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Cinquecentomila euro per accelerare il processo di elaborazione del Piano strategico “Taranto Futuro Prossimo”, sostenere il processo di costituzione del “Polo Formativo di eccellenza per la Blue Economy , la nautica e la marineria a Taranto” nonché l’avvio del programma di primi interventi da realizzare sul territorio di Taranto. È quanto previsto dall’articolo 24, ispirato dall’azione del consigliere regionale tarantino Gianni Liviano, della legge di bilancio la cui azione ha portato anche alla presentazione di tre emendamenti, entrambi approvati a maggioranza, di  cinquecentomila euro a favore dei conservatori di musica e degli istituti musicali pareggiati, di  trecentomila euro per effettuare la cartografia e la mappatura storico e logistica degli ipogei presenti nel territorio pugliese e individuarne, qualora necessario, la proprietà, altri cinquecentomila euro per il Sud, il Fondo unico spettacoli.

Tutti provvedimenti presentati al bilancio di previsione 2018 dal consigliere regionale tarantino Gianni Liviano (quello sui conservatori insieme ai colleghi consiglieri Mario Pendinelli e Francesco Paolo Campo) approvati a tarda notte dalla I commissione consiliare Bilancio, che vanno nella direzione dello sviluppo sostenibile e che, adesso, passano al vaglio del consiglio regionale che si riunirà i prossimi 21 e 22 dicembre per l'approvazione definitiva del previsionale 2018 e del pluriennale 2018/2020.

“Con l’articolo che punta a sostenere la filiera formativa della nautica di eccellenza – spiega Liviano – vogliamo far sì che Taranto da città sul mare diventi una città di mare. Questo stanziamento, se confermato dal voto finale dell’Aula, permetterà di individuare il contenitore destinato ad accogliere la filiera formativa, e a realizzare gli eventuali interventi di ristrutturazione dell’immobile, all’interno del quale sistemare i  numerosi laboratori (Open Space, laboratorio di simulazione navale, laboratorio  planetario, laboratorio monitoraggio marino, laboratorio impianto pilota di biologia marina,  laboratorio di educazione marinara,  di far lab, di tappezzeria nautica), per la realizzazione dei quali un’unica rete di soggetti locali, con capofila la scuola Archimede, ha ottenuto un finanziamento di 750mila euro. Il progetto di filiera nautica, prevista del resto anche dalla legge regionale speciale per Taranto – aggiunge Liviano – prende le mosse  dall’esistente, ovvero dall’indirizzo di Trasporti e Logistica, già  da tempo attivo nell’Istituto Archimede di Taranto, fino ad un Master di I livello sul Disegno nautico a cura del Politecnico di Bari nonché all’insediamento del corso di Scienze del mare da parte dell’Università degli studi di Bari. In quest’ottica – ricorda il consigliere regionale – negli incontri susseguitisi nei mesi scorsi è stato anche sottoscritto un protocollo d’intesa. Gli unici ostacoli alla realizzazione del progetto erano la mancanza di un contenitore e, soprattutto, l’assenza di una dotazione finanziaria per la messa a norma dell’immobile che sarà destinato ad ospitare l’intera filiera della nautica”.

Di rilevanza anche l’emendamento che va a rafforzare, con i 300mila euro stanziati, il progetto di mappatura e cartografia degli ipogei e delle caverne presenti sul territorio pugliese.

“La Puglia, ed in particolare alcuni suoi territori, con Taranto sopra tutti, – aggiunge ancora Liviano – è caratterizzata dalla presenza di numerose strutture ipogeiche che ormai da diversi anni stanno rappresentando una meta irrinunciabile per i nuovi flussi di turismo culturale nonché per gli appassionati di archeologia. Un immenso patrimonio, storico e culturale che costituisce, per la sua varietà e le molteplici funzioni che nel corso dei secoli e millenni si sono stratificate, una unicità che deve spingere sempre più a porre in essere tutte le misure necessarie per la sua piena conoscenza, valorizzazione, fruizione e salvaguardia”.

Infine, ma non meno importante, l’emendamento che dà sostegno, con lo stanziamento di 600mila euro (200mila euro per ogni anno del triennio 2018/2020), ai conservatori musicali e agli istituti musicali pareggiati. “Un emendamento che, per quanto mi riguarda, ho sottoscritto avendo ben presente la situazione in cui attualmente versa l’istituto musicale Paisiello in attesa della tanto sospirata statalizzazione,  che però sembra in dirittura d’arrivo, e alle prese con l’incubo della mobilità per il personale docente”.

Adesso la palla passa all’Aula del Consiglio regionale, chiamato a riunirsi, come già detto, i prossimi 21 e 22 dicembre, per l’approvazione definitiva del documento contabile e, di conseguenza, delle tre importanti dotazioni finanziarie che riguardano il territorio ionico.

'Aside' Post | By on 19 dicembre 2017

 

“E’ vero: se vogliamo invertire la rotta e fermare l’esodo, soprattutto di studenti, dalla nostra città è necessario investire nella formazione e saper rispondere alle esigenze sociali. Per cui non posso che condividere quanto hanno dichiarato in questi giorni  dalle colonne di Quotidiano i professori Fabio Mancini e Tiziana Dattuomo”.

Gianni Liviano, consigliere regionale tarantino, coglie al balzo la palla sollevatagli dai due docenti tarantini, per rimarcare come “ampliare e qualificare la rete di servizi educativi e formativi, a partire dall’offerta universitaria, sia piu’ che mai essenziale e indifferibile”.

 

Non a caso il consigliere regionale tarantino ha fatto dell’ampliamento dell’offerta formativa uno dei capisaldi della legge regionale speciale per Taranto di cui è coordinatore del tavolo tecnico. Obiettivo al quale, spiega Liviano, “stiamo lavorando alacremente con il gruppo di lavoro di cui fanno parte Università e Politecnico di Bari, Autorità di sistema portuale dello Jonio, Ufficio scolastico provinciale, Miur oltre a esperti di sviluppo locale come il prof. Franco Milella, già consulente Ocse”.

Un lavoro che ha portato ad individuare una serie di priorità, come ad esempio la scuola superiore per i Beni archeologici e paesaggistici e tutto il discorso legato alla blue economy con annessa filiera della nautica (con contratti di programma in grado di creare domanda), “che contiamo di rappresentare al dott. Giampiero Marchesi, coordinatore della struttura di missione relativa al tavolo Cis per Taranto insieme ad un programma più complesso, il cui masterplan sarà pronto entro settembre, che vede una interconnessione stretta tra corsi triennali, magistrali e master (che operano attraverso laboratori e che hanno in pancia le aziende  in grado di offrire sbocchi lavorativi) di Università e Politecnico di Bari. Stiamo provando a ragionare – spiega il consigliere Liviano – su  tre asset strategici che sono pezzi importanti di quelli che sono gli architravi della legge regionale speciale per Taranto  lungo i quali si cementerà il piano strategico, ovvero: costruire comunità e identità; Taranto città culturale; Taranto città salubre; Taranto città compatta, abitata e sostenibile; Taranto città del mare; Taranto città dell’economia; Taranto città in salute; Taranto città in collegamento”.

Una corsa contro il tempo “per porre un argine – aggiunge il consigliere regionale tarantino – al fenomeno che vede la fascia di età compresa tra i 18 e 25 anni essere quella con un altissimo tasso di ragazzi che abbandonano Taranto per proseguire il proprio corso di studi in altre realtà universitarie”.

Cosa fare, allora? “Occorre – spiega Liviano –  una visione che promuova e sostenga, con un approccio di governance multilivello, il necessario cambiamento delle direttrici di sviluppo della città e del territorio circostante, restituendo alla comunità, cittadini e operatori economici, – la dimensione del futuro, della salute, della sostenibilità ambientale, del valore culturale, dell’innovazione e dello sviluppo delle risorse e dei fattori competitivi locali. Per questo motivo è indispensabile proporre  progetti fattibili e finanziabili nell’ottica di un ragionamento che privilegi la logica del plurifondo. Ovvero, non basarsi esclusivamente sulle risorse messe a disposizione dal Contratto istituzionale di sviluppo ma far riferimento, per esempio, a quelli che saranno rifinanziati dal Cipe. Il tutto in un’ottica di armonizzazione degli interventi che entreranno a far parte del piano strategico della legge regionale speciale per Taranto”.

Ma occorre capire, innanzitutto, quelli che sono i profili in uscita che garantiscono quell’elemento di spendibilità sul territorio. “Per esempio, – aggiunge ancora Liviano – è stato ipotizzato un sistema di servizio open data con il quale sia l’Università che il Politecnico di Bari possano informare di tutto ciò che fanno in termini di offerta formativa sull’economia del mare.

Tutto questo attraverso l’acquisizione di schede di sintesi, in modo da condividere gli elementi di analisi e di dettaglio, che ci mettano nelle condizioni di puntare ad un elenco di competenze in uscita dal mondo dell’istruzione secondaria superiore e universitaria. L’impegno – evidenzia il consigliere regionale – è quello di fare in modo che a Taranto si possano creare dei poli formativi importanti, giusti per il territorio, per fare in modo che i nostri ragazzi non solo si laureino ma possano rimanere nella loro città perché trovano poi quelle attività produttive che permettono loro di lavorare subito. Per cui, parlare anche di nautica in una città come Taranto è un punto importante soprattutto in una regione come la Puglia che vuole investire sul turismo,  anche su quello nautico, e in presenza delle Autorità portuali che si stanno organizzando proprio per incentivare tutto questo. Per cui diventa importante che Taranto non resti fuori da questi processi“.

Parlando di potenziamento e implementazione dell’offerta formativa, che nella filiera della nautica ha il primo obiettivo da centrare, è stato ipotizzato un impegno diretto del Miur “che metta tutti gli attori del tavolo tecnico rapidamente nelle condizioni di predisporre un piano integrato” mentre per quanto riguarda il polo formativo della nautica, appare essenziale “che il Miur avvii una linea d'intervento per un piano di ricerca applicata per imprese che si localizzino a Taranto sui temi dell'ambiente, disinquinamento e nautica, su cui, con il supporto concorrente del Mise, del Cis, della Regione Puglia e del Commissario straordinario per le bonifiche, sarebbe possibile attivare contratti di programma per l'insediamento di attività economiche di punta in quei settori”.

Come metodo di lavoro “abbiamo pensato di procedere alla gerarchizzazione delle schede tecniche in ordine alla rilevanza strategica attraverso criteri condivisi che facciano leva sulla rapidità di avvio e realizzazione degli investimenti necessari per ciascuna, sulla massimizzazione degli impatti sulla comunità, sulla possibilità di associare investimenti produttivi di imprese locali o esterne, sul grado di attrattività e di peso internazionale delle proposte anche con il coinvolgimento di eccellenze nazionali ed internazionali, sulla completezza in uscita del circuito di offerta formativa sulla blue economy, sul consolidamento delle eccellenze formative già operative,  sul coinvolgimento di fondi di privati. Un progetto ambizioso che necessita di un forte e coeso gioco di squadra. E la politica – conclude Liviano – è chiamata a svolgere un ruolo importante e concreto”.

'Aside' Post | By on 10 agosto 2017

Prende sempre più piede il percorso delineato dal consigliere regionale Gianni Liviano, coordinatore del tavolo tecnico della legge regionale speciale per Taranto, sulla strada del potenziamento e dell’ampliamento dell’offerta formativa. Un percorso che vede l’azione sinergica dell’Università di Bari (rappresentata alla riunione di martedì dai proff.ri Giuseppe Mastronuzzi e Laura Tafaro), del Politecnico di Bari (c’erano il prorettore della sede di Taranto, prof. Gregorio Andria, e i proff.ri Giorgio Rocco e Rino Montalbano), dell’Ufficio scolastico provinciale (rappresentato dal provveditore Cosimo Rusciano), dell’Ocse (con il dott. Franco Milella), dell’Autorità Portuale Taranto (in collegamento skype c’era la dott.ssa Dorotea Giancola in rappresentanza del segretario generale, dott. Fulvio Di Blasio).

Sul tavolo al momento ci sono le schede Cis dalle quali partire per evitare inutili sovrapposizioni. Uno degli obiettivi, infatti, è quello di proporre  progetti fattibili e finanziabili nell’ottica di un ragionamento che privilegi la logica del plurifondo. Ovvero, non basarsi esclusivamente sulle risorse messe a disposizione dal Contratto istituzionale di sviluppo ma far riferimento, per esempio, a quelli che saranno rifinanziati dal Cipe. Il tutto in un’ottica di armonizzazione degli interventi che entreranno a far parte del piano strategico della legge regionale speciale per Taranto.

Ma occorre capire, innanzitutto, quelli che sono i profili in uscita che garantiscono quell’elemento di spendibilità sul territorio. Per esempio, è stato ipotizzato un sistema di servizio open data con il quale sia l’Università che il Politecnico di Bari possano informare di tutto ciò che fanno in termini di offerta formativa sull’economia del mare.

Come cronoprogramma, è stato deciso che, attraverso l’acquisizione di schede di sintesi, si condividano gli elementi di analisi e di dettaglio e si punti ad un elenco di competenze in uscita dal mondo dell’istruzione secondaria superiore e universitaria e quello che è presumibile non possa essere allestito a breve periodo sull’offerta formativa nell’ambito della blue economy.

Per quanto riguarda la vexata questio dell’immobile da destinare alla filiera della nautica, è stato deciso di acquisire le planimetrie e la documentazione tecnica di beni disponibili per poi individuare quello più idoneo.

“Non posso che ritenermi soddisfatto di come il lavoro procede”, è il commento del consigliere regionale Liviano. “A memoria d’uomo  non mi sembra di ricordare un tale sforzo di condivisione da parte di più enti formativi che a questo tavolo tecnico si sono avvicinati con onestà intellettuale. Adesso è evidente che tutto deve essere compatibile con le priorità della legge regionale speciale per Taranto e deve essere coerente con il tessuto locale. Per questo motivo dai prossimi incontri coinvolgeremo anche la Camera di commercio. Certo, – conclude Liviano – bisogna fare presto perché l’aspettativa di vita del Governo, che si è sensibilmente accorciata vista l’accelerazione sulla legge elettorale e sul voto in autunno, potrebbe rimettere in discussione tutto ciò che riguarda il Contratto istituzionale di sviluppo”.

'Aside' Post | By on 7 giugno 2017

 

Legge Taranto, Liviano: “Delineata una road map per il potenziamento dell’offerta formativa”

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Una road map per il potenziamento dell’offerta formativa, nell’ambito della legge regionale speciale per Taranto, è stata delineata nel corso del primo incontro del tavolo tecnico (risultato dell’incontro dello scorso 26 maggio con il sottosegretario alla Pubblica istruzione, Angela D’Onghia) riunitosi giovedì mattina nella sede del Provveditorato agli studi di Taranto. Coordinati dal consigliere regionale Gianni Liviano, il prof. Cosimo Rusciano, dirigente l’Ufficio scolastico provinciale, il prof. Gregorio Andria, responsabile del Politecnico di Bari sede di Taranto,  i proff.ri Giorgio Rocco e Rino Montalbano del Politecnico di Bari, il prof. Giuseppe Mastronuzzi delegato dal magnifico rettore dell’Università di Bari, il dott. Francesco Milella, consulente Ocse, il dott. Fulvio Di Blasio, segretario generale dell’Autorità di gestione accompagnato dalla dott.ssa Dorotea Giancola, dopo un breve excursus sullo stato dell’arte, hanno discusso sulle esigenze del territorio ionico cercando di individuare gli strumenti per fornire risposte ad hoc.

Mare, ambiente, narrazione della comunità e innovazione: questi gli architravi sui quali costruire un'offerta formativa completa, di eccellenza e competitiva in grado di far registrare alla città un salto di qualità rendendola ancora più appetibile.

Progetti fattibili e finanziabili nell’ottica di un ragionamento che privilegi la logica del plurifondo ovvero non basarsi esclusivamente sulle risorse messe a disposizione dal Contratto istituzionale di sviluppo ma far riferimento, per esempio, a quelli che saranno rifinanziati dal Cipe. Il tutto in un’ottica di armonizzazione degli interventi che entreranno a far parte del piano strategico della legge regionale speciale per Taranto con quelli previsti nel Cis.

Parlando di potenziamento e implementazione dell’offerta formativa, che nella filiera della nautica ha il primo obiettivo da centrare, è stato ipotizzato un impegno diretto del Miur che metta tutti gli attori del tavolo tecnico rapidamente nelle condizioni di predisporre un piano integrato.

Per quanto riguarda il polo formativo della nautica, appare essenziale che il Miur avvii una linea d'intervento per un piano di ricerca applicata per imprese che si localizzino a Taranto sui temi dell'ambiente, disinquinamento e nautica, su cui, con il supporto concorrente del Mise, del Cis, della Regione Puglia e del Commissario straordinario per le bonifiche, sarebbe possibile attivare contratti di programma per l'insediamento di attività economiche di punta in quei settori. Infatti,  in ordine al master di I livello di design nautico, che il Politecnico di Bari è pronto a far partire a Taranto, è emerso nel corso della riunione che, senza la presenza di aziende del settore, magari pronte anche ad assumere, il corso post laurea non sarebbe appetibile.

Come passo successivo, è stato deciso che ogni partecipante al tavolo tecnico presenti le proprie schede progettuali per quanto di propria competenza in modo da studiarne fattibilità, finanziabilità e complementarietà rispetto ai progetti già presentati al tavolo Cis.

“Torneremo a riunirci martedì prossimo dal momento che i tempi stringono”, ha commentato a conclusione di incontro il consigliere regionale Gianni Liviano. “Le finalità generali – ha aggiunto  il consigliere Liviano – sono quelle di promuovere e sostenere, con un approccio di governance multilivello, il necessario cambiamento delle direttrici di sviluppo della città e del territorio circostante, restituendo alla comunità, cittadini e operatori economici, la dimensione del futuro, della salute, della sostenibilità ambientale, del valore culturale, dell’innovazione e dello sviluppo delle risorse e dei fattori competitivi locali. Occorre, inoltre, trovare quegli strumenti capaci di trattenere i giovani nella nostra città e questo possiamo farlo soltanto se saremo in grado di  mettere a loro disposizione un sistema formativo di qualità e di originalità”.

 

'Aside' Post | By on 3 giugno 2017

Liviano giovedì 26 al laboratorio partecipato per il piano strategico per Taranto insieme a Pugliapromozione e dipartimento Turismo e Cultura della Regione

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Costruire un piano strategico che consenta alla città di Taranto di emanciparsi dall'attuale situazione di one company town per ripensare le sue prospettive di sviluppo e restituire fiducia e speranza ad una comunità in forte sofferenza. E’ questo l’obiettivo che si prefigge di raggiungere “Taranto, Futuro Prossimo – Gli attrattori culturali per lo sviluppo e l’occupazione”, laboratorio partecipato che si terrà giovedì 26 gennaio, dalle ore 10 alle ore 18, all’interno della sede dell’Università di Taranto in via Duomo, nell’ex chiesetta San Francesco, organizzato dal consigliere regionale Gianni Liviano, coordinatore del tavolo tecnico per la redazione della legge regionale speciale per Taranto, in collaborazione con Pugliapromozione e con il dipartimento Turismo, Economia della Cultura e Territorio della Regione Puglia.

“Abbiamo pensato – spiega il consigliere regionale Gianni Liviano – ad un laboratorio che delinei, insieme ad esperti e attori del territorio, azioni prioritarie e di sistema, da porre subito in campo,  utili a rafforzare: il mare, come fattore identitario; l’innovazione sociale e culturale; la valorizzazione integrata del patrimonio culturale, fisico e immateriale, di Taranto”.

Giovedì mattina, dunque, Taranto ospiterà esperti nazionali nella costruzione di piani strategici oltre ai rappresentanti di Ocse e delle associazioni culturali e turistiche che operano sul territorio tarantino. Un open space dove tutte le esperienze verranno confrontate e, partendo da queste, si proverà a fornire utili indicazioni per la costruzione del piano strategico, strumento attuativo della legge speciale per Taranto, il cui articolato è alle battute finali.

“Con questa iniziativa – spiega Liviano – intendiamo rafforzare il sistema delle competenze e delle dotazioni pubbliche ed istituzionali locali per aumentare la capacità di visione strategica, tecnica ed operativa degli attori pubblici locali; proviamo, inoltre, ad avvicinare le competenze ordinarie ed operative della Regione Puglia al governo dei fattori territoriali rafforzando i processi di partecipazione attiva della comunità territoriale al confronto pubblico sul destino e sul futuro della città e del suo comprensorio. Otto gli asset strategici lungo i quali si cementerà il piano strategico e, con esso,la legge regionale speciale per Taranto: costruire comunità e identità; Taranto città culturale; Taranto città salubre; Taranto città compatta, abitata e sostenibile; Taranto città del mare; Taranto città dell’economia; Taranto città in salute; Taranto città in collegamento”.
La metodologia di lavoro sarà quella della progettazione partecipata e dei suoi strumenti,  con momenti di condivisione  in prepariamo e con due workshop paralleli facilitati mediante tecniche di interazione costruttiva.

'Aside' Post | By on 24 gennaio 2017

aggiornamenti importanti su opportunità per Taranto :
inserimento nel percorso della Via Francigena e
costruzione di filiera della nautica 


Taranto è sempre stata un importante nodo viario, attraversato da flussi di pellegrini diretti verso la Terrasanta. Vi afferivano infatti cinque strade: la via Appia da Roma, la via Appia per Brindisi, la mulattiera per Bari, la via per il Salento e quella per il Bruzio. Inoltre un lungo tratto della via Francigena coincide con la via Appia (Roma-Taranto-Brindisi), considerata l’asse principale di tutte le comunicazioni dell’Impero Romano, che conservò il suo ruolo di arteria di comunicazione durante tutto il Medioevo.

Insomma, basterebbe solo questo per legittimare l’inclusione di Taranto nel percorso delle vie Francigene. Ed è quanto avvenuto con l’approvazione all’unanimità della mozione che sull’argomento ha presentato il consigliere regionale Gianni Liviano; un atto che ha riequilibrato una situazione che, in principio, vedeva l’area jonica esclusa mentre veniva inserita, sempre con provvedimento approvato dal. Consiglio regionale, la provincia di Lecce fino a Santa Maria di Leuca.

E la documentazione messa a disposizione, e inglobata nel testo della mozione, dal gruppo di lavoro del Comitato per la qualità della vita è così copiosa che sta a testimoniare, qualora ce ne fosse ancora bisogno, l’importanza e la strategicità della città di Taranto sulle strade che portano ad Oriente.

Di tutto questo si è parlato nel corso della conferenza stampa di ieri mattina convocata dal consigliere regionale Gianni Liviano e alla quale hanno partecipato o componenti il gruppo di lavoro del Comitato per la qualità della vita Carmine Carlucci, Maria Rosaria Piccinni, Salvatore Marzo, Antonio Fornaro20161105csfrancigena e Anna Maria La Neve.

Non solo perché di vie Francigene si tornerà a parlare il prossimo 2 dicembre quando ospite del consigliere Gianni Liviano sarà il prof. Tedeschi, presidente dell’Associazione europea via Francigena.

“L’approvazione della mozione, tra l’altro avvenuta con voto unanime del Consiglio, consentirà alla Giunta regionale di includere nel percorso individuato nell’ambito degli Itinerari culturali del Consiglio d’Europa l’area jonica, che potrà così partecipare alle misure di valorizzazione, promozione e recupero destinate a tali itinerari. Prima di presentarla in Consiglio regionale –  ha aggiunto Liviano –  ho sottoposto la mozione all’attenzione del prof. Piacentini del Mibact e del prof. Tedeschi per assicurarmi che alla base della richiesta ci fossero precisi fondamenti storici. Cosa che mi è stata assicurata essere rispondente. Per cui ho presentato la mozione nello sforzo di costruire ipotesi di diversificazione per ottenere la quale non possiamo non partire da attrattori culturali. Essere inseriti nel circuito dei cammini aiuta a valorizzare il territorio ai fini di un miglioramento del benessere sociale ed economico del territorio. Questa è la scommessa che vogliamo vincere e questo è anche la ratio alla base della costituenda legga Taranto”.

Soddisfazione è stata espressa anche dal presidente del Comitato per la qualità della vita, Carmine Carlucci, che con il gruppo di lavoro formato da Maria Rosaria Piccinni, Salvatore Marzo, Antonio Fornaro e Anna Maria La Neve, oltre alla consulenza del prof. Dammacco dell’Università di Bari, ha provveduto a fornire un’ampia documentazione storica e bibliografica. “Ora – ha fatto presente Carlucci – bisogna lavorare per definire il tracciato che valorizzi il territorio attraverso anche il coinvolgimento delle Soprintendenze e dei Comuni ionici che saranno interessati dal percorso”.

L’importante, ha fatto poi presente il prof. Marzo, è “cominciare a ragionare in tema di distretti turistici. Queste vie – ha concluso – erano importanti vie di pellegrinaggio e di scambi commerciali per cui ponevano anche Taranto in una posizione strategica”.

Ma non soltanto la via Francigena ma Taranto – ha aggiunto il prof. Fornaro – era terminale di cinque strade: la via Appia, la mulattiera per Bari rimasta intatta, la via per il Salento e quella per il Bruzio Calabria, la Altamura-Gravina chiamata del Tarantino perché Taranto era il terminale di numerosi pellegrinaggi sulla via di Santiago di Compostela. Il pellegrinaggio del Giovedì santo altro non è che la perpetuazione del pellegrinaggio proprio verso Santiago di Compostela”.

Insomma, non solo testimonianze storiche ma anche perpetuazione di un rito che affonda le radici nei secoli.



 

Filiera della nautica a Taranto, Liviano: il 14 novembre incontro con l’assessore Leo

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È stato convocato a Bari, nella sede dell’assessorato alla Pubblica istruzione della Regione Puglia, per il prossimo 14 novembre alle ore 10 l’incontro sulla realizzazione a Taranto di una filiera della nautica. A convocarlo è stato l’assessore regionale Sebastiano Leo su richiesta del consigliere regionale Gianni Liviano.

Ed è proprio all’assessore Leo e alla Regione Puglia che il consigliere regionale Liviano rivolge un ringraziamento per la disponibilità “a condividere e valorizzare ipotesi di diversificazione delle prospettive economiche per la nostra città che passano anche dalla valorizzazione della risorsa mare promuovendo anche quelle realtà che cercano di tradurre in fatti concreti questa importante risorsa”.

L’incontro del prossimo 14 novembre punta a  dotare il territorio ionico di un contenitore  che ospiti l'intera filiera formativa della nautica unitamente ai numerosi laboratori (Open Space, laboratorio di simulazione navale, laboratorio  planetario, laboratorio monitoraggio marino, laboratorio impianto pilota di biologia marina,  laboratorio di educazione marinara,  di far lab, di tappezzeria nautica), per la realizzazione dei quali un’unica rete di soggetti locali, con capofila la scuola Archimede, ha ottenuto un finanziamento di 750mila euro, e che prenda le mosse  dall’esistente, ovvero dall’indirizzo di Trasporti e Logistica già  da tempo attivo nell’Istituto Archimede di Taranto, per proseguire con l'intera filiera fino ad un Master di I livello sul Disegno nautico.

“Dal mare dobbiamo  ripartire per pensare ad uno sviluppo alternativo della città di Taranto. Per questo – spiega Liviano – è utile costruire una filiera formativa coerente con i lavori  legati al mare partendo dalla valorizzazione di quanto già insiste sul territorio”. 

All’incontro di lunedì 14 novembre oltre alla Regione Puglia e al dirigente scolastico dell’Istituto Archimede, parteciperanno i rappresentanti dell’Ufficio scolastico regionale, il provveditore agli studi di Taranto, Provincia e Comune di Taranto, Marina militare e il Politecnico.

'Aside' Post | By on 5 novembre 2016

Istituto Nautico Taranto (aggiornamenti)

bussola

“La necessità di condividere e valorizzare ipotesi di diversificazione delle prospettive economiche per la nostra città passa sicuramente dalla valorizzazione della risorsa mare promuovendo anche quelle realtà che cercano di tradurre in fatti concreti questa importante risorsa.  Dal mare dobbiamo ripartire per pensare ad uno sviluppo alternativo della città di Taranto. Per questo è utile costruire una filiera formativa coerente con i lavori  legati al mare partendo dalla valorizzazione di quanto già insiste sul territorio”. 
Così Gianni Liviano, consigliere regionale tarantino, nell’ottica di dotare il territorio ionico di un contenitore  che ospiti l'intera filiera nautica e che prenda le mosse  dall’esistente, ovvero dall’indirizzo di Trasporti e Logistica già  da tempo attivo nell’Istituto Archimede di Taranto, per proseguire con l'intera filiera fino ad un Master di I livello sul Disegno nautico .
In tal senso oggi “ho nuovamente incontrato l’assessore regionale alla Pubblica istruzione, Sebastiano Leo, – sottolinea Liviano – con il quale abbiamo concordato la convocazione, a Taranto, di un incontro al quale invitare, oltre alla Regione Puglia e al dirigente scolastico dell’Istituto Archimede, i rappresentanti dell’Ufficio scolastico regionale, il provveditore agli studi di Taranto, Provincia e Comune di Taranto, Marina militare e il Politecnico. Questo – aggiunge il consigliere Liviano – allo scopo di individuare, nell’immediato, una struttura che sia adeguata ad accogliere l'intera filiera  formativa unitamente ai numerosi laboratori (Open Space, laboratorio di simulazione navale, laboratorio  planetario, laboratorio monitoraggio marino, laboratorio impianto pilota di biologia marina,  laboratorio di educazione marinara,  di far lab, di tappezzeria nautica)  per la realizzazione dei quali un’unica rete di soggetti locali, con capofila la scuola Archimede, ha ottenuto un finanziamento di 750mila euro”.

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“L’Adisu di Taranto non sarà depotenziato e come Regione Puglia daremo un grosso contributo, se sarà il caso anche finanziario, per potenziare l’Università a Taranto”. L’assessore regionale all’Università, Sebastiano Leo, non si nasconde dietro un dito e va dritto al nocciolo della questione. Invitato a Taranto dal consigliere regionale Gianni Liviano a discutere con i rappresentanti degli studenti tarantini  sul sistema universitario ionico, l’esponente della giunta Emiliano ha raccolto tutte le indicazioni e le criticità esposte dagli studenti universitari e discusso con loro, e con gli altri ospiti (all’incontro sono intervenuti il pro Rettore Riccardo Pagano, il rettore del Politecnico di Bari, prof. Ernesto Di Sciascio, il direttore amministrativo Adisu, Antonio Palmiotta, il consigliere comunale e provinciale Dante Capriulo, il consigliere comunale Paolo Ciocia, il consigliere regionale Mino Borraccino oltre a una folta rappresentanza di studenti degli istituti Cabrini, Pitagora e Aristosseno), delle possibili soluzioni.

La politica è stata interrogata e la politica ha risposto alle domande dei ragazzi. Molti, infatti, sono stati i temi toccati da Daniele Ciocia di Elsa Taranto, Doriana Luzzi di Progetto Taranto universitaria, Alessandra Prete dell’associazione Giuristi jonici, Alessandro Tarantino rappresentante di Progetto Taranto in seno all’Adisu, Salvatore Capparelli di Scienze della comuicazione e Anna Colautti e Immacolata Di Cesaria di Scienze infermieristiche: dalla richiesta del mantenimento nel capoluogo ionico dei corsi delle Professioni sanitarie, al rischio incombente di un ridimensionamento della sede tarantina dell’Adisu, dalla necessità di avere una rete di bus piu’ efficiente per assicurare i collegamenti con il Politecnico ubicato al quartiere Paolo VI, allo smacco subito con la chiusura del corso di Beni culturali cui ha fatto seguito l’accorpamento, in favore di Lecce, della sede della Soprintendenza archeologica.

Interventi, quelli degli studenti, dai quali è emersa la necessità di una maggiore pubblicità dell’Università di Taranto fuori dai suoi confini provinciali (Prete: “A Brindisi, per esempio, non sanno dell’esistenza di un polo univeritario a Taranto”) e di come sia necessaria una formazione umanistica senza la quale, ha sottolineato Salvatore Capparelli, “non si può costruire una classe dirigente e Taranto ne è priva”.

Insomma, non si chiedono mance a nessuno e Taranto non deve essere vissuta come un’alternativa “ma come una scelta (Daniele Ciocia)” da chi intende frequentare i suoi corsi universitari.

La richiesta piu’ pressante è stata quella arrivata dalle due studentesse di Scienze infermieristiche, corso alle prese con costanti criticità come le recenti dimissioni di massa da parte dei docenti poi in parte rientrate. “Vista la drammatica emergenza sanitaria e ambientale che la città subisce – hanno fatto presente Anna Colautti e Immacolata Di Cesaria – forse è il caso di investire di piu’ in Scienze infermieristiche perchè questo garantirebbe la possibilità ai malati oncologici di curarsi a casa propria con professionisti della propria terra”. E come sottacere il ruolo che l’Università ha avuto nella riqualificazione della città vecchia di Taranto. Ruolo evidenziato da Doriana Luzzi di Progetto Taranto universitaria che, proprio per questo, ha sottolineato come “sia assurdo che si chiuda un corso universitario come quello di Beni culturali”.

Rimostranze e suggerimenti fatti propri dall’assessore Leo insieme a quelli offerti dai docenti presenti al dibattito organizzato dall’associazione “Le città che vogliamo” e dai movimenti politici “Noi democratici per le città che vogliamo” e “Partecipazione è cambiamento”. E il direttore amministrativo della sede decentrata di Taranto dell’Adisu, Antonio Palmiotta, ha sottolineato come i servizi a supporto degli studenti “siano efficienti” grazie anche alle convenzioni stipulate “con le migliori strutture ricettive e ristoratrici. Siamo in grado – ha aggiunto – di rispondere in tempo reale a qualsiasi istanza degli studenti”. E a Carmine Carucci, del Comitato per la qualità della vita, che rimproverava al rettore del Politecnico di non aver tenuto fede alla promessa di creare la Scuola speciaistica di archeologia, il rettore Di Sciascio ha risposto che “il Politecnico è sempre pronta a realizzarla ma il Comune non ci ha mai messo a disposzione, come da noi chiesto, una sede”. Comunque, ha poi proseguito il rettore Di Sciscio, la mission del Politecnico “non è quella di sfornare laureati sic et simpliciter ma professionisti che abbiano le capcità di inserirsi immediatamente nel mondo del lavoro. La sfida vera – ha concluso – è quella di costruire e ridare una speranza a Taranto e alle nuove generazioni. Il Politecnico è pronto ma occorre che la politica dalle parole passi ai fatti”.

Quei fatti che Dante Capriulo, consigliere provinciale e comunale, si sente di trasformare in atti concreti “ed elaborare un nuovo sistema universitario ionico che si focalizzi su un sistema nuovo di fare formazione e che formi quelle professionalità che davvero servono al territorio”. Argomento per certi versi ripreso dal pro Rettore dell’Università di Bari, Riccardo Pagano, che, cifre alla mano (nove corsi di laurea, 80 docenti strutturati, 200mila euro di stipendi al mese), ha dimostrato come “l’Università si sia accollata un grosso sforzo economico. Resta comunque il fatto che tutti quanti dobbiamo cercare di capire perchè l’Università è fondamentale per Taranto: lo è perchì è un labortorio storico e sociale importantissimo inserito in una città che è l’icona della crisi del Meridione dove è crollato il sistema di portare sviluppo con le industrie”.

A rivendicare “esistenza e dignità ad una terra dalla storia millenaria” è stato il consigliere comunale Paolo Ciocia” il quale ha sottolineato, sulla scorta di quanto emerso soprattutto dalle dichiarazioni del rettore del Politecnico, “la sordità dell’attuale amministrazione comunale chiusa a qualsiasi possibilità di dialogo” puntando l’indice verso il sindaco Stefàno che “per primo non intende centrale lo sviluppo dell’Università ionica. Per questo – ha concluso – confidiamo nel ruolo che la Regione vuole giocare”.

La ricetta possibile? L’assessore regionale Leo non ha dubbi: “Taranto, ma anche Bari e Lecce, devono fare cartello con il sistema universitario meridionale se si vuole competere e competere meglio”. E sull’alternanza scuola-lavoro l’assessore è stato netto: “il Governo deve metterci le riisorse economiche necessarie perchè non si può pretendere formazione se poi questa non si traduce in posti di lavoro”.

Una giornata “veramente proficua e interessante”, così il consigliere regionale Gianni Liviano, ispiratore dell’iniziativa, che non ha mancato di sottolineare come lo scopo debba essere quello “di far sì che i nostri ragazzi studino in una Università tutta tarantina, che non debbano essere costretti ad andare fuori a cercare offerte formative migliori con il rischio che dopo non facciano piu’ ritorno a Taranto. Dobbiamo essere costruttori di sviluppo e di opportunità per i nostri ragazzi. Consolidare l’Università a Taranto  per fornire risposte ad una comunità che soffre. Questo è il compito – ha concluso Liviano – dal quale la politica non può e non deve derogare”.

 

'Aside' Post | By on 5 maggio 2016

È vero che nel Paese è in atto un processo di riorganizzazione dei corsi di laurea ma è fuori dal mondo ipotizzare la chiusura a Taranto del corso di laurea in Beni culturali. Soprattutto perché non si può ignorare una specificità tutta tarantina".

Gianni Liviano va giù senza mezzi termini. Il capolista della Lista Emiliano alle elezioni Regionali del prossimo 31 maggio non  può non ascoltare il grido di allarme che si sta alzando in città tra studenti e addetti ai lavori. Del resto, fa notare Liviano, Taranto è sede di un importante museo archeologico qual è il MarTa che può tranquillamente fare da raccordo con il corso di laurea medesimo.

"Certo, l'obiezione più facile che si possa fare – aggiunge Gianni Liviano – è che a Taranto c'è un numero limitato di iscritti. Allora, anziché tagliare il corso andrebbero potenziate tutte le strutture di supporto.  La città chiede a gran voce un'offerta culturale la più ampia possibile ed è stanca di vedersi sottrarre ogni giorno pezzi importanti della sua economia. Penso – aggiunge Liviano – a quanto sta accadendo con il porto di Taranto. Alla non inclusione nel Def tra le grandi opere dei finanziamenti per il porto ionico a cui ha fatto seguito la comunicazione ufficiale di Evergreen di spostare nel porto di Bari, destinazione Pireo, ma la movimentazione dei container. La situazione – conclude Liviano – è critica. Non possiamo permetterci di perdere ulteriore tempo". Taranto-veduta

'Aside' Post | By on 22 aprile 2015