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RESOCONTO – 20 mesi in regione

 

Venti mesi di attività in Regione raccontati attraverso gli articoli di stampa. Così, venerdì sera, Gianni Liviano ha scelto di dare conto, ad elettori e simpatizzanti, di quanto fatto fino ad oggi come consigliere regionale per la città di Taranto.
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E la gente ha risposto, affollando la saletta dell’associazione “Le città che vogliamo”, di cui Liviano è presidente onorario.

“Alle  scorse elezioni regionali – ha esordito Liviano – molti tra voi mi hanno votato. È trascorso ormai un anno e otto mesi da quelle elezioni – ha aggiunto il consigliere regionale – e avverto il desiderio, che è anche il bisogno, di darvi conto di quello che ho provato a fare in questo tempo. E ho deciso di farlo attraverso una raccolta  degli articoli che in questo periodo, nel bene o nel male, hanno parlato di me, delle scelte fatte, delle cose realizzate o avviate, dei successi ottenuti, che hanno portato grande gioia”.

Duecento articoli circa, risultato di una scrematura piu’ ampia, fatta da quasi mille ritagli stampa e da lanci dell’agenzia regionale, per raccontare di un’esperienza nata con l’elezione, il 2 giugno del 2015, in consiglio regionale, proseguita con l’incarico alla guida dell’assessorato all’Industria culturale e turistica (esperienza, purtroppo, breve ma ricca di risultati positivi per il territorio ionico) fino al ruolo di consigliere regionale di maggioranza con il gruppo Emiliano sindaco di Puglia culminato, per il momento, con l’incarico di coordinatore, assegnatogli con delibera di Giunta,  del tavolo tecnico per la legge regionale speciale per Taranto.

Dall’esposizione degli Ori  di Taranto a Expo 2015 alla valorizzazione della rete degli ipogei pensando alla “Taranto sotterranea”; dalla legge sulla produzione e commercializzazione della canapa industriale passando attraverso una lunga serie di interrogazioni e mozioni con le quali sono stati accesi i riflettori sui problemi della città come la necessità di procedere alle assunzioni all’Arpa per permettere alla sede di Taranto di affrontare al meglio le problematiche ambientali, giusto per citare l’ultima in ordine di tempo: questo il racconto di un’avventura “che mi ha visto impegnato, senza lesinare sforzi, nel costruire bellezza e felicità, che è poi stato il leit motiv della mia campagna elettorale, per una comunità troppo ripiegata su se stessa e pronta a consegnarsi ad una deriva disfattista, ostaggio dell’antinomia occupazione contro salute”.

Ecco da cosa è nato il progetto, “largamente condiviso dal presidente della Regione, Michele Emiliano, e dalla giunta”, di costruire una legge speciale per Taranto: “il destino delle One Company Town – ha spiegato Liviano – appare segnato quasi sempre da grandi investimenti industriali, dalla generazione di ricchezza distribuita ma anche dalla distruzione di risorse identitarie e fattori competitivi originali, dall’accelerazione dell’attrattività urbana anche oltre i confini territoriali, all’abbandono urbano e al degrado dei processi di de-industralizzazione legati alla fase discendente del ciclo di vita degli investimenti di grandi industrie. Dalla incorporazione di nuove competenze  professionali alla dissipazione di profili professionali tradizionali e alla perdita della spinta innovativa del tessuto economico e sociale. Dall’innalzamento repentino del tenore di vita di una comunità al progressivo lacerarsi della sua coesione sociale nei tempi della crisi. E Taranto non sfugge a questo destino e, se può dirsi, lo accentua nei suoi fenomeni più dirimenti”.

L’articolato della legge è ormai pronto, “grazie anche alla collaborazione dell’Ufficio legislativo della Regione Puglia nelle persone del dott. Corvasce e Ricapito”, insieme alla relazione di accompagnamento che detta le linee guida per il costruendo piano strategico. La legge attende soltanto di sbarcare in Giunta per la sua approvazione, “cosa che dovrebbe avvenire a breve in quanto sta per essere calendarizzata”.

Non solo legge speciale per Taranto. Perchè Liviano ha al suo attivo la presentazione della proposta di legge per la produzione e commercializzazione della canapa industriale, il cui testo è all’esame delle commissione competente per poi passare al vaglio del Consiglio regionale per la definitiva approvazione; la valorizzazione della rete degli ipogei che vede la Regione Puglia coinvolta in prima persona; le mozioni, votate all’unanimità dal Consiglio regionale, per il mantenimento della sede della Soprintendenza a Taranto, una, e per l’inserimento dell’area ionica nel percorso della via Francigena, l’altra. Senza dimenticare i gravi problemi ambientali e sanitari che affliggono Taranto con gli interventi fatti nei confronti del Consiglio e della Giunta perchè il reparto di Radioterapia dell’ospedale “Moscati” venga dotato di nuovi acceleratori lineari “in modo da poter offrire risposte adeguate, e senza allungamento dei tempi di cura, alle sempre piu’ crescente domanda di cure”. Iniziativa culminata nel reperimento dei fondi necessari per l’acquisto do una nuova macchina. E poi la presa di posizione perchè l’aeroporto “Arlotta” venga aperto anche ai voli civili e tanto altro ancora.

E, poi, l’esperienza agro-dolce dell’assessorato all’Industria culturale e turistica. Esperienza “che mi ha segnato molto (il riferimento è al ritiro della delega dopo appena due mesi per una vicenda risultata, poi, infondata, legata all’organizzazione degli Stati generali del turismo e della cultura, ndr.) ma che, al tempo stesso, mi ha insegnato tanto”.

Due mesi contrassegnati dall’importante successo dell’iniziativa, fortemente voluta da Liviano,che ha visto la presenza di alcuni pezzi della collezione degli Ori di Taranto, attualmente in esposizione al MarTa, nel padiglione della Regione Puglia all’interno di Expo 2015, a Milano. “In quella occasione – ha spiegato il consigliere regionale – abbiamo provato ad accendere emozioni per Taranto, a spingere i visitatori a venire a Taranto per ammirare il resto della collezione. L’obiettivo era quello di fare marketing territoriale e gli Ori di Taranto sono dei beni potenzialmente attraenti”. In sedicimila, poi, hanno ammirato i pezzi in esposizione, sedicimila persone in cinque giorni di permanenza degli Ori a Milano.

Tra le soddisfazioni, poi, quella di aver contribuito, sempre da assessore, al salvataggio dell’Istituto musicale Paisiello, per il quale si agitava sempre piu’ incombente lo spettro della chiusura, e il recupero dei fondi europei per la ristrutturazione del cinema Fusco.

Un anno e otto mesi di adrenalina pura. Ma la storia non finisce qui.

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Apprendo che il vicesindaco di Taranto nonché assessore ai Lavori pubblici si è lanciato in una intemerata nei miei confronti accusandomi, a proposito delle notizie da me diffuse sullo stato di avanzamento delle procedure per la realizzazione dell'impianto fognante nei quartieri di Talsano, Lama e San Vito, di protagonismo. Che dire. C’è chi interpreta la politica come servizio alla comunità, informandola, laddove possibile, su argomenti che la interessano da vicino, e chi, invece, ragiona nell’ottica della medaglia da appuntarsi sul bavero della giacca. Evidentemente, l’assessore Lonoce appartiene a questa seconda categoria”.

È determinata e decisa la replica del consigliere regionale Gianni Liviano alla nota diramata nella tarda mattinata da Palazzo di Città. Accuse che Liviano rispedisce al mittente.

Forse – aggiunge Liviano – al vicesindaco Lonoce sfugge che il sottoscritto è consigliere regionale pertanto portatore di interessi della città di Taranto. Se i cittadini di Talsano, Lama e San Vito hanno preferito rivolgersi a me per avere informazioni sulla questione, piuttosto che al Comune di Taranto, evidentemente c’è un motivo e il vicesindaco Lonoce farebbe bene a interrogarsi su quale esso sia. Vorrei solo sottolineare che la vicenda fogne ha avuto un’accelerata proprio nel momento in cui la Regione Puglia l’ha presa in carico (su sollecitazione oltre che del sottoscritto anche del consigliere comunale e provinciale Dante Capriulo) dal momento che per circa dieci anni questa amministrazione comunale non è stata in grado di assicurare servizi primari ad ampia parte della popolazione. Anzi, se rallentamento c’è stato questo si è verificato nel momento in cui, nonostante la sottoscrizione di un accordo (siglato ad ottobre scorso) tra Regione Puglia, Comune di Taranto e Aqp con il quale si delegava quest’ultimo a procedere negli espropri, la Giunta comunale ha pensato bene di conferire l’incarico ad Infrataras salvo poi rendersi conto di non aver le risorse economiche per assumere, seppure a tempo determinato, le figure tecniche necessarie. Per non parlare del fatto che all’incontro (svoltosi a Bari lo scorso 8 marzo) propedeutico a quello del 6 aprile, cui Lonoce fa riferimento, il sottoscritto era presente insieme al consigliere Capriulo e ad una delegazione di cittadini dei tre quartieri interessati. Mi chiedo, a questo punto, di che cosa stiamo parlando”.

Quanto poi alla infelice frase sulla breve durata del suo assessorato, Liviano ricorda a Lonoce che “si può essere assessori per poco tempo e lasciare segni tangibili come, altresì, si può essere assessori per anni senza che alcuno se ne accorga. Credo – conclude il consigliere regionale – che i tempi siano maturi perché questa Giunta comunale vada a casa in anticipo sulla sua naturale scadenza per decennale evidente e assoluta incapacità di governare la città”.

qui   articoli precedenti su problematica fogna 

'Aside' Post | By on 20 aprile 2016

18/02/2016 – PROPOSTE CULTURALI PER TARANTO incontro con Paolo VERRI e Massimo MANERA

 

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INCONTRO con
Paolo VERRI direttore Matera  Capitale della Cultura, Commissario Agenzia Regionale "Puglia Promozione" e
Massimo MANERA presidente Fondazione NOTTE DELLA TARANTA

PRESENTAZIONE
“A Lecce, La Notte della Taranta; a Matera la capitale europea della cultura 2019; e a Taranto?”. È questo il tema dell’incontro organizzato dall’associazione “Le città che vogliamo”e dal movimento “Partecipazione è cambiamento” al quale interverrà il consigliere regionale Gianni Liviano e al quale parteciperanno Massimo Manera, presidente della fondazione Notte della Taranta, e Paolo Verri, commissario di Pugliapromozione.

“Abbiamo voluto organizzare questo incontro per dare seguito ad un discorso già avviato da Gianni Liviano quando ricopriva l’incarico di assessore regionale all'Industria turistica e culturale in un’ottica di sinergia con realtà affermare si in Italia e nel mondo. Il nostro vuole essere un contributo fattivo che punti al rilancio e allo sviluppo di Taranto”, spiegano i componenti La città che vogliamo.

“L’obbiettivo – spiega il consigliere regionale Gianni Liviano – deve essere quello di creare opportunità di sviluppo reale nel campo del turismo e della cultura. In questa partita conto di giocare tutte le mie carte per tutta la legislatura per mettere Taranto e la sua provincia nelle condizioni di smarcarsi definitivamente dalla schiavitù della grande industria”.

RESOCONTO
Il percorso degli ipogei in città vecchia da inserire nel circuito regionale degli Open day; un centro di riprese cinematografiche subacquee da realizzare in prossimità di una isola tra San Paolo e San Pietro; organizzazione di una tappa della Spartan race da far diventare “un appuntamento di portata internazionale e interamente griffato Taranto”; disponibilità da parte della fondazione La Notte della Taranta a organizzare iniziative comuni con Taranto, consolidamento del Palio di Taranto. Sono questi i risultati che ha portato a casa il consigliere regionale Gianni Liviano al termine dell’incontro di giovedì sera, organizzato dall’associazione “Le città che vogliamo” e dal movimento “Partecipazione  è cambiamento” nella sede di via Fiume 12 a Taranto, al quale hanno partecipato anche Paolo Verri, commissario di Pugliapromozione nonché direttore di Matera2019, e Massimo Manera,  presidente della fondazione Notte della Taranta.

playlist video dell'incontro

Non solo, perché l’altra grossa opportunità che si prospetta per Taranto e il suo territorio provinciale è quella di candidarsi all’organizzazione delle prossime Universiadi. “L’Italia – ha spiegato Paolo Verri – non ha ancora candidato una sua città per ospitare le Universiadi del 2021. L’idea di proporre la città di Taranto è del presidente regionale del Coni ed ex assessore allo Sport del Comune di Bari, Sannicandro”.

Le Universiadi potrebbero essere per Taranto una vera e propria occasione di rilancio turistico e culturale come lo sono state, ha aggiunto Verri, “le Olimpiadi invernali per Torino “.

Occasioni che il consigliere regionale Liviano non intende lasciarsi sfuggire. “Del resto – ha più volte ribadito nel suo intervento di giovedì sera – il nostro obiettivo è quello di dare continuità ad un percorso avviato in quei pochi mesi in cui ho ricoperto la carica di assessore regionale all’Industria turistica e culturale. Vogliamo renderci conto – ha aggiunto Liviano – se ci sono i presupposti per diversificare l’economia ionica puntando ad uno sviluppo che sia alternativo all’Ilva. Insomma,  vogliamo cercare di essere costruttori di economia, vogliamo ragionare di metodi e di impegni per il nostro territorio”.

Per questi motivi diventano importanti le sinergie che si andranno a creare con Pugliapromozione e con la fondazione Notte della Taranta. Con quest’ultima in passato ci sono già state forme di collaborazione “che sono state produttive e che vanno riprese e rinsaldate”, ha aggiunto ancora Liviano. Del resto i numeri parlano chiaro. “Il venerdì delle prove generali – ha fatto presente Manera – abbiamo registrato 80mila presenze diventate 200mila nella serata conclusiva del concerto. Per non parlare del pieno di presenza registrato lungo tutta la settimana del festival nei 12 Comuni che hanno ospitato concerti”. Grandi numeri che hanno collocato i Comuni della Grecìa salentina ai primissimi posti tra i 24 Comuni leccesi per reddito pro capite. E, questo, grazie al festival. “Per ogni euro investito – ha concluso Manera – ce ne sono ritornati otto. È nata una microeconomia alternativa legata soprattutto all’artigianato”.

Ma Taranto, è poi intervenuto Verri, deve puntare “a realizzare un qualcosa di suo, un progetto che diventi sistemico, un esperimento di collettività”. In quest’ottica si inquadra la Spartan race la cui organizzazione sarà affidata a Angelo Zomegnan, dg del Giro d’Italia, e il cui costo non supererà i 30mila euro.

“La prima edizione della Spartan race – ha poi concluso Liviano – costituiranno sorta di test per la città e l’area ionica in previsione della trasformazione della competizione in maniera stabile. Insomma, dobbiamo anche provare a fare qualcosa di importante senza paura di sbagliare”.

               index
 

 
 
Sunto dell' intervento in Consiglio Regionale nella seduta del 5 Febbraio 2016.
prima della votazione di un emendamento proposto relativo al polo universitario jonico
 

..Esorto me stesso e voi a rinnovare un patto per essere costruttori di bellezza e di felicità…. La costruzione di bellezza e di felicità è il desiderio di fornite risposte in maniera appassionata e competente ai bisogni delle persone di questa regione.    Perché ciò si realizzi occorre che ciascuno tra noi,  Maggioranza e opposizione, sia messo in condizione di poter essere costruttore e testimone di felicità….   Perché questo Sia vero, perché ciò accada, è richiesta lealtà, nessuno si senta più furbo di altri, e la fedeltà ad un progetto, il rispetto per le persone, la buona educazione, non vengano scambiati per ingenuità.      Nessuno si  senta autorizzato a giocare a scacchi immaginando che le persone siano pedine….il nostro  patto di fedeltà non e' ai contenitori, o peggio ancora ai personalismi,  ma ai progetti, alle prospettive e agli obbiettivi da realizzare…. La mia fedeltà è alla gente della puglia e alla mia comunità di provenienza in particolare che è luogo che soffre.  Solo con loro il vincolo di fedeltà è reale ed eterno ..
qui il video dell'intervento (grazie alla testata www.oltreilfatto.it )

'Aside' Post | By on 5 febbraio 2016

20151115qdtmargiottaRESOCONTO SERATA

“A volte ho la sensazione di essere terzo rispetto a delle dinamiche, quasi una sorta di extraterrestre in mondi che non ti appartengono ma che lasciare non è opportuno perché se li lasci apri la porta a spazi per costruire bene comune a persone che potrebbero costruirlo ma che potrebbero anche non esserne interessati. Allora, anche rispetto a momenti di sofferenza, che, ultimamente, ho dovuto vivere sulla mia pelle, e di difficoltà a prevalere deve essere il senso di responsabilità. E il senso di responsabilità ti porta a raggiungere la consapevolezza di essere strumento e cacciatore di bene comune anche quando ti sembra di utilizzare strumenti ingiusti. Ma la passione, lo sforzo di essere innamorati, il desiderio di essere costruttori, la scelta privilegiata degli ultimi e dei più poveri devono essere la spinta per continuare a insistere, a non mollare“.

Gianni Liviano non molla, mette alle spalle la dolorosa vicenda che lo ha visto privato della delega assessorile e messo alla gogna da una campagna mediatica senza uguali, e rilancia la sua attività di consigliere regionale. E l’annuncio lo dà in una umida serata barese, nell’aula magna dell’Università di Bari dove ha appena ritirato il premio “Franco Margiotta” assegnatogli per l’impegno politico dalla famiglia dell’illustre chirurgo martinese e dalla fondazione “Nuove proposte” dell’avvocato Elio Greco. Con Liviano, ad essere premiati, sono stati anche Giuseppe Loverro, direttore 2^ U.O.C. di Ginecologia e Ostetricia del Policlinico di Bari, per la chirurgia, e il giornalista Carlo Stragapede per l’impegno culturale.

“Senza indossare bandiere ma ragionando sul terreno del confronto e della condivisione – ha poi detto il consigliere regionale Gianni Liviano – si possono costruire basi solide sulle quali impostare politiche di sviluppo e costruire il bene comune. Ma è necessario – ha poi concluso – sdoganarsi dal leaderismo e dalle corti plaudenti”.

A riprova del rinnovato impegno c’è l’iniziativa alla quale Liviano prenderà parte. Quella organizzata per mercoledì 18 novembre, da “La città che vogliamo quando, alle 18.30 nella nuova sede di via Fiume 12, Liviano insieme a Paolo Verri, direttore di Matera 2019, e a Vera Corbelli, commissario per le bonifiche, si confronterà sul Manifesto per Taranto, documento che è la sintesi delle tesi, delle proposte e dei dibattiti emersi nel corso della “Tre giorni di fine estate” organizzata gli scorsi 16, 17 e 18 settembre dall’associazione. Un manifesto che prende spunto dalle “parole di Taranto”, scaturite dalle parole chiave a partire da quel “bellezza e felicità” declinato nel corso delle tre serate da ospiti illustri quali Luciano Violante, Valentino Castellani, ex sindaco di Torino, Massimo Bray, ex ministro della Cultura e direttore dell’enciclopedia Treccani, lo stesso Paolo Verri, il direttore del Museo archeologico di Taranto, Eva Degl'Innocenti, il magnifico rettore dell’Università di Bari, Antonio Felice Uricchio, e tanti altri.

(Pier Paolo D'Auria)
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PRESENTAZIONE PREMIO
Sarà consegnato a Gianni Liviano, consigliere regionale e comunale del Comune di Taranto, il premio “Franco Margiotta” per l’impegno politico.

La cerimonia di consegna si terrà lunedì 16, alle ore 17.30, nell’aula magna dell’Ateneo dell’Università degli studi di Bari. Il premio, ideato dalla fondazione “Nuove proposte” di Martina Franca e dalla famiglia Margiotta, oltre che al consigliere regionale Gianni Liviano sarà consegnato anche  a Giuseppe Loverro, direttore 2^ U.O.C. di Ginecologia e Ostetricia del Policlinico di Bari, per la chirurgia, e al giornalista Carlo Stragapede per l’impegno culturale.

“Il ricoscimento attribuitomi dalla fondazione Nuove proposte e dalla famiglia Margiotta non può che farmi piacere”, commenta il consigliere regionale Gianni Liviano. “Il premio al mio impegno politico mi gratifica enormemente e mi ripaga, seppure parzialmente, delle recenti amarezze provate nell’esercizio del mio ruolo politico. Questo premio – conclude Liviano – è uno sprone a intensificare gli sforzi per tentare di costruire un futuro fatto di occasioni produttive, di nuova occupazione, di vita sociale dignitosa per una realtà come quella tarantina alle prese con mille difficoltà di ogni tipo”.

Franco Margiotta, il noto chirurgo originario di Cava dei Tirreni ma martinese a tutti gli effetti avendo trascorsa la sua infanzia e adolescenza nella città della Valle d’Itria, visse e operò a Locorotondo, Molfetta e Bari, recentemente scomparso, è stato ricordato per il suo impegno di medico chirurgo su iniziativa della Fondazione Nuove Proposte, della quale fu, agli inizi degli anni 70 cofondatore e sino alla sua scomparsa grande sostenitore.

Ha ottenuto diversi riconoscimenti lavorando per 12 anni nella casa di cura di Martina e svolgendo l'attività di primario negli ospedali di Locorotondo, Molfetta ed infine nelle Case di Cura Riunite di Bari. Nella sua Martina ha ricevuto l'onore di essere eletto tra i 15 uomini che hanno portato lustro e riconoscimenti alla città in campo nazionale ed internazionale: i Patriae Decus. Tra i suoi meriti c’è stato quello di aver creato un gemellaggio tra l'ospedale di Molfetta e quello di Dubrovnik che ha consentito uno scambio di esperienze tra i chirurghi delle due rive opposte del mar Adriatico.
La Fondazione, che, come noto, promuove da anni studi, convegni e premi nel nome e nel segno di grandi medici pugliesi del passato e in onore di grandi medici del presente, ha istituito il Premio Franco Margiotta per la chirurgia, assegnandone la prima edizione a Francesco Schittulli, noto senologo-chirurgo oncologo, per l’opera meritoria di studi e di interventi chirurgici per patologia mammaria. A quella edizione ne hanno fatto seguito altre tre.
(Pier Paolo D'Auria)

'Gallery' Post | By on 18 novembre 2015

2 Luglio – Proclamazione Eletti e Dibattito su “Riduzione Rischio Sanitario al rione Tamburi CHIAREZZA E CONOSCENZA”

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Prima la proclamazione a Bari, alla Corte di appello, a consigliere regionale; poi di corsa al quartiere Tamburi. C'è da parlare di ambiente, degli interventi di bonifica che interessano il quartiere che vive gomito a gomito con la grande fabbrica. L'occasione è il dibattito organizzato dal gruppo consiliare al Comune di Taranto, Noi democratici per le città che vogliamo, e dal giornalista e sociologo Emanuele Spataro sul tema "Dall'eliminazione del rischio sanitario… alle opere di risanamento". Dibattito al quale sono intervenuti lo stesso Gianni Liviano, il consigliere comunale e provinciale, Dante Capriulo, il consigliere comunale Francesco Venere, Pietro Migliorato, cittadino e organizzatore di eventi al quartiere Tamburi. Grandi assenti i tecnici comunali e i presidi degli istituti scolastici del quartiere.

"Con la proclamazione a consigliere regionale – attacca Liviano – finalmente possiamo entrare nella fase operativa. Possiamo dedicarci con atti concreti a tentare di dare risposte alle emergenze della città di Taranto, che sono tantissime e così critiche da rendere difficile stilare una classifica delle priorità, ma anche ai problemi con i quali convivono numerosi centri della provincia ionica".

20150702tamburiEmergenze la maggior parte delle quali riguardano tematiche ambientali. "A Taranto dobbiamo fare i conti con i guasti causati dall'Ilva; a Grottaglie e San Marzano c'è il problema dell'ampliamento della discarica; a Massafra i gruppi ambientalisti stanno combattendo una difficile battaglia per scongiurare il raddoppio dell'inceneritore; stessa situazione ad Avetrana, Manduria, San Pietro in Bevagna con il progetto dello scarico a mare. Insomma – aggiunge Liviano – di lavoro da fare ce n'è ed è tanto e, sicuramente, con il grosso contributo del presidente Emiliano, ci adopereremo per cercare di dare risposte il più esauriente possibile".

E poi il patto con i cittadini del rione: "Cerchiamo di essere vigili sulle bonifiche, continuiamo il percorso avviato questa sera per rispondere alle aspettative della gente. Vediamoci a settembre per tornare a fare il punto sulla situazione, con nuovi dati scientifici. La vita di ogni singola persona vale più di tutto. Costruiamo tavoli di sviluppo ma facciamolo insieme".

E sull'esclusione dal consiglio regionale di Borraccino (dal riconteggio delle schede ha dovuto cedere il seggio al foggiano e compagno di partito Giuseppe Lonigro) Liviano non ha dubbi: "Solidarietà a Mino Borraccino. Dispiace per l'uomo e dispiace per il politico. Ma,  soprattutto, dispiace che la pattuglia dei consiglieri regionali tarantini abbia perso un'unità.  Ma questo non deve scoraggiarci nel nostro lavoro in favore del nostro territorio".

 

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"Le sfide sono grosse, l'impegno è importante soprattutto quello di tutti". 

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Gianni Liviano tratteggia il cammino che lo attende a Bari, in Consiglio regionale, dove è stato eletto con tremila seicento voti. E lo fa radunando amici e gruppo di lavoro a Martina Franca, dai padri Somaschi, nella Casa del Fanciullo.
"Il percorso continua", dice rilanciando ancora con più forza il brand #diamocidelnoi che lo ha accompagnato per tutta la campagna elettorale "e che certamente non può essere mandato in soffitta proprio adesso. Ora – ha aggiunto – dobbiamo essere persone di servizio".  Ma per dare gambe a idee e progetti serve darsi un'organizzazione capillare "che non deragli da progetti condivisi".

Nessun uomo solo al comando "ma una cabina di regia che sappia far proprie le proposte dell'altro,  facendo delle diversità culturali non un muro bensì una ricchezza".

Insomma, le aspettative adesso sono tante e le oltre duecento persone che hanno affollato l'auditorium della Casa del Fanciullo sono una chiara testimonianza della necessità di costruire un nuovo futuro per l'intera area ionica.

Allora via con la cabina di regia che prevede, ha spiegato Liviano, tre unità: politica, civico-culturale, operativa. Ma il collante di tutto il progetto "deve essere la formazione alla politica che deve trovare traduzione nei gruppi di lavoro sui temi centrali di intervento della Regione Puglia. Gruppi di lavoro che si riuniranno nei principali centri della Provincia perché – ha sottolineato Liviano –  nessuno deve sentirsi ai margini".

Poi la trasformazione de "La città che vogliamo" che si trasformerà ne "Le città che vogliamo"

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 alla quale tutti i referenti dei comuni possono aderire,  se lo vorranno, organizzandosi con propri organi". Il tutto non sarà sganciato "dal movimento politico che Michele Emiliano creerà portando a sintesi le sue due liste: Emiliano sindaco di Puglia e la Puglia con Emiliano".

Tornando ai tre pilastri della cabina di regia, l'unità politica si occuperà di ricevere e proporre da e verso l'associazione e le sedi del territorio le sollecitazioni politiche pianificandone le strategie; l'unità civico-culturale avrà il compito di recepire e proporre ogni attività di natura sociale, civica e culturale pianificandone le strategie; l'unità operativa che pianificherà ogni attività di comunicazione compresi eventi, campagne, candidature.
 

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Insomma, c'è l'esigenza di dire ad Emiliano "che ci siamo, che vogliamo spingere su una politica che sia onesta e che abbia, come stella polare, il bene comune". La sfida di stare in un movimento politico è lanciata perché, al di là dei populismo,  "ci sono persone serie che vogliono lavorare per il rilancio del territorio".

Elementi condivisi dai numerosi interventi che si sono succeduti nell'arco della giornata apertasi con una messa di ringraziamento officiata da don Antonio Panico. 

(Pierpaolo D'Auria)

'Aside' Post | By on 20 giugno 2015

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"La drammatica situazione in cui è sprofondata Taranto IsolaVerde, e con essa i suoi lavoratori, richiede interventi rapidi,decisi e al di fuori di  schematismi figli di logiche che appartengono al passato. Vedere padri di famiglia seduti a cavalcioni sui cornicioni di Palazzo D'Ayala o occupare il ponte girevole in difesa del sacrosanto diritto al lavoro non può esimerci dalle responsabilità che ognuno di noi ha accumulato su questa vicenda".

Gianni Liviano, neoeletto consigliere regionale, prende di petto la vicenda è non le manda a dire per interposta persona. "La Provincia di Taranto, socio unico della partecipata IsolaVerde, ieri (oggi per chi legge, ndc) ha annunciato nel corso dell'assemblea con i lavoratori e le rappresentanze sindacali, di non essere in grado di ripianare le perdite accumulate dall'azienda e di essere costretta a procedere alla messa in liquidazione".

In termini pratici questo significa "che per i 225 lavoratori diventa concreto lo spettro del  licenziamento qualora non dovesseroesserci novità. Un fatto gravissimo – aggiunge Liviano – perché la difficile situazione di Taranto IsolaVerde era nota da tempo a tutti ed, evidentemente, non tutto è stato fatto per cercare soluzioni praticabili".

Secondo il consigliere regionale, infatti, qualcosa non ha funzionato. Perché, si chiede Liviano, si è preferito in passato, secondo quanto denunciato dagli allora consiglieri provinciali, affidare a ditte esterne "lavori che avrebbero potuto tranquillamente essere svolti dai lavoratori di IsolaVerde?".

Ma, ora, è tempo di darsi da fare, di rimboccarsi le maniche e "agire per il  bene della collettività. Magari – sottolinea Liviano – chiamando in causa la Regione Puglia la cui precedente giunta qualche errore di valutazione l'ha fatto. A mio avviso – conclude Liviano – si potrebbe cominciare con l'approvare e rendere operativo il Regolamento relativo alla manutenzione delle caldaie che, da un lato,  permetterebbe ai lavoratori di IsolaVerde di assolvere ad una mansione trasferitagli dal Comune di Taranto, ovvero quella delle verifiche sull'avvenuta manutenzione degli impianti, dall'altro, metterebbe le numerose imprese,abilitate alla manutenzione degli impianti, ad uscire da una crisi, nella quale sono cadute a causa dell'impasse determinatasi, che rischia di compromettere centinaia di posti di lavoro anche in quel comparto". 

'Aside' Post | By on 11 giugno 2015

20150609patto1"Sono qui per ascoltare e, magari, poi per parlare", fa Gianni Liviano rivolgendosi al presidente della Camera di Commercio, Luigi Sportelli. Inverte la scaletta dei lavori, il neoconsigliere regionale eletto nella lista Emiliano sindaco di Puglia. Inverte la scaletta perché all'incontro convocato dal presidente Sportelli, presenti i componenti la giunta camerale, parlare, come hanno fatto gli altri colleghi neoeletti presenti (Mazzarano, Pentassuglia, Turco, Franzoso, Perrini, Galante e Morgan con Borracino unico assente), di fatti ed episodi triti e ritriti non ha più senso. "È il momento – ha ribadito successivamente Liviano – di cominciare a parlare di progetti e di prospettive serie. Il tempo delle parole è passato e non deve più ritornare".

Parole chiare e inequivocabili al netto della positività dell'incontro. 20150609patto2Ma lo spartiacque "non deve essere l'appartenenza a partiti bensì la progettualità. Ma temo che per quanto sia importante fare squadra è necessario capire i contenuti, quali sono le idee e cosa riteniamo più utile. Dobbiamo fare squadra sulle cose concrete. Mi sembra, caro presidente, che se si vuole andare oltre il tavolo andrebbe aperto ad esperienze diverse come i sindaci, le associazioni datoriali non rappresentate nella giunta camerale".

Ma quello che più preme a Liviano è capire "come si intende dare seguito a questo tavolo" e, soprattutto,  "di allargare il tavolo ad altre componenti".

E Sportelli ha subito replicato lodando il lavoro svolto da Liviano durante la campagna elettorale  e ha ribadito che l'incontro di oggi (ieri per chi legge, ndc) "vuole raggiungere lo scopo di ascolto e di proposta" e che, comunque, la richiesta di allargare il tavolo ad altre componenti "é legittima purché non sia inteso come il chiedere qualcosa in cambio". 

'Aside' Post | By on 9 giugno 2015

11 maggio – iniziativa con l’Europarlamentare De Castro

DE-CASTRO-CRISPIANO

Lunedì 11 maggio, l'on. Paolo De Castro, europarlamentare e già ministro dell'Agricoltura, sarà l'ospite dell'iniziativa organizzata da Gianni Liviano, capolista della Lista Emiliano sindaco di Puglia alle elezioni Regionali del 31 maggio, alle ore 19 nella masseria Quis ut Deus a Crispiano.

"Agricoltura e turismo sostenibile – Diamo voce alle bellezze del territorio", questo il tema dell'incontro che vedrà i rappresentanti dei Gal Colline joniche e Luoghi del Mito nonché quelli di Confcommercio Taranto, Coldiretti, Confagricoltura e Cia, con Rachele Invernizzi (responsabile di Southemp, azienda crispianese che si occupa della trasformazione della canapa) dibattere insieme all'europarlamentare De Castro delle grandi opportunità di sviluppo derivanti dall'agroalimentare e dal turismo sostenibile.

Prima del dibattito, l'on.  De Castro visiterà le masserie L'Amastuola (ore 18) e La Francesca (ore  18.30).

RESOCONTO

Documentazione Video (Playlist)

Creare alternative per rilanciare il territorio e la sua economia, provando a regalare ad un ruolo di secondo piano la grande industria. CAM00450Questo il senso dell'iniziativa organizzata da Gianni Liviano, capolista alle Regionali nella lista Emiliano sindaco di Puglia, ieri sera nella masseria Quis ut Deus a Crispiano. Ospite d'eccezione l'europarlamentare Paolo De Castro, già ministro dell'Agricoltura. Con lui Rachele Invernizzi, imprenditrice e responsabile della Southemp, azienda che si occupa della trasformazione della canapa, Leonardo Giangrande, presidente di Confcommercio Taranto, AntonioProta, presidente del Gal Colline joniche.

Agricoltura e turismo sostenibile, quindi, attraverso strumenti regionali ed europei necessari per attuare buone pratiche. Sviluppo necessario "per offrire ai nostri figli una possibilità di restare qui sul nostro territorio, di realizzarsi appieno senza dover andare altrove", ha sottolineato Liviano ricordando come tutto va costruito "con percorsi condivisi, con una comunicazione circolare che ascolti tutti e dia a tutti capacità di incidere nelle decisioni".

Paglia da trasformare in canapa,dispetto delle forze dell'ordine non informate della direttiva europea, questo il progetto innovativo che vede Invernizzi impegnata in questa nuova economia che dal 2012 ad oggi è arrivata a 2mila ettari di produzione con un uso dagli svariati aspetti anche alimentari come olio e farina e quando il seme non è ottimo può essere usata nella zootecnia. Un ettaro di canapa produce cellulosa quanto quattro ettari di pioppi in dieci anni " La cartiera di Fabriano – ha detto la Invernizzi – è interessata alla nostra canapa". Ma è difficile convincere gli agricoltori abituati alla coltivazione di cereali.  Perché a Taranto? "Perché è in grado di depurare i terreni", conclude Rachele Invernizzi.CAM00451

Un bellissimo esempio quello della trasformazione della canapa, così l'ha definita Antonio Prota che ha aggiunto come "burocrazia e regole bloccano ogni forma di innovazione. Su questo occorre intervenire oltre alla riqualificazione del territorio. Sappiamo – ha aggiunto – quanto questo sia difficile nel nostro territorio e la parte politica deve giocare un ruolo fondamentale a sostegno delle nostre iniziative e i Gal sono stati un formidabile strumento di sviluppo e coesionepuntando tutto sulla green economy".

Concetti fatti propri da Leonardo Giangrande, presidente di Confcommercio Taranto, che ricorda come lo prendessero per pazzo "quando cinque anni fa, dopo la mia nomina, già parlavo di diversificazione, di ripartire dal territorio svincolandosi dalla morsa della monocultura industriale". Insomma,  ritornare ad essere protagonisti delproprio futuro e del proprio territorio. "Questa – ha detto Giangrande – deve essere la nuova chiave di lettura, mettendoci in gioco recuperando l'appartenenza al territorio senza fare più sconti a nessuno".

Sollecitazioni che hanno fatto breccia nell'on. De Castro. "Ho sentito una grande voglia di riscatto. Il settore agroalimentare è l'unica o settore dell'economia nazionale, nonostante la crisi,  è cresciuto in maniera esponenziale sotto tutti gli aspetti. Su nove miliardi di fatturato, cinque miliardi sono dovuti all'esportazione; sono cresciute del 14% le iscrizioni alle facoltà di Agraria,  segnale che i giovani si stanno riavvicinando all'agricoltura. Siamo in un pianeta, –  ha aggiunto De Castro – dove la maggior parte dei popoli si sta avvicinando alla dieta mediterranea e questa ricchezza di  prodotti celi abbiamo noi. Abbiamo risorse per sostenere i Gal e il sistema delle imprese ma – ha concluso De Castro – dobbiamo saperci rimboccare le maniche e sfruttare tutte le opportunità che il settore agroalimentare è in grado di mettere a disposizione. Ma le opportunità dobbiamo saperle acchiappare".