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Regione Puglia – abbandono l’aula per protesta : “Taranto non ha risposte”

“La continua assenza di risposte alle mie interrogazioni e mozioni (soprattutto quella sull’inserimento di Taranto nel percorso delle vie Francigene) non mi mette nelle condizioni di poter svolgere al meglio il mio mandato di consigliere regionale. Per questo motivo oggi abbandono i lavori del Consiglio regionale dal momento che non ritengo garantito il mio ruolo”.

Breve ma circostanziato, così Gianni Liviano, consigliere regionale del gruppo Misto, nel suo intervento in Aula, in avvio dei lavori del Consiglio regionale. Un intervento che dà seguito a quanto annunciato nei giorni scorsi dal consigliere regionale tarantino non più disposto a tollerare l’attuale situazione in seno al consiglio regionale e a concedere sconti. E sì che l’elenco di interrogazioni ancora in attesa di risposte è lungo.

Si parte, infatti, dal 4 agosto 2016 con l’interrogazione riguardante lo scorrimento della graduatoria del concorso per dirigente amministrativo Asl per arrivare a quella del 6 novembre 2017 circa l'impianto fognante a servizio  degli abitanti di Lama-San Vito-Carelli per non parlare di quella datata 25 gennaio 2018 circa il mancato inserimento di Taranto all'interno del protocollo d'intesa con l'Associazione europea delle vie Francigene che faceva seguito alla mozione presentata il 2 agosto 2016 poi approvata all'unanimità il successivo 25 ottobre. “E nonostante l’approvazione – ha sottolineato Liviano nel suo intervento – la Regione non ha inserito Taranto all'interno del cammino delle vie Francigene tanto che in data 9 marzo 2017 e, poi, il 25 gennaio di quest’anno, ho richiesto via email all'assessore Capone le ragioni di questa scelta senza ricevere risposta alcuna.”.

Situazione, questa, che ha portato il consigliere Liviano a diffidare simbolicamente, lo scorso 7 marzo, il presidente del consiglio regionale, Mario Loizzo, e il presidente della Giunta, Michele Emiliano, per le rispettive competenze, a ricevere le risposte richieste.

Dulcis in fundo la richiesta, anche questa rimasta inevasa, fatta che il 13 marzo scorso, di accesso agli atti circa l'ampliamento del terzo lotto della discarica La Torre Capranica, in agro di Grottaglie, e la probabile acquisizione da parte della Regione della discarica Vergina, isola amministrativa di Taranto. “Anche in questo caso – ribadisce Liviano – non ho ricevuto alcuna risposta”.

Addio definitivo alla maggioranza? “Il prossimo 4 aprile c’è il vertice di maggioranza convocato dal presidente Emiliano”, spiega Liviano. “Sarà l’occasione – conclude il consigliere regionale tarantino – per valutare e capire se davvero il presidente Emiliano Intende rilanciare l’azione di governo attraverso un cronoprogramma condiviso, e che coinvolga tutti, per puntare davvero ad un’azione di rilancio della Puglia e, per quanto mi riguarda, di Taranto e della sua provincia. Se così non dovesse essere, trarrò le conclusioni del caso”.

 

Dichiarazione del consigliere regionale Gianni Liviano su assunzioni all'Arpa di Taranto. 

 

 

Fa piacere apprendere che oggi a Bari il presidente della Regione, Michele Emiliano, l'assessore alla Qualità della vita, Filippo Caracciolo, e il direttore del dipartimento Barbara Valenzano abbiano tenuto una conferenza stampa annunciando, secondo quanto previsto dal piano Taranto, assunzioni all'Arpa di Taranto. Lo apprendiamo con piacere perche' l'intera vjcenda si è sbloccata grazie ad una mia mozione presentata in Consiglio regionale e approvata all'unanimità nonché ad una successiva lettera scritta al presidente Emiliano in cui gli chiedevo di dare attuazione alla mozione perché l'immobilismo “avrebbe poturo portare, come conseguenza, l’irrimediabile perdita dei fondi, 2,5 milioni di euro, da dedicare alle assunzioni per il 2016, e con nessun sintomo di un possibile cambiamento di indirizzo  per l’anno 2017”.  Non solo, accortomi che una precedente delibera di giunta aveva individuato profili professionali non consoni alle necessità di Arpa Puglia ho messo in contatto il presidente Emiliano con la dirigente di Arpa Taranto, dott.ssa Maria Spartera, perché si ponesse rimedio in quanto le figure tecniche necessarie ad Arpa Taranto riguardano  chimici e biologi, tecnici della prevenzione preposti all’attività di campionamento, impiantisti e componente ingegneristica. Per non parlare del lavoro fatto a monte con il direttore di Arpa Puglia, dott. Bruno  e con le sigle sindacali. Dispiace invece molto che nè il presidente Emiliano, né  altri (eccezion fatta per il direttore dell'Arpa regionale)  abbiano avuto la sensibilità di informarmi preventivamente della conferenza stampa odierna. Ci siamo abituati ormai, con tristezza, allo stile dell'uomo solo al comando. Ci sono quelli che lavorano e quelli che si prendono i  meriti e fanno le conferenze stampa. Non fa niente: non siamo persone da passerella.  Continuiamo a lavorare in silenzio provando a portare, finché ce lo consentiranno,   risultati alla nostra comunità.

ALLEGATA DOCUMENTAZIONE

MOZIONE 23 FEBBRAIO 2017

LETTERA AL PRESIDENTE EMILIANO 31 OTTOBRE 2017

ARTICOLO DEL QuotidianoDiTaranto del 1 Novembre 2017

'Aside' Post | By on 23 dicembre 2017

Cinquecentomila euro per accelerare il processo di elaborazione del Piano strategico “Taranto Futuro Prossimo”, sostenere il processo di costituzione del “Polo Formativo di eccellenza per la Blue Economy , la nautica e la marineria a Taranto” nonché l’avvio del programma di primi interventi da realizzare sul territorio di Taranto. È quanto previsto dall’articolo 24, ispirato dall’azione del consigliere regionale tarantino Gianni Liviano, della legge di bilancio la cui azione ha portato anche alla presentazione di tre emendamenti, entrambi approvati a maggioranza, di  cinquecentomila euro a favore dei conservatori di musica e degli istituti musicali pareggiati, di  trecentomila euro per effettuare la cartografia e la mappatura storico e logistica degli ipogei presenti nel territorio pugliese e individuarne, qualora necessario, la proprietà, altri cinquecentomila euro per il Sud, il Fondo unico spettacoli.

Tutti provvedimenti presentati al bilancio di previsione 2018 dal consigliere regionale tarantino Gianni Liviano (quello sui conservatori insieme ai colleghi consiglieri Mario Pendinelli e Francesco Paolo Campo) approvati a tarda notte dalla I commissione consiliare Bilancio, che vanno nella direzione dello sviluppo sostenibile e che, adesso, passano al vaglio del consiglio regionale che si riunirà i prossimi 21 e 22 dicembre per l'approvazione definitiva del previsionale 2018 e del pluriennale 2018/2020.

“Con l’articolo che punta a sostenere la filiera formativa della nautica di eccellenza – spiega Liviano – vogliamo far sì che Taranto da città sul mare diventi una città di mare. Questo stanziamento, se confermato dal voto finale dell’Aula, permetterà di individuare il contenitore destinato ad accogliere la filiera formativa, e a realizzare gli eventuali interventi di ristrutturazione dell’immobile, all’interno del quale sistemare i  numerosi laboratori (Open Space, laboratorio di simulazione navale, laboratorio  planetario, laboratorio monitoraggio marino, laboratorio impianto pilota di biologia marina,  laboratorio di educazione marinara,  di far lab, di tappezzeria nautica), per la realizzazione dei quali un’unica rete di soggetti locali, con capofila la scuola Archimede, ha ottenuto un finanziamento di 750mila euro. Il progetto di filiera nautica, prevista del resto anche dalla legge regionale speciale per Taranto – aggiunge Liviano – prende le mosse  dall’esistente, ovvero dall’indirizzo di Trasporti e Logistica, già  da tempo attivo nell’Istituto Archimede di Taranto, fino ad un Master di I livello sul Disegno nautico a cura del Politecnico di Bari nonché all’insediamento del corso di Scienze del mare da parte dell’Università degli studi di Bari. In quest’ottica – ricorda il consigliere regionale – negli incontri susseguitisi nei mesi scorsi è stato anche sottoscritto un protocollo d’intesa. Gli unici ostacoli alla realizzazione del progetto erano la mancanza di un contenitore e, soprattutto, l’assenza di una dotazione finanziaria per la messa a norma dell’immobile che sarà destinato ad ospitare l’intera filiera della nautica”.

Di rilevanza anche l’emendamento che va a rafforzare, con i 300mila euro stanziati, il progetto di mappatura e cartografia degli ipogei e delle caverne presenti sul territorio pugliese.

“La Puglia, ed in particolare alcuni suoi territori, con Taranto sopra tutti, – aggiunge ancora Liviano – è caratterizzata dalla presenza di numerose strutture ipogeiche che ormai da diversi anni stanno rappresentando una meta irrinunciabile per i nuovi flussi di turismo culturale nonché per gli appassionati di archeologia. Un immenso patrimonio, storico e culturale che costituisce, per la sua varietà e le molteplici funzioni che nel corso dei secoli e millenni si sono stratificate, una unicità che deve spingere sempre più a porre in essere tutte le misure necessarie per la sua piena conoscenza, valorizzazione, fruizione e salvaguardia”.

Infine, ma non meno importante, l’emendamento che dà sostegno, con lo stanziamento di 600mila euro (200mila euro per ogni anno del triennio 2018/2020), ai conservatori musicali e agli istituti musicali pareggiati. “Un emendamento che, per quanto mi riguarda, ho sottoscritto avendo ben presente la situazione in cui attualmente versa l’istituto musicale Paisiello in attesa della tanto sospirata statalizzazione,  che però sembra in dirittura d’arrivo, e alle prese con l’incubo della mobilità per il personale docente”.

Adesso la palla passa all’Aula del Consiglio regionale, chiamato a riunirsi, come già detto, i prossimi 21 e 22 dicembre, per l’approvazione definitiva del documento contabile e, di conseguenza, delle tre importanti dotazioni finanziarie che riguardano il territorio ionico.

'Aside' Post | By on 19 dicembre 2017

1/12 Relazione su ILVA in Consiglio Regionale

qui intervento video

– Il 5/6/2017 il Ministro Calenda ha FIRMATO  il decreto che autorizza i Commissari Straordinari del Gruppo Ilva in Amministrazione Controllata a procedere all'aggiudicazione dell'azienda al gruppo acquirente AMIVESTCO ITALY srl (aventi soci Arcelor MITTAL e il gruppo Marcegaglia che nel recente passato già aveva investito a Taranto rinunciando poi di fatto alal sua attività imprend.le e lasciando a casa da ormai 4 anni numerosi dipendenti che detto per inciso continuano ancora per poco a vivere grazie agli ammortizzatori sociali);
Oltre alla proposta del  gruppo acquirente c'era stata un'ALTRA propsota dia cquisto del gruppo denominato ACCIAIITALIA (capitanato dall'imprenditore indiano JINDAL e di cui facevano parte anche CASSA DEPOSITI E PRESTITI, ARVED e altri).
i CRITERI di aggiudicazione erano: l'offerta del PREZZO DI ACQUISTO (che aveva una valenda del 50% per la individuazione della proposta vincente) e poi anche il PIANO IND.LE, il PIANO OCCUPAZIONALE e il PIANO AMBIENTALE (che pero' avevaNO UNA VALENZA DECISAMENTE INFERIORE NEI CRITERI DI VALUTAZIONE DEL GOVERNO);

– IL 29/09/2017 è STATO EMANATO con DPCM il PIANO AMBIENTALE relativo allo stabilimento ILVA  che è stato considerato da ARPA PUGLIA, dalle ASSOCIAZIONI AMBIENTALISTE e dagli ENTI LOCALI INCOMPATIBILE con la SALUTE DEI CITTADINI;

– IL 6/10/2017 con una LETTERA inviata ai SINDACATI il gruppo AMINVESTCO ha informato:

1) DI VOLER OCCUPARE 10.000 DIPENDENTI (di cui 7.600 a TARANTO)  a fronte dei 14.000 attuali creando cosi' di fatto un ESUBERO di circa 4.000 dipendenti di cui  3.300 dipendenti a TARANTO
2) DI VOLER ASSUMERE EX NOVO questi 10.000 dipendenti (ESCLUDENDO LA CONTINUITÀ' DEL RAPPORTO DI LAVORO INTRATTENUTO DAI DIPENDENTI IN RELAZIONE AL TRATTAMENTO ECONOMICO E ALL'ANZIANITÀ' ed ESCLUDENDO ALTRESI' IL GODIMENTO DEI DIRITTI SCATURENTI DALL'ART. 18);

–  I 4000 LAVORATORI IN ESUBERO (secondo le INDICAZIONI DEL GOVERNO) sarebbero destinati a RESTARE IN CARICO dell'AMMINISTRAZIONE STRAORDINARIA DELL'ILVA ai fini di EFFETTUARE LE BONIFICHE ALL'INTERNO DELL'ILVA STESSA.

– SUCCESSIVAMENTE IL GRUPPO ACQUIRENTE HA DICHIARATO DI ACCETTARE I LIVELLI RETRIBUTIVI E L'ANZIANITÀ' DEI LAVORATORI ASSUNTI;

– IL 16/11/2017 IL GOVERNO HA ISTITUITO UN TAVOLO SPECIFICO PER  L'ILVA DI TARANTO CON I RAPPRESENTANTI DEL COMUNE E DELLA REGIONE;

– IL 28/11 LA REGIONE PUGLIA E IL COMUNE DI TARANTO HANNO PRESENTATO UN RICORSO AL TAR DI LECCE AVVERSO IL PIANO AMBIENTALE;

– IL 29/1 IL MINISTRO HA DICHIARATO CHE SE IL TAR DI LECCE ACCOGLIE IL RICORSO, L'AMMINISTRAZIONE STRAORDINARIA PROCEDERÀ' ALLO SPEGNIMENTO DELL'ILVA.

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Questa è la STORIA recentissima della vicenda di un'impresa l'ILVA che da sola genera OLTRE il 75% del PIL della città di TARANTO e la quasi totalità del TRAFFICO MERCI i ENTRATA E IN USCITA dal PORTO DI TARANTO.

Questa è la STORIA recentissima di un'AZIENDA che dà LAVORO e che dà MORTE, che da PANE e che da SOFFERENZE E MALATTIE

CHE IMPEDISCE  AI BAMBINI residenti in un quartiere i TAMBURI di andare a SCUOLA nei GIORNI DI WIND DAYS anche quando per ironia della sorte quei giorni coincidono con le GIORNATE A TUTELA DELL'INFANZIA.

Questa è la STORIA RECENTISSIMA di un'AZIENDA a cui la città di TARANTO è LEGATA ad oggi ancora ad un DOPPIO FILO DI APPARTENENZA.
E siccome il FUTURO dell'AZIENDA  ORA è LEGATO AD UNA DECISIONE DEL TAR che ci sarà tra UN MESE, DUE MESI  o tra quanto tempo non sappiamo, anche il FUTURO DI TARANTO in questo momento storico è LEGATO alla decisione di un TRIBUNALE AMMINISTRATIVO.
TARANTO è quindi oggi una città dal DESTINO INCERTO, dal FUTURO CONDIZIONATO DA UNA DECISIONE DEL TAR.

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NON ABBIAMO DUBBI, PRESIDENTE sul fatto che il PIANO AMBIENTALE fosse inadeguato rispetto alle aspettative e che la proposta di JINDAL fosse qualitativamente migliore sotto questo profilo anche perché introduce nel processo produttivo la DECARBONIZZAZIONE che a LEI e che a MOLTI DI  NOi almeno nella progressiva introduzione STA A CUORE

NON ABBIAMO DUBBI sul fatto che il PIANO OCCUPAZIONALE potesse essere ulteriormente MIGLIORABILE.

le SUE valutazioni sul PIANO AMBIENTALE e sul PIANO OCCUPAZIONALE CI SENTIAMO DI CONDIVIDERLE E FARLE NOSTRE.

STIAMO PARLANDO DELLE ASPETTATIVE DI VITA E DI LAVORO DI UNA CITTÀ' CHE PARADOSSALMENTE SEMBRA SEMPRE COSTRETTA A DOVER DECIDERE DI DARE PRIORITÀ' ALL'UNA O ALL'ALTRA OPZIONE quasi fossero ALTERNATIVE, quando invece l'una e l'altra sono l'essenza della VITA di ogni UOMO e di ogni COMUNITÀ'.
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Abbiamo qualche DUBBIO però' in VERITA' sul METODO che LEI HA SCELTO DI SEGUIRE.
STIAMO PARLANDO DEL RUOLO DELLA POLITICA: COS'ALTRO E' LA POLITICA SE NON UNA RICERCA DI CONFRONTO PERMANENTE, DI MEDIAZIONE, DI DIALOGO, UNO SFORZO DI RICERCA DI SINTESI TRA MONDI DIVERSI.
E' lecito che la POLITICA DELEGHI di fatto il FUTURO di una COMUNITÀ' alla SENTENZA di un TRIBUNALE AMMINISTRATIVO ?

Io ho PAURA PRESIDENTE che l'EMOTIVITÀ' DELLA CITTÀ', che la PANCIA, gli UMORI talvolta rischino di CONDIZIONARE le ISTITUZIONI e quando le ISTITUZIONI sono condizionate dalla pancia e dagli umori della comunità in verità la storia insegna che non fanno grande strada.

LA POLITICA DELLE ISTITUZIONI deve SALVAGUARDARE A SE STESSA UN RUOLO PEDAGOGICO, EDUCATIVO, NON PUÒ ' LASCIARSI TRASPORTARE.
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E ALLORA SE IL MINISTRO CALENDA SBAGLIA A FARE MINACCE FORSE SBAGLIAMO ANCHE NOI A RINUNCIARE AL DIALOGO E AL CONFRONTO

E' IMBARAZZANTE PRESIDENTE, per me che sono di TARANTO, essere fermato quotidianamente da tante persone (AMICI DELLA QUESTIONE AMBIENTALE E AMICI DELLA QUESTIONE DEL LAVORO, QUELLI CHE SPOSANO PER TUTTA LA VITA LA CHIUSURA e quelli che invece vogliono che resti APERTA) CHE MI CHIEDONO NOTIZIE  e NON SAPERE CHE COSA DIRE, salvo quello che si legge dai GIORNALi e poi sentire dire che la REGIONE HA DECISO quando tu di quelle decisioni NON NE SAI ASSOLUTAMENTE NIENTE.

mi PERMETTO di INVITARLA A CONDIVIDERE MAGGIORMENTE le SCELTE con i CONSIGLIERI DEL TERRITORIO E CON I CAPIGRUPPO e di chiedere al ministro Calenda la sospensione degli effetti del Dpcm per riaprire la trattativa con contestuale disponibilità al ritiro del ricorso.
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ORA AL DI LA DEL METODO LA QUESTIONE E' IL FUTURO, E forse dobbiamo CHIARIRCI  se lo IMMAGINIAMO CON ILVA o SENZA ILVA: TUTTE LE SCELTE SONO LEGITTIME, ma NON AL BUIO, e NON FACENDO LA GUERRA DI FORZA DI TWITTER CON IL GOVERNO NAZIONALE.

GRAZIE

consigliere Gianni Liviano

 

Tavolo ILVA Governo-Enti Locali : TARANTO faccia squadra !

DICHIARAZIONE DI LIVIANO SU INCONTRO GOVERNO-REGIONE-COMUNE SU ILVA

L'Ilva e' un problema del territorio e il territorio non può essere escluso dall'interlocuzione con il Governo. Dispiace che il Ministro Calenda non ritenga utile la presenza al tavolo  della Regione e del Comune di Taranto. Questo e' il momento in cui la nostra comunità' deve fare squadra. Mille sono i distinguo e le differenze che si potrebbero accampare per motivare percorsi da battitori liberi, ma ciascuno di loro, per quanto legittimo, non potrebbe mai giustificare che le istituzioni locali si presentino separate nell interlocuzione con il governo centrale. Chiedo pertanto ai parlamentari locali di interloquire col Governo al fine di accogliere Regione e Comune al tavolo. Chiedo al Presidente della Regione di convocare o  consiglieri del territorio, il sindaco e i parlamentari, indipendentemente dal loro schieramento, al fine di favorire una seria condivisione di scelte da fare.

Almeno una volta Taranto faccia squadra.

“Non capisco tutto questo sbattersi da parte dei parlamentari e delle istituzioni brindisine contro l’iniziativa dell’assessore regionale allo Sviluppo economico, Michele Mazzarano, concretizzatasi con una delibera di giunta che apre alla possibilità che l’aeroporto Arlotta di Grottaglie venga aperto ai voli civili".

Commenta così Gianni Liviano, consigliere regionale tarantino, la levata di scudi contro i voli civili all’aeroporto grottagliese. “L’assessore Mazzarano, è con lui la giunta, non ha fatto altro che prendere atto di una richiesta venuta dal territorio, come sicuramente sarà avvenuto in altri ambiti anche per le altre realtà pugliesi. Del resto, la giunta, così facendo, ha dato seguito anche ad una mozione, che vede in me il primo firmatario (gli altri colleghi che l’hanno firmata sono stati Galante, Morgante, Pentassuglia, Turco, Vizzini, Zinni e lo stesso Mazzarano non ancora assessore) votata e approvata dall’aula del consiglio regionale".

La Puglia, fa presente Liviano, dispone di quattro aeroporti civili localizzati nei Comuni di Foggia, Bari, Brindisi e Grottaglie;  l’aeroporto di Grottaglie, sebbene completamente fruibile e funzionante per i voli passeggeri, “è allo stato attuale – sottolinea il consigliere tarantino – destinato ad uso esclusivamente cargo a supporto dello sviluppo industriale del territorio; la pista dell’aeroporto di Grottaglie di 3.200 metri è tra le più lunghe d’Italia; il sistema aeroportuale pugliese ha movimentato nel 2013 quasi 5.400.000 passeggeri offrendo mediamente 385 collegamenti di linea a settimana a partire dagli aeroporti di Bari e Brindisi di cui 85 internazionali e 300 nazionali oltre a numerosi collegamenti charter stagionali; una parte consistente di questi passeggeri proviene dalla provincia di Taranto e da zone limitrofe.
Detto questo – prosegue Liviano – l’aeroporto di Grottaglie non può essere solo un aeroporto industriale ma deve essere abilitato a svolgere tutte le funzioni per cui è stato creato. Per cui – conclude Liviano – continuerò a sostenere le battaglie dei comitato pro aeroporto e gli sforzi del governo regionale compiuti nella direzione dell’apertura ai voli civili. Situazione, questa, che rafforzerebbe ancora di più la legge speciale per Taranto e l’istituzione nell’area ionica della zona economica speciale”.

 

'Aside' Post | By on 27 ottobre 2017

   presentazione "3 giorni di fine estate"  

 

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Si scrive Zes, si legge zona economica speciale. È la nuova frontiera per chi vuole attrarre investitori allettati da interessanti agevolazioni fiscali. E di Zes ultimamente se ne sta facendo un gran parlare perché l’italia ha finalmente deciso di adottarle e di farlo in grande stile, prevedendone due per regioni.

Taranto, città alle prese con il tentativo di scrollarsi indosso l’etichetta di one company town, caratterizzata dalla monocultura industriali, è stata inserita tra le destinatarie di Zes. Ma occorre fare un fretta se non si vuole perdere, a detta di tutti, un’opportunità importante, per non dire vitale.

Per meglio comprendere i  vantaggi e il contributo che le Zes possono portare ai territorio, l'associazione “Le città che vogliamo", è con lei il consigliere regionale Gianni Liviano, hanno organizzato,  nell’ambito della consueta “Tre giorni di fine estate", un incontro sull’importanza di questo strumento al quale sono stati invitati ad intervenire il dott. Juan Torrents, presidente della Federazione mondiale delle Zone franche e delle Zone economiche speciali (Femoza); l’avv. Maurizio D’Amico, segretario generale dell’Advisory Board della Federazione mondiale della Zone franche e delle Zone economiche speciali; l’assessore Acito del comune di Matera; l’on. Ludovico Vico; il prof. Aldo Berlinguer, Ordinario di Diritto comparato all’Università degli studi di Cagliari; il dott. Cosimo Damiano La Torre, presidente dell’Ordine dei commercialisti.

Un dibattito a più voci per parlare di uno strumento che costituisce anche il cuore della costituenda legge regionale speciale per Taranto, un’intuizione del consigliere regionale Liviano,  coordinatore del tavolo tecnico della legge per Taranto, che alla Zes ha cominciato a lavorare, coadiuvato da un gruppo di lavoro, ancor prima che il governo approvasse il decreto “Resto al Sud".

Le Zes, infatti, per la maggiore capacità di catalizzare investimenti diretti esteri grazie alla concessione di agevolazioni fiscali, finanziarie, amministrative ed infrastrutturali, si sono rivelate un efficace strumento di accelerazione economica, rispetto al modello classico di zona franca doganale, risultando più attraenti per la business community. L'introduzione di questi formidabili strumenti di accelerazione economica in Italia, cambierebbe il ruolo del Paese nel Mediterraneo: non più solo «porta dell’Europa» ma fulcro e volàno dell’economia euro-mediterranea.

Argomenti, questi ultimi, trattati dall’avv. Maurizio D’Amico, autore, tra l’altro, di un interessante ebook dal titolo “Le zone economiche speciali una straordinaria opportunità per il rilancio dell’economia in Italia".

Italia chiamata a svolgere un ruolo importante all’interno dell’ambizioso progetto cinese One Belt One Road (la riedizione dell’antica Via della Seta) che prefigura interessanti opportunità di aumento degli interscambi commerciali fra l’Estremo Oriente e l’Italia attraverso il diretto coinvolgimento del suo apparato logistico-portuale nella cosiddetta Via della Seta Marittima, e di conseguenza accresce le aspettative della Penisola circa un concreto rilancio del suo ruolo di Paese centrale (anche non soltanto per ragioni geografiche) nel delicato scacchiere politico-economico del Mediterraneo.

E se il nostro Paese può svolgere un ruolo importante ancor di più può svolgerlo Taranto, naturale porta del Mediterraneo e tappa fondamentale sulla via della seta.

“Con questa iniziativa – ha spiegato il consigliere regionale Gianni Liviano – vogliamo provare ad essere costruttori di futuro, a far reagire la città facendole fare uno scatto verso il futuro. In quest’ottica si inserisce il progetto della legge regionale speciale per Taranto che, al suo interno, prevede la costituzione di una zona economica speciale”. Ma occorre far presto, la Regione deve, entro il mese di ottobre, proporre le candidature di Taranto e di Bari-Brindisi.

Occorre far presto e occorre dipanare subito anche l’amletico dubbio se realizzare una Zes unicellulare  o accettare la proposta di una Zes interregionale con la Basilicata e con Matera in particolare. Un progetto, quest’ultimo, che non incontra i favori di tutti gli attori in campo.

Argomenti discussi nel corso della serata non prima di aver ascoltato l’intervento di Juan Torrents, presidente della Federazione mondiale delle Zone franche e delle Zone economiche speciali (Femoza), il quale ha spiegato come l’Italia può giocare un ruolo importante non solo in ottica Cina ma anche, per esempio,  con l’Iran con uno sguardo alla vicina Africa destinata a svolgere, in un immediato futuro, zona di importanti investimenti. “Ma quello che è veramente importante – ha detto Torrents – è la posizione strategica nonché le infrastrutture. Posso assicurare che il quadro di riferimento delle Zes deve partire dalla città e dalla collaborazione tra gli enti locali. Serve un lavoro sinergico, da questo non si può prescindere”.

Insomma, occorre farsi trovare preparati perché, come dimostrato in quei paesi europei, Polonia in testa, dove le zone economiche speciali stanno funzionando a pieno regime, i benefici si possono toccare con mano.

Sì, ma Taranto? Secondo Torrents, il cuore della Zes deve essere a Taranto ma con situazioni satellitari nei paesi vicini. Questo, ha rimarcato Torrents, contribuirebbe “a creare nuovi posti di lavoro".

Fisco, strutture logistiche, Zes. Ne ha parlato il prof. Berlinguer che è tra quelli che pensa che il fisco non deve essere il primo punto di partenza ma che a anche vero che in Italia la pressione  fiscale è pesante per cui le zone economiche speciali hanno nella loro mission quello di abbattere, attraverso una finanza agevolata, questa pressione. Ma serve anche lo sportello unico doganale e lo sportello unico amministrativo il cui compito deve essere quello di accelerare tutte le procedure in grado di allettare gli investitori. Poi le strutture logistiche con Taranto “che con il suo porto può svolgere un ruolo importantissimo. Ma il tessuto economico locale o si attrezza o muore visto l’attivismo di altre realtà frontaliera. E la Zes deve imprimere un’accelerazione anche su questo versante. Ma le nuove imprese non si attirano se non si curano le ferite ambientali altrimenti non siamo attrattivi. Occorre, però,  essere ingegnosi e attrarre tutte quelle che hanno a che fare con il porto, pensando a start-up che magari si dedicano a risolvere le diseconomie all’interno del porto. Taranto – ha concluso Berlinguer – deve ricondurre questo tema ad un dibattito politico, non pre-elettorale, dove le istituzioni si siedono intorno ad un tavolo e si dicono: cosa possiamo fare insieme, ragionando, magari, nell’ottica della macroregione”.

Passaggi ripresi dal presidente dell’Autorità di sistema portuale dello Jonio, avv. Sergio Prete, il quale ha spiegato come le Zes sono state pensate per ridare slancio e competitività soprattutto ai porti del mezzogiorno d’Italia e ha rimarcato come tutta la prima fase “è di competenza delle istituzioni, in prima battuta della Regione, che dovrà procedere alla candidatura delle aree e a redigere il piano strategico. All’autorità di sistema portuale spetterà il supporto tecnico e i servizi amministrativi e finanziari per le imprese che intenderanno insediarsi nella Zes. Ma la prima discriminante sono gli investitori che, prima di usufruire dei benefici fiscali, dovranno investire significativamente. Soltanto dopo avranno nel credito di imposta benefici che si spalmeranno negli anni successivi". Per quanto riguarda l’aspetto ambientale, Prete ha rimarcato le difficoltà che potrebbero scontare gli investitori per via di procedure lunghe e onerose.

Le Zes già esistenti o i progetti di nuova realizzazione negli Stati della sponda meridionale del Mediterraneo (come ad esempio la Zes del Nuovo Canale di Suez), ha spiegato, invece, l’avv. D’Amico, rischiano di produrre conseguenze dirompenti rispetto ad importanti scali euro-mediterranei, in particolare quelli italiani. Innanzitutto, ha aggiunto, “non bisogna incorrere nell’errore di pensare che le Zes portino solo agevolazioni fiscali perché così non è”.

Lo scenario internazionale rivela una dinamica propensione di molti Governi di Stati terzi all’utilizzo delle zone economiche speciali, e delle zone franche in generale, avvantaggiati dall’incomparabile libertà di poter decidere sull’opportunità o meno di ricorrervi per contribuire a risollevare la situazione economica, commerciale e sociale, dei propri Paesi avvalendosi esclusivamente di ragioni di carattere economico e politico, e “senza l’obbligo di osservare la regolamentazione dell’Unione Europea sugli aiuti di Stato. La realizzazione di Zes competitive a livello internazionale, compatibilmente con la normativa unionale sugli aiuti di stato e sulla concorrenza, – ha aggiunto D’Amico – non è impossibile, come dimostrano alcuni esempi di successo nell’Unione Europea, primo fra tutti la Polonia che, anche grazie a ciò, intorno al 2012 ha assunto una capacità attrattiva tale da classificarla al terzo posto al mondo dopo Cina e Usa”.

Il perché di un asse con Matera l’ha spiegato l’on. Ludovico Vico. “A che serve un porto? Per caricare e scaricare merci e anchen passeggeri. Il porto di Taranto ha centrato la sua storia sull’import. Con la Zes il ragionamento va invertito: accanto all’import c’è bisogno dell’export per cui il porto di Taranto potrebbe diventare piattaforma per chi ha interesse a potenziare questo secondo aspetto. La retroportualità è molto importante ma lo è ancora di più il fatto di avere una ferrovia che entra nel porto e lo scalo di Taranto ha questi due aspetti rafforzati dall’intermodalità che è presente nella vicina Ferrandina”. Messa così si potrebbe dire che il dado è tratto ma serve un piano strategico “che sia uguale per Taranto e Matera. Alzare muri contro la movimentazione delle merci – ha sottolineato l’on. Vico – è ridicolo per cui non capisco questo ostracismo nei confronti della vicina Matera”. Di qui l’auspicio che “Regione Puglia e Regione Basilicata abbiano un piano comune per una Zes interregionale. Se dovessero traccheggiare – ha poi concluso Vico – chiederemo l’intervento diretto della presidenza del consiglio dei ministri”.

Le esigenze delle imprese sono stata rappresentate dal presidente dell’Ordine dei commercialisti,  Cosimo Damiano Latorre, e dall’ing. Carroccia dell’Asi. E sulle Zes da tempo i commercialisti tarantini stanno lavorando. “A volte – ha detto Latorre – ho la sensazione che la cosa vengano prese al rovescio. Secondo me prima bisogna pensare agli obiettivi poi agli strumenti per raggiungerli”. E sulla querelle Taranto-Matera, Latorre ha ribadito come la dotazione finanziaria messa a disposizione per le Zes “non sia dell’altezza del progetto. Se immaginiamo un progetto molto grande, con risorse povere corriamo il rischio di partire zoppi. Per cui alla politica dico di essere coraggiosi e di individuare l’obiettivo anche a costo di dover rinunciare ad altro".

Ma per fare una Zes “occorre un piano strategico altrimenti vale tutto e il contrario di tutto”, ha sottolineato invece l’ing. Carroccia dell’Asi.

Sulle recenti dichiarazioni del sindaco di Taranto, Melucci, l’assessore Acito del Comune di Matera ha puntualizzato, anche lui, l’importanza del piano strategico per attivare processi di sviluppo e di investitori terzi che arrivano in Puglia e in  Basilicata e trovano strutture oltre che incentivi fiscali. “A Matera – ha detto l’assessore – stiamo facendo un’altra operazione: se l’obiettivo è creare posti di lavoro e fermare la fuga di cervelli dobbiamo guardare oltre. Siamo capitale europea della cultura che sta vivendo un’esplosione turistica deve innescare un  processo più ampio. Per questo stiamo puntando moltissimo sull’innovazione tecnologica, come il 5G che permetterà di svolgere operazioni chirurgiche a distanza o guida assistita delle automobili, e sulle imprese culturali e creative che migliorino il prodotto turistico. Tutto questo serve a creare un modello di sviluppo esportabile e la Zes può essere un valido strumento".

 

 

 

 

 

 

'Aside' Post | By on 1 ottobre 2017

3gg di fine estate – resoconto cs del 26/9

Raccontare la città attraverso gli strumenti necessari per la sua crescita. Questo lo scopo della “Tre giorni di fine estate”, giunta quest’anno alla sua ventitreesima edizione grazie alla dedizione dell’associazione “Le città che vogliamo” e del suo mentore Gianni Liviano, consigliere regionale tarantino, che quest’anno si terrà il 29 settembre e il 2 e 3 ottobre prossimi nella sale della ex biblioteca Acciaio,  in via Anfiteatro, a partire dalle ore 18.30.

“Le politiche generative per Taranto”, questo il tema scelto per la ventiduesima edizione. Riflettori puntati su Zone economiche speciali (29 settembre), legge regionale speciale per Taranto (3 ottobre) e presentazione del libro del compianto Guglielmo Minervini “La politica generativa. Pratiche di comunità nel laboratorio Puglia” (2 ottobre).

Si comincia venerdì sera, alle 18.30, quando si parlerà di Zone economiche speciali alla luce, anche, del recente decreto “Resto al Sud” istitutivo delle Zes che, poi, sono anche il cuore pulsante della legge regionale speciale per Taranto.

Si preannuncia un dibattito stimolante, visto il parterre degli ospiti (il dott. Juan Torrents, presidente della Federazione mondiale delle Zone franche e delle Zone economiche speciali -Femoza; l’avv. Maurizio D’Amico, segretario generale dell’Advisory Board della Federazione mondiale della Zone franche e delle Zone economiche speciali; il dott. Michele Mazzarano, assessore allo Sviluppo economico Regione Puglia; il dott. Rinaldo Melucci, sindaco di Taranto; il dott. Raffaello Giulio De Ruggieri, sindaco di Matera; l’on. Ludovico Vico; il prof. Aldo Berlinguer, Ordinario di Diritto comparato all’Università degli studi di Cagliari; il dott. Cosimo Damiano Latorre, presidente dell’Ordine dei commercialisti) e visto il dibattito in corso sull’opportunità o meno di una Zes interregionale con la Regione Basilicata e Matera, in particolare.

Argomento, questo, che vede opinioni contrapposte e che saranno dibattute con gli ospiti. “Non sono contrario pregiudizialmente ad un  progetto del genere – ha spiegato Liviano – ma credo che le risorse economiche messe a disposizione nel decreto debbano essere strumento del piano strategico e non fine. Ripeto non ho pregiudiziali nei confronti dell’asse con Matera ma tutto dipende dagli assi del piano strategico che vogliamo valorizzare e rispetto a questo capire che risposte vogliamo dare. Certo – ha aggiunto il consigliere regionale tarantino -, è nei fatti, per storia e tradizione, che Matera ha un asse privilegiato con Bari per cui se Taranto deve  essere soltanto il porto che consente a Matera di entrare nella Zes non so se alla nostra comunità questo convenga. Se, al contrario, questa intesa interregionale è destinata a produrre benefici per il nostro territorio, evidentemente si può ragionare in questa direzione ma sempre confrontandoci nel merito del piano strategico che intendiamo realizzare. Per cui le opzioni pro o contro non mi entusiasmano se non sono corredate da un’idea di sviluppo”.

Interessante anche l’appuntamento del 2 ottobre (stessa ora e stesso luogo) con la presentazione del libro del compianto Guglielmo Minervini  (già consigliere e assessore regionale) “La politica generativa. Pratiche di comunità nel laboratorio Puglia”. Ad illustrarne i contenuti insieme al consigliere Liviano saranno la prof.ssa Angela Barbanente, assessore regionale della giunta Vendola, l’avv. Giulio Calvani, che è stato stretto collaboratore di Guglielmo Minervini, e don Antonio Panico, sociologo e direttore della sede di Taranto della Luisa.

Chiusura il 3 ottobre, con il focus sulla legge regionale speciale per Taranto che vedrà dibattere su questo importante strumento di rilancio e sviluppo della città ionica (lo stesso consigliere Liviano è il coordinatore del tavolo tecnico della legge) il dott. Franco Milella, esperto di Sviluppo locale e già componente Ocse; il prof. Rino Montalbano, docente del dipartimento di Scienze dell’Ingegneria civile e dell’Architettura del Politecnico di Bari; il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano; i consiglieri regionali tarantini Donato Pentassuglia, Cosimo Borraccino, Giuseppe Turco, Marco Galante, Francesca Franzoso, Renato Perrini, Luigi Morgante; il sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci

 

TARANTO ZES : 21/9 RIUNIONE A BARI, LIVIANO COORDINATORE

Torna a riunirsi giovedì 21 settembre, alle ore 12.30 nella sede dell’assessorato regionale allo Sviluppo economico (corso Sonnino 177, Bari), il gruppo di lavoro Zes per Taranto del quale è coordinatore il consigliere regionale Gianni Liviano, giusta delibera di giunta regionale n.899 del 7 giugno c.a.

Una riunione che assume aspetti rilevanti se si tiene conto che il dibattito sulle Zone economiche speciali è stato già da tempo avviato e che entro il mese di ottobre occorrerà definirne contorni e dettagli. In più, si aggiunge la discussione sulla possibilità di una Zes interregionale che veda insieme Taranto e Matera. Decisioni tutte di competenza della Regione Puglia e dell’assessore allo Sviluppo economico.

“L’importanza di una zona economica speciale (il rapporto Svimez del 2014 evidenzia come l’istituzione delle Zes sia lo strumento ideale del rilancio economico), permetterebbe – spiega il consigliere Liviano – la possibilità di introdurre agevolazioni di carattere fiscale, sotto forma di riduzione delle imposte sui redditi (Ires), dell’imposta regionale sulle attività produttive (Irap). o dei tributi locali (Imu, Tari) per gli immobili posseduti dalle imprese e utilizzati per l’attività economica, riduzione dei contributi sulle retribuzioni da lavoro dipendente”.

Nella Zes si intende ricomprendere attrattori e fiscalità di vantaggio anche per le imprese culturali e creative. L’obiettivo è quello di offrire un nuovo modello di cultura di impresa partendo dalla modifica dell’attuale sistema e passare dal sostegno all’offerta al sostegno alla domanda.

“È importante – aggiunge Liviano – procedere ad una verifica dei parametri comunitari in modo da capire fino a che punto possiamo spingerci nella configurazione della Zes per Taranto. Aprirne i confini anche all’industria culturale, e aggiungerei anche all’industria culturale spinta, può ampliare i margini di sviluppo economico oltre che, appunto, culturale”.

Non solo defiscalizzazione, però, perché la Zes è  anche logistica e snellezza amministrativa. Infatti, le imprese che vogliono investire sul territorio devono avere certezza sui tempi per cui, è vero che è opportuno e importante  un percorso di fiscalizzazione di vantaggio sul territorio ma è anche vero che, da solo, non è sufficiente a garantire l’insediamento di attività economiche; quindi nel corso dell’incontro sarà valutata l’opportunità di puntare ad una Zes esclusivamente tematica oppure ad un mix che apra la zona economica speciale  anche a tutte le imprese che vogliano insediarsi; a strumenti che puntino alla defiscalizzazione del costo di lavoro dal momento che c’è da pensare a quanti, nei prossimi anni, usciranno dalle imprese della grande industria e dell’indotto in crisi aiutandoli a reinserirsi nel mondo del lavoro.

All’incontro di giovedì, presenti il consigliere Liviano e l’assessore Mazzarano, sono stati invitati il prof. Antonio Uricchio, Magnifico Rettore dell’Università di Bari “Aldo Moro”; il prof. Domenico Laforgia, direttore del dipartimento Sviluppo economico Regione Puglia; il dott. Angelosante Albanese, direttore del dipartimento Risorse finanziarie Regione Puglia; il dott. Aldo Patruno, direttore del dipartimento Cultura Regione Puglia; il prof. Aldo Berlinguer,  ordinario di Diritto comparato presso l’Università di Cagliari; il prof. Giuliano Volpe, ordinario di Archeologia cristiana e medievale presso l’Università degli Studi di Foggia; il dott. Francesco Milella, esperto di sviluppo locale già consulente Ocse; il cav. Luigi Sportelli, presidente della Camera di commercio di Taranto;  l’avv. Sergio Prete, presidente dell'Autorità di sistema portuale del Mar Jonio; l'avv. Maurizio D'Amico, esperto in Diritto dell’Unione europea e segretario generale dell’Advisory Board Federazione mondiale delle Zone Franche e delle Zone economiche speciali (Femoza); il sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci; i consiglieri regionali tarantini.

Grottaglie -Assistenza Domiciliare ai malati non autosufficienti : aggiornamento

 

Pare essere vicina ad una svolta positiva la vicenda del servizio di assistenza domiciliare ai malati non autosufficienti e gravi la cui giurisdizione ricade nell’ambito Taranto/6 e che ha in Grottaglie il comune capofila.

Giovedì si sono incontrati il dirigente al Bilancio e il dirigente al Welfare della Regione Puglia per una verifica finanziaria nel corso della quale è stato possibile liberare degli spazi di area finanziaria consentendo di fatto all'assessorato al Welfare di stanziare i fondi per l'ambito di Grottaglie. La prossima settimana questo accordo sarà ratificato dalla giunta regionale.

A darne notizia è il consigliere regionale Gianni Liviano il quale, nei giorni scorsi e di concerto con il collega consigliere Cosimo Borraccino, era intervenuto nei confronti degli assessori Negro (Welfare) e Piemontese (Bilancio) proprio per cercare di porre rimedio ad una emergenza le cui conseguenze sarebbero ricadute sui circa 200 beneficiari del servizio di assistenza domiciliare nonché sui livelli occupazionali.

Come si ricorderà, infatti, il 12 agosto il servizio è stato interrotto per la mancanza dei fondi necessari per assicurarne il funzionamento. In quell’occasione, il consigliere regionale Liviano, insieme al collega Borraccino oltre al sindaco di Grottaglie e al consigliere provinciale Ciro Petrarulo, misero in campo un forte pressing nei confronti dei due assessori regionali sfociato nel pronto intervento dei due componenti la giunta Emiliano cui ha fatto seguito la sigla di un accordo che avrebbe dovuto portare allo sblocco delle risorse, quantificate in 150mila euro, per la prosecuzione del servizio di assistenza domiciliare per persone non autosufficienti. Cosa poi non verificatasi per alcuni intoppi burocratici e di carattere finanziario.

“L’individuazione del capitolo dal quale recuperare le risorse da destinare al Sad – commenta Gianni Liviano – non può che essere giudicata positivamente qualora – aggiunge il consigliere regionale tarantino- l’approvazione della delibera di giunta avvenga in tempi rapidissimi. A tal proposito chiedo agli uffici di Giunta che la stessa possa essere convocata d’urgenza, già lunedì, in modo da sanare una situazione che già a metà agosto, insieme al collega Borraccino,  speravamo potesse evolvere positivamente. Non va dimenticato, infatti, che circa 200 persone dal 12 agosto sono prive dell’assistenza domiciliare con un decremento della qualità della vita già resa problematica dalla situazione di non autosufficienza. Una situazione – conclude Liviano – che non possiamo tollerare continui a prolungarsi”.