Posts tagged leo tenneriello

3 Febbraio a #lecittàchevogliamo – “Wilde, dialogo col Genio”

Una conversazione surreale sull’Arte, la Bellezza e il Dolore tra un lettore e il protagonista del libro che sta leggendo. Tutto questo è “Wilde, dialogo col Genio” , un percorso di racconto e canzoni di e con Leo Tenneriello.

L’artista tarantino presenterà la sua ultima fatica letteral-musicale venerdì 3 febbraio, alle ore 19, nella sede dell’associazione “Le città che vogliamo”, in via Fiume 12 a Taranto.

“Nel live Wilde, dialogo col Genio  spiega Leo Tenneriello – presento con voce, chitarra e armonica, le undici tracce del mio nuovo cd “Wilde”. Insomma, un mix di musica e letteratura dove si avvicendano canzoni e letture. Il fil rouge è il mio racconto, “L’uomo che dialogò col genio” alternato da sei mie canzoni”.

Il lavoro prende spunto dal libro “De Profundis” di Oscar Wilde “che mi è capitato per caso tra le mani e che subito mi ha conquistato”, spiega ancora Tenneriello. L’opera è una lunga lettera che Oscar Wilde (1854 -1900) compose durante il periodo di prigionia, dopo essere stato processato per omosessualità, indirizzata idealmente ad Alfred Douglas, suo giovane amante aristocratico e vizioso.

“Il periodo di carcerazione di Oscar Wilde – aggiunge Tenneriello – è immagine del buio che la vita riserva e nelle sei canzoni che presento ho voluto rappresentare la fragilità e la forza di cui siamo fatti. Siamo noi la nostra malattia e dentro di noi si nasconde la cura”.
“Tutto può succedere” è un omaggio, spiega l’autore, “a chiunque trova nell’arte un motivo di vita e un modo per dare forma alle proprie emozioni e ai propri sentimenti riuscendo così a svegliare la bellezza che giace sopita in ciascuno di noi. “Wilde sogna la guerra”, invece, canta i conflitti e le contraddizioni che mantengono viva una relazione d’amore”.
“Devo imparare a essere felice l’ho scritta – spiega ancora Tenneriello – pensando a quando Wilde si impone il buon umore come compenso al sacrificio che i suoi amici devono sopportare quando vanno a trovarlo in prigione. Il dolore diventa gioia di vivere, il punto di ripartenza per la scoperta di una vita nuova. Mentre “Mi rimprovero” è un excursus di rimproveri e rammarichi per le scelte e gli amori sbagliati che mentre toglievano, davano sostanza al cuore”.
“Voglio bene all’Italia”, Tenneriello l’ha scritta ricordo di un periodo successivo alla prigionia di Wilde trascorso nel nostro Paese. “È la metafora perfetta di come bellezza e dolore camminano tenendosi per mano e dicono la medesima cosa. “Quando tocca a me” – conclude l’artista tarantino – è un brano contenuto nel cd “Basta Pagare” e mi sembra la giusta conclusione su come la realtà quotidiana, che ogni mattina così precisina bacchetta le dita alla nostra fantasia, ci conquista nel cuore e nella testa”.