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Legge Taranto : Liviano sollecita la Regione Puglia

 

 

Convocare i consiglieri regionali del territorio tarantino allo scopo di snellire e velocizzare il percorso della legge speciale per taranto, approvata in giunta regionale nell"ormai lontano mese di febbraio.

È quanto chiede il consigliere regionale Gianni Liviano al capo di Gabinetto Claudio Stefanazzi, in una lettera a lui indirizzata. Una lettera che fa seguito ad un’altra precedentemente indirizzata al dott. Stefanazzi allo scopo di capire, innanzitutto, “se ci sono motivi ostativi perché l’iter della legge regionale speciale per Taranto possa concludersi con l’approdo nell’aula del Consiglio regionale".

Attualmente, il disegno di legge è incardinato in IV commissione consiliare, presidente Donato Pentassuglia, ed è stato sottoposto all’esame delle parti sociali e datoriali nel corso di svariate audizioni. “Da quel momento – sottolinea Liviano – tutto sembra essersi bloccato. Eppure – prosegue il consigliere regionale tarantino – siamo di fronte ad uno strumento formadibile che, se approvato e messo nelle condizioni di operare, potrebbe portare notevoli benefici alla difficile situazione economica e sociale in cui versa il capoluogo ionico. Dalla città – aggiunge ancora Liviano – si alza a gran voce la richiesta di interventi concreti necessari per alzare il livello della qualità della vita. Del resto, la spinta straordinaria e l’attenzione crescente, anche da parte del Governo nazionale con il Cis, su Taranto sono il segno, forse anche tardivo, di una condizione di specialità che la città di Taranto e il suo comprensorio manifestano da  tempo in virtù anche degli effetti che legano il suo destino a quello dell’Ilva. Ecco, perché,  a mio avviso, la Regione Puglia non può sottrarsi alla comprensione di questa condizione peculiare e, in più, deve affrontare in maniera più diretta, perché ne ha competenza e responsabilità, il tema del futuro dello sviluppo urbano e della sua comunità territoriale di Taranto nell’ambito delle proprie politiche regionali, sia in termini straordinari che ordinari. Per cui ritengo – conclude Liviano – che il procrastinare ancora l’approvazione della legge Taranto, che al suo interno contiene elementi innovativi come la previsione del capoluogo ionico quale zona economica speciale, potrebbe essere interpretato dalla città come un disimpegno da parte della Regione. Al contrario, sostenere l’accelerazione di processi di riposizionamento economico e produttivo, sociale e culturale della città di Taranto, in assenza di elementi portanti che hanno costituito il prodromo del successo di tante città internazionali nel cambiamento, è un obiettivo ineludibile per l’equilibrio dello sviluppo dell’intera regione”.

   presentazione "3 giorni di fine estate"  

 

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Si scrive Zes, si legge zona economica speciale. È la nuova frontiera per chi vuole attrarre investitori allettati da interessanti agevolazioni fiscali. E di Zes ultimamente se ne sta facendo un gran parlare perché l’italia ha finalmente deciso di adottarle e di farlo in grande stile, prevedendone due per regioni.

Taranto, città alle prese con il tentativo di scrollarsi indosso l’etichetta di one company town, caratterizzata dalla monocultura industriali, è stata inserita tra le destinatarie di Zes. Ma occorre fare un fretta se non si vuole perdere, a detta di tutti, un’opportunità importante, per non dire vitale.

Per meglio comprendere i  vantaggi e il contributo che le Zes possono portare ai territorio, l'associazione “Le città che vogliamo", è con lei il consigliere regionale Gianni Liviano, hanno organizzato,  nell’ambito della consueta “Tre giorni di fine estate", un incontro sull’importanza di questo strumento al quale sono stati invitati ad intervenire il dott. Juan Torrents, presidente della Federazione mondiale delle Zone franche e delle Zone economiche speciali (Femoza); l’avv. Maurizio D’Amico, segretario generale dell’Advisory Board della Federazione mondiale della Zone franche e delle Zone economiche speciali; l’assessore Acito del comune di Matera; l’on. Ludovico Vico; il prof. Aldo Berlinguer, Ordinario di Diritto comparato all’Università degli studi di Cagliari; il dott. Cosimo Damiano La Torre, presidente dell’Ordine dei commercialisti.

Un dibattito a più voci per parlare di uno strumento che costituisce anche il cuore della costituenda legge regionale speciale per Taranto, un’intuizione del consigliere regionale Liviano,  coordinatore del tavolo tecnico della legge per Taranto, che alla Zes ha cominciato a lavorare, coadiuvato da un gruppo di lavoro, ancor prima che il governo approvasse il decreto “Resto al Sud".

Le Zes, infatti, per la maggiore capacità di catalizzare investimenti diretti esteri grazie alla concessione di agevolazioni fiscali, finanziarie, amministrative ed infrastrutturali, si sono rivelate un efficace strumento di accelerazione economica, rispetto al modello classico di zona franca doganale, risultando più attraenti per la business community. L'introduzione di questi formidabili strumenti di accelerazione economica in Italia, cambierebbe il ruolo del Paese nel Mediterraneo: non più solo «porta dell’Europa» ma fulcro e volàno dell’economia euro-mediterranea.

Argomenti, questi ultimi, trattati dall’avv. Maurizio D’Amico, autore, tra l’altro, di un interessante ebook dal titolo “Le zone economiche speciali una straordinaria opportunità per il rilancio dell’economia in Italia".

Italia chiamata a svolgere un ruolo importante all’interno dell’ambizioso progetto cinese One Belt One Road (la riedizione dell’antica Via della Seta) che prefigura interessanti opportunità di aumento degli interscambi commerciali fra l’Estremo Oriente e l’Italia attraverso il diretto coinvolgimento del suo apparato logistico-portuale nella cosiddetta Via della Seta Marittima, e di conseguenza accresce le aspettative della Penisola circa un concreto rilancio del suo ruolo di Paese centrale (anche non soltanto per ragioni geografiche) nel delicato scacchiere politico-economico del Mediterraneo.

E se il nostro Paese può svolgere un ruolo importante ancor di più può svolgerlo Taranto, naturale porta del Mediterraneo e tappa fondamentale sulla via della seta.

“Con questa iniziativa – ha spiegato il consigliere regionale Gianni Liviano – vogliamo provare ad essere costruttori di futuro, a far reagire la città facendole fare uno scatto verso il futuro. In quest’ottica si inserisce il progetto della legge regionale speciale per Taranto che, al suo interno, prevede la costituzione di una zona economica speciale”. Ma occorre far presto, la Regione deve, entro il mese di ottobre, proporre le candidature di Taranto e di Bari-Brindisi.

Occorre far presto e occorre dipanare subito anche l’amletico dubbio se realizzare una Zes unicellulare  o accettare la proposta di una Zes interregionale con la Basilicata e con Matera in particolare. Un progetto, quest’ultimo, che non incontra i favori di tutti gli attori in campo.

Argomenti discussi nel corso della serata non prima di aver ascoltato l’intervento di Juan Torrents, presidente della Federazione mondiale delle Zone franche e delle Zone economiche speciali (Femoza), il quale ha spiegato come l’Italia può giocare un ruolo importante non solo in ottica Cina ma anche, per esempio,  con l’Iran con uno sguardo alla vicina Africa destinata a svolgere, in un immediato futuro, zona di importanti investimenti. “Ma quello che è veramente importante – ha detto Torrents – è la posizione strategica nonché le infrastrutture. Posso assicurare che il quadro di riferimento delle Zes deve partire dalla città e dalla collaborazione tra gli enti locali. Serve un lavoro sinergico, da questo non si può prescindere”.

Insomma, occorre farsi trovare preparati perché, come dimostrato in quei paesi europei, Polonia in testa, dove le zone economiche speciali stanno funzionando a pieno regime, i benefici si possono toccare con mano.

Sì, ma Taranto? Secondo Torrents, il cuore della Zes deve essere a Taranto ma con situazioni satellitari nei paesi vicini. Questo, ha rimarcato Torrents, contribuirebbe “a creare nuovi posti di lavoro".

Fisco, strutture logistiche, Zes. Ne ha parlato il prof. Berlinguer che è tra quelli che pensa che il fisco non deve essere il primo punto di partenza ma che a anche vero che in Italia la pressione  fiscale è pesante per cui le zone economiche speciali hanno nella loro mission quello di abbattere, attraverso una finanza agevolata, questa pressione. Ma serve anche lo sportello unico doganale e lo sportello unico amministrativo il cui compito deve essere quello di accelerare tutte le procedure in grado di allettare gli investitori. Poi le strutture logistiche con Taranto “che con il suo porto può svolgere un ruolo importantissimo. Ma il tessuto economico locale o si attrezza o muore visto l’attivismo di altre realtà frontaliera. E la Zes deve imprimere un’accelerazione anche su questo versante. Ma le nuove imprese non si attirano se non si curano le ferite ambientali altrimenti non siamo attrattivi. Occorre, però,  essere ingegnosi e attrarre tutte quelle che hanno a che fare con il porto, pensando a start-up che magari si dedicano a risolvere le diseconomie all’interno del porto. Taranto – ha concluso Berlinguer – deve ricondurre questo tema ad un dibattito politico, non pre-elettorale, dove le istituzioni si siedono intorno ad un tavolo e si dicono: cosa possiamo fare insieme, ragionando, magari, nell’ottica della macroregione”.

Passaggi ripresi dal presidente dell’Autorità di sistema portuale dello Jonio, avv. Sergio Prete, il quale ha spiegato come le Zes sono state pensate per ridare slancio e competitività soprattutto ai porti del mezzogiorno d’Italia e ha rimarcato come tutta la prima fase “è di competenza delle istituzioni, in prima battuta della Regione, che dovrà procedere alla candidatura delle aree e a redigere il piano strategico. All’autorità di sistema portuale spetterà il supporto tecnico e i servizi amministrativi e finanziari per le imprese che intenderanno insediarsi nella Zes. Ma la prima discriminante sono gli investitori che, prima di usufruire dei benefici fiscali, dovranno investire significativamente. Soltanto dopo avranno nel credito di imposta benefici che si spalmeranno negli anni successivi". Per quanto riguarda l’aspetto ambientale, Prete ha rimarcato le difficoltà che potrebbero scontare gli investitori per via di procedure lunghe e onerose.

Le Zes già esistenti o i progetti di nuova realizzazione negli Stati della sponda meridionale del Mediterraneo (come ad esempio la Zes del Nuovo Canale di Suez), ha spiegato, invece, l’avv. D’Amico, rischiano di produrre conseguenze dirompenti rispetto ad importanti scali euro-mediterranei, in particolare quelli italiani. Innanzitutto, ha aggiunto, “non bisogna incorrere nell’errore di pensare che le Zes portino solo agevolazioni fiscali perché così non è”.

Lo scenario internazionale rivela una dinamica propensione di molti Governi di Stati terzi all’utilizzo delle zone economiche speciali, e delle zone franche in generale, avvantaggiati dall’incomparabile libertà di poter decidere sull’opportunità o meno di ricorrervi per contribuire a risollevare la situazione economica, commerciale e sociale, dei propri Paesi avvalendosi esclusivamente di ragioni di carattere economico e politico, e “senza l’obbligo di osservare la regolamentazione dell’Unione Europea sugli aiuti di Stato. La realizzazione di Zes competitive a livello internazionale, compatibilmente con la normativa unionale sugli aiuti di stato e sulla concorrenza, – ha aggiunto D’Amico – non è impossibile, come dimostrano alcuni esempi di successo nell’Unione Europea, primo fra tutti la Polonia che, anche grazie a ciò, intorno al 2012 ha assunto una capacità attrattiva tale da classificarla al terzo posto al mondo dopo Cina e Usa”.

Il perché di un asse con Matera l’ha spiegato l’on. Ludovico Vico. “A che serve un porto? Per caricare e scaricare merci e anchen passeggeri. Il porto di Taranto ha centrato la sua storia sull’import. Con la Zes il ragionamento va invertito: accanto all’import c’è bisogno dell’export per cui il porto di Taranto potrebbe diventare piattaforma per chi ha interesse a potenziare questo secondo aspetto. La retroportualità è molto importante ma lo è ancora di più il fatto di avere una ferrovia che entra nel porto e lo scalo di Taranto ha questi due aspetti rafforzati dall’intermodalità che è presente nella vicina Ferrandina”. Messa così si potrebbe dire che il dado è tratto ma serve un piano strategico “che sia uguale per Taranto e Matera. Alzare muri contro la movimentazione delle merci – ha sottolineato l’on. Vico – è ridicolo per cui non capisco questo ostracismo nei confronti della vicina Matera”. Di qui l’auspicio che “Regione Puglia e Regione Basilicata abbiano un piano comune per una Zes interregionale. Se dovessero traccheggiare – ha poi concluso Vico – chiederemo l’intervento diretto della presidenza del consiglio dei ministri”.

Le esigenze delle imprese sono stata rappresentate dal presidente dell’Ordine dei commercialisti,  Cosimo Damiano Latorre, e dall’ing. Carroccia dell’Asi. E sulle Zes da tempo i commercialisti tarantini stanno lavorando. “A volte – ha detto Latorre – ho la sensazione che la cosa vengano prese al rovescio. Secondo me prima bisogna pensare agli obiettivi poi agli strumenti per raggiungerli”. E sulla querelle Taranto-Matera, Latorre ha ribadito come la dotazione finanziaria messa a disposizione per le Zes “non sia dell’altezza del progetto. Se immaginiamo un progetto molto grande, con risorse povere corriamo il rischio di partire zoppi. Per cui alla politica dico di essere coraggiosi e di individuare l’obiettivo anche a costo di dover rinunciare ad altro".

Ma per fare una Zes “occorre un piano strategico altrimenti vale tutto e il contrario di tutto”, ha sottolineato invece l’ing. Carroccia dell’Asi.

Sulle recenti dichiarazioni del sindaco di Taranto, Melucci, l’assessore Acito del Comune di Matera ha puntualizzato, anche lui, l’importanza del piano strategico per attivare processi di sviluppo e di investitori terzi che arrivano in Puglia e in  Basilicata e trovano strutture oltre che incentivi fiscali. “A Matera – ha detto l’assessore – stiamo facendo un’altra operazione: se l’obiettivo è creare posti di lavoro e fermare la fuga di cervelli dobbiamo guardare oltre. Siamo capitale europea della cultura che sta vivendo un’esplosione turistica deve innescare un  processo più ampio. Per questo stiamo puntando moltissimo sull’innovazione tecnologica, come il 5G che permetterà di svolgere operazioni chirurgiche a distanza o guida assistita delle automobili, e sulle imprese culturali e creative che migliorino il prodotto turistico. Tutto questo serve a creare un modello di sviluppo esportabile e la Zes può essere un valido strumento".

 

 

 

 

 

 

'Aside' Post | By on 1 ottobre 2017

3gg di fine estate – resoconto cs del 26/9

Raccontare la città attraverso gli strumenti necessari per la sua crescita. Questo lo scopo della “Tre giorni di fine estate”, giunta quest’anno alla sua ventitreesima edizione grazie alla dedizione dell’associazione “Le città che vogliamo” e del suo mentore Gianni Liviano, consigliere regionale tarantino, che quest’anno si terrà il 29 settembre e il 2 e 3 ottobre prossimi nella sale della ex biblioteca Acciaio,  in via Anfiteatro, a partire dalle ore 18.30.

“Le politiche generative per Taranto”, questo il tema scelto per la ventiduesima edizione. Riflettori puntati su Zone economiche speciali (29 settembre), legge regionale speciale per Taranto (3 ottobre) e presentazione del libro del compianto Guglielmo Minervini “La politica generativa. Pratiche di comunità nel laboratorio Puglia” (2 ottobre).

Si comincia venerdì sera, alle 18.30, quando si parlerà di Zone economiche speciali alla luce, anche, del recente decreto “Resto al Sud” istitutivo delle Zes che, poi, sono anche il cuore pulsante della legge regionale speciale per Taranto.

Si preannuncia un dibattito stimolante, visto il parterre degli ospiti (il dott. Juan Torrents, presidente della Federazione mondiale delle Zone franche e delle Zone economiche speciali -Femoza; l’avv. Maurizio D’Amico, segretario generale dell’Advisory Board della Federazione mondiale della Zone franche e delle Zone economiche speciali; il dott. Michele Mazzarano, assessore allo Sviluppo economico Regione Puglia; il dott. Rinaldo Melucci, sindaco di Taranto; il dott. Raffaello Giulio De Ruggieri, sindaco di Matera; l’on. Ludovico Vico; il prof. Aldo Berlinguer, Ordinario di Diritto comparato all’Università degli studi di Cagliari; il dott. Cosimo Damiano Latorre, presidente dell’Ordine dei commercialisti) e visto il dibattito in corso sull’opportunità o meno di una Zes interregionale con la Regione Basilicata e Matera, in particolare.

Argomento, questo, che vede opinioni contrapposte e che saranno dibattute con gli ospiti. “Non sono contrario pregiudizialmente ad un  progetto del genere – ha spiegato Liviano – ma credo che le risorse economiche messe a disposizione nel decreto debbano essere strumento del piano strategico e non fine. Ripeto non ho pregiudiziali nei confronti dell’asse con Matera ma tutto dipende dagli assi del piano strategico che vogliamo valorizzare e rispetto a questo capire che risposte vogliamo dare. Certo – ha aggiunto il consigliere regionale tarantino -, è nei fatti, per storia e tradizione, che Matera ha un asse privilegiato con Bari per cui se Taranto deve  essere soltanto il porto che consente a Matera di entrare nella Zes non so se alla nostra comunità questo convenga. Se, al contrario, questa intesa interregionale è destinata a produrre benefici per il nostro territorio, evidentemente si può ragionare in questa direzione ma sempre confrontandoci nel merito del piano strategico che intendiamo realizzare. Per cui le opzioni pro o contro non mi entusiasmano se non sono corredate da un’idea di sviluppo”.

Interessante anche l’appuntamento del 2 ottobre (stessa ora e stesso luogo) con la presentazione del libro del compianto Guglielmo Minervini  (già consigliere e assessore regionale) “La politica generativa. Pratiche di comunità nel laboratorio Puglia”. Ad illustrarne i contenuti insieme al consigliere Liviano saranno la prof.ssa Angela Barbanente, assessore regionale della giunta Vendola, l’avv. Giulio Calvani, che è stato stretto collaboratore di Guglielmo Minervini, e don Antonio Panico, sociologo e direttore della sede di Taranto della Luisa.

Chiusura il 3 ottobre, con il focus sulla legge regionale speciale per Taranto che vedrà dibattere su questo importante strumento di rilancio e sviluppo della città ionica (lo stesso consigliere Liviano è il coordinatore del tavolo tecnico della legge) il dott. Franco Milella, esperto di Sviluppo locale e già componente Ocse; il prof. Rino Montalbano, docente del dipartimento di Scienze dell’Ingegneria civile e dell’Architettura del Politecnico di Bari; il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano; i consiglieri regionali tarantini Donato Pentassuglia, Cosimo Borraccino, Giuseppe Turco, Marco Galante, Francesca Franzoso, Renato Perrini, Luigi Morgante; il sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci

 

22^ edizione 3gg di fine estate – Conferenza Stampa

Ventidue anni e non sentirseli addosso.
La “Tre giorni di fine estate “ torna sulla scena con un’edizione,  quella targata 2017, di tutto rispetto e con ospiti di eccezione. Sempre apprezzata e seguita, e che negli anni scorsi ha potuto ospitare gli autorevoli interventi di personaggi significativi, ognuno nel proprio settore, quali don Luigi Ciotti, Rita Borsellino, Giancarlo Caselli, Fausto Bertinotti, Oscar Farinetti, Luciano Violante, l’ex sindaco di Torino Valentino Castellani, l’ex ministro Massimo Bray, il sindaco di Bilbao, solo per citarne alcuni, la kermesse dell’associazione “Le città che vogliamo”, con il suo mentore, il consigliere regionale Gianni Liviano, si ripropone nelle giornate del 29 settembre, 2 e 3 ottobre.

“Le politiche generative per Taranto”, questo il tema scelto per la ventiduesima edizione. Riflettori puntati su Zone economiche speciali (29 settembre), legge regionale speciale per Taranto (3 ottobre) e presentazione del libro del compianto Guglielmo Minervini “La politica generativa. Pratiche di comunità nel laboratorio Puglia” (2 ottobre).

I particolari dell’intera manifestazione saranno illustrati nel corso di una conferenza stampa che si terrà
martedì 26 settembre, alle ore 10.30 nella sede di via Fiume 12 dell’associazione “Le città che vogliamo”, alla presenza del consigliere regionale Gianni Liviano.

TARANTO ZES : 21/9 RIUNIONE A BARI, LIVIANO COORDINATORE

Torna a riunirsi giovedì 21 settembre, alle ore 12.30 nella sede dell’assessorato regionale allo Sviluppo economico (corso Sonnino 177, Bari), il gruppo di lavoro Zes per Taranto del quale è coordinatore il consigliere regionale Gianni Liviano, giusta delibera di giunta regionale n.899 del 7 giugno c.a.

Una riunione che assume aspetti rilevanti se si tiene conto che il dibattito sulle Zone economiche speciali è stato già da tempo avviato e che entro il mese di ottobre occorrerà definirne contorni e dettagli. In più, si aggiunge la discussione sulla possibilità di una Zes interregionale che veda insieme Taranto e Matera. Decisioni tutte di competenza della Regione Puglia e dell’assessore allo Sviluppo economico.

“L’importanza di una zona economica speciale (il rapporto Svimez del 2014 evidenzia come l’istituzione delle Zes sia lo strumento ideale del rilancio economico), permetterebbe – spiega il consigliere Liviano – la possibilità di introdurre agevolazioni di carattere fiscale, sotto forma di riduzione delle imposte sui redditi (Ires), dell’imposta regionale sulle attività produttive (Irap). o dei tributi locali (Imu, Tari) per gli immobili posseduti dalle imprese e utilizzati per l’attività economica, riduzione dei contributi sulle retribuzioni da lavoro dipendente”.

Nella Zes si intende ricomprendere attrattori e fiscalità di vantaggio anche per le imprese culturali e creative. L’obiettivo è quello di offrire un nuovo modello di cultura di impresa partendo dalla modifica dell’attuale sistema e passare dal sostegno all’offerta al sostegno alla domanda.

“È importante – aggiunge Liviano – procedere ad una verifica dei parametri comunitari in modo da capire fino a che punto possiamo spingerci nella configurazione della Zes per Taranto. Aprirne i confini anche all’industria culturale, e aggiungerei anche all’industria culturale spinta, può ampliare i margini di sviluppo economico oltre che, appunto, culturale”.

Non solo defiscalizzazione, però, perché la Zes è  anche logistica e snellezza amministrativa. Infatti, le imprese che vogliono investire sul territorio devono avere certezza sui tempi per cui, è vero che è opportuno e importante  un percorso di fiscalizzazione di vantaggio sul territorio ma è anche vero che, da solo, non è sufficiente a garantire l’insediamento di attività economiche; quindi nel corso dell’incontro sarà valutata l’opportunità di puntare ad una Zes esclusivamente tematica oppure ad un mix che apra la zona economica speciale  anche a tutte le imprese che vogliano insediarsi; a strumenti che puntino alla defiscalizzazione del costo di lavoro dal momento che c’è da pensare a quanti, nei prossimi anni, usciranno dalle imprese della grande industria e dell’indotto in crisi aiutandoli a reinserirsi nel mondo del lavoro.

All’incontro di giovedì, presenti il consigliere Liviano e l’assessore Mazzarano, sono stati invitati il prof. Antonio Uricchio, Magnifico Rettore dell’Università di Bari “Aldo Moro”; il prof. Domenico Laforgia, direttore del dipartimento Sviluppo economico Regione Puglia; il dott. Angelosante Albanese, direttore del dipartimento Risorse finanziarie Regione Puglia; il dott. Aldo Patruno, direttore del dipartimento Cultura Regione Puglia; il prof. Aldo Berlinguer,  ordinario di Diritto comparato presso l’Università di Cagliari; il prof. Giuliano Volpe, ordinario di Archeologia cristiana e medievale presso l’Università degli Studi di Foggia; il dott. Francesco Milella, esperto di sviluppo locale già consulente Ocse; il cav. Luigi Sportelli, presidente della Camera di commercio di Taranto;  l’avv. Sergio Prete, presidente dell'Autorità di sistema portuale del Mar Jonio; l'avv. Maurizio D'Amico, esperto in Diritto dell’Unione europea e segretario generale dell’Advisory Board Federazione mondiale delle Zone Franche e delle Zone economiche speciali (Femoza); il sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci; i consiglieri regionali tarantini.

 

Continua ad animarsi il dibattito sull’istituzione della Zes, Zona economica speciale, da realizzare a Taranto. “La Zes – ribadisce il consigliere regionale Gianni Liviano, coordinatore dello specifico gruppo di lavoro recentemente istituito con delibera di Giunta regionale – è il cuore pulsante della legge regionale speciale per Taranto, il cui iter per la definitiva approvazione in Consiglio regionale è stato incardinato nelle commissioni consiliari. Un argomento così importante che sta vedendo anche gli altri consiglieri regionali tarantini collaborare affinché Taranto ne sia la normale collocazione. Oggi (ieri per chi legge, ndr), infatti, i consiglieri regionali tarantini hanno sottoscritto un ordine del giorno, che sarà presentato e discusso nella prima seduta utile del Consiglio, che va appunto nella direzione di individuare Taranto come area della Puglia titolare di Zes”.

Adesso, aggiunge Liviano, il tavolo tecnico della legge regionale speciale per Taranto, “unitamente agli attori sociali, economici e culturali di Taranto, sta lavorando per la costruzione del piano strategico come previsto all’interno del Ddl Resto al Sud istitutivo delle Zes. Ovviamente, anche il neo eletto sindaco Melucci è chiamato a partecipare da protagonista a questo lavoro comune per il bene della comunità “.

'Aside' Post | By on 12 luglio 2017

9/6 la Giunta Regionale delibera costituzione GdL su Zes coordinato da Gianni Liviano

Zes, la Giunta delibera la costituzione del gruppo di lavoro.
Liviano: “Risultato importante sulla strada della legge Taranto”

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Un altro importante tassello si è aggiunto al mosaico che porterà alla realizzazione compiuta, attraverso la redazione del piano strategico, della legge regionale speciale per Taranto. Nella seduta di mercoledì 7 giugno, infatti, la giunta regionale ha deliberato (n. 899) la costituzione di un Gruppo di lavoro relativo all’attivazione di una Zes (Zona economica speciale) per l’area di Taranto. “Un risultato importante – commenta il consigliere regionale Gianni Liviano – raggiunto grazie anche all'impegno di quei consiglieri regionali tarantini con i quali abbiamo condiviso l’iter che sta portando alla nascita della legge regionale speciale per Taranto”.

Nel gruppo di lavoro sono stati designati il consigliere regionale Giovanni Liviano, in qualità di coordinatore; il prof. Antonio Uricchio, Magnifico Rettore dell’Università di Bari “Aldo Moro” (o suo delegato); il prof. Domenico Laforgia, direttore del dipartimento Sviluppo economico; il dott. Angelosante Albanese, direttore del dipartimento Risorse finanziarie; il dott. Aldo Patruno, direttore del dipartimento Cultura (o loro delegati); il prof. Aldo Berlinguer,  ordinario di Diritto comparato presso l’Università di Cagliari; il prof. Giuliano Volpe, ordinario di Archeologia cristiana e medievale presso l’Università degli Studi di Foggia; il dott. Francesco Milella, esperto di sviluppo locale già consulente Ocse; il cav. Luigi Sportelli, presidente della Camera di commercio di Taranto (o suo delegato);  l’avv. Sergio Prete, presidente dell'Autorità di sistema portuale del Mar Jonio (o suo delegato); l'avv. Maurizio D'Amico, segretario generale forum Zes di Ginevra. 

Dopo i primi due incontri propedeutici, adesso, con la deliberazione di giunta, il gruppo di lavoro entra nella piena operatività.

“La Zes – spiega il consigliere regionale Gianni Liviano – è un’area geografica delimitata dotata di una legislazione economica differente dalla legislazione in atto e che, diversamente dalla Zona franca, beneficia di una normativa di favore più ampia. Proprio per sfruttare le condizioni di vantaggio che le Zes offrono – aggiunge Liviano -, abbiamo pensato di introdurre questo strumento nella legge regionale speciale per Taranto perchè permetterebbe la possibilità di introdurre agevolazioni di carattere fiscale, sotto forma di riduzione delle imposte sui redditi (Ires), dell’imposta regionale sulle attività produttive (Irap). o dei tributi locali (Imu, Tari) per gli immobili posseduti dalle imprese e utilizzati per l’attività economica, riduzione dei contributi sulle retribuzioni da lavoro dipendente. Un’occasione che, credo, vada sfruttata al massimo se vogliamo provare a creare occasioni di riscatto e di rilancio dell’area ionica. Del resto – conclude Liviano – il rapporto Svimez del 2014 evidenzia come l’istituzione delle Zes sia lo strumento ideale del rilancio economico nei tre porti di transhipment del Sud Italia: Cagliari, Taranto e Gioia Tauro”.

Nell’Unione europea esistono 12 stati che hanno zone svantaggiate all’interno del proprio territorio. Di questi, solo due non hanno attivato della Zes nel proprio territorio e sono l’Italia e la Grecia (che, però, ha chiesto ufficialmente l’attivazione di una Zes nel porto del Pireo). In Italia, le regioni ammissibili nelle quali può essere istituita una Zes sono Campania, Basilicata, Puglia, Calabria e Sicilia. Attualmente esistono Zes in Bulgaria, Repubblica Ceca, Estonia, Lettonia, Lituania, Polonia, Romania, Slovenia, Portogallo e Spagna. La Polonia è la nazione che conta il numero maggiore di Zes (14) il cui principale beneficio è costituito dall’esenzione fiscale sulle imposte sul reddito.

Ma al di là degli incentivi fiscali rivolti alle imprese che intendono investire nell’area di Taranto, nella Zes si intende ricomprendere attrattori e fiscalità di vantaggio anche per le imprese culturali e creative. L’obiettivo è quello di offrire un nuovo modello di cultura di impresa partendo dalla modifica dell’attuale sistema e passare dal sostegno all’offerta, un vero e proprio aiuto di Stato, al sostegno alla domanda. Per cui la Zes va inquadrata in un ragionamento più complessivo.

“È importante – aggiunge Liviano – procedere ad una verifica dei parametri comunitari in modo da capire fino a che punto possiamo spingerci nella configurazione della Zes per Taranto. Aprirne i confini anche all’industria culturale, e aggiungerei anche all’industria culturale spinta, può ampliare i margini di sviluppo economico oltre che, appunto, culturale”.

Non solo defiscalizzazione, però, perché la Zes è  anche logistica e snellezza amministrativa. Infatti, le imprese che vogliono investire sul territorio devono avere certezza sui tempi. A Dubai, zona Zes più importante al mondo, per esempio, le imprese vengono registrate in tre giorni grazie ad una società di gestione che si occupa di tutto l’iter. Non sfugge a nessuno – conclude Liviano – che è fondamentale liberare risorse attraverso un quadro normativo appropriato. È vero che è opportuno e importante  un percorso di fiscalizzazione di vantaggio sul territorio ma è anche vero che, da solo, non è sufficiente a garantire l’insediamento di attività economiche; per cui sarà importante capire bene se dobbiamo puntare ad una Zes esclusivamente tematica oppure ad un mix che apra la Zona economica speciale  anche a tutte le imprese che vogliano insediarsi; a strumenti che puntino alla defiscalizzazione del costo di lavoro dal momento che c’è da pensare a quanti, nei prossimi anni, usciranno dalle imprese della grande industria e dell’indotto in crisi aiutandoli a reinserirsi nel mondo del lavoro”.

 

 

24/2 forum su Zes Taranto (Zona Economica Speciale)

  

Legge speciale per Taranto: il consigliere regionale Liviano ha organizzato un confronto sulla Zes (Zona economica speciale)

Si è parlato di Zes, zona economica speciale, nell’incontro che il consigliere regionale Gianni Liviano ha organizzato venerdì 24 febbraio nella sede di via Fiume 12, a Taranto, dell’associazione “Le città che vogliamo”.

resoconto

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“Zes, zona economica speciale-Opportunità per la città con la legge regionale per Taranto”, questo il tema

Le Zes funzionano sulle nuove tecnologie. Ma per introdurle e renderle uno strumento altamente qualificante per il rilancio e lo sviluppo di Taranto occorre bruciare le tappe e recuperare i ritardi accumulati nei confronti di altri paesi membri dell’Unione europea

avanti anni luce rispetto all’Italia. Del resto, sottolinea Aldo Berlinguer, ordinario di Diritto comparato nell’Università di Cagliari e ospite del dibattito organizzato venerdì sera dal consigliere regionale Gianni Liviano, è inconcepibile “che uno dei paesi fondatori dell’Unione europea su questi strumenti sia fortemente in ritardo”.

Riflettori puntati, dunque, sulla Zes, la zona economica speciale, strumento attuale e fondamentale per attrarre investimenti a costo zero sul territorio. Ad accenderli ci ha pensato, appunto, il consigliere regionale Gianni Liviano che, nella sede di via Fiume 12 dell’associazione “Le città che vogliamo” ha riunito, oltre al prof. Berlinguer, l’avv. Sergio Prete, presidente dell’Autorità portuale Taranto; l’avv. Maurizio D'Amico, segretario generale dell'Advisory Board della Federazione mondiale delle Zone Franche e delle Zone Economiche Speciali Ginevra (Femoza che dal 2003 ha lo status di osservatore presso l'Unctad e presso l'Unido); il dott. Aldo Patruno, direttore del dipartimento Turismo e Cultura Regione Puglia; il dott. Francesco Solofrizzo, dirigente della Sezione Finanze Regione Puglia.

“Zes, zona economica speciale-Opportunità per la città con la legge regionale per Taranto”, questo il tema della serata che ha visto tanti operatori economici affollare la sala di via Fiume.

“La Zes – ha esordito il consigliere regionale Gianni Liviano – è un’area geografica delimitata dotata di una legislazione economica differente dalla legislazione in atto e che, diversamente dalla Zona franca, beneficia di una normativa di favore piu’ ampia. Proprio per sfruttare le condizioni di vantaggio che le Zes offrono – ha aggiunto Liviano -, abbiamo pensato di introdurre questo strumento nella legge regionale speciale per Taranto perchè permetterebbe la possibilità di introdurre agevolazioni di carattere fiscale, sotto forma di riduzione delle imposte sui redditi (Ires), dell’imposta regionale sulle attività produttive (Irap). o dei tributi locali (Imu, Tari) per gli immobili posseduti dalle imprese e utilizzati per l’attività economica, riduzione dei contributi sulle retribuzioni da lavoro dipendente. Ma la defiscalizzazione fine a se stessa – ha sottolineato ancora Liviano – da sola non basta perchè non è abbastanza attrattiva per i potenziali investitori per cui la Zes deve prevedere altro al suo interno”. Ovvero, deve contenere “diversi attrattori – ha precisato il consigliere regionale – all’interno dello stesso contenitore”.

Insomma, in soldoni, occorre una progettazione strategica ed efficace, coerente con la normativa nazionale e europea, che conduca alla sua affermazione graduale nell’ambito di un nuovo modello di sviluppo. Ma occorre anche muoversi in fretta.

Per questo all’interno del piano strategico che accompagnerà la legge regionale speciale per Taranto “abbiamo previsto – ha spiegato Liviano – di intraprendere il percorso di una legge nazionale di ispirazione regionale, sull’esempio della Calabria, proprio perchè, soprattutto nel campo della defiscalizzazione, le Regioni, e gli enti locali in genere, non possono  agire da soli”.

Il quadro normativo attuale, ha incalzato Aldo Berlinguer, è favorevole perchè si possa accelerare sulle Zes. Concetto ripreso dal presidente dell’Autorità portuale, Sergio Prete. “Il ministero dei Trasporti – ha annunciato Prete – ha predisposto una proposta di legge con la previsione di tre zone economiche speciali: Taranto, Gioia Tauro e Napoli-Salerno”.

Quella di una legge nazionale non è aspetto da poco dal momento che deve fungere da legge quadro “per vagliare – ha spiegato, invece, Maurizio D’Amico – la compatibilità con la normativa europea e per non incorrere in violazioni della normativa sulla concorrenza”.

Già, l’Unione europea. Nell’Unione europea esistono 12 stati che hanno zone svantaggiate all’interno del proprio territorio. Di questi, solo due non hanno attivato delle Zes nel proprio territorio e sono l’Italia e la Grecia (che, però, ha chiesto ufficialmente l’attivazione di una Zes nel porto del Pireo). In Italia, le regioni ammissibili nelle quali può essere istituita una Zes sono Campania, Basilicata, Puglia, Calabria e Sicilia. Attualmente esistono Zes in Bulgaria, Repubblica Ceca, Estonia, Lettonia, Lituania, Polonia, Romania, Slovenia, Portogallo e Spagna. La Polonia è la nazione che conta il numero maggiore di Zes (14) il cui principale beneficio è costituito dall’esenzione fiscale sulle imposte sul reddito. In aggiunta agli aiuti agli investimenti la normativa europea ammette la possibilità che le piccole e medie imprese possano ottenere aiuti destinati a ridurre le spese correnti di una impresa non legate a investimenti iniziali. Tali spese includono i costi del personale, dei materiali, dei servizi appaltati, delle comunicazioni, dell’energia, della manutenzione dell’affitto, di amministrazione. Inoltre, gli aiuti agli investimenti in territori come la Puglia possono essere riconosciuti solo per la creazione di un nuovo stabilimento, l’ampliamento delle capacità di uno stabilimento esistente, la diversificazione della produzione di uno stabilimento esistente per ottenere prodotti mai fabbricati prima, un cambiamento fondamentale del processo di produzione complessivo di  uno stabilimento esistente.

“Un’occasione – ha detto Liviano – che, credo, vada sfruttata al massimo se vogliamo provare a creare occasioni di riscatto e di rilancio dell’area ionica. Del resto il rapporto Svimez del 2014 evidenzia come l’istituzione delle Zes sia lo strumento ideale del rilancio economico nei tre porti di transhipment del Sud Italia: Cagliari, Taranto e Gioia Tauro”.

Un’occasione che rischia di essere vanificata se, partendo dalla Regione per arrivare fino al        governo, non ci si muove subito perchè si emani una legge quadro, “l’unica – ha fatto presente Francesco Solofrizzo, dirigente la sezione Finanze Regione Puglia – perchè consenta alla Regione di adottare provvedimenti di propria competenza”.

Non solo defiscalizzazione, quindi, ma anche logistica e snellezza amministrativa (“le imprese che vogliono investire devono avere certezza sui tempi. A Dubai, zona Zes piu’ importante al mondo, le imprese vengono registrate in tre giorni grazie ad una società di gestione che si occupa di tutto l’iter”, ha fatto notare D’Amico) e, perchè no, “attrattori culturali. Le Zes oltre che per le imprese andrebbero sperimentate per cultura e turismo”, è stato l’elemento introdotto a conclusione del dibattito dal direttore dei dipartimento Turismo e Cultura della Regione Puglia, Aldo Patruno. “Serve – ha aggiunto Patruno – un nuovo modello di cultura di impresa. Occorre modificare l’attuale sistema e passare dal sostegno all’offerta, un vero e proprio aiuto di Stato, al sostegno alla domanda. Per cui – ha concluso – la Zes va inquadrata in un ragionamento piu’ complessivo”. Ragionamento che la legge regionale speciale per Taranto sta provando a concretizzare in atti concreti. 

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