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24/2 forum su Zes Taranto (Zona Economica Speciale)

  

Legge speciale per Taranto: il consigliere regionale Liviano ha organizzato un confronto sulla Zes (Zona economica speciale)

Si è parlato di Zes, zona economica speciale, nell’incontro che il consigliere regionale Gianni Liviano ha organizzato venerdì 24 febbraio nella sede di via Fiume 12, a Taranto, dell’associazione “Le città che vogliamo”.

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“Zes, zona economica speciale-Opportunità per la città con la legge regionale per Taranto”, questo il tema

Le Zes funzionano sulle nuove tecnologie. Ma per introdurle e renderle uno strumento altamente qualificante per il rilancio e lo sviluppo di Taranto occorre bruciare le tappe e recuperare i ritardi accumulati nei confronti di altri paesi membri dell’Unione europea

avanti anni luce rispetto all’Italia. Del resto, sottolinea Aldo Berlinguer, ordinario di Diritto comparato nell’Università di Cagliari e ospite del dibattito organizzato venerdì sera dal consigliere regionale Gianni Liviano, è inconcepibile “che uno dei paesi fondatori dell’Unione europea su questi strumenti sia fortemente in ritardo”.

Riflettori puntati, dunque, sulla Zes, la zona economica speciale, strumento attuale e fondamentale per attrarre investimenti a costo zero sul territorio. Ad accenderli ci ha pensato, appunto, il consigliere regionale Gianni Liviano che, nella sede di via Fiume 12 dell’associazione “Le città che vogliamo” ha riunito, oltre al prof. Berlinguer, l’avv. Sergio Prete, presidente dell’Autorità portuale Taranto; l’avv. Maurizio D'Amico, segretario generale dell'Advisory Board della Federazione mondiale delle Zone Franche e delle Zone Economiche Speciali Ginevra (Femoza che dal 2003 ha lo status di osservatore presso l'Unctad e presso l'Unido); il dott. Aldo Patruno, direttore del dipartimento Turismo e Cultura Regione Puglia; il dott. Francesco Solofrizzo, dirigente della Sezione Finanze Regione Puglia.

“Zes, zona economica speciale-Opportunità per la città con la legge regionale per Taranto”, questo il tema della serata che ha visto tanti operatori economici affollare la sala di via Fiume.

“La Zes – ha esordito il consigliere regionale Gianni Liviano – è un’area geografica delimitata dotata di una legislazione economica differente dalla legislazione in atto e che, diversamente dalla Zona franca, beneficia di una normativa di favore piu’ ampia. Proprio per sfruttare le condizioni di vantaggio che le Zes offrono – ha aggiunto Liviano -, abbiamo pensato di introdurre questo strumento nella legge regionale speciale per Taranto perchè permetterebbe la possibilità di introdurre agevolazioni di carattere fiscale, sotto forma di riduzione delle imposte sui redditi (Ires), dell’imposta regionale sulle attività produttive (Irap). o dei tributi locali (Imu, Tari) per gli immobili posseduti dalle imprese e utilizzati per l’attività economica, riduzione dei contributi sulle retribuzioni da lavoro dipendente. Ma la defiscalizzazione fine a se stessa – ha sottolineato ancora Liviano – da sola non basta perchè non è abbastanza attrattiva per i potenziali investitori per cui la Zes deve prevedere altro al suo interno”. Ovvero, deve contenere “diversi attrattori – ha precisato il consigliere regionale – all’interno dello stesso contenitore”.

Insomma, in soldoni, occorre una progettazione strategica ed efficace, coerente con la normativa nazionale e europea, che conduca alla sua affermazione graduale nell’ambito di un nuovo modello di sviluppo. Ma occorre anche muoversi in fretta.

Per questo all’interno del piano strategico che accompagnerà la legge regionale speciale per Taranto “abbiamo previsto – ha spiegato Liviano – di intraprendere il percorso di una legge nazionale di ispirazione regionale, sull’esempio della Calabria, proprio perchè, soprattutto nel campo della defiscalizzazione, le Regioni, e gli enti locali in genere, non possono  agire da soli”.

Il quadro normativo attuale, ha incalzato Aldo Berlinguer, è favorevole perchè si possa accelerare sulle Zes. Concetto ripreso dal presidente dell’Autorità portuale, Sergio Prete. “Il ministero dei Trasporti – ha annunciato Prete – ha predisposto una proposta di legge con la previsione di tre zone economiche speciali: Taranto, Gioia Tauro e Napoli-Salerno”.

Quella di una legge nazionale non è aspetto da poco dal momento che deve fungere da legge quadro “per vagliare – ha spiegato, invece, Maurizio D’Amico – la compatibilità con la normativa europea e per non incorrere in violazioni della normativa sulla concorrenza”.

Già, l’Unione europea. Nell’Unione europea esistono 12 stati che hanno zone svantaggiate all’interno del proprio territorio. Di questi, solo due non hanno attivato delle Zes nel proprio territorio e sono l’Italia e la Grecia (che, però, ha chiesto ufficialmente l’attivazione di una Zes nel porto del Pireo). In Italia, le regioni ammissibili nelle quali può essere istituita una Zes sono Campania, Basilicata, Puglia, Calabria e Sicilia. Attualmente esistono Zes in Bulgaria, Repubblica Ceca, Estonia, Lettonia, Lituania, Polonia, Romania, Slovenia, Portogallo e Spagna. La Polonia è la nazione che conta il numero maggiore di Zes (14) il cui principale beneficio è costituito dall’esenzione fiscale sulle imposte sul reddito. In aggiunta agli aiuti agli investimenti la normativa europea ammette la possibilità che le piccole e medie imprese possano ottenere aiuti destinati a ridurre le spese correnti di una impresa non legate a investimenti iniziali. Tali spese includono i costi del personale, dei materiali, dei servizi appaltati, delle comunicazioni, dell’energia, della manutenzione dell’affitto, di amministrazione. Inoltre, gli aiuti agli investimenti in territori come la Puglia possono essere riconosciuti solo per la creazione di un nuovo stabilimento, l’ampliamento delle capacità di uno stabilimento esistente, la diversificazione della produzione di uno stabilimento esistente per ottenere prodotti mai fabbricati prima, un cambiamento fondamentale del processo di produzione complessivo di  uno stabilimento esistente.

“Un’occasione – ha detto Liviano – che, credo, vada sfruttata al massimo se vogliamo provare a creare occasioni di riscatto e di rilancio dell’area ionica. Del resto il rapporto Svimez del 2014 evidenzia come l’istituzione delle Zes sia lo strumento ideale del rilancio economico nei tre porti di transhipment del Sud Italia: Cagliari, Taranto e Gioia Tauro”.

Un’occasione che rischia di essere vanificata se, partendo dalla Regione per arrivare fino al        governo, non ci si muove subito perchè si emani una legge quadro, “l’unica – ha fatto presente Francesco Solofrizzo, dirigente la sezione Finanze Regione Puglia – perchè consenta alla Regione di adottare provvedimenti di propria competenza”.

Non solo defiscalizzazione, quindi, ma anche logistica e snellezza amministrativa (“le imprese che vogliono investire devono avere certezza sui tempi. A Dubai, zona Zes piu’ importante al mondo, le imprese vengono registrate in tre giorni grazie ad una società di gestione che si occupa di tutto l’iter”, ha fatto notare D’Amico) e, perchè no, “attrattori culturali. Le Zes oltre che per le imprese andrebbero sperimentate per cultura e turismo”, è stato l’elemento introdotto a conclusione del dibattito dal direttore dei dipartimento Turismo e Cultura della Regione Puglia, Aldo Patruno. “Serve – ha aggiunto Patruno – un nuovo modello di cultura di impresa. Occorre modificare l’attuale sistema e passare dal sostegno all’offerta, un vero e proprio aiuto di Stato, al sostegno alla domanda. Per cui – ha concluso – la Zes va inquadrata in un ragionamento piu’ complessivo”. Ragionamento che la legge regionale speciale per Taranto sta provando a concretizzare in atti concreti. 

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Filiera nautica e nave Vittorio Veneto.  Incontro a Taranto con Liviano e Laforgia
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Torna a riunirsi il tavolo tecnico che dovrà delineare le linee guida della costruzione della filiera formativa della nautica.
Convocato dal consigliere regionale Gianni Liviano, coordinatore della legge regionale speciale per Taranto, gli attori di questo ambizioso progetto si incontreranno giovedì 19 gennaio, alle ore 15, negli uffici della Regione Puglia in via Dante 63 (Genio civile).
Alla riunione parteciperà anche il dott. Domenico Laforgia, direttore del dipartimento Attività economiche, Formazione, Università e Lavoro della Regione Puglia.

“L’obiettivo – spiega il consigliere regionale Gianni Liviano, ispiratore dell’iniziativa – è quello di provare a immaginare un progetto che sia assolutamente coerente con l’asset strategico della legge speciale per Taranto”.
Al tavolo tecnico sono stati invitati i rappresentanti di Politecnico e Università di Bari, istituto Archimede di Taranto, Marina militare, Aeronautica militare, Autorità portuale, Camera di commercio Taranto, Assonautica, Ufficio scolastico regionale, commissario straordinario per le bonifiche, Comune e Provincia di Taranto.

 

A seguire, intorno alle 16.30 sempre nella sede del Genio civile, si terrà un incontro nel corso del quale saranno valutate le azioni da mettere in campo per il riuso di nave Vittorio Veneto quale possibile polo museale e attrattore turistico. 

'Aside' Post | By on 18 gennaio 2017

14.11 filiera della nautica – Incontro in Regione con l’assessore LEO

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La filiera per la nautica comincia a muovere i primi passi. Lunedì mattina, infatti, si è tenuto nella sede dell’assessorato regionale alla Pubblica istruzione il previsto incontro, convocato dall’assessore Leo,  per gettare le basi di  questa importante iniziativa che punta a  ripartire dal mare per pensare ad uno sviluppo alternativo della città di Taranto.

Quanto emerso dall’incontro di lunedì mattina (al quale hanno partecipato i rappresentanti del Provveditorato agli studi, del Politecnico di Bari, della Marina militare, dell’Istituto Archimede di Taranto, di Assonautica nonché il magnifico rettore dell’Università di Bari, prof.  Uricchio)  sarà illustrato nel corso di una conferenza stampa martedì 15 novembre, alle ore 11 nella sede di via Fiume 12, dal consigliere regionale Gianni Liviano,  fautore dell’iniziativa. Per l’occasione si parlerà anche della legge regionale per Taranto in fase di costruzione.

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Istituto Nautico Taranto (aggiornamenti)

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“La necessità di condividere e valorizzare ipotesi di diversificazione delle prospettive economiche per la nostra città passa sicuramente dalla valorizzazione della risorsa mare promuovendo anche quelle realtà che cercano di tradurre in fatti concreti questa importante risorsa.  Dal mare dobbiamo ripartire per pensare ad uno sviluppo alternativo della città di Taranto. Per questo è utile costruire una filiera formativa coerente con i lavori  legati al mare partendo dalla valorizzazione di quanto già insiste sul territorio”. 
Così Gianni Liviano, consigliere regionale tarantino, nell’ottica di dotare il territorio ionico di un contenitore  che ospiti l'intera filiera nautica e che prenda le mosse  dall’esistente, ovvero dall’indirizzo di Trasporti e Logistica già  da tempo attivo nell’Istituto Archimede di Taranto, per proseguire con l'intera filiera fino ad un Master di I livello sul Disegno nautico .
In tal senso oggi “ho nuovamente incontrato l’assessore regionale alla Pubblica istruzione, Sebastiano Leo, – sottolinea Liviano – con il quale abbiamo concordato la convocazione, a Taranto, di un incontro al quale invitare, oltre alla Regione Puglia e al dirigente scolastico dell’Istituto Archimede, i rappresentanti dell’Ufficio scolastico regionale, il provveditore agli studi di Taranto, Provincia e Comune di Taranto, Marina militare e il Politecnico. Questo – aggiunge il consigliere Liviano – allo scopo di individuare, nell’immediato, una struttura che sia adeguata ad accogliere l'intera filiera  formativa unitamente ai numerosi laboratori (Open Space, laboratorio di simulazione navale, laboratorio  planetario, laboratorio monitoraggio marino, laboratorio impianto pilota di biologia marina,  laboratorio di educazione marinara,  di far lab, di tappezzeria nautica)  per la realizzazione dei quali un’unica rete di soggetti locali, con capofila la scuola Archimede, ha ottenuto un finanziamento di 750mila euro”.

 

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Già da tempo stiamo lavorando per portare a Taranto la sede dell’Istituto Nautico, compatibile e non alternativo agli indirizzi già esistenti per cui non possiamo non apprezzare, seppur tardiva,  l’iniziativa del sindaco Stefàno di coinvolgere il presidente della Provincia, Martino Tamburrano, per portare tale istituzione a Taranto”.

Gianni Liviano, consigliere regionale tarantino, interviene così a poche ore dalla nota stampa diramata da Palazzo di città con la quale il primo cittadino comunica la sua intenzione di chiedere al presidente Tamburrano di attivarsi inoltrando la richiesta alla Regione Puglia.

“Nelle scorse settimane – spiega Liviano – ho incontrato, a Bari, l’assessore regionale al Diritto allo studio, Scuola e Università, Sebastiano Leo, con il quale abbiamo tracciato un percorso possibile per giungere alla stessa conclusione alla quale anche il sindaco Stefàno ambisce. Inoltre – prosegue  Liviano – vorrei ricordare che a Taranto, negli istituti Cabrini e Archimede, già sono attivi dei corsi che potrebbero costituire una valida base di partenza”.

Sempre nell’ottica di incardinare a Taranto l’istituto Nautico, oltre all’assessore Leo, aggiunge Liviano,  “ho incontrato la dott.ssa Anna Cammalleri, dirigente l’Ufficio scolastico regionale, nonchè la dirigente dell’Istituto nautico di Brindisi proprio per cercare di capire quale potrebbe essere il percorso piu’ rapido per raggiungere questa importante meta. Non solo, per incrementare la filiera formativa in questo settore, ho incontrato non piu’ di una settimana fa alcuni docenti del Politecnico di Bari i quali si sono detti pronti a realizzare a Taranto un Master di I livello di design nautico. Questo, perchè, ormai la nostra città è indirizzata verso una nuova economia, che a lungo andare potrebbe rivelarsi competitiva rispetto alla grande industria, basata sull’accoglienza dei mega yacht e delle navi da crociera. Tutti elementi, questi, che ho abbondantemente ripetuto durante i dibattiti della “Tre giorni di fine estate” che si è conclusa giovedì scorso parlando di Mar Piccolo con la dott.ssa Vera Corbelli, commissario straordinario per le bonifiche, e attori locali. Tre giorni – ricorda il consigliere regionale – tutta impostata sul ruolo che il nostro mare può svolgere quale attrattore di nuove economie indispensabili per il rilancio del nostro territorio. Oggi il sindaco Stefàno ha scritto al presidente Tamburrano per chiedere l’istituzione del Nautico a Taranto”.

Ma è però piu’ opportuno che le polemiche, soprattutto se in ballo è la vision di futuro della città di Taranto, lascino il passo al fare “per cui, – conclude Liviano – apprezzo l’iniziativa, seppur tardiva, del sindaco e lo invito a una collaborazione proficua. A cominciare, anche, dall’individuazione in città vecchia, magari palazzo De Bellis opportunamente riportato alla legalità con lo sgombero di chi lo occupa abusivamente, di una sede per l’insediamento della Scuola di alta professionalità in Beni archeologici e paesaggistici dal momento che, anche in questo caso, il Politecnico di Bari è pronto ad investire sulla nostra città”.

'Aside' Post | By on 1 ottobre 2016

#MarePolis – 4^ giornata “mar piccolo cuore di Taranto”

 

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“Occorre innanzitutto chiarire e capire che cosa vogliamo fare del Mar Piccolo”. Senza se e senza ma, Nicola Cardellicchio, dirigente del Cnr di Taranto, va dritto al nocciolo della questione. E lo ha fatto giovedì sera al Nautilus quando, raccolti intorno a un tavolo dal consigliere regionale Gianni Liviano, lo stesso Cardellicchio, Vito Crisanti, direttore della riserva regionale Palude La Vela, Fabio Millarte del Wwf Taranto, lo storico Piero Massafra, Cosimo D’Andria, presidente dei mitilicoltori di Confcommercio, Gaetano Farina, comandante 65esimo Deposito territoriale dell’Aeronautica militare, hanno parlato di Mar Piccolo e delle sue potenzialità e del suo rapporto con la città.

“Mar Piccolo cuore di Taranto”, questo il tema del dibattito inserito nel più ampio programma della “Tre giorni di fine estate” (“MarePolis, Taranto da città sul mare a città di mare”, il filo conduttore) organizzata dall’associazione “Le città che vogliamo” e moderato da Marcello Di Noi, direttore della testata giornalistica online “Corriere di Taranto”.

Una serata che ha avuto come prologo un lungo faccia a faccia con il commissario straordinario per le bonifiche Vera Corbelli. Nel corso dell’intervista, infatti, la dott.ssa Corbelli ha più volte sottolineato come Taranto “possa rappresentare, a tutti i livelli, l’esempio di come un tessuto socio-territoriale, soggetto a elevate pressioni industriali e produttive possa rigenerarsi attraverso un percorso che vede consapevolmente coinvolta la collettività, la comunità scientifica, il sistema industriale e intellettuale”. Parlare di Mar Piccolo come uno specchio d’acqua “è riduttivo”, ha sottolineato la dott.ssa Corbelli, perchè, al contrario, il Mar Piccolo “è il perno intorno al quale gira tutto il sistema Taranto e porre rimedio a una pressione che questo mare ha subito nei secoli non può ridursi a un intervento strutturale tout court, che potrebbe essere fatto in altri contesti simili, ma significa avere un approccio diverso, che va ad analizzare e studiare i singoli sistemi e quindi dia una risposta diversificata per i singoli sistemi che, però, è in linea con gli scenari, che abbiamo costruito, di strategia di sviluppo”.

Già, ma poi cosa si vuol fare del Mar Piccolo? A chiederselo sono in molti come, appunto, ha fatto il dott. Cardellicchio.

“Quello che Taranto non è riuscita a fare in questi ultimi anni – ha ribadito il dirigente del Cnr – è un progetto integrato di sviluppo che non avrebbe dovuto riguardare solo il Mar Piccolo ma, anche, tutto il territorio”. Sì, perchè, ha sostenuto il dott. Cardellicchio, non si può fare un progetto sul Mar Piccolo “senza ripensare al sistema industriale. Dobbiamo lavorare nell’ottica delle sostenibilità ambientali con una intersezione tra esigenze di tipo ambientale, di sviluppo, economiche e occupazionali. Per questo è necessario uno studio integrato,dobbiamo ripensare se la grande industria deve restare sul territorio e che tipo di industria deve restare. Il Comune di Taranto – ha proseguito Cardellicchio – aveva una grossa opportunità con i progetti di Area Vasta e il progetto Mar Piccolo era uno dei pochi che poteva rilanciarlo, non solo in termini protezionisti ma anche in termini economici perchè qualsiasi progetto deve avere un aggancio con le rilevanze socio-economiche del territorio. Altrimenti non avrebbe significato bonificare il Mar Piccolo”.

Un altro problema evidenziato dal dott. Cardellicchio è stato quello di capire che futuro vogliamo dare al Mar Piccolo. Se vogliamo farne un’area portuale per navi da crociera o altro, ripristinare la cantieristica e poi vogliamo anche sostenere la mitilicoltura, bene, allora, questi progetti, crociere e altro, non sono sostenibili”, soprattutto adesso “che nel secondo seno di Mar Piccolo si può fare una mitilicoltura sostenibile e con un prodotto di qualità”.

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Ma i problemi che stanno affrontando gli operatori mitilicoli non sono certamente scomparsi. “La nostra categoria ama lavorare in silenzio e non fare rumore. Diamo occupazione ma, poi, vediamo che non siamo supportati dalle istituzioni nell’affrontare le annose problematiche che riguardano il settore”, ha evidenziato il presidente dei mitilicoltori di Confcommercio, Cosimo D’Andria, che ha poi aggiunto: “la cattiva pubblicità fatta al nostro prodotto quando è esploso il bubbone ambientale ci ha fortemente danneggiato. Eppure le condizioni, oggi, sono cambiate. Per la prima volta in Mar Piccolo è ricomparsa la pinna nobilis, è aumentata la flora marina, sono proliferati gli insediamenti di cavallucci marini. Sono, però, convinto – ha concluso D’Andria – che se mitilicoltori, Cnr e Università camminano a braccetto riusciremo a superare le attuali difficoltà”.

Di mappa di comunità ha, invece, parlato Fabio Millarte del Wwf Taranto. “A partire dal 9 ottobre – ha spiegato Millarte – partiranno 4 workshop, esplorazioni e incontri aperti per costruire insieme la Mappa di Comunità dell'Ecomuseo Palude La Vela e Mar Piccolo a Taranto. Abbiamo scelto di fare della costruzione della Mappa di Comunità un momento di formazione e ricerca collettiva. Sarà realizzata – ha aggiunto Millarte – attraverso un percorso di ricerca aperto alla comunità, nel quale individuare luoghi, oggetti, memorie che costituiscono elementi di valore del paesaggio del secondo seno del mar Piccolo. La mappa costituisce una rappresentazione condivisa dei valori ambientali, paesaggistici e culturali, che rappresentano l’identità dell’area. Con l'aiuto di docenti esperti vogliamo cercare risposte a queste domande: da chi è costituita la comunità del Mar Piccolo? Quali sono gli elementi di valore di questo territorio? Come si rappresenta una mappa di comunità? Le attività ha concluso il rappresentante del Wwf – sono realizzate nell'ambito del progetto Eco. Pa. Mar. Ecomuseo Palude La Vela e Mar Piccolo, sostenuto dalla Fondazione Con il Sud tramite il bando Ambiente 2015”.

Altro intervento di recupero effettuato è stato quello del Parco Galeso realizzato da Vito Crisanti, direttore della riserva regionale Palude La Vela, che ha illustrato la tipologia degli interventi “commissionatimi nel ‘94 dall’amministrazione provinciale. Si tratta di un intervento di recupero di 100 ettari di territorio che è stato bonificato dalle montagne di rifiuti che da più di 30 anni si sono accumulati nell’area. Abbiamo restituito alla città un pezzo di territorio paesaggisticamente e naturalisticamente di valore inestimabile”. Ma anche l’Aeronautica militare ha contribuito a preservare l’habitat del Mar Piccolo e il col. Farina ha rilanciato la necessità “di una cabina di regia. Fare con gli altri e rispettare il ruolo degli altri, riconoscerne le competenze. Il momento attuale è epocale: se sbagliamo oggi le scelte – ha concluso – le conseguenze negative ricadranno tutte sui nostri figli”.

QUI A SEGUIRE DOCUMENTAZIONE VIDEO

20150609patto1"Sono qui per ascoltare e, magari, poi per parlare", fa Gianni Liviano rivolgendosi al presidente della Camera di Commercio, Luigi Sportelli. Inverte la scaletta dei lavori, il neoconsigliere regionale eletto nella lista Emiliano sindaco di Puglia. Inverte la scaletta perché all'incontro convocato dal presidente Sportelli, presenti i componenti la giunta camerale, parlare, come hanno fatto gli altri colleghi neoeletti presenti (Mazzarano, Pentassuglia, Turco, Franzoso, Perrini, Galante e Morgan con Borracino unico assente), di fatti ed episodi triti e ritriti non ha più senso. "È il momento – ha ribadito successivamente Liviano – di cominciare a parlare di progetti e di prospettive serie. Il tempo delle parole è passato e non deve più ritornare".

Parole chiare e inequivocabili al netto della positività dell'incontro. 20150609patto2Ma lo spartiacque "non deve essere l'appartenenza a partiti bensì la progettualità. Ma temo che per quanto sia importante fare squadra è necessario capire i contenuti, quali sono le idee e cosa riteniamo più utile. Dobbiamo fare squadra sulle cose concrete. Mi sembra, caro presidente, che se si vuole andare oltre il tavolo andrebbe aperto ad esperienze diverse come i sindaci, le associazioni datoriali non rappresentate nella giunta camerale".

Ma quello che più preme a Liviano è capire "come si intende dare seguito a questo tavolo" e, soprattutto,  "di allargare il tavolo ad altre componenti".

E Sportelli ha subito replicato lodando il lavoro svolto da Liviano durante la campagna elettorale  e ha ribadito che l'incontro di oggi (ieri per chi legge, ndc) "vuole raggiungere lo scopo di ascolto e di proposta" e che, comunque, la richiesta di allargare il tavolo ad altre componenti "é legittima purché non sia inteso come il chiedere qualcosa in cambio". 

'Aside' Post | By on 9 giugno 2015

17.5.2014 Conferenza Stampa – Mantenere Autorità Portuale Taranto

Conferenza Stampa su

Autorità Portuale Taranto

Il 17 Maggio  i consiglieri comunali di TARANTO
Gianni Liviano e Dante Capriulo (del Gruppo Consiliare fa parte anche il Cons. Francesco Venere)

hanno annunciato alla Stampa ed al pubblico presente una iniziativa di coinvolgimento dell’intero consiglio comunale sulla richiesta di sostenere le ragioni che Taranto conservi la sua AUTORITA’ PORTUALE.

La mozione tende a sollecitare il Consiglio e l’amministrazione della città affinchè unanimemente si proceda a rappresentare con  tempestiva  e puntuale determinazione , alle Istituzioni competenti , le ragioni per le quali è necessario che l’Autorità portuale tarantina non debba essere coordinata da altro ente dislocato a distanza dalla realtà  operativa geografica e che continui a  svolgere autonomamente il ruolo importante che sino ad oggi svolge, per il territorio sul quale insiste, per lo Stato italiano  e per
l’Europa.

Gianni Liviano –      Dante Capriulo    –  Francesco Venere.

Servizio del 17 Maggio di Studio100 TV

Corriere-di-Taranto con Video Interviste

Cronache-Tarantine con Video Interviste

Agorà-Magazine

Foto di Vincenzo Carotenuto