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1/12 Relazione su ILVA in Consiglio Regionale

qui intervento video

– Il 5/6/2017 il Ministro Calenda ha FIRMATO  il decreto che autorizza i Commissari Straordinari del Gruppo Ilva in Amministrazione Controllata a procedere all'aggiudicazione dell'azienda al gruppo acquirente AMIVESTCO ITALY srl (aventi soci Arcelor MITTAL e il gruppo Marcegaglia che nel recente passato già aveva investito a Taranto rinunciando poi di fatto alal sua attività imprend.le e lasciando a casa da ormai 4 anni numerosi dipendenti che detto per inciso continuano ancora per poco a vivere grazie agli ammortizzatori sociali);
Oltre alla proposta del  gruppo acquirente c'era stata un'ALTRA propsota dia cquisto del gruppo denominato ACCIAIITALIA (capitanato dall'imprenditore indiano JINDAL e di cui facevano parte anche CASSA DEPOSITI E PRESTITI, ARVED e altri).
i CRITERI di aggiudicazione erano: l'offerta del PREZZO DI ACQUISTO (che aveva una valenda del 50% per la individuazione della proposta vincente) e poi anche il PIANO IND.LE, il PIANO OCCUPAZIONALE e il PIANO AMBIENTALE (che pero' avevaNO UNA VALENZA DECISAMENTE INFERIORE NEI CRITERI DI VALUTAZIONE DEL GOVERNO);

– IL 29/09/2017 è STATO EMANATO con DPCM il PIANO AMBIENTALE relativo allo stabilimento ILVA  che è stato considerato da ARPA PUGLIA, dalle ASSOCIAZIONI AMBIENTALISTE e dagli ENTI LOCALI INCOMPATIBILE con la SALUTE DEI CITTADINI;

– IL 6/10/2017 con una LETTERA inviata ai SINDACATI il gruppo AMINVESTCO ha informato:

1) DI VOLER OCCUPARE 10.000 DIPENDENTI (di cui 7.600 a TARANTO)  a fronte dei 14.000 attuali creando cosi' di fatto un ESUBERO di circa 4.000 dipendenti di cui  3.300 dipendenti a TARANTO
2) DI VOLER ASSUMERE EX NOVO questi 10.000 dipendenti (ESCLUDENDO LA CONTINUITÀ' DEL RAPPORTO DI LAVORO INTRATTENUTO DAI DIPENDENTI IN RELAZIONE AL TRATTAMENTO ECONOMICO E ALL'ANZIANITÀ' ed ESCLUDENDO ALTRESI' IL GODIMENTO DEI DIRITTI SCATURENTI DALL'ART. 18);

–  I 4000 LAVORATORI IN ESUBERO (secondo le INDICAZIONI DEL GOVERNO) sarebbero destinati a RESTARE IN CARICO dell'AMMINISTRAZIONE STRAORDINARIA DELL'ILVA ai fini di EFFETTUARE LE BONIFICHE ALL'INTERNO DELL'ILVA STESSA.

– SUCCESSIVAMENTE IL GRUPPO ACQUIRENTE HA DICHIARATO DI ACCETTARE I LIVELLI RETRIBUTIVI E L'ANZIANITÀ' DEI LAVORATORI ASSUNTI;

– IL 16/11/2017 IL GOVERNO HA ISTITUITO UN TAVOLO SPECIFICO PER  L'ILVA DI TARANTO CON I RAPPRESENTANTI DEL COMUNE E DELLA REGIONE;

– IL 28/11 LA REGIONE PUGLIA E IL COMUNE DI TARANTO HANNO PRESENTATO UN RICORSO AL TAR DI LECCE AVVERSO IL PIANO AMBIENTALE;

– IL 29/1 IL MINISTRO HA DICHIARATO CHE SE IL TAR DI LECCE ACCOGLIE IL RICORSO, L'AMMINISTRAZIONE STRAORDINARIA PROCEDERÀ' ALLO SPEGNIMENTO DELL'ILVA.

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Questa è la STORIA recentissima della vicenda di un'impresa l'ILVA che da sola genera OLTRE il 75% del PIL della città di TARANTO e la quasi totalità del TRAFFICO MERCI i ENTRATA E IN USCITA dal PORTO DI TARANTO.

Questa è la STORIA recentissima di un'AZIENDA che dà LAVORO e che dà MORTE, che da PANE e che da SOFFERENZE E MALATTIE

CHE IMPEDISCE  AI BAMBINI residenti in un quartiere i TAMBURI di andare a SCUOLA nei GIORNI DI WIND DAYS anche quando per ironia della sorte quei giorni coincidono con le GIORNATE A TUTELA DELL'INFANZIA.

Questa è la STORIA RECENTISSIMA di un'AZIENDA a cui la città di TARANTO è LEGATA ad oggi ancora ad un DOPPIO FILO DI APPARTENENZA.
E siccome il FUTURO dell'AZIENDA  ORA è LEGATO AD UNA DECISIONE DEL TAR che ci sarà tra UN MESE, DUE MESI  o tra quanto tempo non sappiamo, anche il FUTURO DI TARANTO in questo momento storico è LEGATO alla decisione di un TRIBUNALE AMMINISTRATIVO.
TARANTO è quindi oggi una città dal DESTINO INCERTO, dal FUTURO CONDIZIONATO DA UNA DECISIONE DEL TAR.

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NON ABBIAMO DUBBI, PRESIDENTE sul fatto che il PIANO AMBIENTALE fosse inadeguato rispetto alle aspettative e che la proposta di JINDAL fosse qualitativamente migliore sotto questo profilo anche perché introduce nel processo produttivo la DECARBONIZZAZIONE che a LEI e che a MOLTI DI  NOi almeno nella progressiva introduzione STA A CUORE

NON ABBIAMO DUBBI sul fatto che il PIANO OCCUPAZIONALE potesse essere ulteriormente MIGLIORABILE.

le SUE valutazioni sul PIANO AMBIENTALE e sul PIANO OCCUPAZIONALE CI SENTIAMO DI CONDIVIDERLE E FARLE NOSTRE.

STIAMO PARLANDO DELLE ASPETTATIVE DI VITA E DI LAVORO DI UNA CITTÀ' CHE PARADOSSALMENTE SEMBRA SEMPRE COSTRETTA A DOVER DECIDERE DI DARE PRIORITÀ' ALL'UNA O ALL'ALTRA OPZIONE quasi fossero ALTERNATIVE, quando invece l'una e l'altra sono l'essenza della VITA di ogni UOMO e di ogni COMUNITÀ'.
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Abbiamo qualche DUBBIO però' in VERITA' sul METODO che LEI HA SCELTO DI SEGUIRE.
STIAMO PARLANDO DEL RUOLO DELLA POLITICA: COS'ALTRO E' LA POLITICA SE NON UNA RICERCA DI CONFRONTO PERMANENTE, DI MEDIAZIONE, DI DIALOGO, UNO SFORZO DI RICERCA DI SINTESI TRA MONDI DIVERSI.
E' lecito che la POLITICA DELEGHI di fatto il FUTURO di una COMUNITÀ' alla SENTENZA di un TRIBUNALE AMMINISTRATIVO ?

Io ho PAURA PRESIDENTE che l'EMOTIVITÀ' DELLA CITTÀ', che la PANCIA, gli UMORI talvolta rischino di CONDIZIONARE le ISTITUZIONI e quando le ISTITUZIONI sono condizionate dalla pancia e dagli umori della comunità in verità la storia insegna che non fanno grande strada.

LA POLITICA DELLE ISTITUZIONI deve SALVAGUARDARE A SE STESSA UN RUOLO PEDAGOGICO, EDUCATIVO, NON PUÒ ' LASCIARSI TRASPORTARE.
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E ALLORA SE IL MINISTRO CALENDA SBAGLIA A FARE MINACCE FORSE SBAGLIAMO ANCHE NOI A RINUNCIARE AL DIALOGO E AL CONFRONTO

E' IMBARAZZANTE PRESIDENTE, per me che sono di TARANTO, essere fermato quotidianamente da tante persone (AMICI DELLA QUESTIONE AMBIENTALE E AMICI DELLA QUESTIONE DEL LAVORO, QUELLI CHE SPOSANO PER TUTTA LA VITA LA CHIUSURA e quelli che invece vogliono che resti APERTA) CHE MI CHIEDONO NOTIZIE  e NON SAPERE CHE COSA DIRE, salvo quello che si legge dai GIORNALi e poi sentire dire che la REGIONE HA DECISO quando tu di quelle decisioni NON NE SAI ASSOLUTAMENTE NIENTE.

mi PERMETTO di INVITARLA A CONDIVIDERE MAGGIORMENTE le SCELTE con i CONSIGLIERI DEL TERRITORIO E CON I CAPIGRUPPO e di chiedere al ministro Calenda la sospensione degli effetti del Dpcm per riaprire la trattativa con contestuale disponibilità al ritiro del ricorso.
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ORA AL DI LA DEL METODO LA QUESTIONE E' IL FUTURO, E forse dobbiamo CHIARIRCI  se lo IMMAGINIAMO CON ILVA o SENZA ILVA: TUTTE LE SCELTE SONO LEGITTIME, ma NON AL BUIO, e NON FACENDO LA GUERRA DI FORZA DI TWITTER CON IL GOVERNO NAZIONALE.

GRAZIE

consigliere Gianni Liviano

 

Grottaglie -Assistenza Domiciliare ai malati non autosufficienti : aggiornamento

 

Pare essere vicina ad una svolta positiva la vicenda del servizio di assistenza domiciliare ai malati non autosufficienti e gravi la cui giurisdizione ricade nell’ambito Taranto/6 e che ha in Grottaglie il comune capofila.

Giovedì si sono incontrati il dirigente al Bilancio e il dirigente al Welfare della Regione Puglia per una verifica finanziaria nel corso della quale è stato possibile liberare degli spazi di area finanziaria consentendo di fatto all'assessorato al Welfare di stanziare i fondi per l'ambito di Grottaglie. La prossima settimana questo accordo sarà ratificato dalla giunta regionale.

A darne notizia è il consigliere regionale Gianni Liviano il quale, nei giorni scorsi e di concerto con il collega consigliere Cosimo Borraccino, era intervenuto nei confronti degli assessori Negro (Welfare) e Piemontese (Bilancio) proprio per cercare di porre rimedio ad una emergenza le cui conseguenze sarebbero ricadute sui circa 200 beneficiari del servizio di assistenza domiciliare nonché sui livelli occupazionali.

Come si ricorderà, infatti, il 12 agosto il servizio è stato interrotto per la mancanza dei fondi necessari per assicurarne il funzionamento. In quell’occasione, il consigliere regionale Liviano, insieme al collega Borraccino oltre al sindaco di Grottaglie e al consigliere provinciale Ciro Petrarulo, misero in campo un forte pressing nei confronti dei due assessori regionali sfociato nel pronto intervento dei due componenti la giunta Emiliano cui ha fatto seguito la sigla di un accordo che avrebbe dovuto portare allo sblocco delle risorse, quantificate in 150mila euro, per la prosecuzione del servizio di assistenza domiciliare per persone non autosufficienti. Cosa poi non verificatasi per alcuni intoppi burocratici e di carattere finanziario.

“L’individuazione del capitolo dal quale recuperare le risorse da destinare al Sad – commenta Gianni Liviano – non può che essere giudicata positivamente qualora – aggiunge il consigliere regionale tarantino- l’approvazione della delibera di giunta avvenga in tempi rapidissimi. A tal proposito chiedo agli uffici di Giunta che la stessa possa essere convocata d’urgenza, già lunedì, in modo da sanare una situazione che già a metà agosto, insieme al collega Borraccino,  speravamo potesse evolvere positivamente. Non va dimenticato, infatti, che circa 200 persone dal 12 agosto sono prive dell’assistenza domiciliare con un decremento della qualità della vita già resa problematica dalla situazione di non autosufficienza. Una situazione – conclude Liviano – che non possiamo tollerare continui a prolungarsi”.

  La revoca parziale della DG n.757 del 22 giugno 2015 da parte del direttore generale della Asl di Taranto, Stefano Rossi, con la quale, di fatto, vengono licenziati gli operatori sanitari con incarico a tempo determinato è al centro di una interrogazione urgente che i consiglieri regionali Gianni Liviano (Esp) e Donato Pentassuglia (Pd) hanno presentato al presidente del Consiglio regionale, Mario Loizzo, e per conoscenza al presidente della giunta regionale, Michele Emiliano.

I due consiglieri, nella loro interrogazione, chiedono di sapere se, innanzitutto, il comportamento utilizzato dalla direzione della Asl “è condiviso dalla giunta regionale e dal Consiglio” o se, al contrario, Giunta e Consiglio non pensino che lo stesso “sia lesivo dei diritti soggettivi accumulati dai singoli lavoratori e riconosciuti da sentenze del Tribunale di Taranto”.

Liviano e Pentassuglia, inoltre, si chiedono anche se, di fronte a quanto determinatosi con la decisione della Asl di Taranto, non ci sia il rischio che  “tali determinazioni possano  alimentare un contenzioso sia da parte di quei lavoratori che impugneranno la risoluzione del rapporto di lavoro, sia da parte dei "nuovi precari" che saranno chiamati a sostituire i lavoratori licenziati;” e  se questo atteggiamento e comportamento “rischia di impoverire ulteriormente il già esiguo numero di operatori sanitari in servizio presso la Asl Taranto”.

Di seguito il testo dell’interrogazione:

INTERROGAZIONE URGENTE               

                                                                                      Sig. PRESIDENTE DELLA GIUNTA REGIONALE

                                                                                                              DR. MICHELE EMILIANO

                                                                              p.c. Sig. PRESIDENTE DEL CONSIGLIO REGIONALE

                                                                                                             DR. MARIO LOIZZO

oggetto:    Asl di TARANTO- incarico a tempo determinato  – revoca parziale DG n. 757 del 22/06/2015

PREMESSO

– che la ASl di Taranto ha, nel corso degli anni, esercitato un diffuso e indiscriminato ricorso allo strumento del contratto a termine, omologando di fatto il precariato di centinaia di lavoratori;

– che molti di questi lavoratori si sono rivolti alle Autorità Giudiziarie competenti al fine di vedere riconosciuti eventuali diritti maturati a loro beneficio;

– CHE IL TRIBUNALE DI TARANTO, in parziale accoglimento della domanda attorea,  ha recentemente condannato la Asl di taranto al risarcimento del danno in favore di lavoratori precari commisurato ad una indennità pari ad un numero variabile di mensilità e  dichiarando inoltre il diritto dei ricorrenti all'anzianità di servizio maturata in forza dei contratti a termine stipulati con i convenuti e alle conseguenti progressioni stipendiali e condannando la Asl al pagamento delle relative differenze retributive ove sussistenti in applicazione alla normativa contrattuale di settore, oltre interessi legali dal giorno della maturazione dei diritti;

CONSIDERATO

– che in seguito a questa sentenza, il direttore generale della Asl, " al fine di evitare il protrarsi del danno accertato in sede giudiziaria", ha proceduto alla revoca parziale della deliberazione n. 757  del 22/06/2015,  risolvendo anticipatamente i rapporti di lavoro  a decorrere dal 1/7/2017;

– che ad essere interessati da tale determinazione adottata dalla Asl di Taranto sono tutti quei lavoratori precari che hanno presentato ricorso dinanzi al giudice del lavoro affinchè lo stesso accertasse l'illegittima apposizione del termine al contratto;

– che la Asl Taranto motiva tale decisione sostenendo che la stessa viene adottata o "al fine di evitare il protrarsi del danno accertato in sede giudiziaria" o  "al fine di rimuovere la causa del denunciato danno";

– che lo stesso direttore generale, in interviste rilasciate ai giornali, ha affermato che "ovviamente, come già accaduto in passato, a fronte della esplicita e totale rinuncia agli effetti della sentenza, provvedero' a mantenere in servizio sino all'espletamento delle procedure di stabilizzazione" (vedasi "quotidiano" del 2/6 c.a. cronaca di Taranto pag. 19);

i sottoscritti consiglieri Giovanni LIVIANO e Donato PENTASSUGLIA

                                                               CHIEDONO alla S.V.

– di poter sapere se il comportamento utilizzato dalla direzione della Asl è condiviso dalla S.V. o se al contrario non pensa la S.V. che lo stesso è lesivo dei diritti soggettivi accumulati dai singoli lavoratori e riconosciuti giusto sentenze del Tribunale di Taranto;

– se non c'è forse il rischio che, alla luce della circostanza, tali determinazioni possono  alimentare un contenzioso sia da parte di quei lavoro che impugneranno la risoluzione del rapporto di lavoro, sia da parte dei "nuovi precari" che saranno chiamati a sostituire i lavoratori licenziati;

– se questo atteggiamento e comportamento rischia di impoverire ulteriormente il già esiguo numero di operatori sanitari in servizio presso la Asl Taranto.

Bari, lì 05/06/2017

                                                                                                   dott. Gianni Liviano (Esp)

dott. Donato Pentassuglia (Pd)

'Aside' Post | By on 5 giugno 2017

Resoconto incontro del 6 aprile con Ruscitto su Sanità

Ruscitti all’incontro di Liviano: “Stanziati i 70 milioni di euro per i macchinari ma il Governo ancora non li eroga”
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documentazione video su 

“La Regione Puglia, purtroppo,  in questi anni è stata costretta a rincorrere gli eventi, penso al disastro ferroviario di Andria con l’ospedale del luogo che, seppur con mille problemi, è riuscito a consentire un intervento ottimale grazie alla professionalità di medici e paramedici, e questo non può che riverberarsi e a rispondere a cose che non abbiamo programmato. Però questo rincorrere è faticoso e costringe gli operatori costantemente a sacrificare la propria attività e a confrontarsi con organici ridotti. Questo, ovviamente, impedisce alla Regione di programmare. Il fatto di aver dovuto mettere mano al terzo piano di rientro la dice tutta su quelle che sono le difficoltà del comparto”.

Giancarlo Ruscitti, direttore del dipartimento Promozione della salute della Regione Puglia, sembra Andrea Barzagli mentre spazza dall’area di rigore un pallone pericoloso. Nel sala riunioni dell’associazione “Le città che vogliamo”, il responsabile della sanità pugliese è sottoposto ad un fuoco di fila di domande fattegli da addetti al lavoro, da quei medici tarantini che all’ordinarietà delle malattie sono costretti ad aggiungere la straordinarietà di un’incidenza tumorale senza precedenti, il tutto da affrontare con armi spuntate, con fucili caricati a salve perchè quotidianamente devono fare i conti con la carenza di personale, con macchinari datati che, un giorno sì e uno no, si bloccano all’improvviso costringendo i pazienti a tornare a casa o a rivolgersi a strutture ospedaliere extraprovinciali.

Con lui, giovedì sera, c’erano il consigliere regionale Gianni Liviano, organizzatore della serata che aveva come tema “Taranto, la città, le strutture, le persone: ma la Sanità funziona? Esperienze di medici, tecnici, associazioni e cittadini”, e il direttore generale della Asl, Stefano Rossi.

“Stiamo provando a raccontare stasera a noi stessi e al dott. Ruscitti e al dott. Rossi – ha esordito il consigliere regionale Gianni Liviano – ulteriori punti di vista, a restituire a noi stessi  una sorta di fotografia della Sanità a Taranto, ascoltando più voci, quelle delle persone che partano dallo propria esperienza ospedaliera  ma anche quelle dei medici del territorio e delle associazioni di volontariato. Insomma, l’idea è quella di un focus sulla situazione sanitaria per cercare, tutti insieme, di provare a fornire risposte e proporre idee per il miglioramento del servizio”.

“Dal 2004 – ha sottolineato il dott. Ruscitti – la Regione Puglia ha subìto tagli di organici e ciò ha impedito, di fatto, il turn-over. Le Regioni del sud, e in particolare la Regione Puglia, stanno chiedendo con forza un riequilibrio sia della parta economica destinata alla popolazione residente che della forza lavoro che può essere impiegata”.

Ma tanti sono stati i tasti dolenti che il dott. Ruscitti ha dovuto affrontare rispondendo alle numerose domande. Come nel caso dei 70 milioni di euro necessari per l’acquisto di nuove apparecchiature sanitarie o sulla vexata questio della costruzione dell’ospedale San Cataldo o, ancora, del Pronto soccorso dell’ospedale “SS. Annunziata” che rischia l’implosione per finire con l’enedemica carenza di organici che vede la sanità tarantina operare attingendo ad una pianta organica di 4.500 unità a fronte di un fabbisogno di 6mila.

Nel primo caso, Ruscitti ha spiegato le difficoltà nel ricevere risposte dal Governo che quelle somme le ha stanziate ma non le ha ancora erogate nonostante il pressing della Regione. “Se i ministeri competenti non si pronunciano è ovvio che quelle risorse stanziate noi non le possiamo spendere. Mi auguro – ha detto ancora Ruscitti – che la situazione si sblocchi al più presto, spero entro il mese di maggio, in modo da poter bandire le gare entro la fine dell’autunno per poi poter acquistare i nuovi macchinari e renderli operativi già nei primi mesi del prossimo anno”.

Sulla specializzazione del personale (“necessaria perchè in molti casi i bandi della Asl sono andati deserti proprio per la mancanza di specifiche figure professionali”) il direttore del dipartimento Promozione della salute ha annunciato che è stata avviata una collaborazione con le Università di Bari e Foggia. Altra criticità rilevata è stata quella relativa ai pensionamenti: “Avevamo previsto – ha evidenziato Ruscitti – una percentuale di pensionamenti dell’1,7%. Ci siamo trovati di fronte, invece, al 4% delle persone che sono andate vie e le cifre del 2018 ci parlano di una forza lavoro in uscita pari al 6%. Questo significa che nei prossimi 5-6 anni circa il 40% della forza lavoro della sanità pugliese sarà pensionata, con gravi ripercussioni sui cittadini e su una popolazione sempre più anziana dal momento che la nostra regione è costretta a rincorrere gli altri sul terreno della natalità”. Nonostante questo, “stiamo sbloccando i concorsi, stabilizzando i precari, stiamo utilizzando anche soldi non rinvenienti da fondi sanitari”

Questione San Cataldo: i soldi ci sono, ha tranquillizzato Ruscitti, e il nuovo nosocomio “non comporterà la disintegrazione del SS. Annunziata mentre il Moscati è destinato a diventare Polo oncologico”. Per cui, Taranto avrà un polo ospedaliero con il San Cataldo, “moderno e efficiente”, il SS. Annunziata, “destinato alle cronicità”, e il Moscati. Mentre per quanto riguarda il Pronto soccorso del SS. Annunziata (“il nosocomio è un vero e proprio cubo di Rubik, se tocchi da una parte va in crisi un’altra”) è allo studio un sistema compatibile “dal punto di vista infrastrutturale, certamente non facile visto come inserito all’interno del tessuto urbano”.

Il vero problema, ha fatto invece notare il direttore generale Asl, Stefano Rossi, è “che il fabbisogno è aumentato” mentre “il personale si è contratto” per cui bisogna essere consapevoli “che bisogna intervenire senza se e senza ma tagliando laddove ci sono sprechi e, in questa direzione, dobbiamo remare tutti insieme” il tutto unito “a un cattivo uso del servizio sanitario da parte del cittadino”.

 

“La decisione di chiudere ospedali di provincia, privando di fatto il sistema sanitario ionico di posti letto sta determinando all’interno dell’ospedale SS. Annunziata una situazione al limite del collasso e non degna della seconda città della Puglia”.

Gianni Liviano, consigliere regionale tarantino, è profondamente dispiaciuto e preoccupato per le difficoltà che, a causa della carenza dei posti letto, il nosocomio tarantino ha ad accogliere in maniera dignitosa molti pazienti.

“Alcuni medici del SS. Annunziata – aggiunge il consigliere Liviano – mi segnalano come il problema della mancanza di posti letto stia affliggendo il nosocomio paralizzandone l’attività. Se è vero che alcuni ospedali andavano chiusi è anche vero che, a fronte di perdita di posti letto, sarebbe stato il caso di ampliare la ricettività di quelli rimasti aperti. All’interno del SS. Annunziata – prosegue Liviano – ci sono tanti pazienti attualmente sistemati sulle barelle che possono considerarsi dei fortunati se si pensa che altri sono appoggiati, se così possiamo dire, in altri reparti rispetto a quelli in cui dovrebbero essere ricoverati. Situazione che peggiora quando non si riesce a trovare un posto letto in giornata, differendo il paziente al giorno successivo, quando va bene, ai ragazzi extracomunitari sbarcati nell’hub di Taranto e affetti, come mi spiegano alcuni medici, da malattie alcune delle quali difficilmente diagnosticabili. Non sempre si riesce ad assicurare il posto letto soprattutto durante il fine settimana quando la struttura ospedaliera di via Bruno è al massimo della capienza”.

Insomma, una situazione “che non può continuare ad essere tollerata oltre”, sottolinea Liviano, tanto più “in una realtà costretta quotidianamente a fare i conti con la salute dei tarantini costantemente sotto minaccia. E’ giunto il momento di dire basta, di adoperarsi perché si aumenti la dotazione di posti letto al SS. Annunziata anche perché – conclude Liviano – non possiamo aspettare la realizzazione del nuovo ospedale facendo, nel frattempo, incancrenire i problemi. Per cui l’auspicio è che, come ci si è adoperati con abnegazione affinché Taranto potesse dotarsi di un Polo oncologico, lo stessa accada per restituire quella dignità negata a quei pazienti che, invece di un posto letto, devono accontentarsi di una barella in mezzo ad un corridoio tra il via vai della gente”.

'Aside' Post | By on 11 febbraio 2017

25 Novembre – Sanità Deroga Decreto 70 scomparsi 50 milioni

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“Adesso basta. Non possiamo continuare ad assistere inermi al gioco al massacro che si sta giocando sulla testa dei tarantini e in spregio al loro diritto alla salute. Quanto accaduto tra mercoledì e giovedì in commissione Bilancio della Camera lascia davvero stupiti se si pensa che, soltanto fino a qualche giorno fa, sia il ministro Beatrice Lorenzin che il governo tutto avevano, manifestando il proprio parere favorevole, dato di fatto il via libera alla deroga per le assunzioni in materia di Sanità e all’utilizzo di 50 milioni di euro per renderla operativa”.

Non le manda certo a dire il consigliere regionale tarantino, Gianni Liviano. “La sanità tarantina – sottolinea – ha bisogno di nuove risorse finanziarie per far fronte all’emergenza sanitaria evidenziata anche, laddove ce ne fosse ancora bisogno,  da numerosi studi epidemiologici, non ultimo quello condotto dal prof. Forastiere”.

L’aspetto che piu’ ferisce, sottolinea Liviano, è quello legato al fatto  “che l’emendamento non sarebbe stato per nulla presentato in commissione Bilancio dal relatore. Insomma, sembra quasi che a Roma ancora non abbiano ben compreso l’emergenza sanitaria che viviamo a Taranto. La deroga al decreto ministeriale 70 è fondamentale per dare risposte ad un territorio martoriato così come i 50 milioni di euro sono propedeutici all’assunzione e alla stabilizzazione del personale sanitario, all’acquisto di materiale di consumo e di attrezzature, ad attività diagnostiche di primo e di secondo livello. Insomma, quei soldi sono stati chiesti per dare nuova solidità al nostro sistema sanitario e poter curare le nostre persone con mezzi e strumenti all’altezza della situazione oltre che per fare prevenzione”.

L’auspicio, adesso, conclude Gianni Liviano, è che “l’emendamento alla legge di Bilancio venga recuperato al Senato sanando la situazione venutasi a creare. Se ciò non fosse, se cioè fosse confermato che il Governo ha a cuore Taranto solo a parole, non escludo di coinvolgere la città in forme di protesta. Ci rifiutiamo di pensare che quanto verificatosi possa essere legato ai possibili esiti referendari che vedrebbero il territorio pugliese piu’ a favore del No alla riforma referendaria piuttosto che del Sì”.

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I fondi per l'acquisto di un nuovo acceleratore lineare da destinare al reparto di Radioterapia oncologica dell’ospedale Moscati di Taranto ci sono e sono nella disponibilità dell'Asl di Taranto.

A sostenerlo sono i consiglieri regionali Cosimo Borraccino, Gianni Liviano, Michele Mazzarano, Donato Pentassuglia e Giuseppe Turco i quali, presa carta e penna hanno scritto al direttore generale della Asl di Taranto, Stefano Rossi.

Secondo i cinque consiglieri regionali tarantini, per procedere con tempestività all'acquisto del nuovo acceleratore lineare l'Asl può attingere ai fondi rinvenuto dalla linea 3.1 dell'Asse 3 del P.O.  Fesr 2007/2013 rimodulati in Pac che già sono in possesso dell'azienda sanitaria tarantina. Così facendo si possono accelerare i tempi per l'acquisto del nuovo macchinario e porre fine, così, ai numerosissimi disagi cui sono sottoposte le migliaia di pazienti oncologici che si sottopongono  a trattamenti Radioterapia.

Di seguito il testo della lettera indirizzata al direttore generale della Asl di Taranto.

 

 

Al direttore generale

della Asl di Taranto

avv. Stefano Rossi

 

e p.c.

Presidente Regione Puglia

dott. Michele Emiliano

 

e p.c.

Organi di informazione

 

OGGETTO: Acquisto acceleratore lineare a Taranto

 

Con la presente i sottoscritti consiglieri regionali Cosimo Borraccino, Gianni Liviano, Michele Mazzarano, Donato Pentassuglia e Giuseppe Turco

 

CHIEDONO ALLA S. V.

 

di poter utilizzare i fondi provenienti dalla linea 3.1 dell’Asse 3 del P.O. Fesr 2007/2013 rimodulati in Pac, attualmente in Vostro possesso, per l’acquisto di un nuovo acceleratore lineare da destinare al reparto di Radioterapia oncologica dell’ospedale “Moscati” di Taranto.

 

In fede

Cosimo Borraccino

Gianni Liviano

Michele Mazzarano

Donato Pentassuglia

Giuseppe Turco

'Aside' Post | By on 27 settembre 2016

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Acceleratore lineare al Moscati, Liviano: “C’è la richiesta ufficiale dell’Asl Ta per l’acquisto”
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“Apprendo con soddisfazione che il direttore della Asl di Taranto, dott. Stefano Rossi (nella foto durante un incontro del 26.02.2016 a #Lecittàchevogliamo) , ha inoltrato al direttore del dipartimento Salute della Regione Puglia, Giovanni Gorgoni (nella foto in collegamento Skype), la richiesta per l’acquisto di un nuovo acceleratore lineare da dare in dotazione al reparto di Radioterapia dell’ospedale civile San Giuseppe Moscati”.

Non può che ritenersi soddisfatto Gianni Liviano per la tempestività con la quale si sta ponendo rimedio ad una situazione incresciosa che ha visto a più riprese molti pazienti dover rimandare i trattamenti radioterapici a causa del momentaneo stop degli acceleratori lineari-

“Non avevo dubbi – aggiunge Liviano – sul fatto che il direttore della Asl si sarebbe attivato immediatamente, scrivendo al dott. Gorgoni, per venire incontro alle esigenze dei numerosissimi tarantini costretti a ricorrere a trattamenti oncologici”.

Come si ricorderà, è stato lo stesso consigliere regionale tarantino a investire della questione il direttore del dipartimento Sanità della Regione Puglia. “Insieme al dott. Gorgoni – spiega Liviano – abbiamo cercato le possibili fonti di finanziamento per l’acquisto di un nuovo acceleratore lineare individuandole nell’articolo 20 della legge di edilizia ospedaliera. L’acquisto di un nuovo acceleratore lineare si è reso necessario a causa della vetustà dei due già in servizio nel reparto di Radioterapia del Moscati. Nè era ipotizzabile attendere, visto l’enorme costo di queste macchine, il nuovo ospedale San Cataldo la cui realizzazione ha tempi lunghissimi, per non dire biblici. Dobbiamo tener conto del fatto – aggiunge il consigliere regionale tarantino – che la vita media di un acceleratore lineare è di dieci anni e che gli attuali sono in funzione da 9 anni, uno, e da 12 anni, l’altro. Ben si comprende il perchè siano frequenti le avarie con il conseguente blocco dei trattamenti. Lo stesso dott. Silvano, direttore della struttura complessa di Radioterapia oncologica, lo scorso 16 giugno aveva, in una lettera indirizzata alla dott.ssa Leone (direttore sanitario Asl), alla dott.ssa Pandiani (direttore medico presidio ospedaliero centrale Asl Taranto), alla dott.ssa Coccioli (direttore medico del Moscati) e al direttore Asl, Rossi, sollevato il problema evidenziando come molti pazienti fossero stati dirottati verso altri centri non potendo il reparto di Radioterapia del Moscati assolvere a tutte le prestazioni proprio per il continuo ricorso al fermo delle macchine per la loro manutenzione”.

 Adesso, con la richiesta avanzata dal direttore Asl alla Regione Puglia dell’acquisto di un nuovo acceleratore lineare, il cui costo è preventivato intorno ai tre milioni di euro, “possiamo dire di essere sulla buona strada. Certo – conclude Gianni Liviano – è necessario ora continuare a spingere per far sì che la buona volontà di tutti gli attori in campo, che ringrazio vivamente per la loro tempestività e interesse, non venga fagocitata dalle pastoie della burocrazia. Certo, la strada non è semplice per arrivare all’acquisto di un nuovo acceleratore ma vale la pena percorrerla. Taranto e i tarantini, torno a ripeterlo, non possono permettersi ulteriori perdite di tempo”.

Precedenti info :

Emergenza Sanità Taranto – RADIOTERAPIA in difficoltà al Moscati (29 Giugno 2016)

RADIOTERAPIA in difficoltà al Moscati : sviluppi (4 Luglio 2016)

 

'Aside' Post | By on 5 luglio 2016

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dopo la denuncia di qualche giorno fa, Gianni Liviano ci informa di alcune novità 

Acceleratore lineare al Moscati, Liviano: “Ci sono i fondi a cui attingere per acquistarne uno nuovo

Un nuovo acceleratore lineare da affiancare a quelli, già in dotazione ma ormai vecchiotti, di cui è dotato il reparto di Radioterapia dell’ospedale civile “San Giuseppe Moscati”? Si può fare  perchè è “possibile attingere ai fondi rinvenienti dall'art. 20 della legge sull'edilizia ospedaliera”.

A darne notizia è il consigliere regionale Gianni Liviano il quale nei giorni scorsi, sollecitato in tal senso da numerosi utenti del reparto di Radioterapia, aveva sollevato la problematica delle continue avarie delle macchine, sottoposte così a lunghi periodi di manutenzione, con la conseguente dilatazione dei tempi di attesa e con  nocumento per i tantissimi pazienti costretti a sottoporsi ai trattamenti Radioterapici.

“Subito dopo le segnalazioni pervenutemi – spiega Liviano –  ho subito contattato il responsabile del dipartimento Sanità della Regione Puglia, dott.Gorgoni. Dal colloquio è emersa la possibilità di attingere ai fondi previsti, appunto, dall’art. 20 della legge sul riordino ospedaliero. Questo – aggiunge Liviano – permetterebbe di acquistare immediatamente un nuovo acceleratore lineare da affiancare a quelli già in dotazione che scontano un’anzianità di servizio rispettivamente di 9 e 12 anni. Né è possibile immaginare, vista la tragica emergenza ambientale che avvinghia Taranto, la costruzione del nuovo ospedale San Cataldo”.

Adesso la palla passa nel campo della Asl di Taranto. Tocca, infatti, al direttore generale Rossi prendere in mano la situazione è “avanzare al dott.  Gorgoni la richiesta per accedere ai fondi che la legge sull’edilizia ospedaliera mette a disposizione. Conoscendo il dott. Rossi e la sua attenzione per le problematiche ambientali che investono il nostro territorio, – conclude Liviano – sono sicuro che non perderà tempo e si attiverà per quelle che sono le sue competenze. Taranto e i tarantini non possono permettersi il lusso di altre e ulteriori perdite di tempo”. 

 

 

'Aside' Post | By on 4 luglio 2016

Dopo la denuncia pubblica del pericolo di chiusura del Pronto Soccorso del Moscati,
in data odierna (29.06.2016) Gianni LIVIANO si rivolge al Presidente della Regione Puglia Michele EMILIANO ed ai direttori del Dipartimento Sanità ed al direttore Generale della ASL di Taranto

  -SIG. PRESIDENTE DOTT. EMILIANO
         DOTT. GIOVANNI GORGONI
         DOTT. STEFANO ROSSI

OGGETTO: PIANO DI RIORGANIZZAZIONE PRESIDIO OSPEDALIERO CENTRALE PER EMERGENZA ESTIVA/ CHIUSURA PRONTO SOCCORSO "MOSCATI" – TARANTO

In esito all'incontro tenutosi c/o la sede regionale in data 31 maggio us alla presenza dei direttori generali nonche delle rappresentanza sindacali, nell'ambito della riorganizzazione ospedaliera, si è stabilito, tra l'altro, di sperimentare per il periodo estivo, a decorrere dal 1 LUGLIO, la TRASFORMAZIONE  del PRONTO SOCCORSO del "MOSCATI" di TARANTO in P.P.I. secondo quanto previsto dalla nuova versione del Piano Regionale delle Emergenze in corso di Approvazione.

In particolare si è stabilito che al moscati rimangano un medico e sei unità infermierisctiche e che il restante personale potenzierà il PRONTO SOCCORSO del SS.MA ANNUNZIATA. Per i pazienti che dovessero presentarsi spontaneamente al P.P.I del MOSCATI, saranno effettuate le consulenze per le specialità ivi insistenti, se ritenute necessarie, e in caso di ricovero, cio' sarà effettuato direttamente dal reparto di competenza.

Pur immaginando che, nell'ambito del processo di RIORGANIZZAZIONE, potenziare la struttura centrale (SS.MA ANNUNZIATA)  ha evidentemente una sua logica, si sottolinea alle SS.VV.:

1) LA CONTRARIETA' DELLO SCRIVENTE ALLA SCELTA DI chiusura DEL pronto soccorso dell'Ospedale "MOSCATI";

2) LA CONTRARIETA'  della CHIUSURA in particolare nel periodo ESTIVO a motivo del fatto che, durante l'estate:

a) gli ACCESSI AL PRONTO SOCCORSO SONO DESTINATI AD AUMENTARE;

b) LE FERIE ESTIVE comporteranno di fatto un DEPOTENZIAMENTO dell'ORGANICO A DISPOSIZIONE ANCHE NEL PLESSO CENTRALE;

c) L'INADEGUATEZZA STRUTTURALE del SS.MA ANNUNZIATA ad accogliere i pazienti diversamente destinati a ricorrere al Moscati o all'Ospedale di Grottaglie;

d) IL CERTO AUMENTO di RICOVERI nei REPARTI che sarà conseguenza dell'INGORGO che si creera' nei pronti soccorso.

ALLA LUCE DI QUANTO SOPRA AFFERMATO, Si CHIEDE ALLE SS.VV.

1) DI REVOCARE LA CHIUSURA DEL PRONTO SOCCORSO DELL'OSPEDALE "MOSCATI";

O IN SUBORDINE DI 2) POSTICIPARE LA SPERIMENTAZIONE DELLA CHIUSURA DEL MOSCATI AL PERIODO AUTUNNALE (considerando per le motivazioni indicate il periodo estivo quello meno adeguato per la sperimentazione).

L'occasione è grata per porgere cordiali saluti,
 
dr. Gianni LIVIANO
(CONSIGLIERE REGIONALE)

 

 

'Aside' Post | By on 29 giugno 2016