alternativo della città di Taranto.

Quanto emerso dall’incontro di lunedì mattina (al quale hanno partecipato i rappresentanti del Provveditorato agli studi, del Politecnico di Bari, della Marina militare, dell’Istituto Archimede di Taranto, di Assonautica nonché il magnifico rettore dell’Università di Bari, prof.  Uricchio)  sarà illustrato nel corso di una conferenza stampa martedì 15 novembre, alle ore 11 nella sede di via Fiume 12, dal consigliere regionale Gianni Liviano,  fautore dell’iniziativa. Per l’occasione si parlerà anche della legge regionale per Taranto in fase di costruzione.

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#MarePolis – 4^ giornata “mar piccolo cuore di Taranto”

 

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“Occorre innanzitutto chiarire e capire che cosa vogliamo fare del Mar Piccolo”. Senza se e senza ma, Nicola Cardellicchio, dirigente del Cnr di Taranto, va dritto al nocciolo della questione. E lo ha fatto giovedì sera al Nautilus quando, raccolti intorno a un tavolo dal consigliere regionale Gianni Liviano, lo stesso Cardellicchio, Vito Crisanti, direttore della riserva regionale Palude La Vela, Fabio Millarte del Wwf Taranto, lo storico Piero Massafra, Cosimo D’Andria, presidente dei mitilicoltori di Confcommercio, Gaetano Farina, comandante 65esimo Deposito territoriale dell’Aeronautica militare, hanno parlato di Mar Piccolo e delle sue potenzialità e del suo rapporto con la città.

“Mar Piccolo cuore di Taranto”, questo il tema del dibattito inserito nel più ampio programma della “Tre giorni di fine estate” (“MarePolis, Taranto da città sul mare a città di mare”, il filo conduttore) organizzata dall’associazione “Le città che vogliamo” e moderato da Marcello Di Noi, direttore della testata giornalistica online “Corriere di Taranto”.

Una serata che ha avuto come prologo un lungo faccia a faccia con il commissario straordinario per le bonifiche Vera Corbelli. Nel corso dell’intervista, infatti, la dott.ssa Corbelli ha più volte sottolineato come Taranto “possa rappresentare, a tutti i livelli, l’esempio di come un tessuto socio-territoriale, soggetto a elevate pressioni industriali e produttive possa rigenerarsi attraverso un percorso che vede consapevolmente coinvolta la collettività, la comunità scientifica, il sistema industriale e intellettuale”. Parlare di Mar Piccolo come uno specchio d’acqua “è riduttivo”, ha sottolineato la dott.ssa Corbelli, perchè, al contrario, il Mar Piccolo “è il perno intorno al quale gira tutto il sistema Taranto e porre rimedio a una pressione che questo mare ha subito nei secoli non può ridursi a un intervento strutturale tout court, che potrebbe essere fatto in altri contesti simili, ma significa avere un approccio diverso, che va ad analizzare e studiare i singoli sistemi e quindi dia una risposta diversificata per i singoli sistemi che, però, è in linea con gli scenari, che abbiamo costruito, di strategia di sviluppo”.

Già, ma poi cosa si vuol fare del Mar Piccolo? A chiederselo sono in molti come, appunto, ha fatto il dott. Cardellicchio.

“Quello che Taranto non è riuscita a fare in questi ultimi anni – ha ribadito il dirigente del Cnr – è un progetto integrato di sviluppo che non avrebbe dovuto riguardare solo il Mar Piccolo ma, anche, tutto il territorio”. Sì, perchè, ha sostenuto il dott. Cardellicchio, non si può fare un progetto sul Mar Piccolo “senza ripensare al sistema industriale. Dobbiamo lavorare nell’ottica delle sostenibilità ambientali con una intersezione tra esigenze di tipo ambientale, di sviluppo, economiche e occupazionali. Per questo è necessario uno studio integrato,dobbiamo ripensare se la grande industria deve restare sul territorio e che tipo di industria deve restare. Il Comune di Taranto – ha proseguito Cardellicchio – aveva una grossa opportunità con i progetti di Area Vasta e il progetto Mar Piccolo era uno dei pochi che poteva rilanciarlo, non solo in termini protezionisti ma anche in termini economici perchè qualsiasi progetto deve avere un aggancio con le rilevanze socio-economiche del territorio. Altrimenti non avrebbe significato bonificare il Mar Piccolo”.

Un altro problema evidenziato dal dott. Cardellicchio è stato quello di capire che futuro vogliamo dare al Mar Piccolo. Se vogliamo farne un’area portuale per navi da crociera o altro, ripristinare la cantieristica e poi vogliamo anche sostenere la mitilicoltura, bene, allora, questi progetti, crociere e altro, non sono sostenibili”, soprattutto adesso “che nel secondo seno di Mar Piccolo si può fare una mitilicoltura sostenibile e con un prodotto di qualità”.

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Ma i problemi che stanno affrontando gli operatori mitilicoli non sono certamente scomparsi. “La nostra categoria ama lavorare in silenzio e non fare rumore. Diamo occupazione ma, poi, vediamo che non siamo supportati dalle istituzioni nell’affrontare le annose problematiche che riguardano il settore”, ha evidenziato il presidente dei mitilicoltori di Confcommercio, Cosimo D’Andria, che ha poi aggiunto: “la cattiva pubblicità fatta al nostro prodotto quando è esploso il bubbone ambientale ci ha fortemente danneggiato. Eppure le condizioni, oggi, sono cambiate. Per la prima volta in Mar Piccolo è ricomparsa la pinna nobilis, è aumentata la flora marina, sono proliferati gli insediamenti di cavallucci marini. Sono, però, convinto – ha concluso D’Andria – che se mitilicoltori, Cnr e Università camminano a braccetto riusciremo a superare le attuali difficoltà”.

Di mappa di comunità ha, invece, parlato Fabio Millarte del Wwf Taranto. “A partire dal 9 ottobre – ha spiegato Millarte – partiranno 4 workshop, esplorazioni e incontri aperti per costruire insieme la Mappa di Comunità dell'Ecomuseo Palude La Vela e Mar Piccolo a Taranto. Abbiamo scelto di fare della costruzione della Mappa di Comunità un momento di formazione e ricerca collettiva. Sarà realizzata – ha aggiunto Millarte – attraverso un percorso di ricerca aperto alla comunità, nel quale individuare luoghi, oggetti, memorie che costituiscono elementi di valore del paesaggio del secondo seno del mar Piccolo. La mappa costituisce una rappresentazione condivisa dei valori ambientali, paesaggistici e culturali, che rappresentano l’identità dell’area. Con l'aiuto di docenti esperti vogliamo cercare risposte a queste domande: da chi è costituita la comunità del Mar Piccolo? Quali sono gli elementi di valore di questo territorio? Come si rappresenta una mappa di comunità? Le attività ha concluso il rappresentante del Wwf – sono realizzate nell'ambito del progetto Eco. Pa. Mar. Ecomuseo Palude La Vela e Mar Piccolo, sostenuto dalla Fondazione Con il Sud tramite il bando Ambiente 2015”.

Altro intervento di recupero effettuato è stato quello del Parco Galeso realizzato da Vito Crisanti, direttore della riserva regionale Palude La Vela, che ha illustrato la tipologia degli interventi “commissionatimi nel ‘94 dall’amministrazione provinciale. Si tratta di un intervento di recupero di 100 ettari di territorio che è stato bonificato dalle montagne di rifiuti che da più di 30 anni si sono accumulati nell’area. Abbiamo restituito alla città un pezzo di territorio paesaggisticamente e naturalisticamente di valore inestimabile”. Ma anche l’Aeronautica militare ha contribuito a preservare l’habitat del Mar Piccolo e il col. Farina ha rilanciato la necessità “di una cabina di regia. Fare con gli altri e rispettare il ruolo degli altri, riconoscerne le competenze. Il momento attuale è epocale: se sbagliamo oggi le scelte – ha concluso – le conseguenze negative ricadranno tutte sui nostri figli”.

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