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“Non capisco tutto questo sbattersi da parte dei parlamentari e delle istituzioni brindisine contro l’iniziativa dell’assessore regionale allo Sviluppo economico, Michele Mazzarano, concretizzatasi con una delibera di giunta che apre alla possibilità che l’aeroporto Arlotta di Grottaglie venga aperto ai voli civili".

Commenta così Gianni Liviano, consigliere regionale tarantino, la levata di scudi contro i voli civili all’aeroporto grottagliese. “L’assessore Mazzarano, è con lui la giunta, non ha fatto altro che prendere atto di una richiesta venuta dal territorio, come sicuramente sarà avvenuto in altri ambiti anche per le altre realtà pugliesi. Del resto, la giunta, così facendo, ha dato seguito anche ad una mozione, che vede in me il primo firmatario (gli altri colleghi che l’hanno firmata sono stati Galante, Morgante, Pentassuglia, Turco, Vizzini, Zinni e lo stesso Mazzarano non ancora assessore) votata e approvata dall’aula del consiglio regionale".

La Puglia, fa presente Liviano, dispone di quattro aeroporti civili localizzati nei Comuni di Foggia, Bari, Brindisi e Grottaglie;  l’aeroporto di Grottaglie, sebbene completamente fruibile e funzionante per i voli passeggeri, “è allo stato attuale – sottolinea il consigliere tarantino – destinato ad uso esclusivamente cargo a supporto dello sviluppo industriale del territorio; la pista dell’aeroporto di Grottaglie di 3.200 metri è tra le più lunghe d’Italia; il sistema aeroportuale pugliese ha movimentato nel 2013 quasi 5.400.000 passeggeri offrendo mediamente 385 collegamenti di linea a settimana a partire dagli aeroporti di Bari e Brindisi di cui 85 internazionali e 300 nazionali oltre a numerosi collegamenti charter stagionali; una parte consistente di questi passeggeri proviene dalla provincia di Taranto e da zone limitrofe.
Detto questo – prosegue Liviano – l’aeroporto di Grottaglie non può essere solo un aeroporto industriale ma deve essere abilitato a svolgere tutte le funzioni per cui è stato creato. Per cui – conclude Liviano – continuerò a sostenere le battaglie dei comitato pro aeroporto e gli sforzi del governo regionale compiuti nella direzione dell’apertura ai voli civili. Situazione, questa, che rafforzerebbe ancora di più la legge speciale per Taranto e l’istituzione nell’area ionica della zona economica speciale”.

 

'Aside' Post | By on 27 ottobre 2017

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Liviano a “Le vie del mare”: Taranto, destinazione felicità

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Reinterpretare la storia del Mediterraneo e metterlo a sistema in un progetto transfrontaliero. Una linea mediterranea che restituisce centralità al Sud dove Taranto torna ad essere città magna in un sistema integrato con Gallipoli, Crotone, Sibari, Policoro.

Insomma, una visione da Sud che restituisca un ruolo fondamentale alla città dei due mari. Un obiettivo che  è stato al centro del convegno organizzato martedì a Taranto,  nell’aula magna dell’Istituto “Pacinotti”, dall’associazione “Visioni da Sud” sul tema “Le vie del mare, una modernità senza tempo di una Terra Magna” al quale ha partecipato il consigliere regionale Gianni Liviano.

Taranto balcone della storia d’Europa,  dunque, città di arrivo e partenza della linea adriatica che diviene il porto della cultura dell’Italia e dell’Europa. Una città che deve guardare all’Italia e all’Europa con una sua visione propositiva e progressista, capofila di un Sud che vuole recuperare il suo storico ruolo di Terra Magna in una prospettiva di sviluppo futuro attraverso una riflessione storico-geografica-culturale che possa recuperare e reinterpretare la modernità della Magna Grecia. E le rotte marittime del golfo di Taranto rappresentano ancora oggi la più moderna infrastruttura che collega l’Europa all’Oriente attraverso il mar Piccolo.

Se si utilizzasse un aliscafo da Taranto si potrebbe raggiungere Crotone in due ore e mezzo, Policoro in cinquanta minuti, Sibari in cinquantasei, utilizzando, appunto,  le cosiddette vie del mare che vogliono rappresentare in modo alternativo di interpretare il cambiamento in quanto complementari alle vie di terra verso le quali spesso riponiamo tutta la nostra attenzione.

Del resto, ha ribadito nel suo intervento il consigliere regionale Gianni Liviano, che Taranto da città sul mare debba diventare città di mare è fuori discussione oltre ad essere sotto gli occhi di tutti. Vogliamo provare tutti insieme – ha aggiunto Liviano – ad immaginare la Taranto del 2020 andando a confrontarci in maniera critica e operativa con chi questa visione l’ha già costruita e con chi in questi anni la sta realizzando. Pensiamo a città come Bilbao, che nel cambiamento radicale ha avuto la sua rinascita, o a Torino, che ha storicamente vissuto il dualismo industria versus turismo e ambiente e ha saputo reinventarsi come città leader del terziario avanzato e tra le realtà di eccellenza dell'offerta turistica del nostro Paese.  Nuove prospettive: questo è quanto noi vorremmo proporre alla nostra città volendo davvero andare al di là dei luoghi comuni  di città brutta, sporca e cattiva, provando a valorizzare le grandi potenzialità che possiede e i grandi interessi, socio-culturali innanzitutto, che essa può suscitare. Ed è questo l’obiettivo della legge regionale speciale per Taranto che stiamo provando a costruire”.

Nuove prospettive come quella, ha sottolineato il consigliere regionale tarantino, “di provare a immaginare una filiera formativa della nautica sul territorio di Taranto. Questa idea è assolutamente coerente con l'asset strategico della legge speciale per Taranto che, come sapete, stiamo cercando con la Regione di costruire per immaginare un passaggio da Taranto città sul mare a città di mare. Per cui, se questo è l'asset strategico prescelto, se questa è la priorità nella vision di una prospettiva futura della comunità ionica, allora anche la filiera formativa deve essere coerente con l’idea che abbiamo di futuro”.

Per far questo, ha poi puntualizzato Liviano, serve “un luogo “che ospiti l'intera filiera formativa della nautica unitamente ai numerosi laboratori (Open Space, laboratorio di simulazione navale, laboratorio  planetario, laboratorio monitoraggio marino, laboratorio impianto pilota di biologia marina,  laboratorio di educazione marinara,  di far lab, di tappezzeria nautica), per la realizzazione dei quali un’unica rete di soggetti locali, con capofila la scuola Archimede, ha ottenuto un finanziamento di 750mila euro. Il progetto di filiera nautica – ha aggiunto Liviano – prende le mosse  dall’esistente, ovvero dall’indirizzo di Trasporti e Logistica già  da tempo attivo nell’Istituto Archimede di Taranto fino ad un Master di I livello sul Disegno nautico a cura del Politecnico di Bari al quale si deve accostare l’implementazione a Taranto della facoltà del Mare dell’Università degli studi di Bari. Si tratta adesso – ha concluso Liviano – di mettere a sistema questa proposta e anche di valorizzarla a livello di marketing perchè avrebbe un significato nell’immaginario collettivo innanzitutto di recupero di fiducia da parte della comunità e, sicuramente, di bellezza e di utilità della proposta”.

Taranto, destinazione felicità: questo l’obiettivo sul quale  il consigliere regionale Liviano è pronto a giocare tutte le sue carte ma per raggiungere il quale è  necessario “che voi ragazzi – ha detto rivolgendosi ai numerosi studenti presenti nell’aula magna dell’Istituto Pacinotti – prendiate consapevolezza delle vostre potenzialità, che a Taranto si può lavorare per farla crescere”.

'Aside' Post | By on 23 maggio 2017

Convegno Musealizzazione Nave "Vittorio Veneto"
dall'idea alla concretizzazione 

proseguendo il percorso della 3giorni/2016 de #lecittàchevogliamo  e con obiettivo tra gli altri della Realizzazione di una 
"Filiera Formativa Economia del Mare"  a Taranto

Giovedì 16 marzo organizzato dalla Fondazione Michelagnoli ci è stato quest'importante appuntamento al quale ha partecipato il consigliere Gianni LIVIANO

qui sotto l'intervento 
 

 

 

 

'Aside' Post | By on 18 marzo 2017

Liviano giovedì 26 al laboratorio partecipato per il piano strategico per Taranto insieme a Pugliapromozione e dipartimento Turismo e Cultura della Regione

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Costruire un piano strategico che consenta alla città di Taranto di emanciparsi dall'attuale situazione di one company town per ripensare le sue prospettive di sviluppo e restituire fiducia e speranza ad una comunità in forte sofferenza. E’ questo l’obiettivo che si prefigge di raggiungere “Taranto, Futuro Prossimo – Gli attrattori culturali per lo sviluppo e l’occupazione”, laboratorio partecipato che si terrà giovedì 26 gennaio, dalle ore 10 alle ore 18, all’interno della sede dell’Università di Taranto in via Duomo, nell’ex chiesetta San Francesco, organizzato dal consigliere regionale Gianni Liviano, coordinatore del tavolo tecnico per la redazione della legge regionale speciale per Taranto, in collaborazione con Pugliapromozione e con il dipartimento Turismo, Economia della Cultura e Territorio della Regione Puglia.

“Abbiamo pensato – spiega il consigliere regionale Gianni Liviano – ad un laboratorio che delinei, insieme ad esperti e attori del territorio, azioni prioritarie e di sistema, da porre subito in campo,  utili a rafforzare: il mare, come fattore identitario; l’innovazione sociale e culturale; la valorizzazione integrata del patrimonio culturale, fisico e immateriale, di Taranto”.

Giovedì mattina, dunque, Taranto ospiterà esperti nazionali nella costruzione di piani strategici oltre ai rappresentanti di Ocse e delle associazioni culturali e turistiche che operano sul territorio tarantino. Un open space dove tutte le esperienze verranno confrontate e, partendo da queste, si proverà a fornire utili indicazioni per la costruzione del piano strategico, strumento attuativo della legge speciale per Taranto, il cui articolato è alle battute finali.

“Con questa iniziativa – spiega Liviano – intendiamo rafforzare il sistema delle competenze e delle dotazioni pubbliche ed istituzionali locali per aumentare la capacità di visione strategica, tecnica ed operativa degli attori pubblici locali; proviamo, inoltre, ad avvicinare le competenze ordinarie ed operative della Regione Puglia al governo dei fattori territoriali rafforzando i processi di partecipazione attiva della comunità territoriale al confronto pubblico sul destino e sul futuro della città e del suo comprensorio. Otto gli asset strategici lungo i quali si cementerà il piano strategico e, con esso,la legge regionale speciale per Taranto: costruire comunità e identità; Taranto città culturale; Taranto città salubre; Taranto città compatta, abitata e sostenibile; Taranto città del mare; Taranto città dell’economia; Taranto città in salute; Taranto città in collegamento”.
La metodologia di lavoro sarà quella della progettazione partecipata e dei suoi strumenti,  con momenti di condivisione  in prepariamo e con due workshop paralleli facilitati mediante tecniche di interazione costruttiva.

'Aside' Post | By on 24 gennaio 2017

14.11 filiera della nautica – Incontro in Regione con l’assessore LEO

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La filiera per la nautica comincia a muovere i primi passi. Lunedì mattina, infatti, si è tenuto nella sede dell’assessorato regionale alla Pubblica istruzione il previsto incontro, convocato dall’assessore Leo,  per gettare le basi di  questa importante iniziativa che punta a  ripartire dal mare per pensare ad uno sviluppo alternativo della città di Taranto.

Quanto emerso dall’incontro di lunedì mattina (al quale hanno partecipato i rappresentanti del Provveditorato agli studi, del Politecnico di Bari, della Marina militare, dell’Istituto Archimede di Taranto, di Assonautica nonché il magnifico rettore dell’Università di Bari, prof.  Uricchio)  sarà illustrato nel corso di una conferenza stampa martedì 15 novembre, alle ore 11 nella sede di via Fiume 12, dal consigliere regionale Gianni Liviano,  fautore dell’iniziativa. Per l’occasione si parlerà anche della legge regionale per Taranto in fase di costruzione.

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aggiornamenti importanti su opportunità per Taranto :
inserimento nel percorso della Via Francigena e
costruzione di filiera della nautica 


Taranto è sempre stata un importante nodo viario, attraversato da flussi di pellegrini diretti verso la Terrasanta. Vi afferivano infatti cinque strade: la via Appia da Roma, la via Appia per Brindisi, la mulattiera per Bari, la via per il Salento e quella per il Bruzio. Inoltre un lungo tratto della via Francigena coincide con la via Appia (Roma-Taranto-Brindisi), considerata l’asse principale di tutte le comunicazioni dell’Impero Romano, che conservò il suo ruolo di arteria di comunicazione durante tutto il Medioevo.

Insomma, basterebbe solo questo per legittimare l’inclusione di Taranto nel percorso delle vie Francigene. Ed è quanto avvenuto con l’approvazione all’unanimità della mozione che sull’argomento ha presentato il consigliere regionale Gianni Liviano; un atto che ha riequilibrato una situazione che, in principio, vedeva l’area jonica esclusa mentre veniva inserita, sempre con provvedimento approvato dal. Consiglio regionale, la provincia di Lecce fino a Santa Maria di Leuca.

E la documentazione messa a disposizione, e inglobata nel testo della mozione, dal gruppo di lavoro del Comitato per la qualità della vita è così copiosa che sta a testimoniare, qualora ce ne fosse ancora bisogno, l’importanza e la strategicità della città di Taranto sulle strade che portano ad Oriente.

Di tutto questo si è parlato nel corso della conferenza stampa di ieri mattina convocata dal consigliere regionale Gianni Liviano e alla quale hanno partecipato o componenti il gruppo di lavoro del Comitato per la qualità della vita Carmine Carlucci, Maria Rosaria Piccinni, Salvatore Marzo, Antonio Fornaro20161105csfrancigena e Anna Maria La Neve.

Non solo perché di vie Francigene si tornerà a parlare il prossimo 2 dicembre quando ospite del consigliere Gianni Liviano sarà il prof. Tedeschi, presidente dell’Associazione europea via Francigena.

“L’approvazione della mozione, tra l’altro avvenuta con voto unanime del Consiglio, consentirà alla Giunta regionale di includere nel percorso individuato nell’ambito degli Itinerari culturali del Consiglio d’Europa l’area jonica, che potrà così partecipare alle misure di valorizzazione, promozione e recupero destinate a tali itinerari. Prima di presentarla in Consiglio regionale –  ha aggiunto Liviano –  ho sottoposto la mozione all’attenzione del prof. Piacentini del Mibact e del prof. Tedeschi per assicurarmi che alla base della richiesta ci fossero precisi fondamenti storici. Cosa che mi è stata assicurata essere rispondente. Per cui ho presentato la mozione nello sforzo di costruire ipotesi di diversificazione per ottenere la quale non possiamo non partire da attrattori culturali. Essere inseriti nel circuito dei cammini aiuta a valorizzare il territorio ai fini di un miglioramento del benessere sociale ed economico del territorio. Questa è la scommessa che vogliamo vincere e questo è anche la ratio alla base della costituenda legga Taranto”.

Soddisfazione è stata espressa anche dal presidente del Comitato per la qualità della vita, Carmine Carlucci, che con il gruppo di lavoro formato da Maria Rosaria Piccinni, Salvatore Marzo, Antonio Fornaro e Anna Maria La Neve, oltre alla consulenza del prof. Dammacco dell’Università di Bari, ha provveduto a fornire un’ampia documentazione storica e bibliografica. “Ora – ha fatto presente Carlucci – bisogna lavorare per definire il tracciato che valorizzi il territorio attraverso anche il coinvolgimento delle Soprintendenze e dei Comuni ionici che saranno interessati dal percorso”.

L’importante, ha fatto poi presente il prof. Marzo, è “cominciare a ragionare in tema di distretti turistici. Queste vie – ha concluso – erano importanti vie di pellegrinaggio e di scambi commerciali per cui ponevano anche Taranto in una posizione strategica”.

Ma non soltanto la via Francigena ma Taranto – ha aggiunto il prof. Fornaro – era terminale di cinque strade: la via Appia, la mulattiera per Bari rimasta intatta, la via per il Salento e quella per il Bruzio Calabria, la Altamura-Gravina chiamata del Tarantino perché Taranto era il terminale di numerosi pellegrinaggi sulla via di Santiago di Compostela. Il pellegrinaggio del Giovedì santo altro non è che la perpetuazione del pellegrinaggio proprio verso Santiago di Compostela”.

Insomma, non solo testimonianze storiche ma anche perpetuazione di un rito che affonda le radici nei secoli.



 

Filiera della nautica a Taranto, Liviano: il 14 novembre incontro con l’assessore Leo

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È stato convocato a Bari, nella sede dell’assessorato alla Pubblica istruzione della Regione Puglia, per il prossimo 14 novembre alle ore 10 l’incontro sulla realizzazione a Taranto di una filiera della nautica. A convocarlo è stato l’assessore regionale Sebastiano Leo su richiesta del consigliere regionale Gianni Liviano.

Ed è proprio all’assessore Leo e alla Regione Puglia che il consigliere regionale Liviano rivolge un ringraziamento per la disponibilità “a condividere e valorizzare ipotesi di diversificazione delle prospettive economiche per la nostra città che passano anche dalla valorizzazione della risorsa mare promuovendo anche quelle realtà che cercano di tradurre in fatti concreti questa importante risorsa”.

L’incontro del prossimo 14 novembre punta a  dotare il territorio ionico di un contenitore  che ospiti l'intera filiera formativa della nautica unitamente ai numerosi laboratori (Open Space, laboratorio di simulazione navale, laboratorio  planetario, laboratorio monitoraggio marino, laboratorio impianto pilota di biologia marina,  laboratorio di educazione marinara,  di far lab, di tappezzeria nautica), per la realizzazione dei quali un’unica rete di soggetti locali, con capofila la scuola Archimede, ha ottenuto un finanziamento di 750mila euro, e che prenda le mosse  dall’esistente, ovvero dall’indirizzo di Trasporti e Logistica già  da tempo attivo nell’Istituto Archimede di Taranto, per proseguire con l'intera filiera fino ad un Master di I livello sul Disegno nautico.

“Dal mare dobbiamo  ripartire per pensare ad uno sviluppo alternativo della città di Taranto. Per questo – spiega Liviano – è utile costruire una filiera formativa coerente con i lavori  legati al mare partendo dalla valorizzazione di quanto già insiste sul territorio”. 

All’incontro di lunedì 14 novembre oltre alla Regione Puglia e al dirigente scolastico dell’Istituto Archimede, parteciperanno i rappresentanti dell’Ufficio scolastico regionale, il provveditore agli studi di Taranto, Provincia e Comune di Taranto, Marina militare e il Politecnico.

'Aside' Post | By on 5 novembre 2016

Taranto sarà inserita nella “Via Francigena” . Mozione approvata in Cons. Regionale

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Taranto sarà inserita nel percorso delle vie Francigene. Lo ha deciso il Consiglio regionale nella seduta di martedì 25 ottobre approvando all’unanimità la mozione presentata dal consigliere regionale Gianni Liviano.

“Con l’approvazione della mozione – spiega il consigliere Liviano – abbiamo impegnato la giunta regionale a rivedere la scelta del percorso pugliese delle vie Francigene, compiuta con la Deliberazione di Giunta Regionale n. 1174 del luglio 2013, includendo anche il territorio di Taranto e della sua provincia. Tale approvazione – aggiunge Liviano – consentirà alla giunta regionale di includere nel percorso individuato nell’ambito degli “Itinerari Culturali del Consiglio d’Europa” l’area jonica, che potrà così partecipare alle misure di valorizzazione, promozione e recupero destinate a tali itinerari”.

“Resta il fatto – conclude il consigliere regionale Gianni Liviano – dell’importanza del provvedimento adottato oggi dal Consiglio regionale perché vuol dire mettere al centro la città di Taranto e la sua provincia di un progetto che può traguardare la nostra area facendola crescere ancora di più in termini di presenze turistiche. Inoltre,  tiene conto delle importanti testimonianze storiche che attestano la presenza di flussi di pellegrini i quali, attraverso un fitto reticolo di strade, vie consolari e tratturi per la transumanza, passavano da Taranto per recarsi a Roma, Santiago di Compostela, presso la Grotta dell’Arcangelo Michele sul Gargano e presso una serie di santuari minori. Per non parlare del fatto che un lungo tratto della via Francigena coincide con la via Appia (Roma-Taranto-Brindisi), considerata l’asse principale di tutte le comunicazioni dell’Impero Romano, che conservò il suo ruolo di arteria di comunicazione durante tutto il Medioevo”. 

#MarePolis – 3^ Giornata “Un mare di… economia: musei, marine e altri attrattori”

42La terza serata della “Tre giorni di fine estate”, organizzata dall’associazione “Le città che vogliamo” e dal consigliere regionale Gianni Liviano, incentrata sul tema “Un mare di… economia: musei, marine e altri attrattori”, ha saputo regalare un dibattito a più voci (hanno partecipato la direttrice del MarTa, Eva Degl’Innocenti; gli studenti della II H del liceo Aristosseno vincitori con il loro “Una boccata di mare per i Tamburi”, Francesca Cirillo e Tommaso Gaudioso; il dott. Nicola Costa; Agnese Vallerga di Italian Cruises Shipping Service; il presidente dell’Autorità portuale, Sergio Prete; il presidente di Jonian Shipping Consortium, Rinaldo Melucci; Carmelo Fanizza di Jonian Dolphin Conservation; l’ing. Salvatore Mellea della Fondazione Michelagnoli; il prof. Giuseppe Mastronuzzi dell’Università di Bari; Lelio Miro, presidente della Banca di Taranto; Francesco Simonetti, presidente della Fondazione Palio di Taranto; Nino Nastasi ideatore del progetto StarTa) dal quale è emersa una Taranto che ce la può fare soltanto se sarà capace di credere di più in se stessa.

“A me sembra – ha aggiunto Costa – che la città dovrebbe porsi contemporaneamente un piano più complessivo che tenga conto del turismo culturale  ma che non trascuri il cosiddetto turismo per le famiglie. Cosa che Genova ha saputo realizzare con l’Acquario, con il Museo del mare, con la Sfera dell’architetto Renzo Piano. Bisogna identificare, quindi, una pluralità di funzioni attorno alle quali costruire attrattori”. Come fare? “Occorre – ha spiegato Costa – individuare una figura che sia in grado di pensare in questi termini: un famoso architetto o qualcuno che sappia coniugare l’aspetto architettonico, del restauro con una visione d’insieme più ampia. Occorre che Taranto compia questo salto di qualità perché, forse, di fronte ad un progetto globale diventa più facile intercettare le risorse economiche necessarie per portarlo a compimento”.

Taranto e Genova, gemelle diverse. Entrambe dominate dall’industria pesante, entrambe con un porto dalle immense prospettive di sviluppo. Proprio come lo scalo ionico che l’avv. Sergio Prete, presidente dell’Autorità portuale di sistema, vorrebbe utilizzare come infrastruttura al servizio delle imprese “offrendo logistica e aree attrezzate. Un tentativo di ricollegare questa imponente struttura alla città e non lasciare che continuasse ad essere una monade. Il nostro è un porto di terza generazione, perno centrale dell’intera filiera logistica che aiuta le imprese a sviluppare maggiormente il proprio import-export”. Di qui la necessità, ha aggiunto Prete, di prevedere misure e incentivi fiscali. “Abbiamo subito pensato alla Zes (zona economia speciale) che però, al momento non è stata ancora istituita a livello comunitario. Per cui abbiamo pensato di partire da un livello più basso e, grazie all’aiuto di alcuni tecnici ed esperti, siamo riusciti ad ottenere, unico porto in Italia, la Zona franca non interclusa che consente la sospensione del pagamento del dazio doganale alle merci in entrata salvo poi pensare se è possibile trasformarla in qualcosa più importante come la Zes”.

Ma il porto non è solo un discorso commerciale perché lo scalo “ha cominciato a comunicare con la città e con realtà nazionali e internazionali trasformandolo anche in porto turistico”, come testimonia l’ingresso di Taranto nel circuito crocieristico o la realizzazione del Falanto Port service center che ospiterà una stazione passeggeri per non parlare della passeggiata, il cui progetto ha vinto il primo premio Urban Promo, che collegherà il ponte di pietra al castello Aragonese.

Di Blue economy ha parlato Rinaldo Melucci, presidente di Jonian Shipping Consortium, il consorzio che raggruppa ventiquattro agenzie marittime. “La blue economy – ha spiegato Melucci – produce il 3% del pil e impiega, tra attività specifica dei porti e interporti, 500mila persone di professionalità medio-alta. Per concorrere a questo 3% di pil e per sostenere le sfide di mercati sempre più internazionali, bisogna superare le divisioni tipiche della nostra economia territoriale incapace di fare massa critica. Ecco perché il consorzio di agenzie marittime. Fare rete dovrebbe diventare un argomento centrale di chi vuole fare impresa. Gli ultimi vent’anni del porto sono stati cristallizzati su pochi centri monoloistici con risorse drenate verso l’esterno. Una rete di operatori locali consente, invece, di far restare sul territorio le risorse che arrivano dall’esterno e che possono essere immediatamente reinvestibili. Stiamo parlando di circa un milione di euro”.pano_20160928_203644

Intanto si parte dalle crociere con l’inglese Thompson Cruises che dal prossimo mese di maggio farà approdare a Taranto le sue navi da crociera. “Sono previsti – ha ricordato la dott.ssa Vallerga di Italian Cruises Shipping – sette scali: due a maggio e uno nei successivi mesi fino a novembre. Abbiamo puntato su Taranto sia per la sua posizione geografica, sia per le sue peculiartià, sia per la posizione strategica rispetto ad altri centri facilmente raggiungibili dai crocieristi, sia per le condizioni di sicurezza, mi riferisco al terrorismo, che i porti del nord Africa non sono in grado di offrire”. Ma per attirare il turista fuori dalla nave è necessario che ci sia tutta una serie di infrastrutture e di servizi come, giusto per citare la più banale delle esigenze, “far sì che il turista che scende a terra – ha sottolineato la dott.ssa Vallerga – trovi negozi e ristoranti aperti, operatori in grado di parlare e capire la lingua inglese”.

Mare non è solo crociere o diporto, mare è anche delfini e ricerche scientifiche sui cetacei per finanziare le quali la Jonian Dolphin Conservation ha deciso di coniugare l’aspetto turistico con quello scientifico. Con il loro biglietto, il turista che sale sul catamarano della Jonian finanzia la ricerca. “Un progetto nato nel ‘97, che ha cominciato a camminare nel 2012 e che oggi è cresciuto a tal punto – ha detto Carmelo Fanizza – da aver ottenuto in gestione palazzo Amati, in città vecchia, e la sede dell’ex ristorante Al Gambero, a Porta Napoli”. E a palazzo Amati, un tempo sede del corso di laurea in Maricoltura, la Jonian Dolphin darà vita al progetto Kitos, in partenariato con altre 6 organizzazioni. “Si tratta – ha spiegato Fanizza – di un Centro Euromediterraneo del mare e dei cetacei, con un’area museale, servizi turistici. Sono previsti uno spazio dedicato alle start up e all’imprenditoria sociale e una biblioteca virtuale sul mare. Obiettivo del progetto è quello di rilanciare la vocazione turistica della città vecchia. Nel centro saranno realizzate le Officine Amati, uno spazio di innovazione tecnologica dedicato soprattutto ai giovani”.

Musei di mare e msei di… terra come il MarTa. Che, poi, tanto museo di terra non è dal momento che “custodisce ed espone tesori – ha sottolineato la direttrice Degl’Innocenti – che sono legati tantissimo al mare” e che dal mare ci sono stati restituiti. L’esperienza del MarTa, che in poco più di otto mesi ha visto lievitare le visite del 70%. Segno che la nuova politica, “quella di aprire sempre di più la struttura alla città”, fino ad oggi sta pagando e lascia intravedere ulteriori margini di miglioramento. “Il museo – ha detto ancora la dott.ssa Degl’Innocenti – non può essere considerato un luogo chiuso ma, al contrario, un luogo aperto alla città e che con la città interagisca. Bisogna attuare una strategia globale, un progetto di territorio. Il MarTa è il principale attrattore della Puglia e come tale può diventare partner di un lavoro più complesso e collettivo”. Insomma, opportunità come visione diversa della cultura.

L’Università non può non svolgere un ruolo attivo, superando anche le difficoltà di natura economica che stanno affliggendo gli Atenei italiani. Il prof. Giuseppe Mastronuzzi su questo tasto ha battuto molto nel corso del dibattito così come l’ing. Mellea della Fondazione Michelagnoli, ha fatto con il progetto della musealizzazione di nave Vittorio Veneto che ha nella mancanza di investitori e nella lentezza delle decisioni politico-amministrative i maggiori ostacoli. Come quelli che ha incontrato, e dovuto superare, Francesco Simonetti, presidente della Fondazione Palio di Taranto, nel tenere viva la tradizione del Palio e nel recuperare una fascia immediatamente sotto i bastioni adiacenti il castello Aragonese utilizzata, fino  poco prima che il suo progetto di recupero andasse in porto, per il rimessaggio da parte di pescatori abusivi.

Poi c’è StarTa, l’ambizioso progetto presentato dal comandante Nino Nastasi e che vede un pool di associazioni impegnate nello sforzo di portare a Taranto nel 2019, da tutto il mondo e in occasione del clou di Matera capitale europea della cultura, i velieri storici a cominciare dal nostro Amerigo Vespucci. “Un raduno – ha spiegato Nastasi – che non dovrà esaurirsi in qei quattro-cinque giorni in cui i velieri sosteranno nel nostro mare ma dovrà diventare un appuntamento biennale”. Ma per fare tutto ciò servono risorse economiche e partner che credono nel rilancio della città. “La Banca di Taranto – ha detto il presidente Miro – è pronta a sostenere questa importante sfida, a costruire una vision che traguardi la città verso una rinascita culturale, urbanistica, economica degna della sua storia”.

Conclusioni? Taranto ha i numeri per invertire il suo futuro, per diventare da città sul mare a città di mare. Basta saper cambiare gli orizzonti, guardare la città da un’altra angolazione. Come hanno fatto Francesca Cirillo e Tommaso Gaudioso con il loro progetto “Una boccata di mare per i Tamburi” e con il quale hanno vinto il primo premio del “Don Pino Puglisi”. La visione e la percezione della realtà sono state letteralmente capovolte offrendo uno spaccato della città e del quartiere Tamburi lontani parenti della città dei veleni in cui tutto il mondo individua Taranto.

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“Dobbiamo affrancarci – è stato l’intervento del consigliere regionale e padrone di casa, Gianni Liviano – del marchio di One company town, di città che ha subìto scelte che hanno provocato una prima fase di diffusa ma anche   totale dipendenza da un modello economico che prescinde completamente dalla sostenibilità ambientale e che, col tempo, ha contribuito a ridurre le risorse identitarie, storiche e culturali dell città, le possibilità turistiche, riducendo fortemente le possibilità di altre valorizzazioni economiche. La ricerca di identità, il desiderio di costruire comunità, la costruzione di un piano strategico, di una vision di futuro, devono essere le direttrici sulle quali costruire la Legge speciale per Taranto”.

DOCUMENTAZIONE VIDEO :
 

 

 

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“MarePolis: Taranto da città sul mare a città di mare”, questo il tema di quest’anno della "tre giorni di fine estate" della nostra Associazione che vedrà i prossimi 

21, 22, 28 e 29 settembre 

i giorni focali dei dibattiti in cui si proverà a dare risposte rivelatrici di un futuro migliore.

Mercoledì 21, alle ore 18, quando nel chiostro del convento di San Michele, dove ha sede l’Istituto musicale Paisiello, quando i rappresentanti di Ocse, Billi, e Invitalia, Portaluri, discuteranno insieme al direttore del dipartimento Turismo e Cultura Regione Puglia, Aldo Patruno, e il consigliere regionale Gianni Liviano sul tema “Un mare di opportunità”, facendo così il punto della situazione sullo stato di attuazione del contratto istituzionale di sviluppo. Serata che avrà un fuori programma in quanto si parlerà di cinema insieme al direttore artistico del Levante International Film Festival, Mimmo Mongelli, e ai responsabili di Crest e dell'Associazione Marcellino De Baggis. Un’occasione di dibattito scaturita dalla decisione di Mongelli di traslocare armi e bagagli da Bari a Taranto e dal progetto di realizzare un centro di riprese cinematografiche subacquee al largo di Mar Grande.

Giovedì 22, alle ore 18,30 sempre all'Istituto Paisiello, “Il mare come valore identitario di un territorio” .
A confrontarsi, sollecitati da alcuni giornalisti di organi di informazione locali, saranno i consiglieri regionali Sergio Blasi (Pd), Sabino Zinni (capogruppo Emiliano sindaco di Puglia), Mario Pendinelli (Emiliano sindaco di Puglia), Alfonso Pisicchio (La Puglia per Emiliano) e Gianni Liviano (Emiliano sindaco di Puglia). 
 

Mercoledì 28, questa volta nella sala riunioni del Mon Reve (ore 18.30), stabilimento balneare sulla Litoranea salentina, il mare sarà visto come una grande opportunità di rilancio e di sviluppo della area ionica. “Un mare di economia: musei, marine e altri attrattori” il tema della serata. Ricca la platea degli ospiti. Ci saranno Nicola Costa, presidente della fondazione Acquario di Genova, Pierangelo Campodonico, direttore del MuMa (Museo del mare di Genova), Agnese Vallerga, responsabile di Italian Cruises Shipping Service (la concessionaria della compagnia armatrice che dal 2017 approderà a Taranto con le navi da crociera), Rinaldo Melucci di Jonian Shipping Consortium, Sergio Prete (presidente dell’Autorità portuale), Carmelo Fanizza di Jonian Dolphin, l’ing. Mellea della fondazione Michelagnoli, Lelio Miro (presidente della Banca di Taranto) , il comandante Nino Nastasi che illustrerà il progetto StarTa, Simonetti dell'ormai consolidato "Palio di Taranto" ed il prof. Mastronuzzi dell'Università di Bari.
 

Chiusura giovedì 29, alle ore 18.30 al Nautilus, quando si parlerà di Mar Piccolo, l’oro di Taranto. 

Focus con Vera Corbelli, commissario straordinario per le bonifiche, 

mentre lo storico e intellettuale Piero Massafra, il presidente dei mitilicoltori di Confcommercio, Mimmo D’Andria, il prof. Nicola Cardellicchio Cnr Taranto,Fabio Millarte del Wwf, Vito Crisanti direttore riserva "Palude la Vela" , l’imprenditore Colomba, l’agente marittimo Gennarini,  il colonnello dell'Areonautica Farina discuteranno sul tema “Mar Piccolo, cuore di Taranto”.

'Aside' Post | By on 20 settembre 2016

 

patrunoliviano

Sarà la città di Taranto ad ospitare la quattordicesima edizione del Levante International Film Festival, rassegna di cinema indipendente con la direzione artistica di Mimmo Mongelli e l’organizzazione affidata all’associazione culturale Nuove Produzioni Spettacolari.

L’annuncio è stato dato martedì sera nel corso dell’incontro con il direttore del Dipartimento Turismo e Cultura della Regione Puglia, Aldo Patruno, – presenti anche le dott.sse Mazzucco e Introna –  organizzato dal consigliere regionale Gianni Liviano e al quale hanno partecipato Franco Milella, consulente Ocse, il direttore artistico del Liff, Mimmo Mongelli appunto, Ezio Ricci e i rappresentanti delle associazioni tarantine Nobilissima Taranto, Pro Loco Taranto, Taranto la città spartana e Accademia degli Audaci.

Infatti, nel corso della riunione si è parlato anche del coinvolgimento della Regione Puglia nella cartografia e mappatura degli ipogei presenti in città vecchia, della realizzazione di un centro per le riprese cinematografiche subacquee e, soprattutto, della possibilità di finanziamento del progetto sul recupero e valorizzazione di Mar Piccolo nonchè del coinvolgimento dell’ente nell’organizzazione dei servizi di supporto alla Spartan Race, la corsa ad ostacoli creata con l’obiettivo di far superare i propri limiti agli atleti, che farà tappa a Taranto i prossimi 29 e 30 ottobre.

Per quanto riguarda il Levante International Film Festival (che dovrebbe tenersi orientativamente nel mese di dicembre), Mimmo Mongelli ha spiegato il trasferimento della rassegna in riva ai due mari per “lanciare un segnale forte alla città”. Del resto, ha aggiunto, un Festival “che guarda al futuro e deve necessariamente innovarsi” non può “non pensare a nuove collaborazioni”.

“Questa sera (martedì, ndr) – ha poi spiegato Gianni Liviano – abbiamo provato a ragionare, in maniera condivisa, della visione di futuro della città di Taranto toccando quattro temi. Uno è stato il trasferimento da Bari a Taranto del Levante International Film Festival, provando a capire quali sono i punti di forza e le eventuali criticità e l’argomento caratterizzante la rassegna cinematografica. Sicuramente – ha aggiunto il consigliere regionale tarantino – perchè l’operazione riesca è importante che la città la percepisca come sua e non come operazione calata dall’alto”.

Sul discorso degli ipogei, “diventati luoghi fortemente frequentati dai tarantini e da numerosissimi turisti che li hanno scelti come destinazione per serate all’insegna della cultura”, Liviano ha sottolineato come nella loro gestione ci siano degli elementi che vanno valutati dal momento che intorno ad essi ruotano mondi diversi, come associazioni culturali e di archeologi, come il Comune di Taranto, tutte componenti che vanno messe insieme e che devono sentirsi tutte appartenenti ad una stessa squadra che potrebbe chiamarsi Taranto sotterranea, una sorta di Comitato di scopo che abbia contezza delle diversità di approccio, che esistono, ma che accomuna tutti in un’ottica di promozione e valorizzazione del territorio. La ricerca di un brand e di un’identità è, sicuramente, il bisogno principale di Taranto e credo che questo debba caratterizzare la legge speciale per Taranto. Il mio obiettivo è quello di fare il sarto di tante stoffe differenti ma ugualmente belle che ci sono in città ma che devono comporre un vestito unico. Forse la legge speciale per Taranto può essere un valido strumento in questa direzione”.

Il direttore Patruno, in conclusione dell’incontro, ha ribadito la volontà della Regione Puglia di procedere alla mappatura e cartografia degli ipogei attraverso la Carta elettronica dei Beni culturali. Per quanto riguarda, invece, la Spartan Race, Patruno contatterà Pugliapromozione, che ha già stanziato 30mila euro per l’evento, per mettere a punto una campagna pubblicitaria e organizzare servizi di supporto agli oltre 6mila “spartani” che già si sono iscritti alla manifestazione. Diverso il discorso per il Centro di riprese cinematografiche subacquee: qui si è in attesa delle determinazioni di Apulia Film Commission che sta valutando progetto e location: è stata, infatti, proposta l’isola di San Paolo.

'Aside' Post | By on 7 settembre 2016