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RESOCONTO – 20 mesi in regione

 

Venti mesi di attività in Regione raccontati attraverso gli articoli di stampa. Così, venerdì sera, Gianni Liviano ha scelto di dare conto, ad elettori e simpatizzanti, di quanto fatto fino ad oggi come consigliere regionale per la città di Taranto.
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E la gente ha risposto, affollando la saletta dell’associazione “Le città che vogliamo”, di cui Liviano è presidente onorario.

“Alle  scorse elezioni regionali – ha esordito Liviano – molti tra voi mi hanno votato. È trascorso ormai un anno e otto mesi da quelle elezioni – ha aggiunto il consigliere regionale – e avverto il desiderio, che è anche il bisogno, di darvi conto di quello che ho provato a fare in questo tempo. E ho deciso di farlo attraverso una raccolta  degli articoli che in questo periodo, nel bene o nel male, hanno parlato di me, delle scelte fatte, delle cose realizzate o avviate, dei successi ottenuti, che hanno portato grande gioia”.

Duecento articoli circa, risultato di una scrematura piu’ ampia, fatta da quasi mille ritagli stampa e da lanci dell’agenzia regionale, per raccontare di un’esperienza nata con l’elezione, il 2 giugno del 2015, in consiglio regionale, proseguita con l’incarico alla guida dell’assessorato all’Industria culturale e turistica (esperienza, purtroppo, breve ma ricca di risultati positivi per il territorio ionico) fino al ruolo di consigliere regionale di maggioranza con il gruppo Emiliano sindaco di Puglia culminato, per il momento, con l’incarico di coordinatore, assegnatogli con delibera di Giunta,  del tavolo tecnico per la legge regionale speciale per Taranto.

Dall’esposizione degli Ori  di Taranto a Expo 2015 alla valorizzazione della rete degli ipogei pensando alla “Taranto sotterranea”; dalla legge sulla produzione e commercializzazione della canapa industriale passando attraverso una lunga serie di interrogazioni e mozioni con le quali sono stati accesi i riflettori sui problemi della città come la necessità di procedere alle assunzioni all’Arpa per permettere alla sede di Taranto di affrontare al meglio le problematiche ambientali, giusto per citare l’ultima in ordine di tempo: questo il racconto di un’avventura “che mi ha visto impegnato, senza lesinare sforzi, nel costruire bellezza e felicità, che è poi stato il leit motiv della mia campagna elettorale, per una comunità troppo ripiegata su se stessa e pronta a consegnarsi ad una deriva disfattista, ostaggio dell’antinomia occupazione contro salute”.

Ecco da cosa è nato il progetto, “largamente condiviso dal presidente della Regione, Michele Emiliano, e dalla giunta”, di costruire una legge speciale per Taranto: “il destino delle One Company Town – ha spiegato Liviano – appare segnato quasi sempre da grandi investimenti industriali, dalla generazione di ricchezza distribuita ma anche dalla distruzione di risorse identitarie e fattori competitivi originali, dall’accelerazione dell’attrattività urbana anche oltre i confini territoriali, all’abbandono urbano e al degrado dei processi di de-industralizzazione legati alla fase discendente del ciclo di vita degli investimenti di grandi industrie. Dalla incorporazione di nuove competenze  professionali alla dissipazione di profili professionali tradizionali e alla perdita della spinta innovativa del tessuto economico e sociale. Dall’innalzamento repentino del tenore di vita di una comunità al progressivo lacerarsi della sua coesione sociale nei tempi della crisi. E Taranto non sfugge a questo destino e, se può dirsi, lo accentua nei suoi fenomeni più dirimenti”.

L’articolato della legge è ormai pronto, “grazie anche alla collaborazione dell’Ufficio legislativo della Regione Puglia nelle persone del dott. Corvasce e Ricapito”, insieme alla relazione di accompagnamento che detta le linee guida per il costruendo piano strategico. La legge attende soltanto di sbarcare in Giunta per la sua approvazione, “cosa che dovrebbe avvenire a breve in quanto sta per essere calendarizzata”.

Non solo legge speciale per Taranto. Perchè Liviano ha al suo attivo la presentazione della proposta di legge per la produzione e commercializzazione della canapa industriale, il cui testo è all’esame delle commissione competente per poi passare al vaglio del Consiglio regionale per la definitiva approvazione; la valorizzazione della rete degli ipogei che vede la Regione Puglia coinvolta in prima persona; le mozioni, votate all’unanimità dal Consiglio regionale, per il mantenimento della sede della Soprintendenza a Taranto, una, e per l’inserimento dell’area ionica nel percorso della via Francigena, l’altra. Senza dimenticare i gravi problemi ambientali e sanitari che affliggono Taranto con gli interventi fatti nei confronti del Consiglio e della Giunta perchè il reparto di Radioterapia dell’ospedale “Moscati” venga dotato di nuovi acceleratori lineari “in modo da poter offrire risposte adeguate, e senza allungamento dei tempi di cura, alle sempre piu’ crescente domanda di cure”. Iniziativa culminata nel reperimento dei fondi necessari per l’acquisto do una nuova macchina. E poi la presa di posizione perchè l’aeroporto “Arlotta” venga aperto anche ai voli civili e tanto altro ancora.

E, poi, l’esperienza agro-dolce dell’assessorato all’Industria culturale e turistica. Esperienza “che mi ha segnato molto (il riferimento è al ritiro della delega dopo appena due mesi per una vicenda risultata, poi, infondata, legata all’organizzazione degli Stati generali del turismo e della cultura, ndr.) ma che, al tempo stesso, mi ha insegnato tanto”.

Due mesi contrassegnati dall’importante successo dell’iniziativa, fortemente voluta da Liviano,che ha visto la presenza di alcuni pezzi della collezione degli Ori di Taranto, attualmente in esposizione al MarTa, nel padiglione della Regione Puglia all’interno di Expo 2015, a Milano. “In quella occasione – ha spiegato il consigliere regionale – abbiamo provato ad accendere emozioni per Taranto, a spingere i visitatori a venire a Taranto per ammirare il resto della collezione. L’obiettivo era quello di fare marketing territoriale e gli Ori di Taranto sono dei beni potenzialmente attraenti”. In sedicimila, poi, hanno ammirato i pezzi in esposizione, sedicimila persone in cinque giorni di permanenza degli Ori a Milano.

Tra le soddisfazioni, poi, quella di aver contribuito, sempre da assessore, al salvataggio dell’Istituto musicale Paisiello, per il quale si agitava sempre piu’ incombente lo spettro della chiusura, e il recupero dei fondi europei per la ristrutturazione del cinema Fusco.

Un anno e otto mesi di adrenalina pura. Ma la storia non finisce qui.

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20151115qdtmargiottaRESOCONTO SERATA

“A volte ho la sensazione di essere terzo rispetto a delle dinamiche, quasi una sorta di extraterrestre in mondi che non ti appartengono ma che lasciare non è opportuno perché se li lasci apri la porta a spazi per costruire bene comune a persone che potrebbero costruirlo ma che potrebbero anche non esserne interessati. Allora, anche rispetto a momenti di sofferenza, che, ultimamente, ho dovuto vivere sulla mia pelle, e di difficoltà a prevalere deve essere il senso di responsabilità. E il senso di responsabilità ti porta a raggiungere la consapevolezza di essere strumento e cacciatore di bene comune anche quando ti sembra di utilizzare strumenti ingiusti. Ma la passione, lo sforzo di essere innamorati, il desiderio di essere costruttori, la scelta privilegiata degli ultimi e dei più poveri devono essere la spinta per continuare a insistere, a non mollare“.

Gianni Liviano non molla, mette alle spalle la dolorosa vicenda che lo ha visto privato della delega assessorile e messo alla gogna da una campagna mediatica senza uguali, e rilancia la sua attività di consigliere regionale. E l’annuncio lo dà in una umida serata barese, nell’aula magna dell’Università di Bari dove ha appena ritirato il premio “Franco Margiotta” assegnatogli per l’impegno politico dalla famiglia dell’illustre chirurgo martinese e dalla fondazione “Nuove proposte” dell’avvocato Elio Greco. Con Liviano, ad essere premiati, sono stati anche Giuseppe Loverro, direttore 2^ U.O.C. di Ginecologia e Ostetricia del Policlinico di Bari, per la chirurgia, e il giornalista Carlo Stragapede per l’impegno culturale.

“Senza indossare bandiere ma ragionando sul terreno del confronto e della condivisione – ha poi detto il consigliere regionale Gianni Liviano – si possono costruire basi solide sulle quali impostare politiche di sviluppo e costruire il bene comune. Ma è necessario – ha poi concluso – sdoganarsi dal leaderismo e dalle corti plaudenti”.

A riprova del rinnovato impegno c’è l’iniziativa alla quale Liviano prenderà parte. Quella organizzata per mercoledì 18 novembre, da “La città che vogliamo quando, alle 18.30 nella nuova sede di via Fiume 12, Liviano insieme a Paolo Verri, direttore di Matera 2019, e a Vera Corbelli, commissario per le bonifiche, si confronterà sul Manifesto per Taranto, documento che è la sintesi delle tesi, delle proposte e dei dibattiti emersi nel corso della “Tre giorni di fine estate” organizzata gli scorsi 16, 17 e 18 settembre dall’associazione. Un manifesto che prende spunto dalle “parole di Taranto”, scaturite dalle parole chiave a partire da quel “bellezza e felicità” declinato nel corso delle tre serate da ospiti illustri quali Luciano Violante, Valentino Castellani, ex sindaco di Torino, Massimo Bray, ex ministro della Cultura e direttore dell’enciclopedia Treccani, lo stesso Paolo Verri, il direttore del Museo archeologico di Taranto, Eva Degl'Innocenti, il magnifico rettore dell’Università di Bari, Antonio Felice Uricchio, e tanti altri.

(Pier Paolo D'Auria)
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PRESENTAZIONE PREMIO
Sarà consegnato a Gianni Liviano, consigliere regionale e comunale del Comune di Taranto, il premio “Franco Margiotta” per l’impegno politico.

La cerimonia di consegna si terrà lunedì 16, alle ore 17.30, nell’aula magna dell’Ateneo dell’Università degli studi di Bari. Il premio, ideato dalla fondazione “Nuove proposte” di Martina Franca e dalla famiglia Margiotta, oltre che al consigliere regionale Gianni Liviano sarà consegnato anche  a Giuseppe Loverro, direttore 2^ U.O.C. di Ginecologia e Ostetricia del Policlinico di Bari, per la chirurgia, e al giornalista Carlo Stragapede per l’impegno culturale.

“Il ricoscimento attribuitomi dalla fondazione Nuove proposte e dalla famiglia Margiotta non può che farmi piacere”, commenta il consigliere regionale Gianni Liviano. “Il premio al mio impegno politico mi gratifica enormemente e mi ripaga, seppure parzialmente, delle recenti amarezze provate nell’esercizio del mio ruolo politico. Questo premio – conclude Liviano – è uno sprone a intensificare gli sforzi per tentare di costruire un futuro fatto di occasioni produttive, di nuova occupazione, di vita sociale dignitosa per una realtà come quella tarantina alle prese con mille difficoltà di ogni tipo”.

Franco Margiotta, il noto chirurgo originario di Cava dei Tirreni ma martinese a tutti gli effetti avendo trascorsa la sua infanzia e adolescenza nella città della Valle d’Itria, visse e operò a Locorotondo, Molfetta e Bari, recentemente scomparso, è stato ricordato per il suo impegno di medico chirurgo su iniziativa della Fondazione Nuove Proposte, della quale fu, agli inizi degli anni 70 cofondatore e sino alla sua scomparsa grande sostenitore.

Ha ottenuto diversi riconoscimenti lavorando per 12 anni nella casa di cura di Martina e svolgendo l'attività di primario negli ospedali di Locorotondo, Molfetta ed infine nelle Case di Cura Riunite di Bari. Nella sua Martina ha ricevuto l'onore di essere eletto tra i 15 uomini che hanno portato lustro e riconoscimenti alla città in campo nazionale ed internazionale: i Patriae Decus. Tra i suoi meriti c’è stato quello di aver creato un gemellaggio tra l'ospedale di Molfetta e quello di Dubrovnik che ha consentito uno scambio di esperienze tra i chirurghi delle due rive opposte del mar Adriatico.
La Fondazione, che, come noto, promuove da anni studi, convegni e premi nel nome e nel segno di grandi medici pugliesi del passato e in onore di grandi medici del presente, ha istituito il Premio Franco Margiotta per la chirurgia, assegnandone la prima edizione a Francesco Schittulli, noto senologo-chirurgo oncologo, per l’opera meritoria di studi e di interventi chirurgici per patologia mammaria. A quella edizione ne hanno fatto seguito altre tre.
(Pier Paolo D'Auria)

'Gallery' Post | By on 18 novembre 2015

21.5.2014 Interrogazione su Gestione Centro Riabilitativo “Chicco di Grano”

Quotidiano di Taranto del 22 maggio 2014

Interrogazione presentata il 21 Maggio 2014
Al Sindaco
All’ Assessore ai servizi sociali
Oggetto: interrogazione centro diurno socio educativo e riabilitativo denominato “chicco di grano”
Premesso
– Che in data 20/06/2011 con nota acquisita al prot. 96438 la cooperativa sociale “Pam Service” di Taranto chiedeva l’autorizzazione per l’apertura e il funzionamento della struttura educativa denominato “chicco di grano 3” ubicata in viale Jonio 441 San Vito – Taranto, per l’accoglienza di n. 10 minori + 2 posti per le emergenze di età compresa tra 3 e 18 anni;
– Che in data 28/09/2011 veniva effettuato apposito sopralluogo in seguito del quale la commissione di controllo esprimeva verbale di rilascio dell’autorizzazione per l’apertura ed il funzionamento della struttura educativa “chicco di grano 3” (in possesso dei requisiti strutturali di cui all’art. 48 del regolam. Reg.le n. 4/2007 e s.m.i);