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26/5 incontro in Prefettura con Sottosegretario Angela D’Onghia

Università e Politecnico di Bari insieme a Ufficio scolastico provinciale e Autorità di sistema portuale, attraverso i rispettivi rappresentanti, redigeranno una scheda tecnica che individui tre-quattro priorità da inviare come comunità al tavolo Cis “sapendo di avere nel sottosegretario D’Onghia un prezioso e forte alleato” e perché tutto il lavoro fatto fin qui per la legge Taranto “possa essere valorizzato”. Gianni Liviano, consigliere regionale tarantino, riassume così quanto emerso venerdì pomeriggio dalla riunione, tenutasi in Prefettura,  a Taranto,  del tavolo tecnico al quale, oltre al sottosegretario alla Pubblica istruzione,  hanno partecipato l’assessore regionale al Diritto allo studio-Scuola-Università, Sebastiano Leo, il Magnifico Rettore dell’Università di Bari, Antonio Felice Uricchio,  il responsabile del Politecnico di Taranto, Gregorio Andria, la prof.ssa Laura Tafaro, responsabile del corso di studi di Scienze e gestione delle attività marine dell’Università di Bari, il segretario dell’Autorità di sistema portuale, dott. Di Blasio, la dott.ssa Fornaro in rappresentanza del commissario straordinario per le bonifiche, i dirigenti scolastici degli istituti Archimede,  Maria Pia, Liside e Righi. A portare il suo indirizzo di saluti è stato il prefetto Giovanni Cafagna che ha presenziato all’incontro.

Una task force, dunque, si occuperà di mettere nero su bianco progetti e finanziabilità degli stessi in ordine al potenziamento dell’offerta formativa “rispetto agli asset strategici ritenuti fondamentali nella legge speciale per Taranto”, ha aggiunto il consigliere Liviano, coordinatore del tavolo tecnico della legge e fautore dell’incontro di ieri in Prefettura, e per porre un argine al fenomeno che vede la fascia di età tra i 18 e 25 anni essere quella con un altissimo tasso di ragazzi che abbandonano Taranto per proseguire il proprio corso di studi in altre realtà universitarie”.

Serve dunque, ha sottolineato Liviano, una visione che “promuova e sostenga, con un approccio di governance multilivello, il necessario cambiamento delle direttrici di sviluppo della città e del territorio circostante, restituendo alla comunità, cittadini e operatori economici, – ha poi concluso il consigliere regionale tarantino – la dimensione del futuro, della salute, della sostenibilità ambientale, del valore culturale, dell’innovazione e dello sviluppo delle risorse e dei fattori competitivi locali”.

“L’impegno – ha evidenziato il sottosegretario D’Onghia – è quello di fare in modo che a Taranto si possano creare dei poli formativi importanti, giusti per il territorio, per fare in modo che i nostri ragazzi non solo si laureino ma possano rimanere qua perché trovano poi quelle attività produttive che permettono loro di lavorare subito. Per cui, parlare anche di nautica in una città come Taranto è un punto importante soprattutto in una regione come la Puglia che vuole investire sul turismo,  anche su quello nautico, e in presenza delle Autorità portuali che si stanno organizzando proprio per incentivare tutto questo, penso che sia importante che Taranto non resti fuori da questi processi “.

E proprio per quanto riguarda il discorso relativo alla filiera formativa della nautica,  il,sottosegretario D’Onghia ha assicurato il proprio interessamento perché si possa trovare un unico contenitore che ospiti l’indirizzo di Trasporti e Logistica, già  da tempo attivo nell’Istituto Archimede di Taranto, fino ad un Master di I livello sul Disegno nautico che il Politecnico di Bari è pronto a far partire nella nostra città oltre ai corsi universitari legati alla risorsa mare.

Occorre fare “scelte forti”, ha sottolineato l’assessore regionale Leo che ha aggiunto che “non è più tempo di Università generaliste” perché “siamo in concorrenza con le altre università italiane per cui la nostra forza deve essere quella di saper  fare sistema per questo è  importante “ricevere dal gruppo di lavoro le loro istanze e costruire il progetto di filiera che dia la possibilità di utilizzare risorse finanziarie che ci sono”.

 

14.11 filiera della nautica – Incontro in Regione con l’assessore LEO

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La filiera per la nautica comincia a muovere i primi passi. Lunedì mattina, infatti, si è tenuto nella sede dell’assessorato regionale alla Pubblica istruzione il previsto incontro, convocato dall’assessore Leo,  per gettare le basi di  questa importante iniziativa che punta a  ripartire dal mare per pensare ad uno sviluppo alternativo della città di Taranto.

Quanto emerso dall’incontro di lunedì mattina (al quale hanno partecipato i rappresentanti del Provveditorato agli studi, del Politecnico di Bari, della Marina militare, dell’Istituto Archimede di Taranto, di Assonautica nonché il magnifico rettore dell’Università di Bari, prof.  Uricchio)  sarà illustrato nel corso di una conferenza stampa martedì 15 novembre, alle ore 11 nella sede di via Fiume 12, dal consigliere regionale Gianni Liviano,  fautore dell’iniziativa. Per l’occasione si parlerà anche della legge regionale per Taranto in fase di costruzione.

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“L’Adisu di Taranto non sarà depotenziato e come Regione Puglia daremo un grosso contributo, se sarà il caso anche finanziario, per potenziare l’Università a Taranto”. L’assessore regionale all’Università, Sebastiano Leo, non si nasconde dietro un dito e va dritto al nocciolo della questione. Invitato a Taranto dal consigliere regionale Gianni Liviano a discutere con i rappresentanti degli studenti tarantini  sul sistema universitario ionico, l’esponente della giunta Emiliano ha raccolto tutte le indicazioni e le criticità esposte dagli studenti universitari e discusso con loro, e con gli altri ospiti (all’incontro sono intervenuti il pro Rettore Riccardo Pagano, il rettore del Politecnico di Bari, prof. Ernesto Di Sciascio, il direttore amministrativo Adisu, Antonio Palmiotta, il consigliere comunale e provinciale Dante Capriulo, il consigliere comunale Paolo Ciocia, il consigliere regionale Mino Borraccino oltre a una folta rappresentanza di studenti degli istituti Cabrini, Pitagora e Aristosseno), delle possibili soluzioni.

La politica è stata interrogata e la politica ha risposto alle domande dei ragazzi. Molti, infatti, sono stati i temi toccati da Daniele Ciocia di Elsa Taranto, Doriana Luzzi di Progetto Taranto universitaria, Alessandra Prete dell’associazione Giuristi jonici, Alessandro Tarantino rappresentante di Progetto Taranto in seno all’Adisu, Salvatore Capparelli di Scienze della comuicazione e Anna Colautti e Immacolata Di Cesaria di Scienze infermieristiche: dalla richiesta del mantenimento nel capoluogo ionico dei corsi delle Professioni sanitarie, al rischio incombente di un ridimensionamento della sede tarantina dell’Adisu, dalla necessità di avere una rete di bus piu’ efficiente per assicurare i collegamenti con il Politecnico ubicato al quartiere Paolo VI, allo smacco subito con la chiusura del corso di Beni culturali cui ha fatto seguito l’accorpamento, in favore di Lecce, della sede della Soprintendenza archeologica.

Interventi, quelli degli studenti, dai quali è emersa la necessità di una maggiore pubblicità dell’Università di Taranto fuori dai suoi confini provinciali (Prete: “A Brindisi, per esempio, non sanno dell’esistenza di un polo univeritario a Taranto”) e di come sia necessaria una formazione umanistica senza la quale, ha sottolineato Salvatore Capparelli, “non si può costruire una classe dirigente e Taranto ne è priva”.

Insomma, non si chiedono mance a nessuno e Taranto non deve essere vissuta come un’alternativa “ma come una scelta (Daniele Ciocia)” da chi intende frequentare i suoi corsi universitari.

La richiesta piu’ pressante è stata quella arrivata dalle due studentesse di Scienze infermieristiche, corso alle prese con costanti criticità come le recenti dimissioni di massa da parte dei docenti poi in parte rientrate. “Vista la drammatica emergenza sanitaria e ambientale che la città subisce – hanno fatto presente Anna Colautti e Immacolata Di Cesaria – forse è il caso di investire di piu’ in Scienze infermieristiche perchè questo garantirebbe la possibilità ai malati oncologici di curarsi a casa propria con professionisti della propria terra”. E come sottacere il ruolo che l’Università ha avuto nella riqualificazione della città vecchia di Taranto. Ruolo evidenziato da Doriana Luzzi di Progetto Taranto universitaria che, proprio per questo, ha sottolineato come “sia assurdo che si chiuda un corso universitario come quello di Beni culturali”.

Rimostranze e suggerimenti fatti propri dall’assessore Leo insieme a quelli offerti dai docenti presenti al dibattito organizzato dall’associazione “Le città che vogliamo” e dai movimenti politici “Noi democratici per le città che vogliamo” e “Partecipazione è cambiamento”. E il direttore amministrativo della sede decentrata di Taranto dell’Adisu, Antonio Palmiotta, ha sottolineato come i servizi a supporto degli studenti “siano efficienti” grazie anche alle convenzioni stipulate “con le migliori strutture ricettive e ristoratrici. Siamo in grado – ha aggiunto – di rispondere in tempo reale a qualsiasi istanza degli studenti”. E a Carmine Carucci, del Comitato per la qualità della vita, che rimproverava al rettore del Politecnico di non aver tenuto fede alla promessa di creare la Scuola speciaistica di archeologia, il rettore Di Sciascio ha risposto che “il Politecnico è sempre pronta a realizzarla ma il Comune non ci ha mai messo a disposzione, come da noi chiesto, una sede”. Comunque, ha poi proseguito il rettore Di Sciscio, la mission del Politecnico “non è quella di sfornare laureati sic et simpliciter ma professionisti che abbiano le capcità di inserirsi immediatamente nel mondo del lavoro. La sfida vera – ha concluso – è quella di costruire e ridare una speranza a Taranto e alle nuove generazioni. Il Politecnico è pronto ma occorre che la politica dalle parole passi ai fatti”.

Quei fatti che Dante Capriulo, consigliere provinciale e comunale, si sente di trasformare in atti concreti “ed elaborare un nuovo sistema universitario ionico che si focalizzi su un sistema nuovo di fare formazione e che formi quelle professionalità che davvero servono al territorio”. Argomento per certi versi ripreso dal pro Rettore dell’Università di Bari, Riccardo Pagano, che, cifre alla mano (nove corsi di laurea, 80 docenti strutturati, 200mila euro di stipendi al mese), ha dimostrato come “l’Università si sia accollata un grosso sforzo economico. Resta comunque il fatto che tutti quanti dobbiamo cercare di capire perchè l’Università è fondamentale per Taranto: lo è perchì è un labortorio storico e sociale importantissimo inserito in una città che è l’icona della crisi del Meridione dove è crollato il sistema di portare sviluppo con le industrie”.

A rivendicare “esistenza e dignità ad una terra dalla storia millenaria” è stato il consigliere comunale Paolo Ciocia” il quale ha sottolineato, sulla scorta di quanto emerso soprattutto dalle dichiarazioni del rettore del Politecnico, “la sordità dell’attuale amministrazione comunale chiusa a qualsiasi possibilità di dialogo” puntando l’indice verso il sindaco Stefàno che “per primo non intende centrale lo sviluppo dell’Università ionica. Per questo – ha concluso – confidiamo nel ruolo che la Regione vuole giocare”.

La ricetta possibile? L’assessore regionale Leo non ha dubbi: “Taranto, ma anche Bari e Lecce, devono fare cartello con il sistema universitario meridionale se si vuole competere e competere meglio”. E sull’alternanza scuola-lavoro l’assessore è stato netto: “il Governo deve metterci le riisorse economiche necessarie perchè non si può pretendere formazione se poi questa non si traduce in posti di lavoro”.

Una giornata “veramente proficua e interessante”, così il consigliere regionale Gianni Liviano, ispiratore dell’iniziativa, che non ha mancato di sottolineare come lo scopo debba essere quello “di far sì che i nostri ragazzi studino in una Università tutta tarantina, che non debbano essere costretti ad andare fuori a cercare offerte formative migliori con il rischio che dopo non facciano piu’ ritorno a Taranto. Dobbiamo essere costruttori di sviluppo e di opportunità per i nostri ragazzi. Consolidare l’Università a Taranto  per fornire risposte ad una comunità che soffre. Questo è il compito – ha concluso Liviano – dal quale la politica non può e non deve derogare”.

 

'Aside' Post | By on 5 maggio 2016